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VITE
E' P I T T O R I, S € U" L T O R I,
E B ARCHITETTI
GENOVESI
j. jjt ^^ Sj ^ J^ J!L 3^ jL» ^^
S O 'F B. A. M 1
PATRIZIO GENOVESE
In quefta ieconda Edizione rivedute , accrefciute ,
ed arriccliite di note
;d.jl. camxo ^^rcrsjEiJpjpjg 'MaTTX
Pittore , e Socio delle Accademie Liguflica ,
e Parmenfe .
TOMO PRIMO.
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Nella Stamperia Casamara, dalle cinque Lampadi .
CON LICENZA D E' SUP ERIO RI,
^( i )^^
AXZA. wan'XX.I.SSJ.M.A. JÙAM.A
LA SIGNORA
NOBILISSIMA DAMA,
Uando ben anche nel dedicarvi
la prefente Storia altro non avelli
avuto in mira, che di procacciare alla medeiima
un qualche diflinto ornamento, e fplendore.,:
Tot-
r otterrebbe eila, e ben grande dal lolo Nome,
che porta in fronte *. Nome di una Dama per
la nobiltà de* Natali , - per la gloria degli Avi ,
e più ancora per li molti fìngolari fuoi pregi,
e per le amabili qualità del Tuo gentililTjmo tratto,
e dell' aureo coflume , fé altra mai , ragguardevole.
Ma non è quefto né il Iblo , né il principale mo-
tivo, che m'abbia indotto a fìilare in Voi uni-
camente il penllero . Altri ve n' ha , e piìi forti
per avventura, e fenza meno, più confacenti al
Ibggetto di un' Opera , in cui con le Vite insie-
me de' più infìgni Pittori , Scultori , ed Archi-
tetti deicritte fono 1' eccellenti lor produzioni :
onde fi pregia meritamente la noflra Liguria,
ed in ifpecie quefla Sereniffima Dominante-..
Troppo è fempre flato ordinario, e direi quali
connaturale all'lUiiflre Voflra Famìglia, ed a_.
quella del Signor Cristoforo, Voflro degniilimo
Spofo , il buon guflo , e l' amore verfo le tre Arti
forelle , per credervi indifferente in cofa , che le
riguardi . Dolce fia pure in ogni età , e venerabile
per elle , e pe' faggi lor Profeilbn V onorata me-
moria di uno Stefano (i) , e d'un Marcello Du-
RAZZO,
(i) La fabbrica del Seminaria de* Clierici eretta in quella città a fpefe del Card.
Stefano Dura;?2o è affai confiderabile per la vafta mole , e bene intefa ArcJii-
tettura .
Il Cardinal Marcello Durazzo del titolo di S. Pietro ad V^ncttla fece dipin-
gere la volta di quella Chiefa da Gio. Battifta Parodi genovefe .
Il Cardinal Giorgio Spinola Prozio del Sig. Criftoforo , è flato un gran Pro-
tettore de' più celebri Pittori , Scultori , ed Architetti del fuo tempo ; pro-
movendoli , e decorandoli ancora di titoli, e gradi onorevoli.
Moltinimi altri Porporati di quello Cognome fiorirono , fino a vederfene_i
ire nel tempo medefimo, e tutti amanti di quelle nobilifllme Arti.
Sopra un Altare della Chiefa del pubblico Albergo fi vede un magnifico baffo
jilicvo del Buonarroti i rapprelsmante la Vcrgijw ùi atto di contemplare-.
il cat^"
RAZZO , e di un Giorgio , e Gio. Domenico Spino^
LA , che dalla llima , e inclinazione dell* une non
il diftraflero punto , né anche in mezzo alle cure
graviffime di cariche le più importanti, e de' più
geloiì maneggi: e tra lo sfoggio delle più faflofe
Infegne, e delle Dignità più eminenti fi reca-
rono a grande impegno il proteggere gli altri.
E fenza richiamarvi alla mente i tempi trafcorii,
quanto non deve l'Architettura al Signor Gia-
como DuRAZZo (i) Vollro Zio, e al Serenifllmo
MARCELLO inclito Voftro Genitore, che al-
la magnificenza più fplendida accoppiando il più
fino difcernimento , nella fabbrica di molti fuoi
maeftofì palazzi non per altro ha impiegato di
fcelti Artefici l' induftriofa opera, e la fatica_,,
fé non fé per l' efatta efecuzione de' gran dife-
gni , che ne avea egli llelTo da prima lodevol-
mente formati (2) ? Quindi è , che in rileggendo
la prefente lloria vi avverrà tratto tratto d'im-
battervi ne' chiari Nomi di nobilifiìmi Perfonag-
gi , a Voi per fangue erettamente congiunti , e
* "" non
il cadavere del Divinrt fuo Figlid . Quefta Scultura è fiata lafciata a quella
Ciiiefa dal Sis.. Gio, Domenico Spinola , che ereditata 1' aveva dal Caldina!
Gio. Domenico fuo Zio .
(i) Quello Giacomo è fratello del Sereniflìmo . Sta attuale Ambafciadore delli_
Corte Imperiale preffo la Repubblica di Venezia . Egli è verfato nell' Archi-
tettura sì Civile , che Militare .
(z) Oltracciò tutti i fuoi palazzi fona magnificamente decorati di belle Pitture,
e Sculture ; e fintjolarmente quello fituata nella ftrada Balbi , nel quale fona
raccolte in gran numero funtuofe Statue , tanto antiche , quanto moderne , ed
un bufto fole , figuran e il ritratto di Vitellio Imperadore , è prodigio dell' Arte,
Tra le Pitture, che l'adornano, è confiderabile il quadro della Maddalen-a
a' piedi di Grillo in cafa del Farifeo . Opera di Paolo da Verona .
A' molti quadri di alto pregio appartenenti alla Fainislia Durazzo fa di-
ftinta corona quello rapprefèntante l' Aflunta , e gli'Apofloli (di mani»
di Guido Reni ) , che vedcll nella cappella Durazzo al Gesù ,
non potrete al certo non intereiTarvi nella defcri-
!iione di tanti funtuofì edifizj ,
Dì [culti marmi ^ e di dipinte tele,
che riconoicerete a chiare note quai luminofi
monumenti dell'Animo grande, e del genio fu-
blime de* Voftri eccelli Maggiori , e quali non
volgari fregi delle pareti domeniche , oggetto
per Voi di oneflo piacevole trattenimento infino
dagli anni Vofìri più teneri . L' Opera finalmen-
te , che. Vi prefento , Vi iomminilira le più rile-
vanti notizie di alcune Nobili genovefì Dipin-
trici, le quali fanno fede elTere al Vofìro fejTo
anche in quella parte aperto libero il campo al
fapere, ed alla gloria, lo mi lulìngo perciò, che
Voi, NOBILISSIMA DAMA, fecondando
gr impuUi deir indole Voftra generofa , e genti-
le, farete per riguardare con parziale amorevo-
lezza quella mia offèrta , qualunque ella liafì ,
e che infìeme con ella accoglierete cortefe fotto
la Vollra autorevole protezione , chi penetrato
per Voi dal più vivo fentimento di rifpetto,
e di venerazione , in atto di profondiflima ri-
verenza palla a dichiararli
DI VOI NOBILISSIMA DAMA
Umilifs. , Dhotifs. , ed Obblig. Servidore
Ivone Gravier .
A' Saggi Lettori.
AG. D. B.
SsM benemerito della Patria, e delle buone Arti fu
Raffaello Soprani , la cui diligenza , ed efattezza nel
ricercar le notizie contenute in queji' Opera , non può abbajianza
lodarft . Egli le avea già raccolte : ma ( che che fé ne affermi
Gio. Niccolò Cavanna ) non le avea per anco ni- ordinate , né
fornite d' elocuzione godibile : quando prevenuto dalla mortt^ ,
dovette lafciarle confufe , e Jìmili anzi ad un embrione , che ad
un parto organizzato , e maturo . Era da qualche tempo fparfa
la fama dell' Opera : e gli eredi Figli dell' Autore , vinti dalle
continue mjìanze de' Cittadini , non poterono rictìfare di pubbli-
carla . Se ne prefe l' affunto ti Cavanna /incero Amico de' Si-
gnori Soprani ; non però jornito di tanta abilità , che /ufficiente
foffe a dar l' ultima mano ad una Storia Solamente abbozzata.
Cojìui efeguì ciò , che feppe : vi fece incidere alcuni buoni ri-
tratti in rame, e la conjegnò alle /lampe tale, quale di primo
lancio era fiata fritta . Aggiuntovi di fuo un mefchino rag-
guaglio della Vita di effo Autore ; ove campeggiano gì' idiotijmi,
i Jolecifmi , e gli affurdi . Cosi pubblicoffi l Opera ; e fu buona
forte , che fé ne tirarono poche copie . Ella riufci gradita per
la ricchezza delle fue rare notizie . Nel refio fi defiderh , che
foffe meglio difpojia , e men dif adorna . Un sì ragionevole def-
derio , che allora non potè appagar/' , non fi è ora pojio in di-
menticanza neir occa/one di ridonar/ alle Jìamp e l' Opera Jìeffa
ricercata da molti Firtuo/ì e di Genova, t d' altre primarie^
città d' Italia , e di fuori .
Promotore di quefla edizione è fiato Mr. Ivoiie Gravier .
Egli avendola deliberata affai più magnifica della prima , a nuo-
vi caratteri, in dijiinta carta , con accrefciuto numero di ritratti
fedelmente rijcontrati , ed incifi : s' avvide , che v' era ncceffa-
rio un miglior ordine , e uno fiile più colto . Per queflo effetto
ricorfe a me , che ?i' accettai l' incarico . Quanto io abbia qui
operato può veder/ al confronto con la prima edizione . Né al-
tro ne dico ,. fé non che chi è dijcreto non dovrà richiamar/I
della mia fatica . Non
«^( vi )^
Non ha gran tempo , che Luigi Crejpl Canonico Bohgneft^
volendo rimandare alle ftampe le T^ite de Pittori defcritte nella
Felfma Pittrice del Conte Carlo Crfare Malvagia ( o Malvasia) ,
le ha prÌ7na ridotte in forma da potcrjl leggere fcnza naufea :
e del Juo operato ne ha avuta V approvazione de' Dotti . Il So-
prani , ed il Malvagia furono ambedue Soz,gctti di grande Jìi-
ma : ad cf/i abbiamo V obbligazione di molte degne notizie^ .
Ma ben fi fa , che la purità della lingua volgare non avea
nel pajfato fecolo ricevute ni in Genova , né in Bologna quelle
ofpìtali accoglieììze , de ha poi ricevute nel 'nojìro . Fu colpa
de' teìnpi fé certe Opere non ebbero tal purità : e colpa farebbe
di chi le ritorna in luce , fé ve le ritornajfe fenza raffazzonarle.
Io neW imprendere quejìo impegno mi fono affidato ad un-^
'mio giufto coraggio. luperocchè, febbene io non fi a ni Pitto-
re , nt Scultore , 7ic Architetto : nientedimeno pojjeggo di tali
facoltà la teorica , e i termini : acquijìo da me fatto per mez-
zo dell' accurata lezione di quegli Scrittori , che di effe hanno
con fondamento , e con pulitezza trattato . £ però lontano mi
Jìimo dal cafo di quel Megahizzo , che volendo difcorrere di Pit-
tura, fi rende oz,gctto di derifìone a' fattorini d' Ape Ile . (a)
Oltre al già menzionato Gravier molto anche è debitrice
quefì' Opera all' egregio noftro Pittore Carlo Giufeppe Ratti ,
il quale non folo l' ha illuflrata con erudite note , ha efattamen-
te rifcontratc tutte le Pitture , e Sculture riferite dal Soprani ,
e V ha aggiunte le altre di merito da efo Soprani non riferite :
ma di più l' ha accrefciuta del fecondo tomo [ che non tarderà
ad ufcire ] contenente le Plte de Profejori genovefi defunti dal
tempo del Soprani infino al dì d' oggi ; tomo Jìmilmente copiofo
di belle , e rare notizie .
Parrà forfè a taluno , che il Ratti nelle fopraddette note ,
ove gli fìa occorfo parlare di Mr. Godìi n abbia 7iel redarguirlo
receduto . Ma per vero dire ha piuttofìo ecceduto il Gochin_.
col fio irragionevole tajfare, ed avvilire le Pitture, e le Scul-
ture de' Profejfori italiani in quelle più fegnalati : con che ha
offefo gì' Intelligenti ìioflri ; ed ha flomacato quelli di fua Na-
zione .
(a) Plutarch. de Differ. Amie? ab Adular. & /Tlian. Var. Hift. lib. ». cap. a.
Ma Eliaiio in vece d' Apclle vi nomina Zcufi .
^( vii )^
ztone . (a) Dovea ben cojlui metterjt innanzi V efempto del Bd'
rone d' Argens (b) , onde avrebbe imparato ad ejjere più cir-
con/petto nelle Jue critiche . lo lajcio , che quefle fi ribadiscano da
que' V.rtuofi C ttadini , alle cui città rijpettivamente apparten-
gono : e mi fermo fol tanto a moflrare , che il Cochin non j' intende
né di Pittura , né di Scultura . In fatti chi mai concederà , che
di quefle s' intenda chi non ne fa conofcere né il pregio , né gli
Jutori ? Tale evidentemente fi dìfcuopre il Cochin ; perciocché
entrato qui nella Chiefa di S. Lorenzo , ci difprezza i dipinti de
Luca Cambi afo , e del Tavarone , anzi ancora lo fìupendo Croci-
fijfo del Barocci ; né cura punto le nobiliffìme Statue marmoree ,
che ci fono del Civitali , del Sanfovino , di Guglielmo dalla Porta,
e d' altri famofi Artefici . In S. Matteo non entra a vederti
le fuperbijfime del Montorfoli : né in S. Francefco di Cajìelletto
quelle di Gio. Bologna . Nel grand' Albergo 7ion degna di men-
zione il bajfo rilievo del Buonarroti . In Santo Stejano non ri-
conofce il gran quadro di Giulio Romano : e nel palazzo del
Principe Doria non ojferva le egregie Opere di Ferino del Vaga .
Prende poi anche talvolta un Autore per l' altro . A cagiont^
d' efcmpio : egli nella Chiefa della Maddalena vede le pitture
a frefco fattevi a nofiri tempi da Sebafìiano Galeotti ; e le at-
tribuire al Parmigianino . È quefìo è intenderfi di Pitturi^ ?
In S. Maria delle Vigne giudica Cjfer Opera del Puget /' Altare
d: marmo , quand' é del Ponzonelli . E queflo è intenderfi di Scul-
tura ? In oltre tutti gli sforzi critici del Cochin confifiono in
dire d' un quadro , che il efl mauvais : d' un altro , che il eli:
mal delfine : d' un altro , che il n' y a point d' efi'et : e fen-
tenze tali . Ma le ragioni ove fono > Saran rimafe in quelle^
note, che ad ogni poco afferma d' aver perduto. Afpettiam ,
che le trovi .
Rejia per ultimo , eh' io gìuflifichi V elocuzione , di cui va
rivefìito queflo volume . Ho proceduto in effo con tflile Suetonia-
no , fch'ctto , fenza lifci , e con mifurata economia di parole :
ben perfuafo , che un grand' ornamento del dire fia il non afet-
tars ornamenti . La limpidezza delle voci , ti loro giufto figni-
fìcato ,
(a) Mr. de VFatvllet ^ Mr. Carlo ClerUJeau ^ ed altri virtuofi Francefi difappro-
^^"o 1' Opera de! Cochin , e di lui fortemeiire i\ la:rnano .
\o) Il Barone à" Argeus fu più che abbartaiiza confutato da un dotto Italiauo
anommo , e da altri , Ouiic la fua Operuccia non gli fece buon prò .
*^( vili )J|f3J
ficato , la proporzionata loro collocazione potranno qui ricono-
fcerji da coloro , che l' incorrotta letteratura profetano .
La cura di ripulire queji' Opera ci ha tirato a un indugio
piti lungo di quello penfavajì . Ma necejjario egli era , fé /t vo-
leva una cofa migliorata a dovere . Egli è diffìcile operare in
fretta , ed injìeme aggiuflatamente . Tal conjtderazione det^
muovere a graziofo compatimento coloro , che Jì lagnavano ,
qua/ì foffe trafcuratezza ciò , che era Jìudiofo impegno . OrO-^
di quefto ne provano il buon effetto ; mentre veggono l' Opera
fiejfa ridotta a un ejfer migliore , qual frutto Jìagionato , efoave.
Cos) i Virttiofi potranno gujiarla con maggior piacere , e cotL-,
la giunta del merito d' una efercitata Jaggia pazienza .
VITA
VITA
DI RAFFAELE SOPRANI
PATRIZIO GENOVESE
PITTORE , ED AUTORE DEL PRESENTE LIBRO ,
Scritta da Gio. Niccolò Cavanna
Patrizio Genovcfe .
in IreiiJiut
Acque Raffaele Soprani in Genova, tra l'Or-
dine Patrizio , l'anno di noftra falute \6\z.
il di 8. gennajo . Suo Padre fu Antonio Maria
figlio di Bernardo Soprani , e fua Madre Ge-
ronima figlia di Gio, Tommafo Oliva • Fu alle-
vato con grandilTima accuratezza, e tanto mag-
giormente , clie ciò richiedeva la troppo delicata fua com-
plefllone ; onde in età di cinque anni a cagione d' eccelTiv*
T:<jm. J. A debOT
ft VITADELL' AUTORE.
debolezza di ftomaco ebbe una malattia mortale , dalla quale
per intercefllone di Maria Vergine , e di S. Francefco di Paola
- rifanò : e per quanti altri mali in gioventù gli fopraggiun-
DiRaffa£L£ geffero , niuno lo ridulTe a pericolo della vita .
SoFRANi. D' et i. d'anni 28. con loddisfazione del Padre prefe in
ifpofa la Signora Bianca Lucia figlia del già Sereniffuno Leo-
nardo dalla Torre del fu Battiila , dalla quale ebbe tre figli ma-
fchj , cioè Bernardo , Oberto , ed Agoltino . Il maggior di
quefti in età d' anni 20. palsò a miglior vita ; perdita, che riu-
fcì al Padre di gran dolore , perchè teneramente 1' amava .
Nel 1(541. gli mancò la Madre già da. molti anni inferma;
enei 16^ j. la petBlenza gli tolfe il Padre , che in quel tempo
per la quarta volta fedeva fra* Senatori , fra' quali ebbe luogo
anch'elfo Raffaele nel 1660., enei 166^. Il che bafli per noti-
ficare la di lui nafcita , e i Genitori .
Imprenderò pertanto a difcorrere del genio , e delle vir-
tu , nelle quali s' impiegò . Ancor giovanetto , fotto la difci-
plina di D. Pietro Galgani Sacerdote ornato di molte fcien-
ze , apprefe la Grammatica , e 1' Umanità , ed ebbe i prin-
cipi della Rettorica , la quale profegui fotto la direzione-,
del Padre Gafparo Maira della Compagnia di Gesiì ; Dipoi
fotto il Padre Alellcindro Fiefchi cominciò lo fiudio della Fi-
lofofia ; ma non potè a lungo applicarv'ifi , a cagione di qualche
ìndifpofizioni , che gli fopraggiunfero . Gli furono però fiiflè-
guentemente dall' ifteifo Padre fpiegate le Matematiche , ove
apprefe i primi fondamenti di delineare in profpettiva , della
quale virtù rertò alfai invaghito . Ufcito che fu da' PP. Gefuiti^
6' introdufTe a Giulio Benlò Pittore profpettico , che gì' in-
fegnò a delineare con finezza d'arte in anguria di picei ola
carta lontananze fraifurate , e figure geometriche , foggette ,
o non foggette a regola . Quando ftanco ormai Raffaele di
tirar tante linee , fiffar punti d' altezza , e dilìanza , formare
fcorti , e digradar pavimenti , ed oiTervata la maeflria , e i
difegni di Sinibaldo Scorza , s' applicò più volentieri a deli-
neare , ed imitar quello Profeffbre ; onde effendogli riufcito
il contraffacimento , andava profcguendo la compofizione de'
paefi fullo rtile dello Scorza , come anco di Goffredo Wals
Fiammingo infigne Paelìlla, che appunto poco prima avea-,
dato
FhAEie
VITA DELL' AUTORE: 5
dato faggio della fua virtù in Genova . Sotto la direzione-*
del Benfo fin a qui era giunto Raffaele , quando intefe , che
Pellegro Piola , appartatofi da Gio. Domenico Cappellino fuo —
maefiro , erafi pofto da fé fteffb in nuova danza . Andò per dTka
tanto a trovarlo ; ed eflèndofi incontrati di genio , ( mentre il Soìrawi,
Piola anch' efTo efattamente ricopiava i difegni dello Scorza ) ,
gli fi affezionò ; e perciò bene fpeffo frequentava la fua llan-
za , per imparar da effo a maneggiar la penna , ed a compor
d' invenzione gli fleffi paefi : del che impoffefTatofì , s' applicò
anche al maneggio de' pennelli , e gli riufci di ripartir fu tele
i colori , provando non ordinaria foddisfazione in queflo la-
voro , ed in altri , tutti onorevoli , ne' quali s' impiegò .
Ma da (]uefl:i difiratto per le pubbliche , e domefiiche_»
faccende , più non potè profeguire ; che fé avelfe avuto tem-
po , SI in effi , come in altre opere manuali , alle quali incli-
nava , fi farebbe difttnto . Era però così vogliofo dell' ope-
rare , che non tralafciava di talora fegnalar la fua penna con
nuove, ed ammirabili compofizioni . Quando ricercato dal
Sig. Antonio Cafella per parte di Carlo Manolezzi Bolognefc,
a dargli informazione in ifairto de' Pittori Genovefi fioriti
dopo il Vafari , la di cui penna non gli a^ea potuti celebra-
re , e de' quali , ficcome d' altri Italiani Pittori , intendeva
il Manolezzi fcriver le vite ; egli per compiacere al Sig. Ca-
fella , con penna fpogliata d' ogni paffione raccolfe tutto ciò,
che ne potè rinvenire, e andavalo difponendo in un fufficien-
te volume . Ma il Benfo , Pittore poc' anzi da noi menziona-
to , mal foffrendo , che fotto nome altrui doveffero ufcire all^i
luce quegli ferirti , e fatiche del Soprani , lo perfuafe a rite-
nere appreffo di fé una tal' Opera , e mandar fuori folo un
compendio de' Pittori più cofpicui . Mal volentieri s' inducea
Raffaele a nuova fatica ; pure vinto da' prieghi dell' amico ,
fi difpofe a farla ; e quefto compendio confegnato , riferbò
r Opera ad altro tempo, cioè fino al 166^., ed allora la ri-
dufle quafi in iftato di poterla dare alle flampe . Ma né tam.poco
fi rifolvette ; accintofi ad altra imprefa purgloriofa alla Patria
poiché con 1' occafione d' aver letti varj Autori , che teneva
appreffo di fé , ficcome con molti altri ajuti , che gli porfe
il Signor Marc' Antonio Saoli , raccolfe i titoli delle Opere
A * cosi
4 VITA. DELL'AUTORE;
cos'i maniifcritte , come ftampate da tutti i Liguri Scrittori' .-
Fatica in vero d' impegno , per mezzo della quale , in certo
«modo, i nomi di molti degni Autori furono l^rappati dalle
Di RAfhAKLE inani dell' oblivione , per dedicarli al tempio dell' immorta-
SofR.vNj. liti; Opera, che da elfo terminata, fu data del 1667. alle
rtampe , in tempo che avea pubblicata la vira della Vea.
Suor Tomraafa Fiefca , che vedefi anneiTa a quella della Bea-
ta Caterina Fiefca Adorna , rilTiampaia in Geno^•a nello lleflb
anno per Benedetto Celle . Quindi avvenne , che colui , che
nel maneggiar la penna ebbe a riufcir Pittore , fo0e dalla-,
ftedà portato a dimollrarfi Scrittore . Nel che maggiormente
inoltrofli rannoi6<58. mentre per mezzo d'amici richiedo da
Giovambattii^a Brocchi Fiorentino a dargli notizia de' Geno-
vefi Pittori , per pubblicarne le vite nell' Opera , eh' elio Broc-
chi andava componendo degl' Italiani Profeffori di tal virtù ;
gli convenne di nuovo ripigliar ciò , che avea tralafciato ; e
fatto un' altro compendio delle vite de'Liguri Pittori , lo traf-
mife al medefimo , e nello ftefìTo tempo fi applicò a purgar
tutta l' Opera , che , per non tenerla più nafcofa , lafciò , che
folle pofka Torto i torchj , ravvivando in tal modo la memo*
ria di tanti Soggetti nella pittura eccellenti .
Fu Raffaele di mediocre flatura , proporzionato di mem-
bra , di vifta acuta ; e folamente dopo il cinquantellmo an-
no alquanto gli s' indebofi ; ciò non oflante anche fcnza occhiali
fempre fcrilte in minuto , ed intelligibil carattere . Amò di
converfare con pochi ; e perciò moltravafi taciturno oltre il
dovere , Fu nemico ciella bugia , e della fimulazione . RefFe
ne' Magiiìrati a tutto potere la giuflizia , e di ella molIrolTi
fempre zelante . Leggeva molto volentieri i libri di Matema-
tica , ma' più anche quelli dell' Iftorie di Genova : ed aven-
do intelligenza dell' idioma Francefe , molti ne lelFe in quello
compoIH . Era molto affezionato a tutti i fuoi , ma fenza pa-
ragone alla fua Signora Conlorte : e però , efTendo flati di-
verfi anni inileme , teneramente , e di reciproco afletto fi
amavano . Sopraggiunfe alla fleffa Signora un male , che per
lungo tempo la travagliò con dolori fieriflìmi ; ne giovando
i rimedi di più forte applicati per opera de' Medici , e de'
Chirurghi , fiualmeute con vera , e crilliana rairegnazione ri-
cevuti
s
VIIA UULL'AUTUKE, 5
cevutl i Santìflìrai Sacramenti , V anno i ójo. rendè lo fpiri-
to al fuo Creatore ; perdita in vero grande per Raffaele , e_.
della quale talmente s' afflifTe, che può dirli, non aver nel —
tempo, che fopravvifTe provata più quiete. Onde fu, che DiRaffails
per appartare totalmente dal mondo , rifolvette di veflire Sof ram
l'abito Clericale. Verfo la fine del novembre del i6ji. eb-
be da Monfignor Arcivefcovo di Geno\'a gli Ordini Minori ;
e fé non ricusava , a cagione di maggior riverenza di quel Sa-
cramento , era promolTo con difpenfa Pontificia in tre giorni
fedivi al Sacerdozio ; tuttavia non farebbe paffato molto , che
avrebbe celebrata la Santa Meffa ; e già vi fi andava prepa-
rando . Poco più d' un mefe era trafcorfo dalla detta Ordina-
zione , quando fu afialito da si gagliarda febbre maligna., ,
che in fette giorni lo ridulfe all' eftremo di fua vita . Egli ,
difpoftofi al gran paflaggio con quella maggiore raffegnazio-
ne , che può darfi in mente ben regolata , dimandò con iflan-
za i SS. Sacramenti , ed aggiuftata ogni cofa per 1' anima-. ;
determinò delle fue facoltà a prò de' Signori Oberto , ed
Agoflino fuoi figli ; e con 1' affluenza di molti Religìofi , fé
ne palio a godere il premio delle flie fatiche li due di gen-
naio del 1572. Vilfe anni do. meno giorni 6. Fu feppellito
nella Chiefa di S. Francefco de' Padri Conventuali nel fepol-
cro di fua Famiglia , contiguo alla Cappella della Venuta-,
dello Spirito Santo eretta ^già dal fu Signor Bernardo So-
prani fuo Avolo , ove fono i fuoi Antenati , come anco l' a-j
mata fua Conforte.
A3
^^TA
6
VITE DE' PITT., SCULT.
VITA
DI GUGLIELMO EMBRIACO
Architetto Militare ,
o'uidottr /"ùl ^.
GRan merito nell'umana Repubblica s' acquiflarono
coloro , che primi di ogni altro abbracciando gli (lu-
dj più chiari, e coli' efempio promovendoli , deitarono
le lor proprie inclinazioni negli altrui cuori ; e furono
principal cagione , che a' fuoi Concittadini familiariflime dive-
nilTero quelle arti , e profeiTioni , le quali elTendo per lo palTato
o totalmente incognite , o da poclii praticate , fi renderono
alla fine per mezzo loro familiari agi' ingegni più perfpicaci ,
che dallo fplendore di elTe allettati , con indefefTo efercizio
coltivandole , e raffinandole , le ridullero all' ultima perfezio-
ne per gloria di Dio , e per comun beneficio .
ED ARCHIT. GENOVESI. »f
Quindi è, che perpetui confeflàr deve la Liguria gli
oBblighi a coloro , che per li primi tra' Genovefi intraprefero
le arti nobiliffime del difegno ; uno de' quali fu fenza dub- — ^— ^
bìo Guglielmo Embriaco , che alle doti di prode Guerriero, Di
e di valorofo Capitano , mercè delle quali immortalò in più Guglielmo
occafioni il proprio nome , quella ancora v' aggiunfe d' efper- ^^^^'^^
to Ingegnerò ; mentr' egli folo col mezzo delle macchine^
di fua fertile invenzione , recò all' efercito Criftiano quel
gloriofo acquiflo , che , per non aver paragone , può giuila-
mente chiamarfi l' unico fra le vittorie .
Guglielmo dunque , che fino a queft' ora con titolo di Ca*
pitano iiluftre è flato celebrato dalla fama, deve altresì in
1' avvenire , come faggio difegnatore , e pronto inventor di
macchine guerriere onorarli da ognuno , e molto più dalla
mia penna , che defiderofa di raccogliere in quefie carte le
memorie de' Liguri illuftri nelle arti del difegno , dal chiaro
nome di si famofo Eroe ha la forte di dar principio al fùo
fcrivere , e fenza fcemarli punto di quelle glorie , che come
conduttore d' eferciti , s' acquiflò più volte in paefi firanieri ;
lo prepone al prefente ad un virtuofo ftuolo di valenti Pittori,
faggi Scultori , e celebrati Architetti fuoi Concittadini , per
palefare al mondo , che antìchiffime in Genova fono le arti
del buon difegno , all' efercizio delle quali ( come ben mo-
flreranno queftì fogli ) attefero ne' fecoli pafTati alcuna delle
Dame più nobili , non che i Cavalieri più illuflri .
Sorti Guglielmo in Genova il natale circa 1' anno
1070., e fu della Famiglia degli Embriachi principaliirima».
in quel fecolo , e fra le altre aflai celebre , come madre di
sì raro talento ; al valore del quale , avanzandofi in età , fu-
rono più d' una volta alTegnate le cariche de' Magiflrati di
maggiore fliraa , ed il governo di poderofe armate di mare,
come feguì l'anno 1099., quando fu egli eletto Generaliffi-
mo di numerofo fiuolo di vafcelli da guerra , per andare fotto
la cittì di Gerufalemme in foccorfo del CrilHano efercito , al
quale giunfe accompagnato da molte fchiere di prodi , e fcelti
Guerrieri , de' quali molto fi valfe per la fabbrica d' alcune
macchine alla milìzia vantaggiole , che furono principal ca-
gione del gloriofo acquiflò di quella fanta , ed infigne ritti 4
A 4 " Im-
8 VITE DE'PITT., SCULT,,
Imperocché efTendo egli uomo di gran prudenza in tutti gli
affari , valorofo , ardito , follecito , e di mente fvegliata , pen-
f il . so con iflrana invenzione di confondere , e di abbattere i ne-
Di mici del nome Crirtiano ; onde fu , che trovandofi un giorno a
£Tr'iÌco° favellare di tal materia col gran Buglione , capo di quell' im-
prefa , propofe di volere col Tuo ingegno facilmente eipugnar
quelle mura , all' acquifto delle quali notte , e giorno s' affa-
ticava incefTantemcnte 1' efercito . Quella propolta volentieri
dal Buglione accettata , cominciò Guglielmo a porre in opera
il Tuo ben meditato diftgno ; e valendofi d' una fquadra di
Genovefi foldati nella militare Architettura efercitati , e de'
quali egli era capo , fabbricò in breve tempo una fortiffmia
torre tutta di legno , con tal arte lavorata , che elfcndo fa-
fciata di cuojo reìilleva affai bene alla forza del fuoco ; e per
elfer ripartita in molti pezzi , poteva comodamente trafpor-
tarfi , ed indi quelli cojnraetterlì inlleme in maniera , che_*
polla dirimpetto alle nemiche mura, per effere tutta fnodata,
facilmente dovea abbattere la fua cima verfo di quelle , fìcchè
poggiandovifi fopra , ferviffe come di ponte coperto , e di
firada ilcura , per far paflaggio all' affediata citta . QueQa^
macchina , terminata che fu , ebbe l' applaufo di tutto ì' efer-
cito ; e non delufe punto il penfiero di Guglielmo ; poiché
fu ella fopra carri portata in pezzi fotto le mura , e quivi
riunita , e congegnata si fattamente , che i noflri al folo ve-
derla lieta fperanza , e più intenfo coraggio ne concepivano .
Onde appena polì afi in ordine , il Buglione tantofto deliberò
d' alTegnare il giorno per la battaglia ; all' arrivo del quale ,
cominciatoli con indicibil vigore 1' afiàlto , rimafero non po-
co sbigottiti que' barbari all' efperimento dello If rano ordigno,
nel CUI artifìcio videro chiaramente il proprio eflerminio ;
e benché cercaflero con ogni sforzo di riparare all' imminen-
te danno , riufcirono però fempre vane le loro fatiche , e di-
flrutte dal valor de' Crifliani , i quali dalle fineflre di quella
torre lanciando contro di eflì varie forte di dardi , e certi
fuochi art'.fìciofamente lavorati , andavano inceffantemente of-
fendendoli . Gli afTediati tentar volendo di demolire tal mac-
china , incrocicchiarono certa trave con una forte antenna ,
che in foggia d' ariete or \'erfo la torre fpingevano , ed or in-
dietro
ED ARCHIT. GENOVESI, 9
dietro per rlfpingerla ritornavano , Ma tale sforzo ridondò in
lor pregiudizio , mercè di Guglielmo , il quale attentamente af-
fìl^endo alla difefa della macchina , con certi ronconi da mura
tagliò le funi , che la trave foflenevano ; ond' ella tollo ca- Di
dendo , portata dal proprio pefo , reftò fitta nel terreno ; e §",^jV^^"ò°.
dove prim^i era di danno alla torre , fervi poi di fbflegno ,
fopra del quale appoggiarono i Genovell Ingegneri la cima
di elTa torre, che, come detto abbiamo, facea le veci di
ponte coperto , per lo quale arditamente palFando Gotifredo,
ed Euftachio fuo fratello , arrivarono felicemente all' acquiflo
di quelle forti mura, feguitati da gran parte di valoroH
Guerrieri , che fcorrendo verfo la porta principale , queQa_^
aprirono fracalTandola , e tutto il Criftiano efercito nella fog-
giogata città con fefla , e giubilo n' introduflero .
" Il nol\ro Guglielmo , dappoiché per la vittoria col Tuo
mezzo ottenuta ebbe <la ognuno ricevute dipinte congratu-
lazioni , e lodi , carico di fpoglie nemiche fé ne tornò a ri-
vedere la Patria ; dove non andò molto , che avendo i Ge-
novefi pofla in ordine una forte , e poderofa armata di tren-
tafei galee , e fei grofTe navi , fopra le quali ottomila com-
battenti nazionali s' imbarcarono con defiderio d' acquillar
nuove palme ne' mari di Paleftina ; fu loro dato per Capo,
e General Condottìere lo fleiTo Embriaco , fotto la cui guida
dopo lunga navigazione approdarono nel porto di Laodicea;
dove fopraggiunti dalla fredda ilagione fi fermarono qualche
tempo , non fenza ufcir talora a' danni de' Saracini , molte,
terre de' quali faccheggiarono , e col ferro , e col fuoco di-
flruffero . Ellendofi pofcia al principio della primavera di là
partiti ; dopo varj accidenti nel viaggio incontrati , arriva-
rono profperamente a Zatfa , {a) dove furono dal P^e Baldovino
cortefèmente incontrati a bandiere fpiegate con ogni dimo-
ftrazione d' onore , e tenerezza d' affetto . E correndo appun-
to r ultima , e fanta feitimana di Quarefima , defiderofi di
celebrare la Pafqua nella Real città , verfo quella guidati
dal medefìmo Re , s' inviarono ; e dopo due giorni di viaggio
colà giunti , videro la miracolofa fiamma , che nel Sabbato
fanto dal Cielo fcendendo , tutte accendeva le lam.pade , che
intorno al Santo Sepolcro erano rtate polle dalla CriiUana pietà ,
Cele-
{a) Zaffa , o JafFa , anticamente Joppe ,
IO VITE DE'PITT., SCULT
Celebrata poi nel feguente giorno la fefla della Rìfurre-
zione del Signore , e vifitati i più divoti luoghi di quella
■■ Tanta città , aflaì torto in compagnia del Re ritornarono a
Di Zaffa , ed imbarcato 1' efercito , andarono all' efpugnazione
Ew£MAco°, <^' Affur famofa città marittima ; gli abitatori della quale»,
vedendofi flretti d' alTedio per terra , e per mare , conobbe-
ro evidentemente di non poter refiflere ; laonde in breve tem-
po s' arrenderono ad elfo Re , che , prefone il polTeiTo , ri-
tornò alla Tua Reggia , lafciando , che i Capi del fuo efercito
infieme con Guglielmo feguitaffero di concerto la comincia-
ta imprefìi ; i quali verfo Cefarea città marittima della Pa-
ledina coli' armata navigando , rifoluti di batterla , 1' affedia-
rono d' ogni intorno ; e volendo Guglielmo ajutar coli' in-
gegno il vigore del braccio , ordinò alcune macchine per dan-
neggiare al fuo folito le nemiche mura . Ma prima, eh' ei ter-
minaffe il lavoro , irritati i Crifliani da certi infulti di guei
Barbari , allìiltarono impetuofamente le mura col folo ajuto
di alcune poche fcale , fopra le quali primo di tutti {ài/
il coraggiofo Guglielmo : e giunto appena col piede fui mu-
ro , vide con Tuo dolore cader dalle fcale ( che pel fover-
chio pefo fi fracaflarono ) tutti coloro , che di feguitarlo primie-
ri bramavano . Quindi egli trovandofi folo in poter de' ne-
mici , implorò divotamente 1' ajuto Divino ; ed entrato per
fuo fcarapo in certa torre , s' incontrò in un Saracino , che
le fcale di quella fcendeva ; col quale venuto a battaglia , lo
ftefe valorofmiente fui fuolo ; e feguitando a falire , arrivò
alla cima dell' edificio , donde vide , eh' era la città con dop-
pio recinto fortificata ; e perciò 1' efpugnarla affai più difficile
di quello crcdevafi . Or egli cosi abbandonato , e fenza foc-
corfo , dopo vario penfire rincoratofi , cominciò da quell' al-
to porto a rotare per 1' aria la fpada ; facendo con effa cen-
no alle Crirtiane fquadre ; acciò quanto più prerto potevano
s' avvicinaffero a lui . E parve appunto , che la torre di Ce-
farea premialfe l' indurtria da Guglielmo ufìita in fabbricar
quella di Gerufalemme ; perchè fìrcomc con l'aiuto di quella
introduffe là entro i fuoi Crirtiani ; cosi col mezzo di querta
invitolli ad affdrar Cefirea , come torto efeguirono , falen-
do con altre fcale le mura, e facendofi padroni del primo
iccintp
ED ARCHIT. GENOVESI. n
recinto ; ove furono lietamente ricevuti dal forte Guglielmo,
col quale s' incamminarono all' ailalto del fecondo ; al cui
fpedito acquifto fervi non poco un' albero di palma , per »___^
agevolar loro la falita fopra le mura ; e come fé dalla pai- dÌ
ma nafceiTero a Guglielmo le palme , abbattè egli in quel Guglielmo
giorno i nemici di Criflo , che dopo opinata, ma non lunga ^™'''^^*^''
refillenza divennero finalmente efempio di terrore a' popoli
loro vicini , e gloriofo trofeo delle Crilliane fpade .
Tale per virtù del Genovefe Guerriero fu 1' efito degP in-
felici abitatori della città di Cefarea , molti de' quali , cioè
vecchj , femmine , fanciulli , ed altra gente imbelle , elTen-
dofi ritirati nel tempio per ficurezza delle proprie vite_^ ,
quando videro , che ad em s' avvicinava la furia de' Criilìani
Campioni , amaramente piangendo gli fupplicarono che non
voleifero incrudelire contro di loro difarmati , e innocenti :
ma che ferbandoli in vita , fi contentafTero delle ricchezze ,
che di buona voglia , ed in gran copia loro cedevano . Per-
la qual cofa molTi a compafTione de* fupplicanti i capi di quel
formidabile efercito , e più di tutti l' invitto Guglielmo dì
buon cuore , e volentieri a quegl' infelici perdonarono : do-
po di che cominciarono, a divider la preda , ed al Genovefe
Eroe ( che per elTer falito pel primo fopra le mura , avea_,
tirati gli altri a feguitarlo , ed aperta alla vittoria la flrada)
fu data in premio 1' elezione di ciò , che più gli fofTe pia-
ciuto . Egli allora , lafciato agli altri tutto 1' oro , e 1' ar-
gento , ritenne per fé la fenice delle gemme , dico 1' impa-
reggiabile , e fmifurato fmeraldo , che (a) con atto magnani-
mo ( ritornato che fu di Cefirea ) donò alla fua Patria , nella
cui Cattedrale fin' al di d' oggi fedelmente fi cuflodifce ; ed
è cuflode aneli' elfo del gloriofo nome di Guglielmo; mentre
non fi può da' Genovefi nominar quefia incomparabile gem-
ma , fenza ravvivar la memoria di colui , che generofo , pri-
vandone fé fleflb , loro ne cedette il polleiro ..
(«) Qiiefta preziofa gemma in forma di Catino fi conferva tuttavia , e con fom-
ma gelofia fi cuttodifce nel luogo fteflb , a cui tk dall' Embriaco donata , e_.
dedicata ; ne fi può ad alcuno far vedere len^a fpeciale decreto del Serenifs.
Senato . Per accennar poi alcuna cofa della fua forma , e grandezza , eh' è
ciò che forpreiide ; dirò come ella è di figura elagona con due manichi inca-
vati in fuori , r uno ancor rozzo , 1' altra lavorato ; il diametro dell' orlo è
di un palmo, e once fette, e mezza; di palmi cinque mi' oncia meno e la
.^ ciiconferenza ; di once fei la cavità ùiterijaie ; e di once otto. V efteiiore altezza.
,*2 VITE DE'PITT., SCULT.,
E qui , poiché fiarao a far parola di quefto famoro Tmc-
raldo , non ellimo fuor di propollto il citare le varie opi-
nioni , che C'cllo ilciro hanno a^ uto moki de' nofiri Scrittori ;,
D i tra' quali Niccolò Porta nel fuo Trattatello manufcritto vuo-
Guf.LiHLMo i^ ^ (;]-,£ fi^^ il Clarino , in cui Cri^o Redentor Nolìro ( a )
wsRiAco. j^^j^gj^ l'Agnello nell'ultima Cena: opinione non accettata
dal Vefcovo Giufiiniano , il quale crede piuttoflo , che foiTe in
tal vafo ripolìo da Nicodemo il raccolto preziofo Sangue di
eiTo Redentore , come aflerifcono gli Annali Inglefi . Stima il
Foglietta , che da' tefori di qualche Re dell' Oriente ufcita
fofle tal gemma , e per accidente trafportata in Cefarea . Molto
a lungo ne difcorre il Varaggine , dicendo , tal gemma ef-
fcre di SI alta sfera , che in Cefarea fu ftimata di valuta..
' pari all' ifieflli città con tutto il fuo territorio : ed in fine
conchiude quella non elTer opera né dell'arte, né della na-
tura, ma miracolofa produ^^ione dell'Onnipotenza Divina^.
Vuole il Ganducci , che dalla Regina Saba infieme con altre
gioie fofTe ancor quella al 2;ran Salomone donata . Il Federici
finalmente nel fuo curiofifTimo manufcritto , intitolato Dizio-
nario Alfabetico , ci avverte , che tale fmeraldo potrebbe eilèr
appunto quello , che Erodoto nel feccyido libro della fua Ilio-
ria al cap. IV. afferma di aver' egli fleflb veduto nel tempio
d' Ercole in Fenicia . Le quali opinioni ho voluto qui rife-
rire , per appagar la curiofità de' Lettori , fenza però ap-
pigliarmi più ad una , che ad un' altra ; bacandomi folo il
dire , che è una maraviglia del mondo la gemma acquifta-
tacì dal noflro Guglielmo ; ad imitazione del quale un' altra
di prezzo non ordinario fu dopo alcuni fecoli con pari ge-
nerofità d' animo donata da Innocenzo Vili. Sommo Ponte-
fice all' infigne Cappella , in cui fi confervano le Ceneri del
gloriofo Precurfore ; ed è quella gemma un Calcidonio di
lìraordinaria grandezza fatto in forma di bacile , e fparfo di
belliffime macchie, le quali più ammirabile, e più dilette-
vole all' occhio lo rendono .
Ma
( a ) Su queflo propofìto quanto ne dicano , e ne giudichin gli Autori fi può in-
tendere dal lujigo Trattato , che ne compofe in un volume 1 ampato in Ge-
nova dal Franchelli in quarto 1' anno 1716. il P. Fra Gaetano di Sajua Te-
refaAgolliniano Scalzo ; nel qual volume veded anche incila a bulino l' im-
magine di ellb Catino di giaiuieiza conllmile all' originale ,
ED ARCHTT. GENOVEST.
Ma troppo
zione di quelH
m' ha divertito dal mio fentiero la rela-
rarilTimi tefori . Ora ritornando a Gugliel-
mo , dico y che egli a beneficio della Crilliana Repubblica fi
moitrò in ogni occorrenza Cefare infieme , ed Archimede ;
cioè infigne Guerriero , per la fpada valorofamente maneg-
giata ; ed eccellente Ingegnerò , per le macchine dalla fe-
condit\ del Tuo intelletto più volte inventate , e praticate^,
con pieno effetto , e con maraviglia del mondo . Io però
non avendo potuto , a cagion della gran difl:an?a de' tempi
rinvenire di lui altre notizie , conchiuderò , folamente aggiun-
gendo , che egli nel 1102, refiituitofi dall imprefa di Pale-
itina alla Patria , ebbe da' fuoi Cittadini 1' onore del Confo-
lato : nella qual dignità fpiccò non poco la fua prudenza^ :
ed è molto probabile , che egli fia flato anche il promotore
del batter moneta in Genova ; poiché , per quanto ho nota-
to , cominciò appunto fra noi queft' ufo nel tempo , eh' egli
era Confole .
Di
Guglielmo
tlMEP-lACO •
VITA
14
VITE DE' PITT., SCULT.i
VITA
DI MARINO BOCCANEGRA
Architetto .
{hai^ . ì.iii (ì
SE di Marino Boccanegra fcarfamente parlarono i noflri
Cronilli , molto però ne parlano , e perpetuamente ne
parleranno le magnifiche memorie di fiia eccellente^
% irtù .
Infigne nell' Architettura fiorì quello Soggetto nel 1283.,
rei qual' anno , come fi ritrae da' nolìri annali li diede prin-
cipio alla fmifurata macchina dell' antico molo ( a ) , che fa
fponda al porto ^ e dall' impeto dell' onde riparandolo , alTi-
cura
(^) Molti furono gli Architetti, che in appreffo s' adoperarcno a prolungare
^uclto liipcrbo melo; e 1' ultimo fu 1' Alefli , cl;e loltefe fiUJ alla luJi^hcs-
r.i di i^cn tieccJito paiTi geometrici ,
ED ARCHTT. GENOVESI. 15
cura in effo ì navìgli , anche quando più gagliardi foffiano i
venti , e più terribili infuriano le tempefle . Al qual propo-
fito fcrive il Foglietta nel lib. V. della fua Storia , che fìngo- --— ^— —
lare in Italia era llimato a que' giorni l'artificio, e la gran- Di Marino
dezza di così nobil macchina ; i cui fondamenti afferma egli Boccanscra,
effere flati fatti di fmifurati macigni, larghi poco men della
ftefTa , cavati dalle vicine montagne , e con arte emulatrice
dell' antica Romana trasferiti di colà al mare , dove foni-
merli nell' acque , e lafciativi per Io fpazio di molti anni ^
nella compreffione cagionata dal loro pelo ; talmente nel pro-
fondo di quelle fi radicarono , che non fu poi malagevole_>
a quel faggio Architetto 1' alzar fabbrica così falda , e flabi-
le {opra mobili fondamenti .
Al valore di lui dobbiam pure attribuire la gloria di
molte altre pubbliche fabbriche , ed in particolare di quella
della darfena ( per cui nello llefiTo anno applicate furono
mille marche d' argento , a fin d' ultimarne il lavoro , che_»
già fino dal 121 5. erafi cominciato, e pofcia intermeffo), e
di quella del mandracchio , alla quale poco prima del molo,
cioè nel 12^6. per ricetto de' minori navigli erafi polla ma-
no. Ed elfendo fucceduto nel 1278. un' impetuofifhmo dilu-
vio , che fcavò i fondamenti delle torri alzate per difefa_..
delle porte della città , e guaflò molti edificj , così pubbli-
ci , come privati : fu il Boccanegra , che con la fua perizia,,
ed indullria rifarcì sì fatte rovine : llccome elfo pur fu , che
intraprefe la coflruzione dell' Acquidotto di Trefifco , tanto
commendato dagli Scrittori delle cole noflre ; per mezzo del
quale Acquidotto a comun beneficio s' introducono di lon-*
tano le acque nella Città: il che nel 1295. ebbe il felice-,
fuo compimento . Così ancora fi ha , che alla fabbrica del
Palazzo Reale (i cui fondamenti gettati furono nel 1291.)
abbia molto giovato 1' aflillenza , e la direzione del Boccane-
gra ; e che inoltre nell'anno 1300.. ( ficcome fcrivono Gior-
gio Stella al libro fecondo della fua Storia , e Monfignor
Giufliniano nel terzo de' fuoi annali ) fia flato dallo fteffo
Boccanegra accrefciuto il giro di quello porto con lo Icavo
di centoquindici cubiti di Ifoiaggia in profondità di quindici
piedi : opera di molto artifìcio , e di pari vantaggio pel cot
modo
16 VITE DFPITT., SCULT.,
modo accelTo de' navigli . E tutte cjueQe cofe da lui fi fece-
ro nel tempo medefimo , eh' egli accudiva alla fabbrica del
i . gi'i riferito molo, notabilmente allungandolo, e riparandolo
Di Marino dall' impeto de' raarofi con un' ammafTo di fcogli , in cui
EoccANicBA. Y-anno a frangerfi . Final jnente nell'anno 1301, preifo alla_.
Chiefa di S. Marco ampliò di nuovo il porto con un' altro
fcavo di lunghezza, e di profondità eguale al precedente;
come narrano i fopraccitati Scrittori , alle cui benemerite fa-
tiche fiamo in vero non poco tenuti ; mentre per mezzo di
effe è pervenuta a noi la notizia d' un' uomo si virtuofo ; e
tanto piij mirabile , quanto , che vifTe in fecolo rozzo , e_j
ignorante delle bell'arti, ed in ifpecie delle matematiche
difcìpline . Dalla Famiglia di Marino Boccanegra ufcirono
poi Perfonaggi qualificati , e alla Genovefe Repubblica uti-
liflìmi ; le cui gloriole azioni già fon defcritte da penne della
mia più felici : né è del prefente mio inftituto il farne rac-
conto .
VITA
DEL MONACO DELL'ISOLE D*ORO,
O SIA D'JERES,
Pittore , Poeta , ed IJìorico .
ANcHE gli uomini fenza nome confeguifcono per mez-
zo delle virtù loro l' immortalità del nome , e quan-
tunque per innata modeflia fchivi fiano di lode ; non
perciò rcrtano fenza elll-re celebrati dalle dotte pen-
ne de' loro concittadini Scrittori delle cofe della Patria», ,
che ben fanno ridondare in gloria di lei la gloria degl'illu-
ftri fuoi figli .
Tanto avvenne al Pittore , di cui ora imprendo a par-
lare . Quelli dalla vita Monadica , che profefsò , e dall' Ifole
d'Oro, o d'Jeres (altrimenti Stecadi ) , ove fece lungo fog-
giorno , riportò il titolo di Monaco dell' Ifole d'Oro; cosi
Tempre appellato dagli Autori , che di lui fcriilero , e per
quanto appare non ne feppero il nome .
Nacque
ED ARCHIT. GENOVESI, 17
Nacque egli in Genova circa l'anno del Signore 134^.
della nobiliffima Famiglia Cibò ; e pafTata 1' età giovanile-*
negli fludj delle belle lettere , prefe particolar genio alla — — -;^--.
Poesia , nella qual facoltà felicemente rlufci . Soprattutto af- Del Monaco
fai valfe nel verfeggiare in lingua Provenzale , che a que' e^ll' Isole
giorni grandemente era in ufo , ed in pregio ; e però avendo * ^' *
egli in tal lingua compofio un fufficiente volume di fpiritofe
rime , lo dedicò ad Elifa del Bauzio Conteffa d' Avellino ,
che ben caro lo tenne . Ma non andò molto , che con mi-
glior configlio rivolfe 1' animo ad occupazione più degna ;
perocché , dedicar volendofi al fervizio di Dio , e allo fiudio
delle lettere facre , abbandonò nel fior degli anni il Padre
[ che forfè fu quel Guglielmo , a cui la pietà , 1' innocenza ,
e r umiltà criftiana fecero avere il titolo di buono ] , e col
Padre gli agi , e le mondane fperanze ; e portatoli al Moni-
llero dell' Ifola di Lerino (a) fituata dirimpetto al picciol
golfo di Cagna preHb ad Antibo , vi veft\ 1' abito religiofo.
Quivi attefe alla regolar pertezione ^ ed intanto palTovvi il
corfo della Teologia , e di altre fcienze . ApplicolFi poi an-
che alla Pittura , di cui divenne eccellentifllrao ProfefTore ,
tuttoché la praticafTe foltanto per manuale efercizio nelle ore
concedute alla ricreazione , ed al follievo . Ma lìngolarmen-
te egli fi diftinfe nella proprietà, e delicatezza del colorire
in miniatura .
EfiTendogli fiata appoggiata la cura della Libreria di quel
MoniiT:ero, la quale per cagion delle guerre ,1ed odili invafio-
ni era tutta malconcia , e fconvolta ; egli in breve tempo la
riftorò , e ridulTe a buon ordine : ed avendo in quella tro-
vati due curiofilTimi libri, nell'uno de' quali per commifiìo-
ne d' Ildefonfo II. Re d' Aragona , e Conte di Provenza da
Ermete Monaco di quel Monillero erano fiate defcritte tutte
le nobili Famiglie di Provenza, d'Aragona, d'Italia, e di
Francia con le armi , e parentele loro ; e nell' altro avea il
fopraddetto Ermete regiftrate molte Poesie de' Poeti Proven-
zali con la fuccinta narrazione della vita di ciafcun d' elfi :
furono ambidue quefti libri dall' induflriofo Bibliotecario con
Tom. 1. B belliflìmo
{a) Lerino non è dell' Ifole d' Jeres . Forfè il Monaco pafsò poi a ftanziare in
«juilcheduna di elle , e quindi ne riportò il nome di Monaca dell' Ifple d' Oro»
15 VITE DE'PITT., SCULT.,
belli fTimo carattere copiati in un folo libro di finiflìma perga-
jnena tutto figurato , e fuperbamente miniato ; del quale un
prcfente poi egli fece al prefato Re . E perchè alle vite di
DfL Monaco 4uei Poeti moltc altre n' aveva aggiunte eia fé compone ; fu
DHx' Isole perciò l'Opera maggiormente {limata, e dagli amatori delle
* cofe buone con premura ricercata, e trafcritta .
Ebbe queflo virtuofo Monaco per coflume il ritirarli
due volte air anno ( cioè nella primavera , e nell' autunno )
in certo Romitorio di pertinenza del Moniflero ; ove , per
dar foUicvo alla mente fiancata da' gravi fludj , paflava parte
delle ore dipingendo al naturale uccelli , quadrupedi , pefci ,
alberi co' loro frutti , varie fpecie di navigli , e profpettive_*
di città , e di edificj ; delle quali pitture gran quantità gli
fu trovata dopo fua morte ; liccome ancora gli li trovarono
efattamente defcritte , e miniate quelle ilblette con la vedu-
ta delle vicine fpiagge , de' caftelli , de' villaggi , delle mon-
tagne , e de' campi , ed altre pittorefclie rappreientazioni di
maravigliofo artificio .
Ma r occupazione nella pittura era in lui si moderata ,
e difcreta , che non lo difloglieva già punto dal fedel adem-
pimento de' Tuoi rcligiofi doveri , né tampoco gli intiepidiva
r amore , e l' impegno , che avea per le Teologiche diicipli-
ne . Le ore ben ripartite gli davan luogo per ogni ftudio ,
benché diverfo ; e con tale economia fi valeva di quelle,, ,
che gliene avanzavano ancora per 1' applicazione alle Illorie ,
della cui lettura alili dilettavafi . Onde tanto ne profittò ,
che potè raccogliere da molti Autori i racconti de i fatti ,
e delle illuilri vittorie de i Re d' Aragona ; e comporne un
libro , eh' egli ornò di finiffime miniature , e figure corri-
fpondenti a i medefimi fat^i , e vittorie ; e prefentoUo alla Rei-
na conibrte del (bpraddetto Re Ildefonfo , la quale , grande fli-
ma facendo della bontà , ed abilità di quel dotto Religiofo ,
proccuiava di trattenerlo , quanto più poteva, nella fua Corte ;
dove egli nemicifTimo dell' ozio , impiegavali fempre in fan-
te, e virtuofe azioni ; onde trafcrilìe fra le altre cofe con_.
iflraord inaria elattezza 1 Ufficio di noflra Signora , e leggia-
dramente lo figurò , e miniollo . Pofcia con indicibil puli-
tezza , e finezza legatolo di fua mano , all' iiklla Regina ne
fece
ED ARCHIT. GENOVESI; tp
fece dono . Ma allora più che mai comparve degno Storico ,
quando con purità di ftile accrefciuta 1' aggiunta , clie gii
fatt o avea , delle vite de' Provenzali Poeti , v' inferi il Trat- «_«««««,
tato dell' origine del poetare in lingua volgare , ed infieme Dìl Monaco
molte particolari , e memorabili Iflorie da i Dilettanti avida- ^^^l' Isols
mente lette , e fommamente applaudite . « ro.
Per teftimonianza della veridica penna di Don Ilario
Mariti nobile Provenzale, e Religiofo di S. Vittore in Mar-
figlia , abbiamo , che il noftro Monaco dell' Ifole d' Oro vilFe
una vita molto efemplare , e che , non oftanti le fopra narrate
fue applicazioni ftudiofe , non intermife mai le pie medita-
zioni , e i fanti efercizj dalla fua regola prefcrittigli . In ol-
tre , che in un' Opera da lui comporta , ed intitolata : Fiori
di varie Scienze , e Dottrine : egli fcriile con profetico fpiri-
to , che dalla fua Famiglia n' ufcirebbero grandi , ed illullri
Perfonaggi cosi Secolari , come Ecclefiaflici , alla prudenza.,
de' quali farebbe appoggiato il governo non folo di Provin-
cie , ma ancora della ItefTa Chiefa cattolica ; ciò , che poi ,
come ben fanno i Leggitori delle lilorie facre , e profane ,
è riufciro veriffimo , e con univerial beneficio della Criflia-
nità . (a)
Finalmente avendo quefto venerabile Religiofo dati al
mondo più fegni delle fue virtù, si morali, che intellettua-
li , vide r ultimo de' fuoi giorni nell' anno 1408. ; e ficcome
celedi fempre furono , e ( fino nelle ingegnofe fue occupa-
zioni ) a Dio totalmente rivolti i fuoi penfieri : così creder
piamente dobbiamo , che nella Gloria de' Beati pailàire a_.
terminare il corfo del fuo indefelTo , e in ogni genere viu*
tuofo operare.
B 2 VITA
(«) Oltre ai molti Cardinali, che la chiariflìina Famiglia Cibò ha prodotti,
ha dato ancora alla Chiefa un Sommo Pontefice , che è ftato 1* Ottavo ira-,
gì' Iimocenzj •
10 VITE DF PITT., SCULT.,
VITA
DI NICCOLO' DA VOLTRI
Pittore .
FRa coloro , che primi furono in Genova a dimortrare
qual tblFe la t'orza d' un pennello da fìiggia mano ar-
tificiosamente maneggiato , raro certamente fu Nic-
colò da Veltri Pittore a' fuoi giorni di celebre fama,
il quale nel 1401, lavorò per la Chiefa di NoQra Signora^,
delle Vigne la tavola della Santiffima Vergine Nunziata, che
al prefente fi conferva nella Sagreflia di qucll' iniigne Col-
legiata; ed è divifa , fecondo l'ufo antico , in varj ri-
partimenti , in ciafcuno de' quali rapprtfentato ci viene qual-
che Santo , o qualche Miflero . Quella tavola febbene para-
gonata con quelle del noflro tempo pare poco confìderabile ,
non è però da non farfene conto . Imperciocché oltre all' anti-
chitl di quafi tre fecoli , che la rende venerabile , v' è di più,
.che il Pittore nella diflribuzione de' colori tenne affai buona
maniera , fi molerò a fufficienza delicato , e morbido nel pan-
neggiare , ed efprefle ne' volti di quei Cittadini del Cielo
arie molto divote ; onde ne fu dagl' intendenti di pittura—
molto lodato . Ed io non ho potuto pafTar lòtto filenzio il
valore delle fue mani ; dall' hidullria delle quali fu anche fatta
in S. Teodoro la tavola (a) fottofcritta col Iho nome in
cattivo latino, che dice: Nicolaus Opus. E perfuader ci dob-
biamo , efiér ufcite dalla fua flanza molte altre tavole , che
lavorate nella maniera fuddetca fi vedono in varie Cliiefe-.;
nelle quali tavole, tuttoché Niccolò non vi fcrivcire il fuo
nome ; fé però con attenzione le confidereremo , facilmente
vi ravviferemo i tratti del luo pennello ; e quantunque non
appariscano in elle quelle perfezioni , che s' ammirano nelle
Opere de' moderni Macllri : pure fono alFai filmabili a moti-
vo , che da effe gran lume ne ricevettero quei Pittori , che
nel fecolo andato cotanto illuQrarono quella nobilifllma Pro-
feffione .
VITA
( a ) In S. Teodoro più non fi vede quarta tavola ; onde non fi fa qual Miflero,
o qual Sanie rappieL-ntaffc . E nemmcn più li vede quella della SS. IViin-
suta jielLi SagrelVu delle Vigne,
ED ARCHIT. GENOVESI^ 21
VITA
DI LODOVICO ERBA
Pittore ,
SE alcuno mi ricercalTe , per qual cagione ne* tempi anti-
chi non fioriflèro in Genova, come fiorivano in altre
città d' Italia , uomini eccellenti nella Pittura ; gli di-
rei , che ciò procedette dall' elTere allora tal Profeflìo-
ne in tutto accomunata coli' arte de' Doratori, foggetta a' Con-
foli , e fol meccanicamente efercitata da gente idiota nelle
pili vili botteghe . Imperocché fdegnando molti nobili ingegni
d' avere i lor nomi regiflirati nelle matricole , non fi cura-
rono di fegnalarfi nel maneggio del pennello , come avreb-
bero di leggieri potuto . Con tutto ciò alcuni vi furono ,
ì quali , non fapendo non condifcendere al proprio genio , fe-
cero in varie occorrenze comparir fulle tele l' induflria delle
lor mani . E poiché fra querìi uno mi fi prefenta , le cui
tavole efpofte ne' facri Templi , riufcirono di non poco or-
namento alla noflra città : non dee la mia penna fraudarlo
della dovuta lode , e tacerne quelle notizie , che di lui , e
delle fue virtuofe fatiche ho potuto raccorre . Fu coflui Lo-
dovico Brea ; il quale benché avefle per patria Nizza , città
molto cofpicua dell' occidentale Riviera Liguflica : pure affe-
zionato efléndofi alla città di Genova , in quefta gran tempo
viffe , moflrandofi iempre più infigne nella facoltà di beiu.
efprimere con colori i fuoi concetti . E ficcome ci ha qui
lafciate mo^te degne Opere, veraci tefUmon] della fua peri-
zia : COSI mi porge ora occafione di riferirle . La prima di
quefle é la tavola dell' Afcenfìone di Noflro Signore pofta—
in Santa Maria della Confolazione, a pie della quale in ca-
ratteri mezzo gotici , e in lingua , e fcrittura fcorretta fi
leggono quefle parole . ^d laudem fummi , fcandentifque etera
Chrifli , Petrus de Patio Divino munere fecit hoc opus impingi
Ludovico Niciae natus , 1483. die 17. Augujìi , (a) Nel qual
B 3 anno
( « ) E' fra le altre cofe da norarfi in tali verfi quel Ludovica Niciae nAtm . E pu-
re nel 1483. erano già riforte le buone lettere: ma forfè non erano per arm-
erie arrivate in Genova . Non fi faccia poi cafo di queir etera , in vece di aetbevai
ne di (jueir impinzi , in vece di fingi : poiché ioao treggée donate per guuita •
Brea,
:zz VITE DE'PITT., SCULT/,
anno parimente fi rottofcrifre a caratteri d' oro nella tavola
eli Noftra Signora del Socco rfo , la qiial tavola è nella Chiefa
di S. Agolìino ; ove fi vedono due altre tavole dipinte dallo
5; nefTo Brea , e rapprefentanti , 1' una la llrage degl' Innocenti ,
Lodovico l'altra 1' AfTunzione di Maria Vergine, che lotto nome di
^oflra Signora dell' Organo dalle divote perfone fi venera .
Ma per quanto prcgiabili fiano le riferite tavole, niuna
può pareggiarli a quella del Santiflìmo Crocififib , la quale
ad inflanza del Sig. Biagio de' Gradi egli dipinfe in S. Bar-
tolommeo già de' Monaci Armeni , e al prefente de' PP. Bar-
nabiti ; {a) che febbene non vi fi legge il nome di Lodovir
co; nulladimeno fi ha per indubitato quella elTer lavoro delle
fue mani . Egli poi molto più ancora fi legnalo nella tavola
xi' OgnilTanti pofta in Santa Maria de' PP. Domenicani di
Cartello , colorita dall' efperto Pittore con particolar efattezza,
e maeflria , e fegnata col fuo nome cosi : Ludovicus Brea Ni-
tienfis faciebat anno 15 13. Dalla quale infcrizione computan-
dofi la differenza di anni 30, decorfi da quelle prime fuc-.
Opere fino a quefia , potrem dire non fenza fondamento , che
il Brea , almen per tutto quello fpazio di tempo , ebbe in-.
Genova il domicilio .
E' poi fama coftante , eh' egli infegnafie a molti giovani
la Pittura ; fra' quali a Teramo Piaggia , e ad Antonio Se-
mino , che furono veri imitatori del fino , e delicato fuo fiile .
E qui anche debbo foggiungere, che negli anni profTunamen-
te paflati fu molto ben conofciuto il pregio di quel!:' ultim.a
tavola dal Sig. Mario Spinola ; il quale avendola ereditata.^
da' fuoi Antenati infierae col fito della Cappella , dov' è ri-
porta , fi compiacque di riccamente adornarla con belliflìmi
marmi , che maggiormente la rendono illurtre . {b)
Abitò ancora Lodovico qualche tempo nella città di Sa-
vona , dove i Difciplinanti della Confraternità di Nortra Si-
gnora fi pregiano d' avere nel loro Oratorio una gran tavo-
la , la quale , lecondochc in elTa fi legge , fu dipinta nel 145)0.
d' ordine
{a') Quefta tavola al prefente è nel Kefettorio de' fuddetti PP. : ma ella^
fembra d' uno ftilc diflbmigliante da quello del Brea .
(^) Tutte quelle tavole del Brea , lodevoli pel tempo, in cui furono lavorate,
e per la diligenza , con la quale condotte fi veggono j fi trovano tuttavia
jie' rifpettiyi lunghi , pe' <iuali le lavorò •
ED ARCHIIT. GENOVESI. 23
d'ordine del Cardinale di S. Pietro in Fwcula , che fu poi
Papa Giulio IL; ed efTendo divifa all'ufo antico in varj ri-
partimenti , varj ancora furono i Pittori , che in efla fecero ^
prova della loro perizia ; uno de' quali fu il Brea , che fu- ' ci '
perando fé fteffo , non che gli altri fuoi concorrenti , vi di- ^2^°^'*^°
pinfe un S- Giovanni Evangelica {a) , che , come cofa ango-
lare fi venera da quei Confratelli ; e non fenza ragione : per-
ciocché ella è una figura affai ben concepita nel fuo difegno,
proporzionata nell' attitudine , e d' un colorito molto pailofo
e vivace : dote propria del pennello del Brea ; le cui Opere ,
a motivo della buona tempera , ed impreffione de' fuoi co-
lori , dopo il cor(b di quafi due fecoli , frefche , ed intatte
tuttavìa lì confervano.
VITA
DI DAMIANO LERCARO
Scultore .
LE formiche dì Callicrate invifibili agli occhi più per-
fpicaci, ed il cocchio di Mirmecide , che col coc-
chiere , e co' cavalli refìava coperto dalle ali d' una
piccola mofca, con aver dopo tanti fecoli confervati
vivi nella memoria de' poderi i nomi de' loro induftriofi Ar-
tefici , ci danno pure ad intendere , che per quanto impieghi
r uomo r eccellenza del fuo ingegno in minutiffime cofc-- ,
non perciò ha egli da temere , che poffa reftare efclufò dal
libro della fama il proprio merito : ma bensì può fpcrarlo
al pari di coloro, che edificarono le mura di Babbilonia_* ,
ereffero in Rodi il fuperbo Coloflb , e colìruirono in Egitto
le maravigliofe Piramidi .
Occafione di cosi difcorrere mi porge al préfente l' im-
pareggiabile induflria , che a' tempi de' nofiri Avoli fu offer-
vata nelle delicate, e gentiliffiijie fcuhure di Damiano Ler-.
caro nobile Genovefe , il quale con la flravagante minutezza.
B 4 de' fuoi
(«)JAflai flìmabile è qiiefta figura, forfè perchè tiene meiio di quel fecco, e
duro , eh' era proprio di q,ue' tempi ,
24 VITE DE' PITT., SCULT.,
de' fiioi lavori recò maggior luflro alla (ùa Famiglia di quella
gliene recalTe il generofo ardire di colui , che nell' Imperiai
^m^;;^^^^ Trdbifonda (a) , per rifarcimento di fuo onore lafciò iormi-
Di Damiano dabilc la memoria di fua fpada .
LfRciRo . Quindi fu , che Monfignor Agoftino Giufliniano Vefcovo
di Nebbie conclufe il fuo Annale delle cofe notabili occorfe
in Genova nel 1480., efaltando il nome del Lercaro , e ri-
ferendo una fra le altre llupenda Opera di lui con le fe-
guenti parole . L' per qucfti tempi fiorito Damiano Lercaro ^
uomo d' ammirando indegno , talchi- Scolpì fu un ojjo di cerafa
S. Crijìojaro , S. Giorgio , e S. Michele .
Volendo io dunque notificare a' Lettori di quefli miei
fogli r eccellenza di cosi celebre induflriofo Artefice , dirò
primieramente , che , oltre la fecie fattane dal foprallegato Ifto-
rico , abbiamo anche a fuo favore la tradizione , die dopo
molte età è pervenuta a noi per mezzo de' fuoi Difcendcnti , per
la quale rcfla chiaro, che egli con rnhiutifTinia fcultura lavorò
di bafTo-rilievo un nocciolo di péfca , rapprefentandovi la PaP
fione diCrifto: Opera d' incredibil diligenza , la quale con al-
tre molte intagliate fopra noccioli di varj frutti , non ollan-
te la lor picciolezza , poteva paragonare alle più fmifurate
di Prafitele , e di Fidia . Ma il vanto di quante mai egli
ne fece , limerei dovelfe concederil a quella , che da lui fu
fcolpita neir odo di cerafa fuddetto ; mentre io confiderò ,
che le tre figure da efib fcolpite doveano averne feco quattro,
o cinque altre ; ftant^chè collumano ordinariamente gli Scul-
tori , e i Pittori d' accompagnare S. Cril^ofaro col Bambino
Gcbù fopra le ipalle ; fottoporre Lucifero a' piedi dell'Arcange-
lo S. Michele ; e rapprefentare S. Giorgio fopra un cavallo in
atto di atterrare un dragone per difefa d'una donzella. Dalla
qual confiderazione argomentando io , che otto , o circa , for-
iero le figure dal noflro Damiano effigiate in cosi auguilo li-
te , quaiito è la fuperficie d' un ofTo dì. cerafa i mi par lecito
Taire-
(a) AHudc qui l'Autore alla gkuriofa Imprefa di Megollo Lercaro , che per l'af-
fronto d' uiK) icliiaffo ricevuto nella Corte di Trabifonda , moflc una si fiera
guerra per mare contro a queir Imperadorc , ciie io collrinfe a dargliene»,
compiuta foddij fazione . 11 racconto di quello fatto legcefi in Cbcrto Fo-
glietta ; ed in altri . lUlcriiafli ili quciV Opera «lU ui divelli palazzi egrer
giamciue lo lìguiò.
ED ARCHIT. GENOVESI;
25
r aHèrire , che non può a meno di non formare un' altilTimo
concetto del valore di luì , chiunque fiffa gli occhi della-,
mente in cosi rara fcultura . (a) 1 1,
Fiorì elfo Damiano nel 1480., e fu contemporaneo del- Di Damiano
laVen. Suor Tomniafa Fiefca Pittrice (b) , nata circa il 1448. Lsrcaro.
Lo che ho voluto accennare per gloria della noftra Patria ,
la quale ancorché ne' fecoli andati partoriHè i Tuoi figli più
atti alle imprefe di guerra , che agli fludj delle beli' arti :
tuttavì.i il vide in un' ifteffo tempo madre di due Soggetti
nobili per nafcita , e molto più ancora per l' induUria delle
lor mani .
Più oltre non tratterà di Damiano la mia penna : ma_»
adatteraflì all' indole di lui ; perciocché avendo egli impic-
ciolite le fue figure , come innamorato della brevità ; cosi
pur io , imitandone il genio , riflringerò in breve foglio la_»
grandezza delle fue lodi . Molti altri fomiglianti lavori fece
il nollro Damiano, che il lungo tratto degli anni, e la poca
cura de' lor antichi pofTeditori ci hanno difperfo ,
VITA
a) Non s'obbligar però alcuno a preftarvì fede.
b) La Ven. Suor Tommafa Fiefca , parente, edifcepola di S.Caterina da Ge-
nova, fiorì in Pittura, e molto più in Santità. Scnfle alcuni Trattati dì
Millica . Morì l'anno 15^4. d'anni 86. e più , nel Moniftero delle Religiofe
Domenicane de' SS. Giacomo , e Filippo, ove erafi trasferita da quello di S.
Silveftro detto di Pifa con un liei fue compagne, per intraprenderne la rifór-
ma , come fegu'i . Di quefta buona Serva di Dio confervanfi alcuni lavori di
ricamo nell' anzidetta Moniilero di S, Silvellro : e di effa parla al capo xlv,
della Vita di S. Cateriua da Genova D, Cattaneo Marabotio Prete iecolare..
2<? VITE DF.'PTTT., SCULT.,
VITA
DI GIACOiMO TAGLIACARNE
Intagliatore in gemme .
GRAN torto farei alla virtù , fé io paflaflì fotro fi-
lenzio un Soggetto degno di fpccial lode, e d' eterna
memoria per la lìngolar perizia , eh' egli ebbe nel-
la beli' arte di lavorare cammèi , cioè d' incidere^
nelle gemme fembimti, e fìmboli , come fé in molle cera
fofTero imprelTi . Ma prima di deferi verlo , premetterò alcu-
ne parole intorno a queft' arte medefima degna di lunghi
ragionamenti , ed encomj . Ella ( per quanto fi ritrae da fe-
delidìmi Autori ) ebbe la fua origine dagli antichi Ifmaeliti,
apprelTo de' quali fiorirono , prima che in altra nazione , le
più nobili facoltà , e i più indufhriofi lavori . Si diedero poi
all' efercizio di efTa molti Greci Scultori con sì buon fuc-
ceflb , che la portarono a un alto grado di finezza , e di
perfezione . Dopo i Greci la pofero in ufo i Romani . Ma
poiché fu diflrutta quella gran Monarchia , refiò tal arte_*
fpenta affatto , e dimenticata . Così per molti fecoli giacque
lepolta ; finché ietto il Pontificato di Leone X. riforfe in_.
vita ; e fucceffivameute andò tanto cre(cendo , che fi diffufe
per le cofpicue citt\ non folo d' Italia , ma oltramontane-,
ancora , ed oltramarine . Cominciarono pertanto a vederfi
rari , e maraviglioli lavori di camm^'i , che allcttarono i gran
Principi , e le altre perfone riguardevoli , ed amanti del
bello , e del fopraffino , a farne raccolta per ornamento
de* lor gabinetti , e de' lor muféi . Ma ficcome mai non fi
perde la glòriofa fama di quegl' infìgni Artefici , che s' im-
piegarono nella itruttura d' opere di fpaziofa eflenfione : così
faciijnente fvanifce la memoria di quegli altri più a noi vi-
cini , che nella perfezione di minutiffimi lavori fpiccar fe-
cero i loro talenti . A quefla difgrazia ha dovuto in gran_,
parte foggiacere Giacomo Tagliacarne nofiro Genovefe , il
quale pochi anni dopo del 1500. intagliava gemme, ed et-
hgiavale a maraviglia . Imperocché di lui appena lliprebbefì
il nome , fé l' erudita penna di Caramillo Leonardi Medico
a quella
ED ARCHIT. GENOVESI. 17
a quella flagìone non l'avefTe menzionato nel Tuo Specchio
delle Pietre al cap. 2. del 3. libro ; . ove con forame lodi
r efalra', atfermanclo , che i lavori di lui eran condotti con j-—^-^;-.
tal maelìrìa , che nulla più vi fi poteva defiderare . Bensì £> ,
a defiderare ci refia , che ficcome il fopraccitato Scrittore-» Giacomo
ci ha data notizia della rara virtù del noftro Tagliacarne : Taguacarne
cosi ancora ci avefie riferite almen le opere più memorabili,
che ufcirono dalle mani di lui ; poiché non andrei privo del
vantaggio di trafcriverne il paragrafo , ed inferirlo in quefii
miei fogli . Io ad ogni modo volendo onorare per quanto
poflb sì degno Artefice , dico doverfi tenere per cofa indu-
bitata , che fiano fue fatture la maggior parte delle gemme
lavorate d' intaglio , le quali da molti Signori Genovcfi fi
confervano legate in anelli , ed ereditate già da' loro Ante-
nati, a cui fèrvivano di figlilo. Solcano quefie ràppreftntar
neir incavo 1' effigie di chi n' avea commefTo il lavoro ; e non è
credibile , che quegli Antenati ricorrefiero perciò ad Artefici
flranieri , quando un peritiffimo , e loro concittadino n' ave-
van preiTo di fé . Aggiungo in oltre , che a ragione mi perfua-
do j e facilmente può cialcun perfuaderfi , efTer pure lavori del
Tagliacarne alcuni de' preziofi cammei , che fi cuflodifcono
ne' gabinetti de' Principi , o negli fiudj de' Letterati ; mentre
circa quegli anni appunto , in cui egli efercitava la fua Profef-
fione ; cominciarono i gran Perfonaggi , e i Virtuofi , a dilettarfi
di cammei , a raccorli , e ad unirli con altre fquifite rarità ,
Ciò è quanto per femplice , ma giufia congettura , fen-
za r appoggio all' autorità d' altro Scrittore fuo contempo-
raneo , fuorché a quella dell' allegato Leonardo , ho potuto
al prefente riferire intorno al valore del Tagliacarne . Cosi
il difcorfo della fua vita [ di cui nulla fo , fé non , eh' egli
fu un peritiffimo Intagliatore in gemme ] reitera tenninato ,
fcnza aver avuto principio . Che fé dalla fua Profeffione_. ,
vogliam formar giudizio della llia indole , dobbiam dedur-
ne , eh' egli fia flato un' uomo provveduto di gran diligen-
za, e pazienza , ingegnoliffimo nell' imentare , efattiff.mo
nel difegnare , e inclinatifllmo al ritiro : qualità tutte necef--
farie a chi ha l'onorato impegno d'intagliare con perfezione
in concavo , e in materie duriffime , figure sì minute , che_»
fuperan 1' acutezza degli occhi più perspicaci . VITA
^8 VITE DE' PITT., SCULT.,
VITE
DI ANTONIO SEMINO,
E DI TERAMO PIAGGIA.
Pittori «
RA R A è queir emulazione , che depurata da ogni vi-
zio abbia fol per oggetto , e fine la vera ^■irtù .
Pochi luron gli emulatori in qualche facoltà , od
arte , che fenza fpirito d' ambizione , o d' invidia»,
emulafTero , e candido amore portafTero all' emulato . Fra
quelli pochi meritamente deono aver luogo Antonio Semino,
e Teramo Piaggia , infigni non meno pel virtuofo collume ,
che per la perizia nel maneggiar del pennello ; i quali , men-
tre ancor giovanetti s' applicavano allo itudio della Pittura-.,
s' emularono con si bella innocenza , € 1' emulazione rtrinfe
i lor cuori con si forte vincolo d' amicizia ; eh' ebbero poi
comuni i lavori , le mercedi , -e gli onori ; né altra cofa_. ,
fuorché la morte , potè fepararli . Ór io confiderando la me-
morabile collante unione di quefli due faggi Artefici , (limo
ben fatto nel profeguire il mio inflituto compendiar la nar-
razione delle lor vite in un folo difcorfo ; onde abbiano an-
che dopo morte qualche cofa di comune , e vadano cosi ac-
coppiati inficine dalla mia penna i lor nomi , come più vol-
te gli accoppiarono nelle lor tavole.
Antonio Semino ebbe per patria Genova , natovi circa
l'anno di noflra lalute 1485. di padre forelHero, e valorofo
neir armi , il quale , come buon foldato , fu nella città noftra
di gradi militari onorato ; ed in quelli virtuofamente portandofi,
ville amato, e l^imato da tutti. Qui allevava Antonio iuo
figlio, che, di g^nio a lui diflìmile, s'appigliò ad un' arte_.
amica di pace , cioè alla Pittura, nello lludio della quale
confumò egli i (uoi più teneri anni fotto la direzione di Lo-
dovico Brea Pittore Nizzardo, che allora abitava in Genova,
trattenutovi da un Padre Agofiiniano Zio di Teramo Piag-
gia , che gio\anctto anch' egli l()tto lo lleflò Maellro al di-
fcgno attendeva con indizj d' un' ottima riulcita . Ciò , che
accele
ED ARCHIT. GENOVESI, 2t>
acceCc in Antonio un vivo defiderio di non recargli punto
inferiore . Quindi cosi follecito , ed indefelTo fi portò ne' Tuoi
fìudj ; che riufci poi un' infigne Pittore, i cui lavori an- .
che oggidì fono in pregio ; fra' quali è degna di lode la ta- Di Antonio
volina , che il vede in" Santa Maria di Confolazione , dove Simino,
nel 1^25. con aflai buon difegno rapprefentò l' Arcangelo ^ p'i^i^c'',^^"^
S. Michele , ed un paefe colorito con iltraordinaria efattezza .
Dopo quella operina dipinfe per la Chiefa di S. Domenico
la tavola d' un Criflo depoflo di Croce , nella quale riparti
con beli' ordine molte figure difegnate con buona regola , e
colorite con grazia . Infieme poi col Piaggia dipinfe in S.
Andrea il Martirio di detto Santo nella tavola dell' Aitar mag-
giore , e vi fcriffe il Tuo nome con quello del compagno .
Neil' anno 1532, , e nel feguente lavorò col medeiuno alcune
ben' ordinate Pitture a frefco in Santa Maria di Confolazio-
ne^ (a) , nelle quali diede a conofcere quanto ben poffedeffe
i fondamenti dell' arte ; e meritò d' eirer chiamato m Savena
da' Signori Riarj , i quali vollero , che di fua mano folIè_.
dipinta la tavola della loro Cappella pofta in San Domenico
di quella città (b) , ov' ei s' ingegnò di corrifpondere al buon
concetto, che di lui formavano. E nel 1535. dipinfe loro
la Natività di Noflro Signore con maniera affai degna di
lode ; e un Dio Padre con alcuni Angioli in un mezzo ton-
do , che fu collocato fopra la fleffa tavola : nel che avendo
Antonio fuperato fé rtefio , ne riportò premio inlleme , ed
applaufo . Ritornato poi di nuovo a Genova aitefe a perfe-
zionar molti già cominciati lavori , fra' quali vi fu il Lazzaro
rifufcitato , Opera fra tutte le lue molto celebre , e di grand'
arte ripiena, che lln' al dì d'oggi li conferva nell' Ofpe-
dale degl' Incurabili ; e nel Duomo abbiamo una tavolina^
all'Altare di S. Gio. Battila, che, per efferilolata, niollra
due
( a ) Le riferite pitture a frefco furono fatte dal Semino non già nella prefente
Chiefa di S. Maria di Conlòlazione , ma nell' antica , che era fituata fopra
il borgo del Bifagno . Or effendo quella diltrutta , diflrutte anche fono quel-
le pitture .
( ^ ) Il quadro della Natività di N. S. è appunto quello della Cappella de' Pi-
gnori Riari , che è nella Chiefa di S. Domenico; quadro d'un bel difegno,
e d' un cobiito foave , e pallofo . Qui pare , che il Soprani lo divcriìficiii .
Potrebbe efTere , che qualche altro fimil quadro , ma in piccolo , per luogo
privato , foile poi flato dal Semiiio dipinto pei medefinii Kiarj ,
30 VITE DE' PITT., SCULT.,
due facce , in una delle quali , che fu Opera d' Antonio ,
v' è Gesù Criflo in atto di ricevere il Battefimo nel Giordano :
^;;^_^;^^. nell'altra ,che da Teramo fu colorita, vien rapprefentata la Na-
Di Antonio tività del Santo Ptecurfore : il tutto fatto con ifquifita dilì-
Sfmino, genTia - ed abbellito con artificiofe profpettis'e : ficcome anche
Piaccia, dalla vaghezza d un ameno paefe , che rielce di grato pa-
fcolo agli occhi de' riguardanti . E ben fi fcorge , che il ge-
nio d'Antonio fu molto inclinato a dipinger paefi ; eflendo
flato Tempre folito di rapprefentarne qualcheduno in ogni
fua tavola : come pur fi vede nelle gii narrate , ed in quella
del Crifio deporto di Croce, eh' ci dipinfe nel 1547. in San-
ta Maria di Confolazione , nella quale infieme col fuo v' era
fcritto il nome di Teramo, che, come mofirano le rimafte
velligia , è fiato da mano poco ben affetta invidiofamente
cancellato , per dar gloria di quella Pittura al folo Semino,
che lontano da tal ambizione con atto di giuf.izia inviola-
bile tutti e due gli fcriffe non folo in quefia tavola , ma in
molte altre ancora ; acciocché al pari del Tuo fofie conofciuto
il pennello del fuo diletto compagno . Avrebbe Antonio voluto
che s' infiituifTc in Genova un'Accademia di Pittori per profitto
de' Giovanetti, che attendevano allo ftudio del buon dife-
gno : ma vedendo di non poterla così facilmente introdurre;
e defiderando di firadare nella propria protefTione due fuoi
figliuoli Andrea , ed Ottavio , fi elefiè di mandargli a Roma,
fperandone in tal modo felice riufcita . Ne punto s' ingannò;
perchè l'uno, e l'altro ( ficcome a fuo luogo diremo) eb-
-^ bero nella pittura gran nome . Soprattutto fopportava mal
volentieri , che non curaffero i Pittori d' avanzarfi fempre
più nella perfezione ; ed ollèrvando in Giovanni Cambiafo
padie di Luca un ingegno più che ordinario , e molto do-
cile ; benché quegli fofie in età crefciuta , perfuafelo ad ogni mo-
do ad applicarli al difegno con ogni maggior attenzione: e si
fattamente fpronollo , che videlo non molto dopo , in pre-
mio de' fuoi lucori , averfi acquillato grido di perito nell'arte.
CoM adunque tra' pittorefchi trattenimenti elTendo egli giun-
to all' ultima veccliiezza , terminò felicemente i fuoi giorni ,
lafciando viva nelle tavole la memoria di fé , e delle fue
virtuofe latiche .
Di Teramo
ED ARCHIT. GENOVESI. 31'
Di Teramo poi ( non dovendo io più replicare ciò , che
già di lui ho narrato ) reftami folo a dire , che ficcome i Tuoi
Maggiori eran venuti ad abitare in Genova dal luogo di Zoagli .^«u— m».»,
fituato nella marittima Riviera dalla parte orientale , dov' egli d. Antonio
pure era nato ; perciò lafciò talora il paterno cognome di ^ 1,*^^'^°^^
Piaggia, e, fecondo l'ufo di que' tempi , cognominofli dal Piaccia.
nome della patria: onde nelle Opere fue fu anche folito fot-
tofcriverfi: (.*) Theramus de Zoalio ; al che non avvertendo il
Lettore , forfè crederà due Terami di diveriò cognome aver
col Semino accomunata la loro virtù . Fu il Piaggia molto
pratico nel delineare le profpettive ; avendone dato bacante
faggio nella tavola di S. Gio. Battilìa, ed in quella della
Refurrezione di Lazzaro , già da noi foprannotate , e da lui
colorite in compagnia di Antonio Semino . Sembra pertanto
verifimile , che Lodovico Brea fuo Maeflro co' precetti della
Pittura fpiegafTe loro anche le fottigliczze di quell' arte ,
faggia ingannatrice dell' occhio , a fin di renderli ambidue
maggiormente perfetti , e diflinti fra gli altri Pittori di
queir età ,
Sono di Teramo molte tavole nel luogo di Chiavari , e
ne'borghi circonvicini . Due pure fé ne confervano in Sant'Ago-
fliino di Genova , credute comunemente di fua mano , in una
delle quali è Santa Chiara con due Santi Vefcovi , e nell' al-
tra la Santiflima Nunziata . Né io m' apparto da tal opinione;
poiché conofco dall' altre fue fatiche , qual folFe la diligenza
del fuo pennello , impiegata da lui fempre in operazioni vir-
tuofe a beneficio comune ; efiendo egli flato uno de' primi ,
che in Genova rintraccialFero la vera ilrada , per portar la
Pittura all' eccellenza , a cui fu poi da Luca Cambiafo in-
nalzata . Nella tavola di S. Andrea da noi già mentovata-.
fono ritratti dal naturale Teramo , ed Antonio ; e ipicca in
ciò non poco 1' affetto tra lor vicendevole; avendola effi concor-
demente arricchita delle proprie fatiche , nome , ed effigie
per tellimonio della loro inviolabile amicizia , mantenuta».
fin' all' ultimo fiato ,
(*) Erafmusi VITA
32 VITE DE" PITT., SCULT.,
VITA
DI GIOVANNI CAMBIASO
Pittore , e Plajiicatore .
iho.Zt?r . ihii^-i- LuccAt-fc r.t*i 4sftiCHa
CHI oltre la dote di beli' ingegno nutrifce un vero
genio per qualche facoltà , od arte , e indefelFo , e
coftante , anche a dif^-etto delle contrarietà , lo fecon-
da ; certamente arriverà in efla a quell' alto fegno di
perfezione , a cui l' arrivare è dì pochi . Prevale la diligenza
a qualunque oflacolo , ed apre la ilrada ati ogni più difficile
acquil^o . Tal verità vien comprovata non folo dalla comune
ragione , ma eziandìo da moltiffimi efempj , tra' quali beiL_
merita dilìinto luogo quello dell' inlìgne Pittore Giovanni
Cambiafo , che m' ha dato motivo di qui premetterla . Egli
i'ebbcn dillurbato da' tumulti delle civili dilcordie ; negletto
da' Cit-
ED ARCHIT. GENOVESIi ?5
da' Cittadini intefi a tutt' altro , che a promuovere fludiofi
di Pittura ; fprovveduto de' principali fuffidj , che ad appren-
derla fi richiedono : tuttavìa con si fervido impegno s'applicò, ^^^^.j
meditò , difegnò ; che avvicinofli alla gloria de' primi Maceri di
della fua età . Se ciò fia vero , la fua vita , che ora foii^ Giovanni
per defcrivere , dicniarerallo .
Nella valle di Polcevera in tratto non molto diflante_>
dalla città di Genova ebbe Giovanni il fuo natale 1' anno
di noflra falute 1495., e confolò i beni di fortuna, che furo-
no angufli , con le doti dell' ingegno , che comparvero gran-
diffime . Imperocché ifltrodottofi nell' amicizia di Antonio Se-
mino Pittore in que' tempi affai celebre , fu da elfo efor-
tato a darli allo fiudio del difegno : al che avendo egli, con-
difcefo , provava nell' ufo del toccalapis una più che ordina-
ria foddisfazione per la buona riufcita , che gli facevano quei
primi abbozzi : laonde prefe rifoluzione di farfi Pittore.-. .
Al quale effetto non folo volentieri fentiva le infiruzioni del
prefato Antonio ; ma di più invaghitofi della bella maniera
d' un tal Maeflro Carlo difcepolo d' Andrea Msntegna , che
< ficcome diremo a fuo luogo ) dipinfe il S. Giorgio a ca-
vallo fopra la facciata della Dogana , foleva fpefle volte_*
trattenerli con elfo, difcorrendo intorno al difegno, e modo
di colorire , non fenza fuo notabil profitto . Quindi fu., che
febben egli tro^avafi già in età crefciuta : pure non folamente
non paventò 1' abbracciare un' arte cosi lunga , e difficile : ma
rifoluto di portarfi a fegno di non aver tra' Pittori 1' ultimo
luogo , tanto s' affaticò nel far modelli di terra , e tante_*
notti confumò difegnando , che in breve fpazio divenne abile .
a maneggiar cosi bene i colori , e a diftribuirli con tal fi-
nezza fuUe tele ; che , fatto Maef^ro , cominciò a dar fuori
alcune tavole ad olio , le quali , per efferfi appartato dalla^
cruda , e rozza maniera di dipingere praticata in que' tempi
da' Doratori , furono affai flimate , e lodate dagl' intendenti .
Ma ficcome i romori fra' Cittadini erano molto frequenti in
Genova , ed andava ogni cofa feinpre più in ifcompiglio ; onde
poco poteva egli operare: cos'i trovandofi per tal cagione in
mezzo a' timori , e lenza aver pafcolo di commiffioni, prefe con-
figlio di trasferirli a cercarle nelle Riviere , dove da qualche
Tom. L C Comu-
3-1 VITE DE'PITT., SCULT.,
Comunità fu impiegato a far lavori a frefco nelle Chiefe ,
ed Oratorj loro : cofà , che in quelle turbolenze recavagli qual-
,che fiifTidio . Ma poi quefto ancora mancatogli , dovette ri-
Di tirarfi nella fua cala di Polcevera , ed ivi fortentarfi con la
Giovanni rendita dì qualche tenue fondo , che vi pofTedeva . Viffe colà
quafi fconoftiuto , e poco in agio il noitro Giovanni , che_,
dotato d' indole {"offerente , e tranquilla , Teppe con eguaglian-
za d' animo ricevere il bene , ed il male . Premionne Iddio
la coflante virtù , facendolo padre di quel Luca , foggetto
poi SI eccellente nella Pittura , che ben può dirli , eller lui
uato in quefto genere il miracolo della Liguria .
Occorfe intanto, che nell'anno 1528. volendo il Signor
Principe Doria adornar di pitture il fuo magnifico Palazzo,
chiamò a tal effetto da Roma , e da Tofcana alcuni famofi
Pittori , che furono Perino del Vaga , Domenico Beccafumi,
e Antonio da Pordonone , i quali vi fecero sì nelle ftanze ,
che nella facciata fuperbiffimi lavori . Portavafi talora Gio-
vanni a vederli operare ; e fentendofi principalmente rapito
dalla vigorofa maniera del Pordonone , e del Vaga , lòleva
ftendere in terra il fuo mantello , e feduto fopra di effo flar-
fene per molte ore ad attentamente offervare la lor franca pe-
rizia di colorire , e di girare i dintorni : nel che tal piacere
fentiva , che quali eflatico non fapeva partirfene . Quindi fu,
che , abbandonata la maniera d' Antonio già fuo Maelìro , co-
minciò a contornare le fue figure con molto maggior forza,
e a colorirle ad imitazion di quei tre, e fpecialmente del Vaga,
come dall' Opere di Giovanni medellmo 11 può facilmente
conofcere ; di modo che da molti vien creduto , eh' egli ne
ila flato difcepolo .
Fece Giovanni tal riufcita nell'arte del difegno, che da
le folo arrivò un giorno ad inventare l' ingegnoliffima regola
di delincare il corpo umano per via di cubi ; lo che fìccome
a' Pittori moderni è flato di grandiffimo lume , e giovamen-
to : così molta obbligazione confervar dee la Pittura all' abi-
lità , e allo iludio di effo Giovanni , che con sì bel ritro-
vato illullrolla : il qual ritrovato , per quanto dal Lomazzi
Pittor MiLinefe s' attribuifca a Bramante d'Urbino: pure l'at-
tribuirglili è lontano dal vero ; sì perchè non fi fcorge praticata
tal
ED ARCHIT. GENOVESI. 35
tal regola ne' difegni di elTo Bramante ; e si ancora perchè
dal Vafari nella vita di lui non li fa motto di quelìa par-
ticolarità , che pure avrebbe meritato di non efler taciuta . ^
Sicché non ci fa oracolo l' alFerzione del Lom.azzi , onde Di
non dobbiam francamente attribuire Ja gloria di tal ritrova- Giovanni
to al nonro Giovanni . Cawb.aso,
Egli inoltre impiegoffi nell'artificio della Plafiica, che
anche infegnò con gran premura a Luca Tuo figlio , avvez-
zandolo da giovanetto a far modelli di terra; poiché (con-
forme diceva ) perfetto Pittore non può mai riufcire colui ,
che prima nella Plaflica non 11 fia efercitato . E perchè
grandemente defiderava di vederlo al pofTeiTo di quelle facol-
tà , che concorrono a rendere eccellente un Pittore ; oltre
all' averlo obbligato a ritrar più volte certo difegno d' An-
drea Mantegna , ricevuto già in dono da quel Maeilro Carlo,
di cui poc' anzi parlammo ; volle di più, che lungo fludio
egli facelfe fopra le Opere del Mecherino , del Vaga , e del
Pordonone . Illuminato in tal guifa l' ingegno di Luca dalla
prudente direzione del Genitore , giunfe poi a tal grado di
perfezione in queft' arre , che ( come nella fua vita più (Ic-
famente diremo ) fuperò la maggior parte de' Pittori , che
a que' giorni fiorirono . La continuata affifienza , che avea_.
Giovanni al figlio , il rigore ( per altro difcreto ) , con cui
lo trattava , talor nafcondendogli i vefiimenti , per necefftarlo
a non partire di cafa , e talor caligandone gli errori ccn_^
qualche sferzata , furono i primi femi della feria applicazione
di efio figlio , che poi si pregiabili frutti di virtù gli produfiero.
Ed era ben una maraviglia il vedere , che Luca giova-
netto di appena 15. anni lavorava, quafi perfetto Artefice,
infieme col Padre cofe d' impegno : ficuri prefagi di quel va-
lentuomo , che in progrelTo di tempo riufcire doveva . Of-
fervavalo , e fommamente godevane il Padre : e quanto più ne
fcorgeva 1' abilità , e 1' avanzamento , tanto più intenfamente
1' amava . Di che in varie occafioni manifePio légno ne diede;
ma fpecialmente allora , quando ritrovandoli in Genova Filip-
po li. Re delle Spagne , ad indanza del quale cufiodivafi
nelle carceri del pubblico Palazzo certo delinquente fuo
fuddito ; e volendo eiTo Re nel pariiifi condurlo fcco, a fin di
C 2 punirlo ;
3<^ VITE DE'PITT., SCULT.,-
punirlo; andarono a tal' effetto alcuni Sergenti Spagnuoli,
per farfelo confegnare ; i quali entrati arrogantemente armati,
■— — — ed in forma oftile nel Palazzo , infofpertirono fortemente le
Di guardie , che limarono elfer ufficio eli lor fedeltà 1' opporli
Giovanni ^^j^ vigorc alla coloro ìnfolcnza ; e però malmenandone al-
**^^° ' cuni con ferite , ed alcuni altri ucciaendone , obbligarono il
rcrtante alla fuga : accidente , che pofe la città tutta in com-
mozione , e fpecialmente cagionò grande fcompiglio nel fud-
detto Palazzo , dove in quell' ora trovavafi a cafo col fuo
Luca il buon Genitore , che in quella confufione perdette
di vilìa r amato figlio ; e temendo di qualche funeflo incon-
tro , anfiofo ad alta voce chiamavalo : ma non udiva rìfpon-
derli ; onde piangeva per lo cordoglio . Continuò in tal afflizio-
ne fino al ceflTar del romore ; dopo del quale ritrovatolo , ed
afficuratofi , che non avea fofferto alcun male , pien di con-
folazione , e di giubilo riconduffelo a cafa .
Dipinfe Giovanni a frefco , e ad olio con maniera affai
vicina alla perfezione de' migliori Maeftri . Ma ficcome delle
fue tavole ad olio non fi può in quefto luogo dar notizia-,
( ftantechè bifogna averla, offervando le medefime tavole con la
guida di qualche efperto conofcitore de i fini tratti di quelle) ;
cos'i nemmen dell' Opere , che ei fece a frefco ; poiché o fu-
rono confumate dal tempo , o fituate fono ne' luoghi della—
Riviera . Altra di quelle a frefco non fa prefentemente rife-
rirne la mia penna , fé non che la facciata d' una cafa preffò
alla Chiefa di S. Domenico (a) . Egli dipinfe colà di diiaro-
fcuro gli ornamenti delle fineftre , ed alcune figure grandi ,
e piccole , finte di bronzo con varj medaglioni , e certi fregi
di mollri marini : il tutto maeftrevolmente pennelleggiato .
11 tempo diftruggitor d' ogni cofa ci lafcia incerti dell'an-
no , in cui fia morto Giovanni . Dal ritratto , che di lui
fece Luca fuo figlio, il qual ritratto ho più volte veduto,
chiaramente fi conofce , clie egli dovette arrivare fino all' ul-
tima veccliiaja : degno in vero degli anni di Nello re .
VITA
( (7 ) Con la perdita del riferito a frefco abbiamo anche perduta 1' Opera , quafi di-
rci , unica , clic di queft' Autore fi vedcfTe fra noi ; poiché di fue tavole ad
olio non ne ho mai veduto . Tengo bensì appreffb di me un fuo difegno d' una
S. Margherita a penna tocca d' acquerello ; ove fcorgeft quanto il Cambiafo fbfl!;
imitator di Ferino , al quale tutta la fcuola Genovefe molto deve , per eflete
fiata da lui mciTa fulU lliada del bupai gul^a h«1 difegnaic > e dipiiigece,
ED ARCHIT. GENOVESI* " 37
VITA
DI NICCOLÒ CORSO
Pittore .
NICCOLÒ Corfo Pittor Genovefe non ebbe pennello
SI delicato , che le fue Opere ftar pollano a fronte
di quelle di tanti altri Pittori , che qui fiorirono
dopo lui . Tuttavia non fono fenza il merito di
molta flima certe pitture a frefco , ch'egli fece l'anno 1503.
per li Monaci Ulivctani della villa di Quarto , difccfta tre
miglia da quefla città . Si vedono nella lor Chiefa , dedicata
a S. Girolamo , dipinti con buona regola fu i pilaflri del coro
due Santi Monaci di quel Sacro Ordine : ed erano alcuni bel-
liflìmi lavori ricchi di finiffimo azzurro , ed ornati di artifi-
ciofi arabefclii in certa antica Cappella , che a' giorni noflri
coir occaflone di riflorarla , e ingrandirla fono (lati gettati
a terra . Io , che più volte gli oilèrvai , benché non per an-
che ne fapefli 1' Autore : pure li confiderai fempre come parti
di non ofcuro pennello : ne , dappoiché vi mancano , mai fono
entrato in quella Chiefa, fenza rammemorarne con difpiacere
la perdita, e defìderarli nel loro efiere . Ma fé cos'i ha vo-
luto la mala forte di queflo Pittore , non è però , che per
fua gloria non fi confervino tuttavia nel chiofìro di quel Mo-
niflero alcuni altri limabili lavori di chiarofcuro indicati per
fuoi dalle due lettere , N. C. , eh' egli pofe nel fecondo pila-
flro prefib alla porta principale . E più ancora fon degni quei,
che fece colà per ornamento del refettorio ; nel quale molto
ricrea 1' occhio la gran varietà de' fogliami , e degli arabe-
fchi , che con vago intreccio girano intorno alle pareti . Né
minor merito hanno le rapprefentazioni dell' ultima Cena , e
del Calvario figurate nella principale facciata di efib refet-
torio ; e lo ha forfè maggiore la floria di S. Benedetto di-
pintavi fopra la porta : Pitture , che dopo il corfo d' un fe-
cole , e mezzo {a) mantengono frefco il colorito ; oltrachè
C 3 ne' lor
(«) Dopo un fecolo , e mezzo, quando il Soprani fcrlveva . Ma or già ne fon
paffati due , e mezzo , ed anclie più .
Di NiccoLb
38 VITE DE'PITT., SCULT.,
ne' lor varj , e nobili difegni fanno conofcere , che tal Arte-
fice era fecondo d' invenzioni , affai felice nell' efprenìva^
degli affetti , ed efercitato nelle buone fcuole . An^i direi ,
iv.ccoLj che, s'egli fofTe ftato efente da certa durezza, cosi nel pan-
CbRso. neghiate, come nel profTilare [difetto comune ai Pittori di
queF tempo], potrebbe aver luogo fra' più eccellenti dt]la_.
faa Profellìone . ScrilFe egli a pie dell' ultima fìjddetta Opera
le fegucnti parole: Hoc opus fecit Nìcolaus Corjus 1503. dic-^
22. Martii : fegno , che la riconobbe per una delle fue mi-
gliori ; mentre cosi alla diftefa , e con la marca dell' anno ,
e del giorno vi fi notò .
Ne folamente raoftrò il Corfo la fua perizia nel colorire
a frefco ; ma anche moftroUa nel colorire ad olio . E' di fua
mano la tavola , che fi vede nella prefata Chiefa all' Altare
di Santa Brigida ; ov' egli con un colorito aflai proprio , e
vivace rapprefentò efla Santa , che genufleffa adora Gesù
CrocifilTo . Ed è fimilmente di fua mano un' altra tavola^ ,
fegnata col fuo nome , che fta collocata nella Chiefa di No-
ftra Signora dell' Apparizione . Ei figurò in elTa tavola molti
Santi con maniera , benché non del tutto maeflrevole , de-
gna però di gran lode ; perchè affai vi fpicca l' ingegno , e
fa fpiritofa invenzione dell' Artefice; la cui virtù, e perizia
non potea da me con ragione paffarfi fotto filenzio .
VITA
ED ARCHIT. GENOVESI. <^$
VITA
DI ANDREA MORINELLO
Pittore.
NON far?i fuor di propofito fra le memorie de' Pittori
più infigni dare anche luogo a coloro , de' quali te-
nue è la notizia , ed appena qualche vefiigio di fatto
lavoro fi trova . Anzi per mio avvifo tanto piìi
deve un' uomo amante della virtù impegnarfi per metterli
in luce , quanto più giacciono quelli involti fra le tenebre
dell' oblivione .
Tal penfiero m' ha perfuafo a non pallàre fotto filenzio
Andrea Morinello Pittor Genovefe nato nella valle del Bi-
fogno circa 1' anno 1490. , di cui molto fu il valore nella_-
Profeflìon di dipingere ; benché poco ne parli la fama . Egli
colorì le Tue tavole con leggiadra , e delicata maniera : affai
felice nel panneggiare ; difcretamente sfumato ne' dintor-
ni, e non poco efperto nel ritrarre al naturale : ficcome fa
di ciò indubitata teflimonianza certa tavolina , eh' egli di-
pinfè pe i Confratelli della Compagnia di Nofl:ra Signora ;
la qual Compagnia fla eretta nella Chiefa di S, Martiao di
Albaro . Quefta tavolina confla effere Opera del Morinello,
mentre in elTa fi leggono le feguenti parole : Confortia S.
Mariae Ecclejìae Divi Martini. E poco più fotto: ijitf. Aìi-
dreas de Morinello pinxit . (a)
La prefata tavolina , che lìa tuttavìa collocata fopra la
porta meno principale di elfa Chiefa, rapprefcnta Maria Ver-
gine , che tien fra le braccia il Celefie Bambino , e riceve
fotto il fuo manto alcune genufleiTe perfone dell' uno , e_»
dell'altro fefTo , ritratte , per quanto fi fuppone , dal naturale.
Oltre a ciò vi fono quattro Angioli , due de' quali coronano
la [leda. Vergine , gli altri due le foftengono il manto . Diede
loro '1 Pittore un'aria veramente angelica, inferiore però
a quella di Maria ; nella quale fenza pregiudizio della mae-
fìà propria di quel gloriofo fefiibiante fi fcorge un certo af-
C 4 fetto
(4) Iji (juelia Chiefa più non fi vede la qui defcritta tavolina .
4c$
VITE DE'PTTT., SCULT.,
fetto verfo que' fuoi divori , che rapifce gli animi di coloro ,
che la contemplano .
„,,,__,,,__ Molte altre tavole avrà dipinto quefl' Artefice , non ef-
Di Andrea ^^ndo verifimile , che chi avea cosi raro pennello, di una
MoRiNiu.0 . fola piccola opera fi fia contentato . Ma di quefla fola ho
voluto qui far menzione , perchè fola fra l' altre la trovai
fegnata col fuo nome . Che s' io debbo di me ftelfo fidarmi ,
non ho difficoltà d' affermare elfere parimente del Morinello
la tavola, che nella fteffa Chiefa fi vede dietro all'Aitar
maggiore ; nella quale rapprefentafi in mezzo a quattro altri
Santi S. Martino a cavallo in atto di dividere per metà il
proprio mantello, per coprire la nudità di un mendico. Nella
qual Opera , fé io ben confiderò la maniera di panneggiare
i dintorni abbaftanza sfumati , e la bellezza del colorito ,
panni , che ogni cofa pareggi a puntino lo (lile della tavo-
ìina già riferita ; onde non è fuor di ragione inferire , che^
ne fia llato Autore il medefimo Morinello ; del cui merito
ben era dovere , che io qui faceffi onorata menzione ; poi-
ché egli tra' Genovefi Pittori è lìato uno de' primi , che ap-
partandofi dal rozzo , e crudo l^lile degli Antichi , introduceflè
una tal foavità di pennelleggiare , che ha poi recato gran.,
lume agli l^udiofi del difegno , ed ha aperta la ftrada a
maggiori progreffi, e più ingegnofi ritrovati in tal Profeflìone.
VITA
ED ARCHIT. GENOVESI, 41
VITA
DI FRA SIMONE DA CARNULI
Relìgiofo Francefcano Riformato , e Pittore .
NI UN A cofa più conferifce a farci anche quaggiù vi-
vere dopo morte , che le illufiri Opere , le quali
da noi lafciare a' polìerì , lalcian pure ad eflì di noi
grata memoria . I dotti libri , i maeflofi edificj , le
artificìofe lìatue , e pitture o ci rammentano , o ci fan ricer-
care i loro Autori , de' quali contempliamo le gloriofe tati-
che , e n' efaltiamo i nomi ; onde alla lor famiglia onore , e
a quegli accidental premio n' arriva . Queflo merito riporta
chi non viffe oziofo , e chi concorde ad ornare i facri , e_>
i profani luoghi d' Opere degne d' ammirazione , e d' imi-
tazione .
Tal riportollo Fra Simone da Carnuli , Religiofo Fran-
cefcano Ritorm-ato del Convento di Santa Maria degli An-
gioli , pochi pafli difcofto dalla terra di Voltri , e Pittore-,
profpettico molto limabile , il cui nome fcritto da lui ftelTo
nelle Tue pitture appena fi conferva in una di quelle due_>,
eh' egli fece per la Chiefa fuddetta : delle quali la prima
è una tavolina pofla nel coro fopra il fedile di mezzo .
Egli in elTa (conforme fla ivi notato) nel 1519. ad inltanza
del Signore Gregorio di Negro dipinfe con giufla regola di
profpettiva un pavimento artificiofamente digradato ; e figu-
rò fopra di eiTo S. Antonio di Padova circondato da nume-
rofo popolo, che fiatfolla, permeglio udire la fua predica;
r altra è una gran tavola dì palmi 24. , e più . In eifa con
la medefima regola efpreffe alcune logge , lòtto le quali rap-
prefentò 1' ultima , e milleriofa Cena del Ncilro Salvatore . (a)
Le figure quivi dipinte fono in parte fatte con elquifìtezza
di pennello , ed in parte mancano alquanto dì perfezione ;
ond' io giudico quefle feconde effere il:ate fatte per mano
d' altri Maellri . Ma fc vi 11 confiderà la profpettiva ; ella è
veramente
(a) E' mirabile quefto quadro per la ben intefa profpettiva : ma le figure
efpreiTeri haiuio del feccu, e del duro.
41 VITE DE' PITT., SCULT.,
veramente codi flupenda : né io faprei qui deferì verne inte-
ramenre 1' artificio . Per me balli il dire , che il vSignor Prin-
cipc Andrea Doria il Vecchio, (limandola degna d'aver luo-
Di go nel Regio Efcuriale di Spagna, cercò di comperarla a
Fka Simone qualunque prezzo ofterendofi anche a farne fare una copia
XA 1-ABNUl.i . ' ' i. Y,. ^ ' ,, _- . n 1 r>^.i
per mano di l'ittor eccellente . Ma contrario moltrandoii il
popolo tutto di Voltri a tal richieda , e progetto ; e mal
volentieri accomodandoli i Rcligiofi di quel Convento a
privarli d' una gioja cos'i preziofa ; non ebbe effetto la com-
pera . Si confervano in oltre colà alcune piccole tavoline^.
rapprcfcr\tanti qualche Misero della Vita di NoflroS!gnore,cioè,
la Natività , la Circoncifione , e 1' Adorazione de' Magi , che
quei Religiofi credono eflere llate dipinte per mano del loro
fratello Simone . Io però non le giudico tali . Più giuUa-
mente polTono vantarli di una tavolina fatta per mano di
Giacomo Tintoreito, Pittore Veneziano [a'] d' indicibil va-
lore ; nella quale , con arte , che fupera la natura , figurò
Crillo Signor Noflro , che nel Giordano riceve il Battefimo
dal Santo Precuribre . E qui terminerò il difcorfo di Fra Si-
mone , il quale lafciaio avendo , fecondo 1' ufo del fuo Or-
dine , il proprio cognome , che non m' è giunto a notizia ,
tu cognominato dalla villa di Carnuli fua patria , e foggetta
per giurifdizionc alla terra di Voltri , da cui è difcoila il
tratto d' un folo miglio .
VITA
(a) Oiicli» làvola tuttavìa fi confi^rva nella ChieTa de' PP. Riformati di Volrri;
e il Csv. 1-jdolf 1 c)'a vita del Tinrorerto ne fa meii^'iciir , quantunque ne
sbagli il luogo; poiché la pone r.ella Cliiei'a di S. Francefco di Genova, ove
Ha bcjisì uiu tavola del Tintoretto , ma efprimente la Concezione di Maiia
Vergine .
ED ARCHIT. GENOVESI. 43
VITA
DI FRA LORENZO MORENO
Religiofo Carmelitano , e Pittore .
LAcquiftar fomma perfezione in qualche fcienza , od
arte non è prerogativa di tutti . Mohidimi ingegni
vi fono , a' quali non vien permeflb 1' oltrepaflare la
mediocrità . Ma ficcome in quefta fi diflinfe la lor
diligenza : così a proporzione li dee diflinguer la lode . Egli
è dunque ben giuflo , che facciamo onorevol menzione di
Fra Lorenzo Moreno Pittore Genovefe , e Religiofo Carme-
litano , di cui due pitture a frefco fi confervano nel Con-
vento del Carmine di quefla città . La prima d' effe , che_=
fu fatta nel 1544., rapprefenta 1' Annunziazione dell'Arcan-
gelo Gabbriele alla Santiffima Vergine . Il lavoro non è di
particolar difegno : non lafcia però di comparir vivace ne' co-
lori , e foave nelle figure . Stava nell' addietro fopra la porta
della Chiefa di quel Convento : ma , dovendofi pochi anni
fono, in occafione di nuova fabbrica, gettar a terra quel
muro ; fpiaceva a' PP. il perdere una memoria così lodevole
dell' indufiriofo Fra Lorenzo . Per la qual cofa deliberarono
di far fcgare quella parte di muro, in cui era dipinta; don-
de poi fi trasferifie in altro cofpicuo luogo . Fu deflramente
fegata in tre pezzi, e trasferita , e riunita dentro il chiofiro
del fuddetto Convento nel muro fituato dirimpetto alla por-
ta , per cui da elfo chiofiro fi fcende in Chiefa . (a)
La feconda pittura di quefio Religiofo rapprefenta-*
un'Immagine di Noftra Signora vefiita dell'Abito Carme-
litano : Immagine di graziofa invenzione , e di convenevole
proprietà . Avcala Fra Lorenzo dipinta fui muro efieriore
della porta principale del Convento . Ma dopo lungo corfo
d'anni, non volendo que'PP. , che continualte a fiate efpo-
fta a' venti , e alle piogge ; la fecero , come la prima , fe-
gare , e trasferire al coperto ; dove tuttavia fi rimane , te-
fiimonio
C«) Vedefi tuttavia queft' affrefco nel prefato chioftrO, Non è per altro pittura
di molta confideragioiie .
44
VITE DIE' PTTT., SCULT;,
nimonio dell' ìndunria , e dell' ingegno dell' Autore , il quale
fé tanto fece fenza fcorta di Maeltro (conforme è fama >,
che non avrebbe egli tatto , fé da perito Maeftro , e dife-
^ . gnatore avelfc avuto un fuificiente indirizzo ? Altri lavori a
Fra Lorenzo fj-efco ci avrà lafcìati quelìo buon Religiofo , e forfè miglio-
MoRENo. j-j (}(;• ju(2 fopraddctti . Ma io non debbo qui riferire, le non
quelli , che fo di certo eller Opere fue .
Di
VITA
ED ARCHTT OFNOVESn
45
VITA
DI LAZZARO CALVI,
E DI PANTALEO SUO FRATELLO,
Pittori .
ui^ttij. ùi ^c'ivtia
MARCIANO Calvi Lombardo, che dentro del fecolo
1400- dal luogo di S. Agata venne ad abitare ia
Genova , ebbe un figlio Pittore nomato Agoflino ,
il quale , fé fi riguarda il far di que' tempi , operò
nella fua ProfclTione affai bene , come danno a divedere le
fue tavole, che certamente fra quelle d'allora fon delle mi-
gliori ; poiché , mentr' egli qui dipingeva , durava vi tuttavìa
la fconcia maniera di dipingere iu campo d' oro già intro-
dotta
suo
45 VITR DT?' PTTT , SCULT.,
dotta da certi Greci Pittori, i qinli , accomunata aveano
r arte loro con quella de' Doratori , di mo>.Ao ^-he vilmente
^^^;^^mm V efercitavano , impiegandofi a ricamare con oro , ^^ aralief-
Di LAz^ARo chi rotelle , fcrigni , pomi di letto , e cofe tali ; o al pn'j ^
Cai VI, EDI colorire qualche figurina in campo dorato: che perciò anche
^Yatulo i Doratori , che ften levano a quelli 1' oro fu i fondi , il nome
di Pittori pur s' arrogarono .
Agoi^ino però fiaccandofi da quello abufo moftrava co i
lavori de' fuoi pennelli , quanto all' arte di dorare difliniile
fia la Pittura , e quanto prevalgano all' iftefs' oro i colori ,
allorché vengono da ingegnofa , ed efperta mano foavemente
diflribuiti .
Ma con lode molto maggiore attefero a quefla ProfeG*
fìone Lazzaro , e Pantaleo fuoi figli , il primo de' quali ben-
ché minore folFe d' età , pure perchè più dell' altro ei fi ren-
dette cofpicuo , meritamente deve precederli . Ufci Lazzaro
alla luce l'anno di noflra falute 1502.; ed applicatofi fin_
dalla prima fanciullezza alla Profeffione del Padre , flette
{òtto la difciplina di lui infinattantoché veduta la bella ma-
niera di Perino del Vaga, talmente fé n' invaglfi , che quan-
tunque avefie già paifato l'anno venticinqueiimo difuaetà:
pure non ifdegnò di farfegli difcepolo , e qual principiante,
conformarfi in tutto a' precetti , ed efempj di lui . Seguitollo
in ciò Pantaleo : onde ambo indirizzati da un tanto Maeflro
filila vera flrada del ben dipingere , non andò molto , che_.
cominciarono a far lavori di miglior guflo di prima ; e pe-
rò s' acquiflarono fama di bravi Artefici con indicibil foddif-
fazione dello flefib Perino ; il cui affetto si e per tal modo
cattivato fi aveano , che fpefib difcgnava loro i cartoni
delle opere , acciocché con più coraggio lavoraffero . Nel
che affidati francamente accettavano qualunque diffìcile com-
miffione , e li facevano molto onore .
Dipinfero primieramente al Sig. Antonio Dorìa (a) Ie_*
facciate del fuo maeilofo palazzo , rapprefentandovi diverfe
iniprefe appartenenti alla llelfa Famiglia Doria , con due_.
fregi , r uno lotto il cornicione del tetto , ove fono dipinti
alcuni
(^) Qiicfto FxÌAT.F.o, che al prcfeiitc e de' Si'znori Spinola , e fituato dirimpetto
alla Cliiel'a di S". Giufeppc ; e le riferite pitture in buona parte \i 11 confct-
vano ajicora illcle.
ED ARCHIT. GENOVESI. 47
alcuni prigioni legati : 1' altro fotto le fineflre della fala ,
ove fono alcuni putti di cosi aggiuQato difegno , e tanto
ben coloriti , clie Io ftefTo Ferino non gli avrebbe erpreffi ____
con miglior arte . Vero è , che ultimamente , in occaiione Di Lazzaro
di aggiungere al palazzo certi fporti con balauftri di mar- Calvi, e m
mo, fono' flati in gran parte gettati a terra. Veggonfi poi s.q''^^';^,"^^
più fotto illoriati a chiarofcuro con tinte , che fingono
bronzo alcuni trionfi degli antichi Romani ; {a) i quali la-
vori benché alquanto confumati fiano dal tempo; non lafcia-
no però di far conofcere qual foflè il valore di quefti due
fiudiofi fnitelli , ma fpecialmente di Lazzaro , che ebbe in
elfi la principal parte . Eglino poco dopo dipinfero in piaz-
za Pinelli la facciata d" una cafa , dove con maniera affai
vicina a quella del loro Maeftro rapprefentarono UlifTe le-
gato all'albero della nave, allorché s'ebbe turate con cera
le orecchie , per non udire Y infidiofo canto delle Sirene . E
perchè 1' anguflo fito di efla facciata non dava campo a i due
Pittori di potervi inferire altre circofianze a compimento di
quella favola vi fupplirono con ripartire in quei piccoli fiti,
the s' interpongono tra fineftra e rìnefira , certe graziofe fi-
gure di putti , e certi vaghi medaglioni , in mezzo de' quali
ornamenti collocarono i ritratti dell' Imperadore Carlo V. ,
e di alcuni fuoi Antenati : il tutto cosi ben difegnato , e_.
difiribuito , che fenza dubbio può dirfi una delle più eccel-
lenti fatture de' loro pennelli .
Non cedono però alla bellezza di quelli le pitture da
Lazzaro fatte ne' due falotti del palazzo de' Signori Grimaldi
dirimpetto alla Chiefa di S. Francef o ; nel primo de' quali
divifo in varj riparti menti ornati di ftucco , efprefle Fae-
tonte , che guida il cocchio del Sole : e nel fecondo , il me-
defimo cocchio tirato da quattro cavalli , ficcome pure i fei
pianeti , ed alcune favolofe Deità dentro delle lunette : né
tampoco vi cedono le pitture , che con vivezza d' idea , e_.
varietà d' attitudini fece nel palazzo del Sig. Franco Lerca-
ro , ove adornò dì belliffim; lliucchi il fé ondo falotto , che
e al piano della fala , e rapprefentovvi nello fpazio di mezzo
il
( < ) I chiarofcuri qui fopra defcritti font} Rati rifatti quafi del tutto da Giu-
seppe Palmieri Pittore moderno, del quale fi parlerà nel fecondo Toixio.
48 VITE DE' PITT., SCULT.,
il giovanetto Giufeppe in atto di raccontare il fogno a' fra-
telli : ficcome dai lati Gedeone, ed alcuni altri perfonaggi
del vecchio TcQamento : figure affai filmate da'Virtuofi .
Di Lazzaro Quindi fu , che invaghito il Sig. Bendinello Saoli della
^Pai^\ "' maeflria del pennello di Lazzaro , volendo abbellire con^
svo fMTjEuo pitture alcuni falotti del fuo palazzo pofio fulla piazza Ci-
cala , lo fcelfe per quefio lavoro , nel quale molto fi diftinfe;
e piiì ancora negli ornamenti di certo bagno, ove, o fi con-
fideri la vaghezza del colorito , o fi riguardino gì' ingegnofi
ripartimenti di ben lavorato flucco , o la bella e(prtnion;i_,
d" alcune ifloriette quivi rapprefentate : il tutto apparifce di
finezza non ordinaria . (a)
Divolgatafi intanto la fama delle infigni Opere di si
nobil Pittore, fu nel 1^44- chiamato in Mjnaco da quel
Principe, che impiegollo a dipingervi il fuo Palazzo . Qui-
vi Lazzaro efpreffe alcune vivaci pitture , ed arricchille in-
torno d' ingegnofi intrecci , di capricciofe grotte fche, e_>
d'altri proporzionati ornamenti con piena foddisfazione di
effo Principe , che affai largamente rimuncrollo .
Dovette poi anche paltare a Napoli , chiamatovi per fo-
mìglianti lavori , che felicemente efeguì ; onde ne riportò
emolumento, ed onori; fra' quali dilfintiffimo fu quello di
poter inferire nell' arma di fua cafata una teda di Moro ,
gloriofa infegna dell' alto Perfonaggio , per cui commifiione
operò .
Ma quanto egli era dotato d' abilità , e d' ingegno al-
trettanto avea l'animo infetto d'ambizione, ed invidia; ciò,
che ofcurò non poco lo fplendore del fuo buon nome_, .
Avrebbe voluto efTer 1' unico infigne nella fua Profelfione ;
e però fofferir non potea gli avanzamenti degli altri Pitto-
ri, e di mala vogha n' udiva le approvazioni , e le Iodi .
Tali paffioni V indufiero all' enorme eccefTo di far bere al
virtuofo giovane Giacomo Bargone certo medicato vino , che
privollo di fenno , e poi anche di vita : e le medefime l' in-
citavano a fiudiofamente procacciarfi il favore di molti , af-
finchè alle occafioni 1' efaltalTcro , e 1' acclamaflcro fuperiorc
ad ogni
( « ) Nella riftorazione , che poi fi fece di quello Palazzo , futon gettati a terra^
quelli 1 avori , Ma e Hata poca la perdita .
4ZZAR0
ED ARCHIT. GENOVESI; 4^
ad ogni altro : come appunto fucccffe allora , quando nella_.
Cappella del Sig. Adamo Centurione dipinfe a frefco la Na-
tività del Santo Precurfore (a) in concorrenza di Luca^
Cambiafo , e di Andrea Semino , che vi figurarono la Di- dTlH
collazione di elfo Santo , e il Divin Salvatpre , che riceve^ Calvi , e ei
il Battefimo nel Giordano ; le quali due pitture , benché fof- suoTra"^^
fero di gran lunga migliori di quella di Lazzaro, tuttavìa
dall' appaffionato giudizio de' Tuoi fautori le furon pofpolle:
onde il Centurione , avendo di lui concepita ftima maggiore,
lo elefTe a dipingere anche la tavola deftinata per l'Altare
di detta Cappella ; tavola , che fu di corta durata ; Manteche
r Artefice , fecondo 1' ufo antico , 1' avea lavorata fui geflb .
Fra SI dolci pafcoli di fua gloria fenti trafiggerfi il cuore_,
da inafpettato difgufto ; e fu, che volendo il Sig. Principe
Doria adornar di pitture la Chiefa di S. Matteo , fcelfe a
tal opera il Bergamafco , e Luca Cambialo , fenza far conto
di Lazzaro ; il quale vedutofi in quell' occafione efclufo da^
un Perfonaggio , nel cui palazzo avea già dato buon faggio di
fé , fpecialmente in alcune grottefche maeflrevolmente dipin-
te nel guardaroba ; abbandonò per ifJegno i colori , e i pen-
nelli , ed applicoffi prima alla nautica , poi alla fcherma_.
nella quale molti anni s' efercitò ; e ficcome egli era di gè'
nio manefco , feroce , e guerriero : cosi in efla valfe non_»
poco . Soleva in oltre portar fotto la giubba il giaco ; biz-
zarrìa , che per altro gli fu profittevole : poiché andando un
giorno a quel modo per la città, fu improvvifamente da.^
fconofciuro fìcario aflalito , e percolFo . Riufci però leggiero il
colpo , mentre il giaco gliel riparò . Lazzaro , come corag-
giofo eh' egli era , pofe fubito le mani addolTo al percuflòre
e fermollo : ma fupplicato del perdono , e renduto ceno che
quel colpo era flato involontario , e'per mero sbaglio ee-
nerofamente , fuori della naturale fua indole , lo rilalciò i'ilelb.
^ Poco meno di vent' anni flette Lazzaro fenza toccar pen-
nelli ; dopo il quale fpazio ripigliò l'abbandonata pittura,
e fece molti lavori cosi ad olio , come a frefco , applaudito
da' fuoi parziali , e predicato con gli fleflì encomi di prima.
'^om. I, D E^Ii
(«) Quefta è una delle migliori pitture ci Lazzaro Calvi, dalia quale chiaro S
Icoige quaiuo egU fi Itudiafle d' imitare Ferino fuo Maeftro .
jo VITE DE' PITT., SCULT.,
Egli dipinfe alcune (lorie nel palazzo del Sig. Giulio Spi*
noia fuUa ftrada nuova (a) . Similmente dipinfe la facciata
H' una cafa porta dietro alla Chiefa di S. Pancrazio (b): ed
i^'^^^ un' altra preiTo alla Chiefa di S. Siro, dove rapprefentò il
CalntT^di giudizio del Re Salomone, e leVinù Teologali (e): Opere
tvol^SÌLo «^«e ^^^ P°^^ P'^^S^^ • ^^^^ ^"^^^ ^^ P"° aggiungere la tavola
di Noflra Signora della Pietà . Quefta tavola fu porta fin.^
dall' anno 1 577. nella Chiefa della Santiflima Nunziata di
Porteria in una Cappella dalla parte finirtra del coro . Sono
pure di poco pregio le Opere a frefco da lui fatte nella.*
Chiefa di Santa Caterina ; dove nella volta rapprefentò la
Gloria de' SS. , e nelle due facciate i tormenti da quella-,
invitta Martire fofferti . A tutto ciò egli die compimento
nel 1587. in età d'anni 85.: cofa veramente maravigliofa ,
che un' uomo già decrepito tanto facefle , e di più in altif-
fime volte 5 ed in altri fiti difficili anche a' giovani , e sì
alla falita , che alla fcefa pericolofi . Ajutavalo in qucrti la-
vori Pantaleo fuo fratello , il quale , ficcome per lo più s' oc-
cupò a dipinger con eflb lui , cosi poche cofe ci ha lafciato
da poterfi riconofcere individualmente per fue . Suoi lavori
fono due tavole ad olio di rtile coinpetente , che fi veggo-
no nella Chiefa della SantilTima Nunziata di Portoria , fe-
gnate col di lui nome, e collocate nella ftcfTa Cappella—,
in cui , come dianzi ho detto , fu collocata la tavola di Laz-
zaro fuo fratello . Altre n' avrà dipinte : ma non fono giun-
te a nortra notizia .
Sorprefo poi Pantaleo da nojofa infermità pafsò molti
anni impotente: e alla fine cef^ò di vivere nel 15P5.; onde
Lazzaro , trovatoli privo del fuo maggiore ajuto , non im-
prefe da indi innanzi lavori di confiderazione : dipingeva-,
bensì qualche coferella per fuo femplice divertimento . Era
egli affai facoltofo; e però agiatamente viveva, e fenza tra-
vagli , o dirturbi . Tuttociò concorfe a mantenerlo fano fin
all' età
(tf) Quella pittura non può effe re , fé non quella , che vedefi nel portico ckl pa-
lazzo Spuiola vicuio al portello .
(*) La riferita cafa non fi fa qual fia. Convien dire> che fiano fiate cancellate
quelle pinure : forfè perche di poca imponanza .
(e) Sbaglia qui 1' Autore nel riferire il luogo , ove fono quelle pitture. Elle
fono nel palazzo de' Signori Centurioni nella ftiadA nuora : e le Virtù T«>-
kgali vi fUnno dipinte Alila facciata .
ED ARCHIT. GENOVESI. jr
all' età di centocinque anni ; dopo i quali terminò i fuoi
giorni , lafciata erede una fua unica figlia , che molto pri-
ma avea maritata con un gentiluomo di quefia città . ,
Di Pantaleo reftarono quattro figliuoli , Marc' Antonio , Di Lazzaro
Aurelio , Benedetto , e Felice , tutti Pittori : ma non già da Chwi , e m
paragonarfi col Padre , o col Zio : ftimati nondimeno , ed suorsATtuo
impiegati da' nofiri Cittadini , fpecialmente in lavori a fre-
Ico ; molti de' quali fi vedono nel palazzo , che già fu del
Sig. Antonio Doria , rapprefentanti diverfi Eroi , leggiadre
ftorie , ingegnofe grottefche , ed altre amenità . Di quelli
quattro fratelli folamente Marc' Antonio arrivò a dipingere
con qualche mediocrità di perizia . Egli ebbe la princìpal
parte ne' prefati lavori . Da lui pure furon dipìnte due pic-
cole logge nel deliziofo bofchetto del Sig. Principe Doria : fic-
come in Pegli alcune pareti del palazzo di detto Principe ;
ed in San Pier d' Arena varj altri palazzi de' noftri Cava-
lieri . Ma r Opera più lodevole di coflui fu fenza dubbio
quella della loggia de* Signori Spinola ; dove cos\ di dentro,
come di fuori effigiò gli Uomini Illuftri di tal Famiglia (a) ;
difponendo le figure con bella fimmetrìa , e giufia la ferie_«
de' tempi ; e adoperando in efle un colorito di molto viva,
ed allegra comparfa . Egli ebbe in oltre pienìffima cognizio-
ne de' pennelli de' migliori Maeftri ; che però il fopraddetto
Principe Doria lo fpedi a Venezia , ed in altre primarie cit-
tà d' Italia , a far compra d' infigni pitture . Nella qual com-
miflìone fervillo quegli compiutamente . Perciocché ritornò ,
portando feco buon numero di quadri del Tiziano , di Paolo
Veronefe , d' Andrea del Sarto , e d' altri famofi Pittori ,
che poi furono dallo fiefib Principe inviati in dono a Fi-
lippo II. Re delle Spagne , che ricevettegli , come un teforo.
Gli altri fratelli di Marc' Antonio ( che a lor premorì )
dipìnfero vicino alla ilrada nuova il palazzo, ed alcune cafe
de' Signori Interiani ; e nel chioQro de' PP. di Gesù , e Ma-
ria diverfe florie concernenti alla vita di S. Francefco di
Paola ; ed in Santa Caterina il chioQro del Convento , e la
principal navata della Chiefa , nella quale in cinque riparti-
D 2 menti
( « ) La loggia de' Signori Spinola al di fuori è fiata di nuovd dipinta a' tempi
noftri da Niccolò Malatto con difegno del Parodi , e con un gufto affai mir
gUore di quello delle pitture , che v' erana prima «
n
VITE DE* PITT., SCULT.,
menti rapprefentarono alcuni miracolofi fucceffi della vita di
quefta Santa Martire, e molte figure de' Sommi Pontefici
^..^_ dell' Ordine Benedettino : e fopra la porta maggiore il Pa-
P, Lazzaro ttiarca San Benedetto . Né altri lavori fecer dipoi ; ftante-
Calvi , E DI che Aurelio , prefo dal genio di compor verfi , ne' quali
auaTRAT*S.o pi'ovava qualche facilità ; trafcurò il dipingere , e diedefi to-
talmente alla Poesia. Benedetto, elTendo per fua mala^
forte ufcito di fenno , reflò affatto inabile alla pittura , e ad
ogni altro meftiere . Felice poi divenne oltre ogni credere
(ciopcrato , e fantaflico ,
Dalla fcuola de' Calvi ufc\ Battìfta Brignole , uomo dì
molto talento , e di ftimato pennello . Fu cofluì , che di-
pinfe r Arma della SercnifTima Repubblica nella gran fot-
fitta della Loggia di Banchi co' due fuperbi grifoni , che da.
ambi i lati 1' abbracciano , e le fanno contorno : Opera sì
magnifica , e ben intefa , che io per me non ho penna , che
poffa degnamente lodarla . Abbaftanza ella loda le ftella . (a)
VITA
{a) Oliera maeflon/Rnoa Arma , ùtoccanoiie di driverfi rlftdrare U volta della
Loggia di Banchi , fu gettata a terra . Se Me ritenne però il difegno , per
^uJv» nuovanieate dipingerla , qual v' er* prirna : coaie poi hi fatto ,
ED ARCHIT. GENOVESI. /^
VITA
DI LIONARDO DA SARZANA
Scultore .
LIoNARDO da Sarzana tuttoché fia flato un degli
egregi Scultori della Tua età ; pure egli ha avuto si
poca forte nella diffufion del fuo nome , che non fc
n' avrebbe notìzia , né fi faprebbe , che alcune pre-
giabili Opere fono fuoi parti , fé non era un' infigne Sog-
getto , che ha fatto di lui , e di quelle onorata menzione .
Fu quelli il Cavaliere Giovanni Baglioni virtuofo Romano ,
e Scrittore delle vite di quei Pittori, Scultori, ed Architet^-
ti, che dal 1572. fino al i6^z. efercitarono in Roma le lor
ProfefTioni . '
Io da lui ho ricavato , che la città di Sarzana figliuola
delle rovine di Luni , e madre di molti chiariffimi Perfo^-
naggi annovera fra gli altri fuoi un certo Lionardo Sculto-
re , che ( per non efierne giunto il cognome a notizia de' po-
fieri ) Lionardo da Sarzana fu comunemente chiamato . La
perizia di quelV uomo nel maneggiare degli fcarpelli fu così
.ammirata dal Cardinale Felice di Montalto ; che volendo
egli onorare la memoria di Papa Niccolò IV. con alzargli
in Santa Maria Maggiore un funtuofo depofito , n'appoggiò
la cura ad eflb , il quale con raro artificio fcolpì in limpido
marmo quel Pontefice a federe in atto di benedire il po-
-polo , ed aggiunfevi al lato defiro la Fede , ed al finifiro U
Giufiizia : Opere per 1' ottimo gufio , ^e faggia maefirìa del
loro Autore affai ftimate , e lodate dagl' intendenti .
Efiendo poi. nel 1585. fiato eletto in Sommo Pontefi-
ce il foprammentovato Cardinale col nome di Siilo V. ,
-e volendo quefii adornare con più difiinta magnificenza la_-
• fua Cappella detta Siitina , riparti la fatica de' lavori di mar-
mo tra Profpero Scultore Brefciano, ed il Sarzanefe Lionar-
do ; commettendo al primo, che vi facefle le fiatue de' SS.
Apofioli Pietro , e Paolo ; e al fecondo , che vi facelTe quella
di Pio V. Ne' quali impegni quanto fu il credito, chc_*
D 3 s'acquiftò
54 VITE DE' PITT., SCULT.,
s' acquilo il virtuofo Sarzanefe per la bellezza della fua
Opera , altrettanto fu il biafimo , che riportò il Brefciano ,
^ che affai rozzamente , e fenza proporzione di parti avea la-
Di vorato . Laonde il Pontefice poco di lui foddisfatto moftrofTì ,
LioNARDo e deftinò il Sarzanefe a rifarle , come efeguì , riducendolc
ARCANA, ^ ^^^j buon effere , in cui al prefente fi veggono .
Cosi ancora non eflendo troppo bene riufcita al Brefcia-
no la ftatua di Mosè , che d' ordine dello fteffo Pontefice,*
avea formata per la gran nicchia pofla nel mezzo della fac-
ciata dell' Acqua felice a Termini ; diede a Lionardo la cura
di racconciarla . MiglioroUa quelli di molto ; e maggiot
perfezione le avrebbe dato, fé non gli fofle convenuto ope-
rare fui già malamente diflribuito (a) . Quindi fu , che cat-
tivatafi ferapre più la benevolenza , e la ftima del Santo Pa-
dre , n' ebbe da lui convenevoi premio , ed in altre occor-
renze novelle commiflìoni , ed onorevoli impieghi .
Dalla virtù di Lionardo riconofce la città di Roma uno
di quei Tritoni , i quali in atto di fonar la buccina , flanno
intorno a quella fontana , che- in piazza Navona forge dirim-
petto alla Chiefa di S. Giacomo degli Spagnuoli .
Altri lavori per ornamento di palazzi , e di logge d' al-
cuni Cittadini egli pur fece ; de' quali lavori non teiTerò qui
defcrizione , non effendomi note le loro fpecialità ; ma ben
fufficienti fono le foprannarate a qualificarlo per un valentuo-
mo nella fcultura , e tanto degno d' immortalità , quanto lo
fono le fue Opere fi effe .
Egli dopo elTer vivuto in Roma fino all' ultima vec-
chiaja , vi terminò 1 fuoi giorni con difpiacere di tutti colo-
ro , che r avevano conofciuto .
PARIS ACCIAJO.
* Fu anche Sarzanefe Paris Acciajo eccellente Intaglia-
tore in legno ; del quale Artefice non trovando io notizie
fuflticienti a narrarne la vita , ho (limato ben fatto regirtrarnc
il nome
i( 4 ) La riferita ftatua df MosS quantunque di buon* maniera ella fia , non la-
fcia però di dar motivo alla critica ; fpecialmente per la fua corteeza ; alla
quale imperfezione forfè fu afiietto chi dorene Uvoiaie fui già Uroiato .
ED ARCHIT. GENOVESI; yy
il nome dopo quefto d' un fuo compatriota . Né altro poflb
riferire di lui , fé non eh' egli è onorevolmente nominato da,
Ippolito Landinelli nel fuo curiofo manofcritto intitolato :
IJìoria di Luni , e di Sarzana : dove parlando del Vefcovo
Braccelli , dice , che fono Opere dello fcarpello di eflb Paris
il Tabernacolo dell' Aitar maggiore , e gli ornamenti incifi
neir organo della Cattedrale di detta Sarzana .
VITA
DI LIONARDO , E DI GIO. ANTONIO
FRATELLI SORMANI,
Scultori .
NASCONO certi Scrittori col generofo iflinto di far-
noti al Mondo que' loro Concittadini , che per
qualche nobile imprefa, o liberal Profeffione fi ren^
derono degni di lode . A tali Scrittori dee molto
la Patria , che per eflì viene illuftrata . Così dee molto Sa-
vona al fuo Gio. Vincenzo Verzellino, che di tanti virtuoll
foggetti in quella fioriti ci ha lafciata gloriofa memoria— .
Di due fra gli altri m' accade qui far menzione , i quali prefTo
a noi farebbero iti in dimenticanza , fé l' accurata penna di
lui non ce gli avefTe ricordati , e deferirti . Sono quefii Lio-
nardo, e Gio. Antonio fratelli Sormani , Scultori Savonefì
di fpecial merito . Mercè del prefato Verzellino abbiamo
d' eflì le feguenti notizie .
Lionardo Sormano fu Statuario del Sommo Pontefice
Gregorio XIII., per cui ordine fece varj lavori riufciti con
particolar gradimento di Sua Santità . Morto Gregorio , pro-
fegui neir impiego fotto Siilo V. fucceduto a Gregorio : il qua!
SilTiO non lafciò già oziofo lo fcarpello del faggio Artefice :
ma tofto occupollo in fatture d'impegno; fra le quali mol-
ta lode riportò la ftatua , eh' egli coftrui per la Chiefa di
S. Pietro Montorio (a) . Tale ftatua rapprefenta un S. Paolo
D 4 in ^^^^
ia) W ftatua lavorata sì con molta diligenza: ma d' und ftil« alquanto fecca:
difetto propiio. di c^uel tempo ,
5«5 VITE DEPITT., SCULT.,
in atto d* appoggiaiTi alla fpada , la quale s' incurva per la
gravezza del pefo , eh' ella Ibftiene . Opera d' ingegnofi^
idea , e di pregio non ordinario ; onde ne fu da quel Pon-
D, tefice liberalmente rimunerato : ficcome d' un' altra lì:atua_.
LioNARBo, rapprefentante il gloriofo Pio V., che riufci ben' atteggiata,
Gio An^tonio e piena di veneranda maeftà . Lo fteflb Lionardo fece an-
SoRMANi. che nel Campidoglio la bafe alla famofa flatua equeflre di
Marco Aurelio ; la qual bafe per comun fentimento de' pe-
riti ha tutte le perfezioni dell' arte (a) . Fece in oltre nella
piazza della Rotonda la viliofa fontana divifata con ottima
regola , e fìmmetria {b) . Ma le riferite cofe per quanto
egregie fiano , ed infigni ; reflano nondimeno di gran lunga
fuperate dalla belliflima Venere , eh' egli fcolpi d' ordine del
Cardinale di Montepulciano . EfprelTe in efla Lionardo una
tal proporzione di membra , un atteggiamento cosi grazio-
fo , ed un' aria cosi gentile ; che fu da tutti giudicata Opera
impareggiabile ; e meritò d' efifer mandata in dono al Mo-
narca delle Spagne Filippo IL , che fommamente gradilla ;
e fé riporla fra le infigni fculture della Real gallerìa .
Fu la virtù di Lionardo premiata da' Sommi Pontefici
con diftintinimi privilegi . ViiFe quafi Tempre in Roma_. ;
dove aflai vecchio mori in una cafa prefTo all' Arco di Cam-
millo , nella quale radunate avea varie fiatue antiche di
gran valore .
Gio, Antonio poi dopo d' eflerfi in quella flelTa città
acquii^ato buon nome , per avervi anch' egli avvivati molti
marmi con la finezza de' fuoi fcarpelli , defiderando di mi-
gliorare la Tua fortuna , acconfenti alle perfuafioni di alcuni
Cardinali , che il confìgliavano a pafiare in Ifpagna alla Corte
del prefato Re F'ilippo II. , il quale efiendo allora in difpo-
fizione d' arricchire di rare ftatue il Tuo famofo Efcurialc-/ ,
fonti gran piacere, che giunto folTe colà quello accreditato
Scultore; e diedegli tolìo alcune commiflìoni , per provarne
1' abilità . Molto egli gradi 1' efperta , ed accurata maniera
del Sormano ; ed ebbelo in tanta IHma , che , per ritenerlo
appreflò
( rt ) E' quefia bafe d' lui' architetfura affai nobile , e d' un gullo sì particolare ,
che credcfi da mnlti Opera del Buonarroti.
•^ ^ ) La fontana , che fi vede al prefcnte in Roma nella piazza di Santa Maria
della Koicnda , iu fatta poi riadornarc da Pp. Clemente XI.
ED ARCHIT. GENOVESI. 57
appreffo di fé , gli aflegnò fettecento feudi all' anno , oltre il.
prezzo de' lavori , che avelie fatto . Indi acciocché s' affe-
zionaffe maggiormente alla Corte , né più penfafTe a ritor-
nare in Italia , dichiaratolo fuo gentiluomo , 1' accasò con_^ ~ d7
una donna di nobil nafcita , e di pregiati codumi . Lionareo,
Continuò egli pertanto a fervire a quel Monarca con Gio.Antonio
tutto r impegno ; né folamente come Scultore andò di gior- Sobm.'vni ,
no in giorno adornando di nuove fiatue quella llupenda fab-
brica : ma , come ben' inllruito nelle regole dell' architet-
tura , compofe il modello del Palazzo Reale ; fu fopraflante
a molte funtuofe Opere ; e fondò in gran parte il Ponte Se-
goriano, i cui fondamenti importavano la fpefa di feudi ot-
tocento al palmo .
Avevafì egli de' fuoì flipendj fabbricata in Madrid un'
ampia cafa , dalla quale ne ritraeva cinquecento feudi di
pigione all' anno ; e con tutto ciò tanta parte per fé ne ri-
ferbava da potervi agiatamente abitare , Ma quelli Regj
favori , e le comodità , e i vantaggi fuddetti poco tempo
furono da elfo goduti ; poiché forprefo repentinamente da_.
mortale infermità fini totlo il corfo di fua vita menata fem-
pre con gloria in virtuoié fatiche , e nobili impieghi .
VITA
DI GIO. LUIGI MUSANTE,
E DI DOMENICO REVELLO,
Architetti , e Ingegneri .
DOBBIAMO faper grado alla diligenza del già altrove
■lodato Verzellino, che nelf ottavo libro delle fue
Memorie ci ha lafciata notizia di due Soggetti Sa-
vonefi nella civile , e nella m'iitare Architettura
eccellenti da non pafTarfi in quelT:' Opera fotto filenzio .
L' uno d' effi fu Gio. Luigi Mufante affai {limato per
r efattezza de' fuoi difegni , e per la buona direzione delle
fortificazioni, e d'altre fabbriche j del quale fenza dubbio
molte
Di
58 VITE DE'PITT., SGULT.,
moke fòranno in Genova , e ne' contorni , affai deliziofe , e
vaghe , di cui non è palefe 1' Autore . Cofiui ebbe tanto
c;ndo d' alta perizia nella fua Profeflìone , che fu invitato al
_. ìervizìo del Re di Spagna Filippo II. , da cui ebbe diftin-
GiorLuici 7,ioni , ed onori . Qudìo gran Sovrano dichiarollo fuo Inge-
MU5ANTI, j^j^gj-g maggiore fopra le fortificazioni del Regno di Navar-
DoMENico ra ; e mandoUo in Pamplona a riftorarvì le mura ; e gli
ì.kvEti-o. jj^ p^j. commiiTione di riconofcere , e munire le altre for-
tezze di quella parte ; aggiungendo agi' incarichi 1' afTcgna-
mento d'un decorofo flipendio . E ben corrfpofe il Mufantc
coli' effetto alla buona opinione , che di lui avea concepita
r Auguiìo Re ; poiché impiegofTì in quei lavori con tanta_«
follecitudine , e valentia , che in pochi mefi rendè inefpu-
gnabili alcuni pofii per 1' addietro afTai mal difefi . Ma men-
tre egli tutto era intento ad efeguire le fue incumbenze ,
e ad aumentarfi la flima , ed il merito prcflb a quella Co-
rona , cadde in Siguezza malato di si acuta , e violenta
febbre , che in breve lo riduce all' eflremo : onde aggiuflati
gli affari , fpecialmente dell' Anima , paf.ò all' altra vita
nel dicembre dell'anno 1587. Egli lafciò in Pamplona un-,
fuo nipote nomato Gio. Battila, che nel K523. ancor vive-
va , ed abitava in quella cittì .
L' altro de' due Savonefi Ingegneri riferiti dal foprad-
detto Verzellino fu Domenico Revello , il quale per lo fpa-
zio di tredici anni flette al fervizio del Duca di Savoja in
qu:il.t-\ di primo Ingegnere , ed occupato nelle fabbriche_>
militari di maggior importanza , e tra le altre in quella di
Mommeliano , e della fortezza di Vercelli : nelle quali fece
fpiccar sì bene la fua perizia, che 1' Anibafciadore di Spagna
lo giudicò a propolito per effettuar le intenzioni del iijo
Monarca . Laonde lo perfuafe a paffare a quella Corte coli'
efibizione di più vantaggiato poflo , e di più largo Ilipen-
dio . Allettato il Revello da si buone fperanze , chiefe , ed
ebbe il congedo dal Duca, ed incamminoffi alla volta di Spa-
gna . IVIa nel paffare per la Provenza , affulito , e fvaligiato dagli
affaffiai , dovette ricoverarli in Marfiglia , Quivi il Re di Fran-
cia lo fece accogliere , e ben trattare : poicia avute degne
iiiformazioni di lui , lo volle per Tuo Ingegnere , e fpedillo
i for-
ED ARCHIT. GENOVESI.
5i>
a fortificar la Roccella . Mentre ver colà navigava , lo fven-
turato s' imbattè negl' Inglefi , che lo conduiTero prigione
<• T r,r,ri.-i Pqco petò dimorovvi ; ftantechè , datafi un di -
a Londra
que' primi giorni l' occafione , gli riufcì di fuggirfene>> , ui
e portarli a falvamento in terraferma : donde dopo lungo, Gio. Luict
e penofo viaggio ritornò alla fua Patria , dalla quale , per '^^'^"^ »
quante offerte in varj tempi gli faceflcro alcuni Principi ,
non volle mai piià dilungarfi . Cosi la palsò fin all' eftreraa
vecchiaja , fervendo nelle occorrenze la Sereniflìma noflra Re-
pubblica . Morì quefl' uomo , memorabile per la fua virtù ,
e per gli ftrani accidenti di fua vita, nel gennajo dell'anno
I5P4.
£ D\
Domenico
VITA
^.
VITE DE'PITT., SCULT.,
VITA
DI ANDREA SEMINO,
E DI OTTAVIO SUO FRATELLO,
Pittori .
cfliu^.f, Ul lì.
E Bella gloria d' un virtuofo Padre il lafciar dopo fé
figli a fé medcfimo fomiglianti : ed è più bella,
quando la foniiglianza vien loro comunicata non tan-
to dal trasfuro (angue , quanto dall' induftria , e cura
paterna . Fu bella gloria del Pittore Antonio Semino l'aver
lafciati dopo fé , non dico già molti infigni parti del fuo
pennello, che pur lafciolli, ma due chiariflìmi figli, Andrea,
ed Ottavio , ambo parimente Pittori : e fu più bella 1' averli
col
ED ARCHIT. GENOVESI. 6i
col fuo zelo inftruiti , e col fuo efempio infiammati , ìndi appog-
giati ad altri eccellenti Maeftri , di modo che fi renderono
a lui fomiglianti [fé forfè anche non fuperaron 1' originale] ; e ,
profeguendo 1' efercizio della lor nobile Profeffione , accrebbe- Di Andrea ,
ro il luftro alla Famiglia , e gli ornamenti alla Patria . ^ ^> Ottavi»
Andrea dunque , ed Ottavio Semini , ficcome dotati ^^^^' •
erano di pronto , e docile ingegno , cosi fotto la direzione
del Padre, che die loro i principj della pittura, fecero pro-
grefll non ordinar] . Quefti concepito avendo de" figli gran-
diofe fperanze, per fecondarle , inviolli a Roma ad ultimarvi
l'incominciato fiudio, a cui l'indole, e '1 genio più che mai
li portava . S' applicarono quivi i due giovani ad una feria
ofiervazione non folo delle più infigni pitture , ma eziandio
delle più preziofe ftatue , e de' più eccellenti baflìri lievi ,
maffìmamente di quelli della colonna Trajana , ritraendoli
con indicibile accuratezza . Per tali , ed altre fatiche inde-
feflamente efercitate divennero in breve nella facoltà di ben
difegnare tanto valenti , che preffo a quell' inclita Accade-
mia delle tre beli' Arti s' acqui flarono molta lode . Quindi
crefcendo in effi il defìderio di vie più profittare , dopo aver
paflàti alcuni mefi nella pratica del difegno , cominciarono
1' ufo de' pennelli , dipingendo a frefco , e ad olio ; nel che
fi iludiarono fempre d' imitare 1' elegantifiimo flile di Raf-
faello da Urbino ; e per vero dire aliai buon faggio ne die-
dero in varie pitture , che poi ritornati in patria vi lavo'
rarono .
Ragioniamo in primo luogo di quelle d' Andrea . Egli
nel 1552. fu invitato dal Sig. Adamo Centurione a dipin-
gerli a frefco in concorrenza di Luca Cambiafo , e de' fra-
telli Lazzaro , e Pantaleo Calvi qualche fatto della vita di S.
Gio. Battifta entro la Cappella di Santa Maria degli Angioli :
ove figurò queflo Santo in atto di battezzare il Salvatore :
v' aggiunfe al di fopra il Padre Eterno , e nel nuvolato al-
cuni Angioli molto belli . Ma ciò , che più arricchifce quell'
Opera, fi è ilpaefe d'intorno, che non può elTere né meglio
ideato , ne con maggior grazia , e profpettiva difpofio .
Colorì poi per la Chiefa della Santifllma Nunziata.."
di Portoria tre tavole ad olio diyifate così . Nella principale
di effe
6t VITE DE'PITT., SCULT.,
di effe rapprefentò la Natività del Salvatore, e in due più
piccole S. Giufeppe , che , mentre dorme , riceve dall' Angiolo
I' ordine di fuggirfene : e un' altr' Angiolo, che annunzia a'Pa-
DiAndkea, i^ori il Misero di eiHi Natività . Le quaU tavole furono collo-
t n Ottavio cate in una di quelle Cappelle , abbellita poi da efTo Andrea
Semini, j^} ftu^clii , e d' altre pitture a frefco con rapprefentazioni della
Madonna , ed immagini di Profeti . Vero è , che quefii lavori
dall'umido maltrattati fi vanno di giorno in giorno perdendo.
Dopo ciò fu incaricato dal Sig. Giulio Brignole-Sale di
dipingerli la facciata del fuo palazzo . (a) Adornolla Andrea
di figure d' Imperadori afTife fopra certi pitdiftalli , a cui
ftanno legati alcuni Perfonaggi vinti in guerra con attitudi-
ni , e rivolgimenti affai capricciofi ; ove oltre alla vivezza
moftrò r Artefice gran pratica del difegno . (b)
Non inferiori alle anzidette furono le pitture da luì fatte
in Carignano dentro il palazzo de' Signori Francefclii , ove
con guftofa maniera aveva rapprefentato il rapimento delle-.
Sabine infieme con altre Romane Iflorie . Ma paffato poi tal
palazzo in dominio de' PP. Gefuiti , eglino fecero cancellar
tutte quelle , che comparivano poco decenti .
Anche nel palazzo del Sig. Leonardo Salvago lungo la
fi;rada nuova impiegò Andrea l' induflria de' fuoi pennelli.
Dipinfe colà parecchi falotti : ed in una delle due {tanze del
fecondo piano efprelTe alcuni fatti prefi dall' Eneide di Vir-
gilio : in un' altra alcune florie cavate dalla Santa Scrittura ,
tra le quali il facrifizio d' Abramo . In altra flanza dello Hello
piano rapprefentò diverfe battaglie , ed imprefe de' Romani
con varietà d' atteggiamenti , e di sforzi naturaliflìmi : ed in
altra pure la floria di Muzio Scevola ripartita con vaghi fine-
chi mefli ad oro . Oltr' a ciò ornò con figure di Dei le_j
fcale , le logge , ed il portico : pitture , che meriterebbero
fomma lode , fé ficcome fono fpeciofe , cosi foifero ancora-,
modelle .
Egli per altro fu fempre folito a regolare con vereconda
circonfpezione le fue Opere . Ond' è , eh' io lontano non kno
dal credere, che le ultimamente riferite fiano piuttofto latte
' per
(«) F' r amico pa!a??o Brigiiole fituato vicino a Santa Maria di Calkllo,
C ^ ) Qucfìi lavcri fi può dire , die già vi furono .
ED ARGHIT. GENOVESI. 6^
per mano d' Ottavio fuo fratello , il quale poco curò la de-
cenza del corpo , e molto meno la purezza dell' anima .
Alle fopraddette pitture non la cedono quelle , che effo -
Andrea fece nell' altro palazzo del Sig. Gio. Battifta Spinola Di Andrea ,
Valenza (a) , lungo la mcdefima ftrada nuova. Iftoriovvi ^ " ^ttavio-
nella fala le illuOiri cariche, azioni, e graduazioni di varj ^'^'^^
Perfonaggi di Cafa Spinola ; come 1' Ambafcerìa d' Oberto
air Imperador Federigo Barbaroflà ; il Generalato di mare-,
conferito da effo Federigo a Niccolò ; 1' armata marittima con-
dotta da Acone nella Giudea in foccorfo dell' efercito Crì-
ftiano ; e lo fpofalizio d' Argentina figliuola d' Opizio con—
Teodoro Marchefe di Monferrato figliuolo dell' Imperador An-
dronico . Alle quali fi poflono aggiungere le altre , che co-
lori entro un falotto al piano della galleria, rapprefentanti i
ratti d' Antiope , d' Europe , di Proferpina , e la Danae j che
accoglie Giove trasformato in pioggia d' oro .
Frattanto invoglioffi Ottavio di portarfi a Milano, per
ivi offervare le infigni pitture degli Artefici Lombardi : ed
Andrea, che bramofo pur era d' acquiftar lumi maggiori
neir imparata , e già con tanto onore efercitata Profeflione ,
volle fargli compagnia . S' incamminarono dunque infieme_*
verfo Milano i due fratelli ; e vi giunfero mentre appunto
era flato dall' Aleffì terminato il palaz/:o , che il Sig. Tom-
jnafo de Marini uuca di Terranuova s' avea fatto fabbricare
nella piazza di S. Felice . Quello Signore , torto che feppe
r arrivo loro , aflai lieto ne fu ; e mandando per efli impie-
gollj nelle pitture della fala principale di quel palazzo in.-
compagnia d' Aurelio Buffo rinomato Pittore , delle quali
concordemente fra loro tre fi divifcro il facìmento . Toccò
ad Andrea la volta di mezzo ; dove figurò il convito fatto
in cielo dagli Dei per le nozze di Pliche : dal Buffo furono
dipinte ne' quattro angoli le quattro ftagioni : ed Ottavio
efprelTe fotto del cornicione le Mufe , ed altre immagini di
Virtù . Opere , che meritarono d' eflèr applaudite da' più
intelligenti Profeffbri ; e diftintamente dal Lomazzi Pittor
Milanefe, che nel fuo libro quinto delle grottefche alla pa-
gina 138. così ne parla.
Pinfe
( « ) Il palazzo Spinola Valenza era è del Sig. Giorgio Doria •
<f4 VITE DE'PITT., SCOLT.,
Pinfe il convito il frate del Semino
De' fal/l Dei con Cupido , e Pfiche
MB^MMMM ^el gran Palazzo di Tomas Marino .
Di Andrea , Ed Ottavio le Mufe all' Arti amiche
E DI Ottavio Gli fece intorno: e ai canti di quel deh
' ' ' Le Station finfs il Buffo con gran zelo .
Seguitarono dopo quert' Opera i due fratelli a far altri
lavori , che , non avendo io veduto , giudicar non pofTo , fe_,
fiano piuttoi^o dell' uno , che dell' altro . Io porto bensì opi-
nione ,^ che ad Andrea fi debbano attribuire gli ad olio [ tra'
quali 11 conta la tavola del CrocififTo polla nell' Oratorio de*
Genovefi , ove anche vedefi ritratto il Duca fuddetto ] : e che
parti fi.xno del pennello d' Ottavio quegli a frefco , de' quali
più j.iinanzi ragionerò .
Ma dopo arerfi Andrea acquiflato in Milano un credito
iiiciiai rubile ; ricordandoh della parola da fé già data a molti
Signori Genovefi di reflituirfi qua , per fervirli in varie com-
miffioni ; al qual effetto n' avea ricevuto da elfi onorevoli ca-
parre : in compagnia del fratello , che per altro mal volentieri
induccafi a partire , fece alla patria ritorno .
Le fue occupazioni in patria non furono , fé non che di
ritrarre dal naturale Perfnnaggi riguardevoli : fra' quali è vi-
viffimo il ritratto , eh' ei fece del ò\^. Maichcle di Gareflìo
(a) r anno 1 582. , quando quello Signore trovavali per anche in
età giovanile . Tal ritratto fi conferva in Savona entro il pa-
lazzo Rovere {b) ; nel cui primo piano fono a frefco dipinte
da Andrea , e da Ottavio due fianze molto ben ifioriatc-. ,
e degne d' elfer vedute .
Quefta fua dote di far i ritratti fomigliantiffimi agli ori-
ginali fu nota a molti Cavalieri Genovefi , che perciò vollero ef-
Icr effigiati da lui . Parimente Scipione Mctelli da Callelnuovo
di
( « ) Francefco Maria Spinola Patrizio Savonefe , e Genovefe era in quel tempo
Marchcfe di Gareflìo.
(t) Qyefto è il palazzo latto già fabbricare dal Cardinal Giuliano della Rovere,
che poi fu Papa Giulio If. , con difegno , e fòrto la direzione di Giuliano da
S. Gallo , In progrefTo Hi tempo pervenne detto palazzo in dominio del Mar-»
cliefe di GarcfTio , che acquiilollo dai FiHrircMnmiffarj di Cleriicnve delia Ro-
vere. Ma r amio 1676. lo comperarono le Monaclic di Santa IJIiiara , p.-r
ridurlo m quel Moniilcro , che or abitano : ed ivi ioiu) tuttavia eiilieua 1«
fatture de' fratelli Semijii ,
SCULT., ED ARCHIT. GENOVESI: 6^
RANUCCIO FARNESE, DI PIACENZA,
EDI CASTRO, ec.
Di Ciò.
Gonfaloniere perpetuo di S. Chiefa . Battista
V ìlhijìre concetto acqui/iato in Parma dal celebre Pittore
Già. Battifìa Merano , e i fas:;gi del dotto fuo pennello la/ciati
ambe ìtel palazzo del noflro eflivo ritiro , ci fommintjìrano giujio
impulfo di darseli un patente att eflato dell' affetto , e dell' alta
fl:ima , che ha appreffo di noi guadagnata , con ammetterlo ,
e dichiararlo noflro Servidor familiare , come in virtù della-,
prefente ammettiamo , e dichiariamo , che il medefimo Merano
goda , e goder pojja di tutti quegli onori , privilegi , e prero-
gative , che godono , e goder pojfono gli altri noflri Servidori
familiari , e quelli , che attualmente ci fervono . Comandia-
mo per tanto a chiunque fuggiace alla noflra autorità di rico-
nofcerlo , e trattarlo , e rifpettarlo per tale , e come talt^ ,
perchè quefla è la noflra mente , e prectfa volontà . Preghiamo
in oltre i Mini/ir i, ed Ufficiali degli altri Principi di far lo
fteffo , fìcuri d' ejfere da noi ancora opportunamente corrifpofli
alle occorrenze loro . In fede di che farà la pr e/ente fegnatO-^
di noflra mano , figillata col noflro folito Jìgillo , e fottofcritta
dal noflro Segretario di Stato .
Dato in Piacenza li 30. gennaio 1587.
Ranuccio Farnefe . N. N. Segretario .
Ebbe quindi dallo fteflo Duca incumbenza di fare i di-
fegni per alcuni arazzi , che doveano fervir d' ornamento
alle Tale del palazzo Ducale . Quefli difegni , che rappre-
fentano alcune ftorie cavate dall' antico Teftamento , riu-
fcirono bellifTimi , e furono ottimamente efeguiti : ed ora
per la mutazione de' tempi , e de' Principi , fi confervano
preflb la Maefià di Carlo ITI. in Madrid .
In quel palazzo del Duca ha molto dipinto a frefco
queflo Pittore , ed anche ad olio . Ma io , per non aver
di tali Opere diflinta notizia , non pofTo ftendermi a parlarne:
Tom, II. ^ E ficcome
Mjuiano.
66 . CONTIN. DELLE VITE DE' PITT. ,
ficcome d' alcuni altri fuoi lavori a frefco , i quali , fccon-
dochè mi vieii riferito da perfona degna di fede , fi tro-
___ vano nella gallerìa del Duca di Modena .
"dTg^ a frefco ha dipinto in Parma il Merano due cappelle
Battista entro la Chìefa di S. Gio. Evangelica de' Monaci Benedet-
"" tini. Nell'una di effe fono rapprefentati alcuni fatti preli
dalla vita di S. Criftoforo : e nell' altra , alcuni miracoli
operati da S. Niccolò di Bari . Sopra la porta della mede-
fìma Chiefa al di dentro ha efpreifa con molta energìa la
caduta degli Angioli ribelli . I difegni di queCe pitture,.
di mano dello fleffo Merano li confervano i Monaci fuddetti
nel loro refettorio .
Entro la Chiefa della Confraternita di S. Croce ha di-
pinto nel coro alcune mezzefigure di Santi d' un ottimo
gurto : e colà in Parma fono tenute in gran conto . Molti
altri quadri ha formati il Merano in quella città per Signori
qualitìcati . Ma non ne ho dilìinra notizia . So bene , eh' ei
dipinfe una Santa Maria Maddalena pel Conte Vincenzio
Marefcotti , a cui molto piacque : ed elfendo qucfto Signore
uno de' più elevati ingegni di quello Stato , encomionne_>
r Autore con un fonetto , che diede alle Qampe : ed è il
fegutnte .
Lujlrò folinghe rupi , e cave algenti
Fra fdenzj d' amor l' ardente Jmanie ;
Finchì al pefo del tempo i Si cadenti
Si fero arco di Gloria al Dio regnante .
Ora il Meran , che a colorir portenti
Ferma al proprio faper Fama volante ,
Col braccio emulator d' eccelji eventi
Raccolfe i tratti , e n avvivò il fembiante .
Del sol , dell' alba , e gli ori , ed i rojfori
Gli offri full' ale un Cherubino a volo,
E V idea gli apprejtaro i cajli Amori .
Quando falito il fuo pennello al polo ,
ridejl in animar vivi colori
Tracciata un Alma ad arricchirne il fuolo .
Non
SCULT. , ED ARCHIT. GENOVESI . ^7
Non m* è noto quanto tempo dimorafTe il Merano nella
Corte di Parma . Soltanto ho rinvenuto, che nel i(5p5, egli
era in San Remo impiegato da' Signori Borria a fare_» ^^^^^^
alcune pitture nel loro nobiliflìmo cafamento ; le quali per Di Gio.
altro non fono delle migliori , eh' egli abbia fatto , forfè '^"'^o'^
a cagion dell' età ; Manteche allora contava ben felTantatre
anni di vita menata Tempre in grandi fatiche, e fpecial-
racnte fui frefco , che è quella forra di lavoro^, la qual più
di tutte fuol pregiudicare alla fanità de' Pittori . In querto ca-
famento egli dipinfe una gallerìa , nella cui volta efpreffe-.
r Aurora , che difcaccia le tenebre , Vi fono anche le figure
delle quattro Virtù Cardinali : ed in una delle principali
facciate v' ha S. Romolo , che libera la città da' Saracini
mettendoli in fuga . Dipinfevi ancora 1' interna cappella-. ;
ove nel quadro ad olio figurò Gesù deporto di Croce : ne' due
laterali a frefco , effo Gesù orante nell' orto , e flagellato
alla colonna : e nella \'olta , diverfi Angioli , che tengono
in atto di trionfo la Croce .
Nella flefìTa città di San Remo dipinfe per li prefatì
Signori Borria la cappella dedicata a S. Ignazio entro la_.
Chiefa de' PP. Gefuiti ; e v' effigiò queflo Santo in Gloria
d' Angioli . Colà parimente dipinfe anche 1' ampia volta_.
dell' Aitar maggiore nell' Oratorio della Concezione ; e vi
figurò un Dio Padre con Angioli , e Profeti , ed altre cofe
di un gudo affai migliore delle già menzionate . Debole
però è un quadro , eh' egli fece per la Chiefa di que' PP.
Agortiniani Scalzi , entrovi la Vergine col Divin Putto ,
e S. Agoflino . Anche il buon Omero talvolta fi moflrò
fonnacchiofo .
Dove morifTe queflo Pittore io non faprei ben dirlo .
L' opinione più colante , fecondo ciò , che ne dicono i fuoi di-
fcendenti , fi è , eh' egli morifTe in Parma, e non in Genova.
Tal punto non è di tanta importanza , che meriti fé ne_>
faccia quiflione . Egli mancò un anno prima , o dopo del
corrente fecolo .
Il Merano fi era congiunto in Matrimonio con una Si-
gnora del nobile Cafato degli Scagliofì , dalla quale ripor-
tò un' onorevole dote . Ella avea preilo S. Francefco d' Ai-
fi 2 baro
Merano .
<j8 contin. dflle vite DE'PITT.,
baro un deliziofo palazzine , nel quale foleva quefli go.'erc
il ripolo dovuto all' amata fua ProfelTione ne' tempi autun-
,_„^_^ nali . La fua Conforta difgraziatamente vi mori . Perciocché
13, c,iQ. ' forprefavì una volta da' ladri iti per rubarvi ; ed elFendo
Battista ella incinta contraflc per lo fpavento una malattìa si ga-
*" ~ gliarda , che in pochi giorni la traile a fine. Di detto Ma-
trimonio ne nacque un figlio per nome Gafpero , Padre del
vivente Sig. Felice . Ma niuno di quelli due s' è dato allo
ftudio della Pittura .
Ci lafciò il Merano alcuni Difcepoli da lui inQruiri ,
il migliore de' quali è llato fenza dubbio Gio. Battuta Re-
foaggi . N' ebbe poi alcuni altri , che indi a poco , ellendo
lui alFente , paflarono a ricever la direzione da altri MaelW.
Dal Merano fi gloriavano d' aver apparato quanto nella Pit-
tura fapevano Davidde Campi , e Antonio Pittc\luga , ambe-
due Genovefi . Il primo , che alquanto v.ileva nel copiare,
mori d'anni 6j. nel 1750.. Il fecondo pafbò n^olio più in-
nanzi nella perizia dell' Arte ; avendoci lafciato di fuo il bel
quadro del Crocififfo con S. Francelco di Paola in S. Anto-
nio di Prè ; e le figure de' Vangelifii ad olio nella C^hiefa
di Santa Fede. Colìui mancò nel 1716., in età di qua-
rant' anni .
Intorno a quefli medefimi tempi vi fu un altro Pittore
P'ttaluga nomato Niccolò , che fi acquiltò lode piìi del pre-
fato ; avendo io veduti in Roma molti fuoi dilegni , che_.
meritarono i più dilìinti premj , che da quell' inclita Ac-
cademia di S. Luca colà fi difpenfano . Ma di lui non -ho
altra notizia , cpantunque Genovefe egli folli- , e meriti più
onore\-ol menzione .
M^
VITA
ED ARCHIT. GENOVESI. 69
co' loro garzoni in atto di ftrafcinare un carro ; pretendendo
con ciò di far allufione alla lor vita , eh' egli infelice , e_>
mefchina chiamava ; perchè alla fua non era uniforme ; ._;„_^
onde folea dire d'averli perciò condannati a faticare infinat- £>, ancbea
tantoché fofle durata quella pittura . eh Ottavio
A tutto ciò egli aggìunfe un veflire impulito ; poiché ^^'^^' •
vedevafi comparire in pubblico con abiti fudici , e laceri ,
non curandofi punto di farli rattoppare , e fé s' accorgeva ,
che le Tue calze fofTero rotte , di botto le rifa rei va con darfi
fulla gamba una pennellata di quel colore , di cui erano tinte.
Compiute , eh' ebbe le narrate Opere , dovette portarfi
a Savona , invitatovi da quei Cittadini per diverfl lavori si
privati , SI pubblici , eh' egli maeflrevol mente efegui ; fra' quali
uimatilTìma è l' Immagine della Santiflìma Madre di Miferi-
cordia da lui dipinta fui la torre detta del Brandale , con_-
molte perfone genuflelfe fpiranti divozione , ed affetto , e
con alcuni Angioletti di rara bellezza . (a)
Dopo qualche tempo , ritornato a Genova , non vi flette
oziofo . Dipinfe a chiarofcuro diverfi Dei nella facciata della
cafa del Sig. Francefco Morchio , (h) pofla nella via di S.
Donato ; e diverfe favole parimente di Dei rapprefentò den-
tro la fala , e di fuori nella facciata della cafa del Sig. Vin-
cenzo Ricci fulla piazza de' Signori De Franchi . Dipinfe^
pofcia gli fportelli , che chiudono 1* organo nella Chiefa di S.
Maria de' PP. Servi , ne' quali fportelli effigiò la Vergine An-
E 3 nunziata
( a ) Su quefta facciata appena fi fcorge , che vi fia fiato dipinto .
In Savona dipinfe Ottavio Semino entro i palazzi Grafll , e Nafelli : ed
in queft' ultimo avvi nella volta d' una ftanza Pfiche col Dio Cupido , che^
è cofa bella a vederfi .
Entro la Chiefa di S. Agoftino fi conferva di effo Ottavio la tavola dell'Ar-
cangelo S. Raffaello . Ma in qiiefla dà chiaramente a conofcere , che non-,
era troppo affuefatto a dipingere ad olio ; poiché ella è d' un colorito man-
chevole , e fiacco .
Fuor di quella città poi nel borgo di Lavagnuola dentro il palazzo Impe-
riali fono da lui , o piuttofto da Andrea fuo fratello , dipinte le volte d' al-
cune ftanze . In una vedefi figurato Apollo con le Mufe , e in certe altre-,
alcuni degli avvenimenti dcfcritti dal Tafib nella Gerufalemme .
(i) Qiiefta facciata è perduta. Quante infgni Opere d'Ottavio Semino fcn ite
amale! Anche ultimamente in piazza Cicala , per cagione di nuova fabbrica,
fono (lati gettati a terra alcuni de' più belli , e meglio confervati lavori ,
ch'egli abbia mai fatto. Kapprefentavano quelli le Mufe, ed altre favolofe
Dei'à a chiarofcuro dipinte , con alcune Fame colorite fopra le fineftia_> :
il tutta d' un gmlo delicato , e d' uno ftile Raffaellefco .
-o VITE DE'PITT., SCULT.,
nunziata dall' Angiolo : Ma per averli coloriti a tempra fece
credere eh' ei non avefle pratica in dipingere ad olio . Certa
__^__ cofa è, 'che al poffibile fé n' aftenne : folle ciò , perchè ve*
u ^^^^^^ niva d'i continuo impiegato in opere a frefco ; foUe , perchè,
E D. Ottavio a guilli del Buonarroti , abborriva quel modo di dipingere ,
Semini. ^^^^^^ p-^-, facile, c più comune a' Pittori.
Le profittevoli occailoni d'operare, che continuamente
fi prefentavano da' nollri a quello valentuomo , non vallerò a ri-
tenerlo lungamente in Patria ; poiché il desìo di rivedere Mila-
no coli lo trafle ; ove giunto fi die nuovamente ad operare,
e con foddisfazione di que' Cittadini , che a gara facevano in
occuparlo . Le fue più fmgolari pitture in quella città fu-
rono le fatte nella Cappella dedicata alla Beata Vergine_>
dentro la Chiefa di S. Angiolo ; Cappella da lui adornata di
ftorieite fpettanti alla vita della medefima Vergine ; tra le_>
quali bellifTime riufcirono le efprimenti la Natività , e il fe-
lice Tranfito di lei . Entro la Cappella di S. Girolamo avvi
dì fuo la tavola col Santo a' piedi del CrocifilTo , e il ri-
tratto d' una matrona . Nella voha poi v' ha efprelTo un_.
Crillo fopra le nuvole; ed all'intorno di elTo in otto ovati
figurò i quattro Evangelici, e i quattro principali Dottori
della Chiefa ; ficcome anche nelle pareti laterali defcrilTe-.
due fatti prefi dalla vita del Santo, a cui è dedicata la
fuddetta Cappella .
Entro la Chiefa di S. Marco dipinfe due altre Cappelle :
in una elprelfe S. Gio. Battila , alcuni Profeti , ed un Dio
Padre : nell' altra 1' adorazione de' Magi , lo Spofalizio di Ma-
ria , e la gloriofa Alfunzione di lei al Cielo . Belle pure_.
riulcirono certe figure di Santi da lui colorite nell' Oratorio
di Santa Marta ; e bellilTime furono filmate certe altre , che
fulle facciate d' alcune cafe condulTe : e in due particolarmen-
te , in una delle quali rapprefentò S. Ambrogio a cavallo ,
che colla frulla alla mano mette in fuga gli eretici , e nell'al-
tra la Beata Vergine con S. Giovanni , ed Angioli intorno .
^'^ Fu
( <7 ■) Ha dipinto Ottavio anche in Pavia , e prcffo a' PP. di quella Certofa den-
tro il Refctroiìn ; nella cui principal facciata ha cfprcfla 1' ultima Cena dx
Criilo con gli Apoftoli .
ED ARCHIT. GENOVESI. 71
Fu Ottavio molto favorito in Milano dal Conte d' Ad-
da, che per la buona ftima concepitane 1' ebbe Tempre caro,
ed in fua cafa alloggiollo . Quivi effo Ottavio diverfe cofe per _
lui dipinfe ; e con impegno dobbiam credere , che fi portaffe Di Andrea ,
in fervirlo , ftante l'affetto, che queflo Signore mofìra vagli ; e di Ottavio
quantunque poco fel meritafle ; poiché non s' appartò mai ^^*"*" *
dal fuo fcorretto modo di vivere ; anzi giornalmente con_^
perfone di vile , e triflo nome fpairavafi : fordidamente al
luo folito veftìva ; rimprocciando chi cortefemente ammoni-
vaio ; e gli abiti fin rifiutando , che per decoro della Pro-,
feflìone il generofo Mecenate gli facea preparare .
Un tal fuo coftume fempre ei continuò fino all' anno
KJ04. , nel quale cefsò di vivere. Gli fopravvenne la morte
in una maniera tanto più miferabile , quanto meno preveduta .
Perocché elfendofi un giorno dopo il pranzo poflo a dormire ,
ficcome avea per coftume , fopra una fedia chiufo nella fua
ftanza ; ofTervarono i domeftici , che fuor dell' ufato affai
tardava ad ufcire . Perciò temendo di qualche finiflro , forte
piccliiarono , e ad alta voce il chiamarono : ma il tutto in-
darno . Onde rifolverono di abbatter la porta . Il che efe^
guito , ed entrati nella fl:anza , trovarono f infelice Pittore.*
morto fulla medefima fedia . Un cafo si funelì:o , e improv-
vifo fu di compafTione , e di fpavenro a chiunque l' intefe ,
e molto più a coloro , che con gli occhi proprj lo videro .
Quefli fpecialmente ne portarono per lungo tempo impreflà
nella memoria la trifta immagine non fenza grave rifleflìone
a' giufti giudizj di Dio . Molto compaffionollo fra gli altri
il Conte , per ordine del quale fu onorevolmente feppellito .
Lafciò Ottavio in Milano un' allievo ben degno . Fu
quefti Cammillo Landriani , il quale acquiftofli buon credito
nella fua ProfefTione ; e meritò d' eflere nominato dal Lo-^
mazzi nel libro intitolato : Idea del Tempio della Pittura^ :
qual uno de' più fludiofi , e valenti giovani , che in que'
tempi colà fioriilero .
E 4 VITA
72 • VITE DE'PITT., SGULT.,
VITA
DI GIACOiMO BARCONE
Pittore .
PER quanto la Virtù fia fuperiore a qualunque difav-
ventura ; non è perciò , che il Virtuoro non foggi ac-
cia alle infidie degl' invidiofi , e talora non rimangi
da quefte fopratfatto , ed opprelTo , mentr" egli non li
prende guardia , perchè di niun male lofpetta . Tanto av-
venne a Giacomo Bargone Pittor Genovefe , del cui funeflo
cafo farò qm racconto .
Fu coftui di civil nafcita , e di beli' ingegno . Ebbe_>
i principi della Pittura nella fiorita fcuola de' due fratelli
Andrea , ed Ottavio Semini ; da' quali apprefe si prefto , e
SI bene 1' arte di difegnare , che potè dopo breve fpazio in-
ventar di Tua idea rapprefentanze , ed efprciTioni d' aflai buon
gufto : onde in que' Tuoi primi tratteggiamenti fece chiaro
comprendere , quanto infigne Profeflbre farebbe poi divenuto.
Pafsò egli dal difegnare al colorire , e formò varj lavo-
ri , ma niuno oggigiorno fé ne conferva , falvo alcune figu-
re , che dipinfe a frefco fulla facciata di certa cafa conti-
gua alla piazza del Guaflato (a) . Quefte figure fon finte di
bronzo , e condotte con un difegno s\ accurato , e perfetto,
che Lazzaro Calvi ( ficcome già altrove accennammo ) fat-
tofi a confiderarle , fcorfe nell' Autore d' effe un talento di
gran lunga fuperiore al fuo . Laonde tocco da fiera invidia ,
pensò un' empia maniera di chiuder la flrada a' progrefli di
colui , che altrimenti gli avrebbe un giorno ofcurata la gloria.
Tiratolo per tanto una fera a cenar feco , gli diede_.
full' ultimo a bere un bicchier di vino manipolato con certi
maligni ingredienti , che forte occuparono il cervello al po-
vero giovane, e lo renderono come llupido , e fcimunito :
né \alfero i molti, e potenti rimedj a fanarlo : anzi ope-
rando , e infinuindofi fempre più la malignità della bevan-
da , in pochi meli lo pri\ò totalmente di lenno .
Pure
(rt) Prefcntcmenre e diftrutta la fegiiaca cafa , ed in coafcguejiza ancor la pictura.
ED ARCHIT. GENOVESI. 73
Pure in s\ compaffionevole flato non perdette mai quell'a-
more , che verfo la Tua nobiliffima Profeflione avea da fimo
nutrito . Perciocché nel refiduo di Tua vita frequentava fol- --— -—^
lecito le flanze de' Pittori , e volea maneggiar pennelli , e_. Di Giacomo
colorir tele , dicendo , eh' era Pittore anch' elfo . E con que- Iìarcone.
fio fùo bel genio pafsò innanzi tempo al termine de' fuoi
giorni . Cos'i per altrui malvagità , e tradimento Genova
perdette in Giacomo Bargone un giovane di gran talento,
e d ottima efpettativa .
VITA
DI NICCOLOSIO GRANELLO
Pittore .
LA fortuna è 1' arbitra delle umane cofe , fin degl' in-
gegni . Ove manchi il lavor di coflci , giace neglet-
ta , e fenza pafcolo 1' abilità , e ne va ignuda la ttefla
Filofofia . Non è nuovo quefto fentimento, a cui mi-
gliaja di Scrittori , e di efempj fanno ragione : tuttavìa mi
porge motivo di qui rammentarlo la rifledìone alla molta_.
abilità , e alla poca fortuna del Pittore , che or afTumo per
foggetto del prefente difcorfo .
In una villa poco dinante dalla pieve di Tecco verfo
la metà del fecolo decimofeflo ebbe Niccolofio Granello la
fua nafcita , ed il foprannome ( non fo donde) di Figonetto ,
col quale fu poi fempre chiamato . Pafiò a Genova da fan-
ciullo per cagion degli iludj : ma perchè moflrava una forte
inclinazione alla Pittura ; i fuoi Genitori a perfuafione d' amici
lo raccomandarono ad Ottavio Semino , che volentieri lo am-
mife alla fua (cuoia . Quale , e quanto profitto in breve
tempo il giovanetto vi faceffe , abbaflanza lo dichiararono
le fingolari diflinzioni , che dal filo Maefiro ricevette a pre-
ferenza de' condifcepoli . Imperocché quelli fé l' tlefie per
compagno in alcune Opere di non leggiero momento : con-
tuttoché Niccolofio fofie ancora in età immatura . Si videro
per tanto Maefiro , e difcepolo lavorare infieme pitture-. ,
e fpecial- .
74 VITE DE' PITT., SCULT.,
e fpecialmente una in PegU dentro il palazzo , che fu già
del Sig. Adamo Centurione , ed ora è del Sig. Principe Do-
_____„ ria ( qucfl' è il palazzo vicino al bofco , ove rtendefi un' a-
P^ meno lago con un' Ifola in mezzo architettata da Galeazzo
NiccoLosio Alefli ) : nella qual pittura fi fcorge un' idea molto vaga , ed
Granìllo. ^^^ ^^i jiiiiìura di colori, che fente di quel maertofo , e di
quel vivace , eh' era proprio degli antichi più eccellenti
Profeffori . (a)
Altre Opere di Niccolofio fanno degna comparfa fulla-,
facciata della cafa ftelTa , ove già con altrui invidia lavorato
aveva il Bargone ; le quali febbene dal tempo fono aflèii con-
funte : pure non lafciano di recarci una fufficiente nozione
dell' egregio talento del loro Autore .
Nel luogo detto Sottoriva prefTo al ponte degli Spinola
erano di quefto bravo Artefice alcuni lavori a frefco fopra la
porta di certa cafa , che in occafione di nuova fabbrica fono
ilari dillrutti , eccetto un' immagine di S. Antonio , che fu
fahata , come cofa di raro pregio : quantunque ora fia elTa
pure , o per colpa de' tempi , o piuttofio per trafcuraggine
degl' ignoranti , affai malcondotta . (b)
Ma quanto queflo Pittore l"u fornito d'abilità , altrettanto
fu [ come da principio motivai ] malveduto , e fpregiato
dalla fortuna . Egli menò quafi Tempre una vita difagiata ,
e mefchina . Scarfeggiò di fama , e di occafioni di guada-
gnare ; a tal che piìi degli utili , che dalla ProfefTion fua_.
ritraeva, gli eran quegli, che con far la rivendiigliola s'an-
dava procacciando la moglie fua ; donna , che accoppiava al-
la bellezza del volto l' integrità de' collumi ; onde , mortole
il marito fenza averle lafciata prole , meritò di migliorar
con-
(<j) Egli fcmbia , che gueftì lavori a frefco tuttora vaghi, ed aventi una for-
za di colorito inaravigliofa , vengano tanto ne! 1' invenzione , quanto iiell' efe-
cuf:ione attribuiti dal Soprani al Granello piutiofto , che al Semino . Po-
trcbb' cffcrc , clic il Semuio fé ne folle incaricato , ed aveffc poi lafciata al
Granello la condotta dell' Opera . Il fatto fta , che quefte pitture fona da_
vede r fi , fé non per altro, almen per conol'cere qual ioffc la rnaeftna d' un
Pittore, del quale ce n' è qui iceata foltanto in ifcorcio una lieve, e magra
nori-'ia . Per indicare alcuna cola di ciò, ch'elle rapprefenraJio , dirò, che
nella volta della loggia contigua alla fala v' è Andromeda cipolla fupra uno
icoglio a.l efler divorata dal lìiollro inarino : e nello fpazio principale di efl*
f.ila è fisurata certa imprcfa militare d' Andrea D )ria il vecchio.
(b) Al prdlMite nin fono più in cffcrc, ne i lavori fulla piazza del Guallato >
ne l'immagine di S. Antonio,
ED ARCHTT. GENOVESI.
75
condizione. Perocché la chìefe, ed ebbe in ifpofà Gio. Bat-
rilìa Caftello infigne , e beneiìante Pittore Berganiafco , di
cui dovrò in queft' Opera a fuo luogo dirtefamènte parlare . _____
Un curiofo accidente occorfo al noflro Niccolollo , vo- jol —
glio qui per conclufione riferire ; poiché altro di e{Ib non ho i^'jccclosio
rinvenuto . Eraf: coflui poflo una fera a difegnare a lume_> ^^^^*"-° •
di candela, e ad ufcio aperto un tefchio con varj oflami
che a tal effetto cavati avea da un cimiterio . Or mentre
dava internato in quefta occupazione, gli entrarono furtiva-
mente in camera alcuni fuoi amici, i quali prima d' efTer
da lui veduti gli fpenfero il lum.e, e Tenza far motto gli
diedero qualche leggiera percoffa : indi lafciatolo al bujo ,
cheti cheti fé ne partirono . Sbigottito il difegnatore per
tale avvenimento non ardiva di muoverli . Cosi flette buona
pezza a guila di ftupido , ed in/enfato . Rincoratofi alfine,
fi fece a penfare , qual potefTe mai eflere fiata la cagione
della fofferta moleftia . E dopo e; ere fu ciò lungamente fan-
tadicato , s'avvisò, che l'anima del morto, le cui offa te-
merariamente avea difeppellite , folTe fiata quella , che per
ammonizione, e gaftigo battuto l'avefTe; e ficcome gli Ainici
non gli fvelarono mai k fattagli burla, né adahri la rac-
contarono, finché egli vilTe : così egli fermo fempre nella.-,
fua falfa opinione perfeverò .
VITA
76
VITE DEPTTT., SCULT.,
VITA
DI LUCA CAMBIASO
Pittore , e Scultore .
C
Orreva l'anno 1527. allora che il Duca Carlo Bor-
bone s' appreflava con forte efercito a Roma , per
darle il flicco . Grande era lo fpavento non folo di
quella città , ma eziandio di moire altre d' Italia_. ;
e maflìmamcnte di Genova , che , non oflante la fuccedura
violenta morte di efl'o Duca (rt) , pure vedendo tutta\ìd pro-
feguirll
( a ) Benvenuto Cellìni Fiorentino nella vita , che di fé ftefTo ci lafciò fcritta_ ,
rotifkò fé avere con un colpo di fucile uccilo il Duca Borbone, mentre que-
fti tentava d' entrare oftilmente in Knma . Nella ftefTa mifchia morì pure y
difgraziatamente trapafTato da una palla di molclietto , Agoflino Foglietta no-
flio Ger.ovcfe , uomo di fi;ran fcnno , e di iìncolar deprezza ne' maneggi de'
pu'i crar.di affari , e perciò fovcnte impiegato da' Sommi Pontefici Lcoiie X. ,
e Cienicntc VII.
SCULT. , ED ARCHIT. GENOVESI . 77
Compiuta queft' Opera , prefe moglie . Fu cortei un' o-
neiìa giovanetta di cafa Murani . Ella non avea dote di beni
di fortuna : ma era dotata di vivace fpirito , e di graziofe --^— ^— .
maniere . Da lei ebbe molti figli , de' quali piìi a baffo ra- di Gio.
gionerò . Frattanto la protezione del Ber nino , che mai non Battista
r abban ionava , l' introdulR; al Principe Panfili , il quale tal-
mente gli prefe affetto , e tanto lìimollo ; che , a preferenza de'
più accreditati ProfefTori, lui folo trafcelfe a dipingere a fre-
fco i peducci della Chiefa di S. Agnefe di fuo ius , ed al
fuo palazzo contigua . Vi dipinfc il GauUi negli angoli le
figure delle quattro Virtù Cardinali ; ed altre difpolte iii_.
varj gruppi d' egregio artifizio con maffe di chiarofcuri
avvivate da brillanti lumi con s\ fugofo , ed armonico co-
lorito ; che poterono fgomentare infino 1' animo di Cirro
Ferri , allora quando nella flefCi Chiefa dovette dipìngervi la
cupola ; perocché , come alcuni affermano , quelti tu udito
dire più d' una volta : Quelle pettegolette , che ha dipinto
ne' peducci quel Gcnovefmo , mi dan fajìidio . E con ragione;
poiché il Ferri nel colorito mai non arrivò ad uguagliarlo.
Gran fama acquil^oflì il Gaulli per quelle lue egregie
fitture . Onde, avuta di lui notizia il Pontefice Alcllandro VII.
ebbe genio di vederlo . Gli fu introdotto : ed il Santo Pa-
dre con dilfinra benignili 1' accolfe , e gli li efprellè con_.
termini di molta Qima . Volle in oltre , che gii facelìe il
ritratto : e gli promife in ogni occorrenza l' acxcllb , anche
per la icala fegreta . Queflo ritratto , riufcito iìngolariffnno,
lì conferva prefentemente in cala Ghjgi infieme con un qua-
dro , entrovi Endimione , che fu dal Gaulli dipinio pel Car-
dinal Flavio , Nipote del pretato Pontefice .
Pafsò quindi alla Chielà di Santa Maria fopra Minerva:
e nella cappella Altieri colori a frcfco la Santiflìma Trinità
in Gloria d' Angioli ; e pofcia la bella tavola di San Lodo-
vico Bertrando in meditazione del Crocifilfo, nel quale fu
iniprovvifaraente trasformata la pirtolla d' un inlìdiatore Cit-
tadino , mentre già la fparava contro elfo Santo . Vedeli
in fegno del miracolo il pie della Croce fatto in forma^
del ceppo d' una pillolla : e fono colà intorno efprelfi alcuni
Angioli in atto di maraviglia . Il Bertrando (pira dal volto
una tal
78 CONTIN. DELLE VITE DE' PITT.,
una tal divozione , e pietà , che non fanno efprimerla le_j
mie parole.
^^^^^^ Fu quindi cliiamato dalle Monache di Santa Marta».
DiGio. a dipinger la volta della lor Chiefa . Egli imprefe il lavoro:
Battista g y[ rapprefentò tre fatti della vita di quella Santa con_*
molta energia, e vivezza. SuccefTivamente per la Chiefa
di S. Niccola da Tolentino formò il quadro del S. Gio. Bat-
tifta, che predica nel deferto alle turbe: Opera veramente
lodevole . Del reflo ci fa male , che a' tempi nollri lì vada
perdendo ; non fo , fé per cagione della mellica mal com-
polla , o della foverchia forza del colorito . Difetti mate-
riali , che febbene talora fuccedono anche negli Artefici p ù
valenti : non han però forza di fcemar loro il merito della
lode .
Fra* Soggetti cofpicui , che andarono ad ofTervare i la-
vori del Gauìli fatti in Santa Marta , uno fu il Padre Gio.
Paolo Oliva Generale de' Gefuiti , il quale avendo già de-
liberato di far dipingere la Chiefa del Gesiì . ed efTendo
melTi in nota varj concorrenti , tutti Profeiforì di molto
valore , e diQintamente il Maratti , il Ferri , ed il Brandi ;
fcorta la perizia del Gaulli , lui ancora v' inchiufe . Prima
però d'appoggiar l'Opera ad alcun di colloro, volle fcnti-
re l'informazione del Cavalier Bernino , da cui l'ebbe tale
a favor del Gaulli ; che ballò quella a farlo determinare»,
intorno all' elezion del Pittore . Propofe adunque 1' affare
al Gaulli , che , prcibne l' afìTuato , pofe torto mano ali" Opera.
Ma ficcome poi nel profeguimento s'avvide, che, fecondo
il concertato prezzo , farebbegli convenuto riflringerfi , nò
avrebbe potuto ornarla di quegli flucchi , ed altri fregi , che
ideato s' avea ; rimaflo efTendo ingannato , com' egli diceva,
dall' ampiezza del Tito : così ne pafsò parola al Bernino ,
e quelli al Padre Oliva, il quale diede cortefe rifpoRa-.,
dicendo , che faceflc pure il Gaulli quanto abbifognava_ ,
e che a fatica , e fpefa non rifparmiafTe ; perocché gliene
avrebbe porta la rimunerazione a mifura dell' operato .
Non mancò già alla promeflìi ; Manteche ad ogni poco Io
regalava : ed una volta fra le altre , effendo già il la-
voro alquanto avanzato , gì' inviò full' ora di pranzo a cafa
un nobil
SCULT. , ED ARCHIT. GENOVESI . 7P
un nobil pafliccio , fotto del quale avea nafcofle feicento
piaQre . Come Gio. Battifta vide il denaro , credette elFer
queflo il foprappiù , che il P. Oliva gli avea promelTo per ■
quel lavoro . Onde , inviperito , gettò giù dalle fcale il pa- Di do.
fticcio , e le piaftre ; lagnandoli di detto Padre , che si fcar- ^/^^^^^
famente voleflè ricompenfarlo . Il Padre , che mai non avea *
avuto un tal penfìero , a ragion fé ne ofiefe . Il Bernino ,
che vi s'intromife, acconciò ogni cofa . Il Gaulli dimandò
fcufa al Padre Oliva ; e quefti lo ricevette di nuovo in fua
grazia : e da indi innanzi ierapre più 1" accarezzò con di-
mofl razioni di generofità ; talché una volta gli donò mille
doppie effettive . Saliva fpelTo fu i palchi a vifìtarlo , e con
effo lui familiarmente , in lingua genovefe difcorrendo , fé la
pafTava . V andavano anche a vifìtarlo altri di que' Padri ,
i quali in vece di recargli divertimento nelle ore più forti
del fuo dipingere , 1' annoiavano . Quindi egli , per levarleli
d' attorno , di nafcoQo faceva fulla carta con la matita il ri-
tratto di ciafcun di effi caricato in forma ftrana , e ridico-
lofa , e con tanta felicità di fomiglianza , che non v' era
chi fubito non ne ravvifalfe il rapprelentato . Lafciavalo po-
fcia fui palco in vifia di tutti ; onde traeva le rifa di chi
imbattevati a rimirarlo . Coslt liberofll da tal dilturbo ; per-
ciocché que' Religioli , per ifcanfire la beflii , celTàron d'an-
dare a lui , quand' egli operava .
Era già prelFo alla fine il lavoro , quando venne a m.oite
il Padre Generale , che ben ricordevole di c^uanto avea pro-
mefTo al nollro Pittore , per grata ricompenfa alle virtuofe
fatiche di lui , lafciò a' Padri un biglietto figillato da apriiH
dopo fua morte alla prefenza dello lieffo Pittore . T^nto
fu efeguito . Ma ben rimafcro turbati que' Religiofi , allo-
rachè videro contenerfi in quel biglietto una commiffione-.
di darfi al Gaulli quella fomma , che egli per fua rimu-
nerazione avefie giudicato convenirfegli . Potrà facilm.ente_^
immaginarfi chi legge , quali follerò le querele , che fi fe-
cero contra il defunto Superiore . Il Gaulli però gli tolfe
preflo di pena ; perciocché , montato al fuo lolito in furia,
llrappò di mano ad un di loro quella fcrittura , e ne fé' mille
pezzuoli : indi poftafela in bocca rabbiofamente manicandola,
fé ne
8o CONTIN. DELLE VITE DE' PITT. ,
fé ne parti rifoluro di non voler più ingerirfi in quell'Ope-
ra . E vi vollero eli autorevoli mezzi per indurlo a finirla.
.Ei la ripigliò ; e la die.le compiuta qumdici anni , dappoiché
Di Gio. cominciata 1' aveva . Ma per lo fuo Urano procedere nulla
Battista q]^\jq (^i pjù del convenuto , clic per altro afcefe a dodici-
Gaulli, ., r j- • n - i • 1
mila feudi romani. Ben e vero, che in quel tempo conr
duffe altri lavori; fra' quali il conta 1' inri2;ne quadro, clie
ei fece per la Chieni di S. Andrea de' medellmi PP. GefLiiti
a Montecavallo , entrovi S. Francefco Saverio moribondo at-
torniato da una Gloria d' Angioli [ quadro , che fu poi egre-
giamente incifo a bulino da Bcne.leito Fariat]; ail' altro del-
la cappella Albertoni in S. Francefco a Ripa , in cui vedefi
la Beatlffima Vergine , che prelènta il fuo Divino Infatite^
a S. Anna . Varj altri lavori pur fece allora per parti diverfe ,
de' quali troppo lungo farebbe dar minuto ragguaglio.
Eterna lode fi meritò ne' quindici anni la più gran parte
occupati in dipingere la prefata Ghiefa del Gesù. Ed ecco
una brevilTima defcrizione di quelle pitture . Egli nella gran
volta di mez;?;o rapprefentò il cielo, la terra, e l'inferno
in umiliazione al Sacrofanto Nome di Gesù : e tutto ciò
in un gran quadro retto da Angioli di rilevato ftucco lavo-
rati con difegno di lui da' celebri Scultori Antonio Raggi,
e Lionardo Reti . En;ro lo (leflTo quadro vedefi una Gloria
di Paradifo con le Gerarchie degli Angioli in atto d' ado-
razione. Da' fianchi del quadro in bclliirimi gruppi difpofli,
e fopra nuvole, flanno in foavi atteggiamenti di umiltà, e ri-
verenza i Santi di diverfi gradi , Ordini , e uffizj , con-
templando anch' elfi l' adorabil Nome . E nel baffo del qua-
dro al di fuori sboccano innumerabili modri infernali in rab-
biofe, e fpaventevoli feinbianze,! quali , inorriditi all' inactf-
fibile luce , confufamente fi lanciano in precipizio . Quelle
figure dalla volta talmente fi fpiccano ; che pare fìano per
piombar in capo a' riguardanti . Entro la cupola dipinfevi
il Paradifo ; ove rapprefentò la gloriofi Vergine fra le tre
Divine Peribne , che la incoronano. E ne' triangoli figurò
i Vangel'fli attorniati da leggiadri Angioletti . Nella tri-
buna efprelTe la vifione dell'Agnello Immacolato, con al-
cuni Profeti , che genuflelTi l' iacenfano . Nella flellìi Ghiefa
dipinfe
ED ARCHIT. GENOVESI. 81
diade , e de' circolanti fi rendè fuperiore a' due I^ittori
Lazzaro Calvi , e Andrea Semino , che ivi altre florie del
Santo Precurfore aveano dipinto . .
Dopo quefte faticlie , per ricrearfi alquanto fece Luca-. Di Luca.
una gita a Voltaggio, donde in breve ritornato, ebbe oc- Camsiaso;
cafione di dipingere alcune volte in cafa del Sig
Grimaldi {a) : ove pofcia nel riflorarfi le llanze furono gua-
date le pitture , fuorché una , la quale con accuratezza gran-
de , e fpefa non leggiera fu in un vicino falotto trafportata .
Lo tlerib avvenne ad alcune altre pitture da lui con molto
fludio condotte fui profpeno d' una cafa fituata nella piazza
di Piccapietra {b) ; poiché non furono del tutto diflrutte ,
ma in parte locate al di dentro di efla cafa .
Sopravvenne in queflo tempo al noflro Luca un faniofo
Competitore . Fu quefii Gio. Battila Camello da Bergamo ,
giovane d' elevato talento , bravo Pittore , e nella Scultura ,
e neir Architettura verfato . La precorfa fama dell' eccellenza
di quello nuovo Artefice mofie il Sig. Gio. Vincenzo Impe-
riale ad impiegarlo ne' lavori si di flucco , sì di pittura-,,
che desinato avea fi faceffero nella fàla del fuo palazzo .
Ma volendo , che anche il noflro Luca vi operafTe ; per aver^
più perfette le pitture , cercò di mettere i due Artefici in
impegno d' emulazione ; ed acciocché 1' uno non vedefTe in-
nanzi tempo l'operato dell'altro, fece con affi tramezzare
i palchi . I foggetti , che prefero a figurarvi furono alcune florie
cavate dalla vita di Cleopatra Reina d' Egitto (e) . Molto belle
riufcirono quefle pitture: ma la maraviglia fu , che fcoperiefì
comparvero di una maniera tanto confimile, che pareano da
un folo ingegno inventate, e da una fteiTa mano dipinte .
'Tom. I. F Un
(rt) Cliiefta pinura del Cambiafo esregiamente fui frefco dìpinra , e trafportata,
come qui leggiamo , non può eìTere , fé non quella , che vedefi entrn la volta
della fala al primo piano del palazzo Grimaldi vicino alla Cliiefa di S. Luca,
La pittura ci rapprefenta la continenza di Scipione .
(è) Li quella piazza al prefente chiamata de' Garibaldi è fituato il palazzo,
che fu già de' Signori Geirola : ed entro la volta d' una ftanza di quello con-
fervafi del Cambiafj un' a frefco , che in effa fembra a pezzi murato , di-
mollrante Apollo , !e Mufe , e il Cavalla Pegafo , che con la zampa fa fca-
turire il fonte Ippocrene . Quella effer dee la pittura trafportau , per
quel , che ne penlo . In oltre a piano del portico nella volta d' una ftanza ,
che ora terve di Lsottega , avvi un' Eicole d'egregio difegno ,
(e) Due furono le pitture a freico fatte nella volta della riferita fala. Qua^e ftoria
di Cleopatra conteiiefle la pittura del Cailello non lo dice io Scrittore-. ;
« e al
Sa; VITE DE'PITT., SCULT.,
Un s'i graziofo avvenimento fu cagione , che i due Pro-
feflbri , riconofciutifi cotanto uniformi nell' ideare , e nel co-
Inrirp ^ contraefTero llrctta amicizia , che in loro vita fempre-
Di Luca mai confcrvarono . E però dipingeano d' ordinario unitamcn-
Cawbulso . te in un medefimo luogo , non già come emuli , ma come
fratelli .
UtilifìTimi poi furono a Luca i precetti , che per miglio-
Tare lo ftile dal fedele amico Cartello giornalmente riceve-
va ; dal quale venne anche inllruito nell' Arclntcttura , e nel-
la Profpettiva ; e continuamente con elTo intorno a' più dif-
ficili punti dell' arte filofofava ; onde acquilo cognizioni tali,
che da indi innanzi difpofe i foggetti con miglior ordine-. ,
ed efeguilli con più dolci digradazioni, e palFaggi .
Per tali cognizioni s' accefe Tempre più Luca d' un vivo
defiderio d' operare , e di difegnar fulla carta nuove inge-
gnofe invenzioni ; non lafciando palfar giorno fcnza produrne.
Laonde tanti furono i Tuoi difegni , che di gran lunga fupe-
rarono il numero di quei di molti Pittori iniieme : come
può di leggieri inferirli dalla gran copia , che fc ne vede an-
che oggidì (a) . E quanti glien' eran fovente dalla moglie ,
e dalla fantefca diftrutti , per appicciarne il fuoco ! Il che^
malvolentieri foffrendo Lazzaro Tavarone Tuo difccpolo , en-
trato un giorno nella flanza , in cui per terra ne fla\ano al-
cuni fafci , tanti ne raccolfe , quanti potè , e a cafa portof-
feli . Cosi li falvò dalle fiamme . Faceva Luca i Tuoi di-
fegni con una cannuccia tagliata a foggia di penna , e fi fer-
viva di carta vile , e ordinaria . Il Pittore Valerio Corte Tuo
familiare lo provvide di carta reale , affinchè piuttofio iii_.
quefta delineaile . Ma Luca non volle mai adoperarla : e do-
mandato
e a! prerente e difficile a rintracciarfi ; perocché quella parte della volta fii
gli d.i una bomba diftrutra . La pittura poi del Cambialo, che tuttora vi fi
conferva , rapprelenta la morte di quella Reina . Altre figure ha celi dipinto
ncir illcfla iala , come quelle delle Parche : ed altre in alcuna delle ftanze .
Avvi anche di fua mano un' a frelco nella volta del portico entrovi Pfichc
in atta fupplichevole davanti a un conlefTo di Dei .
(a) Quanti forteto i difegni fatti da Luca Cambialo m fui a carta, e chr
mai potrebbe ridirlo ? La fua fecondità nell' mventarli , e la fua facilita nel
condurli ce <;li ha renduti innumerabili. Ma non ollante la loro moltiplicità ,
non fo;n puncD fccmati di pregio ; perocché 11 confcrvaiu , come gioje_- ,
nelle principili gallerie d'Europa, non che d' Italia.
ED ARCHIT. GENOVESI. 83
"mandato da Valerio della cagione , rirpofegli , che imbrattar
non voleva co' fuoi fcarabocchi s'i bella carta ; con che die ad
intendere , quanto poco egli ftimalTe le cofe fue , tuttoché ,1 1
ìnfigni ; a confullon di coloro , che tanto efaltano le proprie, Di Luca
tuttoché rozze, e mefchine . Cai^imasp,
Dopo d' aver parlato de' difegni di Luca , dirò qualche
cofa del Tuo modo di colorire . Egli in quello genere fu va-
lente , rifoluto , e franco : fìccorae efprefìrelo nel Tuo libro
delle dicerie il noti (Timo Poeta Gio. Battila Marino . Ma più
fieramente 1' Armenini Pitror Veneziano , il quale ammirò
in Luca una tale franchezza, e velocità; onde nel libro,
ch'egli pubblicò col titolo di J^eri Precetti della Pittura-.^
cosi ci lafciò Icritto .
Fu un certo Luchetto da Genova , il quale a mìo tempo
dipingeva in San Matteo , Cbiefa , che era del Principe Daria,
alcune ijìorie di quel Santo , a prova con un altro Pittore dii^
Bergamo affai ben valente . Ma certo , che di coftui io ho ve-
duto per quella città cofe mirabili. Egli dipinge con tutte c^
due le mani , tenendo un pennello per mano pien di colore ; e fi
vede effer tanto efperto , e rifoluto , che fa le Opere fue con in-
' credibile prefìezza ; ed ho veduto più Opere di coflui a frefco ,
che non vi fono di dodici altri infieme ; e fono le fue figuri^
condotte con mirabil forza : oltreché vi è quella facilità , quel-
la grazia , e quella fierezza , che vien di rado con molta arr^,
e fatica fuperata dagV intendenti ne loro maggiori concetti .
Simil fare è quafi quello di Giacomo Tintoretto T^eneziano : ci
fono anzi di quelli ^ che lo tengono per piti rifoluto : ma nel ve-
ro è di minor difegno , ed è men confiderato di Luca ; * ficcome
coi colori è pili dolce , cosi fono di minor rilievo , e forza le
fue pitture , ec.
Ritorniamo ora agli fludj di Luca . Egli fi diede a_^
perfezionare la regola già ritrovata da Tuo Padre di dife-
gnare il corpo umano per via di cubi ; e maravigliofamentc
vi riufci . Il Lomazzi nel libro feflo del fuo Trattato di Pit-
tura al capo XIV. tenta di togliere al noflro Artefice la glo-
ria di s\ bella invenzione , attribuendola al Bramante , uil,.
-, F 2 libro
;84 VITE DE' PITT., SCULT.,
libro {a) del quale vuol , che giungere in mano di Luca ad
infegnarli tal regola . Ma il Lomazzi afleri ciò per Tua cou-
_ gettura , fenza recarne alcun fufficiente fondamento , che la_.
Di Luca renda credibile : e frattanto pregiudicò in quella parte al no-
C^ijiiAso. flroLuca. Ben è vero, che in riiarcimento del danno molto
pofcia lodollo neir altra Opera da fé pubblicata col titolo
di Tempio della Pittura : dove al capo xxv i . , parlando delle
proporzioni , l' innalza fòpra tutti i Pittori di quel fècolo ;
e s' avanza infino a dire , che le figure del Giudizio di Mi-
chelangiolo al paragone de' difegni di Luca perdono di forza,
e fminuifcono di grandezza : né conchiude 1' Opera fcnza..
nuovamente far onorata menzione di Luca , ed cHiltare le
belle figure de' Martiri da effo Luca dipinte nel grand' Efcu-
riale di Spagna .
Ma tempo è ormai, ch'io faccia menzione d' alcune.*
altre fue degne fatiche . E prima di tutte nominerò qui due
tavoline , perchè bellifTime , le quali dipinfe ad illanza di
Fra Luca ino ConfefTore , Monaco dell' Ordine di S. Bafilio,
eh' ebbero luogo entro la Chiefa di S. Bartolommeo de' Re-
ligioli del prefato Ordine . Una di quelle , eh' egli colorì
l'anno 1559. moftra la Rifurrezione di Gesù Criflo : e l'al-
tra, che lavorò due anni dopo , rapprefenta la Trasfigurazio-
ne di elTo Gc'^ù fui Taborre .
L' anno llelTo , in cui dipinfe quefla feconda tavolina ,
venne impiegato dal Sig. Luca Spinola nelle pitture a frefco
della Cappella , che fabbricata s' aveva in S. Caterina alla
deflra del coro . Nelle pareti di detta Cappella defcriire_«
due Uorie della vita di S. Benedetto : nella cupola alcuni
Angioletti : e ne' peducci gli Evangelici {b) . Ma jnolto più
fegnaloflì nella tavola dipintavi ad olio , nella quale fi ve-
dono i SS. Gio. Battifla , Luca , e Benedetto . Di quefla ,
come
(a) In ordine al primo Ijiventore del difegnare per via di cubi nulla abbiamo
di certo . Potrebbe cffere , che ne avefle fcritto il Bramajite , e porrebbe»,
anch' effcre , che il nortro Cambiafo fenza altrui lume avcffe mefla f'uorf
querta bclliiTima regola da lui si egregiamente praticata , e tanto utile per
locar le figure in buona profpcniva , e per ben ombreggiarle . Ma perchè il
Lomazzi, ed il Soprani tacquero, che il primo di tutti a metterla fuori,
e a pubblicarla colle ftamoe fu Alberto Durerò , che mori 1' amio appunto,
in cui nacque il Cambiafo ?
ii) Sono anche fuc in quella Cappella le piccole figure fcolpite iix marmo del
Crocififlb , della Vcrgme , e di S. Giovaiini Evangelica ,
ED ARCHIT. GENOVESI. %
come di cofà rara , mandonne il difegno in contraccambio
d' un' altro a Don Giulio Clovio infigne Miniatore .
Dipinfe in oltre una tavola da Altare alle Monache di . -^
S. Brigida per la lor Chiefa ; nella qual tavola effigiò Noflra Di Luca
Donna col Divin Fanciullo in grembo in atto di benedire Cambiaso.
i SS. Paolo , ed Agofiino , a piedi del quale fta un' Angio-
letio , che legge un libro , in un atteggiamento aliai natu-
rale , e graziofo .
Lavorò pure una piccola tavola per la Chiefa di S. Ma-
ria della Cella in San Pier d'Arena, ove dipinfe la Vergine
fedente all' ombra d' un albero , fopra del quale avvi un_,
panno a guifa di padiglione, che a tutta la figura fa sbat-
timento . S' appoggia al grembo della Madre il pargoletto
Gesù , che flende la mano a ricevere alcuni frutti da un' An-
gioletto , vicino al quale fono altri Angioletti feftofi , e ri-
denti ; ed uno di effì accarezza 1' agnello di S. Giovannino ;
mentre queflo Santo fla come ematico a contemplare la Ver-
gine . Vedefi poi full' alto l' Eterno Padre in maeflofa com-
parfa di gloria fra fchiere di Cherubini coloriti con tutta la
grazia , ed intelligenza . Ella è tavola per più capi maravi-
gliofa (a) . Ma la tavola , in cui più d' ogni altra facefle
Luca fpiccare i fuoi talenti , e della quale , come mi è flato
riferito da perfone di credito , foleva egli ftefTo con certa_.
particolar dimoflrazione di genio compiacerfi , e modefla-
mene gloriarli, è quella, che dipinfe per l'Aitar maggiore
della Chiefa di S. Bartolommeo dell' divella , in cui efprefTc
il martirio di quel Santo Apoflolo .
Tra i lavori da lui condotti fui frefco un bel vanto 11
merita quello , che offervafi nella volta della gran fàla—
d' un palazzo di (b) fituato nella villa di Terralba .
Rappredntò quivi il ratto delle Sabine : nel che finfe una
maell;olà piazza intorniata di fabbriche , di logge , e d' archi :
F 3 ogni
( a ■) La riferita piccola tavola , più non fi vede in quella Chiefa .
(i) Il lopia clefcritto palazzo già de' Signori Vivaldi, ora della Famiglia Im-
periale, è ftuatoin Terralba, borgo nel diftrerto della Parrocchia di^S. Frut-
tiiofo . Srupenda in vero è quefta "pittura del Cambiafo , che colà non ilti
già fola , efTenao all' intorno coronata d' altri quadri fìmilmeme da lui co-
lei iti a fr;l'cfi , efprimenii altre fìorie Romane. E' defiderabile , ch'ella per-
peiiLin ei te fi couleivi in (juella liel'chezza, nella quale dopo due fecoli la-,
, V edumo ,
85 VITE DE'PITT., SCULT.,
ogni cofa condotta ad un' intelligenza di artificiofimma pro-
fpettiva . L'arditezza de' Romani , lo fdegno de' Sabini , e
, il timore delle fanciulle non vi poflbno elFer efpreflì coii_.-
"d, Luca maggior energìa . Leggiadrldìn-o è il difegno , forre il co-'
€a>uiaso. lorito , giudizioiliTima la difpofizione ; il tutto ombreggiato
con naturali sbattimenti , che danno all' Opera una viva.. ,
e grata comparfa .
Innumerabili fono le tavole dipinte dal feliciiTimo pen-
nello di Luca Cambiafo nello fpazio di dodici anni ; che-
tanti appunto n' impiegò in quefta feconda maniera ; onde s'ia
volelTi contarle tutte, non potrei certamente venirne a capo.
E^li era in un continuo , e Tpeditiffimo operare . Cavalieri
dì quella cittì , e Perfonaggi i^ranieri a folla gli commette-
van lavori di tutte mifure , e sì d' immagini facre , che di
profane : ed egli fenza indugio , e con perfezion d' arte efegui-
vali : e n' era applaudito , e rimunerato . Ma fra i molti en-
comi foggiacque meritamente al biafimo de' ben coftumati ,
per non avere nelle profane ufata Tempre la convenevol mo-
deftia : fcoglio , in cui fovente urtarono i fommi Artefici .
Or profeguiam-O a riferire i più eleganti lavori a frcfco
del noflro Luca. Ei nella fala del palazzo del Sig. Duca_-
Grimaldi , [ tal palazzo è fituato preUo alla Chiefa di S. Fran-
cefco di Caltelletto ] con brio gagliardo , e vivace figurò
UlilPe , e Telemaco , che armati d' arco giù fono a tiro di
vendicarli degl' infidiatori di Penelope , e già Hanno per co-
glierli all' improvvifo , mentre quelli fono tra le Iplendidez-
ze d' un lauto convito . Si vede colà rapprefentata la favo-
la in un ampio , e maeflofo cenacolo , le cui pareti fono
ornate di quadri coperti di veli , che per la trafparenza loro
lalciano godere in parte , e con delicata piacevolezza il di-
pinto : cofa d' impàreggiabil artificio, come quella, che ri-
flette finzione fopra finzione ; e fa all' occhio un graziofo in-
ganno , e al penfiero una piacevole maraviglia . Altri avve-
nimenti d' Ulifle dipinfe Luca dentro le lunette di quella^
fida , ed ornò i triangoli , che le dividono , con alcune figure
di Dei , e d' uomini illuflri , empiendo poi tutto il rima-
nente di Cucchi, di grottefche, di cartelle, e di ghiribiz-
xofi intrecci , che formano un compoi'lo d' armonio lo , di
giocondo.
ED ARCHIT. GENOVESI. 87
giocondo , e di forprendente . Rimafe il Grimaldi cotanto
foddisfatto di tai lavori del nofiro inflgne Pittore , che indi
a poco impiegoUo in formare i difegni d'altre imprefe, ed
avventure di quel prode Re , che fcrvirono per far teflère.^ Di Luca.
in Fiandra gli arazzi da veftirne la medellma fala . I difegni CikMBiAsog
furono torto inventati , e diftefi ; e belliflìmi riufcirono con
fommo piacere di quel Signore , che non contento di ciò ,
. altre incumbenze di pitture gli diede ; fra le quali aflegnoUi
la volta d' un falotto : ove Luca rapprefentò un Satiro bef-
feggiato da Cupido , e da alcune Ninfe , e all' intorno iiu,
piccoli fpazj diverfe favole cavate dalle Metamorfofi d'Ovi-
dio : il tutto efprelTo con una forza di colorito, che dalle
pitture ad olio non fi diftingue .
< Terminata queft' Opera deflinollo il Duca a dipingere.»
tre tavole ad olio: il che s' efegui dal Cambiafo in compa-
gnia del Cartello Tuo caro amico ; e quelle furon locate nel
coro della Chiefa della SantifTima Nunziata di Portoria_*.
Nella principale di effe vien figurata la Vergine, che riceve
r Angelico Annunzio : ove fi vede il volto di lei tutto ama-
bile , divoto , e fpirante umiltà ; ficcome 1' Angiolo Nunzia-
tore in aria tutta gioconda , e celerte . Delle altre due ta-
vole , che fono a lati di querta , la dertra defcrive 1' elezione
de' Giurti , e la finirtra la riprovazione de' rei . Se bella è la
prima per la maertrevole , e fcelta compofizione , e pei leg-
giadri gruppi degli Angioli , che guidano al Cielo numerofc
fchiere d' anime elette , mentre 1' Arcangelo S. Michele ab-
batte , e calperta 1' infernale nemico : non inferiore è la fe-
conda per la terribile fcena , che in efTa fi rapprcfenta-. .
Aprefi quivi un' ofcura caverna tutta occupata da fpiriti in-
fernali , che portano le loro vittorie full' anime a Dio ru-
belle , delle quali fa fcelta Lucifero con una tetra lucerna^
alla mano : e artificiofa oltremodo vi coraparifce la figura
d'una femmina, che piena di fpavento rtalTi in difparte of-
fervando l' orribilità del luogo , le azioni de' tormentato-
ri , e le pene de' tormentati . In fomma fu felicifTimo Luca
SI neir inventare , che nell' efeguire ; e comparve fempre ab-
bondevolmente fornito di tutte quelle parti, che rendono ec-
cellente, e qualificato un Pittore.
F 4 Né qui
88 TITE DE'PITT., SCULT.,
Né qui finifcono i lavori , che in quella Chiefa egli fe-
ce ; perocché d' ordine del Sig. Gio. Battila Zoagli vi di-
pinfe ad olio la tavola del Prefepio per la Cappella di elTo
' Di Luca Signore , e le figure di due Profeti : il tutto con fua molta
Cambiaso, lode, e con piena foddisfazione di chi gliele commife . (a)
Chi poi vuol vedere quant' oltre giungelTe il Cambiafo
nel maneggiare i pennelli , pafli ad olfervar le pitture da
lui efpreflè nelle volte d'alcune danze del palazzo del Mar-
chefe Serra (b) . Elle fono d' una tale fquifitezza , e perfezio-
ne d' arte , che bacarono da fé fole a fare , che il Principe
Doria lo eleggeffe infieme col Bergamafco a dipingere la_.
Chiefa di S. Matteo , che di vaghe ftatue di marmo faceva
in quel tempo arricchire da Fra Gio. Angiolo Montorfoli .
Gli argomenti delle pitture , che in qucfta fece il Cambiafo
li traffe dalla vita di S. Matteo (lelTo ; e il valore , col quale
tanto elTo , quanto il compagno Pittore vi fi adoperarono ,
fu SI grande , che n' ebbero le approvazioni , e gli encomj da
tutti gì' intelligenti . Ciò , che fa difpiacere , fi è il vederfi
qudìe pitture non poco ofFefe per 1' umidore , che vi trapela
da' tetti guafli .
Fabbricava in queflo tempo la funtuofa fua Cappella nel
Duomo il Sig. Franco Lcrcaro , il quale volendo , che folle
da valenti Profeflorì dipinta ; in viltà delle ilngolari pitture
della Chiefa di S. Matteo , ricorfe toflo a' due compagni Pit-
tori , che concordemente , fecondo il loro coflurae , vi s' im-
piegarono . Vi colori il Bergamafco la volta , e tutti vi te
gli
(ai Nella volta di quella Cappella fta efprefra a frefco una belliflima gloria^
d' Angioli , che io credo ha non dei Cambiafo , ma bensì del Bergamafco
Caftello fuo compagno . , , - ^ , ^ •• i
4 i ■) Qiicfto Palazzo Serra pofto dierro all' Oratorio del Santo Sepolcro ( il qual
Oratorio è poco diftanre dalla Chiefa delle Vigne ) conferva ancora al di den-
tro in tutta perfezione le pitture di due volte di ttanze , die qui non ci ven-
eono deicritte, e fono fenza dubbio delle migliori, che mai facelFe ilC^i""
biafo, per lo d i fogno , per la compofizione , e pel colorito. In una di effe
pitture avvi Pfiche, che alla prefenza degli Dei porge la mano a Cupido,
oltre ad alcune altre figure di Deità , che fi veggono nelle lunette , e ne tri-
angoli. Nell'altra fta effigiato , fedente in trono, Augufto , a cui le nazioni
rendono omaecio, mentre eli Amialifti ne regiftrano i nomi ne l<aiti , ed
il Tevere fta'attonito oflervàndo quelli onori preftati al luo Sovrano. Bel-
lifTimo è un naefe adorno d' archi , e di fabbriche , che vi fi vede m lonta-
nanza. An-lie nelle lunette vi fono altre ftorie Romane, e figuro d u^miiM
«appreieiitauii le Arti più nobili •
ED ARCHIT. GENOVESI. 8p
gli ornamenti in iflucco : oltre a ciò lavorovvi anche una_^
llatua in marmo rapprefentativa della Prudenza . OcciipofTì il
Cambiafo nelle pitture delle laterali pareti , ove figurò lo Spo- _«_«
indizio della Sacrofanta Vergine , e la Prefentazione , eh' ella Di Luca
fece di Gesù Bambino nel Tempio , Colori quindi la tavola-. Cajuiaso.
dell' Altare , ed ivi infieme quattro altre , cioè due per banda.
In quella dell' Altare fi vede la Vergine col Divin Figlio
in grembo , e i Santi Battifla , e Lorenzo : le due a delira
monrano il Prefepio , ed un Santo Profeta : e le due a fini-
ilra r Adorazione de' Magi , ed un' altro Santo Profeta . (a)
Dopo ciò volle Luca provarfi nell' ufo degli fcarpelìi :
e ben fece conofcere quanto anche in queflo vaklTe ; peroc-
ché fcolpi in marmo la flatua della Fede ; Opera , che riu-
fci non inferiore alle già fattevi dal Bergamafco, né alle al-
tre molte d' infigni Artefici, le quali accrefcono il pregio,
e lo fplendore a quel magnifico Duomo .
Poiché egli ebbe terminata quella fua fatica gettò via_.
gli fcarpelìi , dicendo efìTere di loro più delicati , e leggieri
i pennelli : ma indi a poco dovette ripigliarli per fervizio
del Sig. Gio. Battifta Torre , che 1' impiegò in lavorargli
una flatua di mediocre grandezza rapprefentante Bacco con
un grappolo d' uva in mano , e la tigre protrata a' piedi .
(b) Né folamente fu efperto il noflro Luca nelle Opere di
fcultura fue , ma lo fu eziandìo nel regolare quelle d' alcuni
valenti Artefici , e diftintamente di Giacomo da Valiòldo
Lombardo nelle quattro flatue, che queflo celebre Scultore
formò per commiffione del Sig, Gafparo Braccclli , collocate
poi
(a) Nel fuc viaggia d' Italia parla di quefte tavole Mr, Couchin , e con la fua
folita arditezza dice , che la tavola del Prefepio è di poco valore : fa però
grazia di foggiungere , che le altre fono alTai buone, e fopra tutte queilìL^
dell' Adorazione de' Magi , che fente del gallo di Tiziano .
(^) Qiielta belliflìma ftatua , che potrebbefi meritamente chiamare Scultura gre-
ca , è locata entro la nicchia, che Ila a fronte del portico nel palazzo del
vivente Sig. Gio. Battifta Torre, il qual palazzo è iltuato preffo la piazza—
de' Garibaldi . Io ftefib nel mio libretto delle rarità di Genova ho sbagliato
1' Autore di quella ftatua , avendola attribuita a Giacomo Filippo Parodi .
Altri lavori in marmo ha fatto il Cambiafo , ed uno certamente è il
bel depolìto d' Andrea Spinola entro la Cappella del Prefepio in S. Fran-
cefco di Caftelletto ; il qual depofito , oltre la foda architettura , con che è
coftruito , più bello fi rende per la ftatua del defunto giacente full' urna , e
per la figura della Vergine col Bambino in braccio. Potrebbe anch' CiTere,
che foffe del Bergamafcq fuo compagno, ma alla maniera fembra lavoro
di Luca .
,o VITE DE' PITT., SCULT.,
poi d' intorno alla fontana della fua deliziofa villa di Bifà-
gno ; ed ora per varj accidenti affatto dilirutte .
Correva l'anno I57<^. quando i due Artefici diedero
j-,^ Luca fi^e alle pitture nella fopraramentovata Cappella . Ed in_^
Cajjiaso. quetV anno appunto tentò il Calvello di migliorar fortuna ,
come gli riufcì ; perocché imbarcatofi , fenza far motto agli
amici , lòpra certe galee , che viaggiavano alla volta di Spa-
gna, ebbe la forte d' efTere introdotto alla Corte del Re Fi-
lippo IL, per cui molto lavorò, come a fuo luogo diremo.
Rimalto per tanto Luca privo del caro amico , continuò
da fé lolo ad operare pel fuddetto Sig. Lercaro , nel cui pa-
lazzo lituato lungo la rtrada nuova dipinfe la gran fai a in—
varj quadri, rapprefentandovi la nota imprefa di Mcgollo Ler-
caro contro r Imperadore di Trabifonda (a) , e nella volta-,
r Imperadore llellb, che abboccatofi, e flrettoii in amicizia
con Megollo , gli fa coftruire in Trabifonda un funtuofo pa-
lazzo . Il che die nuova occaiione al noflro ingegnofo Art enee
di metter in comparfa la fua bella perizia nell' architetta-
re , e nel condurre a giufti , ed ottimi pallàggi di profpet-
tiva r eleganti produzioni della Tua mente . Sono in quella
pittura tanto ben dimortrati i naturali movimenti de' mu-
ratori , e degli fcarpellini , che incidono le colonne della_.
fabbrica , e 1' armi del padrone del palazzo negli fpecchj de'
piediflalli ; 1' attenzione degli Architetti in regolarne i difegni,
che non fi può veder cola ne più ben intefi , né meglio
efpreffa . Ne tacer debbo , che tra le molte figure quivi di-
pinte fpettatrici del fatto , vi ritralfe il Cambiafo le ilefib .
Di fuo difegno fono pure gli Qucchi , e di fua mano le fi-
gure d' alcuni Eroi di quella Famiglia effigiati fopra delle_.
lunette , ed alcuni putti fcherzanti con palme , ed allori .
Parimente fon fuoi nello fteffo palazzo gli a frefco d' alcune
piccole Ibnze, in una delle quali rapprefeniò Abramo, che
facrifica il figlio ; Giona , eh' efce fuori della balena ; e Giu-
fcppe co' fuoi fratelli, che lo vendono agl'Ifmaeliti ; nell'al-
tra v' è il carro della Felicità con alcune femmine all' in-
torno .
Altre
( « ) Le ilorie del Lercaro colorite in piccole figure nelle pareti , fono Hate ulti-
man-.ente diiirutte nella liitorazione del palazzo . Si coiUervano però ancora
le pitture della volta»
ED ARCHIT. GENOVESI. pi
Altre pitture fece egli a frefco , che lungo farebbe il rap-
portare . Ei fece ancora una tavola ad olio per 1' Aitar mag-
giore della Chiefa di S. Giorgio tenuta da' PP. Teatini ; _«i___
la) ficcoine alcune pitture a frefco intorno alle pareti del di Luca
medefimo Altare . Il tutto per commifllone del Sig. Nicolò CAi^siAit .
Raggio . Si della tavola , sì delle altre pitture a frefco la-
fcio , che i periti ne dieno giudizio . Niuno per mio avvi-
fo {aravvi , che non le flimi cofè di compiuta perfezione .
Ma mentre quello Pittore, rutto occupato in tali iìudj,
tranquillamente pafTava i fuoi giorni , fu fopraggiunto da_.
grave difgullo per la morte della moglie , a cui appoggia-
ta era la cura della famiglia . Non poteva egli fottentrare
a tal pefo ; perchè gì' impegni di fua Profeillone 1' obbliga-
van fovente ad allontanarfi dalla cafa . Pensò adunque di va-
lerli per queft' affare dell' opera d' una forclla della defunta .
Invitolla : accettò colei l' invito ; e toflo imprefe 1' aflirtenza
a' fanciuUetti nipoti . Ma non tutte le cofe deliberate per
bene riefcono a bene . Offervava Luca ora l'abilità, e l'at-
tenzione della giovane cognata , ora 1' avvenenza , e le belle
fattezze del volto di lei : quindi il buon fine paisò in amo-
rofo ardore ; tal che non penfava , fé non a' mezzi , onde^
Ottener la difpenfa , per ifpofarla .
Uno fra i molti gliene fuggerì 1' appafllonata fua fanta-
sìa ; e fu quello di portarfi a' piedi del Papa ; con qualche
infigne tavola da fé dipinta; ed intanto chiedergli la bramata
grazia . Con tal difegno poftofi in viaggio , giunfe a Firenze,
dove fi fermò alcuni giorni . L' arrivo di sì virtuofo Sogget-
to fu riferito al Granduca , che vogliofo di vederlo diede in-
cumbenza al Paggi [ nortro Pittore quivi allora dimorante ^
di condurglielo : ma quefli , che ben conofceva 1' indole di
Luca troppo aliena dalla foggezione , che porta feco il trat-
tare co' Principi , rifpofegli non v' effer altro mezzo per ot-
tenere l'intento, le non quello di coglierlo all' improvvifo. ■
Così concertatofi , conduffelo nel dì vegnente il Paggi ftto
preteilo di ricreazione a' giardini di Prato , ove il Granduca
dimorava ; e in tal modo fece , che con lui s' imbattelfe-. ,
come
(a) Qiielle pitture a frefco più non fi confervano, fi conferra bensì la riferir»
tavola, che è delle migiioii. Ella rapprefeaca il marciiio di 6', Giorgio,
i^i VITE DE'PITT., SCULT.,
come fofTe fluito un incontro cafuale . Il Principe falutati cor-
tefeinente i due Pittori , e con loro accompagnatofi , prefe..
,^____» a difcorrere col Cambiafo , mollrandofi confapevole del fuo
Di Luca vulorc . Queftì tutto umile col capo chino , e con le mani
Camìiaso. entro il fuo cappello flava ad udirlo; ed avendogli il Prin-
cipe per ultimo detto fé elTere molto contento , che le fuc
delizie di Prato avefTero avuto in quel giorno la forte d' ef-
ferc vifitate da chi non fapeva concepire nella mente , fé non
cofe bdliffime : belliirime, ripigliò il Cambiafo , credendo di
fargli con ciò complimento . Ma l' incontro impenfato , e la
foggezion fua furon cagione , eh' egli non intendcffe né anche
il lignificato di quelle parole , e fi lodafTe fenza avvederfene .
Licenziatoli quindi dal Paggi , profegui verfo Roma_.
r intraprefo viaggio ; dove giunto , fi portò pien di buona
fperanza al Som no Pontefice [ era allora Gregorio XIII. ] ,
al quale prcfentò due rariflimi quadri di fua mano , ed elpofe
umilmente la fupplica , attendendone favorevol refcritto . Ma
la cofa gli andò fallita . Imperocché non folamente gli ven-
De negata la grazia ; ma altresì fu da quella fuprema Pote-
rli collretto a promettere , che ritornato in Patria avrebbe
fenza in.iuglo allontanata dalla cafa 1' amata femmina . Ri-
cevette Luca con molta raflegnazione d' animo il precetto
Pontificio ; e quantunque fconlolato per le fvanite fperanze ,
pur nondimeno relloffi alquanto tempo in Roma ad ofTerva-
re le preziofe Opere di Pittura , di Scultura , e di Archi-
tettura , di cui è s\ ricca quella città . Indi reflìtuitofi a Ge-
nova , ubbidì tantoflo all' ordine avuto , dividendofi dalla co-
gnata ; quantunque ciò fervifTe a maggiormente accendere
verfo di ellìi l' inclinazione , e 1' amore .
Conduife pofcia moltifTimi lavori, che da ogni parte gli
venivan commefTì ; ma in quelli quali infiacchito lo fpirito,
riconofcono gì' intendenti una notabil variazione , e raancan-
-.•:• Z3. ài quella bellezza , che per lo paflato avea dimollrato .
Cagione di ciò fu il grave incarico , e il bifogno , in cui
trovavafi di mantener con onore\-ol decoro i fuoi figli , eh' e-
rano gii grandicelli ; ond' egli più alla material pratica^ ,
che al fério iludio ada^ tandofi , da indi innanzi profeguì a
dipingere con tutta facilità , e prellezza , come lo dimoika-
no Varie fue Opere, che qui appreiFo rapporto .
ED ARCHIT. GENOVESI. p^
Elle fono . La tavola efprimente la Cena del Signore con
gli A.pol"loli entro la Chiefci della Nunziata di Sturla .
La tavola del Depoflo di Croce , che nel breve fpazio ..___^
di tre giorni colorì per la Chiefa di S, Chiara in Albaro , "dTlI^
La tavola di Cri ilo , che riceve il Battefimo nel Gior- Ca^uiaso.
dano , per un'Altare della Chiefa di S. Bartolommeo già
de' Monaci Bafiliani , ora de' PP. Barnabiti .
Pel Refettorio de' fuddetti Monaci fece anche un' altra
tavola della Cena del Signore . (a)
Tre quadri con Miflerj della PaflTionc di Criflo pe' Mo-
naci di S. Giuliano .
Le tavole da Altare pel Duomo , nell' una delle quali è la
Vergine col Santo Bambino, e S.Anna : e nell'altra S.Gotardo (b)
Una tavola col Redentore verfante fangue dalle piaghe
collocata dentro la fagrcfiìa d' elTo Duomo .
La tavolina con S. Antonio Abate fatta per 1' Oratorio
- di queflo Santo : del quale pur fece a' Confratelli dello lìefTo
Oratorio la flatua in legno .
A quefte s' aggiungono le tavole del Criflo morto , ed
accolto fra le braccia della Vergine , per la funtuofa Cliiefa
di S. Maria di Carignano .
Quella di Criflo verfante fangue dalle Piaghe , per la_
Chiefa di S. Silveflro . Il Prefepio , per la Chiefa di Gesù,
e Maria de' PP. Minimi di Granarolo .
La gran tavola rapprefentante Criflo , che celebra 1' ul-
tima Cena con gli Apolloli , la qual tavola ila nell'interior
facciata del Refettorio de' PP. Conventuali di Caflellttto . (e)
In fomma
(a) A propofito di quefta tavola della Cena del Signore preflb a' PP, Barnabiti ,
narrommi un vecchio F.eligiofo di quel Convento , che il Cainbial'o ito un_
giorno colà , ficcome fpeflb Ibleva , fi pole per divertimento a giuccarc con
alcuni di que' PP. allora Bafìliajii , pattuitofi , che chi avefl'e perduto dovefìe
dare agli altri una cena . Egli fu , che perdette . E venuto il tempo pre-
fcritto per V adempimento dell' obbligo , portò loro qucfto quadro , in cui
s'era efìb pure effigiato, dicendo: Eccovi la Cena da me perduta.
( ^ ) La tavola di S. Gotardo dal tempo confujita è Hata di nuovo dipinta fuUo
fieffo dilegno dall' Autore di quelle note .
( e ) A tutte quefte tavole della terza majiiera del nofìro Autore fi poflbno aji-
che aggiungere quella della Nunziata in S. Maria di Carignano , quella del
Deporto di Croce in S. Fruttuofo , e quelle due, 1' una dell' Affunzione della
Vergine al Cielo , e 1' altra con alcuni Santi , ambo entro la Chiefa di S. IJar-
tolommeo dell' divella . Sono pure del noftro Luca quella dell' Adorazione
de' Magi in S. Caterina , quella di Crillo fui Calvario in S. Francelco di Ca-
ftelletcoj e quella dell' Affunzione nella Chiefa di S. Andrea.
y4 VITE DE' PITT., SCULT.,
In fojnma tante furono le tavole lavorate dal Cambiamo
fu quefla terza maniera , che una parte d' effe a vii prezzo
venduta , baQò per dotar le figlie d' un fuo Compare , a cui
Di Liic/T l' aveva donata
C.VMEJASO. Sul prefato flilc dipinfe pure a frefco il noftro Cambiafo,
e particolarmente dentro il palazzo del Sig. Luca Spinola Va-
lenza (a) una flanza , nella cui volta , da lui ripartita in-.
cinque quadri , e in quattro tondi , efBgiò a chiarofjuro quat-
tro Dei : rapprefeniò la caduta di Faetonte , e quella d' Ica-
To , i Giganti fulminati , Marfia fcorticato , ed Aracne tra-
sformata da Pallade in un ragno . In altrettanti ripartim.entì
divife ancora la fala del Sig. Lionardo Salvago , che gli fu
data a dipingere , fingendo in quattro ovati a chiarofcuro
altrettante Vedali , un concilio di Dei nel quadro principa-
le , ed alcune battaglie ne' quadri minori : il tutto ornato
con architetture ingegnofe al fuo folito , e vaghe .
Dopo di ciò a richielìa di Monfìgnor Cipriano Pallavi-
cino noftro Arcivefcovo dipinfe nella volta della fala del pa-
lazzo Arcivefcovile tre Storie Sacre, ì cui foggetti cavò dalla
vita d' Abramo ; e nelle lunette effigiò i SS. Vefcovi di Genova.
Ma quefli ritratti ora fono dall' umido guafli , e confunti . (b)
Mentre Luca così egregiamente operava in Genova con
grande applaufo , ed emolumento , morì in Madrid il Ca-
flello, che dipingeva nell' Efcuriale ; onde vennero di Spagna
lettere , che per parte di Filippo II. chiedevan effo Luca_
colà a profeguire quell' Opere dal defunto lafciate imperfet-
\te. Egli confiderando la lunghezza, e i dilallri del viag-
gio , r età fua anzi che no avanzata , e 1' abbandonamento
della famiglia ; piegava alla determinazione di rlcufare un-.
s\ decorofo , ed util progetto : pure moilo dalle efòrtazioni
degli Amici , e molto più dal defiderio di confeguire da Ro-
.ma, per mediazione di quel Re, la licenza delle bramate
nozze ; in compagnia di I azzaro Tavarone fuo difcepolo
parti da Genova l'anno 1583., e con prolpera navigazione
giunfe
(<e) Il pa!a?7o gih f^pinola Valenza, lungo la ftraJa nuova, è quello ftefb , che
or fi pc/Ticde dal Sis. Giorrio Doi ia .
(i) I.e tre Froric d' Àbramo rt'Ila volta di qiicrta fa'a tuttora fi confcrvano,
anzi vi fi vede m cl-c un'altin quadro dipinto dallo ftclTo Cambiafo a frefco
rella piincipal facciata. Quefto quadro rapprcfciua un coi cilio di Vefcovi.
Ciò j che più colà non fi vede iiuno i ritratti cjttro le lunette .
ED ARCHIT. GENOVESI. 9^
giunfe in Madrid , ove tofto fi prefentò al Sovrano , che con
dimoftrazioni di molta ftima 1' accolle . Gli diede incumben-
za d' adornar di pitture la volta dell' Efcuriale (a) , ed aire- ^
gnoUi una penfione di cinquecento feudi al mele , oltre il Di.Luca
premio , che gli avrebbe dato al fine dell' Opera . S' accinfe Cajmaso .
Luca all' imprefa , e con la Tua folita velocità formò un bel
difegno dinioilrante il Paradifo : indi al Re prefentollo , che
vedutolo pieno di {corti, e di gruppi, lo defiderò meno in-
tricato , e più lifcio . Laonde in un fubito il nollro Pittore
formò un altro dilegno più agevole , e più Iciolto . Ebbe_.
quello fbpra del primo la preferenza : e di quello fu da lui
intraprefa l' efecuzione .
Grandi furono le diflinzionì , e gli onori , che a Luca_.
fi fecero colà da que' Magnati , e dal medefimo Re , il quale
bene fpeflb porta vafi a vederlo dipingere . Or eflendovi giun-
to una volta , mentre Luca llava ritoccando la telìa d' una
S. Anna , parve al Re , che troppo giovane rapprefentata_.
r avelfe . Il veloce , ed eiperto Pittore , prefo il tempo , che
quegli avefTe girato 1' occhio verfo un' altro fito , deliramente
con due tratti di pennello la fé comparire aifai vecchia . 11
Re poco dopo voltatofi , e rimiratala , pieno di maraviglia
lodò
{a) Tutte le pitture a frefco fatte dal Cambiafo per 1' Efcuriale fono le feguenti.
Il già delcritto Paradifo nella gran volta della Chiefa con infinità di figure.
11 martirio di più Santi nel baflò chioi^ro ; e i quattro Evangelilu entro
le finte nicchie dell' ampia fcala .
Entro la cafa de' Preti 1' Affunzione della Madonna , S. Orfola con le fue
Vergini , e i SS. Lorenzo , e Girolamo .
Nella volta del luogo , ove fi feppellifcono i Re , alcune figure di Virtù .
Poi per la Chiefa di S. Anna dipinfe ad olio la tavola di S. Gio. Bartifta.
Altre Opere pur fue fi ccnfervajio in alcune principali città d'Italia : e lòno
Un quadro del Prefepio entro la fagrellia di S. Domenico m Bologna.
In Napoli entro la Chiefa de' Certofini un Grillo flaq;ellato alla coloiìj:a .
I]i Perugia fopra la porta del coro della Chiefa de* Cappuccini un qua-
dro della Maddalena convertita alla predicazione di Crifio .
In Milano ha dipinto nella galleria dell' Epifcopio il Prefepio ; il Crifto
morto ; e la Vergine con S. Giufeppe , che contemplano il Divino Infante .
In Firenze vedefi il fuo ritratto , formato per mano di lui medefiiro , eJitro
quella fingolar gallerìa .
In Roma nel palazzo Barberini fi conferva il quadro della Vergine ve-
ftita alla zingarefca , che col Bambino in braccio fugge in Egitto ; ed un-,
S. Girolamo pur fuo fi vede nel palazzo de' Borghefi fui monte Pincio .
Finalmente nella galleria del Re di Francia fono del Cambiafo tre qua-
dri : nel primo de' 'quali fta dipinto Amore , che dorme : nel feLcndo Ve-
nere coji Adone: e nel terzo Giuditta con la fantefca. Opere lune degne
d' immortalità .
5»5 VITE DE' PITT., SCULT.,
lodò la perizia , e la prellezza di Luca , e fempre più gli creb-
be nella flima , e nell' affetto ; onde con maggior frequenza,
, ed anche in compagnia della Reina lo vifitava, gran piace-
D, Luca tc moflrando di vederlo lavorare ; ed anche talora cogliendolo
Cameiaso. all' ijnprovvifo , gli percoteva con la mano le fpalle : e profe-
guite , diceagli , a farvi onore . Luca per lo contrario rimane-
va confufo a tali finezze : e come timido eh' egli era , non_.
fapea formar parola di ringraziamento .
Dimoftrazloni s'i grandi della Regia benevolenza fervi-
rono al Pittore per ingerirli qualche fperanza di ottenere il
bramato fpofalizio con la cognata . Per la qual cofa cominciò
a farne pratica co' Miniflri di maggior confidenza del Monarca ;
acciocché lo Tupplicaffero ad adopcrarfi predo la Santa Sede
per la chiefla difpenfa . Ma coloro non vollero in verun con-
to parlarne ; anzi lo avvertirono a flar con cautela ; perchè
fé Sua Maefl:\ averte mal avuto fentore di s\ llravagante pro-
pofizione , gli avrebbe fenza fallo fofpefe quelle grazie , e_.
cortesìe , colle quali infin a quell' ora 1' avea si liberalmente
favorito , e diflinto .
A quefla inafpettata rifporia, che atterrava ogni Tua mal
fondata idea , tal adizione il forprefc , che in pochi giorni
gli il produfle una poflema fui petto . Nulla giovò la cura
de' Medici Regj , per riparare al male , clie ad ogni ora ina-
fprendofi , aumentava il pericolo . Si fecero confulti ; fi pra-
ticarono potenti balfami ; fi tentarono fpecialiflime provc^;
fra le quali una fu d' introdurre all' improvvifo nella danza
dell' infermo alcuni Tuoi amici con armi alla mano in aito
furiofo , e minaccevole contro di lui , fperandofi , che per lo
fpavento avrebbe egli fatto qualche llraordinnrio sforzo , con
che gli fi farebbe aperto , e difiìpato 1' interno malore . Ma
elfendo riufcito vano anche quefl' ultimo ripiego , e fempre
più crefcendo la maligna materia , finalmente 1' opprellè-. ;
ond' egli cefsò di vivere (a) con difpiacere della Corte , e
dello uefib Re , che molto 1' amava .
Lafciò il Cambiafo alcuni dif.epoli di merito , fra' quali
Orazio luo figliuolo, che fuUo lìile paterno lodevolmente^
dipinfe ,
C«) Mancò il Camliafo 1' aniio di iioUra falute 15S5. , che fu il cinquantottefi-
mo della fua età.
ED ARCHIT. GENOVESI.
P7
dipinfe , Francefco Spezzino , e Lazzaro Tavarone , di cui
parleremo più innanzi , e Gio. Battilìa Paggi , che febbene
non frequentò la fcuola di lui ; pure perchè s' avea propoflo
la maniera del Cambiafo per tfemplare , e ne' fuoi primi anni
iniitolla , come moflrano le primizie de' Tuoi pennelli : perciò
anch' elfo fra quelli giuflamente vien computato .
Fu il Cambiafo celebrato in fua vita dall'erudita penna
di Monfìgnor Oberto Foglietta con un elogio , che fi legge
ftampato infieme con gli altri degli Uomini Illurtri della Li-
guria , dal quale fi viene in cognizione , eh' era egli già.
llato encomiato da Paolo Foglietta , fratello del fuddeito Ober-
to , nelle fuc rime compone in lingua genovefe , e tradotte
pofcia in latino da Rinaldo Corfo da Correggio . Di tal tra-
duzione io non ho altra notizia . Era Paolo amico intrinfeco
del Cambiafo , e di lui pofTedeva cento fcelti difegni di Ma-
donne tocche di pe^na , ed ombreggiate d' acquerello , che
quali gioje conferyava . Era una gran maraviglia il vedere^
trattato da un Pittore lo fleflb argomento per ben cento
volte, e fempre in differente maniera. Ma a tanto giungeva
la fecondità dell' ingegno del Cambiafo .
Molti Poeti parlano di lui con fenfi di fomma eflima-
'.ione , e lode ; e^ fpecialmente il famofo Marino in certi fuoi
verfi , Uno d' eflì è queflo :
O d' egregio pennel potere immenfo !
Che qui ferva per conclufione , di cui più adattata, e^
più giufta non fo trovare.
Di Luca
Cawbiaso •
Tom. I.
VITA
p'è VITE DE'PITT., SCULT.,
VITA ■ '
DI FRANCESCO SPEZZINO
Pittore . (a)
Quante belle fperanze tronca la morte ! Avefle almen
ella riguardo a certi Soggetti di frefca età , che già
incominciano a dar buon faggio di fé , e ci apparec-
chiano molti fquiilti frutti de' loro ingegni . Ma nò.
Coflei difpettofa non meno , che inelbrabile , non fa avere
riguardi : anzi d' ordinario fura
Prima i migliori . {b)
Cosi feguitò il fuo collume contra il giovane Pittore Fran-
cefco Spezzino , di cui ora imprendo a fcrivere . Spedirommi
in breve ; perchè la brevità della fua vita impedì a lui il
molto operare, e toglie a me l'abbondanza della materia.
Qual folTe la città , o terra natale di que^o Pittore
non r ho mai potuto rinvenire ; e quantunque io fupponga ,
eh' egli fia nato in Genova , non per tanto ciò non olla_.
all' opinione d' alcuni , che lo vogliono originario della Spezia,
dalla quale abbia riportato il cognome di Spezzino . Studiò
coflui la Pittura fotto Luca Cambiafo , e Gio. Battifla Ca-
ftello il Bergamafco , i quali , attefo il fuo raro ingegno ,
eie fue mani felle dilpofizioni ad un' ottima riufcita,con par-
zialità d' affetto (empre lo riguardarono , e con tutta la fol-
lecitudine l' inftruirono . Aggiunta all' ingegno , e alla difci-
plina di que' due virtuofi , ed accurati Maeilri 1' indefella
applicazione del gio\ane fcolare , in breve tempo egli andò
molto innanzi nell' arte . Le Pitture , che foleva ( oltre alle
quotidiane de' fuoi Maedri ) minutamente offervare , erano
quelle del Buonarroti , e di Andrea del Sarto . Ma foprat-
tutto particolare , ed affiduo lludio facea fuUa preziola ta-
vola
( « ) Non fi è prcmefTo alla vita dello Spezzino il ritratto , che fi vede ncll' anti-
ca e.ìizione ni quelV Opera ; perchè fi è fcoperto , che tal ritratto non è
già il vero dillo Spezzino, ma è quello di Defiderio da Scttignano, come
fi pu5 Icorgcrc dal Vafari , che lo riporta . Vero ritratta dello Spezzino
non fi trova : e noi non vogliam darne de' falfi •
{b^ Peir. p. I. S^on. aio.
ED ARCHIT. GENOVESI. 99
vola efiflente in Santo Stefano , dipinta da Giulio Romano,
Di quefla tavola una copia ritratta dal noftro Spezzino giunfe
in mia mano pochi anni fono . In efTa ammirai una grande —-_____.
efattezza ne' dintorni , e un giudiziofo tratteggiare dell' om- Di
bre con mezze tinte ben paifcggiate . Cos'i non folTe flata_ FrANCj;sca
alquanto logora, e maltrattata. Colpa di chi polTedevala . ""ino.
Due fole tavole , e di mediocre mifura , fi confervano di
lui al pubblico efpofle : 1' una è quella della Nunziata-. ,
ch'egli colori con difegno del Caftello fuo Maeflro , collocata
in S. Maria delle Vigne (a) : e 1' altra è quella , che vedefi
in S. Colombano , la quale egli dipinfe , come vi fi legge ,
l'anno 1578. Rapprefenta queila l'addolorata Vergine Ma-
dre col morto Gesù tra le braccia , e con due Angioli pian-
genti , che gli predano adorazione : il tutto fatto con ma-
niera foda , naturale , e patetica .
Per dare un miglior faggio del valore di queflo Arte-
fice, foggiungerò , come nel 1575. efTendo in Genova perle
civili difcordie pronti a nafjere i tumulti , e i difordini , av-
venne , che fulla piazza di Santo Stefano , inforta non fo qual
rilfa , fu fparato un' archibufo , la cui palla andò a traforare la
fopraramentovata preziofa tavola di Giulio Romano . Con-
venìa riflorarla , Ciò non era imprefa da tutti . Vi fi richie-
deva un Pittore non ordinario . Lo Spezzino ebbe 1' onore
d' eflervi desinato. L' efito comprovò la perizia di lui, e
il buon difcernimento di chi lo trafcelfe . Imperocché egli
rifarci cosi bene quel foro , che niun' occhio , quantunque fi-
nifTimo , è mai giunto a difcernere dove fia {lato fatto il ri-
farcimento .
Altre Opere di lui non fo d' averne vedute , fuorché
certa piccola tavola , nella quale con m.olta vivezza , con_.
belle movenze nelle figure , e con gagliarde efpreflìoni d' af-
fetti di dolore , e di fpavento egli rapprefentò 1' univerfale
Giudizio .
Ci venne tolto quefio Pittore nel fior de' fuoi anni dalla
peft'knza, che nel 1^79. infierì contro alla nolìra città.
Gran co(è avremmo di lui, fé la morte non 1' aveffe cosi
predo raggiunto . G 2 VITA
(fl) (l'erta tavolina al prefente » locata fopra l'Altare nella fagrelììa dell*.*
ftelta Chiefa .
joo VITE DEPITT., SGULT.,
VITA
DI CESARE CORTE
Pittore , ed Ingegnere .
CON tutto il fondamento della giudizia , e della San-
tità fono dalla Chiefa proibiti i libri contrarj al buon
coflume , o alla Religione . Pur troppo quefli co' loro
aliti pertilenziali infettano la mente, ed il cuore di
chi li legge , e con lufinghevoli infmuazioni fan bere il ve-
leno della diflolutezza , o dell' empietà . Uti gran libro è un
gran male : dilfe Callimaco : e per mio avvifo egli avrà vo-
luto dire , un gran libro cattivo . Or penfiamo noi , che_>
gran male non faranno molti gran libri tutti ripieni di maf-
fmie ereticali , e di paralogifmi impugnanti la Cattolica Ve-
rità . Per qual cagione io mi fia introdotto a cosi difcorrere ,
comprenderallo chi fi farà a leggere la vita di Celare.-.
Corte Pittore Genovefe , della quale llenderò qui un fuccin-
to ragguaglio .
Da Valerio Corte eccellente Pittore Veneziano , di cui
verrammi occafìotie di fcrivere verfo la fine di quello volu-
me , e da Ottavia Sofia gentildonna Genovefe nacque iii_
Genova Cefire l'anno 1554. (a) Con diflinzione d'affetto,
e particolar cura fu da elli educato il fanciullino ; il quale
appena giunto all' età capace degli ftudj delle lettere , ve lo
applicarono ; e tanto fu il profitto , eh' ei ne riportò , e sì
valente divenne nelle rettoriche , e filofofiche cognizioni ,
che non ebbe tra' fuoi condifjepoli chi 1' uguagliale .
Ma quantunque il genio de' fuoi folfe , eh' e^li s' arric-
ch'fTe ;la, mente dell' altre maggiori Icienze : la naturale in-
clnwione però lo fpingeva piuitoflo ad apparar di propofi-
to la Pittura . Laonde quel tempo , che dalle fcolafiiche oc-
cupazioni diftolto non era , impiegavalo a difegnare ; nel qual
efercizio conlumava bene fpellò anche parte delle ore dovu-
te al ripofj .
Vedendo
(4) L'anno, in cui nacque il Corte non fu il r5)4. , ma il 1550. , come fi ri-
cava da' libri battefìmali della Parrocchia di S. Maria delle Grazie .
ED ARCHIT. GENOVESI. tot
Vedendo il Padre la coflan?^ di Cefare in tale (ludio ,
giudicò fpediente il condifcendervi ; anzi l' infervorarvelo con
te lodi , e r inoltrarvelo con la direzione , con gì' inftrumcnti, ,
co' buoni efemplari , e con le regole del ben colorire ; dacché Di Osare
ne prevedeva in efib una degna riufcita (a), qual in effetto Corte,
fuccedette , e non dopo molto ; perocché non avea ancora
il figlio paflata 1' età giovanile , che divenne un Profeflòr di
Pittura rinomato , e ftimato .
Allo fiudio di quefla nobile facoltà aggiunfe Cefare an-
che quello dell'Architettura militare, che apparò da un fuo
Zio materno ; ed in tal facoltà fimilmente andò molto in-
nanzi ; ed in alcune prove fece egregiamente fpiccare la fua
abilità .
Dopo efferfi egli fornito di tali ornamenti ufci dalla Pa-
tria , e pafsò oltremonti . Vide la Francia : di là navigò
in Inghilterra , e dimorò qualche tempo in Londra ; ove per
le fue belle tavole acquiftò tanta (lima, che la ftefla Reina
volle effere da lui ritratta . Riufcì Cefare tanto felicemente
in quello lavoro , che oltre i preziofi regali da cortei ricevu-
ti , gli vennero altresì fatte larghe efibizioni , acciocché ìn_
Corte fermar fi volefTe : ma egli gentilmente ricufandole ,
amò meglio di ritornarfene a Genova; dove, giunto che fu,
non gli mancarono le occafioni d' operare , e i Mecenati ,
che lo proteggefiero .
Uno di quelli fu il Principe Alberigo di Mafia . Egli
amollo per modo , che avendo bifogno Ferdinando I. Gran-
duca di Tofcana d' un Ingegnere valente , gli fpedì il Corte,
il quale dopo avere per alcuni mefi efercitata in Firenze una
tal carica , moffo da non fo qual fuo gelofo fofpetto , o piut-
toflo fantaflico capriccio , improvvifamente di notte partilTi ,
ed a Genova fi rendè . Un tal procedere fpiacque molto al
Granduca , che col Prhicipe fé ne lagnò . Scusò quelli il Corte
come feppe il meglio : ma poi chiamatolo a fé afprarrente_.
il riprefe del malo termine . Ricevette il Corte a capo chino
la riprenfione ; né lafcìò di chiedergli umilmente perdono del
mancamento , ed efibiffi pronto a darne la dovuta fcddisfa-
G 3 zione
fa) Inflruillo il Padre anche nelle Matematiche , e con ottimo effetto .
102 VITE DE- PITT., SCULT.,
zione al Granduca , conforme fece : con che ad ambedue,*
rientrò in grazia .
, Era egli molto obbligante nel fuo converfare , e difcor-'
Di Cesare ^'^^^ » ^ fapea concilìarfi l'amore di tutti col fuo bel modo:
Corte, foltanto pregiudicaA'agli 1' e (Ter e troppo facile ad improvvife,
e capri ccio(e rifoluzioni . Era in oltre felice , e pronto nel
verfeggiare italiano ; onde fovente gareggiava co' Poeti piìi
celebri , componendo fonetti , e canzoni d' ottima invenzio-
ne , e di pulitiffimo flile : ciò , che molle Paolo Foglietta ,
e Gabriello Chiabrera ad encomiarlo , e dichiararlo degno
di laurea .
Delle Opere in varj tempi ufcite da' pennelli di Cefare
andrò qui notandone alcune di maggior merito . Per la_.
Chiefa di S. Francefco di Cal^elletto colori la tavola di S.
Maria Maddalena portata dagli Angioli in Cielo . Quefta-.
tavola gli venne ordinata dal foprammentovato Principe di
Malfa ; e al baffo di quella alfai dal naturale ve lo ritrafTe .
Due altre tavole dipinfe per la Chiefi di S. Maria del Car-
mine ; neir una di quelle rapprefentò S. Francefco rtlmatiz/ato:
e nèir altra S. Simone Stok , che dalla Vergine riceve lo Sca-
pulare . Belle anche riufcirono due altre (uè tavole : 1' una
di S. Pietro per la Cliiefa di Noilra Signora delle Vigne : {a)
e l'altra d Ognilfanti per quella di Gesù , e Maria di Granarolo.
Fu dote principale di quello Pittore , come già accen-
nammo , il fare i ritratti fomigliantiffimi al fenibiante , che
ritraeva ; e però dalle fue mani varj ne ufcirono prefi a ma-
raviglia ; fra' quali naturaliflìmo fu quello del Cardinal Ora-
zio Spinola , che perciò molto onoroUo , e premiollo . Né
debbo tacere quell' altro , che fece della Signora Geronima
Fabiani , con la quale s' era egli per matrimoniai legge con-
giunto : donna ornata d' infigni virtù , e d' una rara bellezza.
Per Niccolò Fabiani Suocero fuo dipinfe un quadro rappre-
fentante Gesù fpogliato da' giu^i , che riufci una delle fue
Opere più pregiabili : ma non tanto , che fuperalTe 1' altro
bcllifhmo quadro da lui fonnato pel Sig, Filippo Pallavicino;
.ove con focofa energia , e vivezza efprelTe ciò , che narra^
Dante
(a) Qjiefta ravoja è prefenremente all' Aitar maggiore di S. Pietra di Bajichr){
e lotto vi fi legge : Ctffar Curte finx'tt anno tóso.
ED ARCHIT. GENOVESI, 103
Dante nel quinto Canto del fuo Inferno. Onde l' immor-
tai Chiabrera , veduta si fuperba pittura lodolla col feguente
SONETTO.
Di CtfAKE
Perchè forte ragion freni il talento , Corte .
Sicché non corra , ove Infuria Jpinge ,
Dante procella fempiterna fìnge ,
Di condannato amor degno tormento ,
Or perchè rimirando abbia /pavento
Chi troppo accefo a male amar x' accinge ^
Su breve tela Ctfare dipiììge
Gli orridi verni di tartareo vento ,
E sì dotto pennelV inganna i fenfì ,
Che /' occhio fcerne turbini funefìi .
Tutta agitar la region profonda,
Febo fé premj alla Virtìi difpenjì
De r alme foglie , ond' il Cantor cinge/li ,
Le fagge tempie del Pittar circonda .
Ma mentre in mezzo agli onori godeva il Corte una vita
tranquilla , fu repentinamente dalla Tua dannabile • infedeltà
traboccato in un' ellrema mifena . Il cafo avvenne cos'i-, (a)
Orlando Enfi Lionefe amico del Corte nel partire- per la
patria lafcio'gli in depofito una cafTa ben chiodata . Il Corte
dopo fei anni moflTo da curiofitìi l'apri, e la trovò piena di
libri d' autori erefiarchi impugnanti exprofefTo la Santa Fede.
Li lelTe allora alcun poco ; poi chiufe di nuovo la cafla , e
la murò fotto certa fcala . Dopo altri dodici anni , avendo
avuta notizia , che 1' Enfi era morto, la riapri , ed applicofli con
avidità alla lettura de' prefatì libri ; ove imbevutofi di quell'
empie dottrine, fpargevale , e foClenevale . Indi ebbe anche
il coraggio di commentare 1' ApocalifTe , fìravolgendone i fenll
contro alla Chiefa , e a favor di I^utero . Fu perciò denun-
ziato alla S. Romana Inquifizione , per cui ordine fu carcera-
to l'anno 1^12. il di 30. dicembre. Sorto ■quefìo Tribunale
perfeverò per dieci giorni contumace ne' Tuoi errori: dopo il
G 4 qual
( e ) Il racconto di ciò , che avvenne a Cefare nella S. Inquifizione s' è alquanto
variato da quello , che ne fa il Soprani ; perocché fi fon trovati documenti
autentici, che il tutto defcrivono fecondo la foprappoft^ variazione»
>o4 VITE DE" PITT., SGULT.,
qual tempo fi ravvide , confefTolli ; e dopo var] coftituti , e
molte dcpofizioni fece la folenne abiura in S. Domenico con
I gran concorfo di popolo il dì ii. d' agoflo del KJ13. Suc-
Di Celare cedette air abiura la falucar penitenza , confidente nella car-
CoRifi, cere perpetua, nel digiuno di tutti i venerdì in pane, ed
acqua , e nella quotidiana recita di certe orazioni , coli' ob-
bligo di confefiarfi , e comunicarfi quattro volte all' anno
in quattro determinate ferte principali . Contava egli allora
r anno 53. di fua vita : e poco più allungolla . Imperocché
fopraggiuntagli certa maligna fcabbia detta ferina in breve
tempo lo tralfe a fine . Queflo fu il frutto della lettura di
libri impartati d' empietà , e di m.ifcredenza . Or chi fi fide-
rà della loro converlazione così perniciofa al corpo , all' ono-
re , ed all' anima ?
Dopo Cefare rimafe Davidde fuo figlio . Quelli bevve
i primi infegnamenti della Pittura dal Padre , che fui piiì bel-
lo sì fgrazìatamente venne a mancargli ; ond' egli poiché ebbe
per qualche tempo ftudiato da per fé fulle carte de' buoni
Autori , rifolvette di metterfi fotto la direzione di Domenico
Fiafella detto il Sarzana , the amorevolmente infiruillo . Cobì
Davidde corrifpondendo con la fua diligenza al buon affetto,
e zelo del fuo Maefiro , giunfe in breve alla felicità di faper
copiare con mirabil contraffacimento le Opere de' più eccel-
lenti Pittori . Prova di ciò dillintamcnte fu 1' efatta copia ,
eh' egli fece del quadro della Maddalena a' piedi di Grillo
nella cafi del Farifeo : infignilfima opera di Paolo da Vero-
na . Tal quadro polTeduto al prefente dal Sig. Gio. Filippo
Spinola (a) , fu dal giovane Corte in tela grande , quanto
r originale , sì felicemente imitato , che barta quello lolo a di-
chiararlo unico a' fuoi tempi nella perfezion del copiare . Egli
di tal fona di lavori contentandofi , come quelli , che gli
provvedevano il fuo foflentamento , non paf^ò ad opere d'in-
venzione. Morì cofiui di pefiilenza l'anno ló^j. in età non
molto avanzata . Altri difcepoli ebbe Gerire , e fra quelli
Bernardo Strozzi, e Luciano Borzone, i quali riufcirono en-
trambi Pittori di molto grido . Di loro feri vero più innanzi .
VITA
{m) Tanta il riferito famofiffimo quadrd, quanto la fua fcliciflìma copia, che,
mentre fcrivcva il Soprani , erano preflb al Sig. Gio. Filippo Spinola , ora fo-
no Jic' fa'ottj del Sereniamo noilro Doge Marcella Durazzo del fu Gio. Luca.
ED ARCHIT. GENOVESI.
VITA
DI GIO. BATTISTA CASTELLO
Pittore . (a)
IQ<
Cnud./^. i/i ccn .
GRamde è la forza del genio. Egli vince ogni ora-
colo , e fi rende foggette fino le volontà , di modo
che non folamente non pofTiam andar contro di eflo,
ma neppure poflìam ciò volere . Ben vi fu chi at-
tribuì quefta vittoriofa forza all' amore : ma per amore , che
altro fé n* inrende , fé non quell' appalTionato genio , che tira
i cuori a un' oggetto . Tal genio fé è verfo qualche Profef-
fione , o Scienza , ne rende in efla a maraviglia perito chi
da quello è portato . Tanto
(a) V Aheceiarìo Pittorico confonde Gio. Battifta Caftello con Cerro fognato Gio.
Bartifta Scoraa, che non è mai flato: e di ambe.iue dice a un dioreffo l'i-.
ftelTe cofe . L' Autore di quello Abecedario aifcrma d' aver trafcritte le noti-
zie dello Scorza dal Baldiaucci : ma il Baldinucci avrà in ciò pieio sbaglio .
io6 VITE DE" PITT., SCULT.,
Tanto effettuar fi vide in un Miniatore , fiorito dopo la
metà del palTìuo fecolo . Fu queQi Gio. Battifta Cartello ;
il quale effendo flato ne' teneri anni applicato da Tuo Padre
Di Gto. ^'^^' Oreficerui ; vi pafsò la gioventù con poco profitto, per-
Batiista che con animo poco ad ella inclinato : ma poiché invertito della
CAST£Lto. ^^^ libertà potè a fuo arbitrio eleggerfi un'arte: abbando-
nata quella di prima , fi diede allo rtudio della miniatura ;
ed in querta , perchè appunto portato v' era dal genio , fece
in breve una tal riufcita , che nella vivezza , e leggiadrìa-,
del colorire pareggiò i migliori Artefici della Tua età . Già
e2;li fin da Orefice erafi alquanto efercitato nell' ufo de' pen-
nelli ; rtantechè era flato (olito adoperarfi nella rtruttura di
certi piccoli Reliquiari , che non folo guerniva d' oro , o d' ar-
gento , ma eziandio abbelliva con miniarvi fopra varie figu-
rine , o rtoriette facre di delicatiflìmo guflo . Qualche pra-
tica efi;li avea pure del difegno in quella prima fua Profef-
fione fludiato . Pienamente poi vi fi perfezionò in querta_^
feconda con udir le inflruzioni , ed efattamente ofTervare gli
efempj di Luca Cambiafo , fuo rtretro amico, la cui rtanza
a queflo fine , qual difcepolo , frequentava . Tanto in fomma
il Cartello fu indefeflb , ed intenfo nello Audio della minia-
tura , che dov' egli innanzi lavorando da Orefice non ne ri-
portò altro nome , che di fabbro ordinario : poflofi poi fe-
condo il fuo genio a maneggiare i colori fi rende celebre,,
al mondo : attefòchè concepiva in minuto elegantilfuni dife-
gni , e colorivali con si fina delicatezza , con sì foavi paf-
faggi , e naturali cangiamenti , che non poteano mìrarfi fenza
particolar diletto , ed eflimazione . Quindi avvenne , che_*
meritò d' effer foggetto di lode alle penne d'alcuni nobilif-
fimi Poeti fuoi contemporanei . Fra quelli il Cavalier Ma-
rino nel libro intitolato. La Galleria , efaltò la pecchia, la_.
formica , il ragno , la zanzara , la mofca , la farfalla , ani-
mali efpreffi tutti con vivilfime miniature dal noflro Cartello.
Similmente il Soranzo alla vifla d' una Sacra Immagine mi-
niata con rara finezza da querto ingcgnofifHmo Artefice^ ,
corapofe in lode di lui la macrtofa Canzone , che incomincia
L' altera Immago di coki , che Dio
Dcjìinò Madre all' unico Figliuolo , ec.
E il
jED ARCHIT. GENOVESI. 107
E il Padre Don Angiolo Grillo nelle fue Rime alta-
mente encomiò il Cartello per un' altra Immagine di Maria
Vergine , da codui colorita con erquiiitezza raaravigliofà_. .
Due Sonetti di quefto dotto Religiofo fi leggono fui riferito Oi Cio.
argomento porti fotto i numeri 24^. , e 160. di quelle Rime. Battista
Sparfafi intanto per varie provincie , anche oltramontane, -''^■-'-°'
la fama del valore del nortro Gio. Battirta Cartello , n' arri-
vò la notizia alle orecchie di Filippo II. Re delle Spagne ;
che torto Io fece invitare alla Corte , per conofcerlo , ed
impiegarlo . Non indugiò il Cartello ad andarvi ;_ ed aflhi
ben accolto vi fu da quel Monarca amantilTimo de' Virtuoli ;
che fra le altre incumbenze gli appoggiò quella di miniare
i Sacri Libri dertinati ad ufo dell' Efcuriale . Efegui ogni
cofa con efatta accuratezza , e con ottima riufcita il valente
Artefice ; e pari alla foddisfazione , che diede , fu la ricom-
penfa , che ricevette.
Finiti i bei lavori ritornò alla Patria , dove 1' anno 159P,
per parte della Reina Margherita d' Aurtria ebbe l' incarico
di fare un ritratto del Santiiliino Sudario , che 11 conferva-,
nella Chiefi di S. Bartolommeo , già de' Monaci Bafihani ,
detti gli Armeni , ed ora de' PP. Barnabiti , donato a' pre-
fati Monaci nel 1384. da Lionardo Montaldo Doge di Ge-
nova , il quale in premio del fuo valore ottenuto l' aveva
infierae con altri doni dalla liberalità di Giovanni Paleologo
Imperadore d' Oriente .
Andava crefcendo di riputazione il genovefe Miniatore
SI , e per tal modo , che le fue Opere , come giojelli teneanfì,
ed avean degno luogo nelle gallerìe , e nelle cofe rare de'
Signori qualificati . Fra le altre vicino a Roma nel palazzo
Borghefe v' è la rtanza detta del fonno , ove ammirafi con
efattezza impareggiabile dipinta Maria Vergine in atto di
lavare alcuni panni lini : Opera in vero di lingolar eccellen-
za , e SI pel difegno , che per lo bel colorito preziofa_. .
E querta , e molte altre in varie partì curtodite grandemente
onorano Gio. Battirta Cartello , e ne renderanno immortale
la memoria .
La virtij dì si raro Soggetto fu ben anche riconofciuta
in Patria , e dirtintamente premiata allora , che egli fu dal
Sere-
io8 VITE DE' PITT., SCULT.,
SercnilTimo Governo dichiarato Pittore fovra gli altri emi-
nente , ed efentato dalle leggi , e capitoli , a' quali indegna-
..^_ mente foggiacevano in Genova i ProfefTori di Pittura . Ora*
D, Gio. zia , che confta dallo fpecial Privilegio da jne veduto , c_.
Battista trafcrìtto ; il quale , ficcoine è bellifhino , e per efTo Caftel-
Casth-lo. j^ ^ ^ pe' Tuoi Congiunti gloriofìffimo : cosi voglio qui inte-
ramente foggiungerlo ,
DUX, ET GUBERNATORES
REIPUBLIC^ GENUENSIS.
Ctm Prtncipem deceat cos , qui in aliquo genere virtutìs
excelhmr , donare jure quodam prcecipuo , ut ipjl fuo pramio quan-
dopie fruantur , cccterique eorum excmplo incitati artificiofa quo-
que excogitent , ac perficiant , quibus & fihi nomen parent ,
& afficiantur honoribus , & omnium atiimos fibi concilient ; de-
crevimus dile^u»} Cvem noflrum Joamem Baptiflam Cajiellum ,
in quo excellentem quandam , ac Jìngularem virtutem perfpexi-
tnus , eo immunitatis jure , quod idem a nobis petiit decorare .
Is enim in Ime Urbe unus noflra memoria ufu , & exercitatione
mifjio pingendi artem eff>cit ; in qua adeo excellit , ut effigies
rerum attemperatis color ibus natura folertiam egregie imitatus
reddat quam/ìmillimas exemplaribus . Cum igitur a nobis petie-
rit , ut ab artis Pi^lorum legibus folutus , ntdlaque in re ob~
noxius declaretur . Nos examinata re , ad calculorum judicium
prò legum nojìrarum forma deduóJa ; eumdem Joannem Baptiflam
a capituìis , ordinibus , decretis , ac legibus artis Pi5lorum eo~
rumque ohfervantia exemptum , ac folutum declaramus , & qua-
tenus opus fit , eximimus , ac lileramus , exemptumjue , ac libe-
rum facimus'y iifque nulla in re obnoxhim effe decrev mus , om"
nemque omnino moleftiam in eum prohibemus , ac prorfus hoc
7ioftro decreto ceffare prcecipimus : quod quidem , vel non citatisy
qui citar i debuiffent , vim , roburque firmitatis balere volumus,
non objìantihus quibufcumque in contrarium facientibus , ettam-
que artis Pi^orum prsdihis . Qu bus omnibus , ac fngulis ex
certa fcientia de plenitudine potejìatii derogamus , deroga-um-
que
ED ARCHIT. GENOVESI. ioì>
que ejjè volumus , ac decernimus . In cujus rei teftimonium bas
litteras Jlgilli Reipubliccs noflrce appenfione miinitas , & a Can-
cellarlo , ac Secretorio noftro fuhfcriptas fieri jujjìmus . Datum _^___
Genuce in nofiro Ducali Palatio die 7. Julii MDCVL {a) ""dTg^
Battista.
Ma non meno fu commendabile, e degno di privilegi *--'^'^'^*^^°*
il Caflello per la Tua pietà , ed integrità di collumi , di quello
il fofTe per la fua rara perizia nel miniare . Egli avea un_.
cuore innocente , caritatevole , e molto affezionato all' ora-
zione ; onde ogni di confacrava qualche ora all' efercizio di
quella , non orante che le frequenti coramiiTioni lo mettefle-
ro in penuria di tejnpo . Amantiffnno de' Religiofi fpelFo ne
introduceva in fua cafa , e fpecialmente alcuni de' più efem-
plari , da' quali volentieri afcoltava le infiruzioni , e i con-
figli per la condotta d' un viver Crifliano . Andò un giorno
a trovare certo Pittore fuo amico , nella cui ftanza entrato
videlo , che (lava facendo il ritratto di certa femmina di po-
co buon nome . A tal villa forprelò rivolle fubito indietro
i palTi ; ne fu poffibile indurlo a quivi fermarfì , per quante
inflanze il Pittore gliene facelle .
Di
( a ) Neil' antico originale di queltO Decreto fi leggono i nomi del Sereniflimo
Doge, e degli Eccellentiffimi Senatori, clie al (jallello un tanto onore com-
partirono , Icritti col feguente ordine .
Seremjfmio Doge
LUCA GRIMALDO.
"EccellentiJJìmi Senatori
Bendinillo NtGEONE . Giano Grillo .
Gto. Battista Doria . Mario Spinola .
Ce«ìare Giustiniano, Gio. Giacomo Gambarotta ,
Errico Salvago . Orazio Lercaro .
Niccolo' Invr£a • Anfrano Saoli .
ANGica.0 Luigi Rivarola . Barbone Centurione .
EccelkntiJJlmi Procuratori
Davidde Vaccabo. Marco Aurelio Lomellino»
Gio. Agostino Giustiniano' Agostino Doria .
Agostino Saoli . Bernardo Clavarezza .
Gio. Giacomo Grimaldo . Stejano Doria.
Matteo Senareca. Gio. Battista Pallavicino.
Tommaso Spinola . Feancesco di Negro .
Cast£llo •
no VITE DE' PITT., SCULT.,
Di s\ belle virtù ebbe il Cartello alcuni fìiggì di pre-
mio qu\ in terra , grate caparre del celeftiale . Un fuo figlio
..>.„ „ nomato Gregorio avendo acquiflato un Feudo in Sicilia , di
Di Gio. fcmplice MeVcàJante , eh' egli era , divenne Principe riguar-
BATT15TA t^^^vole : nel che pure fpiccò grandemente la moderazione.,
d'animo del Genitore; perocché tal profperità , ed ingran-
dimento della famiglia non fufcitò già in lui fpiriti d'ambi-
zione, o di faflo ; non 1' induffe ad abbandonar 1' efercizìo
della diletta Tua ProfeiTìone ; non lo trafTe a magnifica i>bi-
tazlone ; non gli perfuafe più fplendido fornimxenro di fup-
pellettili , o maggior numero di fervi : ma come nulla mi-
gliorata avefle la condizione , e gli averi , nulla cam.biò del
llio antico tenore di vita . E quantunque da Gregorio più volte
pregato fofie a trasferirfi in quel Regno , a fin di pafiarvi
ripofatamente la fua vecchiaja: tuttavia non volle mai di ciò
compiacergli . Così fé ne continuò a viver qui pofitivo , e_*
neir umiltà , e nell' impiego di prima , baflevolmente con-
tento d' avere un figlio follevato a grado tanto cofpicuo .
Fu anche favorito da Dio d' una continua , e perfetta-,
falute , e d' una vifla sì perfpicace , che già in età di quafi
novant' anni fenza adoperare occhiali maneggiava in piccolif-
fìmi fondi i pennelli , e coloriva minuti (Time cofe con iflu-
pore di chiunque lo vedea lavorare . Poco meno , che innu-
m.erabili fono le Opere , che in sì lunga ferie d' anni ha di-
fegnate , e miniate quelV egregio Artefice , che all' altre fuc
chiare doti aggiunfe quefla di non iflar mai oziofo . In Ita-
lia , ed anche fuor d' efia non v' è quafi gabinetto , o galle-
ria in cui qualche fino lavoro del Calvello non fi confcr\ i .
E qui non è da tacere , eh' egli portava un' incredibile affet-
to alle produzioni de' fuoi pennelli , di modo che cufiodiva
con fomma diligenza ogni fua benché minima carticella.. ,
eziandìo di femplice abbozzai ura . Avea pertanto riempiuti
alcuni libri d" un' infinità di miniature, ov'erano tefie, ma-
ni , piedi , alberi , fiori , frutti , nu\ oli , montagnuole , pae-
fetti , animalucci , e fomiglianti cofe : il tutto efprelfo^ corL_
impalcatura di colori naturalid'mi . Oltre a ciò le flefie pro-
ve , che di quelle facea ih pezzetti di carta , riponevale ne'
prefati libri fra gli tfquifiti lavorictti , gran premura a^•en-
do
ED ARCHIT. GENOVESI. iii
do , che nefTuna n' andafTe a male . Io mi perfuado , che le
confervaiTe , affinchè fervifTero d' efemplari , ed agevolailero
la fbrada a chi avefTe voluto imprendere la miniatura . Im- .
perocché elTendomi , non ha gran tempo , capitati nelle mani di Gio.
gli fleffi fuoi libri : ho in effi notate molte regole d' efpe- l^^J^'^^^^
rienza , eh' egli v' avea fcritte per la buona miilura de' co-=
lori : e forfè per darne faggio , teneva in ferbo que' pezzetti
di carte femplicemente tocche di qualche tinta . Ci ià male,
"che non abbia condotta a fine tal Operetta , di cui foltanto
abbiamo alcuni pochi frammenti . Di gran vantaggio ella_.
farebbe agli fludiofi del ben miniare, fé 1' aveffero intera,
e compiuta .
Mori il Camello l'anno 1(^37. in età decrepita, ed in
que' fentimenti di Criftiana Pietà , co' quali era fempre vivuto.
Oltre al foprammentovato Gregorio fuo primo figlio ,
che fu , com' io dicea , Signor di Feudo in Sicilia, lafcionne
un' altro appelhito Girolamo , che fu feguace della Proteso-
ne paterna . Infiruillo in elFa il buon Genitore , daccliè vi-
de , che quegli fin da fanciullo più al difegno , che ad altro
fludio inclinava . Ed in fatti si , e per tal modo vi profittò ,
che in breve giunfe a ben imitarlo ; e certamente n' avrebbe
pareggiata tutta la perizia , fé importuna morte non ce l' avefle
rapito , mentre appena egli toccava 1' età virile . Tal perdi-
ta grandemente diipiacque a' noftri cittadini ; perciocché ol-
tre alle belle miniature , eh' egli avea già cominciato a dar
fuori , dotato era d' un' indole cosi foave , pacifica , e ben_.
cofliumata , che 1' avea fatto oggetto della comune benevo-
lenza . Amava molto il ritiro , e la divozione ; onde fuorché
nelle Chiefe , di rado in altri luoghi vedevafi . VifTe celibe ;
e fempre a fervizio , ed in afflflenza del Padre , alleviandolo
nelle fatiche , e accomunando con efib i guadagni . Per _man-
tenerfi in quelì:o filiale uffizio , ricusò coflantemente gì' inviti
più volte fattigli dal fratello , che lo bramava feco in Sicilia
ad una vita di maggior comodo , e fplendidezza , Un Soggetto
cosi pio , e dabbene ci fu , com' accennai , troppo prtllo ra-
pito . Ei trapaf->ò non molto dopo la morte del Padre : laonde
poche fue Opore potè lafci^axi . Alcune fé ne ccnfcrvano in
qualche cafa privata della noÀra città . Elle fono di pregio :
e lo fcarfo lor numero ce le fa efTere maggiormente preziofe .
I 12
VITE DE'PITT., SGULT.,
VITA
DI GIO. BATTISTA PAGGI
PATRIZIO GENOVESE
Pittore , Scultore , ed Architetto .
r. (ili
MOLTA ftima dobbiamo a chi è nato di nobil Fa-
miglia . Riguardevole il rende qucU' illullre ca-
rattere , ch'^ei porta in fronte . Ma finalmente tal
nafcita vuol conllderarfi aual puro dono della for-
tuna . Nulla è quefto a paragone del merito di clii con la no-
biltà del fìingue innefla il bel fregio della Virtù . Nobile_j
fu Gio. Battilia Paggi , dì cui ora ferivo la vita ; e lo fu di
tale antichit\ , e di Antenati cosi abili , e faggi , che , come
fi ha da fcritture autentiche , uno di elfi eletto da quello
Pubblico
ED ARCHIT. GENOVESI. 113
Pubblico con quattro altri Gentiluomini Genovefi , nel 11 88.
intervenne all' importantiffimo trattato di pace , che fi con-
chiufe fra Genova, e Fifa, Lafciam ciò da banda: e prnfp- „ „
guiamo individualmente fui nofiro foggetto . Gio. Battifla_. Di do.
Paggi , com' io diceva , fu Nobile , ma infìeme fu Virtuofo Battista
nelle tre Profeflìoni , che han dato a me motivo di compi-
lare quell' Opera : e fpecialmente in fommo grado poiTedetie
la Pittura ; onde lia lafciati ne' pregiabili parti del Tuo pen-
nello sì gloriofe memorie di fé , che meritamente s' antepon-
gono a qualunque vanto , o prerogativa abbia potuto eredi-
tare dagì' illuClri Antenati .
Nacque egli in Genova l'anno 1554. da Pellegro Paggi
Gentiluomo qualificato , e provveduto di convenevole patri-
monio ; che anche s' ampliò con la m.ercatura , arte non dif-
dicevole alla Nobiltà Genovefe, a motivo della flerilezza.-
del fuo territorio .
Neil' eti puerile applicato dal Padre allo Audio delle
lettere, diede in elle i primi faggi del fuo raro talento,
COSI bene , e preLl:o avanzandofi , che tutti gli altri compa-
gni fi lafciò addietro . Ma perchè dal fuo bel genio tirato
anche fentivafi all' efercizio delle Arti da difegno, s' occupava
fovente anche nella fcuola dopo gli affari di fludio in for-
mare varie ftatuine di cera , e diverfi paefetti toccati di pen-
na , ne' quali 11 vedevano animali , capannucce , alberi , e fo-
miglianti cofe con molta grazia figurate .
Il Maeflro , a cui maravigliofi apparivano fiffatti lavori
tanto , che glieli fottraeva , gli dava volentieri tutta la li-
bert\ . Sicché con quello comodo maggiormente potè il gio-
vanetto coltivare la nativa fua inclinazione ; dalla quale_,
tant' oltre portato fu , che giunfe infino a cavare dal legno
colla punta d'un temperino alcune piccole figure, che in ri-
guardarle fi farebber credute Opere d' un qualche eccellente
fcarpello .
Queflo fuo gradito divertimento gli venne fui più bello
interrotto dal Padre , a cui premeva , che il figlio attendefie
alla mercatura . Per la qual cofa dovette Gio. Battifla far
violenza alle attrattive del genio , e darfi allo ftudio dell' Arim-
metica . Gliene fu per altro riftorato in parte il dilpiacerc
Totn. L H dalla
Paggi .
114 VITE DE'PITT., SGULT.,
dalla licenza , che ottenne d' apprendere nel teinpo ftefTo an-
che a fonare muficali frumenti . Fra quelli il liuto era il
^mmimm^^^*^ prediletto. Di poco avea cominciato: e già tafleggiavalo
""dTgIòI — a maraviglia . Né qui fermandofi paf^ò alla fpeculazione_^
Battista cieli' Arte , con che giunfe a penetrarne varie fottigliezze , e
ad accrefcerla . Egli in latti 1' accrebbe della tiorba , di cui
veracemente fu 1' inventore , quantunque altri poi lo preve-
nifife nel pubblicarla . Ben folca lagnarfene con gli Amici ,
e moflrar loro i modelli da fé fatti molto tempo prima-,
che tale frumento ufcifTe in comparfa : accufindo inlìeme fé
flelTo di troppa lentezza ; onde gli era ftato tolto di mano
un Sì bel principio di gloria .
In mezzo a tali applicazioni non fi dimenticava il noflro
Paggi della fua genial Profeflìone , cioè del difegno , di cui
ù belle moftre avea prodotte fin da fanciullo . Quindi fot-
traeva le ore agli altri impieghi , per palTarle nelle flanze
de' Pittori , e degli Scultori più celebri ad ofTervarvi le ma-
niere , e le finezze delle Opere loro , e a Iludiarfi di pun-
tualmente imitarle .
Dimorava a que' giorni in Genova Gafparo Forzani Luc-
chefe , il quale per fuo virtuofo trattenimento formava col
geilo quanto s' imbatteva a vedere delle cofe de' più valenti
Scultori . Strinfc il Paggi amicizia con cofl:ui ; e procacciatefi
da eflb le copie di si preziofi modelli , ne compofe in fua
tìan/a un piccol muféo ; il quile però fu di breve durata...
Imperciocché awedutofene il Padre , a cui (piaceva , che il
figlio da qualche tempo non applicalle di propofito all' Arim-
raetica , tutto glielo diflrufle , sbottoncggiando , e chiamando
vili , ed inutili le arti , che dal difegno dipendono . Accon-
feni'i il Giovane per allora a' voleri del Padre : ma in pro-
grcfTo poi non potendo più far violenza a fé flefTo , prote-
itoIH , che da indi innanzi non avrebbe più attefo ad altro
llu-ìio , fé non a quello , a cui fpingevalo la propria incli-
nazione . Tal fentim.ento efpreiTe egli con sì vivo ardore.^ ,
che aifai offefone il Padre , rifoluto era di fevcramente cafli-
garlo ; e l'avrebbe fatto, fé dalla Madre, che fi frappofe,
jion ne foffe flato diflolto ; la quale feppe di poi tanto bene
inilnuarfi , e mettere in ragione il marito , che finalmente
r indulFe
Paco
EX) ARCHIT. GENOVESI. ir5
r incIufTe a condifcendere al genio del figlio . Quefli allorii
Tutto allegro rialzò nuovamente il fuo m.uréo ; anzi d' una_.
bella raccolta di difegnì l'arricchì ; ed ora in rilievo con la —
cera , ora in carta con la penna ricopiandoli cosi fino con- Di Gio.*
traffacitor ne divenne ; che avendone un giorno ritratto uno ^^"'^■^*
di grand' Artefice , nacque pofcia difhcoltà fra Luca Cambia-
fo , e Paolo Foglietta nel dillinguere, e ritrovare qual de'
due difegni fofie realmente 1' originale . Sul principio ingan-
nati dalla gran fomiglianza antepofero all'originale la copia:
indi accertati del vero, pafTarono alla maraviglia , in oflèrva-
re quanto efatto difegnatore folfe il giovane Paggi , e quanti
inilgni lavori già componefTe .
Egli però , quantunque in si alto grado pofTedeiTe il di-
ferno , non volle ancora cimentarli a lavorar d' invenzione ,
Meglio ftimò 1' occuparfi prima in altri Iludj al Pittore ne-
celTarj , quali fono quei dell' Architettura , e della Profpet-
tiva , che apprefe dalla fola lettura di Vitruvio , del Serlio,
e di altri Autori , che fu quelle arti hanno fcritto : tanto
egli era felice , e pronto d' ingegno .
Mentre andava il Paggi così da per fé profittando fen-
za ajuto di MaeQro , avvenne , che fu condotto da un fuo
Amico nella danza di non fo qual Pittore , acciocché vedelTe,
e rifcontrade certo ritratto . Poich' egli 1' ebbe veduto, e ben
confiderato , ne fu richiefto del fuo parere . Rifpofe quefli
con tutto rifpetto , parergli , che quell' Opera mancafTe nel di-
fegno , e nella fomiglianza . A tal cenfura gravemente rifcn-
tiflì il Pittore , lo tacciò di prefunzione , e d' imperizia^
nell'arte. Mortificato di ciò il Paggi, e molto più, perchè
alla prefen/a di molti ricevuto a^■ea fiffatto rimprovero , tac-
que , e parti . Ma toflo impegnoflì a dipingere un quadro li-
mile . E benché non aveife mai maneggiato pennelli : pur
tanto fece , che in pochi giorni , dopo varie prove fatte del
modo d' impaflare le tinte , formò un ritratto cotanto giufto,
e dell naturale , che fu d' ammirazione a tutta la città , e di
confufìone all' ardito , e dozzinale Pittore .
Alla notizia di si bel fucceffo molti de' Cittadini , ed
in particolare Luca Cambiafo lo incoraggiarono, acciocché
s' avanzalfe più oltre . Ma ficcome nuovamente attraverfoglifi
H 2 il Padre,
Pacg
iitf VITE DE' PITT., SCULT.,
il Padre, che una grande antipatìa nutriva contro alle Pro-
feflìoni di difegno , e neppur d' un' occhiata avea degnato il
___ ritratto: Gio. Battila per ofTequio filiale, e per amor della
Di Gio. domenica quiete fopraffedette dall' adoperare, almen alla fco-
Battista perta , i pennelli ; contento di far di rado , e celatamente_.
qualche breve lavoro , rimettendofi nel rerto alle difpollzioni
del Cielo .
Non molto dopo gli morì il Padre, che lo lafciò nella
frefca età d' anni 22. Ma quando credeva il buon giovane
di poterfi dare di propofiio alla Pittura , le faccende do-
melliche tutte appoggiate a lui , come al maggiore della
famiglia , lo pofero in tale didurbo , e s\ 1' impegnarono ,
che, per ben accudirvi , determinò d' abbandonare affatto i pen-
nelli . Poiché adunque ebbe dipinta una tela , in cui efprefTe
Marfia fcorticato, e compianto da uno fluolo di ninfe, e di
pallori ; e poco lungi Apollo in atto di lavarfì ad una fonte
le mani infanguinate , e di riderfi del Tuo operato [ con la_-
qual rapprefentazione volle forfè alludere a qualche Tuo par-
ticolare penfiero intorno alla pittura, da cui prendeva con-
gedo]: dopo dipinta quella tela, mandò fuori tutti gli flru-
menti pittorefchi con elh-emo difpiacere del Cambialo , del
Foglietta , e del Forzani ; i quali , per indurlo a prufeguir
r efercizio dell' intraprefa ProtelTione , gli mettevano innanzi
il torto , che in abbandonandola taceva ad ella , alla Patria ,
a fé lìelfo , e principalmente a ^Dio , che d' un si lubUmc
talento dotato lo aveva . Ma tutte quelle ragioni vane riu-
fcivano ; fiantechè egli nella fua rifoluzione mantenevafi fer-
mo ; e poco mancò , che non vi duralTe perpetuamente pel
motivo , che ora dirò .
Aveva egli un fuo Congiunto, Padre d' unica figlia , molto
arricchito da traffichi , il quale fommamente gradendo l'indole
fvelra , e fpiritofa del nollro Pittore , avea deliberato di dar-
gliela in ifpofa , ed inllituirlo totale erede : indi con eflb
fare un viaggio alla volta dell' Indie Occidentali . Ma la cofa
andò diverfamente dal difegnato ; perocché elTendofi collui traf-
ferito a Milano per ultimarvi alcune laccende , dopo le quali
eran determinate le nozze, còlto colà dalla peflilenza vi mori,
e con lui mancarono le Iperanze dal Paggi concepute .
Quert' acci-
ED ARCHIT. GENOVESI. n^
Quefl' accidente fu cagione , di' egli fi rimaneflè in Pa-
tria, ma non che ripigi ialFe i pennelli; all'ufo de' quali di
bel nuovo poi fi diede fpintovi dal cafo feguente . Giunfe_. -
alle mani del Sig. Gio. Battifia Valenza il foprammentovato d. Grò.
quadro rapprefentante Marfia Icorticato : e defiderando queflo Battista
Signore d'udire intorno a tal quadro il parere di qualche ^^^^^'
ProfefTore, uno n' elelfe quanto perito nell'arte, altrettanto
al Paggi nemico ; il quale olFervata minutamente la pittura
fenza conofcerne 1' Autore , oltremodo commendolla ; giudi-
candola aliena affatto dallo flile del Cambiafo , la cui ma-
niera ei biafimava , come quella ( cosi diceva ) , che affidata
fbl era a una femplice material pratica proveniente da un_.
continuo operare . Rifero a un tal difcorfo quanti 1' udiro-
no , e palefarono ben tofio il nome dell' Autore di quella
pittura . Il Pittore , che tanto lodata 1' avea , rimanendo di
ciò forprefo , né volendo per fuo onore ritrattarfi , né tan-
poco encomiarne 1' Autore , s' appigliò al partito di giudi-
carla una copia; né la fua malevolenza gli permife, che_>
s' arrendefTe alla vifia degli fiudj , che il Paggi mofirò d' aver
fatti fui naturale , per ben difegnare quella tavola , e per ben
efeguirne il difegno .
Un' avvenimento si curiofo deflò nel cuore del Paggi
l'antico defiderio della Pittura; ma una grave terzana , da
cui per alcuni mefì fu travagliato , talmente lo debilitò di
forze , e di vifia , che capace non era di verun lavoro da far
comparfa . Ben riianato alla fine , pensò di aderire al configlio
degli Amici , che Pittore il volevano ; e far ufo di quel bel
genio , che fin da fanciullo verfo il difegno aveva nutrito .
Era in età d' anni 25., quand' ei ritornò alla Pittura ; e la
prima fua tavola fu quella d' un Tizio con l' avoltojo divo-
rantegli il cuore . Quell'Opera si egregiamente condulTe, che il
foprammentovato Sig. Valenza per fé la volle ; e chiamato il
Pittore , che dato avea giudizio di quella di Marfia , anche
del merito di quefia di Tizio fecelo giudice . Stava la tavola
mal fituata , quando giunfe coflui , il quale veduto il Paggi
quivi prefente, pregollo (poiché anche di quella credevalo
Autore^, a volergliela porre in buona luce, affinchè potelFe
meglio goderla . Ma il Paggi fcherzando rifpofegli . Quefia è
H 3 fattura
riS VITE DE'PITT., SCULT.,
fattura di Maeflro foreQiere . Baftivi , replicò 1' altro , d'aver-
mi ingannato una volta . M' è ora cognito il voflro nobil
vninrt- . E dopo varie piacevoli, ma finte parole parti, dan-
""dTgIoÌ do manitelli fegni d'invidia contro al novello Pittore , tanto
Battista più lodevole , perchè era fiato lo fpazio di ben due anni
^'""^^ ' fenza toccare pennelli .
i E qui 5 a fine di renderfi più fondato nell' arte fua , per
configlio del Cambiafo intraprefe nuovi fiudj . Quedi furono
di ricopiare a chiarofcuro i gefli degli antichi rilievi : appli-
cazione già da lui tralafciata ; per lo cui mezzo , poiché ri-
pigliata r ebbe , s' impreffe nella mente l' idea del bello in
cotcfto genere , e s' aprì anche la Urada ad un più ben in-
tefo difegno . A quefte pratiche con indicibile aflìduità , c_^
fervore tutto fi diede, difegnando, e dipingendo per puro
desio di gloria , e lontano da ogni interelTe ; perocché cor-
tefemente regalava le graziofe fue tavoline a chiunque gliene
chiedeva . Ma cominciandofi in progrelTo di tempo a far
gare , per averne , e non potendo egli fupplire alla moltipli-
cità de' chieditori ; per moderarne il numero , rifolvette d'ac-
cettare anch' egli quella mercede , o piuttoflo rimunerazio-
ne , che da' più infigni Pittori è llata fèmpre ricevuta : ma
con tanta gentilezza, che non prefcrivendo mai prezzo alcuno
alle Opere fue , rimetteva il tutto ali' arbitrio degli Amici .
Querta generofità praticata dal Paggi , in vece di ap-
portargli gloria , come appunto fi meritava , cagione gli fu
di lugubre difìivventura . Imperciocché uno appunto de' fuoi
Amici di umore ftravagantilhmo , avendo da lui ottenuta in
dono una tavola , dopo qualche tempo lo pregò a volergliela
vendere . Stimò da principio il Paggi , che 1' Amico fcher-
zalfe ; onde gli rifpofe , che nulla ne chiedea , fé non gradi-
mento, e continuazione d'affetto. Ma infiando quegli, che
ad ogni modo voleva pagarla : e raffermando quelti d' averla
in dono mandata : per troncare alla fine ogni difputa fi con-
venne di rimetter la cofa al giudizio del Cambiafo; e che
il Paggi doveffe accettare il prezzo , che da quello foffe in-
dicato . Si andò all' eletto Giudice , che profferì il fuo fcn-
timento intorno al quadro , e ne inabili il prezzo : ove_.
il Paggi con grandezza d' animo fi contentò folamente della
metà i
ED ARCHIT. GENOVESI. «i;>
mèta ; ed ambidue i convenuti s' obbligarono a quello patto
per ifcrittura . Non rifolvendofi però l' inquieto Amico [ quan-
tunque fofTero già fcorfi molti mefi] di trafmettere al Paggi la ,
riabilita fomma , e non defiftendo dal fargli fentire imba- "dTgÌoT
fciate amare , e pungenti , oltre al ricufare non fole di pagar Battista
la mercede pattuita, ma ancora di relHtuire il quadro: '''^"*'
s' impegnò il Paggi per la difefa del fuo decoro , fenza più fi-
darfì , che il fervo recaflè , o rendefTe rifpofìe , le quali talora
neir alterazione d' una fola fillaba poffbn variare foftanza ,
e produr peflìme confeguenze . Laonde volle udir egli fleflb
dalla bocca del capricciofo Amico il motivo della mancanza
di parola ; e fé quelle imbafciate eran per avventura fiate mal
riferite . Portatoli adunque alla cafa di lui , quelli gli con-
fermò quanto già gli avea fatto intendere; aggiungendo
per ultimo, che dar non voleva il quadro, infinoattantochè
non fé ne folle provveduto d' un' altro . Ad un tal parlare mon-
tò in collera il Paggi , ed invitò fuor di cafa quell' arrogante,
per farfi render ragione d'un procedere cotanto ingiuriofo,
e befiiale . All' invito efpofio con rifoluta veemenza fenti ri-
fponderfi con uno fchiaffo ; dopo del quale fi vide alTalìto con
un' arma in afta ; e corfe pericolo d' eflèr uccifo : fiantechè con
un colpo di efTa gli furono fopra una fpalla fquarciate le ve-
fiimenta . Il Paggi vedutofi si maltrattato , trovofli in ne-
cefTità di difenderfi . Traile per tanto fuori un pugnale ; con
che, dopo qualche fchermo , col fé , e mortalmente feri di
due colpi r alTalitore , che perciò in breve fpazio terminò
i liioi giorni . Prima però di morire riconobbe il fuo fallo ,
onde troppo aveva irritato 1' uccifore , a cui non folo perdor
nò , ma anche pregò i Parenti , acciocché efli ancora gli per-
donalfero .
In pena del commefTo omicidio fu il Paggi condannato
a perpetuo bando . Avrebbe egli potuto per mezzo di Pa-
renti , e di Amici metter gagliardi impegni , ed ottenere la
grazia di rimanerfene in Patria, dappoiché avefle data alla
Giuftizia qualche congrua foddisfazione . Ma confiderando , che
la cofa farebbe lista di mal' efempio , che '1 fatto era troppo
fiefjo , e che le leggi deon valere per tutti : non volle per
allora , né ricorrer . per grazia , né cercar mediazioni , ne
H 4 tampoco
120 VITE DE' PITT., SCULT.,
tampoco coftituirfi in carcere , donde potea fpcrare , che
prtfto poi , e con mite fentenza farebbe ufcito ; mentre le
_._^ circoftanze di quel delitto n' alleggerivano di molto la gra-
j)j(j,g vezza . Prevenne per tanto immantinente ogni atto criminale
Battista della Curia , e rituggì nel callello di LauUa , afpettando il
Fami, f^yor della calma . Quivi fu cortefemente accolto da quegli
abitanti , i quali poi Tempre più lo gradivano , e amavano ,
a cagione de' liioi tratti gentili , e de' benefìzj , che lor fa-
cea , componendo le lor differenze ; e ufcendo arm^ato in_
compagnia de' terrazzani a combattere contro degli affaffini ,
qualor quefli s' avanzavano ad infeQare il paefe . Ma per
quanto egli fofle colà ben veduto , e trattato ; pure confidc-
rando , che il continuarvi era di pregiudizio a' fuoi progreffi,
rifolvette di palTare a Firenze , dove la comunicazione coii_.
gli eccellenti Pittori , e Scultori , che vi fiorivano , e le in-
figni tavole, e flatue , che ognora più vi crefcevano, 1' avreb-
bero molto ben inftruito , e affinato .
Partì dunque da Laulla ; e giunto a Fifa , intefe effer
ivi la Principeilà di Piombino ; onde volle andare ad inchi-
narla. Quefta Signora dopo aver corrifpoflo a' complimenti,
pafsò a chiedergli qualche prova de' fuoi pennelli , con motti
indirettamente fìgnificanti , eh* ella defiderava la ritraeflè .
Ma non fentendoil per allora il noflro Pittore inclinato ad
una tal fotta di lavoro , finfe di non intendere ; e tutto oc-
cupofTì in fare un quadro, nel quale efprefle la Dea Venere
piangente 1' amato fuo pallore uccifo , aggiuntivi alcuni Amo-
rini , che con gli archi tefi correvano dietro al cignale uccifore
in atto di far vendetta , e trafiggerlo . Compiuto eh' ebbe
quefìo quadro [ e ciò fu in pochi giorni ] , a lei prefentollo ;
che appena il vide, relìonne ammirata; e tollo apertamente
fi dichiarò , che dall' Autore di sì beli' Opera voleva efler
ritratta .
A tal dichiarazione , eh' era un' efpreffo comando , turbofli
il Paggi , non tanto per la ripugnanza , che avea fempre avu-
to a fare ritratti , quanto per vederfi aflretto ad imprender
cofa , nella quale infelicemente erano riufciti anche molti ri-
nomati Pittori . Pure non eflendoll potuto in verun modo
dillmpegnare , vi pofe mano ; e con faceti , ed allegri difcorfi
divertendo
ED ARCHIT. GENOVESI. 121
divertendo quella Signora , che da principio con aria feriofa,
e melanconica gli lìava dinanzi , cosi bene colpi nella fifo-
nomìa , e ne' lineameivcì di lei , e tal grazia , brio , e vivezza _
le diede ; che tenuto fu quel quadro per un teforo ; e la Prin- Di do.
cipefla concepì tanto alTetto, e tanta ftima verfo del Ritrat- ^^^^cil^
tilta , che col preteflo di volerlo prefentare al Granduca di
Tofcana , feco per molti mefi il fermò .
Ma mentre il Paggi con tutta tranquillità in Pifa vive-
va , avvenne , che paftò per quella città Luca Gambiafo in-
camminato alla volta di Roma , il quale con efTo abbocca-
tofi r avvisò , che fenza indugio partifle ; perchè i Tuoi Pa-
renti lo ftimavan colà mal ficuro dalle infidie de' fuoi ne-
mici . Tal notizia lo riemp'i di timore ; e per cautelarli prefe
torto congedo dalla Principerà fua Protettrice , e con lo tlelTo
Gambiafo portofTì a Firenze , dove fu benignamente accolto
dal Granduca Francefco I. vero Mecenate delle beli' Arti ,
ed in ifpecie della Pittura . Sotto la protezione di quel
Sovrano giunfe il Paggi in breve ad occupare tra' Fiorentini
Pittori un porto affai degno .
Le prime amicizie , che egli in Firenze contraelle ,
furono quelle di Niccolò Gaddi Cavaliere della Pittura fom-
mamente perito , e di Giovanni Bologna efimio Scultore ,
a cui perfuailone ripigliò 1' efercizio di modellare sì in creta,
che in cera ; indi quello ancora di maneggiar gli fcarpelli
con grazia , e finezza non ordinaria . Ma ficcome la Pittura
era il principale fuo fcopo : cos\ querta fenza intermiffione_.
praticava , profeguendo a dipingere belliffime tavoline , le quali
poi folca regalare a' Perlbnaggi di quell' illullre città ; onde
la loro benevolenza fi cattivava , e fempre piiì nella rtima_,
preffo loro crefceva .
Frattanto 1' accennata amicizia del Gaddi lo pofe in un
forte impegno di dipingere anch' effo fui frefco una lunetta
entro il chiortro di Santa Maria Novella , a concorrenza de'
più rinomati Pittori Tofcani colà condotti . Il Paggi , che
non fapeva come riufcir poteffe in un lavoro non mai da fé
praticato , ricusò con tutto il fèntimento l' imprefa : ma fen-
tendofi da colui a ogni poco efortare , e pregare ; cedette
finalmente alle inrtanze , e accettoHa . Prima però di mettervi
mano .
,22 VITE DE" PITT., SCULT.,
mano . Varie furono le prove, eh' eì ne fece fu tegoli into-
nacati : dopo le quali s' accinfe all' opera , che riportò uni-
_„___ verflile gradimento , e lode ; ftantechè non folo non apparve
P^ ^-^^ — inferiore a veruna delle altre , ma di più fu ftimata fuperiore
Battista a quelle d' alcuni , che nell'arte di colorire a frefco s'erano
^""^^^ ' più di lui efercitati . {a) Per la qual cofa da indi innanzi fu
in grandiflìmo credito il nodro Pittore ; ed erano con pre-
mura cercate da que' Cittadini le fue pitture , non tanto per
la bellezza , e delicatezza loro , quanto per 1' erudizione poe-
tica , e borica , eh' egli in effe m.olìrava : il che lo rendè fti-
matifTimo in tutte le parti d'Italia, ed in Genova fpecial-
mente , dove 1' emulo Pittore (b) dianzi mentovato d' avvi-
lirle continuamente cercava con affermare , eh' enm copiate
da altri Pittori.
Fu pofcia il Paggi introdotto alla GranduchefTa Bianca,
la quale a preferenza di que' Tofcani Pittori lo fc elle per farfi
effigiare . Stupendo riufci quello ritratto , che tanto al na-
turale rapprefentavala , quanto ella rapprefentava fé lìefla .
PofTedeva queflo Pittore , oltre le fue dolci maniere , un
modo di difcorrere fentenziofo , ed arguto : cagione , che il
Granduca Francefco fempre più lo gradillè , ed amalfe^, .
E perchè alfai perito nel dipingere lo avea conofciuro : perciò
in molte cofe di particolare artifizio impiegollo ; e fra le al-
tre in trafportare dal piccolo in grande alcuni ritratti degl' il-
luflri fuoi Antenati : ove reftò di lui si ben foddisfatto il So-
vrano , che oltre alla copiofa mercede , gli concedette il pri-
vilegio di portar armi per propria difcia . Anzi tant' olire
avanzolTi 1' affetto luo ver(ò del Paggi ; che molìranc logli un
giorno alcune tavoline polle in alto, ove per ben oifervarle,
era uopo falire fbpra una fedia ; il generofo Principe non_.
folo r ajutò a falirvi ; ma anche gli tenne ferjna la fèdia_.
ftella, iaiìnattantochè le avelie dilHnta:nente confiderate .
Morto Francefco , e fucceduto al Granducato Ferdinando ,
feguitò anch' egli a favorire il Paggi , diflinguendolo , chia-
mandolo
(a) In queRa lunetta rapprefentò il Paggi la convcrfione di due condannati a mor-
te , impetrata 'orn da Saina Cateriia da Siena.
(il II Pittore emulo del Pagt^i. non p > '.va elTcr altri, che Bernardo Cartello»
uomo veramente iulìgne nella Prftfefnone , ma che in efù avrebbe voluto
eiler unico .
ED ARCHIT. GENOVESI. 123
mandole fpeffo in Corte , e avendo cura , che fofTe ben trat-
tato , e nulla mancaflegli .
Molto impiego gli diede ne' lavori , che per la profQma .
entrata della Granducheffà Criftina fi apparecchiavano . In_. di do.
quelli ancora fegnalofli il noflro nobil Pittore ; ficcome negli ^p^^^^l^'^
altri già fatto avea .
Mentre tali commiflìoni efeguiva , gli giunfero lettere
del Principe Doria , che invitavalo a Genova nel fuo palaz-
zo , dove avrebbe potuto viver ficuro . Soggiungevagli ili-,
oltre r inten?;ione , che avea d' impetrargli dal Senato Se-
reniffimo la liberazione dal bando . Vogliofo il Paggi di ri-
veder la Patria , e i Congiunti , accettò V invito , e fenza_-
frappor dimora fé ne pafsò a Genova prefTo al Doria , dal
quale benignamente fu accolto . Cominciò quivi a dipingere
un quadro : ma le frequenti vifìte de' domcflici, e degli amici
non permifero , che lo compiefle . Egli col fav ore del Prin-
cipe avrebbe lenza dubbio ottenuta la grazia . Ma l' occorfa
morte della Priacipefla [ acerbilTimo colpo per quel Signore ]
fu cagione , che il Paggi , almen per allora ne difperalle .
Quindi appigliofTì al partito di ritornare a Firenze : ove ren-
dutofi , feguitò più che mai a farli onore , efeguendo co]i_.
lode le commiflìoni , che fenza fine da que' Cittadini , e da'
forefiieri gli venivano . Tante furono le tavole da lui nella
Tofcana dipinte , che non (olo n' abbondò eilà (a) , ma Ge-
nova , ed altre principali città d' Italia , ed oltramontana»,
ancora ;
'fl) Siccome molte fono le tavole dipinte dal noflro Paggi per ornamento delle
principali Chiefc di Firenze , e d' altre città della TofcaJia : cosi andrò qui
notando tutte quelle , che a mia notizia iono ; parte delle quali ho io flelTo
veduto . /- /• j -
In Firenze adunque avvi di fuo , oltre al già menzionato a frefco eli S.
Maria Novella , un bel quadro nella Chiefa di S. Maria Nuova entrovi il pa-
ralitico della pilcina Probatica lanato da Criilo »
Avvi pure un quadro llimatiffimo entio la iraeflofa cappella del Croci-
fiflb nella celebre Chiefa della Nuneiata : e molto maggior lode, oltre alla
bontà fua , gli accrefce 1' eflere ilato al noftro Pittore ordinato dall' inllgne
Scultf.re Giovanni Bologna Icndatare , ed ornatore della llefla cappella.
Parimente luo in quella Chiela medefma e 1' altro quadro di J-. Seballiauo
nella cappella Pucci , entrovi il Santo flagellato con verghe di ferro .
I Fiati degli Angioli poffeggono di luo oue tavole , che conlervano T una
nella loro Chiela, e 1' altra in una cappella del chioftro .
Ma la più fquihta tavola, ch'egli abbia fatto, è certamiCnte qi'elladiCn-
&o trasfigurauteii fui Taborie in mezzo a Mosè, ed Elia ; e co' ire difcepoli
ipetiaton ,
124 VITE DE'PITT., SCULT.,
ancora; effendo pervenute le fue Opere fin nella CortC-^
dell' Impcradore Ridolfo, ed in quella del Re di Francia:
— ;«_-^^ da' quali due Monarchi furono ben gradite , e flimate . Anzi
Di Gio. quello fecondo tentò d' averne preflb di fé 1' Autore , invi-
Battista tandolo con offerte molto onorevoli . Ma la fperanza di prefto
**^" ' ripatriare , e le guerre , che allora infertavano quel Regno ,
perfuafero 1' invitato a fcufarfi .
Quanto amato, e defiderato era il Paggi dalle nazioni
ftraniere , altrettanto era in Patria malveduto da coloro , che,
non per gloria , ma per vile guadagno, la Pittura efercitavano.
Eglino foffrir non poteano , che un Gentiluomo folfe perve-
nuto al fommo dell' eftimazione , e del vanto in una Profeflio-
ne , dalla quale vi traevano il proprio foQentaraento ; ed at-
tribuendo a lor pregiudizio i buoni progreffi del Paggi , e te-
mendo , che , tornato lui a Genova , troppo aveffero a fca-
pitarne le loro avventure, immaginarono un mezzo da far,
eh' egli non fi curafle più di pittura . Il
fpertatori , in atro di flupnre , e di fpavento ; la quale vedefi al primo Altare
a finiftra in S. Marco de' PP. Domenicani ; perclic oltre alla venuftà della
compofiKione , all'armoniofo delle tinte, ed all' efattezpia de' dintorni , vi fpira
dentro un non fo che di celcfle ; onde 1' occliio mai non fi fazia di rimirarla.
Un' altro de' quadri fuoi più (limati fii da lui dipinto fimilmente in Fi-
renze , nel quale con tutta eleganza rapprefentò il gran conleflb de' Padri
• del Concilio Fiorentino : Opera , di cui a! prefente c'è rimalo foltanto il ne me.
Nella prefata città lavorò ajiche il proprio ritratto , che tuttavìa fi con-
ferva tra quelli della fuperba galleria del Granduca .
Le altre Opere fue , che nella Tofcana anche oggigiorno s' ammirano , fon
le feguenti .
In Pi fa al primo Altare della nave Cniftra di quel Duomo una tavola_
con varj Santi Confeflori .
Entro la Chiefa di S. Francefco de' PP. Conventuali una tavola della-,
Rifurrezione di Crifto .
In Piftoia avvi di fuo la tavola dell' Aflimzione della Santiflima Vergine.»
al Cielo : ed altre due parimente di fuo pennello fi veggono in S. Domeni-
co : una con S. Giacinto , e 1' alna con Gesù Bambino , e la Vergine Ma-
dre , e S. Giufeppe, che fuggono in Egitto.
In Pcfcia fono pur fue le due tavole drlla Nunziata , e della Vifitazione
pofte nella Colleeiata de' SS. Stefano , e Niccolò : e le altre due r.ipprefcn-
tativc de' SS. Michele Arcangelo, e Sebaftiano . E in detta città altra ve n' iia
entro la Chiefa de' Colleviti efprimenie il difcacciamento degli Angioli ri-
belli dal Paratifo .
Pel Duomo di Lucca dipinfe due tele affai grandi , e con molta maeftrìa :
efprelTe nell' una di efle la Natività di Maria 'Vcrgii;c : nell' altra 1' Annun-
ciazione .
In Milano poi fi tiene, che fa di fua Architettura la facciata della Chiefa
di S. Niccolò, e l'altra belHlfima delle Monache della Vittoria. Ne è già
da rifiutarfi un tal fentimento ; poiché Aichitetto era il Paggi, e d'un la-
kiiio affai grande , e verfato in ogni liberal Proitflìojtc .
ED ARCHIT. GENOVESI. 125
n mezzo , che immaginarono , fu di far computare la
Pittura ftefla fra le arti vili , e meccaniche ; penfando efTì con
ciò , che il Paggi , per non macchiare la fua nobiltà , fi direbbe „
vergognato d' efercitarla . S' uni per tanto la maggior parte Di do.
de' Pittori , i quali tutti d' accordo mifero in comparfà certi ^p^qc^^
antichi capitoli , fotto la cui foggezione infieme co' Dora-
tori erano ^'ivuti i Pittori nel tempo , che in Genova co-
minciò la Pittura a rinnovellarfi .
Molti erano i menzionati capitoli : ma due fra gli altri
eran quelli , che all' intento della pittorica ciurmaglia aliai ben
s' affacevano . Il contenuto d'uno di efil era , che, quando ad
un Pittore foprabbondate foflero le commidìoni , dovefie di-
(Iribuirle a' Pittori diloccupati ; 1' altro intimava , che non_.
potefle liberamente efercitar la Pittura , chi per lo fpazio di
fette anni non avelfe fervito di garzone a qualche Mac-
ero . Amendue quefli capitoli pareva loro , che oflafTero
quanto bacava al Paggi , e per ritlringergli le commiflìoni ,
e forfè anche per iflrappargli di mano i pennelli ; mentre
egli non potea dire d' avere appreù la Pittura da alcuJi—
Maeflro . Fin qui parca loro d' avere la vittoria in pugno :
e ficcome con difpiacere fentivano , che il Paggi abitando
tuttavìa in Firenze profeguiire a ricevere commilfioni di ta-
vole da Genova (a) : cos\ proccurarono d' ottenere , che vie-
tato fofTe a' Nobili il dipingere , foggettando onninamente
r arte a' Confoli a guifa delle meccaniche .
Stefi adunque cotefli ignominiofi capitoli , parti viliffimi
dell' invidia , e dell' intereffe ; affinchè rimanefTero convalidati,
li prefentarono al Sereniflimo Senato con una fupplica colo-
rita d' apparente zelo pe' vantaggi dell' arte : ma veracemen-
te, per ottener con falfe rapprefentanze la confermazione-,
a' malizioil loro trattati . E 1' avrebber ottenuta , fé oppoilo
virilmente
(rt) Anche all' introdur tavole dipinre fuor dì città provvedeva un di cotcfti
capitoli ; perocché l' arte non dovea riceverle , fé prima non erano da effa
efaminate , e giudicate deijne , o d' eiTere introdotte, fé buone ( fempre peià
pagando dazio a' Confoli ) : o d' eflere efclufe , oppur condannate , qiialora_.
ìbÌTero ftate ritrovate difettuofe . Capitolo ( come obbiettava il Paggi ) più
pregiudiziale a' Pittori della nazione, che alle pitture ftraniere ; poiché ( ag-
giungeva ) per toglier via le difettuofe pitture della città , e per impedirne
1' aggiunta d' altre , farebbe abbifognato , che i Confoli prima aveflero dato
fuoco alle loro , e poi a fé àeiVi ,
iz6 VITE Db.' PITT., SCULT.,
virilmente non vi fi roHc il Dottor Girolamo fratello di qiieflo
Paggi ; il qual Girolamo in compagnia d' alcuni altri Pittori
contrailo contro alla pittorica plebaglia ; e con ione arin-
dTg.o. ga fotta alla prcfenza de' Signori Deputati , chiaro diraoflrò
Battista \ notabili prcgiudizj , chc da quella riformazione farebbero
^ACG! . pi-Q.^enuti alla Pittura ; onde ne riportò favorevol fenten?a :
e que' capitoli ftrviron folo pe' Doratori , e Pittori dozzina-
li , che aveirero tenuto aperta bottega .
Non ìilctte però Girolamo Paggi lungo tempo al pofTe-
di mento di quelìa vittoria , che dal valore del fratello gli
era ftata acquitlata . Perciocché mal foffrendo alcuni Pitto-
ruzzi , che tra Pittore , e Pittore vi folTe differenza ; e che
alcuni liberi , ed altri fchiavi dovelTero rellarfi : diifero ef-
fcrii {èntenzìato contra ogni diritto , e fenza il confenfo
di molti degl' intereffati ; e perciò rinnovarono al Sereni fTimo
Senato 1' iflanza , dal quale fu nuovamente pofla ad efame
la caufa . E quei Deputati , inclinando al parere de' Pittori
plebei , ( fenza però che il Senato vi concorrefte ) , erano in pro-
cinto di fentenziare a loro favore : ma rifcntite ambe le parti,
e meglio conliderati i meriti delle ragioni , con nuovo Voto
dichiararono efTer la Pittura nobiliffima Profelllone , e non_«
doverfi accomunare coli' arte de' Doratori . {a)
Tal fu r onore , che da s\ buon fucceflo , mercè princi-
palmente de' due fratelli Paggi , n' arrivò alla Pittura ; che
lo ItelTb Rubens dimorante in Anverfa , vedendo attribuirfi
a vilt'i ad un povero giovane Cavaliere 1' efercitar quelfa Pro-
fefìione per fuo foftentamento ; chiefe 1' anno i<5 13. qua ad elfi
copia
(/j) Sulla prefata conrroverfia furond dal Sereiiifs. Senato deputati i MM. Padri
del Comune, accioccliè vedclTero, e rifcriirero . Quefti poiché ebbero IctTi ,
ed efamiiia J i viliiTiini capitoli de' meccanici Pittori , eci udite le gagliardo^
oppofizioni di Girolamo Paggi ( aiutato in ci ) dal fratello per lettere , e dalle
fagge direzioni di Celare Corte , e di Lodifio de' Lorenzi Signore ben dotto,
e cìie della Pittura al^ai dilettavafi ) : il di io. d" ottobre dell'anno 1590. di-
chiararono con loro Relazione , o fia Voto informativo , valer que' capitoli
Ibltanto pe' Doratori , e doverfene efentire aifa'.to i Pittori , come Profeffori
di vera Arte Liberale. Stimo a propofito rialcrivcr appuntino la medefima
Relazione, che i Lettori troveranno loggiunta alla vita di Ciò. Battilla Paggi,
infi'^nic e >U' approvazione del Serenifs. Senato : il tutto fedelmente eliraiio
dall' autentico oiiginale .
Paggi ,
ED ARCHIT. GENOVESI. 127
copia delle ragioni prodotte nella riferita caufa, e dell'otte-
nuta dichiarazione ; (5) e con quelle , e con quella difefe il
luo Concittadino.
Erano di già trafcorfi vent' anni , dacché il Paggi avea Di do.
commefTo il delitto, pel quale vivea dalla Patria sbandito; Battista
ed eflendoll in quello intervallo guadagnato 1' affetto di molti
de' più riguardevoli Perfònaggi d' Italia , i quali e con let-
tere , e con doni 1' onoravano ; quello diftintamenie fi gua-
dagnò di Monfignor Ginnafio , che fu pofcia Cardinale . (b)
Or pafTando queflo illuilre Prelato per Genova nell' an-
dare alla Nunziatura di Spagna , portoffi , fecondo lo flile ,
a far
( tf ) Una numerofa raccolta di lettere de' più infigni Pittori, che fiano flati,
aveva fatto T accuratiffimo iioftro Pittore Aleflandia Ma^nai'co . In efia_.
ve n' era un gran numero del Vandik , e del Kubens ; Ira le quali fi legge-
vano quelle fcritte al Paggi in congratulazione per 1' oitentta vittoria-, .
Qiiclle lettere avendole il ^iagnafco date a leggere ad un cf.rto Pittore delle
noftre contrade , che polcia in breve morì , non le potè pu~i riavcj e : ed el-
fendo pochi mefi dopo morto anche il Magnafco , per quante ricerche le ne
fian fatte non fi fon potute più rinvenire .
(i) Domenico Ginnafio eia Cartel Bolognele creato Arcivefcova di Manfredonia
da Papa Siilo V. , ed eletto Cardinale dal Pontefice Clemente Vili. 1' anno
1604., mori affai vecchio nel 1ÓJ9. Fu amantiffimo della Pittuia; ed ebbe
una Nipote per parte di fratello , nominata Caterina , la quale nel dipingere
molto valle, ed accrebbe del fuo nome il catalogo delle illuilri Dipintiici.
Ha ben però avuto la difgrazia di Jion efiere celebrata dagli Scrittori j onde ,
benché fuor di propofito , voglio dirne qui alcuna cola , fecondo quella ,
che n' ilo ricavato dal manufcritto di Gio. Battifta Pafferi .
Effa venne nella Pittura inllruita dal Cavalier Gafparo Celio . Per Ia_j
morte del Celio il Cardinale lùo Zio allora Decano del Sacro Collegio le
pioccurò un' altro Maeftro ; e fu querti il Cavalier Lanfranco , lotto i cui in-
fegnainenri ella fé' gran progrefiì , fpecialmente nella pratica de' colori .
Avendo poi il Cardinale riedificato in Roma la Chieia di Santa Lucìa_
alle botteghe ofcure , contigua al fuo palazzo ; Caterina vi dipinie pei 1' Ai-
tar maggiore una tavola con la Santa titolare rapprefentara in atto d' ef-
fcre ftrafcinata al luogo infame da più paja di buoi . Ad un' altro Altar£_>
fc' la tavola di S. Biagio , che rifana da mal di gola un fanciullo ; e nella
tclla de! Santo Velcovo effigiò il Cardinale fuo Zio .
Parimente per la lleffa Chiefa lavorò due tavoline , 1' una della Cena del
Signore , e 1' altra della B. Vergine . Indi mortole il Zio , dal quale fu la-
fciata erede coli' obbligo di formare d' una parte del (uo palazzo un Colle-
gio di dodici giovani iuoi compairiotti , e d' un' altra un ritiro di povere-,
fanciulle : efi"a non folo efegui puntualmente la volontà del pio Teftafore ,
ma di più velli abito Keligiolo , ponendo le fanciulle fotto la regola di
S. Terela ; e tra loro, dopo una vita molto efc molare , mori SuperioijL-
a' di Jo. novembre 1' anno 1660. del Signore , e il lettantefimo di lua età .
Fu fepolta nell' anzidetta Chiefa , dove avea latto erigere un fuperbo depofiio
in marmo al prefato Zio con infigni fculture di Giovanni Finelli . Le Aio-
nache di quello Moniftero furono poi trasferite in quello de' SS. Pietro, e^
Marcellino fabbricato l'anno 1760. dalla S. M, di Papa Benedetto XIV.,
e gli Alunni nel Collsgio Clememino,
Pag I.
i28 . VITE DE* PITT., SCULT.,
.1 far vifit.! a! Senato ScrenilTimo , al quale efpofe in fupplica
r infauflo cafo del nollro Pittore ; e chiefe la facoltà di li-
\-edere la Patria , dopo tanti anni d' efilio . Era flefo con...
D, Gio. vivace energia , e con maniera affai patetica il foglio : onde
Battista commoiTo >Ì Sen2.to già deliberava fegnarlo con un favorevol
rcfcritto . Ma opponendofi alla reflitu'/ione del Paggi in Pa-
tria i Parenti dell' uccifo , che non aveano mai voluto ac-
cordare all' uccifore la pace , fenza la quale non potea quelli
elFere alloluto ; e difpiacendo a que' Padri , clie la fupplica^
non avclfe effetto ; tanto più che il fupplicante era Soggetto
di raro talento , e gri^o : s' appigliarono al partito di conce-
dergli un falvocoadotto di cent' anni . Con querto prudente
ripiego fu flirta la grazia , e richiamato il Paggi . Di che_.
quanto goderono i Cittadini Genovefi , altrettanto n' ebbe
difpiacere la Nobiltà Fiorentina ; e piiì ancora lo flefTo Gran-
duca , il quale nell'atto di congedarlo, trattofi di dito un_^
preziofo anello di diamanti , glielo regalò : ^ con che volle
conteflare la particolare ftima , che del Paggi facea. Quefli
onorato di si dilHnto dono, Tempre portoli© e per gloria.^
di fé , e per grata memoria del generofo Donatore .
Ma quantunqtie poteffe il Paggi libero ritornarfene in_
Patria ad onta dell' OiVinata durezza de' Parenti dell' uccifo :
nulladimeno per fua modeflia , e per non affliggere colìoro
colla prefenza , ripatriare non volle : ma contentofTì di dimo-
rare in Sav on i {a) . Rifoluzione tanto virtuofa , che valfe
ad ammollire i lor cuori; onde poco dopo fpontanea mente
gli diedero quella pace , che tante volte negata gli aveano :
così egli potè lenza verun' ombra di malevolenza , o di di-
rpetto ritornare in Genova , donde mai più non s' allontanò
per qualunque invito gli veniile dalle Corti de' Principi .
I primi Tuoi lavori , che 1' occupafTero in Patria , furono
alcuni quadri tatti pel fopraminentovato Monfignor Ginnafio
Arcivefc)vo di Siponto, come 11 ricava da due lettere.,,
che piaccmi di qui traicrivere .
Molto
(«) Mentt-e il Pa?gi facea fuo fo^giorno in Savona, dipinfe nella nobili/Tìma
Chicfà di ivo'lra Signora Ai Milcricordia 1' iiifigne tavola del CrocitìlTo,
che al prclente vi b' ammira .
ED ARCHIT. GENOVESI. 12^
Molto Illuflre Signore. Ho fentito molto contento , che f.S.
abbia avuto la total remijjìone dal Serenijffìmo Senato , al qual io
refierò per fempre obbligatijjlmo \ e fé in altro potrò giovarle , .
la fi vaglia di me fempre con ogni libertà . La ringrazio infi- di'Gio.
nit amente de quadri , che mi fcrive aver fatti per me \ ed avrò Battista
molto piacere me li mandi con la prima occafione ; e fé potrà
cotifegvarli a qualche Cavaliere , che veìtga alla Corte , acciò
me It porti fin qui , ne fentirò molto gujio : quando nò : potrà
ordinare fiano confegnati a Barcellona al Signor Giacomo Brù ;
che ejfo ft piglierà penfiero di mandarmeli di maniera , che non
fi guaflino . E per fine Dio la contenti .
Di Madrid li io. Marzo 1600.
Di r. S.
Per fervirla come Fratello
V Arcivefcovo Sipontino .
Molto Jlhijìre Signore . Mi è fiata ricapitata la lettercu:
di V. S. de' 30. Aprile , e con effa il degno prcfente , che fi è
compiaciuta inviarmi delle due tefìe di Criflo , e della T^ers:^ine
SantiJJÌma fua Madre , unitamente col quadro pur di Crifìo itt^
Fmmaus , che tutto mi è flato carijfimo ; e me lo godrò in me-
moria dell' obbligo , che ne riconofco alla molta amorevolezza-^
fua , della quale intanto la ringrazio grandemente ; e mi off'ero
a corrifponderle , dove le piacerà valerfi dell' opera , ed autorità
mia . E fi confervi fana . Di Madrid «'25. Agojlo 1600.
Di V. S,
Per fervirla Affezicnatifiìmo
L' Arcivefcovo Sipontino . (a)
In una lettera poi dell' iflelTo Nunzio fcritta in Vaglìa-
dolid fotto li 27. Ottobre i<^oi. fono foggiunte di propria-.
mano di lui le feguenti parole :
le due pitture, dico la Madonna, ed il Salvatore, la Re-
gina le ha volute , ejfendole parfe le più belle di Spagna : ed
io mi fon rallegrato per amor di V. S.
Toni'. I. I cofe ,
{a) Col tiro'o di Arcivefcovo di^iponto fi chiama Monfignor di ?./Ianf'rcdcnia ,
città del Regno di Napoli., vicino alla quale veggonfi le rovine dell' antico
SipOJllQ .
ijo VITE DE" PITT., SCULT.,
Giunfero frattanto in mano del Paggi le Opere lampare
da Gio. Paolo Lomazzi Pittor Milanefc : cioè , il Trattato
__^ dell' arte della Pittura , della Scultura , e della Architettura ,
D, Gio. e 1' altra intitolata : Idea del Tempio della Pittura : le quali
Battista Opere avendo lette il Paggi , e non andandogli a genio alcune
tAcw. ^^^^ ^ fcrilPe all' Autor loro una cortefe lettera , per a\'erne
la rpi egazi one . Rifpofe il Lomazzi, non altro facendo, che
fcuiarfi della debolezza di fua memoria : onde prefe motivo
il Paggi di pubblicare ad utilità degli Iludiotì di Pittura
in un foglio ripartito in varj capi , le regole più importanti
di tal facoltà : cofa , che gli acquilo molto applaufo ; dacché
lo fece comparire Pittore non men valente in teorica , di
quello fofTe in pratica .
Queflo foglio , che comunemente vien chiamato carta ,
ovvero tavola del Paggi {a) , ha ptr titolo : Diffinizione , o fia
Divijtone della Pittura : e contiene tutto ciò , che fpeculati-
vamente di effa può dirfi . Molti furono i Virtuofi , che vi
applaudirono ; ed uno diflintamente fu 1' erudito , e celebre
Pittore Giorgio Vafari amico grande del Paggi , al quale
con una fua lettera in data de' 4. d' agofto del 1507. fece
iommo elogio , come a quello , che avea faputo epilogar
così in breve , quanto dee praticar un Pittore nel Tuo dipin-
gere ; conchiudendo , che i ProfelTori di Pittura avranno ad
cfTergli perpetuamente tenuti . Di tale Operetta rallegroiTi
pure col Paggi l' infigne Poeta Gio. Battila Marino con una
lettera fcrittagli nel mefe , ed anno fuddetto ; ove dicc_,
d' averla con fommo piacere letta più volte , come cofa con-
tenente in fé i più bei lumi dell' arte , ne' quali chiaramente
fi fcorgeva la fertilità d' un' ingegno atto non meno a fcri-
vere , che ad operare .
Senilmente fecero onore al noflro Paggi alcuni bravi In-
tagliatori ; poiché varie cofe di fuo lucifero : e fpecialmente
Cornelio Galle , il quale fra le altre portò in rame Adamo,
ed Eva nel Paradifo terreflre : Venere con Cupido : la Ver-
gine col Bambino Gesù , e S. Giufeppe : ed altre minute
Pitture , eh' elfo Paggi andò facendo dopo il fuo ritorno ia
Patria .
(«) li riferito foglio , che nel 1607. ftampofli , Oggidì è cosi raro, che non m' è
nuCcito di rinvenirlo . Fanno di eflb onorevol menzione degniflìmi Automi .
ED ARCHIT. GENOVESI, 131
Patria. Ov' ci l'anno 1610. ammoglioflì : e fu poi Padre
di due rpiritofi figli , eh' erano 1' oggetto dell' amor Tuo .
Ma tempo è di riferire alcune altre tavole fatte dal noflro __.__
Pittore . Tralafcerò quelle , che fono ne' palazzi di Firenze, di do.
e di Genova : cos'j pur quelle , che in Loano inviò per or- Battista
dine del Principe Doria ; poiché troppo lungo farebbe il ca- f^"'*
talogo : e rifìringeromrai Soltanto a quelle , che per le Chiefè
della fua Patria lavorò.
Nella Chiefii di S. Pietro di Banchi è del Paggi la no'
bililTima tavola rapprefentante laNafcita del Bambino Gesù.
Molte altre furono le tavole, che egli fullo fìelTo argomen-
to, e con la ftelfa foda, e vivace maniera colori. Una fé ne
vede all' Aitar maggiore della Chiefa di S. Giufeppe (a) :
una in quella di Santa Caterina : una in quella delle Mona-
che di S, Niccolò : ed un' altra in quella di Santa Maria
del Carmine . Di fuo pur fono le tavole dell' Annunziazionc
della Vergine nel Duomo , e quella del tranfito di S. . . .
(b) nella Chiefa de' PP. di S. Niccola da Tolentino , dove
fono altre Opere di mano del nofiro Artefice .
Nella Chiefa dì S. Maria di Cafiello avvi la tavola di
S. Vincenzio Ferreri : nella Chiefa di Gesù , e Maria de' PP.
di S. Francefco di Paola quella della comunione di S. Girola-
mo : nella Chiefa della Santiflima Nunziata del Guaflato quella
del tranfito di S. Chiara : e nella Chiefa delle Monache di
S. Silveflro quella della Madonna del Rofario .
Per la Chiefa della Maddalena dipinfe la tavola di quefta
Santa : per quella de' Cappuccini all' Aitar maggiore la tavola
dell' Immacolata Concezione : e per quella di S. Siro la de-
pofizione di Criflo dalla Croce . Due furono le tavole , nelle
quali con diverfa idea figurò S. Carlo Borrommeo ; ed una
di effe è locata nella Chiefa di Santa Fede : 1' altra in quella
di S. Andrea . Per 1' Aitar maggiore della Chiefa di S. Nic-
I 2 colò
( « ) Qiiefla favola , poiché era molto annerirà , è fiata ultimamente rifatta fullo
fleflb difegno del Paggi dall' Autore di quefte annotazioni .
( o ) Nella Chiefa di f . Niccola più non fi vede la foprannotata tavola . Ve ne.
fono bensì due piccole laterali all' Altare d' una cappella con iflorie cavate-,
dalla vita di Criilo .
132 VITE DE' PITT., SCULT.,
colò fece la tavola di qiieflo Santo (a) : ed un' altra ne fece
dell' Airunzione della Vergine per quella delle Monache de'
SS. Giacomo, e Filippo.
DiGio. I^ue pur di lui fé ne veggono nella Chiefa di S. Fran-
Battista cefco di Caflelletto : l' una di quefle , eh' è delle fue prime,
'' è quella della venuta dello Spirito Santo: e l'altra è quella
di S. Bonaventura miracolofamentc comunicato alla IVIcfla .
Nella Chiefa de' PP. Servi avvene una efprimente la Na-
tività della Beata Vergine .
Nella Chiefa della Vigne entro la cappella di ella Ver-
gine abbiamo di mano del Paggi alcune tavole a chiarofjuro
con Uxorie del vecchio Teflaraento .
Belle poi oltremodo fon le tavole , che fi cuflodir-ono
nella Chiefa di S. Bartolommeo detta degli Armeni : 1' una
delle quali rapprefenta 1' Annunziazione : 1' altra Crii^o , che
confegna imprclFa in un fazzoletto l' Immagine del fuo San-
riffimo Volto ad Anania Pittore del Re Abagaro .
Anche dentro la Chiefa di S. Sebaiìiano Ila collocata_.
una fpeciofa pittura del Paggi in quella tavola , ov' è figu-
rato S. Giovacchino .
Un' altra fimilraente fatta da lui ne confervano i PP.
Benedettini nella lor Chiefa di S, Benigno ; nella qual tavola
vedefi defcritto il martirio di S. Giorgio .
Taccio quella , che dipinfe per la Chiefa di S, Luca in
Albaro {b) ; j^erchè la morte dell' Autore fu cagione , che_>
la tavola rimaneire imperfetta . Non debbo però tacere la
belliflìma , che ammirali nella Chiefa di S. Ambrogio ; per-
chè tal tavola m nel diftcno , che nella proprietà , ed armo-
nìa de' colori , è d' un gul^o fommaniente fquifito . Ella efpri-
me la lapidazione di Santo Stefano . (e) Ma
(a) A qiie.la tivola n' è ftata poi fo!lituita una di Gio. Andrea Carlona.
* A!!e foprannorate tavole fi poffono aggiun£;cic quelle dell' AlTunziane-.. ,
e deli' Ar.ime de! Purgaioiio in 5. Rocco ^c quèll' altra di S. IVlatteo entro la
J-^agrclVia di S. Domenico, e della Nun?iata nella Cliiela di f. Andrea.
(i) In quella Chiefa non v' e più 1' .iccennata tavola .
(e) Monfìeur Couchin nel Aio viaggio d'Italia nomina quefta tavola fotto il no-
me di Padi : ma 1' alterazione d' un cognome è sbaglio condonabile . Cosi foflTe
condonabile ciò, che egli temerariamente fcntenzia fopra offa tavola, con-
rradHicendofi ; mentre appena l'ha caratterizzata per corretta di dilegno, e
guRofa nel colorito ; patTa fubito a di)pre?zarla , dichiarandola d'uno iHle fi.icco,
e d' un pennello greggio, e pelante. Giudizio da uom , che farnetica. Di
tali delirj centinaia ne contiene quella fua per altro riiUeitifllmaOpe. uccia.
ED ARCHIT. GENOVESI. 133.
Ma la tavola , che apportafle in Genova utile , e gloria
al noftro Paggi fopra ogni altra Tua , fu quella , che lavorò
pel Sig. Marc' Antonio Doria . Legge!! in ella la (ìrage de' fan- «^^«^«^
ciulli ""Innocenti efprefla con tanto fpirito , e brìo , che fem- ^.-i do.
bra non già dipinta , ma vera . Per autenticare la bellezza Battista
di quefla gran tavola baflerà il dire, che offervandola da un
buco della porta una certa femmina, s' avvisò , che quei fan-
ciulli formati dal pennello follerò veri, e realmente uccifi ;
onde tanto fi commolTè , e gridò , che alle Tue lìrida fece_»
accorrere quanti erano in cala . (a)
Fu quefl' Opera difìinta mente lodata dal Soranzo nelle
fue Rime : ficcome dal Cella , dal Marino , dal Cebà , dal
Grillo , dal Chiabrera , e da altri infìgni Poeti , co' quali
egli ebbe perpetua amicizia , e corrilpondenza di lettere .
In fatiche tanto onorevoli im-piegato pervenne il Paggi
ad un' età molto avanzata , nella quale avea bilogno £nzi di
ripofare , che di elTere da nuovi diflurbi , com.e gli avvenne,
travagliato . Credeva ben egli d' avere nella Patria innalzato
a tutto il decoro 1' amata lua Profefilone : ma s' avvide iiL..
ultimo , che non aveva ancora riportato fu ciò l' intera vit-
toria ; e che qucfia agli anni Tuoi cadenti era riferbata .
Die motivo agli accennati diflurbi del Paggi la tralcuratez-
za di Bernardo Cartello , il quale, elTendogli flato contrario
nella già narrata lite , fenza punto riflettere al pregiudizio,
che a fé flefTo recava , non fi curò , che cancellato veniire_.
il fuo nome dalla matrìcola de' Doratori , nella quale eraiì
fatto alcrivere . Ciò produlTe un' effetto si reo ; clie \'olendo
Torquato Paggi , figlio del noftro Gio. Battila , eflere ac-
cettato nel Collegio de' Dottori , ove è proibito 1' accefTo
a' figli d' Artigiani : fi vide rifiutato , come figlio di chi
efercitava la Profeflìone , della quale un' altro ProfelTore era
I 3 attual-
(fl) Quefta fuperbifllma tavola, che adorna !a parete principale della fala entro
il Palazzo del Sie. Giufeppe Doria eruditismo Cavaliere , fu dal Paggi co-
lorita r anno 1606. Toccò al Paggi tal' Opera per mera forte ; perciocché
tenendo il Si?. Marc' Antonio Doria , promotore delle beli' arti , impiegati ap-
prefìb di fé Rubens, Vandik , Sarzana , e Paggi; e volendo far co'oriie-.
quello quadro da un di loro fenza. predilefione : raccolti i noiri di tutti
€ quattro in un bufìblo , n' eftrafle uno, e ufci il Paggi . Anfi fi tiene, che
quefU tavola fofle in gran pane delineata dal Vandik . Il fucceflb della fem-
mina , che fé' tanto Itiepito , Io rimetteremo alla bontà di chi avrà voglia
di crederlo .
134 VITE DE'PITT., SGULT.,
attualmente afcritto al catalogo d' un' arte meccanica . Né
punto valfero le dilTertazioni , che a favor di Torquato date
mm^^m^^mm 'urono in luce da dotte penne ; né tampoco 1' efempìo del
"dTgÌ^ — Padre , che , quantunque Pittore , veniva ammeffo a' configli
Battista della Repubblica . Imperocché nuovamente fi vide mettere
^^^^' in dubbio, fé potefTe un Nobile, fenza denigrare il fuo ca-
rattere , efercitar la Pittura : anzi fé più fi dovefle entro il
libro della Nobiltà tollerare un Pittore . Onde il noflro
Gio. Battilìa fu citato a difendere il poilèfro di fua Nobil-
tà, e a giurtificare la fua Profelljone .
Quefto colpo improvvifo gli fece richiamare l'antico fpi-
rito ; con che virilmente produife davanti a' Giudici le fuc
ragioni , dimollrando : come la Pittura tanto era lontana.-
dall' ofcurare lo fplendore d' un' uomo nobile di nafcita , che
anzi nobilitava i nati plebei : come molti Sovrani conferi-
rono il titolo di Cavalieri ad eccellenti Pittori : e come_.
tal Profeflione Ila fiata fempre riverita , e talor anche efer-
citata da gran Perfonaggi . Quefle , ed altre ragioni vivace-
mente egli efpofe : in vigor delle quali inclinavano i Giudici
z favore di lui . Tuttavìa uno di efli l' interrogò , fé ei pre-
tendeva , che la fua Profefiìone foife più nobile dell' Arti
della feta, della lana, e della mercatura dalle leggi flefle
a' Nobili concedute . Al che il vecchio Paggi cosi rifpofe .
£^/i ì- cofa nota , che qui noti per altro , /e non per la fleri-
lith del paefe , j' accordano a Perfone nobili le obbiettatemi Arti :
ciò , che altrove procede diverfamente . Del reflo mi fovvie'
ne , che nelle gallerìe de' Principi grandi ho veduto fra ri-
tratti degli uomini illuftri quei de' più in/igni Letterati,
e de' più valenti Pittori , e non giammai quello d' alcun
Artefice , o Negoziante di fete , o di lane . Ad un tal par-
lare non avendo più luogo la replica , unanimi i Giudici ,
pronunziarono a favor di lui la lentenza . Quindi avvenne,
che non folo gli fu ricevuto nel Collegio de' Dottori il figlio
Torquato , ma anche di poi 1' altro figlio Cari' Antonio {a).
Soggetto
(ai Cari' Antonio Paggi fu uno de' più celebri Leggifti , che in Genova di que'
giorni fiorine. Di lui fi conferva in cafa Paggi il ritratto infieme con altri
fatti da Gio. Battilla fuo Padre ; fra' quali uno ve n' e , in cui cffo Gio. Bat-
tjfta rapprcfcmò fc medcfimo, quando ritornò da Firenze. Sotto tal ritratte
fi legge il fegucme diftico.
fingere (jue fotuit vivOf per flamìna vultus ,
H;e mea me fifltim vivsre dextra facit .
ED ARCHIT. GENOVESI.
13^
Soggetto dì gran fapere , e merito , ed alla cui cortesìa dob-
biamo buona parte delle notizie qui fcritte intorno al di lui
Padre; il quale dopo una vita per tanti accidenti flrana_.,,
e per tante belle Opere gloriofa chiufe gli occhi a quefta'
luce nel marzo del 1627., elTendo in età d'anni 73.
Fu la fua morte compianta da' Cittadini ; ed egli con_.
funebri orazioni lodato da alcune delle principali Accademie
d' Italia .
Fra i molti difcepoli , che ufcirono dalla fcuola del
Paggi , fi contano
Gio. Domenico Cappellino,
Cartellino Cartello,
Sinìbaldo Scorza ,
Agortino , e fratello Montanari .
Oltre a' fuddetti , de' quali fi fcriveranno qui fucceflìva-
mente le vite , rtudiarono fotto del Paggi anche Simone Balli
Fiorentino , di cui pure darò ragguaglio nelle memorie de'
Pittori forertieri , che lavorarono in Genova : e Gio. Battirta
Contertabile, il quale fi vantava d'aver parentela col me-
defimo Paggi . Ma il Contertabile non riufci , che mediocre
neir arte . Poffedeva però varj difegni del fuo Maertro ; e_*
di querti all' occafione facevafi onore . Mori non ha molti
anni , lafciando più figli , che fortanze . {a)
Di Gio.
Battista
Pagu.
I4
MDIKXXX,
( « ) Anche Gio. Battifta Bicchio Savonefe fii y per quinta ha Icorw , difcepola
del Paggi . Di quefto Bicchio ho veduto nel Duomo dì Savona una beila ta-
vola entrovi Crifto in Croce , la B. Vergine , S. Maria Maddalena , e i SS.
Giovanni Evangelifla , Francefco d' Aflifi , e Francefco di Paola . A pie della
Croce vi fon notati il nome , e la patria dell' Autore , e 1' anno 1667. Quefta
tavola è di un fare cotanto fimile a quello del Paggi , che cgni perito a pri-
ma. vjfta la crederebbe vero parto de' pennelli di lui #
1^6 VITE DE'PITT., SCULT.,
MDLXXXX. die Mercurii X. O^obris in vefperis
in Camera 2.^
jYLuitum Magnifici , & PrafìantiJ/ìmi Patres Communio Con-
fervatores patrimonii SereniJJiniiV lieipublica Genuenfis iii^
quarto , & L'gitimo numero com;rei^ati abfcnte M. D. Antonio
Lawnellino reliquo Colle:^a , vifa fupplicatione prafentata tino-^
cum capitulis fub ea, & re/cripto Serenijjhni Senatus per D. Ba-
ptifi iìn Cafìellum miniatorem , & Joanncm Baptijiam Brignolem
Confules Pi^orum , & auiitis pliiries antehac inter cceteros op-
ponentes Magnifico Hieronymo Paggio , de/are Curte , & Loiii-
Jìo de Laurentiis artis Pittura; Jiudio/ìs , ipfijne operam danti-
bus , dicentibus capitula prcedi6ìa non effe ditlis confulibus con-
cedenda , tanquam damnum publicum refpicicntia ; cum maxime
velint hujiijinoii legibus artem ' ipfam objlringère , quce ubique^
gentium ìegibus libera , atque fijluta fuflinetur ; quippeqiw fit ex
Jeptem liberaìibus artibus , & per [e ipfa nobiliffima , ut ex co
conjìat , quod Principes viri , atque adeo Reges Jìudioji arti ipjì
operam impendunt . Hinc enim fieret , ut multi acri ingenio pre-
diti , laudis , & gloria potius defiderio adatti , quam qu^Jìus cu-
piditate impuljì, alacri animo fedulam operam buie arti navantes
aniniQ conciderent , jìudiumque ipfwn remitterent , atque adeo de-
ponerent , qui alioqui & honorem fibi , & gloriam parercnt , &
patrice ornamentum, ac commodum afierrent , ut nonnulli s ab hinc
annis ti f,eri ccsptum vidctur . Et propterea petentibus ipfos
Confules ima cum diciis capitulis , ac fupplicatione repelli , &
per^nitti artem ipfoin a quibufvis omnibus libere exerceri nullis
capitulis , nullifvc legibus afìri^is ; hoc enim parlo fiet , ut ci-
vitas nojira c^arius aliquando Pi^oribus fioreat ipfa ; nec opus
fit femper eofiem aliunde pctere . Et auditis cantra diflis Con-
fulibus , & cum eìs nonnuUis aliis Pitloribus dicentibus eamdem
Pitìune artem , ficut avterce omnes hac in urbe certis ab Rem-
publicam adminijìrantibus acceptis legibus , innumeris abbine an-
nis adfiriHam femper fuiffe , legefque ipfas adbuc vigere , ipjtf-
que optime caveri , ne quis Genuenfis Civis , neve diflricìualis ,
nec itidcm alienigena poffit banc artem exercere , nifi cani prius
difsat , ipfique ferviat fub aliquo Magijìrorum ipfius tempus ab
iifdem
ED ARCHIT. GENOVESI. 137
iifdem legibtis prcsfcriptum , aut eam emat , (^ alia omnia prx-
flet , qiice in eis continentur , cum a fuperioribus bene cognitum
fit tes^errime fieri pojfe , ut legibus fohita re5le regi , & admi-
niflrari pojjìt ; quce leges cum humana omnia , tum ccelcflia ipfa
& regunt , & moderantur . Et cum ea ita fé habeant , iniquum
ftbi videri , ut iidem opponentes conentur leges diSlce artis fub-
vertere in damnum hominum ipjìus , & in prwjudicium etianu.
puhl'cce utilitatis; cum a juflitia alienum fit , ipfos legibus ob-
ftri^os , illos vero omnino folutos ipfam artem exercere . Et pro-
inde petcntibus diflos opponentes rejici , atque capituh prcefen-
tata fibi concedi , aut prout extant , aut correda , aut mode-
rata , ut & ipfius artis , & publiccs utilitatis rationibus ipjìs
PP. PrcejìantiJJìmis expedire videbitur . Et audito rurfus Ma-
gnifico Hieronymo Paggio comparente , fuo , & nomine ccerero-
rum omnium apponentium , di cent em fé ejfe contentum , & ajfen-
tiri , ut fupplicatum di^orum Confulum provideatur , qucmadmo-
dum inferius dicetur ', diiìis Confulibus pnefentibus , & hujuf-
modi provi/ioni acqui efcentibus , ac ipfam etiam pctentibus , vi-
/ìs , & infpeclis , ac diligenter confideratis capitults prcediclis ,
ac etiam legibus , & ordinibus veteribus di^ce artis , exami-
nato diu negotio , ac fatis difcujfo , & fub calculorum judicium
deduco omni meliori moda, 2.*
Exiflimantes optime confultum fiore tum rationibus artis prcs-
di^a , tu?i etiam publicce utilitati , Jl ad fupplicatìonem prcedi-
£ìam decernatur , ut inferius dicetur : fuis DD. Serenijfimis re-
ferunt fé effe l.mjus fententice : ut ex capitulis fuperius requifitis
Confulibus , & hominibus diclce artis concedi pofjlt capitula fub-
fequentia tantum , quce funt numero triginta unum , partim mo-
derata , & correria , ut in eis refpe^ive legitur , & continetur,
cum eo , quod ccetera alia capitula , leges , & decreta di5ìce artis
in eo , ubi prcefentibus obflant , & adverfantur , omnino revoccntur,
& irrita fiant ; & folummoda valeant , ac teneant ea in re prce-
fe?ttia capitula , cum eo , quod etiam omnes pcena pecuniarice ap-
plicentur , ac omnino applicati^ intelligantur , & fmt prò dirai-
dia parte Camerce Preeftantiffimorum DD. Patrum Communis , &
arti prcedi5ìce , & ubi interveniat accufator dividantur tripartito
cequali^er inter di^am Cameram , ac diólam artem , & accufa-
torem . Excipientes omnino , ac excludentes omnino ab ohfcrva-
tione
1^8 VITE DE" PITT., SCULT.,
tioìie dì^orum capltulorum , legum , & decretorum omnes , &
Jìngulos Pi6iores tam prcefentes , quam futures , qui afothecam
artis Pi5lurce apertam non tenuerint , qui artem ipfam libere^
hoc modo exercere pojjìnt , abfque eo quod quidquam fubjaceant
di^is legibus , capìtulis , & decretis : hac tamen adje^a con-
ditione ,quod ipfi tales excepti, & excìuft , & laboratores , ac
pueri eormn non pojjint , nec debeant aliquod opus inaurare—» ;
quod fi fecus fecerint , dent in pcenam unufquifque , quoties con-
trafecerit , libras vigintiquinque Camera prcefatorum Pr(eflantif-
fimorum DD. Patrum Communis ex nunc applicatas . Declaran-
tes jus , & facuhatem ipfam inauranii fpeìiare dumtaxat , &
pertinere illìs , qui apothecam ejufdem artis apertam tenuerint,
& aliis quidem in matricula defcriptis ; & permittentes , ac con-
cedentes [ dicìis exceptis , ac exclufts ] Pitloribus , qui foriti
vellent fub diesis legibus , ac capitulis vivere , ut id facere va-
leant , abfque eo quod prohiberi poffmt ab iifdem , qui apothecam
apertam tenuerint , modo tamen fé defcribi curent in di Slam ma-
triculam : & fjcec in difpofitionem capitulorum , legum , & de-
cretorum di5lce artis onmino obfervent . Et ita 2." , falva beni-
gna correzione Suarum Serenifjfìmarum Dominationum .
MDLXXXX. die X VI. Oófobris .
Serenilfimus D. Dux , & Excellentiffimi Gubernatores Rei-
public^ Genuenfis intelleZo tenore prcefcriptce relationis MM. Pa-
trum Communis Confervatorum Patrimonii coram fuis Domina-
tionibus SereniJJtmis leZce , eaque mature perpenfa , & confide-
rata , omni meliori modo 2.<» . Ad calculorum de more judicialium
euntes in fcntentiam relationis fuprafcriptce decreverunt , & de-
cernunt in omnibus , & per omnia , ut in ea ipfa relation?^
continetur , & legitur , approbantes : etiam ad cautelam revo-
cantes , irritantes , & applicantes , ac excludentes ea omnia ,
qucs meminit di5ìa relatio : contrariis non obfìantibus , &c.
Jacobus Ligalupus CancelJ. , ò" Secretarius ,
VITA
ED ARGHIT. GENOVESI, i^s
VITA
D' AGOSTINO , E FRATELLO
MONTANARI
Pittori .
LA lode è un giufto premio al ben operare . Ma fic-
come chi la dà non dee farne abufo coli' efagerazio-
ne : così chi la riceve non dee voltarfela in danno
con fervirfene d' inflrumento , per fomentar la fuper-
bia . Se quefla maffima praticata avelTero i due Profeflori ,
di cui la ferie della prefente floria m' invita a difcorrere_> :
certamente avrebbero riportato dalle loro Opere quella ftima,
e quegli emolumenti, che per vana ambizione affatto per-
derono .
Agoflino Montanari , ed un' altro fuo fratello , di cui
3* ignora il nome , ambo Genovefi , ed egualmente fin da'
lor primi anni alla Pittura inclinati , apprefero di effa i prin-
cipi nella fcuola d' Aurelio Lomi Pittor Pifano , che circa-,
il 1595. flanziava in Genova, e vi teneva aperto lo fludio.
Sotto la coflui difciplina molto s* avanzarono , fpecialmente
nel difegno , i due Giovanetti , onde faceano fperare , che_,
a fuo tempo farebber divenuti eccellenti Pittori . Ritornato
poco dopo il Lomi in Tofcana ; e però rimafi i due Stu-
denti fenza Maeftro , proccurarono d' effere introdotti a Gio.
Battila Paggi , che , attefo le loro buone difpofizioni , volen-
tieri accettoìli . La prima cura del Paggi in ammael"lrare_.
i nuovi difcepoli fu di ridurli a feguitare una maniera foda,
ed elegante , e farli appartare da quella del Lomi troppo
debole , e iecc^ . Quanto aveffero profittata- de' nuovi docu-
menti i due fratelli , lo diedero in breve a conofcere nella
bella tavola , che dipinfero per quefto Duomo . Effigiarono
in efià Criflo trasfigurantefi fui Taborre con tanta eleganza,
e maeflrìa , che grandi encomj ne riportarono da' Cittadini
allora , che venne efpoflia in pubblico quefla prima lor Opera.
Ma eglino in vece di proccurar perfezione con profeguircL-.
più oltre
140 VITE DE'PITT., SCULT.,
più oltre con nuovi Audj fotto ProfefTor si valente, invani-
ti , e gonfj di fé raedefimi fi tennero già per quelli , che_^
■ìnrnr-» non erano ; onde fcortefemente da lui appartandofi fi
d-Agost,n'o, fpacciarono per Macftri , ed aprirono fcuola di Pittura .
E fRAT£i.Lo Ma per quanto da indi innanzi s' ingegnafiero di produrre
Montanari . ^1^^^^ cofa di buono nelle tavole , che da per fé lavorarono;
non vi riufciron giammai . Ne arguirà la fiacchezza delle
altre , chi fi farà a confiderare quella , che dipinfero per
r Oratorio di S. Andrea (a) , e le tre pur da eflì fatte per
la cappella di S. Matteo eretta in S. Siro (b) ; dalle quali
fi fcorge , eh' eglino non erano baftevohnenre fondati , e man-
cavano di quella finezza , che con una più lunga difciplina
avrebbero lenza fallo dall' infigne loro Maefiro apparata .
Ecco a che li condufie la vana loro ambizione ; e come
vergognofamente s' arrefiarono fui bel principio dell' intra-
prefa carriera , rotta loro non molto dopo dalla morte , che
li traile in età ancor frefca al fepolcro .
VITA
a) Nelfa prefata tavola efprefTero un miracolo di quel Santo Apoftolo .
' ù) Di queltc tre tavole le due laterali rapportano due miracoli di 5:. Manco,
cioè uno per cialchcdima: e la terza , cne "e 1' efpolta in lull' Altare rappre-
Teiita il niaitiiiu del medellmo Santo .
ED ARGHIT. GENOVESI. 141
VITA
DI BARTOLOMMEO GAGLIARDO
Pittore , ed Intagliatore in rame .
IDifegni dell' iiiduClria voglion effer fecondati dalla for*
tuna . Se quella lor s' attraverfa , perde 1' emolumento ,
e la rtiina chi difegnò . E ben attraverfoflì a Barrolom-
meo Gagliardo , di cui ora fon per ifcrivere . Quindi egli
fcomato perdette quanto della fua induftria fi era promellò .
Che fé mal riufci fra le genti flraniere ; non perciò gli fi dee
negare in Patria quella lode, che per la fua abilità meritoffi ,
Nacque coiìui in Genova l'anno di nolìra falute 1555.
Giunto ad età capace fu da' fuoi Maggiori applicato agli {ludj
delle lettere ; dopo i quali diedeil di propofito alla Pittura ,
a cui fentivafi tutto dalla nativa inclinazione portato . Soc-
covio dall' ingegno pronto , e felice , che aveva , imparò in
breve , e con molta aggiuftatezza il dileguare , e il colorire
ù ad olio , che a frefco ; onde fra' fuoi coetanei lludenti
di tal Profeffione ben pochi v'erano, che 1' eguagli aflero .
Quanto valclTe in quella feconda maniera di dipingere , ba-
lìevolmente lo dà a vedere la facciata d' una cafa polla in_,
piazza nuova vicino al Duomo , nella quale dipinfe quattro
grandiofe figure rapprefentative de' quattro elementi , ed al-
cuni arabefchi , ed intrecci dileguati , e coloriti con giudi-
ziofa invenzione , ed ottima intelligenza . Chi fi fa a con-
fiderare querta beli' Opera , che tuttavia fi conferva {a) , fcor-
geiù , che l' Autore di ella era anch*pratico della Profptttiva .
Avea foggiornato il Gagliardo molti anni nella Spagna ;
donde poi ritornato , folca qui da' noilri dillinguerfi col fo-
prannorae di Spagnoletto . Prima eh' ei ritornafle , era paf-
fato dalla Spagna nell' Indie Occidentali . Colà per qualche
perizia , che pur avea da Ingegnere , s' allunfe predo a^
certa città 1' impegno di traforare una montagna , per for-
marvi una lìradi fotterranea a guifa di quella , che da Poz-
zuolo conduce a Napoli . Ma le fu in lui per tal affare va-
lorofa r indulìria , non ne volle un buon efito la nemica.-.
fortuna .
C«) Qiiefl' opera oggidì non è più efillente : ne umpoco fi fa qual foffe la caia,
dov' era dipìnta .
i4i VITE DE' PITT., SCULT.,
fortuna . Imperocché dopo un lungo travaglio d' Opera] ,
e un' immenfa fpefa di que' Cittadini , efTendo già il lavoro
quafi finito , quand' egli credeafì vicino all' acquilo di copiofa
Di Bar- ' riinunerazionc , e d' immortai gloria : rovinò improvvifa-
ToLOM.MEo mente la ftrada , che per avventura non avea nella teflug-
Gaeliardo. g.^^^ .j ^^^^ comporto tutto d' un pezzo ; ne ciò potea_.
dall' arte conofcerfi . Cosi rimafe il Gagliardo ingannato delle
fue fperanze , difonorato , odiofo a que' Cittadini , fcopo delle
loro maldicenze , ed in pericolo d' efTer uccifo . I.aonde prefe
partito di nafcofiamente fuggi rfene , e metterfi in falvo .
Tanto fece: e padato in Europa, a Genova ritornoffene.
Nel fuo ritorno portò feco notabil Ibmma di danaro ,
che in quelle parti per altre fue Opere avea guadagnato :
ma non feppe mifurarfi nello fpenderlo . E però tra conviti,
giuochi , ed altri piaceri in breve tempo confumò quanto
avea . Gli Amici fuoi , mentre il vedeano si fmoderatamente
fpendere , e gettar via , fpeflb 1' ammonivano , che facefie^*
nieno fcialacqui , e fi riferbafie qualche cofa per 1' età avan-
zata , e impotente . Ma egli folea rifpondere , che baflava_^
gliene avanzafie tanto , quanto folTe neceffario per comperare
un' urna di terra cotta da riporvi il fuo cadavere , e tanta
quantità di calcina da confumarlo .
Poffedeva quello Pittore al pari di qualunque altro i pre-
cetti dell' Arte fua , e difegnava eccellentemente dal natu-
rale con rifentita , e grandiofa maniera ad imitazione di Mi-
chelangiolo . Intagliava anche con molta eleganza in rame :
del che ne abbiamo un f-.ggio nel fuperbo frontifpizio , che
lavorò per lo libro delle iìlofofiche conclulìoni difefe dal Sig.
Gafpero Oliva figlio del Sig. Gio. Tommafo , di cui era il Ga-
gliardo molto intrinfeco amico . Anzi dipinfe con leggiadre
figurine la facciata della cappella , che quefto Signore fab-
bricata s' avea nella fua villa d' Albaro . Opere , che tutta-
vìa fi mantengono illefe dalle ingiurie del tempo ,
Per dire quanto è venuto a mia notizia del Gagliardo,
foggiungerò ancora , eh' egli fece alcuni lavori al fuo folito
guftofi , e maeftrevoli in cafa del Sig. Giorgio Centurione .
Mancò finalmente quefio Pittore circa l'anno 1620. do-
po edere vivuto alcun tempo fiorpiato per la caduta, chc_j
fece da un ponte , mentre dipinge^•a . VITA
ED ARCHIT. GENOVESI.
H3
VITA
DI LAZZARO TAVARONE
cFludottl UIC ■
LA Virtù non riguarda né povertà , né riccliezze : ma
ficcome fuo premio è la lode {a) , cosi di que(la_,
perpetuamente fornifce i Tuoi benemeriti a proporzio-
ne della flelTa benemerenza , che con le degne Opere
loro contrarerò . Vivranno Tempre immortali , tuttoché nati
in balla fortuna , quegli uomini , che eccellenti d' ingegno ,
valorofamente 1' impiegarono ; onde ne trafmifero alla po-
(ierità fegnalate memorie ne' lor nobilifllmi parti . Tal vivrà
Lazzaro
( « ) Nullam entm virttts tdiam mereedem lahorum -, ferkulorumque defiderat , pr^tsr
baite laudisy ^ glaria , Ctc, prò Arob, cap. ii.
144 VITE DE' PITT., SCULT.,
Lazzaro Tavarone ; poiché ben cfperto nella ProfeHìon del
dipingere ejnulò nella finezza de' lavori i più celebri Sog-
«_^,,._« getti della Tua Patria , e potè rendere il fuo pennello indi-
Ih ilinto da quello del fuo gloriofo Maeflro . Tanto fcorgcrafll
Lazzaro nel progrelfo del prcfcnte racconto .
AVARONf. Da Genitori di beni di fortuna affatto fprovveduti nacque
in Genova il prcfcito Tavarone l'anno 1556. Fin da'fuoi te-
neri anni diede egli chiaro indizio di quel, che cfTer dovca;
poiché nelle ore concedutegli per trallullarfi portavafi ad of-
fervar le pitture , che entro le botteghe fi faceano da' doz-
zinali Pittori ; e tal piacer ne pro\ava , che non (ape va indi
partirfi , fé non licenziato , o da' Tuoi richiamato , Giunto
poi a cafa, ftudiavafi di fendere in carta con la remplice_>
penna le figure , che veduto avea : e vi riufciva con qualche
grazia , e naturalezza . Stupivano i domeftici alla bella di-
fpofizione del fanciullo; e fpecialmente la Madre, che giu-
dicando non doverfi ritardare la condefcendenza al virtuofo
genio del figlio ; condufielo a Luca Cambiafo , ed infiante-
mente pregollo , che inflruir lo volefle nella Pittura . Accet-
tollo il Cambiafo , che , provatane 1' indole , molto buona
fperanza ne concepì ; ed il giovanetto col ben corrifpondere
agi' infegnamenti del Maeftro , e coli' attentamente fcrvirlo ,
sì e per tal modo fé ne guadagnò 1' affetto , che q-uafi di
continuo con effo lui abitando , e convivendo , dì difcepolo
gli divenne in breve coadiutore , e con'.pagno .
Ebbe intanto occafione il Cambiafo , come fi diffc nella
fua vita , di portarfi a Madrid per le pitture dell' Efcuriale ;
e volendo egli condur feco un vale\ole ajuto per quella
grand' Opera , pofe toi^o la mira fui Tavarone , che volen-
tieri feguillo : e di gran follievo gli fu negl' intraprefi la-
vori ; perciocché quelli era un cosi efatto imitatore della ma-
niera di lui , che le Opere d' ambedue fembravan parti d' uno
fleffo pennello .
Dopo la morte del Cambiafo avvenuta in Madrid 1' an-
no 1585. rimafe il Tavarone in q'uella città per lo fpazio di
nove anni , impiegatovi in Opere di molto impegno , le qtiali
oltre il dilhnto onore , che gli fecero , gli fruttarono altresì
groffe fomme di danaio , che poi dovette nel feguente corfo
di fua
ED ARCHIT. GENOVESI. 145
«li Tua vita a poco a poco confumare per le frequenti malat-
tie , che gran parte dell' anno 1' obbligavano a giacerfenc-»
oziofo . ^^^^^
Nel 1594. fi reftitui alla Patria, dove accolto fu coii_. io^
particolari dimoflrazioni di filma , e d' amore . Era qui in Lazzaro
Genova noto per fama il Tuo raro talento; fapendofi quanto ^''^^°^^'
egli nelle Spagne fi era dilHnto . Né prima di partir dalla
patria avea fatte pitture , che fue totalmente dir fi potefTero;
poiché il tutto era comparfo fotto 1' ombra , e il ritoccamen-
to delfuo Maeftro . Ma appena ritornato, ebbe da' MM, Pro-
tettori di S. Giorgio la commifllone di dipingere la facciata
di queir lUuftrifs.-C afa dalla parte, che guarda verfo il mare.
Tal facciata egli ornò con fregi molro maeftofi ; intrapoflevi
a chiarofcuro varie figure di antichi Patrizj vefliti altri d' ar-
madura , altri di toga : e nello fpazio di mezzo rapprefentò
in un gran quadro S. Giorgio a cavallo in atto di trafiggere
il drago , e fottrar dalle zanne di quel fiero moflro la Reale
Donzella . Sopra di quefto quadro dipinfe 1' Arme della Se-
renifTima noflra Repubblica foilenute da alcune femmine figu-
rate per le principali Virtù , che al buon governo appaitene
gono : e ne' laterali ripartimenti effigiò var] putti forniti
d' infegne , e d' altre fpoglie militari già tolte in guerra-,
da' Geno^•efi alle genti nemiche .
S' attenne anche per qualche tempo il Tavarone a for-
mare ritratti al naturale: nel che lodevolmente fi diflinfe;
ma non tanto però , quanto nelle tavole ifloriate , che ad olio
conduiTe ; e fpecialmente in quelle , che lavorò per 1' OratOr
rio di S. Ambrogio (a) , e in quelie altre , che fece per le
Chiefe di S. Maria di Confolazione , e di S. Agoilino . Egli
efpreflTe nella prima S. Gio. Evangelilla pollo dentro alla cal-
daja d' olio bollente : e nella feconda S. Sebafliano . (^7)
Tom. I. K Ma rìtor-
(«) Molte fono le tavole dipinte dal Tavarone per quefto Oratorio. In fette
di effe fono dwfcritte le più eroiche azioni di S. Ambrogio : in tre altre_.
è rapprefentato Grillo : nella prima , quando celebrò co' difcepoli 1' ultima
Cena : nella feconda , quando lavò loro i piedi : nella terza , quanio fece
orazione nell' orto . In quella poi dell' Aitar maggiore effigiò il Depollo di
Croce : e nella volta un Dio Padre a frefco .
C è ) Qiieflo quadro non è più in Ciiiefa .
Un'altro quadro dipinfe il Tavarone ad olio ; ed è il pofto a Iato ad urta
delle cappelle di S. Maria in Paltone , entrovi S. Agallino .
I
14^ VITE DE" PITT., SCULT.,
Ma ritorniamo alle tavole da lui dipinte a frefco cb.e
fono in maggior numero , e di forprendente bellezza , di cui
^_;^;_. mancano alquanto quelle lue ad olio , che abbiam riferito .
Di Sulla piazza del Guadato adornò di pitture il portico
TaV^'Ìon''- ^^ f'-'^l'-S e la (ala del palazzo del Sig. Francefco de Ferra-
\ARONt. ^.^ ^^^ ^ Pakò quindi in cafa del Sig. Niccolò Grimaldi {b)
prelTo alla Chiefìi di S. Luca ;. e vi fece Opere flimatiirimc .
Pari ad elle riufcirono quelle , che efeguì nel palazzo del
Sig. Niccolò Cattaneo prelTo alla Chiefa'" di S. Torpere (e) ;
ficcome quelle altre , che lungo la flrada nuova condufUi..
nel palazzo del Sig. Gio. Battiila Adorno, (d)
SegnaloHì pure il Tavarone nelle pitture della Hila en-
tro il palazzo del Sig. Franco Borfotto (e) poQo nel borgo
di Tcrralba . In q^uella lala efpreile le più gloriofe imprefe
di Giuda
{a") Le pitture del portico di qucfto palazzo (ora Chiavari) rapprefentano
Cleopatra , che in fulla pompofa nave va incontro a M^rc' Antonio . Nelle
lunette della fata vi fono le imprefe del Colombo : e nella volta di mezzo
v' è lo fteflb Colombo , che , ritornato dalle conquillate Indie , riceve dal Re
di Spagna gli abbracciamenti.
(^) Quefta cafa de' Signori Grimaldi è quella, che fa angolo fulla ftrada di S.
Siro . Al primo piano di effa nella volta d' una ltan;?a il Tavarone v' i,a_
efpreffo il bel fatto , ed avvenimento di Sofronia , e d' Olindo , conforme Io
defcrive il Taflb nel fecondo canto della Gerufalemme . Nella fala del piano
fupcriore v' ha effigiati diverfi celebri Perfonaggi della famiglia Grimaldi ;
nelle lunette , varie imprefe di Grimaldi ; e nella volta 1' Eroe
medefimo , che , ottenuta fopra de' VeneEiani un' infigne vittoria , prefenta_
al Re di Spagna le riportare fpoglie .
(<r) Di quelle pitture non fé ne conferva più altra, fc non che quella entro il
portico , dove fta dcfcritta una floria di Davidde .
(d) Le pitture fatte dal Tavarone in quefto palazzo de' Signori Adorni mcritan
qualche particolar defcrizione : tanto elle Ibn rare , ed egregie . Egli nella
volta del portico di detto palazzo ha dipinto un'imprefa militare d' Anto-
niotto Adorno : cofa belliflìma . Nella fala del primo piano ha efpreffo la_
conquida di Gerufalemme : 1' acquifto delle Sacre Ceneri del Santo Precur-
sore ; il dono del prcziofo Catino ; e le immagini di varie Virtù : ed altre
immagini in due fìanzc contigue . Nella fala del fecondo piano ha dipinto
Raffaello Adorno , che conduce da Nocera a Genova Papa Urbano VI- , e lo
libera in tal modo dalla perfecuzione di Carlo Re di Napoli . Nel mezzo
v' è il Doge Antoniotto Adorno, che fi prepara a riceverlo; ed in altri ri-
pariimenti v' è lo ftcffo Doge , che introduce folennemente il fuddetto Papa
in S. Giovanni di Prc ; e che nella partenza fua da Genova lo fa fcortare
da due galee della Repubblica . Vi fono poi anche da quefto Artefice di-
pinte due altre ftanzc ; in una v' è la prela dell' ifola di Lotofagitc ùtta_
dal medefimo Raffaello Adorno nell' anno 1388. ; e in un' altra vi fono al-
cune ftorie del Profeta Daniello .
( « ) Qiici^'O palazzo fituato a pie della falita , che conduce a S. Maria del Mon^
te, ora è del Sig. Gio. Battifta Airolo : e le qui dcfcùne pitture vi fi COU""
fervano in tutu 1% loro prima iicfciiezza*
Tavaron-js»
ED ARCHIT. GENOVESI. 147
di Giuda Maccabeo divife in più quadri lavorati fui frefco;
ed entro due ftanze rapprefentò la ftoria di Eller , ed alcune
azioni di S. Paolo . ■— ..«
Ma chi fra tante veramente maravigliofe pitture <lel Ta- dT
varone defidera veder quelle , ove fi lalciò addietro ogni al- ^azzap.o
tro Pittore di cofe a frefco, e parve avelie del più, che uma-
no ; fi faccia ad olfervare le da lui lavorate in Albaro en-
tro il funtuofo palazzo del Sig. Giacomo Saluzzo . Quivi
il noilro eccellente Pittore portato da non fo qual eflro ,
sfogò tutta la fua valla idea sì nel componimento , che nell'
efecuzione di graziofe, e leggiadre invenzioni. Entro lo sfon-
dato della gran loggia fituata a Levante ei defcriife la glo-
riofa entrata del Colombo nell' Indie , alla qual entrata veg-
gonfi que' popoli pieni d' orrore , e di confufione . A quefla
pittura diede maggior comparifcenza , e vivacità col rappre-
fentarli in atto chi di fuggire , chi di urlare , chi di voltarli
fupplichevole al cielo , e chi d' intanarli in un folto bofco .
Oltre a che le figure tengono un movimento sì proprio , ed un
difègno sì ben aggiuilato, che pare non poffa l'arte giugner
più innanzi . Ma quella non è già 1" unica pittura in quel sì
maedofo palazzo , nella quale il Tavarone s immortalale .
Vi dipinfe anche la fila, ed ornolla di Superbo sfondato; ove
defcriffe con molta energia , e vivezza il celebre fatto d' armi
de' Genovefi in Anverfa : ed in una ilanza contigua alla detta
fala vi figurò Giacomo Saluzzo , che a capo coperto efpone
per parte della Genovefe Repubblica non io qual imbafcìata
air Imperadore Mattia (a) . Nò è da tacerfi , che ivi flanno
ritratti dal naturale lo iìeflb Saluzzo , e tutti que' nobilifTimi
Cavalieri , che in tal funzione lo accompagnarono . L' ellerfi
portato il Tavarone cotanto egregiamente in quelle Opere_*
poffiamo [oltre alla fomma abilità fua] attribuirlo all' aver elfo
dovuto operare in conxpetenza di Bernardo Callello luo con-
difcepolo , che altre llanze ivi dipinfe , come riferiremo più
fotto nella vita di elio Callello . Del Tavarone poi rimafe il
K 2 Sig. Saluzzo
C rt ) Belle , e molto ben intefe fono quefte pitmre : ina la forza , e vivezza del
lor colorito non è cofa da poterfì agevolmente ridire , Ciò , che fa mag-
gior maraviglia, fi è, che quelli lavori fi ccnfervano tuttavìa così, frefchi ,
e brillanti , come le di i^oco loflcro itati colorili . ;
f48 VITE DE'PITT., SGULT.,
Sig. Saluzzo cos'i ben foddisfatto , che volle gli diplngeflè an-
che r altro fuo palazzo efillente lungo la ftrada nuova . (a)
1^ L'anno i6ii. fu il nollro Pittore invitato a dipingere
Di da' Confratelli dell' Oratorio della Santiffima Vergine fituato
Lazzaro prelTo alle Monache di S. Maria in Paflìone : ed egli in varj
AYA«oN£. j-jp^j-timenti intorniati da ftucchi a frefco efprefre colà alcu-
ne l"lorie della vita della ftella Vergine , ed infieme alcune
figure di Profeti , e di Sibille . Nella dil1:ribu/.ione degli
ornamenti di quefte pitture volle per fua mera vaghezza-,
atteiierfi alla maniera del Bergamafco Calvello compagno già^
del Cambiafo , come altrove lì dille : e la raggiunge perfet-
tamente .
Dopo quefli lavori fu impiegato a dipingere il coro
della Collegiata di Santa Maria delle Vigne . Nella volta di
quello riparti varj quadri , a cui fece , che ferviffero di corni-
ce certi Itucchi di fua nuova invenzione . Quivi egli cfprefTe
alcuni efempj della vita della Santidìm.a Vergine , la cui glo-
riofa Aflunzione al Cielo rapprefentò nello fpazio principale :
ma con ilHle , che fa alquanto d' affettazione : laonde quella
non è da confiderarfi , qual una delle fue migliori pitture .
Le cofe , che troppo fi lifciano d' ordinario fi guaflano .
Molto però fegnaloffi in quell' altre pitture , che fecc_>
nel coro del noflro Duomo titolare di S. Lorenzo ; allorché
da' Signori colà Deputati alla fabbrica fu onorato della com-
millìone di dipingervi . Egli efprelTe dentro della tribuna^
il fuddetto Santo , che additando all' Imperadore una fchiera
di poverelli , gli manifefta con ciò i depofitarj del denaro
della Chiedi . Nello fpazio di mezzo figurò elfo Santo gia-
cente fulla graticola ; ed a' lati i Santi Protettori della città, {b)
Stanco
(«) Quefto palazzo non può effere , fé non quello del Sig. Ferdinando Spinola;
palazzo , le cui bellifTime pitture , e diftintamentc le fatte nella volta della
maggior fala , rapprelentano con vigoiolo colorito le più eroiche imprele_*
del grande AlefTandro .
(^) Queft' Opera lui frclco , ma che fcmbra dipinta ad olio, tanta è la fua—
forza , ed armonica tempra , ha fatto ftupire i più illuminati Pittori ftra-
nicri , che 1' hamio veduta . Solamente ha avuto a' nortri giorni la difgrazia
d' effe re (tara riprefa , come dura, e di nelTun garbi da Mr. Couchin : fe^
pure e disgrazia 1' eflere riprefo da' cxitici isjiioraiiti , il cui capitale è uni-
camente tóndaio Sull'arroganza.
D' altee
ED ARCHIT. GENOVESI. 149
' Stanco alla fine per tante fatiche il r.oflro Pittore , e ag-
gravato dagli anni , e dalle indifpofizioni , non era più in-.
iftato d' efporfi agi' incomodi , che reca il lavorare a frefco ^^.^^^
fu' palchi .. Per la qual cofa egli abbandonò i pennelli, e fi Di
diede ad una vita ritirata in llia cafa ; dove molto diverti- Lazzaro
vafi con la bella raccolta, che fatto s' avea di preziofi difè- '^^^^'^
gni , i quali infieme co' fuoi , e con quelli del Tuo Maeflro
oltrepaiTavano il numero di duemila : e molti erano gli Amici
fuoi , che per godere la vifla di s\ bei lavori , 1' andavano
fovente a trovare ; ed egli tutti riceveva con dimoftrazioni
di buon gradimento, e tutti tratta\a con fomma affabilità,
e cortesìa : doti fue principali , che fempre più amabile lo
rendevano .
Egli cedette alla natura l'anno 1541., fettantacinquefi-
mo dell' età fua , con aver lafcìato di fé quel degno nome,
che nelle fue nobilifTime Opere vivo tuttavìa fi mantiene-.,
e perpetuamente fi manterrà .
I da lui raccolti difegni furono dagli Eredi parte ven-
duti per pochiflìmo , parte mandati a male . Cos'i d' ordinario
avviene alle cofe rare , qualor giungono in mano di perfone,
che non ne conofcono il pregio .
K 3 VITA
D' altre Opere ad Tavarone tralafciate dal Soprani farò Io qui breve_>
menzione .
Nella Chfefa di S. Benigno dipinfe la cappella di S. Giorgio , le cui eroi-
che azioni deferi ffe a frefco ir. vari quadri .
Nel palazzo Sierra , dove Luca Cambiafo già lavorato avea , dipinfe anche
il Tavarone la volta d' una ftanza , in cui rapprefentò gli Ebrei nel defer-
to , che raccolgono la manna piovuta loro dal Cielo .
Entro il palazzo del Sig. Ambrogio Doria da S. Matteo furon dipinte da
queflo medefimo Artefice le volte d'alcune ftanze fuperiori. In quefte pittu-
re fono defcriite alcune fiorie Romane .
Nel maggior ofpedale di quefta città entro l' infermeria detta della con-
valefcenza nella principal facciata figurò 1' ultima Cena del Signore con gli
Apoftoli . In quefta pittura fi legge fcritto da lui fteffo il fuo nome , e 1' ali-
no , in cui la fece , che fii il 1616.
In Pegli , luogo diftante da Genova fette miglia , dipinfe tutto 1' Oratorio
de' Santi Nazaiio , e CeUb , ed alcuiii fatti deìla vita di Critìo .
150 VITE DE'PITT., SCULT.,
VITA
DI BERNARDO CASTELLO
Pittore .
crui€/a/à /Cui {/L'/l
PUÒ' ben diiTi a tutta ragione , che il fecolo decimo-
idlo lìa flato in Genova il lecolo d' oro della Pittura.
Imperocché dell' egregie Opere d' infignifTimi Pittori
Genovefi di quel tempo piene fono le Cliiefe , e pieni
i palazzi della città ; e per l' Italia ancora , e fuor d' Italia
molte fé ne veggono fparfe , e con gran gelosia cuflodite_> .
Quelle fra le altre de* Semini , di Luca Cambiafo , e di Gio.
Battifla Paggi il comprovano : e niente meno di effe , quelle
di Bernardo Cartello, che coetaneo, ed emulo di quefli ul-
timi due , fu in diverfo genere al pari di loro gloriofo, per-
chè ai pari di loro fu fòmmo . li
ED ARCHIT. GENOVESI. 151
Il natale di codui fegui l'anno 1557. in Albaro ame-
nlffimo fobborgo della nodra città . La prima applicazione
di lui ancor fanciullo fu quella di fchiccherare in carta fan- ^^«^^^^^
tocci , animali , e paefetti ; nel che provava tutto il Tuo di
giocondo piacere . Ciò notarono i Genitori ; e ben chiaro com- Bip.naedo
prefero la particolar inclinazione del figlio ; onde, dopo ^"^'^°'
d' avergli fatto infegnare i principj delle latine lettere , (labi-
lirono di metterlo alla Pittura . Fu per tanto raccomandato
ad Andrea Semino , fotto la cui direzione fece tale , e si fpe-
dito progrefTo , che , giunto appena all' anno decimo di dia
età , già poffedeva di molte buone regole di quella ProfefTio-
ne , e andavale ingegnolàmente efeguendo . PafTata poi la_.
puerizia , non fi contentò de' foli precetti del Semino : ma
fece eziandìo qualche ricorfo alla fcuola del Cambiafo , la
cui maniera , guidato dal fuo giudiziofo , e retto difcerni-
mento , a quella del proprio attuale Maefìro anteponeva . Stu-
diofli perciò d' imitarla ne' fuoi primi lavori ; e si ben vi
riufci , che alcune pitture copiato avendone , furon le copie
a' pennelli dello llelTo Cambiafo attribuite . E vaglia '1 vero
fembrano originali del Cambiafo la tavola del Prefepio dal
Caflello dipinta per la Chiefa degli Uli\'etani di S. Girolamo
nel luogo di Quarto, e quella di S. Crfola per la Chiefa_,
di S. Maria delle Vigne in città . Quando però egli volle,
feppe ben anche dipingere fulla maniera del Semino da fe_,
pure imitata in molte tavole ; e principalm.ente in quella-,
dell' Immacolata Concezione collocata in uno degli Altari
della Chiefa di S. Maria delle Grazie ; la qual tavola ha bi-
fogno di molta confiderazione , acciò non lia creduta Opera
di quel fuo Maeltro . La maraviglia fi è , che le fin qui rife-
rite tavole egli fece , quando non aveva ancor compiuto
r anno diciottefìmo di fiia età .
Compiuto r anno fliddetto , accafoffi . Ma allalito poco
dopo da tormentofe indifpofizioni ipocondriche , egli , per ap-
prefiare qualche lenitivo al fuo male , fi rifolvette di met-
terfi in viaggio , ed intanto goder la villa delle più cofpicue
città d'Italia: ciò, che gli recò falute al corpo , e vantaggio
all' ingegno , non tanto per 1' ofTervazione delle infigni pitture,
che la lua vivace fantasia fempre più gli arricchirono , quanto
K 4 per le
152 VITE DE'PITT., SCULT.,
per le amicizie in tal occafione da lui contratte particolar-
mente in Ferrara; ove fu con fegni di rara iHma accolto
dal gran Torquato TafTo , che ftup'i nel vedere un Giova-
Oi netto dotato di tanta facilità , e prontezza , e nella Pittura
BisNARDo SI efperto .
Cast£ixo. Scambievoli eran gli uffizj dell'uno verfo dell'altro:
che dov' è beli' ingegno , e fa pere , Tuoi anche tenervi alber-
go la cortesia . Non tralafciava il Cartello di fervire con_^
r arte fua , per quanto gli era polTibile , il Tallo : ne trala-
fciava il Tado d' encomiare ne' fuoi dotti componimenti il Ca-
ftcllo . Ma fra' Poeti non fu già il Talfo 1' unico amico , e_.
lodatore del noflro Pittore . Molti altri ancora pur cofpicui
con parzialità 1' amarono , e con armoniofi fenfi lo celebrarono.
Fra quefti furono Don Angelo Grillo , Anfaldo Ccbà , Lorenzo
Cattaneo , Gabriello Chiabrera , Scipione de' Signori della Cel-
la , Tommafo Stigliani , e Gio. Battilìa Marino ; a' quali cor-
tefemente corrifpofe col preziofo regalo di qualche fua bellif-
firaa tavolina . Profittevoli fuor di modo gli furono così de-
gne amicizie pei buoni lumi , che , in genere d' erudizione
al Pittore cotanto necefTaria, gli fomminilirarono ; perciocché
quando alcuna floria o facra , o profana doveva egli rappre-
ientare : ad efli ricorreva , a fin di riceverne dilHnte intonna-
zioni , e fpecialmente al Chiabrera , che con bel genio fug-
gerivagli talora le idee , le defcrizioni , e gli affetti ; onde ,
mercè di tali foccorfi , comparve Tempre erudito , e fecondo.
Fatto poi iijo ritorno in Patria , diede nuove , e più raro
prove de' fuoi pennelli. E prima nella Chiefa del Gesù, ove
per ordine di Gio. Battila Si^o , nella volta della cappella
dedicata al Santo Prccurfore , dipinfe a frefco il mcdefimo
Santo in atto di predicare alle turbe : il qual lavoro si per
la nobiltà del difegno , sì per 1' efpreffione de' varj atteggia-
menti , sì per la vivezza del colorito , riportò le acclama-
zioni de' Virtuofi .
Dopo quciV Opera dovette dipingere ad olio gran nu-
mero di quadri per foddisfazione de' molti Cittadini , che ,
ftante 1' alta filma di lui conceputa , a lui ricorrevano , ap-
poggiandogli commiffioni fenza fine ; le quali con incredibil
franchezza , e finezza d' arte efeguiva , non fenza aumento
di ricom-
ED ARCHIT. GENOVESI. 155
di rìcompenfe , e d' encomj . Poche fono le cafe cofpicue di
Genova , che non fi pregino d' aver qualche bella pittura-,
del nolìro Cartello : molte Claiefe ancora ne tengono ; e ben _
in conto ; delle quali pitture foggiungeronne qui alcune . d.
Due fé ne veggono in S. Francefco di Cai^elletto : e_> Bernardo
moftrano 1' una S.Diego {a), l'altra S.Girolamo. Quattro C'^^^^^^^*
entro la Chiefa de' Cappuccini : e fono quelle del CrocifilTo,
di S. Francefco llimatizzato , dello fieffo Santo , che velle_»
dell' abito religiofo S. Chiara , e di S. Antonio di Padova
col Bambino Gesù . In S. Siro v' è la tavola con elfo Gesù , che
fanciullo difputa fra'Dottori . In S. Matteo quella di S. Anna .
Neil' Oratorio di S. Francefco quella di tal Santo . E in S. Ma-
ria di Callello quella di S. Pietro Martire , che è delle fue
migliori .
Né debbo ommettere quella dell' AfTunzione di Maria-.
Vergine , e quell' altra efprimente la llefTa , circondata da al-
cuni Santi : polle , la prima nella Cliiefa di S. Caterina , e la
feconda in quella della Maddalena . Accenno per ultimo la
dedicata a S. Francefco di Paola , che vedefi ad un' Altare
della Chiefa di S. Maria de' PP. Servi.
Altre pure ne fece per le Chiefe de' fobborghì , e de' luo-
ghi circonvicini . Fra quelle una con S. Tecla per li Monaci
Camaldolenfi : due per gli Agoftiniani di Sturla , I' una_.
dell' Immacolata Concezione , e 1' altra di S. Caterina : una
per la Chiefa di S. Francefco d' Albaro dimoftrante anch' efla
r Immacolata Concezione ; ove con le milleriofe figure della
fteilli a frefco dipinte adornò tutta la cappella : ficcome_.
d' altre quattro tavole ad olio , in cui fono effigiati altret-
tanti de' primi Patriarchi dell' antico Tefta mento , e i Fon-
datori della cappella medefuna . In S. Martino d' Albaro
fono di mano del Caftello la tavola della Vergine làlutata
dall' Angelo , e 1' altra di S. Antonio di Padova .
Per
(«) Quefla tavola di S. Diego non è nella Chiefa de' PP. Conventuali, ma_
bensì in quella della SantiiTima Nunziata de' PP. OlTervanti : e fta dentro al-
la cappella lituata a capo della fuiiitra navata .
Una nojililTjma tavola di queft' Autore ricca di affai belle figure fi con-
ferva neir Oratorio di S. Ambrogio . Ella rapprefenta il Santo , che riceve
nel Te.npio il ricoaciliato penitente Teodofu .
E' altresì Opera del Caftello il S. Gio. Batti :la , che Vftdefi avanti alla B. V»
full' AUar maggiore dell' Oratorio di detto Santo .
154 VITE DE'PTTT., SCULT.,
Per tante pitture , e tutte egregie , Tempre più andava
crefcendo il buon nome del nortro Artefice ; che molti impie-
garono anche in lavori fui frefco , a vifta di quello da lui si
U, ben efeguito nella Chiela del Gesù . Egli in Albaro entro
Bernardo una loffsia del palazzo del Sig. Agoftino Saluzzo figurò Alef-
fandro Magno , che rompe 1 efercito del Re Poro : pittura_.
fìimabililTima non tanto per lo paltolò , e delicato tempera-
mento , e pafTIiggio de' colori , quanto per gì' ingegnofì mozzi,
e mefcugli d' uomini , e di cavalli , che in gran copia , e in
attitudini alTai naturali , e varie v' efprefTe . E nella volta_.
d' una di quelle llanze rapprefentò lo sbarco fatto qui delle
Sacre Ceneri del Santo Precurfore , portate di Levante da'no-
flri ; e fimilmente in quefl' altra defcrizione, che tante figu-
re , ed azioni comprende , a maraviglia fi diflinfe . Molto
onore eziandio gli conferirono i lavori a frefco , che iece_-.
nel coro della Chiefa della Santiflìma Vergine delle Grazie ,
rapprefentativi della vita di ella Vergine; ove confiderabili
mafTimamente fono i due , che efpongono , 1' uno la Natività
di Lei , e l'altro lo Spofalizio : ambi afTai pregiabili per la
fpiritofa invenzione , e per li ben intefì tratti di profpettiva.
Alcune florie pur della Vergine , ed alcune figure di Pro-
feti dipinfe nella volta d'una cappella della Chiefa di S. Teo-
doro . Chi poi defideralTe vedere altre gloriofe fatiche del
. . . . 0
coli
Frattanto
la) Olii prende sbacHo il nodro Autore in accennindo le pitture fitte dal Ca-
ftello in cafa Cenmrione fituata fulla llraia nuo/a ; perchè co'à non fono
mai ftati lavori a frefco di quefto Pittore. Due fono bensì i palaK2Ì de' Si-
milori di ciuefta Famiglia, ne' quali iia dipinto il Ca'^ello : ma niuno di eHi
e qui nominato . Uno è in Bifagno vicino alla Chiefa di S. Marglierita di
MaralTi . Nella fala di quelto pala?7o egli ha cfprcfTo gli avvenimenti di Enea
deferirti da Virgilio nel primo dell' Eneide : e in una fianca vi ha figurata
alcune ftorie facrc : e in un' altra alcune profane . L' altro palazw Centu-
rione è quello di San Pier d'Arena ■ poco difcofro dalla Chiefa di •''. Maria della
Cella. Nella volta del portico di quc'lo palaz7^ egli ha cfcreffo Erminia,
che vede all' ombre amene il canuto paftorc , come dice il Taflb al fettimo ,
Tefler fifrelle alla fna t',rei'^ia accanto ,
Fa afcoltar di tre fanciulli il canto .
Nella volta poi del'a macftofa fala in cinque gran quadri coloritf a frefco
ha defcritto alcune imprefe fatte da Mario nella t'uena contro a Giigurta:
ed in un' altra llanza ha con rara maellria dipinto il bagno ^ di Diana„ .
L' enereia di qurlle pitture, e la vivczaa del colorito, oltre all' efquifito di,-
fegno , "Jfc rcndgno maravigliofe .
ED ARCHIT. GENOVESI. 155
Frattanto era il Taflb in difpofizione di pubblicare per
mezzo delle {lampe il Tuo preziolo Poema della Gerufalem-
me : il che come Teppe il Camello , vogliofo di dare all' Ami- ^^«^__.
co qualche dimoflrazione d'affetto, e di (lima, formò i di- fì^
fegni delle principali azioni di ciafchedun canto ( ciò fu l'an- Bernardo
no 1585.), e mandoglieli a prefentare (a): dono fommamen- •"■'^^l°°
te gradito da quel chiariamo Poeta , che con fua cortefini-
ma lettera ne ringraziò il donatore; e volle, che quei di-
fegni da' più celebri Intagliatori s' incideffero in rame per la "
dellinata edizione, la quale poi nel 1^90. fi fece in Genova
nella Stamperia di Girolamo Bartoli . La lettera fcritta dal
Tallo al Callello è fiata in mia mano. Ella cominciava cosi.
MeJJer Bernardo mio dilettijfimo — Sacrificate a Vulcano , ec.
Era accompagnata da un bellidìmo Tonetto in lode di ciTo
Camello ; il qual fbnetto leggefi in quell' edizione poflo in-
nanzi al Poema .
QueQi
{a) Di quefti difeEiii pubblicar! colle ftampe l'anno 1J90. otto ne furono incifi
dall'egregio A^oftino Caracci ; e fono quelli de' Canti VI. VII. Vili. X.
XII, XVI. XVII. e XIX.
Oltre alla genovefe edij^ionc del famofiflìmo Poema di Torquato Taflb fatta
nel 1 590. con le figure difegnate da Bernardo Caltcllo , la quale è in 4. ,
ed è ItimatifTima : n' abbiarno un' altra affai polteriore pur genovefe , e ili-
matifuna , la quale è in foglio , con le figure fimilmente 5,\ effo Caftelio ,
ma di difegno diverfo da quel della prima edizione . Di quefia in foglio
parlerò più fotto .
Sono anclie di difegno del CaftcUo le figure inferite in due altre edizioni
genovefi del fuddetto Poema fatte da Giuleppe Pavoni nel 1604. , e nel 1607.
ambedue in ii.
Alcuni altri lavori a frefco del noftro Artefice dal Soprani tralafciati an-
drò qui apnreffo accennando.
Nella vofta del portico del palazzo Imperiali in fulla piazza di Campetto
a concorrenza del Cambiafo dipir^fe gli Dei celebranti \i\ lauta menfa le_.
nozze di Pfiche . Nella volta poi d'una delle ftanze del medcfimo palazzo
figurò cinque ftorie cavate dalia vita di Cleopatra; e dentro d'un gabinetto
efpreffe alcuni fatti deferirti dal Tafib nella Gerufalemme .
Nel palazzo già Grimaldi ora Saoli vicino alla porta Romana fon fatte da
Bernardo le pitture della volta d' una ftanza , rapprefeniativc di cinque azioni
del grand' Aleffandro ; ed in un gabinetto avvi im' altra ftoria pertinente al
medefimo £roe .
In San Pier d" Arena vedefi da lui colorita la volta dell' atrio del fuperbo
palazzo Imperiali : e i focgetti di quelle pitture fon cavati dalla già men-
tovata Gerufalemme del Taffo .
In Pegli dipinfc la volta della fala entro il deliziofo palaTizo dell' Eccmo
Agfìftino Lomellini ; nella qual volta rapprefentò Coriolano all' alTedio di Ra-
ma , e Vecuria di lui madre , che in atto fupplichevole gli fi prefcnta ac-
compagnava dalla fpofa , e da' figli di quell'Eroe. Tra le figure degli
Uffiziali Ai Cjriolano ve n' è una > nel cui volto ha il Caftelio effigiato
fé lleiTo . Nel
IJ6 VITE DE' PITT., SCULT.,
Quelli difegni acquillarono fempre più gloria al Caflello;
onde chi defiderava qualche bella tavola ad olio , o qualche
..- bel lavoro a frefro , a lui ricorreva : tanto più che egli tro-
u. vavafi appunto in tal tempo , in cui , per elTere gii mancati
Bernardo [[ Cambialo , e il Bergamafco , e per cfTer vecchi i Semini,
TELLO, g ji Q^iyj ^ Q^ aflente il Paggi , fcarfeggiava non poco la no-
flra città di valenti Pittori . Non dee per tanto recar ma-
raviglia, che fi veggano ufcite da' Tuoi pennelli alcune tavole
non ridotte a tutta la perfezione : nelle quali , fé egli per
la folla delle commiiTioni operò in fretta , non vi ommife
però giammai quella grazia , che gli era propria , ed inna-
ta ; e , mercè del fuo fecondifllmo ingegno, quantunque egli
folTe continuamente impiegato in dipingere : pure ebbe una
maniera Tempre varia , e Tempre nuova d' idee ; onde anche
nella velocità riportò lode , e Ti mantenne il buon credito
^er tal modo , che in Firenze alla Tola vìiìa. d' un Tuo diTe-
;no r anno i ^88. fu a viva voce acclamato Socio di quell' ia-
figne Accademia .
Fra le molte prerogative , che concorTero a rendere que-
fto Pittore in ogni genere di pittura fam.oTo , s' annoverava
eziandio quella di fare i ritratti TomigliantilTimi agli originali;
a'quali ritratti, Tenza pregiudizio della Tomiglianza , confe-
riva una certa grazia , che Ti godeva , ne Ti Tapea donde foile.
Quindi m.olti , per a%'ere il proprio , a lui ricorrevano : ed al-
cuni di riguardevoli PerTonaggi dovette egli farne ; tra' quali
uno fu quello del Cebi ; ritratto , che , incifo a bulino ,
fu poi collocato in fronte al dotto Poema compoTto da quel
virtuoTo
Nel Duomr? di Savona dìpinfe la cappella dedicata alla Natività del Sal-
vatore , con altri Milteri cavati dalla vita della Beata Vergine : e fimil-
meiite è lua la tavola ad olio pofla frpra 1' Altare .
Sue pure fono le pitture entro 1' infipne Tempio di Noflra Signora di Mi-
fericordia fituato nella Valle di S. Bernardo ; le quali defcrivono in conti-
nuata ferie la vita della Beata Vergine; ageiuinevi moke iirrnasini di Pro-
feci , di Santi Padri , e d' Angioli : e fono ai:clie fue le due belliHìme tavole,
r una del Prcfepio , e l'altra di Noflra Donna col Celcfic Ean^hino.
Gabriello Chiabrera amiciilìn-o del Caccilo lia encomiato quefti cgrcgj la-
vori di lui con pindariche canzoni : una delle quali conchiudc cosi ,
Cbi ciò fioy/^e , «o« fcorge ,
Caflel , colori , e tele y
Scorge animata gente •
l'anta y e sì bene et niente
li tuo perinei fedele •
ED ARCHIT. GENOVESI. 157
virtuofo Cavaliere col titolo di Furio Cammillo . Lo fìefTo
Cavaliere , oltre all' avere affai lodato , e generofamente ri-
munerato il Cartello, in maggior teftimonianza di foddisfa- .
zione , e di fliraa verfo di lui , trovandofì alquanto dopo in Di
Padova (cioè nel 1587.), di colà gli fcrifTe quefto madri- ^^^^^111°
gale, in cui chiedevagli certo ritratto. *
Tu , che /copri pìngendo
D' ogni ben chiufo petto ,
Caflel , qualunque è più ripojìo affètto :
Dell' afpra Donna mia
fingi nel vago a/petto
La ferità dell' alma ingiufla , e ria ;
Cb' ella forfè fuggendo
Di fcorger nel tuo Jlil tant' empio il core
Non farà s) ruhella incontro Amore .
Anche il Sig. Lionardo Spinola celebre Poeta fece co*
fuoi verfi encomio al Cartello in una lettera , che gì' inviò
funihnente da Padova : e fono i feguenti .
La bella tela eletta ,
In cui con dotta man i color parti ,
Ed ombreggiata fol mtW occhi alletta ,
Mentre più vaga in quefte , e in quelle parti
\Di bei color s' avviva ,
Rapifce con tal forza i fenji , e T alma ,
Che femhra lor V immago fpiri , e viva .
Ferma il pennello : hai già da ognun la palma ,
Caftel : che fé più /' Opra adorni , 0 curi ,
Dando fpirto all' immago , altrui lo furi .
E poiché mi fon fatto a parlare di poesie , non ertimo
fuor di propofito il riportar qui due f inetti , uno del Cebi,
e r altro di Don Angelo Grillo , che lo compofe , mentre il
nortro Pittore difegnava in carta 1' effigie di lui .
Qiial
Castello .
158 VITE DE'PITT., SCULT.,
Qual infra /' aure candide fuccinta
Il puro fen di rugiadojl veli ,
_ La bcllijjìma Aurora indora i cieli ^
dì " L' aurato crin fugli omeri dijcinta ;
Bernardo Qtial fra le vaghc nubi hi dipinta ,
Che r ammirabil arco al Sol difveli :
Appar la Donna, ond' ebbi fiamme , e geli ^
Quando mia libertà fu prefa , e vinta ,
Cafìello , al cui pennel diede Natura
L' iflejfe tempre de' color fuoi vivi ,
Contra lo sforzo de crudi aimi avari ;
Se in carte fingi mai l' alta figura ,
S) fatte note a lei d' intorno ferivi ',
La Galatea de' Savone/ì Alari .
Mentre col guardo il mio fembiante furi,
E con lo fin ne fai conferva in carte ,
Perchè nella tua vaga , e nobiV Arte
Dal tempo , e dalla morte ei s' afitcuri :
Bernardo vien , eh' io di furar procuri
Anche i tuoi modi indufiri a parte a parte ;
E che n adorni le mie rime fparte ,
E la memoria a' fecoli futuri .
E 7 ftmolacro del tuo chiaro ingegno
Ne' verjl miei non fie men hello , e vago ,
Che la figura mìa ne' tuoi colori .
Che forfè in lor favellerà sì degno ,
Come fra l' ombre tue , fra tuoi fplcndori
Spirerà bella la mia fojca immago .
Fece il Calvello anche i ritratti di Monfìg. Cornelio MufTo
Vefcovo di Bitonto , e del Marchefe Ambrogio Spinola Ge-
nerale dell' armi Spagnuole ne' Paefi BafTì . Quelli ritratti
vide il Cavalier Marino , ed altamente lodolli ; perocché ,
falvo il non eflere animati , nel rello non fi diflinguevano
punto dagli originali . Anzi fopra il fecondo di quelli ei
compofe il Tonetto , che incomincia :
Del Ligujìico Marte , ce,
E lo
ED ARCHIT. GENOVESI. 155,
E lo (lelTo illuftre Poeta altro pur ne compofe , nel quale
invitava il noftro Pittore a fare il ritratto del CaUelficardo .
Non parlerò qui de' ritratti del Duca di Savoja , e del ,
Taflo ; dacché quelli fi veggono efquifitamente incili in rame dì
innanzi al già piìi volte menzionato Poema della Gerufa- Bernareo
lemme. In fine era Bernardo Callello tanto celebre in tal ■^s^'^^'^*
genere di lavori ; che , defiderando gli Accademici di S. L.uca
di Roma d' avere i ritratti del Cambiafo il giovane , e dell*
egregia Dipintrice Sofonisba Angofciola Lomellina ; ne die-
dero ad elio Cartello la commiflìone ; il quale poiché gli ebbe
puntualmente ferviti, ne riportò da Ottavio Leone Principe
dell' x\ccademia un onorifica , e cortefiflìma lettera di rin-
graziamento .
Ma quantunque folTe il Cafiello difiintamente amato ,
e riverito da ognuno , e 1' arte fiia con Tommo decoro , ed
emolumento efercitafle : pure agitandofi in Genova la l^repi-
to!a lite moda dal Paggi contro i Pittori , che pretendevano
dovefiero tutti ilare uniti alla rinfufa, ed in matricola co' Do-
ratori; ebbe egli la debolezza di concorrere con tali preten-
denti , e di fofienere capitoli di poco decoro alla ProfelTio-
ne, che efercitava ; iìccome già addietro dicemmo, Cofiui
a sì vii partito s' indulTe ; perchè temeva non veni Uè a cre-
fcere il numero de' Pittori in guifa , eh' egli avefiè poi a ri-
manere pregiudicato nelle commiflioni , e ne' guadagni : quafi
che foirero potuti mancare ad un cosi eccellente Artefice gli
Avventori .
Il Cafiello , benché come in ritiro qui fé ne ftefie ; avea
nientedimeno renduto tanto celebre il fuo nome per tutta Italia,
e principalmente in Roma , che in quella città moltilTimo
r amavano , e ìtimavano varj Porporati , fra' quali l' Aicolano,
il Giulliniano , ed il Pinello . Quefti , ed altri Perfonaggi con
efficaci lettere l' invitarono colà a farfi onore , promettendogli
non leggieri impieghi , e vantaggi . Mollb egli dalle conce-
pute belle fperanze nel maggio dell' anno 1 60^. , e quaranta-
fettefimo dell' età fua dirizzò il cammino verfo Roma ; dove
giunto, fu amorevolmente accolto da'fuoi Mecenati, e di-
riintamente dal Principe di M.tfia , che lo prefentò al Duca
Akemps, il quale tofio inipiegollo in certo lavoro a frcfco
entro
Castello ■
i5o VITE DE* PITT., SCULT.,
entro una flaiiza del Tuo palazzo fituato fui Quirinale C?) .
Il Cardinal Giurtiniano gli commife la tavola di S. Vincenzio
,___^ Ferrerio per la cappella , che queflo FminentilTimo s' avea fatto
dÌ alzare nella Chiefa dì S. Maria fopra Minerva (b) . La prefata
Bernardo ravola incontrò tanto applaufo, che i Deputati alla Rev. Fab-
brica di S. Pietro chiamarono l'Autore a dipingere una delle
tavole di (]iiella Bafilica ; non oflante che a tal' onore afpiraf-
fero alcuni de' più infigni Pittori di quel tempo , come An-
nibale Caracci protetto dal Cardinal Farnefe ; (e) il Caravaggio
favorito dal Cardinal Monti ; e l' Arpinatc benvoluto da molti,
ma per la troppa lentezza del fuo operare rigettato da tutti.
Accintofi il Cartello alla degna imprefa , figurò in que-
lla tavola San Pietro , quando fu chiamato fuUa riva del
mare di Galilea dal fuo Divino Maeftro : e in aria vi colorì
una gloria d' Angioli flanti in attenzione del fatto . La bel-
lezza di quell' Opera convien arguire , che fofle afTai gran-
de ; perciocché vedurafi un giorno dal Cav. Poraarancio , men-
tre non erafi ancora efpofla , ne rimafe ammirato per modo,
che , parlandone con certi Signori Romani , cfclamò . Per mia
fé , che quefìo Genovefe vuol fare il diavolo , ed uguagliare^
quanti hanno fatto fin ora tavole in San Pietro ; ed io w' b»
tempre temuto : tanto più che egli fé n è flato fempre quieto ,
ed è venuto molto arditametite , fenza moftrar appreyìfione di
tanti famoft Pittori , che pur qui fono . Grande fu 1' onore_. ,
che perquefla belliflìma tavola fi riportò dal Cartello, al cui
merito
(«) Quella Palazzo già del Duca Alremps fui Quirinale non faprei qua! folTe-.
al prefentc . So bene , che l'ono alcuni lavori a frcfco de! Caftello in una
fìanza del Palazzo Pintificio a Montecavallo ( ed appuiito in quella contigua
alla dipinta dal Lanfranco) clprirninri ilorie facrc .
( i ) (>yefta tavola però non è delle migliori del Cailcllo , e la compofizione in
particolare fcnte alquanto dello ftile antico.
(e) Non {ì ha da alcuna delle vite d'Annibale Caracci fcritte da più Autori;
eh' egli mai afpirafTc a dipijiger tavole per !a Bafilica di S. Pietro , uè che
il Card. Odoardo Farnefe a cotelìo effetto s' impegnaffe . La ftcfla co/a dico
del Caravaggio • Il Cav. d' Arpino poi fVa quelli tre fu 1' unico , che colà di-
pingeffe : nìa la tavola da lui dipinta piii r.on vi fi vede . Ella fu la prima
tavola, che comparifle nel gran Tempio di S. Pietro lavorata a mufàico dal
Calajidra. In effa era rappresentato S. Michele , che abbatte Lucifero. Ma
r anno iTfio. fu tolta via; e in vece d' efl^t , con cambio molto migliore,
vi fu porto un' altro mufaico cavato da rna tavola dello ftclTo argomento
dipinta da Guido Reno , la quale cfille nella Chiefa de' Cappuccini dèlia me-
deTira città . (^elk uvola ricopioffi ogregiamtntc dal faiiffimo bulino di
Giacopo Frey ,
D
ED ARCHIT. GENOVESI; i6t
inerito Roma tutta applaudì . Ma la medefìma tavola indi a non
molto ebbe un efito sfortunato ; imperocché confunta, come ai-
ferma il Cavalier Baglioni , dall' umido , e corrofa dalla polve-
re fu tolta di porto , vivente tuttavia il di lei Autore ; in cui
alTenza fu data a dipingerfi al Cavalier Giovanni Lanfranco . Bernardo
Già era il Caftello ritornato da Roma alla Patria, do- *^'''"'-'-"-
ve gli fi prefentarono molte , e vantaggiofe occafioni di met-
tere in comparfa il proprio talento , ed aumentarfì la lode .
Una di elTe fu quella di dover dipingere la tavola da efporfi
nella cappella del Duca di Savoia . Rapprefentò in quella^
tavola S. Lorenzo : ed al bafib di effa la battaglia data
dall'armi Savoiarde preffo S. Quintino, ove furono rotti,
e medi in volta i nemici . Riufci la pittura di tanta foddif-
fazione di quel Duca , che ne diede all' Autore vive telli- *
monianze co' premi , e con gli onori . A tante grazie , e di-
ftinzioni di quel Principe fludiandofi il Caflello di corrifpon-
dere , intraprefe a figurare nuovamente la Gerufalemme del
TafTo , per dedicargliela . Comunicato da Genova tal Tuo pen-
fiero al Duca d'Agliè, n'ebbe in rifpolìa una cortefe lettera
regnata a' due giugno dell'anno i6ió. Diceva quefla : Ojl-j
Sua altezza , molta flima facendo del merito di lui , non folo
avrebbe gradito una tal dedicazione ; ma di più gliene avrebbe
profejjato obbligazione particolare (a) . Cosi efeguì il Caflello
la fuperbiffima Opera , in cui vivrà eterna la maemoria della
fua virtù .
Grandi altres'i furono gli onori , che vennero al Caflello
da' Figli di quel Sovrano , e rpecialmente dal Cardinale-* .
Quello Porporato non contento di polTedere due nobiliffime
tavole di lui , altre due fucceffivamente gliene commife iii_.
una afFabiliffima lettera , che è la feguente .
Al Signor Bernardo Caflello .
Magnifico mio amatiffmo . Il mio piacere fentìto per bocca
del Conte D. Lodovico d' Aq[,Iìc , che abbiate dato /' ultima ma-
no alli due quadri , riceve tal accrefcimento dalla vojìra pronta
Tom. J. L difpo-
"(«)Ql'eft' edizione fi fece in Genova da Giufeppe Pavoni in foglio l'anno 1617.
1 rami però furono incifi in Roma dal celebre Inragliatore Cammillo Con-
gio, elle in tempi diverfi incife altri difegni del Cadilo, e particolarmenre
una raccolta di targhe affai belle, e capricciofe .
Castìllo .
i6z VITE DE' PITT., SCULT.,
difpo/tzione di far gli altri due dell' allegato Soggetto ; che mi
coJìri}t3^e ora a dar vene fegno con quejia , per dirvi anco di ptù,
_...,^ che , flccome faranno gli uni e gli altri di principale ornamen-
~^i to alla mia vigna : così mi rejìerà altrettanto imprejfa la me-
Bertmardo moria di ìnojìrarne quella fodiis fazione , che fogliano recare le
Opere del vofiro pennello . E mentre appunto io ne afpetto il
ricapito , prego ti Signor Iddio , che vi confervi . Di Torin»
alli IO. di marzo i<5i8.
Voftro
// Cardinal di Savoia .
In quefle quattro tavole venivano rapprefentate alcune-,
delle più memorabili imprefe del Duca Amedeo di Savoia ;
ed una fra le altre defcriveva il foccorfo da lui predato a
Rodi . Giunte qucrte in Torino piacquero tanto a quel Emi-
nentiflìmo Porporato ; che , fattele collocare nel più cofpicuo
luogo della fua gallerìa , mandò in dono al Pittore una-.
collana d' oro accompagnata da efpreffioni di molta filma ,
e cordialità .
Poco dopo efTendofì terminata la magnifica flampa del-
la Geruflilemme , il Cartello inviò a Torino le copie pel
Duca , e per li due Figli di lui . Quefta infigne fatica in-
contrò preilb a que' Perlònaggi gradimento non inferiore^,
a quello delle già trafmefTe pitture . Ei ne fu dal generofo
Duca regalato lìmilmente d' una collana d' oro filmata del
valore di trecento feudi ; al che il Cardinale a^giunfe altro
dono d' un preziofo anello con quefla graziofillmia lettera ,
che ho tralcritta dall' originale .
Al Signor Bernardo Caflello .
Magnifico nofìro cariffimo . L' ornamento , che avete ag-
giunto con le vofìre pitture al Poema del Tajfo , dichiara il vo-
firo pennello per emulo della fua penna ; perche quello , che Al^
fcrittura fin qui ha fuggerito all' intelletto , voi lo rapprefen-
tate modernamente all' occhio . £ farebbe dubbio a chi fi dovejfe
la palma , fé non fojfe Jìmbolo , e quafi una medefìma la loro
arte . Gradifco però il volume , che avete voluto mandarmene ,
riconofcendolo dalla vojìra amorevolezza ; ond' io averò tanto
maggior-
ED ARGHIT. GENOVESI. itfj
maggiormente da gujlarlo , quanto , che fra la contefa di quegli
Eroi , fé ne contiene al prefente una nuova , che è fra l' eccel-
lenza del Pittore , e la gloria del Poeta . E nofìro Signor Iddio .
vi Confervi. Di Torino a 22. marzo 161^. ÌdJ '
// Principe Maurizio di Savoia . Iepnard»
V.ASTEU.O»
Oltre a' cosi dillinti favori , che da que' Principi rice-
vette Bernardo , ebbe anche I' onore d' efTere invitato a quella
Corte con la penfione di cento feudi d' oro il mefe . Ma_.
egli , che amantiflìmo fempre fu della propria libertà , e ne-
miciffimo della foggezione , ricusò con tutta riverenza 1' of-
ferta : e profegui a vivere in Patria non mai privo di com-
mifTioni , né mai fianco d' cfeguirle , benché folle in età già
molto avanzata .
A cagione della tavola del Caflello , che, come fi difTe,
era fiata tolta via dal Tempio di S. Pietro di Roma , mor-
mora vafi da' Romani contro il Cavaliere Lanfranco Autore
di ciò ; e teneafi comunemente opinione , che non già la pol-
vere , o r umidità , ma bensì 1' ambizione di cofiui avefiè
privata la loro Bafilica di quella tavola J e che la fofiiiui-
ravi fofiTe di gran lunga inferiore alla precedente {a) .
Per la qual cofa gli EminentifTimi , i quali fperato aveano
d' avere dal Lanfranco una tavola molto più infigne , uden-
dola generalmente biafìmarfi , deliberarono di far , che da'
Signori Depurati alla Reverenda Fabbrica richiamato fofTe
il Cafiello a dipingere un' altra tavola . Ma ciò così tardi
efeguiflì , che appena ne ricevette quefii la lettera , ed ac-
cettato n' ebbe l' invito , mentre difponevafi al viaggio , fu
fopraggiunro da mortale infermità ; onde in pochi giorni
con univerfal difpiacere finì di vivere nell' ottobre dell' anno
1629. fettantaduefimo dell'età fua, e fu feppellito in S. Mar-
L 2 tino
tone in rame da Niccol?) Dorigny : Opera più preziofa , che non è il mu-
faico, che pni fé n' è quivi formato . Tal Opera più accerta ancor s'è renduta,
dapp-ìich'^ dell' origitiale di quel degniiTi:no quadro non fé ne conferva più,
fenonlamct\ dal mez^o in fu , dipiua a frefco , e, fé mal non mi ricordo,
murata in una parete della gran loggia, donde il Papa da la Benedizione!
i64 VITE DE' PITT., SCULT.,
tino d' Albaro (a) entro la tomba , eh' egli ftenb s' avca fatto
collniirc a pie della eappella da fé pure fondata, e dotata . (b)
___^ Furono difcepoli di Bernardo nella pittura i fuoi due_^
' 5; — ' figli Gio. Maria , e Bernardino . ^ _
Bernardo H priiTio , datofi al miniare , vi riufciva affai bene ; e già
Caswu^. g. accollava alla perizia di Gio. Battila fuo ^io . Ma la morte
lo rapi nel fiore degli anni , e mentre ancora il Padre viveva.
L'altro , che fi rendè Religiofo de'Minori OiferNanti, talora
efercitavali anch' efTo in miniare ; onde lavorò qualche Operi-
ne con bella aggiuftatezza condotte . Fu molto onorato nella
fua Religione per la dottrina , e bontà di vita , che lo dilHn-
guevano . Ma egli fimilmente mori aliai giovane .
Valerio fratello de' due precedenti , che divenne Pittore
celebratilTimo , non fi può dire difcepolo del Padre ; perciocché
quando quelli mori , egli non contava più che fei anni d' età .
Furono bensì allievi di Bernardo , Gio. Andrea de Ferrari,,
che poi fludiò il colorire dallo Strozzi , e Simone Barrabbi-
no , la cui vita qui appreffo fi fcriverà . VITA
(a) Nella principal volta dì quella Chi'efa il Caftello lia dipinto a frefcci il San-
to titolare , che dona parte del manto per elemofma al poverello . Sono que-
fte figure di ftatura gigantcrca , difegnate , e condotte con ottimo gulìo .
fh) La fepoltura, che Bernardo Caftello s' erefle in S. Martino d' Albaro , è 11-
tuata a pie delia cappella già dedicata alla Santilfima Nunziata, ed ora_
a S, Antonio di Padova : e vi fi legge quella inlcrizione .
D. O. M.
Sacellum hoc Deipara Virginf
Annunciat^c dicatum cum sepulcro
sub eo pro se , et suis descendentlbus
HUMANDIS BeRNARDUS CaSTELLUS
PlCTOR EGREGIUS ìERE PROPRIO CONSTRUI
CURAVIT: ET UT AD ILLIUS AlTARE MiSSìE
DUvE OMNI HEBDOMADA PERPETUO
CELEBRENTL'R , PRO SUFFICIENTI ELEEMOSYNA
DOMUM UNAM GeNUì€ SITAM
DEVINXIT : UT IN ROGATlS JaCOBI CuNEI
NOT. ANNO MDCXVIII. XV. OCTOB.
ToRQUATUS Angelus J. U. Doctor, et
VaLERìUS FIQI EJUSDEM ad ySTERNAM
;MEM0RIAM LAPIDEM HUNC POSUERE .
ED ARCHIT. GENOVESI. 16^
VITA
DI SIMONE BARRABBINO
Pittore
CHI abbandona il Tuo mefliere, per feguirne un altra
non fuo , fulla fperanza , che debba queflo recargli
maggior vantaggio ; d' ordinario , a guifa del cane,^
d' Efopo , perde ciò, che polTedeva, e rìman delufo
di ciò , che fperava . Ne Tempre qui fi. fermano le trifte con-
feguenze dell' imprudente abbandonamento . Addiviene tal-
volta , eh' ei ne tragga 1' autore in totale rovina . Tanto ne
dimoflira la Itoria di Simone Barrabbino , Soggetto ben efper-
to nella Pittura ; il quale per cupidigia di più lucrofo emo-
lumento abbandonatala , mal capitò , e peggio fini . Di tal
fuccefFo riferirò nel feguente foglio le circoftanze .
Ebbe queflo Pittore il fuo natale nella valle di Polce-
vera . Quivi fin da' Tuoi primi anni dieffi a varie indurtriofe
occupazioni di lavorietti manuali molto giudiziofamente^
difpofli , da' quali chiaro conobbero i fuoi Genitori , eh' egli
farebbe divenuto valente in qualunque liberal Profeffione ,
a cui applicato 1' avelfero . Laonde desinatolo per la Pittura,
il conduifero a Genova , ed alla cura di Bernardo Caftello il
comraifero . Sotto la direzione di ProfefTore così eccellente
s' applicò Simone a fludiare full' Opere de' principali Maertri;
e molte copionne con tanto bella attitudine , ed efattezza ,
che giunfe in breve ad efìfere confiderato qual uno de' più
bravi Difegnatori dell' Accademia del Nudo . Pafsò quindi
al colorire ; ed anche in queflo fi diftinfe ; perocché le tinte
del Maellro , e d'altri chiariiTimi Pittori^ componeva con imi-
tazione , e vivezza- maravigliofa .
Ma dopo eflerfi il Barrabbino renduto padrone de' veri
precetti dell'Arte , s' attediò d' aver a flare tutto giorno riftret-
to ne' termini del copiare . Volle per tanto darfi a conofcere
per quel , eh' egli era , con tavole del tutto fue ; e pafsò a di-
pingere d' invenzione . Il Cartello però , che gioire a ragion
nedovea, perchè quanto faceva lo fcolare ridondava in gloria
L 3 del
166 VITE DE" PITT., SCULT.,
del Maeflro; in vederlo cotanto abile, anzi fé n'afflifie, die
confolarlcne . Cominciò a mirarlo con occhio poco amorevole ,
____ e a mendicar pretcfli , per isb.mdirlo dalla ìua flanza . Se_j
" dì n' avvide il Giovane , e dal Maellro licenziatofì , fi ritirò
Simone da fé , e dieflTi a dipingere con fervore , ed ottima riuicita .
Earrabbino . j^ pj.j^^ tavola , che da' fuoi pennelli ufcifTe , dopo lo
allontanamento dal Maeflro , fu quella , che vedefi entro
1' Oratorio de' Santi Giacomo , e Lionardo . In effa figurò
una non fo qual Reina, che forprefa da' dolori del parto,
mentre flava in un bofco , ottenne per intercefiìone di S. Lio-
nardo la grazia di dar toflo alla luce fenza alcun patim.ento
un profperofo bambino . E quefla tavola riufci buonillìma-.
per la gran diligenza , che ufovvi ; ond' egli cominciò ad
acquiflarfi credito , e lode .
Ne dipinfe poco dopo un' altra per la Chiefa della San-
tìflìma Nunziata del Guadato ; e v' effigiò S. Diego , che con
intingere un dito nell' olio della lampada ardente avanti
ad un' Immagine della Beata Vergine , ed ungere con quello
gli occhi ad un tanciullo cieco, gli reca la virta (a). Opera
per unità di compofizione , e finezza di difegno , cos'i fqui-
iìta ; che quefla iòla ballerebbe ad efaltare il Barrabbino ,
e fors' anche a dichiararlo fuperiore al Maefiro .
Ma quantunque queflo Profellore tanto nelle defcrittc
pubbliche fue produzioni, che in altre private s' andafie Tem-
pre più incamminando alla gloria : tuttavia non potè fòttrarfi
dall' invidiofo morfo d' alcuni , i quali non olando biafimar
le fue tavole , né volendo lodarle , s' appigliavano al mezzo
termine di compatirle ; né altro s' udiva dalla lar bocca a fa-
vor del Barrabbino , fé non , che col tempo , e con lo Audio
farebbe il defiolo Giovane finalmente arrivato a produr qual-
che cofa di buono .
Or vedendofi egli cosi poco favorito in Patria , rifolver-
te di mutar paefe . Parti per tanto da Genova , e pafsò iii_,
Lombardia ; e Milano fu la città , a cui confcgnofli . Quivi
ebbe cortefi cccoglienze ; ove potè fra' Pittori occupare quel
pollo , che ingiuilamcnie gli avea negato la Patria . Grandi
furono
( a ) Qiieilo quadro pende da uiu parete laterale dell' Alure del Crocififla •
ED ARCHlt. GENOVESI. T6y
furono le occafioni , che d' (5perare gli fi prefentaroiio iii_.
quella città , nella quale si ad olio , che a frefco dipinfii,, :
e Tempre diftinta lode ne riportò . {a) , ^
Ma quando egli fi tro\ò già ben avviato nel credito Di
d' eccellente ProfefTore , e molto emolumento potea fperare ^iwove
dalla Tua abilità; fu per appunto allora , che oppcfe un repen- ^^^^^^^^°'
tino argine a' fuoi avanzamenti , e fi trafie in rovina . Lufin-
goflì il malconfigliato d' arriccliire con farfi raercadante :
onde abbandonata la Pittura , tutto fi rivolle al traffico,
fpecialmente de' colori . Intendevafi di quelli , ma non già
delle pratiche, e raggiri , che richiede la mercatura. Per la
qual cofa non guari andò , che indebitatofi di rilevante fom-
ma con un corrifpondente di Genova ; né avendo modo di
foddisfarlo ; alle replicate infianze fu finalmente per conto
di coftui carcerato in Milano ; dove , dopo un' afFannofa vita
menata fra pene , ed angufiie , in età non molto avanzata
morì . In tal modo fi perdette un talento elevato , e ca-
pace d' arricchirfi con gloria nella ProfelTione già da lui ben
apprefa , e in difpofizione d' elTergli molto propizia .-
^rt^*^
^j^
^^
L 4 VITA
( e ) Delle tavole fatte rfal Barrabbino in Milano ne noterò qui alcune , che_»
giunte mi fono a notizia .
Nella Chiela di S. Andrea v' ha dipinto la tavola della B. Vergine con..
varj Santi .
Nella Chiefa di 6. Maria di Caftello v' ha fatto il quadro dell' Angiolo
Cuftode .
Nella Chiefa delle Monache di S. Ulderico avvi di fuo lo Spofalizio della
B. Vergine ad olio , ed altre cofe a frefco •
A frefco pure ha dipinto nella facciata d' alcuJie cafe vicino all' iniìgne-.
ftatua in bronza di S. Carlo»
158 VITE DE' PITT., SCULT.,
VITA
DI PIER FRANCESCO,
E GIO. GREGORIO PIOLA,
Pittori .
EBcERo il loro merito nel dipingere i due Soggetti
Pier Francefco, e Gio. Gregorio Piola : ma poco di
edi rapportare poffiamo ; perchè il primo jnancato
efTendo in età ancor giovane, poche fue memorie-,
lafcionne ; mentre molte , e degne ce ne prometteva la lua
rara abilità , e accuratezza : 1' altro poi pafsò gran parte di
fua vita fuori della Liguria ; e dagli onori , e guadagni ,
che in altri paefi ritraile , lafciò giulìo argomento della bel-
lezza, e finezza delle fue Opere , delle quali chi or le polTiede
forfè non ne fa il vero Autore . Or noterò qui appreifo
quel tanto , che ho potuto raccorre di quelVi due .
Segui il natale di Pier Francefco in Genova 1' anno 1555.
Cof^ui , dopo d' avere (ludiato le lettere umane , s' applicò
alla ProfefTion di Notaio . Ma indi a poco in\ogliaioil del
difegno , abbandonò quella , e tutto a quello fi diede . Pafsò
poi alla pratica del dipingere ; e come ben fapea , che il buon
gullo d' una facoltà debbe appararfi itigli efemplari degli ec-
cellenti Maeftri : COSI egli frequente era, e follecito in ofTcr-
vare le pitture di Perino del Vaga , e d' altri fimili valen-
tuomini , s'i prelTo al Principe Doria , che dentro alle Chiefe
f)iù colpicue , sforzandofi d' attrarne lo flile , e d' alTeguirne
a perfezione . Con tali indufirie , e premure andò molto
innanzi il giovane Piero in quella nobile facoltà : e dava—
belle prove di fé : e n' avea lode .
Giunfero alcuni lavorietti di lui alle mani della celebre
Dipintrice Sofonisba Lomcllina , che grandemente llimolli ;
e volle vederne 1' Autore , della cui virtù , e difpolìzione_*
ali ottimo cos'i paga, e ammirata rimafe , che lo volle feco,
lo riguardò cual figlio, e l' inilrui per lungo tempo ne' più
fini precetti dell' Atte .
Dopo
r^iER
ED ARCHIT. GENOVESI. 169
Dopo ciò invoglioflì Pier Francefco dello ftile di Luca
Cambiafo , che forfè pareagU più facile a feguìtarfi . Diedefi
per tanto a copiare le pitture di lui ; e si efatramente ritra- .^
evale , che paffato poi a dipingere d' invenzione , appena fi DiPi
diftinguevano le Opere dell'uno da quelle dell'altro. Ciò Francisco ,
abbaiìanza vìen palefato nel quadro rappreientativo delle corioPicla^
Spolalizie di S. Caterina Martire , poflo nel luogo di Pegli
entro la Chiefa de' PP. del Monte Uliveto : quadro veramente
d' ottimo gul^o ; e che da alcuni fu flimato del Cambiafo me-
defimo : ma vi fon prove , onde riconofcerlo di Pier Francefco
Piola . Del redo , quando foife attribuito al Cambialo , nulla
quelli ne fcapiterebbe di gloria .
Mancò Pier Francefco in età giovanile l' anno i (Soo. ,
quando appunto s' alpettavano altri Iquiiiti frutti del luo no-
bil ingegno ; de' quali foltanto un lieve faggio potè recarne,
e un gran defiderio lafcionne .
Dalla fleflà famiglia de' Piola poco dopo ufci un altro
infigne Soggetto . Egli fu Gio. Gregorio , il quale molta in-
collanza molerò nell' eleggerfi la Profeflìone . Imperocché
prima apri bottega di mercerìa : di poi fi diede al irafEco
della feta : e per ultimo , in età di più di 25. anni , s' ap-
plicò alla Pittura ; e da per fé, lenza alcuna guida, vi fi
provava , e vi riufciva aliai bene . Egli fecondando il brio
dell' ingegno , e la naturale inclinazione , copiava con indi-
cibil preltezza qualunque carta , o difegno gli fi prefentava ;
e ciò lenza determinar contorni , o lar ufo di toccalapis .
In queflo elercizio continuò , finche avendo prefo affezione alle
cofe piccole , fi rivolle a miniare i già copiati difegni . Cosi
ogni giorno più dilettandoli della vaghezza , e varietà di quei
colori , che adoperava , fece nella Miniatura un' egregia riulcita.
Vogliofo era d' incontrar eftimazione , e guadagno ; che l'una
e r altra cola ben meritavano i lùoi delicati , e leggiadri la-
vori . Ma non v' ebbe in Genova chi li curaffe , o premiaffe .
Quindi fu, che abbandonato queflo foggiorno , s' incamminò
alla volta di Roma ; ove feco recatefi le fue ingegnofe ope-
rine, tanto vantaggioiamente le Ipacciò, che accumulato
avendo qualche fomma confiderabile di denari , pensò di va-
lerfeiie per intraprendere il viaggio di Spagna , luUa Iperanza
di mi-
Di Pier
Fr ANCESCO •,
r Gio. Cre-
corio Picla .
170 VITE DE' PITT., SCULt.,
di migliorar colà la fua forte . Ma gli andò a vóto il pcn-
ficro . Pofciachè paifato in Ifpagna trovò que' popoli si poco
inclinati alla Pittura , e alla Miniatura ; che dovette torto
parti ifenc , e cercar fi altro ricapito. Dopo una lunga, e va-
ria peregrinazione fermò il piede in Marfiglia ; ove ricevè
quegli onori , e quelle commiflìoni , delle quali gli era fiata
fcarfa la Spagna .
Ma quanto fon vani i difegni dell' uomo ; e come fui
più bello fallifcono! Appena aveva il Piola cominciato a go-
dere in Marliglia le buone accoglien^ce , e cortesie di que' Cit-
tadini, che, gravemente infermatofi, vi mori l'anno i6z^.,
e quarantaduefimo dell' età fua . Tal perdita cagionò di fpiacerc
a chi lo conobbe ; e molto più a' fuoi Congiunti di Genova,
i quali nulla poterono ereditare del copiofo denaro , eh' egli
acquitlato s' avea ; flantechè per legge di quella città rimafe
il tutto devoluto al fifco ; così folendoli praticare colà con
que' foreiìieri , che nel Regno non vi hanno Eredi .
VITA
ED ARCHIT. GENOVESI. 171
VITA
DI MARCANTONIO BOTTO
PATRIZIO GENOVESE
Pittore , e Modellatore .
DOpo il beli' efempio , e la fegnalata vittoria di Gìo.
Battilla Paggi a confervazione de' diritti della Pit-
tura [ di che già nella vita di lui ] , cominciò Ge-
nova a vedere fucceflìva mente alcuni altri de' fuoi
nobili Cittadini efercitarfi in quella chiariilima Profeflìonc .
Non intereiFe , ma giocondo piacere , e fors' anche desìo di
gloria t.ravali ad un' occupazione , che conofceano effer con-
veniente al loro carattere , e valevole anzi a illuflrarlo , che
a denigrarlo . Fra tali Soggetti degno di fpecial ricordanza fi è
Marc' Antonio Botto , a mia notizia il primo , che imitafle
r efempio del Paggi .
L'anno 1^72. nella noflra Metropoli nacque il Botto
da Genitori Patrizj . Appena giunto all' ufo della ragione ,
fu da' fuoi applicato allo lludio delle lettere umane ; nel
che , ficcome poiledeva un ingegno alfai perfpicace , e pron-
to , COSI avanzavail con molto profitto ; e grandi fperanze fa-
cea di fé concepire . Ma dopo alcuni anni ritraifelo il Padre
ftelTo dall' imprefo corfo ; e volle , che attendelT; ad' Arim-
metica . ImparoUa il giovane con grande facilità , ed in tal
perfezione , che pailàva per uno de' più pratici ComputiiH
della cittì , Laonde cominciò prefto ad effer impiegato in ri-
veder conti , in far bilanci , in liquidare partite ; e intorno
all'età di 25. anni già tenea libro, e ragione dell'entrare,
e dell' ufcite d' alcuni de' principali noftri Cavalieri : e rego-
lava i traffichi di dlverfi Mercadanti di grande affare , per
modo , che s' acquilo preifo a molte piazze d' Europa il no-
me d' efpertiffimo , e rettilììmo in tal Profeffione .
Non oftanti le fue occupazioni arimmetiche , non lafcìa-
va di donare qualche ora ad altri virtuofi efercizj . Era egli
molto inclinato all' italiana Poesia . Quindi componeva tal-
volta
ij% VITE DE' PITT., SCULT.,
volta canzoni , ottave , ed arie , che poi nelle converfazioni
di Cavalieri , e dì Dame , o recitava , o facea cantare per
' mufica : e n' era fonimaniente gradito .
Ma-c^À Dilettavafi in oltre di coiiruire ingegnofe operette mec-
NiQ Botto, caniclic : e fra le altre cofe lavorava inflruraenti muilcali di
rara invenzione ; mentre un folo di quelli imitava il (ijono
di molti . Ed era cofa ben degna di maraviglia il vedere ,
cora' egli della fcorza d' un granchio marino n' avea formato
una roavilTuna cetra: ed altra cetra avea congegnata, che al
toccarfi rendea varietà di voci Umili a un concerto di flauti.
E' tuttora efiftente una chitarra da lui compolla di minutif-
firai pezzetti di legni , la quale , si per la diligentìflìma fua
bruttura , s\ per la delicata armonia meritamente fi tiene_.
in conto di arredo preziofo .
Non pago il Botto di tanti induilriofi lavori , fi diede
anche allo fludio della Pittura . Imparò in breve da fé a di-
fcgnarc , a colorire , e a fare ritratti : il tutto alTai bene . Dalla
Pittura pafsò alla Scultura , e all' arte di modellare in cera .
Della Scultura egli apparò i principj fotto la direzione di Gio.
Bernardo Azzolini Napoletano . Ma volendo pofcia in tal Pro-
feffione meglio inflruirfi ; intraprefe il viaggio di Francia in
compagnia d' un Perfonaggio intelligente , ricercatore di ra-
rità . PrefTo a collui llette egli due anni con molto dilpen-
dio, al quale fuppli la Madre ricchilhina Dama di cafa_.
De Franchi .
Ritornato dopo tal tempo alla Patria contralTe 1' amici-
zia di Gio. Stefano Borro uomo eccellente in minutilluni la-
vori , fpecialmente di cora . Quefti molte cofe apprcle dal
Botto : e fcambievolmente molte altre al Botto infegnonne .
Niuna cofa tanto giova ad un bravo ingegno , quanto la
cojnunicazione con altro ingegno funile a lui .
^ Dal Borro apparò il Botto la maniera di far catenelle
fottiliflime , fiori d' ellrema finezza , collari d' impareggiabil
intreccio , e merletti , che , conforme lio intefo , egli compo-
neva di membranuzze tratte da ventricoli d' alcuni anima-
letti , ed intagliate con artifizio incredibile .
Formò in cera molti ritratti , ne' quali , oltre alla_.
giufla iuniiglianza con gli originali , fi dillinie anche con qucfta
lua
ED ARCHIT. GENOVESI. 173
{'uà diligenza si ne' capelli , come ne' collari , e ne' panni :
cofe tutte più da ammirarfi , che da ridirfi . Ma efièndo tali
fatture per la fragilità loro di corta durata ; perciò molte_.
già ne abbiamo perduto . Quelle poche poi , che ancora ci Di
iettano , è cofa difficile il poter penetrare a ofTervarle ; pe- MArc' Antc-
rocchè , ftante la loro delicatezza , fi cuflodifcono con fom- ^^° °"° *
ma gelosìa entro fcarabattole nelle cafe private .
Se quello degno Soggetto avelTe avuto per ifcopo lavori
di maggior eftenfione , e di minor fragilità ; fenza dubbio fi
farebbe renduto immortale; attefochè dotato era di un ta-
lento maravigliofo . Ma egli condifcefe alle attrazioni del
genio : né pensò alla lode , che pur meritò .
Del fuo modo di colorire certa memoria tuttavìa ce ne
retta in una tavola potta nella Chiefa di Nottra Signora di
Valle Reggia , detta comunemente di Voirè , nella Polce-
A'era . Quetta tavola, fé non è j5reziofa per la fquifitezza_.
dell' arre : ella è però molto confiderabile , per eiler 1' unica
fatta per mano di lui ; e per effer Opera di chi nella Pittu-
ra non fu guidato da alcun Maettro .
Terminò il Botto i fuoi giorni l'anno 1^48., e di fua
età 75. Se il tempo ha dittrutto tanti nobili parti di quetto
Virtuofo : non ha però potuto dittrug^erne V illuttre memo-
ria . Quantochè periscano le Opere infigni : viyran tuttavol-
tà immortali gli Autori di quelle.
VITA
174 VITE DE' PITT., SCULT.,
VITA
DI CASTELLINO CASTELLO
Pittore .
Fio ri' nel princìpio del pacato fecolo Cafiellino Ca-
ccilo Pittore grandemente {limato , e , fé non era di
prima sfera , almeno a quei di prima sfera molto vi-
cino . Coilui benché flretta parentela aveffe con Ber-
nardo Cailello : contuttociò , foflè genio , fofTe cafuale incon-
tro , folfe perruailone d' Amici , fenza far capitale di quello,
fi pofe fotto la difciplina di Gio. Battila Paggi , che di fre-
fco ritornato era di Firenze in Patria. Gradillo il Paggi;
e prcfe a dipintamente amarlo , e inflruirlo , torto che fcorta
ebbe 1' indole di lui avvenente , e docile , e l' ingegno pron-
to, ed acuto . E il novello difcepolo attefe con tanto impegno,
e fervore ; che acquiflò in breve la perizia di far ritratti , e
di dipingere d' invenzione sì florie , sì Immagini di Santi in
atteggiamenti affai proprj , e in coloriti aliai vaghi , e foavi;
alle quali maniere di pitture avea la fua maggior inclina-
zione , ed abilità .
In fatti di fua mano fi veggono in molte Chiefe di Ge-
nova varie tavole ben difegnate , ed efprefre . Una ve n' è
in S. Giufeppc cntrovi la Madonna del Rofario in mezzo a'
Santi Domenico , e Caterina da Siena . Una pure in S. Rocco
con queflo Santo , e due Santi Vefcovi . Un' altra in S. Fran-
cefco di Cartclletto , la qual rapprefenta il Martirio di S. An-
drea . Bella poi fopra le riferite flimafi la tavola , eh' egli
fece per la Chiefa delle Monache dello Spirito Santo . Que-
fia tavola Jiiollra la difcefa di elfo Spirito Santo in forma.,
di lingue di fuoco fopra la SrntlfTma Vergine, fbpra gli
Apoiìoli ,. e fopra gli altri Difcepoli nel Cenacolo congregati.
E pel Refettorio delle Ideile Monache dipinfc in un' altra-,
tavola ad olio V ultima Cena di Crifio .
In S. AgncO. una fé ne vede rapprefentante S. Terefa ,
a cui da M.iria Vergine vien pofla al collo una collana d' oro.
Ma la prima di c^ùelk iue tavole, da luì latta quando an-
cora
m
ED ARCHIT. GENOVESI. 175
cora fludiava fotto del Paggi , e la maniera del Maefiro
ingegnavail d'imitare, fi è quella, che colon l'anno i6op.
per 1' Oratorio detto della Morte prefTo a S. Donato . Efpreffe «^^j^.^
in quefta il Deporto di Croce con aflai buon gufto , e con d1 '
gruppi di figure giudizlofamente diftribuite . (a) Casthuno
Una fua tavola molto limabile fi conferva nella princi- ^^"^^^°'
pai Chiefa del luogo di Sefiri di Ponente . In quefia tavola
egli ha defcritto il Martirio di S. Caterina .
Ed ecco in breve riferite le pitture , che al pubblico
efpofle pollono appagare i curiofi delle Opere di Caflcllino.
Parran forfè poclie : ma fappiafi , che m.olte furono le da lui
fatte per falotti , e logge di nofiri Cittadini ; ed anche più
quelle , che mandò fuori di Genova per commiflìoni di fo-
relHeri . Imperocché ficcome ho ricavato da alcune lettere ,
che prelTo di fé conferva Niccolò Cartello fuo figlio; fra i
molti quadri in quelle indicati , due ne trafmife l'anno ì6f^.
all' Abate Benedettino di S. Giorgio di Venezia dimortranti ,
r uno il Patriarca S. Benedetto , e 1' altro certo graziofo fcher-
zo di due fanciulli , de' quali 1' uno fgangheratamente fi ride
del compagno, che piange. E in quell'anno medeiimo per-
fezionò pure il ritratto di D. Angelo Veneto, Monaco anch' efib
Benedettino ; il qual ritratto inviolli accompagnato da due_»
altre fùe tavole .
Da una lettera poi del Sig. Alberigo Cibo Principe di
Mafia Critta l' anno fuddetto fi fcorge , che Cartellino gli
aveva inviato alcuni difegni di fua mano , de' quali quel
Principe cortefemente lo ringrazia : indi conchiude , che_.
s'ingegnerà d' addertrar la mano in ricopiarli, per mortrarll
degno dilcepolo di si valente Maertro . Molte tavole (.ipinfe
Cartellino d' ordine del fuddetto Signore ; fra le quali afiài
bella riufc'i quella dello Spirito Santo , che difcende fopra gli
Aportoli .
Da un' altra lettera del Cardinal di S. Clemente (b) fcrit-
ta nel lózp. al nortro Pittore fi ha tertimonianza , eh' ei fece,
una
(a) QiieSa tavola al preferire è nella Sagreftìa del fopradderto Oratorio.
( é ) Era quefti 1' Eminentifll.no Gio. Domenico Spinola Genovefe , Perfonaggio
di gran condotta , particolarmente negli affari di ftaro ; e perciò molto ado-
pe. ato da Papa Urbano Vili. , che creollo Cardinale. Fu Velcovo di Madera,
poi di Sarzana , finalmente di Mazira in Sicilia ; dov;e mori Jiel 1647.
i-jó VITE DE'PITT., SCULT.j
una maeflofa tavola , fperando , eh' ella dovcfle aver luogo
in S. Pietro ; che per tal motivo indirizzata 1' aveva a quel
Porporato . Ma 1' elTer ella giunta in tempo , che i Deputati
i5i alla Reverenda Fabbrica avcan gi:i dilh-ibuito a diverfi Pittori
Castillino 1^, tavole di quel maeftofo , ed unico Tempio , fu cagione ,
Castello. ^^^ ^^^^^j^ ^. Cartellino reiìallè efclufa .
Eifendo poi fpecial prerogativa di queflo Pittore il fare
ritratti dal naturale , ficcome accennamjno ; in quefli roven-
te impiegoiTi , e gran lode ne riportò . Molti gliene com-
mife il Principe Doria , e molti altri il Duca di Turfi , in-
fieme con quadri irtoriati . Vollero ancora elTere da lui ri-
tratti la Signora PrincipelTìi Doria Laudi , e D. Federigo di
lei Cognato . In villa de' quali la Principeira d' Avello fi
moflc a chiedere a Caflellino i ritratti de' piià riguardevoli
Perfonaggi di Cafa Doria . Servilla quefli con puntual ac-
curatezza , riftringendoli in un piccolo libretto , che quella
Signora conferva 'prelTo di fé : e fon cola degna ; perocché
anche in piccolo fpazio riportava Capellino gli altrui fem-
bianti così bene , ed efattamente , come in grande .
Troppo avrei che fcrivere , fé tutti annoverar qui vo-
lefTì i ritratti flefi da queflo Pittore , o fian quelli d' infigni
Letterati , e Poeti ; come di Gabriello Chiabrera , e di Gio.
Battifla Marino : o quelli di cofpicui Perfonaggi ; come de' Mar-
chefì Spinola, e Serra , del Duca d'Anfona , che oltre al proprio
volle da lui quello ancora d' una fua Favorita . Ma per glo-
ria unica del nollro Capellino , e per moflrare quanto valore,
e quanta ftima in quello genere avelFe , crederò baflar pofTa
il dire ; che il più celebre Ritratrilìa del mondo , cioè
r impareggiabil Vandik , volle anch' cHo vederi! efprcllo da
lui : e poi per contraccambio fi degnò di ritrarlo .
Era Caflellino già molto avanzato in età , dacché paffa-
va i fcfnuitott' anni ; quando, a pcrfuafìone di Frate Andrea
Col^aguti fuo caro Amico , do\ette portarfi a Torino : ciò hi
r anno i (547. In quella città ebbe egli m.olte occorrenze di
far ritratti , ed alcuni a' Signori principali di Corte , clie poi
lo prcfcntarono al Duca, il cui favore facilmente acquilloilì;
perocché avendogli quel Sovrano ordinato un ritratto di Ma-
danja Reale , Cartellino colpì tanto bene nella fifonomia di
colei ,
Castèllo ^
ED ARCHIT. GENOVESI. 177
colei, e con tanta eleganza lavorò il rimanente del quadro
iftoriandolo , e del volto della Principeira fervendofi per for-
mare una S. Crìflina vcflita in azzurro; che quel Duca, ol- ^»
tre un largo premio , gli affegnò anche onorevol penfìone , Di
e titolo . ^^'72}"-'^°
Poco tempo però godè Caflellino si fatti benefizj ; per-
ciocché nel fertembre dell'anno i6^p. , fettantefìmo di fua
età , forprefo da acutifllma febbre in pochi giorni cefsò di vi-
vere con difpiacer della Corte, e di chiunque lo avea conofciuto.
Lafciò dopo di fé un figlio , che è il già mentovato
Niccolò . Quefti ereditò la paterna arte di far ritratti ; ond' è
in molta fliraa per gli efattifTimi , che ha già fatto , e tuttavìa
va facendo ; ed avrebbe ereditato anche grofla fomma di dena-
ri , fé il Padre fuo fofTe flato più economo , e men giocatore.
VITA
DI GIO. DOMENICO CAPPELLINO
Pittore .
SE grande è la gloria di Gio. Battila Paggi per lo de-
coro della Pittura da lui prodemente difefo , e per le
tante preziofc tavole da lui dipinte : non minor eiTer
dee , per averci lafciati allievi tali , che n' hanno ap-
prefo lo lille , e , quafi direi , pareggiata la mano ; onde fem-
bra, ch'egli eziandìo dopo morte abbia per molti anni pror
feguito a dipingere , Fra quelli allievi il più degno fu per
mio avvifo Gio. Domenico Cappellino , le cui Opere portano
più delle altrui l'aria di quelle del fuo Maeflro nella guifa,
che qualche figlio porta fra gli altri fratelli più vive le fat-
tezze del fuo Genitore . L' ordinata ferie de' tempi mi chia-
ma ora a fcrivere di coflui . Le tavole, che da eflb fatte
riferirò, porgeran motivo agi' Intelligenti d'approvare quan-
to nella prelente introduzione ho afferito .
l'om. I. M L'anno
lyS VITE DE' PITT., SCULT.,
L'anno 1580. nacque in Genova il Cappellino, che for-
nito di buon ingegno, e di naturai propenllone alle Arti no-
^_;^;^. bili , pafsò la fanciullezza , e 1' adolefcenza negli fludj della
Di Gio. Gramarica , e ruccefTivamente della Rettori ca ; dopo i quali
CKfe'^'^ì^^ cominciò per puro pafTatempo a fcliiccherar fulla carta qual-
che figura , o paefetto , fenza guida d' alcun Maeftro ; e con
molto fuo piacere in si fatte prove s efercitava : quando s im-
battè a difcorrer col Paggi , a cui con graziofa , e jiiodeIla_.
maniera moflrò i fuoi abbozzi , e fpiegù il genio , che avea
verfo della Pittura . Piacquero al Paggi que' brillanti prin-
cipj, ed infieme l'avvenente, e fpiritofa maniera del Gio-
vane . Efortollo per tanto a non lafciar perire così belle di-
fpofizioni , che aUaifTimo promettevano: e, per vie più inco-
raggiarlo , r accettò in difcepolo . Non trafcurò il Cappellino
la fortunata occafione , che concorreva appunto a fecondare
quanto egli bramava . Quindi poflofi fotto la difciplina d' un
tanto Maeflro , giunfe in breve a renderfi fuperiore a' fuoi
compagni di itudio sì nel difegnare dal nudo , sì nel copiare
le Opere degli eccellenti Protelfori , e sì nel formare difegni
di fuo ritrovamento; nel che oltre all'accuratezza della com-
pofizione , mortravafi anche efatto offervatore de' precetti della
Profpettiva , facoltà fommamente neceffaria al Pittore .
Era aiTai ben veduto dal Paggi un tal Giovane non folo
per la prontezza dell' ingegno , per la pulitezza degli abiti ,
e del tratto , e per gli ottimi coflumi ; ma ancora per la gen-
tilezza del volto , per li biondi , e inanellati capelli , e per
la proporzionata fimmetria delle membra, che quelli avea_.:
onde avveniva , che qualora elfo Paggi dovea dipingere An-
gioli , o Santi fanciulli , teneva innanzi in Gio. Domaiico un
belliflìmo modello da prender idee , e fpinger la mente alla
produzion d' altri fìmili . E quanta fofìe ftata la leggiadria
del fuo volto , fìccome la difpollezza , ed avvenentezza della
pcrfona nell' età giovanile di lui , lo dimoflrarono gli anni
fuoi più avanzati a chi in quefli folo il conobbe . Imperciocché,
per quanto invecchiato fofTe , non gli fi increfparono mai le
guance , né gli 11 incanutirono i capelli : e però quantunque
fettuagenario, veniva da molti creduto, che appena oltrepaf-
iafle il quarantcfirao anno di fua età ,
• Ma
ICO
o.
fiD ARCHTT. GENOVESI. 17^
Ma paflìamo a parlare delle Pitture del Cappellino : e
r ini delle fatte da elio in gioventù .
Egli compiuto appena avea 1' anno 22, , quando diplnfe ^^^^^
il. quadro di S. Sebaftiano martirizzato a colpi di frecce . Tal 1^1 cio.
quadro , che Ila collocato fopra un Altare della Chiefa di S. toKiNicr
Sabina , per la gagliarda efprefTione degli affetti , e per la_. ^^'"^'^
giudiziofa diflribuzionc delle figure , e de' colori , fembra fat-
tura anzi d' un provetto , e confumato Profeilore , che d' un
giovanetto principiante nell' Arte . Molto meglio ancora por-
tofli nel quadro , in cui rapprefentò il Martirio di S. Agata .
In queflo egli efpreffe così al vivo la fierezza de' manigoldi
in tagliar le mammelle alla innocente Verginella , e il do-
lore di lei mefcolato con la confolazione di patire per amor
di Gesù ; che in genere di proprietà , e di energia non fi può
defiderar davvantaggio . (a)
Un' altra fua tavola degna anch' efTa di fomma lode e
quella , che di poi fece per la Chiefa di detta Santa prefTo al
Bifagno . In efiTa figurò S. Defìderio ginocchioni a pie dell'
Altare del CrocifilTo , in atto d' eflèr miracolofamente velli-
to degli abiti Epifcopali da alcuni Angioli ; e al di fopra_.
in bianco nuvolato la Santifìlma Vergine , che ofTerva il San-
to : lavoro in ogni fua parte efquifito .
Tra le poche tavole , che di quello valente ProfefTore-.
mi reflano a riferire, molto egregia è pur quella, che am-
mirafi in Santo Stefano , nella quale rapprefentò Santa Fran-
cefca Romana in atto di fcioglier la favella ad una muta_^
fanciulla. Il geflo della Santa, che fpira fede, e carità, non
può efTer raotìrato più al viro . Il defìderio di articolar la_.
parola leggefì a maraviglia efprefìTo nel volto della fanciulla,
i cui occhi fcintillano per l'allegrezza di ciò, che fpera_. .
L' cfpettazione de' Genitori di lei vi traluce con tal vivez-
za , che par dicano : Ecco, nollra figlia già parla . In fomma
è adorna quefla tavola di tutte quelle parti , che deono con-
correre per dichiararla d' ottimo guflo .
Ma non cambj flile , chi fi vede già arrivato alla per-
fezione in quel primo , eh' ei praticava ; perocché nel tentato
M 2 fuo
{a) QueSa preziofa tavola fii rubata da' nemici ^lell' ultima guerra della Re-
pubblica : r alino 1747.
i8o VITE DE' PITT., SCULT.,
Tuo cambiamento verrà anzi a fcapirare , che ad aumentarfi la
fi:ima : conforme accadde al Cappellino . Egli Nedutofi tanto
, efaltare per quelle Tue nobiliflìme tavole , credette d' avvantag-
Di Gio. giarfi ne' guadagni , e nelle lodi con cambiar la maniera , che
Domenico inlìa a qucll' ora tenuto avea nel dipingere . 11 fece : ma vi
AP^LLiNo . j.^j(-^^j pQ^,Q |3^,j^g _ Imperciocché le tavole , che fulla nuova ma-
niera ei dipinfe , quantunque buone , mai però non giunfero
al merito delle teflè menzionate . In efletto due ne vediamo
in S. Siro , che fono a' lati della cappella del CrocififTo : nell'
una delle quali avvi il Millero della Flagellazione di Gesù :
e neir altra quello della Coronazione di fpinc ; le quali ta-
vole non fentono di quell' atìettuofa , e viva e(preflìone , che
per r addietro era ftata a lui familiare . Ad o^ni modo con-
fervò Tempre la proprietà , e il decoro nelle hgure , eh' egli
rapprefeatava ; ne mai fi vide incorrere in quel diiordine_. ,
in cui talvolta incorrono alcuni Pittori , che danno arie rozze
ad Angioli , e a Verginelle : ed efprimono manluete , e foavi
quelle de' tiranni , e de' manigoldi . (a)
Oltre a ciò fu egli Tempre mai efatto imitatore de' ri-
ti , de' col^umi , degli abiti , e de' tempi in qualunque lloria
gli occorreva col Tuo pennello deTcrivere . Ben fondato nella
ProTpettiva , regolava le Tue Hgure con ottijna digradazione,
e intelligenza de' piani , e del verifimile . In Tomma niuna
coTa dipingeva , che non la conformalTe col naturale .
Già da principio accennai qualche particolarità della Tua
ìndole , e pulitezza : ora proieguirò a dirne il rimanente . Fu
egli di naturale Terio , e ritirato ; e perciò alieno anche in lua
gioventù da quegli Tpafli , e trafluUi , che Tono a' giovani di
fviamento , e d' inciampo . Ciò concorTe a mantenerlo gran tem-
{' )o Tino , proTperoTo , e vegeto . Nel parlare fu Tempre rego-
ato , e circonipetto ; e tali voleva , che fofTero anche i Tuoi
diTcepoli .
(tf) Tre tavole non menzionate qui dal Soprani, Opere degniflime di quefto
valentuomo, parmi , che non debbano paflarfi fono filenzio . Una è quella
di S. Andrea , che , giunto al luogo dei luo Martirio , adora la Croce : la qual
tavola vedcli in Veltri ad un Altare della Chiefa di S. Erafmo . Le altre
due , che fono in Genova , rapprefentano , l' una il tranfito di S. Franccfco :
(quella confervafi nella Chiefa di ?. Niccolò di Caftclletto ) : l'altra, Gesù
Crccififfo : e fta efpofta nella Sagreftia della Chiefa del Santo Spirito . A pie
di quella tavola leggefi il nome del Cappellino, e l' ajuia , in cui la lece»
che fu il i6i>i.
Cappeiìik'
ED ARCHIT. GENOVESI. t8i
difcepoli . Qualor occorreali d' aver a mandarne alcuno a fare
qualche imbafciata ; prima di lafciarlo partire , gì' infegnava
le cerimonie , il complimento , e la parlata , che anche ta- i^^^_
lora gli facea replicare a verbo . La fua premura per la pu- Di do.
litezza era incredibile . Ei non voleva , che nella rtanza , in Ecminic©
cui dipingeva , fi fventolalie per aria da' Tuoi giovani il man-
tello , o fi fcoteflero le fedie , o fi pafleggiafle francamente,
per timore, che la polvere follevandofi non gli venifle poi
a cadere fulla tavolozza . E fé talora dimandava la fcatola
de' pennelli , od altra cofa folita a flare fopra alcun tavolino,
dopo a\'erla aperta , ed avervi prefo quanto bifognavagli , rac-
comandava , che fi riponefle nello fleflb poflo , e dentro il con-
torno della pochilTima polvere , che per avventura in quella
leggiera agitazione fi fofie alzata . Se occorreva , che in fua
cafà entra{fe alcun pefcì% endolo , o alcun pizzicagnolo , ba-
dava bene , che niuna cofa toccaffero . Che fé mai alcuna ne
toccavano : egli tofio la facea cosi pulire , come fé fofie fiata
ammorbata , od infetta . Quefia fua fcrupolofa pulitezza-.
s' efiendeva fino a non toccar le monete , quando vedeale al-
cun poco terrofe , e fudice : onde i fuoi giovani , acciocché
lericevefTe, dovean ripulirle. Se ufciva dicafa, bifognava ,
che chi era in fua compagnia mifurallè geometricamente i paflì,
e andafle con pie leggerifluni , per non eccitar polvere , o
fchizzi . Un giorno nientr' ei cammina\-a per certa firada^,
s' avvide , che un ragazzo gli era pafiàto vicino con un boc-
cale d'olio in mano : di che tanto turbofil, che ritornato di
lancio a cafa , fi traffe il mantello ; e per timore non fofiè
rimafo macchiato , mai più non volle portarlo . Eflendogli
caduta fua Madre nel tango , s' attenne per qualche tempo
d' avvicinarlefi ; dicendo , che fentiva continuamente il puz-
zo fangofo ,
Erano gii molti anni , che egli abitava in certa cafà .
Un giorno fopraggiuntogli un leggiero dolor di tefia , en-
trò in fofpetto , che ne fofTe cagione il riverbero del sole ,
al quale era efpofia una muraglia vicina alla fua fianza :
laonde cangiò fubito abitazione . Ma nell' altra , in cui traf-
feriffi , neppur potè trovarvi foddisfazione ; perocché effendo
ftata votata in quella vicinanza la fepoltura d", una Chiefa ,
M 3 a ogni
i82 VITE DE' PITT., SCULT.,
a ogni poco lagnavafi di fcntir mal odore . Or s' io tutts_*
raccontar volclll le fcrupolofc delicatezze di cofìui , non ne
______ verrei a capo in parecchie miglia .
DiGio. Pure con si foverchia , ed àB'cttata cura della nettezza ,
Domenico ttaboccò qucl^o Pittore nel fudiciume , e nella trafcuraggine :
APPALLINO . j^^^j fudiciume; perchè mai non permife , che gli folfe fcopata
la camera , in cui dormiva , ne che alcuno v' entrallè, per ri-
fargli il letto , o mutarvi le lenzuola ; ciò , che fece da fé ,
e pochidijne volte in Tua vita : nella trafcuraggine poi traboc-
cò ; perchè, vivendo così refi io , nemmen fi curava di morire
con qualche aflìflenza : come efporrò qui apprellb .
Fu un giorno afPalito da mortai febbre , alla quale ten-
tò di refil^ere fenza volere né fermarfi in letto , ne far chia-
mare il Medico . Gli Amici fuoi , ed i Giovani di fcuola ,
che non lo abbandonavano in tale ftato , lo trovaron poco dopo
tanto ellenuato di forze , che non poteva alzarfi in piedi :
onde con affettuofa maniera 1' efortarono , che , volefie pur
coricarfi . Ma egli non volle ubbidire . Ritornato il di ve-
gnente un di que' Giovani ; e intendendo , che il Maelìro era
chiufb in camera , s' accofiò all' ufcio , e di là interrogollo di
fua falute . Con voce fievole gli rifpolè il Pittore : Sto meglio .
Pregollo il Giovane , che venilTe ad aprirgli : ma non fu efau-
dito . Verfo la fera ritornò quelli , e nuovamente chicle
dall' ufcio al Maeftro , come fé la pafTaiTe ; a cui egli coi"i_
voce ancor più fievole , e con lingua impedita , e coniula^
rifpofe alcune parole, eie non bene s' intefero . Da ciò s'a\'-
vide il prudente difcepolb , che non doveafi più differire il
ricorlo al Paroco . Laonde ito in fretta a chiamarlo, e con-
dottolo ali ufcio dell' infermo ; quelli dopo molte iniianze fi-
nalmente s' indufle ad aprire . Entrato il Paroco nella camera,
efòrtollo a prendere qualche riQoro : il che dall' infermo a__.
grande llento efeguifli ; poiché non avea quafi più forza d' in-
ghiottir cibo . Volle tutta\ ia mollrar coraggio in accompa-
gnare il Paroco , e falir da per fé la fcala , licenziato aven-
do a tal etletto il Giovane ; il quale però non fidandofi di
lanciarlo in abbandono , pian piano gli tenne dietro fino alla
camera: ove giunto l' infermo , tentò di chiuderla: ma in ciò
fare Ikamazzò per terra . Accorfe iiibito il Giovane : lo fpogliò:
lo pole
ED ARCHIT. GENOVESI.
183
del
lo pofe in letto : e richiamò il Paroco ; a perfuafione
quale [ conofcendo elTer giunto 1' ultimo de' fuoi giorni] ri-
cevette con tenera divozione i Santi/Timi Sagramenti nel prin-
cipiar della notte ; e poche ore dopo , cioè alli fette della_.
medefima notte, nell'anno 16^1. fpirò . Grandemente difpiac-
que a tutti gli Amatori delle beli' Arti la morte di quefto
grand' uomo , che , febbene già vecchio , profeguiva nien-
tedimeno a produrre Tempre più degni frutti di fua virtù .
Or Genova quanto più oiferva le infigni Opere , eh' ei le ha
lafciato , tanto più riconofce il molto , che in lui ha perduto.
Li Ciò.
Domenico
Caifiluno.
M
VITA
i84
VITE DE'PITT., SCULT.,
VITA
DI BERNARDO STROZZI
Pittore, {a)
^f^c/el.
SitUiytti F. ui Lttccff ■
MOiTi furono i Pittori Genovcfi cofpicui nella lor
Profeflione per qualche fpecial dote , di cui 1' or-
narono, ed in cui l'uno all'altro n' andò fuperiore.
Ma ni uno vi fu , che nella vivezza , e forza del
colorire , e nell' effetto del chiarofcuro eguagliale Bernardo
Strozzi .
(a) Il ritratto dello ?trngzi , il qual manca all'antica edizione, l'abbiamo rico-
piato di ouciln, che già di lui fu fatto in Venezia dal celebre Simone Vovet Fran-
cefc, e incifa a bulnio dal valente Intagliatore Michele L' Aùie pur Fraii-
GCfe : fotto del quale ritratto fi leggino quelli due verfi ,
Qjioà ìiciiit fatis , aiidax natura percgit i
Unidquid natura j meiis facit Artifici} »
ED ARCHIT. GENOVESI. 185
Strozzi . Su tal genere di pitturefca abilità gran vanto egli
riportò in tutta Italia , e principalmente in Venezia , che è
quanto dire nella città Madre , e Nutrice di tanti Profeilori ___^^_,
nel colorire eccellenti . E ciò , che rifulra in maggior lode 51
di col1:ui , fi è r elFer egli arrivato a quelTia ilngolar maniera Berna, do
quafi fenza precetti , e fenza continuazion d' efercizio . Laon- "^^o^^' •
de della fua imparcggiabil riufcita ei n' è fol debitore alla
propria induilria . Tanto fcorgerà , chi faralTi a leggere il
prefente foglio , in cui ho raccolto le più memorabili cofe
della vita di si degno Soggetto .
Da poveri , ma onelti Genitori nacque in Genova Ber-
nardo Strozzi l'anno 1581. Fu nella prima lua fanciullezza
porto lotto la difciplina di Maefkro di lettere : e nello iìudio
di quelle alcuni anni pafsò con quel notabile profitto , che
fuol riportarli da chi è d' ingegno pronto , e felice . Intanto
un forte genio tiravalo alla Pittura : e però provvedutoli
d' un toccalapis , quelle ore , che libere avea dagli ufflzj Ico-
laftici , impiegavale in dilegnare con elio figure , profpetti ,
e capricciofe compofizioni : il tutto si efaitamente , che ben
iacea conoicere da tali principj , quanto inlìgne Pittore ia-
rebbe divenuto, qualor gli folTe Rato permeilo l'applicar di
propofito allo lludio della prediletta fua Profeffione . Ma
di rado avviene , che invidiola fortuna non contraiti alle
buone idee . Convenne a Bernardo foffocare l' inclinazione ,
e difmettere ogni applicazione alla pittura ; dacché cosi volle
il Padre di lui, fopra del quale altri difegni già fatto avea.
Non poteva il figlio non provarne gran difpiacere : ma in-
tanto egli fapea renderli (uperiore a le ftelio , e preterire il
filiale olTequio alla veemenza dell' interna palTione ,
Non molto dopo gli mori il Padre . Ed ecco riaperta
a Bernardo la llrada al defiato impiego ; mentre Iperavane
dalla Madre un benigno confenfo . Si fpiegò con ella : e a
forza di ragioni , e di preghiere l' induiìc a lafciarlo incam-
minare per la Pittura ; nel die prometteva ficuramente ono-
re a fé , e vantaggio alla cala . Dimorava allora in Genova
Pietro Sorri Pittor Sanefe di molto grido . La buona Ma-
dre a cofiui io raccomandò ; il quale volentieri 1' ammife tra'
fuoi dilcepoii ; e ben caro fel tenne , allorché il conobbe
dotato
i8<J VITE de; PITT., SCULT.,
dotato d' un' indole docile , e d' uno fpirito vivace , e fervido.
Sotto quel Profeflbre tanto , e si fpeditamcnte profittò il gio-
vaneito Bernardo; che in età di foli quindici in Tedici anni
Di maneggiava con prontezza , e buon effetto i pennelli , efe-
Bernap.do grondo lavori , che potean gareggiare con quelli d' alcuni
T«oii . ^.^,^ confumati nell' Arte .
La Madre di lui , che già cominciava a godere i frutti
delle virtuofe fatiche del figlio a follentamento della fami-
glia , era oltremodo contenta d' avergli condifceiò : e beii_.
caro tenealo : tanto più , che '1 vedea puntuale in ralTegnarle
quanto alla giornata gli venia guadagnato.
Ma poco durò la contentezza materna ; perciocché Ber-
nardo invogliatofi d' eflere Cappuccino , dopo alcuni mefi ,
^ l'anno diciaffettefimo dell'età Tua fu da quella Religione
ammefTo ; e pafsò a S. Barnaba a riceverne 1' abito , e faivi
il Noviziato ; grandemente di ciò rammaricandofi , ed afflig-
gendoli elTa Madre , che priva di fuffidio reftava , e con una
figlia già nubile . Egli così abbandonati i Congiunti fi flette
intefo allo fpirito, e agli efercizj della Tua regola; e a fuo
tempo folennemente la profefsò .
Frattanto il noflro buon Cappuccino in mezzo all' olTer-
vanza , e a' fuoi religiofi doveri non fi dimenticava già della
Pittura . Ma que' pochi momenti , che gli avanzavano dalle
occupazioni del coro , e dagli altri uffizj comuni , tutti impie-
gavali in dipingere varie figurine o di S. Francefco , o di
S. Chiara , o d' alcun altro Santo del fuo Ordine : e ciò con
interrompimento , e con fretta , e talor con mancanza del bi-
fogne\ole per la perfezione dell' operetta . Il che baflerà ad
ifcufcirlo per allora dalla critica d' alcuni , che vcggendolo in
sìt piccole cofe impiegarfi , lo tacciavano, come inabile a fio-
riche , ed eroiche compofizioni .
Mentre dunque Bernardo ritirato dentro del chiofiro ,
e di fua condizione contento fé ne viveva , occorfe , che s' in-
troduffe a lui Gio. Battila Riviera, uomo, che di pittura
afilli dilettavafi , e dal quale a collo di molti viaggi , e con
rilevante fuo utile erano itati recati in Genova difegni , e qua-
dri de' più eccellenti Maefiri . Ce [lui vedendo il franco pennel-
leggiare del novello Cappuccino , ed il gufiofo , e foave fuo
manipolar
ED ARCHIT. GENOVESI. 187
manipolar delle tinte , pregollo inftantemente a volerlo fa-
vorire d'alcuna fua tavola, dicendogli volerla per memoria
dell' amicizia confervar in fua cafa . Volentieri condifcefe il „.,.,___
Pittore , e per dare una maggior tertimonianza del faper fuo , 5i
gli fece una pittura Itoriata , effigiando in ella le fpofali- BfF.NAuro
zie di S. Caterina . La pittura riulci belliffima : onde il Ri- ^'^'''^^'^^'
viera avendo continuamente in cafà Cavalieri , e perfone_,
qualificate , che andavano a vedere i quadri , de' quali faceva
negozio ; non feppe conteuerfi di mollrarlo , e di predicarne
r Autore .
Chiunque vide qucfl:' Opera ne reflò ammirato : e a molti
cominciò a fjper reo , che un uomo dotato di sì nobil ta-
lento dovelfe vivere rinferrato in una Religione aulferiflì-
ma , e confeguentemente fènza aver provvifione , o altro co-
modo da poter dare di fé quelle prove , che dar potrebbe ,
qualor poUedefTe la fua libertà . Pervenivano fpeffo alle orec-
chie del buon Cappuccino le inlìnuazioni di coloro , che lo
avrebbero voluto fuori di quelle Grettezze ; ed ei pur cono-
fceva , che in tale ilato non era al calo di mettere in pieno
efercizìo la fua abilità . S' aggiungevano a quella confidera-
zione le querele della Madre , e della Sorella , che gli fe-
rivano il cuore .
Un fuo intrinfeco Amico con gagliarde perfuafioni flimo-
lavalo a tentar la via di ufcire ; luggerendogli , che porgefle
fupplica a' Superiori efponcnte la nectflìtà , eh' egli avea di
fovvenire all' indigenza de' fuoi ; motivo vero , e legittimo ,
a villa del quale i Superiori ileffi non avrebbero a\-uto dif-
ficoltà di graziarlo d" una favorevole informazione da prelen-
tarn alla Sacra Congregazione dal nollro Cappuccino . Quello ,
ed altri punti ben ponderati gì' ingerirono veglia di Icappuc-
ciarfi , e lo tralTero a qualche (peranza di profpero eftctto ;
ond' egli aderendo agli altrui configli , fi dilpofe alla pratica
de' mezzi , per alFeguire l' intento .
Gliene venne appunto 1' occafione propizia ; poiché giunfe
in que' giorni a Voltri il Rmo P. Generale dell' Ordine . Né
Fra Bernardo la tralcurò : ma portoifi tollo colà , per efporgli
la povertà de' Parenti , e pregarlo a dargli mimo per la li-
cenza d' andare a foccorrerli . A fin di guadagnaifi l' af-
fetto
Stpxzzi ■
1,88 VITE DE' PITT., SCULT.,
fetro di efTo Generale , ed iinpegnarlo al buon uffizio prefTo
di Roma , pensò di fcgretamente allora allora fargli il ritratto.
„__ Dimorava in quel borgo il Pittore Gio. Andrea Anfaldo , da
"dì giù provveduto fu di tela, di colori, e di llrumenti : indi
Besnapdo .^ mera forza di fantasia accintofi all' opera , tanto valorofa-
jnente in quella porto (lì , che ne rimafero ilupefatti quanti
Id videro , e principalmente il Padre Generale , che pofcio-.
uditolo , condifcefe per parte Tua alla ragionevol dimanda ,
e gli fece ottenere da Roma la licenza d' ulcire di Religio-
ne , e di fermarli appreiTo la Madre , infinattantoché ella vi-
vere , e la Sorella collocata ne folFe .
Or ecco il noflro Pittore non più Frate , ma Prete_» :
nome, col quale fu da indi innanzi comunemente chiamato.
Ufcito egli adunque di Religione , fi parti dalla città , e ri-
tiroffi aCam.pi, piccol villaggio vicino a Cornigliano, in un
poderetto lafciato dal defunto Padre per tenue fulTidio della
famiglia , che nicnt' altro avea . Quivi diedelì il novello Prete
per qualche tempo a fludiare da fé , e a rivolgere , e rumi-
nare con feria riflelTione gì' infegnamentì già appreii dal Sorri ;
poiché nel chioQro , come dianzi notai , avea avuto \ ochifiìm:0
comodo d" efercitarfì nella pittura . Cominciò per tanto nella
ricuperata libertà far vedere di Tuo qualche tavola pofata-
mente fludiata , e condotta con tratteggiamenti rifoluti , con
paflaggi fnelli , e {oàvì , e con coloriti palìoli , e robulli :
per le quali finezze d' arte [ fpecialmente per quefl' ultima ]
crebbe tanto in el^imazione, e in onore, che poco dopo do-
vette ritornarfene a Genova , per fecondare il genio di molti
Signori, che l'impiegavano in varie commifiioni , e perelè-
guirne con miglior agio quelle, che da altre città gli veni-
vano . (j) Lavo-
(a) Che lo Stro??! fofTe nato Pittore, celo dimoftr.ino evidentemente le fiie_»
Opere ; ftantccliè niuna maniera ci feeuitò : ma fu creator della fua , la quale
non ha alcuna affinità con quella del Sorri , ?ià fuo Maeftro . Kè accade, ch'io
qui la dcl'criva : volentieri rr-e ne fio a' retti eflimatori del buono. Turravia
prr non dar iofpctto di pigione , bifofjna fchicttamcnte dire : che la fua ma-
niera non è la più corretta, e ricercata nel dife^no : die le idee delle lue
teile , quantunque vere, fono talvi.Ii:! rulVitane , ed icnobili . Le fue tinte_.
però fono le più naturali , e forti , e! e lappia comporre un Pittore , e i fuoi
dipinti de' nudi fombran carne macinata. N'è f creda, che dipingeflc lo
Strof7Ì alcuna cofa fen^a conf rierarionc . Confulrava in tutto la natura^ ;
e molti fuoi fchi22i , eh' io poffcggo , ne fanno ballerole tcilimonianza .
Strozzi ,
ED ARCHIT. GENOVESI. 189
Lavorava egli di continuo , e con franchezza , e celeri-
tà, unite fempre all'ottimo gut\o , e all' impareggiabil forza
del colorire . Quindi in breve molti quadri dipìnle , e molto ,
guadagno ne traiFe , con che non folo manteneva comoda- 5i
mente la Madre , e la Sorella : ma faceva ancora de' notabili Bernardo
avanzi per le venture occorrenze . Che fé poche fue Opere
fi veggono in pubblico ; ciò addiviene ; perchè egli quali
fempre dipinfe cole commelTegli da perfone private per or-
namento de' loro palazzi .
Tra le poche pubbliche da lui fatte abbiamo qui in Ge-
nova la tavola rappreientante 1' ultima Cena celebrata da Gesù
co' difcepoli ; tavola llimabilifTima , che confervali nell' Ora-
torio di S. Tommalò . Sono in ella telle di vecchi le più ve-
re, e le meglio pennelleggiate , che uom polla vedere-» .
AH Aitar maggiore delle Monache dell' Ordine di S. Terefa
in via Balbi abbiamo la tavola di quella Santa in Gloria :
per la piccola Chiefa del Confervatorio Interiano dirimpetto alla
porta dell' Acquafola , il Miltcro dell'Annunciazione della Ver-
gine : e per quella del principale Convento de' Cappuccini
il B. Felice Religiofò dello Hello Ordine , che dalla Vergine
riceve il S.nto Bambino . Abbiam pure di lua mano la bella
AlTunzione di ella Vergine in uno degli Altari della Chìcfa
di S. Domen co . E 1' altra poi , che è belliffima , e capo d'opera
a tutta ragione fi può chiamare , è la collocata in quella fala
del Palazzo Reale , nella quale fi radunano i Supremi Sin-
dicatori . In quella tavola dipinfe la Santillima Vergine col
Divin Pargoletto , a' cui piedi Ita un Angiolo , che in uii_.
aperto libro accenna il motto : Suprema lex ejìo . (a)
Ma palliamo a' lavori fatti dallo Strozzi lui frefco :
nel qual genere ebbe pure tanta eccellenza , che lolo i me-
defimi fuoi lavori polTono ballevolmente {piegarla . Egli di-
pinfe
( « ) Chi oltre alle menzionate Opere pubbliche ad olio dipinte da quefto valen-
tuomo defidera iapere quelle , che fi conici vano ne' principali palazzi di
Genova , legga 1' Lìjhuzione di quanto può veierfi di piti belìo in Genova , z'jz—.
Pittura ec. flampata 1' anno fcorfo : e potrà reftare appagato .
Non fono da paffarfi fotto filenzio due tavole di quefto Autore efpofle fa
due Chiefe fuori di Genova . L'una è quella della B, Vergine con S. fcrafmo,
e S. Chiara nel luogo di Veltri: l'altra è quella del B. Salvatore da Orta
in Novi ,
ipo VITE DE' PITT., SCULT.,
pinfe in prima il coro di S. Tommafo {a) : indi la volta-
d' un falotto al pian terreno del pala7:zo del Sig. Gio. Ste-
fano Dorid {h)\ la qual pittura riufcita elTendo bellidìma.. ,
dì molFe quel Signore ad appoggiargli la cura di dipingere an-
Bep.nardo che r ampio coro della Chicla di S, Domenico . Quivi nel
i>T«0K,2i. pj-jpjcipale fpazìo rapprefentò Gesù Criflo in procinto di ful-
minare il mondo con tre dardi (a motivo de' tre vizj , clie
dominavano ne' cuori degli uomini ) ; e a pie la Vergine Ma'-
dre , e i SS. Domenico , e Francefco d' Affili , che in atto
fupplichevole lo placavano . Impegnò in queft' Opera lo Strozzi
tutto il Tuo talento ; e riportonne gran lode , si per la fqui-
fìtezza della compofizione , si per l' cfpreffion degli affetti ,
SI per r energìa del colorito , e s"i ancora per la condizione
del luogo . Imperciocché non avendo quel coro alcuna apertura
di luce fopra il cornicione , dovette dipingere con la lucer-
na in mano , e fenza poter ben confiderare 1' effetto del Tuo
operato . A' lati pofcia di quello sfondo colori in quattro al-
tri quadri le Immagini d' alcuni Santi , e dentro la tribuna
in tre ripartiti fpazj un Dio Padre , e le Teologali Virtù . (r)
Dopo
f (7 ) Dov' erano i qui mentovati lavori a frefco y fono al prefente alcune pitture
di Domenico Parodi .
(A) In quefto falotto, che "enei palazzo già del Sig. Giovanni Stefano , ed ora del
Sig. Giufcppe Doria , fta defcriuo il trionfo riportato dal giovanetto Davidde
contro Golia . Sonovi intorno le fanciulle ebree , che feìlofe applaudifcono
al Vincitore : e vcggonfi a' lati di tale lloria alcune figure d' Eroi del vec-
— chio Teflamento . Opere tutte d'un artifizio forprendente , e preflbchè in-
imitabile .
( e ) Troppo fcarfo è flato il noftro Soprani in de fcrivcre le Opere d' un Sog-
getto in Pittura sì fegnalato , e a cui tanto dcbbe la fcuola Italiana , che_.
fu i dipinti di lui cerca contijiuamente il vero modo di colorire . Ma la dif-
gra^ia noftra cosi ha pprtato . Or acciocché non paflì di volo la menrione
delle pitture di quefìo coro , le quali fono 1' unica Opera valla , e grandiofa
dello 5^t rozzi ; dirò, come in effe fi fcorge vivamente la fantasia d'un va-
Icnniomo , ed una franchezza di pennello macflrcvole , e rifoluta . Ci fa—
aialc , che 1' umidore cagionato da' tetti le \aJa a poco a poco flruggendo ;
anzi in alcuni luoghi più non vi rimanga vcibiiio di ciò , che vi era dipinto ,
Si conferva tuttavia illefa la volta di mezzo ; e ancorché pcriffe , nc^n per
tanto non fi perderebbe 1' idea di ciò , che ora v' è ; perocché dal Sig. Gio.
Battifta Cambiafo del fu Gaetano fé ne conferva la bozza addio, come colà
di rariflimo predo .
Il Giudizio poi , che delle pitture fatte dallo Strozzi m quello coro , ne dà
IVlr. 'Couchin , merita d' clTer qui per graziofa facezia riportato . Egli dice :
elle il tuono del colorito alquanto rofllccio "e buono ; ma che il difegna "e fcor-
setto, e di niuna nobiltà: indi conchiude, (metterò le fue ftefle parole) //
ejl mal coiiipost', e ti n y a ni grandes vinfjès , ni eff'et . Aflerzione tutta oppo-
lla al comun fcntimento di coloro (eziandio flranieri^, che s' intendono di
pittura .
ED ARCHlt. GENOVESI. i^i
Dopo queft' Opera di S. Domenico portoflì in San Pier
d' Arena ad inflanza de' Signori Centurioni , pe' quali dentro
il loro palazzo fituato alla fine del Borgo , donde fi palTa a Cor- ,
nigliano, fece In tre volte di flanze tre pitture aliai belle , e de- 51
gne d'elfer confiderate . Nella prima elprelle Enea con Didone, Bep.nareo
che trovandofi a taccia , per inforta tempella li ritirano en- '^'•^^^'^ •
tr' una caverna „ ficcome narra Virgilio . Figurò nella feconda
Curzio Cavaliere Romano , che per liberare la patria dall'
aperta voragine, vedendo inutili a chiuderla i donativi lancia-
tivi da' Cittadini , e dalle Matrone Romane , intrepido va_.
col cavallo a precipitarvifi . Nella terza poi rapprefentò
Grazio Coclite , che venuto a battaglia co' Tofcani valoro-
fa mente combatte , nel atto ftello , che i Tuoi feguaci con_^
le fcuri rompono il ponte . E fono in quefla pittura tanto al
vivo efprefli i movimenti de' foldati , il calor de' difenfori ,
il coraggio d' C)razio , la fretta de' diflruggitori del ponte ,
e il precipizio nel fiume degli fpinti , de' feriti , e degli
uccifi , che vera al tutto fembra quella rapprelentanza ; e fa
un' iraprefTione di varj affetti in chi s'affilia a mirarla, (a)
Per quelle fue degne fatiche era il nollro Pittore molto
filmato , e celebrato si in Patria , che fuori : e frequentiffimc
gli veniano le commiflioni di quadri ad olio , e di opere a
frefco , che lo teneano fempre occupato , e con Tuo vantaggio.
Quando eccolo in mezzo della fua confolazione, e calma af-
fdlito da grave travaglio , e tempefla . Ah , che troppo fono
infide le cole umane 1 Già egli collocata avea la Sorella-- :
e poco dopo rimafo era fenza la Madre , mortagli di breviflì-
ma infermità ; onde cedìita la ragion della iupplica , e dell'
avuta licenza , correagli l' obbligo di rientrar nella da lui
abbandonata Religione . Spello lo richiamavano i luoi Supe-
riori ; ma egli prendea tempo , e dava dilazioni ora col pre-
teso
( a ) Tutto quello paragrafo s' è aggiunto di nuovo , per non far tante note .
E' per altro veridico ; perchè i Signori Centurioni fanno eflere flato dipinto
dopo il coro di S. Domenico dallo Strozzi in tempo appunto , che quelli
sfuggiva di rientrare nella Religione de' Cappuccini ; e però cercava d' aver
occupazioni preflb a Perfonaggi potenti ; onde intanto non fofle moleftato ,
e n' andalTe in lungo 1' affare . Per li prefati Signori nel loro magnifico pa-
lazzo di Foffatello in città ha dipinto dentro un andito, che porta da una
ftanza ad un' altra , le quattro fìagioni fui muro . Ciò non ho voluto tace-
re ; perchè degli uomini infigni ogni cofa merita d' elfere regiflrata . Benché
troppa avrebbefi a fcriyere , fé dello Strozzi tutto fi voleffe notare .
192 VITE DF.'PTTT., SCULT.,
tcflo di dover finire un' Opera , che avea per le mani : ed
ora con finti incomodi di lanità . Ma vedendo alla fine , che
. più a lungo non poteva con le \"ane parole fchermirfi ; dopo
JJi d' a\er tentate varie lìrade , per liberarfi da quella moleftia,
^1x^0^-1^ ^' apj'igliò al partito di far prefentare un memoriale al Papa ,
che fidegnafle di dirpeniarlo dall' ingrefib ne' Cappuccini ;
adducendo per moti\"o 1' età Tua già molto a\anzata , e la
debolezza di fua complelTione incapace di /offerire i rigori
di quella Religione . Il Papa fece refcritto non rifoluto , ma
molto amorevole , e pieno di buone fperanze : anzi tale mo-
Rrò benigniti , ed amore verfo di lui , che mandoUi in do-
no una preziofa Croce .
Fin qui procedeva bene la faccenda : e fé n' afpettava
un efito favorevole : quando fortemente s' impegnarono in-^
Roma i Cappuccini , acciocché il loro Fra Bernardo o ritor-
nafle al chioflro : o fé egli a cagione de' fuoi incomodi , fìc-
come avea efpoflo , non poteva più fottoporfi all' auflerità
della Regola Cappuccina ; almeno , dacché avea profefTato
vita Religiofa , a qualche altra Religione pafTafle ; e addu-
ceano lo fcandalo , che altrimenti ne rifultava . Tanto in fom-
ma oliarono , e reclamarono prefTo Roma , che fecero venire
a coflui un' intimazione di dovere fra '1 termine di fci meli
entrare in un chiollro , qualunque ei volcfTe , e far\-i la Pro-
feflìone .
Grandemente gli fpiacque una tale intimazione : che_>
tronca vagli ogni fperanza . Né v' era luogo a nuovi ricorfì.
Bifognava alTolutamente ubbidire , Quindi dopo aver molto
fantallìcato , deliberò di vellir 1' abito di Canonico Regolare
in quello Moniflero di S. Teodoro . I Cappuccini però often-
tavano , eh' egli non potelFe velìire alcun altr' abito , fenza
averne prima ottenuta la permilTione dal loro Capitolo Ge-
nerale , Fra Bernardo per quella nuova oppolizione rofpefo
andava indugiando . Pafsò intanto il prefcrittogli tempo : né
egli avea per anche pollo in ef^cuzione il penfiero ; quando
fi trov^ una mattina ad iniìanza de' Cappuccini citato nella
Curia Arcivefcovile . Egli toflo vi fi portò : ma appena com-
parfovi fu carcerato con ordine al bargello di condurlo al
Convento de' Cappuccini , e confegnarlo a quel Superiore^. .
In
Strozzi .
ED ARGHIT. GENOVESI. ipj
In un SI violento , ed inafpettato infulto , quantunque rima-
nefTe forprefo il nollro Pittore : tuttavìa niente sbigottito fi ri-
volfe a cercar opportuno riparo alla preveduta Tua difavventura. .^.^^.^^
Quefio fu di rendere avvifati del fuccelTo i Parenti , i quali dT
all' annunzio montati in collera , ed armatifi , corfero toflo Bernard»
con rifoluzione di farlo rilafcìare a forza per illrada , e con-
durlo via . Ma non venne lor latto ; perchè il pover uomo
già era giunto al Convento . Quivi fu chiufo in carcere ;
dove per lo dolore vilFe molti mefi infermo , e fenza poterfi.
confolare con la vifla d' alcuno de' Tuoi . Chi alleviollo al-
quanto in tali afflizioni fu 1' amorevolezza d' un vecchio Re-
ligiofo , per mezzo del quale potè far penetrare a' Parenti
qualche notizia dell' infelice fuo Rato . Fecero queiH il fe-
condo tentativo , che peggio^ del primo riufcìt . Perciocché
nottetempo di nuovo armatili , e Ialite le mura del Conven-
to , gii erano giunti prelTo alla carcere , in cui giacca lo fgraziato
Pittore . Ma appena trovatala , furono fcoperti , e corretti
a fuggi re: ove effl con si fregolate maniere, anzi che giovare
al carcerato , gli accrebbero le angurie ; poiché da indi in-
nanzi venne culiodito con maggior diligenza , e rigore .
In ill:ato dunque si compaffionevole coflui per ultimo ri-
piego s' appigliò alla finzione : e confeiTandoii ben degno di
quanto pativa , come trafgrelTore degl' inviolabili ordini de'
Tuoi Superiori ; chiamavafi felice , ed avventurato nelle mi-
ferie , e dichiaravafi pronto a più gravi penitenze, quando gli
veniflero impolle . Moftravafi zelante della Regolare oiler-
vanza , diflaccato dall'affetto a' Parenti , parco nel cibarfi,
affiduo neir orazione , umile , paziente , mortificato . In fom-
ma egli appariva un ritratto di perfetta fantità .
Dopo tre anni di carcere , e dopo varie prove date di
fé , finalmente ottenne la libertà , con rinnovare però i già
fatti voti . Cosi continuò per alquanti mefi religiofamente
vivendo , e con efemplare edificazione di tutto il Convento .
Quando parendogli , che oram.ai folle giunto il tempo di li-
berarfi da quella foggezione : fi valfe del buon credito , in
cui era prefFo de' Superiori , e chiefe un dopo pranzo licenza
d' andare a vìfitar fua forella : il che graziofamente gli fu
conceduto . Giunto alla cafa di lei in compagnia d' un laico
Tom. I. N affegnatogli ,
StrOìCìI •
IP4 VITE DE'PITT., SCULT.,
aflegnatogli ; queQi reflò nella fala , ove un Pittore dipinge-
va, e fi trattenne a parlare con eflb , mentre Fra Bernardo
■ era entrato nella danza della forella Tetto preteflo di aver
~Oi a confultare alcune cofe con efTa . Quivi fi fece toflo rader
Bernardo \^ barba , e depofli gli abiti da Frate , vc(\\ nuovamente quelli
*" " da Prete; indi paflato per una fcala fegreta , fc la colfe_. .
Il laico compagno vedendo l'ora già tarda , dimandò di Fra
Bernardo per ritirarfi al Convento : ma s' udì rifpondere ,
che Fra Bernardo era partito . Turbato quegli a tale rifpofla
tornò in fretta al Convento , e narrò a' Superiori quanto gli
era accaduto . Ufarono colìoro ogni arte , ed induflria , per
riavere il fuggitivo . Ne fecero diligenti ricerche : ricorfero
a' Tribunali : fpedirono efploratori a rintracciare di lui : ma
tutto indarno ; perciocché egli ritiratofi in cafa d' un amico,
fu da coflui tenuto in luogo d' afilo ; e pofcia occultamente
imbarcato per Venezia ; dove giunto con efficaci lettere di
raccomandazione , trovò Protettori potenti , che lo afllcura-
rono da ogni moleflia . (a)
In quella città fervidamente impiegofTì lo Strozzi in di-
pingere , e confermò , anzi accrebbe col fuo egregio valore
la nobil fama , eh' era precorfa di lui . Mi fa male di non
poter favellare delle Opere , eh' ei fece colà (h) ; perchè non
ho potuto averne particolare notizia . Soltanto in generale
fui
(rt) Non 'e credibile, che Io Strozzi s' appartafTe allora da' Cappuccini fenza—
fpecial conceiTione ottenutagli per Breve Apoftolico da' Parenti , o dagli Amici.
Il Lettore ciò l'upponga , benché il Soprani non ne faccia motto. E forfè
il Breve non era ancora notificato a que' Keligiofi ; perciò egli fi opponevano
al Soggetto.
( l?) Poiché è riufcito a me d'avere notizia d'alcune particolari pitture fatte
dallo Strozzi in Venezia : mi ftimo in obbligo di qui accennarle , per
renderne conlapevoli gli Amatori delle cofe buone .
Entro la Libreria di S. Marco annefla alle Proccurerìe ha dipinto ad olio
in un tondo la Scultura , che con riga , e compaflb mifura alcuni marmi
già difpofti a formarne ftatue .
Neil" altra Proccureria detta de Ultra entro 1' ultima ftanza ha dipinto C-
milmente ad olio il ritratto del Cav. Grimani .
Per la Chiefa di S. Benedetto ha dipinto la tavola di S. Sebaftiano,_a cui
le Matrone Romane diftaccan dal corpo le frecce . Qjieft' Opera fi giudica
bellifllma tra le fue belle .
Per la Chiefa dello Spedale degl' Incurabili ha efpreflb in tuia gran tela_
r Evangelica paiabola deli' invitato alle nozze , che v' andò fcnza la velie
nu2iak •
Nella
ED ARCHIT. GENOVESI. 195
fui accertato , che elle fon molte , e fingolarillìme : onde_>
i Pittori di miglior guflo fi propongono per efemplare , ol-
tre a quello de' primi Maedri della fcuola Veneziana , lo fli- -^^-^-«
le , ed il colorire dello Strozzi : e la fcuola Strozziana vi ha Di
erande ftima , e affai vi fiorifce , Bernardo
D ' _ _,. j &TR0ZZ1 .
N 2 Vide
Nella Chiefa de] PP. Teatini avvi di fuo la tavola di S. Ldrenzo , che di-
ftribuifce a' poveri ì vafi del Tempio .
Nella Chiefa de' SS. Apoftoli ha dipinto la tavola dell' Angiolo Ciiftode .
Stimati flìma poi è un' altra tavola , che ha fatto per la Chiefa de' PP.
Gefuiti , entrovi S, Francefca Saverio .
Nella fcuola , offia Accademia de' Pittori v' ha dello Strozzi un quadro
con Crifto fui Taborre tra Mosè , ed Elia .
Anche per altre città lavorò il noftro Artefice varie pitture . Alcune di
mia notizia fon le feeuentl .
In Vicenza entro la^ Chiefa di S. Biagio de' PP. Riformati di S. Francefco
vedeii di lui la tavola del Battefimo di Crifto.
In Brefcia e una fua tavola nella Chiefa di S. Terefa ; e contiene la Fla-
gellazione di Crifto .
Un infigne quadro pur fno e in Firenze nella guardaroba del palaz-
zo_ vecchio . Tal quadro rapprefenta con efpreflìane naturalifllma i Fari-
feì , che moftrano a Crifto la moneta del cenfo .
In Milano fon di fuo pannello preflb i Signori Cafnedi due pregiati qua-
dri con Mifteri della Paffione di Crifto.
E qui per gimita rapportar voglio due altri quadri , che acquiftò il Conte
Algarotti dalla cafa Sagredo di Venezia per Auguilo HI. Re di Polonia ,
e padrone di quella nobiliiTima raccolta di rare pituire , che al mondo è nota.
Il prefato Algarotti in una fua lettera trafmeffa da Pofdammo nel febbraio del
1751. al Si^.^Giovanni Mariette ; la quale fta inferita nel tomo VI. dell'Opere
di effo Algarotti ftampate in Livorno dal Coltellini l'anno 1765. fcrive così.
Due quadri de.' Prete Ge'-ovefe (al , ofjìa Bernardo Strozzi con figure di gran-
dezza naturale fino al giiigcchio , Neil' tino fi vede efF^iata una fonatrice ir. atto
di toccare y non mi ricordo , [e il 'into , 0 altro ftnnle finimento ; e neW altro,
Davidde , che ha ncW una mano la fpada , e a lato la tefta di Golia . In quefle
du ' ' ■ " ' " ' ' ' ' " . . ■
dii
torni , come per la freCcbezza de' pennello , e per altri fuoi pregi > è ben degno
deir elogio , che ne fece già il Bofchini nel fv.o libro intitolato La carta eìl
NAvegar pittoresco : al vento fettìmo pag, 566.
Del Prete Genovefe pur fé vede
David tutto vigor , tutto energìa
Col fpadon , e la tefta de Golìa ;
E che '1 fìa vivo , chi 1' oflerva ha fede .
D' una lode poi , che a molti arriverà nuova , non debbo defraudare Io
Strozzi : ed è , eh' egli fapeva anche egregiamente incidere all' acqua forte-,
in rame . Di ciò ne fa fede una carta efprimente la Beatiflìma Vergine coi
Divino Infante adorato da S. Giovannino : dalla qual carta è facile il giu-
dicare , che il celebre Rembrandt non 1' avrebbe con maggior artifizio in-
tagliata . . ^ .
(a) Lo Strozzi è comunemente chiamato in Italia il Prete Genovefe: fuorché
in Genova , dove ha più ufitato il foprannome di Cappuccino .
1^5 VITE DE' PITT., SCULT.,
Vi ie queflo Pittore 1' ultimo de' fuoi giorni in Venezia
nel terzo d'agorto dell'anno K544. fclTantefimo terzo dell'età
Tua : e fu feppellito in S. Fofca con la feguente quanto bre-
ve altrettanto onorevole infcrizione .
Di
Bernardo
Strozzi . BeRNARDUsStRGTIUS
PlCTORUM SPLENDOR
LlGURl/£ DECUS
H I C J ACE T .
Furono fuoi difcepoli in Genova Gio. Andrea De' Fer-
rari , e Antonio Travi comunemente detto il Sordo di Se.ìri.
D' ambedue parlerò fucceflivaraente a' dovuti luoglii .
VITA
DI GIOVANNI STEFANO ROSSI
Pittore .
LA Pieve del Tecco , luogo dell' occidentale noflra Ri-
viera , fu la patria di Giovanni Stefano RolTi . Egli
fludiò la Pittura , prima fotto Andrea , ed Ottavio
fratelli Semini , poi fotto il Sorri , nel tempo , che
ve la riudiava ancora lo Strozzi ; onde ebbe occaiione di
contrarre con collui amicizia .
Ufcito il Roili dalla difciplina de' Maeflri , e divenuto
già ProfefTore , cominciò a dipinger tavole non difpregevoli ;
fra le quali una commefTagli da' Signori Conti della Lengue-
glia per la Chiefa Parrocchiale di detta Pieve . In quella-,
tavola egli efprelfe Maria Vergine in alto , cinta di bianche
nuvole , con ifchiera d' Angioli intorno : e nel balTo v' ag-
gi unfe
ED ARCHIT. GENOVESI. 197
giunfe i SS. Bartolommeo , e Bernardo : forfè dopo Maria-.
Protettori anch' efli del luogo .
In Genova fece una tavola per 1' Oratorio di S. Niccola _
da Tolentino ; il qual Oratorio è fituato nel chioflro della^ Di
SantifTima Nunziata di' Porteria (a) . Quella tavola è di fuf- 5^°^^^
ficìente bontà . Sono figurati in efla il prefìito S. Niccola_., Rqssì .
e S. Francefco d' AfTifi davanti alla B. Vergine .
Un' altra tavola pur fece il Roffi per la Chiefa di Santa
Maria di Loreto detta d' Oregina fuor della porta di S. Tom-
mafo : ed in elTa tavola fi fcorge , che queflo Autore difpo-
nea le Tue Opere con ben intefi difegni , e le coloriva con
gradevole foavità . (h)
In occafione di fabbrica fu difirutta una piccola cappel-
la , che flava eretta in fuUa piazza di Gesù , e Maria de' PP.
Minimi : entro la qual cappella aveva il RoiTì con maniera
molto patetica dipinto a frefco un Gesù deporto di Croce .
Cos'i quafi tutte le pitture di queflo Artefice hanno avuto la
difgrazia di preflo perire .
Cominciava di que' giorni a praticar la pittura .un tal
Francefco figlio di certo Maeflro , che intagliò in legno par-
te degli ornamenti dell'organo della nofira Cattedrale^.
Queflo Francefco con molto buon gufto efprelTe nella men-
tovata cappella alcuni Angioli in atto di dolore . In oltre ef-
figiò ad olio fopra tre laflre di rame partiramente Gesù Criflo,
e i due ladroni ; le quali furono collocate fopra tre croci ,
che [lavano fuori allo fcoperto . Ma ora di tali Opere non ve
n' è più ne om^bra , né fegno .
Mori queflo Francefco in età giovanile : e quafi nello
flelTo tempo mor\ anche il Rofll ; mentre ambidue per V ac-
curata loro applicazione alla pittura , per le buone difpofizioni
de' loro ingegni alla perfezion di tal Arte , e per qualche lo-
devol faggio , che del loro dipingere a^eano dato ; gran cofe
di fé ci faceano fperare . Se più viveano , avremmo di elfi
più cofpicue memorie ; e forfè cofioro alla sfera de' Cambiafi,
de'Caflelli, de' Paggi farebber fai iti . Ma il Cielo fa quel,
che fa . . N 3 VITA
( « ■) Quefl' Orarorfo s'è poi cambiato in altro ufo; e la Confraternita s'è traf-
ferita altrove : eccome pure la tavola , di cui non s' ha più notizia .
(6) Anche quefta tavola è fiata rimoffa dalla prefau Chiefa d' Oregina. QiijJ
fine poi abbia fatto , non s' è potuto fapere .
\^ VITE DE' PITT. , SCULT.,
VITA
DI GIO. BATTISTA BRACCELLI
Pittore .
DEL numero di que' virtuofi Giovani , che bel talento
per la Pittura moflravano , e che in frefca età ci
vennero a mancare , uno fu Gio. Battila Eraccelli ,
la cui vita , e lode non debbo ommettere ; dacché
egli degne memorie di fé ci lafciò in varie fue tele coii_
qualche energia , e vivezza condotte .
Ei nacque in Genova l'anno 1584. da Padre, che efer-
citava r arte di legnaiuolo . Dappoiché pattata ebbe la pueri-
zia nello rtudio delle lettere , vedendo i luoi , che moUrava
inclinazione al difegno , lo conduffero al iamofo Paggi , che
già reiìituito s' era alla patria , per farlo da si grand' uomo
inflruire nella Pittura . Quanto prefio , e quanto bene in tal
facoltà s' avanzane , il diede a conofcere il iuo Maellro me-
dellmo ; poiché foleva affidargli le fue tavole, e lafciar , che
in efle liberamente profeguille i lavori . AffidoUi fra le altre
quella , che avea per le mani da locarfi all' Aitar maggiore
delle Monache di S. Niccolò : e 1' accurato difct^polo lant ol-
tre conduflèla , che il Paggi poco più ebbe a la\orarvi d' in-
torno , per ridurla a quel compimento , e perfetto ellère_. ,
in cui la vediamo . {a)
Abbiamo del Braccelli un quadro di fua invenzione en-
tro la Chiefa di S. Maria de' PP. Servi ; nel quale fono
molto giudiziofamente efprclTi alcuni Santi di quell'Ordine;
ed evvi marcato l'anno 1608. {b)
Fece egli ancora quattro altre pitture d' affai buona idea
rapprefentative d' alcuni fatti concernenti alla vita de' Santi
Colimo , e Damiano . QueQe ebbero luogo nella Chiefa de-
*licata a' medeiimi Santi . {e)
Parimente
i a ì Già fi difle nella vita del Paggi , che la riferita tavola non 6 più in quclia
Chicl'a.
C 6 ) La piefata tavola è tuttavìa in quella Chiefa a lato dell' organo ,
\c) Li quella Chiefa non fi conlsrvajio più le qui c;iunfiate tavole»
ED ARCHIT. GENOVESI.
199
Parimente fotto un arco , che conduce alla Chìefa Par-
rocchiale di S. Maria delle Grazie dipinfe un' Immagine di
Noftra Donna col Divin Putto in grembo : Opera , che dall' .
umidore , e dallo fpruzzo de' vicini flutti del mare è fiata "
predo confunta .
Era quefto Giovane di compleffione delicata , e debole ;
pure tanta pafTione egli avea per la Pittura , che in efla-.
faticava fenza curarli di (iia fonità . Anzi vedendo , che il fuo
Maertro lavorava contìnuamente in piedi; anche in ciò sfor-
;^avari d' imitarlo . Il Paggi ftelTo glielo difluadea , dicendogli :
Tu vuoi emularmi : ma non t' impegnare ; che ci perderai la pelle .
Ed egli ciò non oflante profeguiva . Laonde fece verificare
la predizione del Maeflro ; perocché poco ftante cadde ili-,
etica febbre , che lo portò all' altro mondo nella frefca età
d' anni venticinque con elìremo dolore del Paggi , che co-
me coadiutor lijo lo tenea, e con amore più che paterno
Ip riguardava .
Di Gio.
Battista
N
VITA
200
VITE DE'PITT., SCULT.,
VITA
DI GIO. ANDREA ANSALDO
Pittore .
**^.
iRA' più difiiinti Pittori della Liguria meritamente dee
coUocarfi Gio. Andrea Anfaldo , Soggetto elegante^,
nel difegno , fondato nella profpettiva , intelligente
de' Ibttinsù , efpreiFivo negli affetti , paftofo , e Ibavc
nel colorire , fornito in fomma di tutte quelle doti , che com-
piono la perfezione dell' Arte .
Voleri fu la patria di coflui : la Tua nafcita feguì l'an-
no 1584. {a): e il iuo Genitore nonioflì Agoflino ; il qual era
uno
( s ) Ne' libri battefnnair della Parrocchia de' SS. Niccolò , ed Erafmo di \''oItri
Ilo letto , che qucll' Anfaldo ebbe nome Andrea folamente , e che uacciue^ ,
fé mal iioii mi incordo j nel £:ttembie dell' aiuio fopraiiaouto •
ED ARCHIT. GENOVESI. 201
uno de' più ricchi mercadanti del luogo: ma le difgra^ie,
a cui foggiacque, e i difcapitì avuti ne' traffichi , furon ca-
gione , che venendo a morte lafciafTe a' figli poche foflanze . _^__
Era Gio. Andrea il primogenito tra' luoi fratelli : e,tut- 5^
tochè giovanetto, con molto fenno portavafi , e andava fìu- do. AnekeA
diando il modo di por la famiglia in iftato men bifognofo. ■^^^'^""•
Rifletteva, che, per queflo efeguire, altra flrada non v'era,
fé non quella di ben pofledere qualche nobile Profe(rione_>
da ritrarne onore , e guadagno . Efaminò per tanto 1' incli-
nazion propria : e quefla gli fuggerì d' attendere alla Pittura .
Confultonne i Parenti, che approvarono l'elezione: ed, ac-
ciocché tantoflo r effettualTe , lo condufTero a Genova , e ad
Orazio Cambiafo figlio di Luca lo confegnarono . Stette_.
1' Anfcildo qualche tempo lotto la difciplina di quefio Mae-
ftro ; e vi fece nel dilegno progreffi non ordinar] {a). Pafsò
quindi al colorire ; e molto ben vi riufciva . Anzi per ren-
derfi in ciò piià franco , ed efperto , chiefe in preflito ad un
fuo amico una tavola di Paolo Veronefe : ed ottenutala^ ,
tante volte la ricopiò , che finalmente potè imbeverfi di quel
faporofò maneggiar di tinte , per cui quell' Autore s' è così
fegnalato .
Dopo efTer giunto l'Anfaldo a qualche pofTelTo di fua Pro-
feffione fi ritirò in patria ; e quivi cominciò a lavorare per
quelle Cliiefe , e principalmente per quella de' SS. Niccolò,
ed Erafino , alla quale dipinfe due tavole : 1' una della_«
Pietà (b) , e r altra di S. Lucia , che , vicina a fpirar 1' ani-
ma , vien comunicata da un Santo Vefcovo . Fornire quefle
tavole , ne dipinfe una per la Chiefa di S. Rocco , in cui
flava effigiata la dicollazione di S. Gio. Battifta . Si portò
tanto bene in tal Opera l' Anfaldo ; che molto onore_>
n' acquilo : e il luo nome cominciò a renderfi celebre nella
Liguria .
Fu perciò indi a poco chiamato da' Signori Adorni a di-
pingere a frefco alcune ilorie nel loro palazzo di villa fì-
tuato
(a) Che r Anfaldo fotTe debitore più alla natura, die al Maefiro ; ciò fi racco-
glie dalle Opere fue . Orazio Cambiafo è fla.o un Pittore men , che inedic-
cre ; ed è tanto diflante dall' Anfaldo, quanto è diftaine la terra dal cielo.
(_!>) La prefata tavola della Pietà non è più in quella Chiefa : e la tavola di Sj
Lucia , che ancora vi fi conferva , è ragionevole .
202 VITE DE' PITT., SCULT.,
tuTito poco lungi da Vokri (a^ . Eì vi fi accinfe con fen'ore,
ed impegno : ma {graziatamente cadde dal palco , e fi slogò
-__--—— un pie<le': laonde tu corretto a giacerfi alcuni mefi in letto .
K Ove fchivo Tempre dell' o?io , fé la paffava in maneggiare
Gio. Andrea j| matitatoio , c la penna , ora Qendendo in carta de' bei di-
NSALDo. ^^^j^j ^ g^ (^j,^ componendo facete commedie, le quali , poi-
chi ebbe ricuperata la fanità , egli fece rapprefentar iulle
fcene , con particolar gradimento , ed applauib degli Ipet-
ratori .
Ma toflocliè il noflro Artefice potè ripigliar 1' ufo de'
pennelli , i'cce per 1' Oratorio di S. Ambrogio in Voltri la
tavola dell' Altare , ove figurò quel Santo in atto di fcacciar
r Imperadore Teodolìo dal Tempio (/;) . Piufci queùa ta-
vola , quale appunto afpettar fi dovea da un gran valentuo-
mo cioè ricca d'invenzione, maeftofa negli abbigliamenti
delle figure, ed ornata di profpettive tanto ben condotte,
e con SI artificiofi , e digradati palTIiggi continuate , che 1' oc-
chio vi reila ingannato", ed infieme rapito. E per vero dire
fu in queft' arte unico tra' Genovefi l'Anf-ildo ; tuttoché
da alcuni gli fi pareggi il Benfo , la cui vita più a balTo
avremo occafione di fcrivere .
A' PP. Cappuccini della fua patria dipinfe due tavole
della PaOìone (e) dì Criflo , che riufcirono afQù patetiche ,
e fono in molta {lima tenute per la divozione , e tenerezza,
che rif\egliano in chi le mira , FfattifTimo fu l' Anfaldo
neir efprimere le florie così {acre , coir.c profane , non tanto
per la perizia , che di eife avea , quanto per certa fiia par-
ticolar felicità nel mantenere il carattere delle figure , e far-
ne fpiccare a maraviglia ne' loro voki gli affetti .
Anzi fu quello Pittore tanto immerfo nello fludio dell'
Arte {ùa, che fovente fi cibava fenza fentire il fapore delle
vivande :
(«) Ciò, che rapprefentafle 1' Anfaldo nel riferito palazzo non è a mia notizia :
anzi ncmmcii ho potuto faperc qual ila quello palazzo de' Signori Adorni vi-
cino a Vohri .
(^) Quella prcgiatifllma tavola fatta dall' Anfa'do in Voltri non rapprcfcnta già
S. Àmbrocio", quando icaccia l' Imperadore Tccdodo dalla ccmunion dc'Fcdèli;
ma bensì , quando lo aflblvc , ed ammette . Sta il Santo in fulla porta d' uji
maeftofo Tempio, veduto tutto in profpeito ( cofa belli.lima) ; ed è in mezzo
a due femmine figuranti 1' una la Ghie fa, l'altra la Giuftizia : ed ha a' pie-
di il ravveduto Imperadore tutto fpii otite uiniltà , e contrizione.
Ce) Qiiefte due tavole più non fi veggono nel prenotato luogo .
ED ARCHIT. GENOVESI. 203
vivande : cofa , che ofTervata da' Tuoi domeftici die loro mo-
tivo di prefentargliene a raeafa per graziofa burla alcune
mal condite , o amare : ed egli attratto , e concentrato nel ___.
fuo penfiero , indifferentemente mangiavale infieme con le d^
faporite , lenza avvederfene . do. Andrea
Or diciamo di lui ciò, die più s' afta al noftro aftlinto . ^^^^^""^'^
Fece r Anfildo un viaggio a Tortona in occafione , che colà
condufte a marito una fua nipote . Pochi meli prima , eh' eì
vi giungelFe , era fiata commeffa a non fo qual Pittore una ta-
vola d' un Santo Protettore di quella città . Afpettavafi que-
fia tavola da' Cittadini con fomma premura ; perocché immi-
nente era la fcfla del Santo . Ma il lavoro era poco avan-
zato ; e per confeguenza la comune afpettativa era in prciTi-
ma difpofizione d' andar fallita . I Cittadini mal foddisfatti
del Pittore , che la dipingeva , gliela voleano torre di mano:
onde pregarono 1' Anfaldo , che accettalTe 1' impegno di pro-
feguire il lavoro ; poiché ben informati erano della perizia ,
e prontezza di lui . A niun patto acconfentir volle 1' Anfal-
do : defiderofo però di dar- faggio di fé a que' Signori , fece
in brevilTimo tempo una tavola di tutto punto , e loro do-
nolla . Grandi furono le obbligazioni, che gliene profeflarono,
e grandiffime le cortesìe , con cui corrifpofero all' egregia ,
e pronta Opera . Imperocché appena egli fu ritornato in Vol-
tri , gli fecero prefentare funtuoli doni , e gli commifcro fuc-
ceffivamente altre tavole , che conduffe con particolar accu-
ratezza : e due principalmente rapprefentative de' Martirj ,
r una di S. Sebafìiano , e 1' altra di S. Caterina .
Dopo ciò per 1' Oratorio di S. Croce iltuato qui fulla piazza
di Sarzano inviò da Voltri la nobil tavola moltrante il ritro-
vamento di efla Croce . In quella tavola introdullé moltiffi-
me figure di vario abbigliam.ento , di ben difpoik fimmctiìa,
ed in atti d' ammirazione pel miracolo , che vedono avve-
nire del morto, il quale in uno ftante rifufcita , all' inalberarli
di quel Sacrofanto Legno di vita . Vi fono in oltre profpettive
di raro artifizio : nel che l' Anfaldo era efpertiffimo . Ma di gran
lunga fuperiore a quefia tavola fi è quell' altra , eh' ei com-
pofe pure in Voltri per la Chiefa de' SS. Niccolò, edErafmo:
nella qual tavola rapprefentò S. Carlo Borromeo , che , infie-
rendo
204 VITE DE" PITT., SCULT.,
rendo in Milano la peflilenza , fcalzo , con fune al collo ,
e l CrocififTo nelle mani va in compagnia del Clero in pro-
»^ ceflìone , Precedono il Santo due Diaconi , I' uno con la na-
Di vicella , r altro col turibolo . Gli tengono dietro i Canonici,
Gio, Andrea e,^ infinito popolo , e lo accompagnano in aria due Angio-
NSALDo. |^.j.j.j ^ ^i^g volano in atto di divozione a' lati del CrocifilFo
portato dal Santo Arcivefcovo . Nelle prime linee del qua-
dro vedefi mirabilmente dipinta in rigorofo fcorto una fem-
mina morta , dalle cui poppe pende un tanciullino : ed ap-
prelTo v' ha un' altra femmina ginocchioni , che con le mani
giunte rivolta al cielo implora la Divina Mifericordia-. .;
Quefla è una gran pittura piena d' arte , ricca di vivaci af-
fetti : degna d^ eiVev veduta , e fenza fine lodata . (a)
Venuto r Anfaldo da Voltri a Geno\a , ebbe qui l' in-
cumbcnza di dipingere una gran tela per 1' Oratorio di S. An-
tonio Abate . In queita egli defcrifTe 1' ultima Cena di Gesù
con gli Apofioli : nella qual tela non cedono ;t]1' eleganza del
difegno , alla venuftà della compofizione , ed alla vivacità delle
tinte le artificiofe digradazioni de' piani , e le maeftofe ar-
chitetture , che il f-.ggio Pittore feppe introdurvi : onde fi
m.ollrò aflai ben fondato in tutte quelle facoltà , e doti , che
deono concorrere alla perfezione d' una pittura .
Fu anche particolare l' induflria fua in dipinger lucidi ,
e brillanti i metalli , qualora vaù di tali materie dovea nelle
fue tele rapprefcntare , come fece nella dianzi defcritta_, ;
ove il catino , i toudini , i piattelli , ed altri fornimenti della
menfa fembrano veri argenti . {b)
Non avea 1' Ajifaldo per anco finito queflo lavoro ; quan-
do gli occorfe un accidente infaurto , e poco men che funelto .
Motivo ne fu , che i Superiori del prefato Oratorio , pe' quali
la gran tela dipingeva , elerto avevano il Benfò , allora giovane,
a dipingere
(a") Merita qucfta fuperbiffima tavola d' effere accuratamente difegnata , ed in-
cifa . Ella è ftata accrefcima da tutti e Tuattro i Iati dal Pittoic Domenico
Piolà e molto giudij-ioiamente , in occaCone , che dovette ingraniirfi la cap-
pella ! Quefta giunta però guafta , anzi eli: no, l'idea dell' Anialdo ; per-
ciocché avendola quclti dipinta in angullo (ito ; appare chiaro , eh' egli volle
dar faecio de! fuo vaflo talento con farvi figure prandi al naturale, e con di-
moftraVe un giro, e ujia digra iazione di nunierofiirima proccflìone iutta_
incotnpaifa. Sforzo irgegnofifFimo d' arte,, ,. , . ^
( b) A piò di quella tavola fi legge il nome dcil Anialdo fcnttovi da lui mede-
fimo; ficcome l'anno, in cui la cUpinie, che fu il 1619.
ED ARCHIT. GENOVESI. 205
a dipingere a frefco nel loro Oratorio un S. Antonio . L' An-
faldo come ciò feppe gravemente fé ne ofFefe , e ne fchia-
rnazzò contra 1 Benfo ; pretendendo , che cofìui non accettalTe _^..«,._
quel lavoro ; perchè a fé folo doveail . Scufoffì il Benfo con 5^
dire d' averne già ricevuto denaro in caparra : e per ultimo do. Andrea
aggiunfe non doverfi accordar grazie a chi arrogantemente, ^^^^^^'^'>
e con afprezza chiedevale : e voltandogli le fpalle , fé ne parti .
Il dì vegnente 1' Anfaldo fi portò dal Benfo , pregandolo con
tutto buon termine , che lì compiacele di cedergli 1' Opera .
Ma quefti brufcamente rifpofegli , che dopo le bravate non
ammetteva melate parole . Montò in collera a tal rifpofla
r Anlaldo , e , Mi renderai conto , gli difFe , di tratto cotanto
incivile . Ciò detto ^ lafcioUo. Il Benfo più incollerito di prima
gli tenne dietro , e fermatolo , con voce alta , e minaccevole
gli chiefe il fignificato delle da lui profferite parole . Volea
r Anfaldo fpiegarglielo co' fatti ; onde gli fi fcagliò addoifo.
Ma il Benlo entrato di lancio in una vicina bottega , dove
avea veduta un' arma da taglio , rofto afferrolla ; e lerito
con effa 1' Anfaldo , via il fuggì . Non fu mortale il colpo :
perchè poco tagliente era l' arma : nulladimeno rellonne quefli
fortemente abbattuto . Portato fubito a cafa , tal cura s' ebbe
di lui , che in breve tempo guarì . PacificoflTi quindi col Ben-
fo ; e poco rtante ripigliò le iue virtuofe occupazioni .
Fece egli in primo luogo una tavola rapprefentante il
Martirio di San Sebafliano , che fu trafmefià in Cadice , e
collocata nel Duomo di quella città , ove tuttavia fi con-
ferva . L' Opera è molto fquilìta , e dà continua lode all'
Autore . Fece poi fucceflìvaniente altre tavole per privati
Soggetti : ma di quefle non ho fpeciali notizie . Quindi om-
mettendole, pafferò alle da lui dipinte per luoghi pubblici.
Per una delle fale di quello Real Palazzo colorì in gran
tela la Virtù della Prudenza figurata in una donna veflita_.
d' armatura , e tenente nella deflra un ramo di quercia-. .
E' tanto bella quefla immagine , che quantunque altre tavole
efprimenti Virtù abbiano pofcia dipinto per la medefiraa (ala
diverfi nollri Pittori di gran perizia : pure quella dell' An-
faldo fi fa conofcere a tutte fuperiore nel difegno , e nel co-
lorito . Si.uilmente per la fuddetta fala ebbe commiflione dì
dipingere
zo6 VITE DE' PITT., SCULT.,-
dipingere in un'ampia tela la città di Genova fortificata del
nuovo recinto di mura allora appunto compiuto . Efeguì
.l'Opera con piena foddisfazione di quefli Signori: ne vi vo-
dì "leva altri che un Soggetto pratichifTimo di profpettiva ( qual
G'o-^^^^5«£A ei-a p Anfoldo ) , per ben efeguirla . {a)
\sALDo. p^^ j^ Chiefa di S. Maria delle Grazie dipinfe la ta-
vola, che fa facciata alla prima cappella dal lato deliro.
Figurò in eifa tavola S. Luca , ed altri Santi . Un' altra pur
ne dipinfe per la Chiedi di S. Sabina , ove efprefTe la B. Ver-
gine {b) : ed alcune altre tavole compofe per 1' Oratorio di
S. Tomraafo : tutte d'egregio flilc , e di bel colorirò, (r)
Grande poi fu 1' onore , che ebbe , allorché i Signori
Deputati alla fabbrica di qucfla Cattedrale lo fcclfero per
dipingere i maeflofi fportelli d' uno degli organi di elTa Cat-
tedrate : nella qual Òpera fuperò 1 efpettativa coinune : e_-
ficcorae quegli fportelli dovean effer dipinti tanto al di den-
tro , quanto al di fuori : cos'i dalla parte di dentro rappre-
fèntò ripartitamente due paffi della vita di S. Lorenzo , a cui
è dedicata la Chiefa . Neil' uno efprelFe quei"lo Santo in atto
di battezzare il convertito Romano : e nell' altro il Santo
medefimo , che rinchiufo in carcere reca la vifla ad un cieco.
Difpofe poi con raro artifizio , che , chiufi i due fportelli ,
forraaflero nella parte di fuori una fola pittura . Fin<e in_^
quefla l' interno d' un magnifico tempio , nel cui mezzo fi-
gurò il Santo Diacono in atto di diftribuire ad un folto
ftuolo di poverelli i vafi d' oro , e d' argento della Ciucia .
Sommo fu il gradimento , che incontrò^ 1' Autore d'Ope-
ra cotanto ingegnofa . E teflimonianza ne fecero i fuccertìvi
effetti . Perocché in vifta di quella i più qualificati Signori
della
( a ) La prefata tavola fi conferva oggidì nell' atrio , che introduce aUa fala_
detta del Configlio d'inverno. , „ ,, . , - , , • ,-
(*) auefta tavola non rapprefenta già la B. Vergine , ina bensì la gloriofa
Afccndone di Crifta al Cielo con corteggio d' Angioli ; ed al baffo poi della
tavola v' e S. Gregorio Magno . . , j ,„ a V .
(ci Benché il Soprani dica effere in quello Oratorio alcune tavole dell Anfal-
do • pure non ve n' è , fé non una , molto fmgolare però , e ben confcrvata.
In elTa vicn figurata la parte interiore d' un tempio, der.tro del quale ve-
defi r Apoftolo S. Tommafo in atto di battezzare i fajiti Ke Magi , le cui
veltiture non poffono effere ne più proprie, ne meglio dipinte . Spira in-
tutta quella tavola una certa unita , oì. energia , che diffidi farebbe 1 elpri-
mcila •
ED ARCHIT. GENOVESI. 207
della noflra città , quafi a gara gli commetteano pitture va-
fte, e d'impegno; ond' egli era incefTantemente occupato.
Ergendofi da quello Pubblico nella Chiefa di S. Pietro ■
di Banchi la cappella in onore dell' Immacolata Concezione di " dÌ
IVI aria Vergine , a cagion di voto fatto 1' anno 1 57P. per la libe- do. Andrea
razione della città dalla pellilenza, fu impiegato l'Anfaldo a di- ^^^^^^°'-
pingervi nella volta tre lloriette alludenti alla vita di efTa Ver-
gine; pitture , che, ficcome eccellenti riuscirono , cosi fa molto
difpiacere, che l' umidore de' tetti le abbia oramai diflrutte . (^)
Nel palazzo del Sig. Gio. Battifla Doria dipinfe a frefco
la ftoria d' Ellerre : ed in quello del Sig. Giacomo di Negro ,
il trionfo di Davidde ib) . Per lo Sig. Giacomo Saluzzo Prin-
cipe di Corigliano dipinfe la fotterranea cappella della Ma-
donna del Monte con adattate ilioriette .
Anche il Sig. Francefco Brignole , che poi fu Doge_. ,
volle avere nel Tuo palazzo qualche Opera dell' Anfaldo ;
e però vi fece dipingere in due Itanze partitamente Sanfone :
nella prima, quando è lòrprefo da' Filiiìei , mentre dorme in
grembo a Dalila : nell'altra , quando abbracciate le due colonne
del tempio , e quelle , e il tempio rtefFo fcuore , ed atterra . (e)
Nel fobborgo di San Pier d'Arena per commidìone del Sig.
Gio. Paolo Spinola rapprefentò entro il di lui maeftofo palazzo
diverfe imprefe fatte dal Marchefe Federigo Spinola nelle».
Fiandre {d) . Da San Pier d' Arena pafsò a Cornigliano ,
dove nel palazzo del Sig. Paolo Spinola [ altro dal fopram-
mentovato Gio. Paolo ] defcriiTe in alcuni quadri fulle pareti
i pila memorabili fatti del Grand' Aleilandro .
Ritornato
( a ) Tali pitture non fono ancora diftrutte : ma in qualche buon effere tuttavia
fi. confervano .
(ù) Io non ho mai potuto rinvenire ne quefta pittura , ne quefto palazzo .
le) Egli è r antico palazzo Brignole pollo a pie della falita di Cafteflo , ove pur
oggidì fi veggono le fopra er.unciate fpiritofiflìme pitture .
(rf) Quelle pitture a frefco fono delle più eccellenti dell' Anfaldo . In effe ha_
fatto fpiccare tutta la più foave maniera del colorire , e tutta la perfe2Ìone
della profpettiva ne' ben digradati piani degli afledj delle citta , che de-
fcrive efpugnate dal prefato Marchefe Spinola .
Non fono quelli gli unici lavori fui frefco fatti dall' Anfaldo nel riferito
palazzo . Altri ve ne ha in diverfe ftanze , e diftintamente in quella , ove-.
fi rapprefenta lo Spofalizio d' Argentina Spinola col figlio dell' Imperadore-.
Andronico . Ne fi deono paffare fotto filenzio le quattro Virtù dipinte a chia-
rofcuro fulla facciata del palazzo medefimo ; perchè d' Anfaldo pur fono :
e veramente degne di liii.
Altre
2o8 VITE DE' PTTT., SCULT.,-
Ritornato a Genova , chiamoUo il Sig, Gio. Vincenzio
Imperiale a lavorare nella nuova parte di facciata , che qucflo
Cavaliere aveva aggiunto all'ornatiirimo fuo palazzo in Cam-
Di petto . Ei v' efprelTe a chiarofcuro quattro Deità , fra le quali
Gio. Andria gìovc , € Cibcle ; e riufcirono tutte d' ottimo gufto . Ma non
Ansaldo, - i . n> /^ • j> •
potè dar compimento a quelt CJpera , a cagione d improv-
vifa difgrazia ; e f u , che, mentre dipingea, cadde dal palco , e fi
ruppe una cofcia . Confinato perciò lungo tempo in un letto,
egli pafsò quella rribulazione con la penna , o col matitatoio
alla mano , ora fcrivendo , ed or difeguando ; perciocché , nemi-
ciflìmo dell' ozio , non fapca rtare un momento fenza operare.
Nel tempo , eh' egli fi tenea fotto la cura de' Chirurghi,
erano tutti intefi i Signori 1 omellinl ad abbellire di mar-
mi, e d' oro la lor ampia Chiefa della Santiffima Nunziata
del Guaflato . Avean que' Signori deliberato di ornarvi di
pitture anche la cupola . Per 1' efecuzione di ciò fecero capo
all' Anfaldo , come a Soggetto efpertifllmo , e che tante bel-
le prove avea già dato di fé nella ProfefTion del dipingere .
Egli avutane l' incumbenza , non indugiò a formare il dife-
gno del futuro lavoro ; il quale , benché fofTe di tutto buon
gudo : pure vedutofi da alcuni Pittori de' più valenti , che
allora tra' Genovefì fiorilTero, era da effi criticato, e {prez-
zato . Aveano coftoro a grave , che 1' Anfaldo fofle flato lor
preferito in tal' Opera : quindi proccura^•ano d' avvilirlo , e
di porre in difcredito ciò , eh' egli in qucll' occafione avea
fatto. Ma r Anfaldo per difefa del proprio onore s'appigliò
ad un prudente confìglio ; e fu d' inviare il difegno a Fi-
renze all' infigne Accademia , che appunto del Dilégno s' ap-
pella ; affinchè i ProfefTori di quella 1' efaminaiTero , e fecon-
do
Altre imprefe dello fteffo Marchefe Spinola per ordine del menzionato Sig.
Gio. Paolo Hcfcriffe il noftro Pittore nell'altro lumuoib palazzo Spinola fi-
tuato qui preflb alla porta detta dell' AcquaCola . Sono quelle ripartite in
tre quadri , la cui fpiegazione e facile a comprenderli dalla feguente inlcri-
zione, che fla incifa in marmo lòpra 1' antcrior porta della galleria,
Qyi LEGlS , TABUL* , QUC I^I MEDIO LAQUEARI PRIMA EST
AB INCFESSU, HANC INSCRlPTieNEM AKFIOAS .
IMPERATORIiE OBEDIFNTIA: AQUI'^GKANUM RESTITUIT .
HanC AUTEM SECl'Nr.t .
IN OBSIDIONE BBEDJE POLONIA PRINCIPEM RECIPIT .
Hanc VFP.O "^EPI I t .
FRIDERICUS SP1NULA BELGICjt CLASSI PRiEFICITUR.
ED ARCHIT. GENOVESI. lop
do la verità , e la giuftizia decidefTero , fé buona era , oppiir
difettofa l' ideata compoiìzione . Furono colà eletti ad efa-
minarla due de' primarj Pittori di eflà Accademia, cioè la- ■ »
copo da Empoli (a) , e Domenico Paflìgnani (b) , da' quali i)i
non folo s'approvò quel difegno , ma di più s' efaltò con_. *^'°* ■f^^^j^
erudite DiflTertazioni trafmefTd all' Anfaldo . Quefì:i , per trion-
fare con maggior gloria de' fuoi emuli , e confondere la loro
malignità , le fece tollo pubblicar colle flampe . Ma fìccomc
chi è già pregiudicato dalle altrui detrazioni per lo più ne
fente in qualche parte le finiflre confeguenze, anche quando
i detrattori ammutifcono : cos'i avvenne all' Anfaldo, il quale
benché da grand' uomini approvato , e difefo : pure non ben
fidandofì d' eilò i Lomellini , vollero , che prima difegnaflc
fopra una parete tutta la cupola ; il che egli fece : ed offer-
vatofi , eh' era afiài ben intefo , e difiribuito il lavoro , fu con
pieni voti determinato , che egli , e non altri la dipingefle .
In quefla maellofa cupola rapprefentò il noflro Pittore
1' AlFunzione di Maria Vergine al Cielo . Ella vi fi v€de_>
attorniata da fchiere d'Angioli, e di Santi in atto, altri dì
corteggiarla , altri d' adorarla . Non è agevol cofa il defcri-
vere le artificiofe profpettive , eh' egli fé' comparire in detta
cupola ; e fpecialmente in quello fpazio , che refla chiufo
tra '1 primo , e 'l fecondo cornicione : ove finfe balauftrate ,
dalle quali fporgono in fuori altre figure di Santi , che of-
fervano il gloriole trionfo della celelle Reina . Sono anche
negli angoli i quattro Evangelici , ciafcheduno in diverfo no-
biliiTimo atteggiamento . In fomma ; chi vuol vedere quanto
può r Arte del dipingere , venga a vedere quello gran la-
voro degniflìmo d' immortalità . (e)
Tom. I. O Si degna
(«) Iacopo da Empoli , città della Tofcana diftante da Firenze circa ^o. miglia,,
fu uno de' più intigni Pittori de' fuoi tempi . Morì d' anni 86. in Firenze-.
1' anno 1Ó40.
( ^ ) Domenico Paflìgnani Fiorentino , valenrifTimo Pittrire fu caro a varj Pontefici,
principalmente a Clemente Vili. , che lo creò Cavaliere . Quello PaiTignani
morì in patria in età d' 80. anni nel i6?8. Di lui abbiamo qui due belle
tavole in pubblico. L'uni rapprefentante il Battefìmo di Crirtn : ed ella è
in S. Ambrogio. L'altra figurante il (acro rito delle Ceneri : ed ella e
in S. Maria del Carmine .
(e) Chieda belliffima cupola aven:lo molto patito a cagicìn dell'umidità colatavi
da' tetti mal fafciati ; fu perciò in ^ran parte guaita : onde 1' anno itoo.
Gregorio De' Ferrari ebbe commiflìoiK di rillorjirla . Grandi furono le fati-
che ,
21G VITE DE' PITT., SCULT.,
Si degna Opera , che fcoperta meritò gli encomj di tutta
la città , non potè elTer fenza interrompi mento condotta a fi-
«___^ ne dal nollro poco fortunato Pittore . Imperocché un giorno
D^ neir ufcir che facea di Chiefa , fu improvvifamente ferito
Gio. Andrea jq un fianco , fenza fapere né da chi , né perchè . Cos'i l' in-
>jsAi.Do. j^Q^gj^j.g uomo dovette di bel nuovo fermarli per alcuni meli
a letto . Rifanò finalmente , e compiè la cupola ; dopo la_.
qual Opera , per follevare la Ranca fantasia , fi ritirò nel luo-
^o di Prato poco dinante dal fuo nativo . Ma qui\'i il Tuo
ozio fu 1' occuparfi a dipingere il principale f-ilotto del pa-
lazzo Negroni : il qual lavoro efegui da par fuo : onde mol-
ta lode," e largo premio ne riportò.
Si reftitu'i poi a Genova : ove formò le pitture d'alcune
tìanze nel palazzo del Sig. Paolo Spinola {a) fuUa piazza di
S. Luca . Adornonne anche la facciata : e sì dentro , che
fuori fé' in quello palazzo cofe degne di fé . Pafsò quindi in
cafa del Sig. Tomniafo Airolo , e vi dipinfe una cupolina.^ ,
che febben piccola , rende però gran teliimonianza del vallo
talento del noilro Autore . (b)
Frattanto i Signori Lomellini, eh' eran rimalli oltremo-
do contenti dell' operato dall' Anfaldo entro la cupola della
lor Chiefa , e volevano farne dipingere il coro : anche quelV Ope-
ra gli commifero . Ne ilefe egli il difegno ; e riufci quello sì
bello , che il Marchefe Virgilio Malvezzi , Signore di quel
talento , che a tutti è noto , in vcggendolo , refionne altamente
ammirato ; né fapea faziarfi di contemplarlo , e di commen-
darne l'Autore . Ma disgraziato Anfaldo ! Nel metter mano
al lavoro é lòrprefo da maligna infermità , che ne lo dillo-
glie , e lo riduce a termine di morte .
La grande alTillenza , eh' egli ebbe , e gli appreflati ri-
medj , la Dio mercé , gli giovarono sì , che dopo molti giorni
ulcì
che per ral Opera durate da quefto noflro Pittore ; il quale ci difegnò pri-
ma miiiutamcnte quanto dovca far Imitare a terra , per raffettarla . E poi
nel fuo taffettà memo non imitò la pregiabil majiiera dell' Anfaldo ; ma cfc-
guì la fua propria, d' affai minor pregio.
(a)'lnqu'-'te palazra , che oegidi e del maggior Ofpedale , al di dentro non v'ha
più nulla dell' Anfaldo : cfteriarmcnte lulla facciata vi ha tuctavia dell' Au-
l'aldo alcune figure di Virtù.
(*) Q'.icfto palap^zo , ora de' Sig. Negrotti in piazza Amorofa, piùr.on conferva
la ibpia defciicta pittuca .
ED ARCHIT. GENOVESI. 211
ufci di pericolo ; e andò migliorando ; dopo alcuni altri potè
cominciare ad alzarfi di Ietto . Rifanato finalmente del tutto
[come pareva], pafsò il tempo della convalefcenza HifpcTnjn- ,
do , e formando idee , per efeguir la nuova commiffione di di
dipingere il coro della Chiela di S, Andrea. . Ma prima , che Ciò. Ancrea
poterìe metter mano all'Opera, ricadde nella malattìa, la_. ^^^^^'
quale , trovatolo già molto infiacchito per la paflata forprefa,
con tanca violenza gli fi internò , che 1' efiinfe il di 20.
d' agorto neir anno dell' età Tua 54. , e della comune ripara-
zione i6^S.
Perdemmo in tal morte un valente Pittore, ma non del
tutto il perdemmo ; concioiriachè lafciò alcuni difcepoli , che
per li loro talenti , e per la virtuofa imitazione del Maefìro,
fecero nelle lor tele apparir viva la memoria di lui , benché
ciafcuno con aria diverfa . Furono quell:i Orazio De' Ferrari,
Tuo Nipote : Giovacchino Aflereto , giovane di grande fpirìto :
e Gìufeppe Badaracco , uomo di molta accuratezza nel fuo
operare . Di quelti tre parlerò feparatamiente più fotto .
Parimente fu fuo difcepolo Bartolommeo Baffo , di cui
dirò alcuna cofa qui brevemente . Era coflui non folo facitor
di figure , ma eziandio molto efperto nelle pro(pettive_. :
e però ferviva alcuni mediocri Pittori di quel tempo , quan-
do avean uopo d' introdurre nelle lor tavole si fatte cofe .
Era altresì felici iTimo nel dipingere a frefco ; onde n' avea fre-
quenti occafioni tanto in cafe private , che in Chiefe , ove_.
iecc lavori belliffimi : ficcome anche ne' teatri , ov' era fpeflb
impiegato , a motivo della fua lingolar perizia nel condurre
le lontananze a ben proporzionate digradazioni. Neil' afpetto
parca di naturale jnelanconico : e pure era d' amena converfk-
zione ; e fapeva ufare tal civiltà , e cortesia , che cattivavafi
gli animi di chiunque lo praticava. Egli mancò in età avan-
zata . Né altra notizia ho potuto avere di lui .
O 2 VITA
212 VITE DE' PITT., SCULT.,
VITA
DI GIUSEPPE BADARACCO
Pittore .
FAcciAM qm precedere la vita di Giufeppe Badaracco
a quella del Ferrari , e dell' AfTereto , non percliè egli
abbia fuperad quelli due Condifcepoli nella perizia
dell' Arte ; ma foltanto percliè nella prefente lloria_.
adattiamo il porto de' Soggetti all' ordine de' tempi , e pre-
raettiam chi fu prima . La precedenza del pacconio non di-
chiara maggioranza di merito .
Da Andrea Badaracco , perfona di riguarderei famiglia
tra le cittadinefche di Genova , circa 1' anno 1588. nacque Giu-
feppe ; che giunto all' ufo di ragione , tu fotro egregia di-
fciplina applicato allo rtudio delle lettere , nel quale continuò
fmo all' anno diciottefimo di fua età . Dopo ciò , delìdcrando
d' imparare qualche altra liberal fiicoltà da virtuofamente oc-
cuparli ; volfe r animo alla Pittura . Suo Maeltro fu prima_.
lo Strozzi , dal quale , non fo perchè , poco llante appartofll .
Pafsò quindi all' Anfaldo , lotto la cui direzione s' avan-
zò nel difegno , e nel colorire si , e per tal modo , che iii_
breve giunle a cojnpor colè di fua invenzione , nelle qua-
li , oltre alla grazia , e leggiadra , fece {piccare la fua dili-
genza nel tratteggiamento de' dintorni .
Vogliofo d' aprirfi V adito a cognizioni maggiori , portof-
fi a Firenze . Quivi frequentò i più famofi Profellòri dell' Ar-
te ; e dal loro commercio notabil profitto ne traile . Ma dap-
poiché ebbe vedute le Opere d' Andrea del Sarto , ne rimale
cosi invaghito , che qucue fole fi propofe per efemplari . Fece
adunque Ibpra di effe intenfiOìmi lludj , e tante ne ricopiò ,
che a lungo andare potè renderfi in molte parti buon imita-
tore di si grand' uomo ; onde in quella città compofe tavole
di merito , che nelle cafe de' principali Signori tuttavìa fi con-
fervano con elHmazione particolare .
Era quello Pittore già prelTo all' anno quarantefìmo di fua
età , quando ritornò in patria , ove poi ammogliofll . Molte
furono
ED ARCHIT. GENOVESI. 213
furono le Opere , eh' ei vi fece , ma quafi tutte per privati
Cittadini : onci' è , che non ne abbiamo notizia . Alcune poi
furono trafmelTe fuori , e forfè alcune altre o guafle, o fmarrite, «^^^^^
come avvenir fuole di certe cole buone in mano d' eredi , di
che non ben le conofcono . Una fola tavola , e quefla affai Giv%e??e
piccola , vediamo di luì pubblicamente efpolla fcpra una_.
bottega nella flrada de' Coltellinaj . In quefla tavola fono effi-
giati i SS. Giovanni Battilla , e Eartoloirmeo in adorazione
di Noflra Donna . Ella è un' Opera condotta con grande ac-
curatezza , e adornata d' un belliflìmo colorito, {a)
Mancò queflo Pittore nel contagio del 1(^57., lafciando
generalmente gran defidcrio di fé; perocché il fuo ingenuo
tratto , e le fue amabili qualità l' aveano renduto a tutti
cariffmio .
Era il Badaracco alquanto duro d' udito ; e perciò lo
foprannomavano il Sordo . Era poi di coflumì illibato , e can-
dido : affai dedito alle opere di Pietà : parco nel vitto : m-O-
derato , e lindo nel vePdre . Ebbe quattro figli ^. alla cui buo-
na educazione con tutta vigilanza accudì . Vivono cofloro
al prefènte ; e due di effi attendono alla pittura , l' uno
in Roma , 1' altro in Genova . QueiV ultimo ha nomie Gio.
Raffaello , giovine , che per la beli' indole fua ci fa fperare
un'ottima riufcita , e nell' intraprefa Proftffione, e in ogni
genere di Virtù . ^b)
•è'
O3 VITA
(<z) Quefta tavola non e più nel fopraccennato IuO?o . Una però fé ne conferva
m Veltri nella fagreflìa della Parrocchiale de' SS. Niccolò , ed Erafino ; !a_
qiial tavola moftra S. Filippo Neri in adora2Ìo]ie del Crocififlb . Ella' è dili-
C f,\ ^^-^ '" °^"' ^"^ parte , e contiene una bclliffima profpettiva .
l. *) Di Gio. Raffaello parleremo nel fecondo tomo di queH' Opera .
214
VITE DE'PITT., SCULT.,
VITA
DI SINIBALDO SCORZA
Pittore .
CO ME la natura nella varietà delle cofe ci ha compiu-
to ogni Tuo bello : cos'i 1' arte nella varietà degl' iif-
gegni ci ha compiuta ogni fua perfezione . Tal Ar-
tefice nelle fue Opere più fi renderà dilHnto per una
prerogativa , e tal altro più per un' altra . De' noflri Pittori
chi fu eccellente nell' invenzione , chi nella ben dilpofla fim-
metria delle parti , chi nell' efpreflìon degli affetti , chi nella
prospettiva , chi nel fare ritratti , chi nella vivezza del co-
lorire , e chi in altre doti : di che già nelle Vite precedenti
facemmo menzione « Una per mio avvifo tra efli mancava :
cioè
Scorza »
ED ARCHIT. GENOVESI. 215
cioè la particolar eccellenza nel dipinger paefi, ed animali
d' ogni fpecie . La virtù di Sinibaldo Scorza fé' si, che nem-
men quella ci reflalTe a defiderare . Fu egli il primo tra' no- ■
riri , che la pofiTedefTe . E ben moftrollo in effetto, confor-" dT
me qui apprelfo divi/èremo . Siniealeo
Da Giovanni Scorza , uomo ricco di beni di fortuna.- ,
e molto più d' integrità di vita , nacque Sinibaldo in Vol-
taggio il d'i 16. di luglio dell'anno 1589. Tollo che il fan-
ciullino toccò r età capace di educazione , la prima cura del
Padre fuo quella fu di tarlo infiruire nella Pietà , e nelle.,
lettere . Studiò Sinibaldo la Gramatica , e la Rettorica , ac-
compagnando Tempre con efTe la pratica de' buoni coliumi ;
onde proporlo n' era a' condifcepoli per efemplare .
Avvenne intanto , che dal Padre di lui fu introdotto
-1 dipingere nella cafa certo Pittore nomato Gio. Battifla.^
^arofio . Sinibaldo , che Qava fpelTo ofTervando il lavoro ,
i poco a poco rimafe rapito dal desìo d'imparar la Pittura;
onde poQofi forto la coduì direzione cominciò ad impiegar
le ore oziofe del giorno in maneggiare il pennello , e fchic-
cherar qualche cofa .
Co' principi del Carofìo egli fi diede a difegnar figuri-
ne , le quali poicia coloriva con fughi , eh' egli {leiro da'^erbe
eflraeva . Moliravano , è vero , poca bontà quelli primi la\-ori
di Sinibaldo : ma non potea , ciò non ollante , chi confidera-
vali, non giudicare aliai bene del talento, e dell'inclinazio-
ne di luì , e non paiTare anche a lodarlo , ed efortarlo a pro-
feguire il virtuofo efercizio . Quindi ne venne , eh' ei volle
avanzarfi a cofe maggiori . Laonde provvedutofi d' una tela
melVicata , fi provò a dipingerla co i colori macinati ad olio .
Dipinfela : e riguardo a un giovinetto principiante , e fenza
indirizzo , riufci 1' Operetta una maraviglia ; di modo che.j
comainemenre credevafi fattura d' Artefice già m.olti anni
nella ProfefTìone verfato . Sinibaldo da ciò vie più accalorito;
deliberò coli' alTenfo del Genitore d' abbandonare ogni altra
occupazione , e darfi di propoilto alla Pittura .
Per efcguir queflo fuo penfìero , conveniagli ufcir dalla
patria . Prima , eh' egli ciò efeguilTe , fece ricorfo al Padre Fran-
cefco Scagliofo Genovefe Conventuale (Soggetto d' intelligen-
O 4 za
2i<5 VITE DE' PITT., SCULT.,
za nel difegno , e ben efperto in formar figurine di cera ) :
e chiefte a lui lettere di raccomandazione , per introdurfi
,,„,.„,.„.. a qualche valente Maertro ; lo Scagliofo l' indirizzò a Geno-
YJ, va ; e alla cura del Paggi raccomandollo .
SiNiKALDo Giunto Sinibaldo in Genova , fu dal Paggi cortefemen-
ScoRzA . ^g accolto . Oflervò quefli gli eleganti lavorietti del nuovo
difcepolo ; e prefagi di luì una bella riufcita . Dipingea Si-
nibaldo felicemente paefi , animali , ed anche fiori , frutti ,
e con proprietà , e vivezza li coloriva . Ma riflettendo poi ,
che poco giovevole farebbcgli flato si fatto iludio , fen/a quel-
lo delle um.ane figure , fi rivolfe a dipingere anche di quefte .
Varj furono gli efcmplari , che il Paggi gli propolc da co-
piare : e fra gli altri alcune ftampe d' Alberto Durerò , le_>
quali volle Sinibaldo imitare , ritraendole con la fola penna :
e ciò SI accuratamente , che non fi diflinguean dagli origi-
nali ; e foltanto per cofe di lui riconofcevale chi leggeva a pie
di elle il nome di Sinibaldo Scorza , eh' egli ufo era d' aggiu-
g nervi .
Con r afTiduitì di tale efercizio rendutofi in pofTcfFo del
difegno , e in iflato di potere maeflrevolmente condurre una
ben ordinata compofizione , non che una femplice figura ; ufcì
dall'altrui difciplina : indi ripigliò l' intralafciato fuo primiero
lavoro intorno a' prefati oggetti , del quale fbpra ogni altro
dilettava!! : e fpecialmente nel dipingere animali n' imitava
M bene le proporzioni , gli atteggiamenti , e le varie poli-
ture ; che parea mancalfe loro foltanto la voce, per crederli
veri , e viventi . De' Pittori , che in quel tempo fra' nollri
fiorivano , ninno certajncnte in ouello genere 1' eguagliò .
Dopo aver qui molto acquiflato di flima , e di denaro
ne' fuoi vaghi , ed ingegnofi lavori , portolTi una Hate a ri-
vedere la patria ; ove mentre foggiornava , fece alcune gra-
zi ofe pitture , che confermarono la chiara tama colà per ad-
dietro precorfa di lui; ed avendo udito celebrare per molto
eccellente nel dipingere animali un certo Gerani Pittor Mi-
lanefe , di cui anche c]ualche tavola s' era imbattuto a vedere;
ei dipinfe occultamente una flarna com naturale nel dintor-
no , nella difpofìzion delle membra , e nella varietà delle_.
piume ; che ognuno rimiravala qual prodigio dell' arte .
Non
Scorza ,
ED ARCHIT. GENOVESI. 217
Non palesò già , che quella era un'Opera ufcita dal Tuo pennello:
ma finfe d' averla comperata da un Mercadante , che porta-
ta r avea da Milano . Sul finir della (late ritornò Sinibaldo _«_
a Genova ; e feco recò la pittura , la quale fece qui in chi dT
la vide la ftefià irapreflìone , che avea fatto in Voltaggio . Sinualco
Venne intanto di tal pittura notizia al Sig. Gio. Carlo Doria ,
Cavaliere amantifllmo delle beli' Arti , e de' bei lavori .
QuelK volle vederla : vedutala , alTai gli piacque ; onde_.
trattò di comperarla . Prima però moflrolla ad efperti Pit-
tori , affinchè 1' efaminaffero , e ne defTero il loro giudizio ;
i quali concordemente aderirono quella non poter elTère_.
fattura d' altri , che del Cerano . A s"i fatte afTerzioni vie più
invogliofiene il Doria; e, sborfuto per ella non lieve prezzo,
la fece fua . Sinibaldo traile utile dall' inganno : ma poi (li-
mò fua gloria il manifet1:arlo . Torto , che il Doria feppe_,,
che Sinibaldo ftefTo ( e non già il Cerano ) era l' Autore di
quella tavola : in vece di rallegrarfì , che nella noflra città
folfe un uomo si valente in tal genere di pittura ; forte fde-
gnoffi ; né da indi innanzi gli die più quelle dimoflrazioni
d' afletto , di cui per addietro 1' avea graziato .
In quel mentre sbarcò a Genova il Cav. Marino , che
paffava alla Corte di Savoia . Q.uelV illufi;re Poeta molto
intelligente , ed amante della Pittura portofli a viiltare i più
rinomati Pittori della noflra città , e fra gli altri il Paggi ;
nella cui llanza entrato , vi trovò lo Scorza . Ebbe quivi
occafìone di vedere alcuni lavori di coflui : e tanta fii ma ne
concepì , che , giunto in Torino , non ifcriveva mai lettera
al Paggi , che del talento , e del fino , e delicato dipingere
dello Scorza non faceffc decorofa menzione . Anzi non niolto
dopo intavolò carteggio con lui medcfimo ; ed ora gli facea
cortefiffime efibizioni , ora gentilmente chiedevagli qualche
tavola , ora notificavagli d' averla ricevuta , vivamente rin-
graziandolo , e foggiugnendone encomj , fpcflb anche coix..
poetici componimenti . Si leggono nella Galleria di elFo Ma-
rino alcuni madrigali celebranti le tavole dallo Scorza di-
pinte : come quella d' Orfeo , che al dolce fuono della Tua
cetra fa rimanere incantate le fiere ; e quella d' Apollo , che
in abito di paftore guarda gli armenti del Re Admeto .
Per
2i8 VITE DE' PITT., SCULT.,
Per qiiefle , ed altre onoraii/^e Tempre più infervoravafi
ne' fuoi degni impieghi il nofiro Pittore : e a proporzione cre-
»„„^«_> fccvagli il credito , e divulgavafi la fama di fua virtù . Quindi
dì i più qualificati Signori, sì della città, che forelVieri , gli
SiN'isALDo commettevano tavole pe' lor gabinetti; le quali d'ordinario
fingevano amene vedute di campagne con palTaggi di carri,
e cìi befiiami : piazze di fiere, o mercati d'animali, e cofe
fimili con giufi:a naturalezza efprefTe, e con elegant* pro-
prietà colorite .
Oltre alle foprannotate Operette era anche folito rap-
prefentar ne' fuoi quadri le antiche favole ; fpecialmente_.
quelle , nelle quali occorreva introdurvi profpettivc di paefi,
o varietà d' animali . E per venire al particolare : egli di-
pinfe gli amori di Piramo , di Medoro , e di Apollo : i fa-
tali avvenimenti di Atteone , di Narcifo , di Siringa^,
e di Licaone : il fonno d' Endimione : la caccia di Didone :
i quadrupedi in battaglia contro i volatili : i compagni di Ulilfe
trasformati in fiere . Con tali lavori fecondava la fua virtuofa
inclinazione , e incontrava univerfal gradimento , ed applaufo.
Ne fi fermava in quelli Ioli argomenti : ma dipingeva
eziandio Storie Sacre, e Mificrj ; ove facea conofcere , che
fimilmente a{Tì^i bene riufcivii nell' efpreflìone delle figure_>
umane. Di lui abbiamo il Preiepio di Gesù, l'Adorazione
de' Magi , ed altre pitture floriche con ottimo gui^o divifa-
te, e con ifquiilta finezza efeguite .
E della miniatura pur dilettavafi ; nella qual focoltà non
cedeva alle altre fue doti . Alcune Operette in miniatura da
lui mandate al fopraminentovato Cav, Marino andarono fot-
to gli occhi de' principali Signori Torinefi, che ne rimafero
rapiti ; e tra' per eilè , e per le precedenti pitture', fommo
cre(.lito acquiltoffi preifo di quelli , e fj."'ccialmente predo del
Conte Carlo Battaglia Aiutante di Camera del Duca , al quale
moflrate furono , e molto piacquero . Del che avvifato lo
Scorza , lavoronne alcune altre con più particolare accuratez-
za ; e per mezzo di elfo Conte fece prefcntarle a quel Prin-
cipe , a cui furono molto care ; onde in fcgno di fuo gradimento,
e di alta fiima dell' Autore , gli trafmife una benigninìma_.
lettera , con la quale invitavalo in . Corte . Tal lettera , che
tuttora
ED ARCHIT. GENOVESI. 2ip
tuttora confervafi da' figli dello Scorza , fu già da me rico-
piata : ed or qui la foggiungo .
Signore Scorza . Li difegni , che ella mandò a farmi vedere ' Di
da Carlo Battaglia mio Aiutante di camera , furono da me tro- Sinibaldo
vati così buoni, che commifi allo flejjo di notificarlo a lei , ed in- ^^°"'^'
fieme rapprefentarle il gujio , che jentirei di averla al mio fé r-
vizio. Ed avendomi egli rimojìrato la buona volontà, che ella
ne tiene ; ho ordinato , che le Jìano pagati ducatoni cento , che
dovranno fervire per lo viaggio folo : potendo creder nel rejio di
trovar trattamenti qui corrifpondenti al Juo merito , ed alli-^
filma , eh' io fo della fua virtù . Ed ajpettandola con defiderio
quanto prima , prego Nofiro Signore , che la conjervi .
Di Torino li 31. agofio 161^.
Voftro
// Duca di Savoia "»
Corrirpofe di buon genio Io Scorza al grazìofo invito del
Duca ; e 1' anno Qeffo , in cui lo ricevette , pafsò alla Corte
di Torino con l'onorifica penfione di cinquanta ducatoni il
mefe . Ebbe quivi accoglienze cortefi fopra ogni credere.^ :
e qual infigne Virtuofo era univerlalmente riguardato , e ri-
verito . Impiegollo quel Sovrano in varie miniature ; che il
nortro Artefice con egregia maeftria puntualmente elèguì . Tra
quefle incontrarono 1' approvazione , e la lode di tutta la_.
Corte quelle, che in fei fogli di carta reale dipinfe, dimo-
firanti alcuni fatti defcritti nella Sacra Genefì . E tanto più
belle apparvero ; perchè v' avea efprefll diverfi animali così
al naturale , che nulla più . Vivi proprio gli avrcfie creduti .
Dipinfe pofcia un Cupido pel Principe Tommaalò figli-
uolo del Duca , che allora trovavafi in Sciamiberì : e tanto
quello Signore gradillo, che l'onorò della leguente lettera.
Signor Sinibaldo . Alla buona opinione , eh' io aveva della
fquìjìtezza dell' ingegno di V. S. ha voluto ella aggiugnerveme
nuovo tefiimonio col dono del fuo Cupido , il quale è fiato dame
Sommamente ammirato , e ripofio jra le cofe mie più pregiate ,
e peregrine . Il dare giudizio dell' Opera non è mio mejìiere :
ma
220 VITE DE'PITT., SCULT.,
ma m' accojìerò al grido della fama , che già gran tempo /«—
ogni luogo ha /piegate le lodi del fuo valore : dalla quale mi
. credo , eh' ella abbia delle fue penne formato t ali di quell' in-
ni fiammato Dio . Intanto ringraziandola fenza fine della cortefc^
SiKiBALDo dimoftrazione accompagnata da affetto così gravide , di cui ne
terrò memoria non ordinaria ; io m" eftbifco a rimojìrarmele gra-
to in tutte le fue occorrenze .
Di Sciami er i , li 22. novembre i<?2 9.
Il Principe Tommafs di Savoia .
Moke altre furono le bell'Opere, che lo Scorza compofe
colà in Torino , non folo pel Duca , e per li Figli di Lui , ma
eziandio per altri riguardevoli Perfonaggi , si TorincTi , che
forellieri , i quali fovcnte gliene commettevano ; onde per
tal mezzo molte ne and rono in diverfe città d'Italia, e di-
ftinramente in Roma , che in gran pregio le tennero .
Dimorò alcun tempo in quella Corte , non perdonando
a faticlìe , per farfi onore . Ma a quefle non ben corrilporero
i premi ; perocché non Tempre potè rifcuotere 1' allegnatogli
fìipendio, per cagion de' Minilìri , che o glielo differivano, o con
mendicati pretelVi glielo fcemavano , e talor anclie glielo ne-
gavano ; defraudando in tal gu'fa le buone intenzioni del
generofo Sovrano . E lo Scorza , fenza mai farne motto al Prin-
cipe , profeguiva con tutta fofferenza i Tuoi lavori . Giunto poi
l'anno 1625,, nel quale s' acce fé la guerra tra' Genovcfi , e
quel Duca ; lo Scorza prefe da Lui congedo , e a Genova fi
riconduflè .
Credeva egli di godere qui la fua pace : ma la fellonìa
d' alcuni invidiofi non gliel permife . Non potcan cofioro
foftrire in città un uomo cotanto infigne , e famofo , chi^
con le fuc chiari (Time Opere ofcurava le Opere loro, e niet-
tcagli in penuria di Avventori ; poiché in gran parte a lui
ricorrevano . Quindi fu , che , per torfclo dinanzi , lo accula-
rono in giudizio , come sleale alla patria , e ben affetto , anzi
confidente del Duca di Savoia : e gli afcrive\ano anche a de-
litto r andar egli veftito alla piem< aitefe , Sul principio co-
tali accufe fi confideraron dalla noltra Repubblica come fri-
vole ,
ScoszA •
ED ARCHIT. GENOVESI. 221
vole , e di niun momento . Ma le avvalorò poco flante que-
fto fucceffo . In una campale giornata fcorfe il Duca fino a
Voltaggio , patria dello Scorza ; e riufcito eirendogli dopo ^
molto (angue d' impadronirfi di quella terra , la milé a ter- dÌ
ro , e a fuoco . Ebbe foltanto riguardo alla cafa , e a' beni ^inibaido
dello Scorza , del cui fervizio , e valore mantenea viva la_.
memoria . Ordinò per tanto , che alle fortanze di coflui niuna
moleflia recata fofle ; e che i Parenti di lui falvi , ed illefi
fofTero altrove a lor piacimento fcortati . Tal ordine però
non ebbe l' intero fuo eftbtto ; poiché i poderi dello Scorza
non ben conofciuti foggiacquero anch' eflì alla comune deva-
fta 'ione . Quindi doppio pregiudizio ei dovette patire-. :
1' uno dalla militare infolenza : 1' altro dall' invidia degli
emuli , i quali con le loro calunnie orpellate delle riferite ap-
parenze tanto s' avanzarono , che fecero nafcer negli animi
de' Senatori qualche fofpetto . In tempo di guerra ogni pic-
cola ombra fa ingeloiire : in quella guifa , che ad un infer-
mo ogni poco d' aria, tuttoché innocente, efoave , fa impref-
fione malefica , Un fofpetto , e ben leggiero in quelle Icabrofè
circoQanze baflò a porre in condizione di reo lo Scorza-* :
che però, a motivo di ficurezza, giudicoflì fpediente rimuo-
verlo per qualche tempo dallo Stato di Genova . Fu adunque
condannato d' efilio per lo fpazio di due anni , prefcrit-
togli da confumarfi in MafTa : cofa , che cagionò molto di-
fpiacere allo rtelfo Duca di Savoia , che affai lo ftimava , ed
amava ; e per dimoflrazione di graziofa parzialità poco pri-
ma della guerra gli avea tenuto a battcfìmo un tìglio , il
quale dal nome d' effo Duca , nomato fu Carlo Emanuello :
e farebbe (lato imitatore della paterna virtù , come prenunziava
lo fpiritofo , e penetrante fuo ingegno : iè immatura morte non
cel aveffe rapito , 'mentr' egli era per anco- in età lanciullefca ,
Or il nortro Pittore , ricevuta l' intimazione del bando,
paf>ò torto a Maffa ; ove per li {ofi'crti danni li vide ridotto
in illato di dovere da' proprj pennelli cercarfi il follentaraen-
to . E ben potè di leggieri trovarlo ; perciocché abbal1:anza
colà era noto il fuo valore ;, e particolarmente a quel Prin-
cipe , nella cui città conveniagli abitare . Quelli oltre ali aver-
lo benignamente accolto ; il prefe a proteggere per tal modo^
che
22i VITE DE'PITT., SCULT.,
che mai non gli kfciò mancare occafioni d' occuparfi con .G:ua-
dagno , e con lode. Anzi di piìi dopo alcuni mefi gl'impetrò dal
.„___ SercnilTuno nollro Senato la permifTione di potere almen con-
"dÌ fumare il rimanente dell' efilio in qualunque altra città gli
folTe meglio piaciuto .
PrevalenJofi lo Scorza dell' impetratagli grazia s' accom-
miatò da quel Principe , e portolTi a Roma con ifperanza-*
di farli a prova conofcere . Quivi ben ofTcrvate le funtuofc
fabbriche, e le fuperbc llatue , e pitture, e le altre rare bel-
lezze di quella Capitale del Mondo ; e cosi maggiormente
fecondatoli l' intelletto di nobili idee : pafsò al lavoro dife-
gnando , ed efeguendo cofe più egregie di prima, al cui fag-
gio formofTì tolio un alto concetto di lui ; ficchè lo atiolla-
vano le commiflìoni di Cardinali , di Principi , e di altri
Perfonaggi qualificati . Grandi onori , ed emolumenti gode*-
va : ma troppo eran impegnate, e violente le fue fatiche.
Terminarono intanto i due anni del prefcrittogli efilio ;
dopo i quali ftimò necelFario reflituirfi alla patria , per dar
qualche feflo alle cofe Tue, e rillorare al poffibile i danni,
che la famiglia avea dalla guerra fofferti . Ebbe molto cor-
doglio in vedere colà i fuoi poderi fpiantati , ed arfì : ma_.
aliai più r affliire la dilliaizione della preziofa raccolta di di-
fegni, di quadri, di miniature, e di altre Opere, che con
gran diligenza , e fpefa s' avea formata . Eran tutte cofe di
fommi Autori , che', unite a quelle del proprio pennello ,
compone^■ano un raro mufe'o .
Dopo alcuni mefi di dimora in patria fece ritorno a Ge-
nova , dov' era con gran defiderio afpettato . Qua ccndufTe la
fua famiglia , e prela abitazione in luogo di minor frequen-
ta, e fcevero da' dillurbi , fi diede tranquillamente ad ope-
rare ; non cefTando i Cittadini d' occuparlo con le lor com-
miflìoni .
Alle fue vìrtuofe occupazioni nel dipingere , e nel mi-
niare quella pur anche aggiunfe dell'incidere all'acquaforte.
La prima fua fatica in tal genere fu l'intaglio d'un rame,
in cui figurò un pallorello , che , feduto all'ombra d un albero.
Tuona il piffero ; mentre la lùa greggia lì Ila pakendo . Il di-
fegno originale di quello rame dello Scorza Io ccnfervo ap-
preflò
ED ARCHIT. GENOVESI. 223
preflb di me , ìnfieme con alcuni fuoi lavoriettì dì miniatura
finiflima ; tra' quali avvi una mofca , un pefce , un uccellino,
ed altri animaletti efpreJTi a maraviglia. Io li tengo in con-
to di tanti gioielli . ~ ^^ ~
Avea queflo infigne Artefice preparata una gran quan- Sinibald©
tità di difegni da fé fatti a penna , per pofcia inciderli , e pub- Scoeza,
blicarli . {a) Erano quefti parte d'animali, parte d' antiche fa-
vole , e parte di paflorali finzioni ; ogni cofa di fquifita proprie-
tà , ed eleganza . Ma la morte gliene impedì l'efecuzione ; con-
cioffiachè una repentina malattìa iul più bello ce lo rapì . Tra-
pafsò Sinibaldo Scorza all' eternità l' agofio dell'anno 1631. , nel
qual tempo non ne avea più , che quaraniuno , e ottomefi d'età.
Difpiacque fommamente a tutta la città la perdita d' un
tant' uomo , dal cui valore 5>ì degni Irutti afpettava . La de-
plorarono i parenti , e fpecialmcnte i figli , che oltre al fi-
liale amore , traevali al difguLlo lo fcorgere in quella il
gran difcapito della cafa . Fu feppelhto con folenne funerale
nel chiollro della Chiefa di S. Franccfco di Caflclletto en-
tro la tomba de' fuoi Maggiori ; e gli fu eretta una lapide
con quella Infcrizione .
SlNIBALDVM SCORTIAM IoANNIS FILIVM .
Ex COMITIEVS Lavaniae .
Inter Pictores celecerkimvm .
AmISSVM DEFLEVIT ANNO MDCXXXI. ErASMVS FILIVS.
Ne tv frvstsa qvaexas viator .
SciAS HOC OSTIVM ESSE DOMVS .
In qva vitam exspectat immortai.em .
Anno a Curi sto nato mdclxx.
Lafciò Sinibaldo in patria alcune memorie di fé . Una
di quelle è il bellifiiino quadro dell' Immacolata Concezione
di Maria Vergine elpollo nella Chiefa de' PP. Conventuali .
Quando altr' Opera di coilui non vi Iblfc ; quella loia balle-
rebbe a qualificarlo per un Soggetto eccellente. VITA
fa) Di queRi difegni ne pofleggo io buona parte. Scorgo da effi , che il Soprani
non elagcra punto nella lode dello Scorza . Sono d' un tratto co^'i rifoluto
puntuale , e vivace , cJie pare non poterfi iii tal genere far dawajiraeeio *.
Lo Itello , e anche più , moitiano i luoi dipinti : ma non già i luoi intaplr
in rame . Egli fu eccellente in tutt' altri lavoii . CL ci dell' intagliare luro-
110 per lui un femplice divertimento , in cui fui tardi provo/fi.
224
VITE DF' PITT., SCULT.,
VITA
DI DOiMENICO FIASELLA
Pittore .
C
Erti ingegni rpiritofi , e biz/arri fora igliano il fuoco.
Non vogliono llar Ira le angiìllie : vogliono largo cam-
po , onde fpaziaiTi , e pigliare incremento . Di s"i
fatta indole fu Domenico Fiafella Pittore , di cui
ora fono per favellare . Quelli , febben ancora fanciullo , com-
prerò , che la breve, e fcarfa flia patria non era fulllciente
ad inllruirlo nella perfezione dell' Arte, ch'egli deliberato
avea d' imparare : onde alpirò a più ampj confini ; e tanto
fé', che gli ottenne . Quindi coli' udir gran precetti , e col \eder
grandi elempj , gli uni ben ollérvando , gli altri ben imitando,
grand' Arielice diventò , Giovanni
ED ARCHIT. GENOVESI. 225
Giovanni Fiafella fu un Argentiere Sarzanefe di molta
perìzia , come appare da varj Tuoi lavori di ben intefo dife-
gno, e di rara finezza; e fpecialmentc da un bacile , e da ______
altri vafi d' argento , che fi confervano in quefla Cattedrale . iu
A coflui il dì 12, d' agoflo dell' anno 1585». nacque in Sarzana ^omenico
il foprammentovato Domenico , Rilevollo Giovanni con educa-
zione coflumata , e civile, e fucceffivaraente applicollo a quegli
lìudj , che a ben nato fanciullo convengono . Indi poiché lo
fcórfe molto inclinato alla Pittura , per dargli in tal Profef-
fione un buon fondamento , egli fieflo l' inflrui nel difegno .
Con queflo indirizzo , e col capitale d' una particolare abili-
tà cominciò il tenero figlio a maneggiar pennelli con qual-
che grazia .
In Sarzana entro la Chiefa di S, Domenico v' è un' infìgne
t;ivola di Andrea del Sarto , (a) Il perfpicace fanciullo non
SI toflo la vide , che ne conobbe la fquiiltezza : e colà fre-
quentando, di propria induftria , fenza guida di Maefrro , più
volte la ricopiò . Molto può il genio ; e molto più ancora ,
quando 1' accoinpagna 1' ingegno : m.a entrambi deon efTer
foccorfi da periti Maertri , e da fufficiente ferie d' ottimi efem-
plari . Troppo fcarfeggiava sì degli uni , che degli altri la_.
citt?i di Sarzana . Quindi Domenico vogliofo d' aprirfi il cam-
po ad un diilinto profitto , chiefe al Padre la licenza di paf-
fare a Roma . Difpiacque al Padre la dimanda del figlio ,
maiTiraamente a cagione dell' aliai tenera età di lui , che_»
non oltrepaiTava 1' undccimoanno ; onde gli diede la negativa.
Ma il fervido figlio fatto ricorfo a Monfignor Gio. Battifla
Salvago , allora Vefcovo di Sarzana , tanto bene Teppe di-
fcorrergli , clie quefli ammirando 1' avvenentezza , e lo (pirite
del fanciullo, s'impegnò per lui, e gli ottenne dal Padre_.
almen la licenza di pafT-ire in Genova fotto la direzione del
Paggi , con riferbargli 1' andata a Roma ad un' età più fer-
ma, e men bifognofà dell'altrui afniìenza .
Contento Domenico , qui tofio fen venne , ove fu rac-
comandato al Paggi , fotto la cui difciplina parecchi anni
Tom. I. P per-
(a) Quefta belliffima tavola già men2Ìonara dal Va fari , dal Bor^hini, e da al-
tri celebri Autori , fi conferva ora in Genova dentro il palazzo de' Signori
Mari fituaio liuigo la piazza deità Campetto .
US VITE DE' PITT. , SCULT.,
perfevcrò : e in quella fiorita fcuola fra molti de' Tuoi con-
difcepoli fi dilVinle . Ma il defiderio d'andare a Roma non
qXi era IVanito ; an/i col crefccr dell' età gli era maggior-
15; — mente crefciuto ; lìcchè non celiava di fcrivere , e prelentar
Domenico fuppliche al prefato Monlìgnot Sdlvago , acciocché fi degnalTe
FiAstLiA . ^^j ^-^^,11 ^j^, ,^|j,j.^ volta mediatore apprefib del Padre pel com-
pimento della bramata grazia ; e per vie più obbligarfi quel
luo parziale Prelato , gli fece il ritratto : cola , che incon-
trò molta lìima , e die 1' ultimo impulfo all' affare . Perocché
quel Monfignorc fommamente gradillo , e volle, che il Fia-
fclla Padre fi contentalTe di confolare un s'i capace figlio
con permettergli , che andalfe a Roma a perfezionarfi .
Incredibil fu 1' allegrezza del Giovanetto all' avvifo della
paterna licenza : né tardò a metterfi in viaggio , quafi anno-
iato di Geno\a ; non perchè grandiffima lìima non faceflé_*
del Paggi , da cui tanto apparato avea ; ma bensì perchè fa-
peva , die andava a trovare maggior numero d' eccellenti
Artefici , e a vedere nelle quivi adunate pitture , e Iculture,
le più fpeciofe maraviglie dell' Arte .
Giunto a Roma , l' unica fua premura fu d' ìnfor-
marfi delle Opere de' più infigni Pittori , e Scultori s'i mo-
derni , che antichi : indi a quelle fi faceva guidare , e gì' in-
teri giorni confumava nel contemplarle , talor anche copian-
dole , e talor componendo altre colè fulla maniera delle da
fé già vedute. Frequentava l'Accademia del Nudo, e col-
tivava l'amicizia de' più valenti Profeflori del difegno, e del
colorito . Ma lopra tutto le pitture di Raftaello erano il fuo
idolo , e il fuo primo oggetto d' imitazione .
Dopo qualche anno di ferio , ed afliduo ftudio , accom-
pagnato dal felice ingegno , infervorato dalla naturai pro-
penfione , ed agevolato dal comodo di tanti mara\igIiofi
efemplari , fi fenfi il noQro Fiafella in ilìato di farfi onore
in quella Metropoli del Mondo . Dipinfe per tanto in una_.
tavola il Miltero della Natività del Signore ; e fenza palefar
di chi folle la pittura , 1' efpolè alla pubblica vifla in occa-
fione di certa folennità , che celebravafi in Santa Maria della
Scala . Grandi encomj riportò la beli' Opera da chiunque
la vide, e maflìinamente da' Profeflori ; fra' quali uno fu
Guido
ED ARCHIT. GENOVESI. 227
Guido Reni . Quelli interrogato dal Duca Mattei dell' Au-
tore di quella , non feppe afleveratamente dirglielo ; affermò
bensì , eh' ella era cofa molto pregiabile . Poco ftante fi ven- .— .^.,__
ne in cognizione,, che 1' Autore di efla era fiato il Pittor £,,
Sarzanefe ( il Sarzanefe , o il Sarzana comunemente appella- Domenico
vafi da' Romani il Fiafella , prefone il nome dalla patria.. ^*^5^'-^^'
di lui ) : onde tal fama acquirtofTì ; che il Paffignani , e il
Cavalier d' Arpino non ebbero difficoltà di chiamarlo a parte
de' lavori di loro impegno ; e fucceffivamente poi alcuni Per-
fonaggi gli commifero varj quadri per ornamenti de' loro
palazzi . Uno di coloro fu il Marchefe Giutliniano , per cui
compofe anche molti difegni .
Efeguire quefie incumbenze , e tutte con piena foddisfa-
zlone di coloro , che gliele avevano date . Dipinfe altre cofe
di fua elezione . Una fra le altre lodatiflìma fu la tavola.,
diinoflraate Maria Vergine, e S. Giufeppe , che col Divi-
no Infante fuggono in Egitto . Fu qucrta tavola prefentata
al Sommo Pontefice Paolo V. , che aliai gradilla .
Dopo dieci anni dì foggiorno in Roma, trovandofi il no-
flro Sarzanefe ben fondato , ed efperto nella fua Profeflìone,
ritornò in patria , ove tanto fi trattenne , quanto gli parve
fufficiente , per confolare con la fua prefenza 1' amato Padre .
Pafsò quindi a Genova , dove era da molti di quefti Citta-
dini bramofamente afpettato .
Toftochè qui fi feppe il fuo arrivo , gli vennero a folla le
commiffioni di tavole , di difegni , e d' infegnamenti : ficchè non
gli reftò più un momento d' ozio . Già s' avvide , che in Ge-
nova gli conveniva flabilire la fua permanenza . Apri dunque
fiudio : accettò difcepoli : e fi diede follecito a que* lavori ,
per 1' efecuzione de' o'uli pur troppo avea fcarfezza di tempo .
Indi a non molto a j: -uafione d' alcuni Amici , che una ci-
vile, e convenevolmente dotata zitella gli propofero, s'am-
mogliò .
Le prime Opere del Fiafella in Genova furono dentro
il palazzo del Sig. Giacomo Lomellino . In quefio palazzo
il noflro Pittore {a) dipinfe a frefco alcune florie tratte dal
P 2 librò
(«) QueRo pala2?b de' Signori Lomellini ha l'entrata vcrfa la piazza de' forni;
e vi fi veggono tuttavia le fopranuotate pituire.
228 VITE DE' PITT., SCULT.,
libro d' Erterre ripartire tra le flanze , e le principali fìile-.
del piano fuperiore , e dell' inferiore . Nella lala del piano
__^, fuperiore è rapprcfentato il Re Afluero , che fra le molte
dÌ fanciulle ebree 11 elegge in ifpofa la bella Eflerre ; e in quella
Domenico del piano inferiore è rappreientato il medefìmo Re , che ce-
lAsatA. Ij^^jj.^^ ji gj-^fj convito per le Tue fpofalizie . Se vivaci , e bril-
lanti fon quefte figurazioni ftoriche : certamente ad etìe non
cede quella del portico , nella cui volta ci ha il noflro Ar-
tefice dcfcritta con molta energìa la diflruzione di Gerufa-
lemme . Stanno all' intorno di quefla pittura fanciulli , e fta-
tue a chiarokuro d' un efTetto buonifluno , e dipinte con una
frefchezza di colorito , che ben dia divedere cjuanto grande
perizia egli avefie di far lavori fui frefco . (a)
Né da meno egli apparve negli altri , che per commif^
fìone de' Signori della prefata Famiglia Lomellina condulFe
nella lor Chiefii della Nunziata , Dipinfe quivi il Sarzana-.
le volte citeriori di quattro cappelle delle navate , dritta , e
finiltra , dillribuendovi quattro azioni di Sacre Storie : cioè :
Ifacco , che va incontro alla fpofa : Giacobbe , che prima di
morire benedice i Tuoi figli : S. Paolo , che predica : e S. An-
drea , che , vedendo la Croce preparatagli pel fuo Martirio ,
ginocchioni 1' adora . Buone fono quelle pitture : ma compa-
rirebbero anche migliori, fé il confronto delle altre , che loro
rtanno accanto fatte da Gio. Battila Carlone , in qualche parte
non
( a ) Altre Opere fui frefco ha fatto il Sarzana degne di lode . Tra quefte non è
da t.iceifi la volta dell' Aitar maggiore della Cliiefa di Paverajio fopra il Bi-
ìagiio , dedicata a S. Gio, Dicollato . Ha dentro quella tribuna dipinto nelle
parti laterali i SS. Zaccaria , ed Elifabetra , ed altri . E nella piccola volta
ha rapprclejitato la predicazio.ie di cHo S.Giovanni nel deferto. Similmente
ha (juivi dipinta le due laterali cappelle : ma con inferiori tinte , e trat-
teggiamenti .
In Savona entro il palazzo Imperiali fuor di porta S. Giovanni ha figu-
rato nella volta d' una itanza Rinaldo con Armida .
Fuor di porta S. Lucia entro la Chiel'a di S. Giacomo de' PP. Francefcani
Riformati ha fatto la tavola di S.Antonio di Padova, la quale tuttoché fti-
mabile , pure icomparilce al paragone d' un' altra tavola , che è nella Chicfa
medefima , di mano di Gaudenzio F~errari, detto Gaudenzio Milanefe . Ella
efprime co' più vivi affetti la Vifitazione di Maria Vergine a S. Elifabetta :
tavola , che miglior non farebbe , fé folTc di mano di RatFacllo , o d' Andrea
del Sarto . Di quelto fecondo fu da alcuni creduta . E per verità lo Itile-,
lembra tutto di lui .
ED ARCHIT. GENOVESI. ^^^
non le infievolifTe , aitefa la gran vivezza , che coftui ha fa-
puto dare alle fue tinte .
Lavorò pofcia per lo Sig. Agapito Centurione due leg- -——-----
giadre tavole ad olio. Nella prima di quefte figurò Venere, Di
che piange 1' evinto Adone : nell' altra , la flella Venere colia rci"£^'ico
in tallo dal marito Vulcano . Ma ommettendo tali profani- '^5*^^- •
tà , riferirò ciò , che il Sarzana dipinfè per le principali Chiefe
di Genova .
Egli colori quattro gran tavole per la fagreflia della
Chiefa della Nunziata detta del Guadato , tutte d' ottima^
intelligenza : e fon quelle , che diir.clìrano la Vergine San-
ti ffsma , che fi fpofa a S. Giufeppe : la fitffa , che nel viag-
gio d' Egitto fi rirtora col ripofo all' ombra d' un albero :
Criflo , che nel Giordano riceve il Battefìmo : e lo l^eflb
Criflo , che in Cana di Galilea, ftando al nuziale convito,
vi converte 1' acqua in vino .
Per la Chiefa di S. Marta dipinfe la tavola di quella
Santa , che ritorna alla vita un morto fanciullo : e per quella
di S. Agoflino figurò S. Tomniafo da Villanuova , che fa ele-
mofina ad una moltitudine di mcndicì .
A' PP. Teatini fece due tavole per la magnifica loro
Chiefa dedicata a S, Siro : e deicrifiè nell' una di effe 1' Af-
funzionc della Gloriofilf ma Vergine : e nell' altra il B. An-
drea Avellino , che fi muore all' Altare . Due pure ne fece
a' PP. Gefuiti per la cappella di S. Francefco Saverio, efpri-
menti , la prima queflo Santo in atto di ricevere il Croci-
fiffo portato dal granchio alla riva del mare : e la feconda
effo Santo , quando muore nella deferta Iloletta di Sanciano .
Egregia oltremodo riufci al Sarzana la tavola de' SS. Bat-
tifia , e Mauro collocata in S. Caterina : ne a quella tavola
cede punto in finezza quell' altra da lui dipinta per le Mo-
nache di S. Maria in Pailione ; ove effigiò i SS. Girolamo ,
Alberto , e Giacinto .
Per la Chiefa di S. Sebafiiano delle Monache Agofiinìa-
ne lavorò la tavola della Nunziata , ed un' altra mofirantc
S. Paolo primo Eremita , e S. Antonio , che fopraggiunto lo
trova morto . In quefia tavola fi vede un' energia , che com-
muove r animo . Spiccano a maraviglia nel Santo Eremita ^
P 3 defunto
FlASiiLLA •
250 VITE DE' PITT., SCULT.,
defunto gli effetti della più auserà penitenza ; e nel Santo
fopravvivente , il dolore, e la ri\erenza verfodi quello . Spicca
__«, pure di molto una gloria d' Angioli , che v' è dipinta in alto .
ISi " Ma più efpreflìvo ancora è un leone , che fla come piangente
DoMEN'ico al baifo della tavola in atto di fcavar con le zampe una foffa :
prodigiofo coadiutore d'Antonio nel pietofo uffizio di fep'-
pellire quel venerando corpo . Un' altra tavola poi di meri-
to non interiore alle precedenti li è quella , che fla per fac-
ciata ad un degli Altari della Chiefa di S. Anna de" Padri
Carmelitani Scalzi : nella qual tavola fi vede figurato S. An-
drea in adorazion della Croce , gloriola meta del lùo defì-
derio , e del fuo trionfo . Pittura si avvenevole , naturale ,
e brillante , che è una delizia all' occhio , e un dolce pafcolo
di divozione allo Ipirito . Ma l' umana abilità non laida
di foggiacere ad intermittenze . Dirimpetto a quella tavola
fé ne vede un' altra dello llelTo Autore , non però della_.
ftelfa riulcita ; ficcome nemm.eno lo è quell' altra , eh' egli
mandò a' PP. del prefiito Ordine abitanti nell' Eremo di Va-
ragine . Ella rapprefentava la fuga della Sacra Famiglia in
Egitto .
Ma ritornando alle altre tavole di lui, efiflenti in quefle
Chiefe : quella di S. Chiara , che col Divin Sagrameiiro alla
mano Icaccia i Saracini dal Monilbro [ tal tavola ila collo-
cata in S.Leonardo], è di tutto buon guilo ; quantunque egli
r abbia lavorata in età d' anni 78. . Una debbo notarne , che
vedelì nella Chiefa de' SS.Cofimo , e Damiano ; tavola dipinta
a chiarolcuro . Ella figura le Anime del Purgatorio. Un'al-
tra ve n' ha di S. Barbara in S. Marco : una di S. Gio. Evange-
lirta nella Chielà della Vifitazione (a) : ed una del Tranfito
della Vergine in S. Francefco di Cailelletto . Quattro in oltre
ne fece per la Chiefa di S. Domenico : e fono quelle : della
Madonna di Loreto : di S. Vincenzio Ferreri : di S. Giacinto
davanti alla Beatiffima Vergine: e del fanciullo Gesù, che
dilputa fra' Dottori .
Altre tavole del nodro Sarzana abbiamo ne' fobborghi
di quella città , degne tutte di particolar confiderazione . Tre
le ne
(a) Quella tavola non è più nella fopraramcntovata CJiisfa.
ED ARCHIT. GENOVESI. 231
fé ne veggono nella Chiefa di S. Maria del Monte fui Bifa-
gno : e fon quelle : di S. Anna : di S. Francefco , che vefiti_,
dell' Abito Religiofo S. Chiara : e di effa Maria Vergine alTun- _«____
ta in Cielo . Queiì' ultima tavola fta locata fopra l' Aitar mag- jq^
giore ; ed è una delle più inligni , che egli mai dipingefle . Dominico
Avvi d'intorno di bei gruppi d'Angioli, che le fanno cor- f'^^^^^^*
teggio: ed al balTo gli Apolloli, che in diverfi viviffimi at-
teggiamenti la danno mirando.
in Albaro nella Chiefa di S. Francefco v' è del Sarzana-
il quadro di queflo Santo, che riceve da Gesù l'Indulgenza
della Porziuncola : e in S. Benigno , prellò alla Lanterna v' è
il quadro di S. Placido, che rifufcita un morto.
Mandò in oltre queflio Pittore molte fue tavole nelle due
noflre Riviere, e molte ancora in diverfe città d' Italia , fpe- x
cialmente in Napoli , e in Medina , che da' Genovefi abitanti
in elTe città gliene venivan frequenti commifìioni , per ornarne
le Chiefe della Nazione . Moltiffime poi furon quelle che
lavorò per li noflri Cavalieri, che le fue tavole ambivano;
delle quali non v' è quali palazzo ne dentro , né fuori di cit-
tà , che non ne fia , o più , o meno fornito . Né minor co-
pia lavoronne per la fua patria (a) . Troppo a lungo n' an-
drebbe il difcorfo , fé di queik , e di quelle volefTì tare_,
individuale menzione . Bafli l' accennare in due motti , eh' elle
furono quafi innumerabili , e quafi tutte di rara bontà .
Delle tavole qui dipinte dal noliro Artefice alcune fu-
rono mandate in Ifpagna al Sig. Otta\'io Centurione ; fra le
quali piacque al maggior fegno quella , in cui rapprefentavafl
il Santo di Padova , "che , per giuilificare l'innocenza del con-
dannato Padre , rifufcita 1' uccifo Cittadino . Leggeva!] quivi
la viva fiducia nel volto del Santo , il principio di vita nel
defunto, 1' alto flupore nell' afibllato popolo : il tutto efpreffo
■P 4 con
(a) Delle Opere , che il Fiafella fece in Sar2ana ne noterò qui alcune che io
ftefib ho vedute. '
Nella Chiefa Cattedrale dentro la cappella del Saiitiflìir.o Sagramento celi
dipinfe ad olio le due ireezelune , in una delle quali avvi S. Andrea che
adora la Croce ; nell' altra la flrage de" Fanciulli Innocenti . '
Per la Chiefa di S. Andrea formò la tavola del Salvatore , a cui piedi fia
genuflefTo lo tìeflb Santo . ' . *^
Le Monache di S. Chiara pofTegcono la tavola locata fiil loro Aitar mag-
giore , la quale, fé ben mi ricordo", moftra fa- Francelco , che velte celi' Abi-
to Religiofo la detta Santa.
232 VITE DE' PITT., SCULT.,
con fomin.i fquifirezza . La prefata tavola girò per Madrid ;
e conferì tanta elHmazione al valore del Sarzana , che molti
, Perfonaggi di quel Regno vollero da lui qualche pittura., .
Di Fra quelli il Conte di Sirvela gliene comraife una rappre-
DoMENico fentativa di Ero addolorata per la jnorte del fuo caro Lean-
lAsfu-A» ^^^ ^ Feccia con tutta accuratezza il Fiafella : e l'Operasi
ben corrifpofe all' efpet razione ; che il Conte giudicolla de-
gna d' elTere prefcntata al Sovrano; il quile molto gradilla ;
e torto collocar la fece tra le pregiate cofe del fuo folendi-
diffimo palazzo del Buon-ritiro . Similmente il Conte di Mon-
terei , ed il Marchefe Santacroce 1' impiegarono in varj lavori
per lor cappelle , e gallerìe . E il Principe Carlo di MaiFa
oltre all' averlo generofamente rimunerato per alcune tavo-
line da lui avute ; gli fece anche offerte aliai vantaggiofe ,
per tirarlo appreifo di fé . Ma il noflro Pittore non potè ac-
cettarle ; perchè troppi erano ^1' impegni , che con fuo gran
decoro 1' obbligavano a recarli fra noi .
Che (e fu Segnalato coftui per la perizia nel compor pit-
ture fioriate, e nel efprimer con vivezza gli affetti : niente
meno lo fu per la felicità nel ritrarre dal naturale . Molti
lavori in quello genere da lui s' efeguirono , e con giulHlll-
ma imitazione ; della quale m' è lecito il farne a' Polveri fede;
perocché ho potuto confrontar varj Tuoi ritratti con gli ori-
ginali . Non tefferò qui catalogo di effi ritratti ; perchè la_,
lunghezza troppo mi renderebbe a' Leggitori noiolb : accen-
nerò bensì , quali per amena digreffione , quello , eh' ei fece
al P. Fulgenzio Baldani Agolliniano erudito Poeta . Già il
nollro Pitcore n' avea cavato l' abbozzo : ma il ritratto mai
non ufciva alla luce. Il P. Baldani attediato del lungo indu-
gio gentilmente Te ne lagnò coli' indugiatore ; e lo ilijnolò
all' efecuzione dell' Opera co' feguenti graziofilTmii veri! iiu»
lingua, genovefe compolli .
A ro Signor Domenego FiafclU
Braviflìmo Pittò.
Me Mo^re a fame comenfò in un dì ,
E poeufcia in noeve meixi a me fin) ,
Fui
ED ARGHIT. GENOVESI. 233
Fui quanto vorei fià
A finirne , Flagella , de retra ?
Sento , che refpondei : ■
In pochi meixi te finì to Macere , D,
Perchè a te fé morta , come to Pocere : Domenico
AZd! mi , c/je r /jo da da con l arte moe
Vera immortalitce ,
D' avei poco ciìt tempo è ro dovei ,
Vui me dì ben ; ma pù avene piaxei
De prejio vaghezame in quefia teira ,
Prima che me s' amorte ra candeira ,
Rife il Pittore in leggendoli ; ne lafciò di pubblicarli
ad onor dell' Autore : ed intanto porta follecitamente mano
al ritratto , in breve il compiè ; e fu cofa efattiflìma , da tutti
ammirata , e lodata . Quindi il Baldani impiegò la Tua mufa
in ringraziamenti ; cosi contento della ricevuta tela , come
fé in quella aveflTe ricevuto un altro fé flefTo . 1
L'abilita del Fiafella in far fomigliantiflimi i ritratti s'eQefe
lino a farne di perfone defunte , ed appena da lui qualche-,
volta vedute . Tanta era la forza della fua fantasia nel ri-
tenere imprefìTe le arie de' volti non più prefenti . In fatti
egli figuro al naturale molti Dogi ; allora , che d' ordine»,
pubblico 11 dovette ergere per certa folennità un Arco Trion-
fale nella piazza del Guadato ; il quale Arco fu coraraello
alla direzione del noUro Sarzana . Ei vi dipinfe a chiarofcuro
due fpaziofe tele rapprefentanti , 1' una il Colombo , che giunto
neir Indie vi pianta il Sacro Stendardo della Croce : 1' altra
lo rtedb Eroe , che ritornato dalle conquiflate provincie , pre-
fenta al Re di Spagna Ferdinando , ed alla Reina Ifabella_.
alcuni donativi da quelle portati . Quelle tele anche oggidì
fi confervano in una delle iàle del Real Palazzo , inlieme
con la fpeciofa Immagine della Prudenza . Tutti lavori a frelco.
Egli dipinfe parimente a frefco , entro il fuddetto Rcal
Palazzo in una facciata delle fcale , Dio Padre col morto
Figlio in grembo, la Santiffima Vergine, e i Santi Battiila,
Lorenzo , Giorgio , e Bernardo , Protettori della città : Ope-
ra , in cui a maraviglia rifalta la proprietà , la maellà , e la
ben intefa fimmetrìa . L' anno
234 VITE DE'PITT., SCULT.,
L'anno i<?3'f. fu il Sarzana condotto in Mantova ('al
Sig. Ambrogio di Negro , e prefentato a quel Duca , il quale
-■——.talmente gradi la virtù di quello Pittore; che gli profferfe
Di convencvol pcnfìone , a fine d' indurlo a recare in Corte .
F°asìllT. ^'^ '^ '^^^^ cagioni , che lo aveano indotto a rifiutare il
primo invito del Principe di Malfa , fecero si , che fimiihnente
quello fecondo rifiutalFe . Nel breve tejnpo , eh' ei col^ fi fer-
mò , vi ricevette onori indicibili , anche dalla Principelfa Maria,
Nuora del Duca , la quale quantunque non avene mai vo-
luto , che Pittore alcuno la ritraelTe : pure al Sarzana il pcr-
mifc . Effigiolla codui nella tefla d' una Santa Caterina , ch'egli
dipinfe rapprefentando le rpofalizie di quella Santa con Gesù .
Di tal pittura ftcs poi un' altra copia ; e nel Tuo ritorno
a Genova feco portolla .
Qui dovette primieramente occuparfi in dipingere alcu-
ne tele per fervizio del prefato Duca : ove una , che riufci
di particolape bontà , ed incontrò molte lodi sì de' Genovefi,
che de' Mantovani , fu quella della Ducal cappella , entrovi
crprefib il Millerio della Natività del Salvatore .
Quattro altre , che fucceffiva mente compofe , ed inviò
a quel Sovrano , ebbero luogo nella Chiefa de' Monaci Ca-
maldolefi . i Aveva erprclTo nella prima di quelle l' Immaco-
lata Concezione : nella feconda V Angiolo Cullode : nella ter-
za San Carlo : e nella quarta S, Giufeppe dormiente , a cui
apparifce 1' Angiolo ad ordinargli la fuga in Egitto , come
s'arguifce dal vedervifi in difparte Gesù Bambino, e Maria
Vergine , che Io veglia . Li comparifce la notturna ofcuri-
tà con ammirabil decremento , lumeggiata dallo Iplendore
dello lleflb Angiolo , con pafTaggi , ed ombre di foramo arti-
fizio . • ^
Ccilata neir anno i<?<r7. la pedilcnza , che cotanto affiifi^e,
e quafi fpopolò quefla città , il Sarzana , ch.e ebbe la forte di
andarne illefo , figurò in una gran tela quello luttuofo argo-
mento . Indi profegui alcune altre Opere , e fempre con le-
na, e fpirito , non rimanendo punto abbattuto, o infiacchito
dal pelo degli anni, che pur egli portava in conto di quafi
fettantafei . In tale età dijinfe per la Chiela di S. Bartolom-
meo detto degli Armeni . Deferire in quella alcuni miracoli
operati
ED ARCHIT. GENOVESI. ^ 235
operati per mezzo della Sacra Immagine del Volto Santo,
la quale colà fi conferva . (a)
Nella prefata fua vecchiezza formò il fuo ritratto per _
compiacere al P. Angelico Aprofio Agofliniano di Ventimi- Di
glia , il quale a grand' infianza gliel' avea chieflo : ed alla fi- Domenico
ne ottenutolo, il collocò in quella città entro la fcelta Libre- '^satA.
ria , che dal fuo Religiofo Inflitutore ha prefo il nome di
Aprofiana . Fu molto ammirato quello ritratto , e da nobil,
penna co' feguenti verfi encomiato .
// Fiafella fon io
Da me ftejjb dipinto^
Con la natura a gareggiare accinto.
Ella il fembiante mio
Vivo folo ha creato :
Jo finto j e vivo fon da me formato .
E fimilmente con queQi altri .
Chi crede , che fi dia
Solo a Giove virtù , cui vien conceffo
Immagine formar , che viva fia :
Me flejfo da me fiejfo
Miri nel quadro impreffb ;
E vedrà , che in formare immagin viva ,
Anco il Fiafella ad ejfer Giove' arriva .
Dopo tali pitture nulla più lavorò il nofiro Fiafella-.;
concioflìachè , a cagion della riferita fua grave età , e delle
lunghe applicazioni fatte in dipingere con hnezza , ed in tanta
varietà d' argomenti , gli fi venne a debilitare oltremodo
la tefia : onde cólto da tale incomodo accompagnato da fre-
quenti dolori d' occhi , fi diede ad una vita del tutto ritirata
più non curando gì' intereffi del mondo , e fol attendendo
a quelli dell' Anima . Viife egli in tale (lato alcuni anni ;
finché
( a ) Qyelle tavole mofiraro il popolo di ErlelTa liberato per miracolo del Volto
.^ anco dall' alTedio : e quando al folo mirarlo leftò i'anata da grave malore
la figlia di Cofroe Re di Perfia .
236 VITE DE' PITT., SCULT.,
finché pafTato avendo già 1' ottantefìmo, mancò per violenta
febbre, che in tre giorni 1' eQinfe nell'ottobre del i6^<;.
_ Gli tu data onorevole fepoltura in Santa Maria della,.
Di Pace entro la tomba de' Cafoni , conforme nel teflamcnto
Fias£l"^'^ aveva ordinato , col confcnfo di Gio. Battila Cafoni (uo Co-
gnato , e difcepolo , il quale , oltre all' efequie fattegli folen-
nemente celebrare , volle ancora , che a perpetua memoria-.
di SI virtuofo Soggetto , ivi fulla lapide s' incideife la qui
fotto copiata Infcrizione .
D. O. M.
DOMINICO FlASELLAE SaRZANEN.
PlCTORI CEI.ECERR1MO.
Io. Baptista Casonvs.
Alvmnvs Cognatvsqve amantissimvs .
ne mors se1vngeret loco, qvem vita sociavit.
A F F E e T V.
PrOPRIVM rVMVLVM commvnem fecit .
ObUT anno MDCLXIX. DIE XIX. OCTOCRIS AETATIS SVAE .
1 X X X I.
Fu il Fiafella un egregio imitatore della natura . Felice
ncir inventare, ed efipreflìvo nel!' efcguir 1' in\entato . Or foa-
ve , or veemente nel colorire , fecondociiè richiedevan gli og-
getti . Le pitture Inoriate, e fpccial mente di coie eroiche,
furono a mio giudizio la Tua più diflinta prerogativa . Molti
letterati parlano di lui con fomma lode : e fra queQi il Sig.
Anton Giulio Brignole , nella fua nobil Opera, che porta il
titolo di InJiabUità dell' Ingegno : o\ e parla del quadro già da
me mentovato ; rapprefentante l' indegna Venere . Luca AfTa-
rino nelle fue lettere alla pagina 206. grandemente efalta il
medefimo quadro , mentre ne dà ragguaglio ad un Cava-
liere . Nel fine poi dell' Opera riporta alcuni componimenti
di Poeti Genovefì in encomio d' una belliflìma Aurora di-
pinta dal noflro Artefice. Claudio Filippi nel Tuo Capriccio
Poetico ftampato in Milano dal Ghifolfi l'anno 16^0. leggia-
dramente finge , che AlelTandro Magno guidato dalla Feli-
cità
ED ARCHIT. GENOVESI. ^37
cita , e in compagnia di Apelle , e di Saffo PoetefTa , ufciti
da' Campi Elisj , Vaglii di vedere il bello d' Italia , entrino
in cafli del Sarzana ; e Apelle faccia ad AlelTandro vedere_> --^-— -.
le tavole di collui , e quella principalmente gli lodi , che Di
moltra Ero , e Leandro , dianzi da me riferita . Dominico
Ebbe il Sarzana una fiorita fcuola , e molti begl' inge- '•'osella .
gni la frequentarono; ove, mercè gì' infègnamenti di lui , efper-
ti , e celebri fi renderono . Già parlai di Davidde Corte ;
parlerò poi anche del Saltarello , del Merano , e dell' Ode-
rico nella feparata breve lìoria , che di ciafcun d' efli qui
fucceilìvamente fcriverò . Or accenno foltanto alcuni altri,
che quantunque non dieno materia d' una delcrizione a parte :
pure non deono elTer pafTati fotto filenzio .
Bernardo de Bernardi apprefe i principj della pittura-^
dal Sarzana : e riufciva fra le altre cofe felice alTai nel co-
piare . Colini mori in frefca età tocco da apoplesia prima
della peftilenza del 16^7.
Francelco Gentilefchi figlio d' Orazio , quel valente Pit-
tore cognito a tutta Italia ; dopo la morte del Padre venne
in Genova , e fi fé' difcepolo del Sarzana . Quefio Gentile-
fchi andò pofcia in altre città , per efercitarvi la fua ProfclTio-
ne . Ma aliai giovane anch' efib terminò i fuoi giorni . Onde
non potè lafciare a' Potìeri memorie degne della fua pere-
grina virtù .
Vincenzio Zerbi già difcepolo del Sarzana , fa molto
bene i ritratti . Non m'eflendo a dire fue lodi ; perchè egli vive.
Giovanni Stefano Verdura fu fimilmente de' difcepoli del
Sarzana , dalla cui fcuola già ben inLtruito pafsò a lavorare
in Piemonte ; donde ritornò dopo alcuni anni in Genova^. ;
e qui , fucceduta quafi immediatamente la petWenza , mori
con tutta la fua famiglia : ciò fu nel kS^j.
Lazzaro Villanuova , che del Sarzana fu pure difcepolo,
ha operato dopo la morte del Maefiro infino ad ora ; e tut-
tavìa profeguifce con particolar efattezza , ed efiima?ione .
Carlo Stefano Penone , figlio di Rocco eccellente Sculto-
re, ed Architetto Lombardo (di cui dirò qualche cofa ver-
fo la fine del prefente libro nelle notizie degli Artefici fore-
ftieri ) , venuto col Padre a Genova , iludiò il difegno fotto
il Sarzana ;
238 VITE DE'PITT., SCULT.,
il Sarzana : indi pafsò al colorire ; e molto bene nell' una ,
e ncir altra cofa avan/olTi , Era giovane d' avvenenti maniere,
____;;;«« c di òcì coflumì : onde il Maeflro cotanto amollo , che giunfe
Di a dargli in ifpodi una fua figlia . Ma coflei poco frante ccGò
DoME.vico (fii vivere. Di che afflittilTimo Carlo abbandonò la Pittura,
e la nolh'a città , e tornofTene in Lombardia ; ove egli pure
in trefca età fi miOri .
Donna Angiola Airola Canonica nel Monillero di S. Bar-
tolommeo dell' Olivella , elTendo amantiillma della Pittura,
cercò d' apprenderla , e d' ottenere in Maeftro il Sar/ana ;
ciò , che le fu conceduto . Ella arrivò a qualche grado di
perizia nella intraprcfli Protesone : e fra le varie tele da ella
colorite una ve n' è di ben ordinata compofitura nella Chiefa
di Gesù , e Maria de' PP. di S. Francefco di Paola . Quefla
Religiofa Donna ha terminato ultimamente i fuoi giorni in
odor di virtù .
Giuseppe Porrata , oggidlt vivente , è del Sarzana proni-
pote , e gli tu difcepolo . Egli dipinfe con lode , che in pro-
grelTo di tempo gli crefcerà .
Difcepolo del Sarzana fu anche Andrea Podefli , che-,
futilmente vive : ed ha credito di buon Pittore . (a)
Gio. Battila Fiafella fu figlio d' Antonio Fiafella fratello
di Domenico . Queflo Gio. Battila da Sarzana venne a Ge-
nova, per irtudiare fotto del Zio la Pittura. Ma ficcomc il
Zio non trovava in coQui tutta quella difpofì/ione , che ri-
chiedefi a ben apprendere tal facolt'i ; il rimandò a Sar/ana
con onorevole allegnamento , che pofcia in morte gli am-
pliò , con inflituirlo anche Erede del fuo raccolto muféo di
dUegni , e pitture . Il prefato Erede poco dopo un tale acqui-
flo fu forprefo da grave malattia , che in breve gli tolfe la vita.
Ei lafciò due figli ben provveduti di fofl:an7:e . Dopo la coflui
morte ritornò in Genova l'ereditato mufco, che ora fi pof-
fìede da nobililTimo Soggetto molto intelligente di Pittura,
e grande eftimatore della virtù del nollfo Fiafella .
Gio. Battifia
Cd) Qiicfto Povertà fu Soggetta dt gran talento . Oltre al fuo ben dipingere ,
pofTedcva anche l'arte di ben incidere all'acqua torte. Di lui va attorno
la bella ftampa rapprefcntante il Trionfo di Bacco , ritratta dal fiiperbo
•quadro dell' Ecccllcntifllma Cafa Barberini, tatto dal famolo Tiziano.
ED ARCHIT. GENOVESI. 23^
Gio. Battila Cafone (a) Sarzanefe fu , come già s' ac-
cennò , non folo del Fiafella difcepolo , ma anche Cognato.
Egli al prefente vive : e nella Pittura fi fa molto onore .
VITA
DI FRANCESCO CAPURO
Pittore .
IO darò in quefle carte l' immediato luogo dopo il Fia-
fella a chi fra gli fcolari di lui feppe meglio imitarlo .
Fra quelìi imitarlo niun feppe meglio di Francefco Ca-
puro ; diche fede ne fanno le fue tavole, fé occhio efper-
to attentamente le oflerva , e mette al confronto con quelle
del Maertro , e de* condifcepoli . Volentieri mi farei regola-
to anche qui fecondo la ferie del tempo , conforme foglio :
ma non m' è riufcito di rinvenire in qual anno fìa nato l' an-
zidetto Capuro . E però pongo qui in ragione di preceden-
za la fua abilità .
Coflui fu figlio d' Orazio Capuro , mereiaio nativo di Ca-
mogli , terra diftante da Genova quìndici miglia . Studiò
nella puerizia le lettere latine lino all'anno duodecimo di
fua età ; dopo la quale , vedendo il Padre , che il fanciullo
inclinava alla Pittura , a quefla fi rifolvè d' applicarlo . Ri-
corfe per tanto ad Ambrogio Sori fuo Cognato , che era_.
Amico , e Compare del Fiafella ; acciocché a querto infigne
Pittore andafTe a prefentare il defiofo , e perfpicace fanciullo,
e con
{a) L' Abecedario Pitttìrico parla di Gio. Battifta Cafone fotto nome di Gio.
Battifta Carlone : e di quefti due Pittori ne fa un folo . Gio. Banifta Carlone
non fu difcepolo del Fiafella : fu nondimeno eccellente Pittore ; del quale».
lì darà ragguaglio nel fecondo tomo .
Il Cafone ha avuto in Pittura il fuo merito. Egli è morto qui in età molto
avanzata . Di coftui però non abbiamo in pubblico , fé non due tavole •' 1' una
di S. Francefco di Paola nella Chiefa della Maddalena : e 1' altra in guella
della Santiffima Vergine delle Vigne , entroW efla Vergine , e i Santi Lo-
renzo , Liborio , Filippo Neri , ed altri .
240 VITE DEPITT., SCULT.,
e con tutta 1' efficacia gliene raccomandaffe la particolar affi-
flen/a . Fecelo il Sori ; e immantinente fu dal Fiafella accet-
_ tato Francefco in difcepolo ; nel quale fcorgendo egli pron-
Di te/./a d' ingegno , ed ottima difpofi/ione a ben inventare-. ,
Francesco dilldbuire , e colorire ; impiegò tutta la cura , s'i per fervire
APURO. p^^;iì(;q^ j:"! pej. av-er l'onore di formare un allievo di gran
perfezione, come le prime prove gli faceano fperare.
Da tal Maei^ro ebbe Francefco i precetti del difegno ,
che afilli preflo apparò. EfercitofTì poi ncll' efattamentc co-
piare, e con foavitì maneggiare i colori. Frequentava l'Ac-
cademia del Nudo , che a que' tempi nelle proprie cafe da
qualche Pittore tenevafi ; dalle quali applicazioni , e dili-
genze ne riportò notabil profitto .
Trovatoiì giìi ben avviato nella Profeffione , invogliofl:
di andare a Roma, per quivi perfezionarli con la pratica di
tanti famofi , e valenti Pittori , e con la prefenza di tanti
flupendi efemplari , che in ogni parte vi fi veggono . Andò ,
ma poco tempo vi Rette : né io fo dire il perchè ; lo bene,
che di là pafsò a Napoli , ove fece lungo iògglorno ; e più
che mai ftudiò , particolarmente Tulle Opere dello Spagno-
letto , dalle quali molto apprefe intorno alla compolìzione
de' gruppi , alla naturalezza de' paflaggi , e all'artifizio de'
chiari fcuri .
Ritornato pofcia in Genova diede qui a divedere quan-
to avelfe fuori di effa acquiilato . Imperocché fece alcune_j
mezze figure d'affai buon gullo, e a molta loddisfazione di
chi gliele aveva commelTe .
Dopo qualche tratto ammoglioffi : e già flabilito s' era
fra noi , ove con eflimazione , ed emolumento occupavafi :
quando fu invitato a Modena dal Guardaroba di quel Duca
a farvi alcuni lavori pel palazzo Ducale . Colà trasferiHì il
Capuro , e vi dipinfe varie cofe d' cxiVcà buon gullo , delle_.
quali n'ebbe approvazione, e vantaggiofa mercede. Termi-
nate quelle fotiche, prcfe congedo dal Modancfe Sovrano,
e ritornò in patria , ove richiamavalo la famiglia . Qua por-
tò feco la commiffione di comporre alcuni quadri di lìorie
per primarj Cavalieri dì quella città : ciò , che efeguì con moha
Tua lode. Fu poftia impiegato a far altre pitture per noflri
Citta-
ANCESCO
ED ARCHIT. GENOVESI. 241
Cittadini privati . Dopo le quali colorì una tavola da Altare
per la Chiefa de' PP. delle Scuole Pie ( ella è quella tavola ,
che rta per eflerior fregio alla divota Hatua della Vergine ) : _^
e intorno vi dipinfe Angioli , e Santi con ottimo difcerni- " ioi"
mento divifati (a) . Fbanci
Non andò molto, ch'egli fu nuovamente chiamato a_, ^^^""^^
Modena , per efeguirvi parecchi altri lavori . Onde vedendo,
che querti abbifognavano di lungo tempo , volle condurvi
feco la Tua famiglia . Fermoflì colà più di tre anni ; e com-
piutevi con univerfale foddisfazione le Tue incumbenze , ca-
rico d' onori , e di premj ripatriò .
Molte tavole da Altare colorì in Genova dopo il fuo
ritorno ; buona parte delle quali commefTe gli furono per le
Chiefe delle due Riviere . Se ne veggono però eziandìo nella
noflra città : ed una fra le altre ve n' ha entro la Chiefa de-
dicata a' Santi Bernardino , ed Aleffio ; nella qual tavola ef-
figiò S. Francefco di Sales in atto d' operare certo miraco-
lo (b) : ed un' altra nella Chiefa di S, Domenico ; ove rap-
prefentò S. Rofa portata in Gloria dagli Angioli : tavola da
lui fatta in mediocre mifura per la Beatificazione di detta
Santa , e pofcia ingrandita con la giunta d' altre figure_. ,
neir occafione della folenne fefla , che per la Canonizzazione
della medefima Santa fi preparava . Quefla tavola or è lo-
cata in uno de' principali Altari di quella Chiefa.
Ma quando il noflro egregio Pittóre s' avea già acqui-
flato in patria un credito degno di fé ; e da lui fperavàmo
Opere fempre più infigni : da maliena febbre affalito , in po-
chi giorni mori con noflro gran difpiacere ; perocché per la
fua morte molto perdemmo ,
Lafciò alcuni figliuoli , e fra efìì uno ( era quefli il mag-
2;iore ) , il quale alla Pittura attendeva , ed avea talento da
divenire efperto , e famofo : ma 1' efier egli flato d' umore_.
firano , e di coftumi viziofi , fu cagione , che poco onor fi
facefie , e che il Padre per lui s' accoralfe ; e forfè 1' acco-
Tbw. /. Q lamento
( « ) La riferita tavola non è piìi in quella Chiefa : ma in vece v' è intorno
al'a ftatua un beli' ornato d' argento .
( ^ ) Queft' altra tavola al prefente "è tanto annerita , che non vi fi difcerne più
figura alcuna.
34^
VITE DE* PITT., SCULT.,
Di
Francesco
Capuro .
ramento gli accelerale la morte . Tal figlio fece un mife-
rabile fine : perocché cólto in riffa da un fuo avverfario ,
, vi rcl^ò uccifo , Ed era allora nel fior de' Tuoi anni.
Cot>i va chi s' abufa del talento , impiegandolo nello {lu-
dio del vivere diffoluto . Se quelfo Giovane avefle prellato
orecchio a' configli del Padre , e fi foife propofti gli efèmpj
di lui , che era uomo aflai collumato , e pio : forfè anche_>
oggidì viverebbe : o almeno iarebbe morto meglio difpollo.
Trapafbò Francefco in età non molto avanzata : munito
de' SS. Sacramenti , e con crilViana ralfegnazione , praticando
in morte quegli atti di virtù , che in vita gli erano flati fa-
migliari ; e che or gli faranno d' eterno premio .
VITA
ED ARGHIT. GENOVESI.
24^
VITA
DI LUCIANO BORZONE
Pittore .
^E mai Pktor Genovefc fiorì , che arrivaflfe al principiai
punto dell" aite , cioè a dite alla giufta iniitazione_j
della Natura : quelli ceitamente fu Luciano Borzone .
Le Opere di lui, mairiivic le contenenti umane figure,
recano autentica tertimonianza della verità di ciò , che ho
ailerito . Accennerò nel prefente breve ragguaglio della fua
vita con più minuta dilìinzione , che non ho tatto in altri ,
i luoghi , dov' elle fono ; affinchè pollano facilmente tro\-arfi ;
onde gl'Intelligenti confìderandole , fcorgano , che la mia-,
penna non dà ingannevol palTione , ma da leale fchiettezza
e guidata . ' Q 2 ^'^eguì
244 VITE DE'PITT., SCULT.,
Segui il natale dì Luciano in Genova l'anno 15P0. Pa-
dre gli tu Silvcllro Bolzone , Cittadino fcarfo di foìtanze_. ,
1^^^^^ ma ben fornito d' integrità , e di pietà . Poiché egli vide
Di il fuo piccol fanciullo tatto capace di cominciar qualche Ùu-
LuciAxo elio j lo applicò a quel delle lettere fotto la cura di un pri-
vato Maeilro , che era Zio paterno dello ftelfo fanciullo .
Apprefe Luciano in breve la Graraatica : indi pafsò alle pub-
bliche fcuole per abilitarfi nella Rettorica , e nella Poetica .
Era egli ancora dentro della puerizia : ma il flio nobile in-
gegno fuppliva all' età , e faceagli avere fopra i condifcepoli
la preminenza .
Dopo i letterarj efercizj foleva impiegar le ore della_-
ricreazione in cafa di Filippo Bertolotto , altro luo Zio , Pit-
tore , che nel fare ritratti avea qualche credito {a) . Quìri
Luciano provava tutto il piacere in vederlo dipingere ; e mo-
ilra\'a grand' avidità di maneggiare il pennello . Ne chiefe
licenza al Padre , il quale , giudicandola cola profittevole al
figlio , volentieri gliela concedette , a condizione però , eh' ei
non abbandonalTe il primiero impiego . Lieto Luciano , e ub-
bidiente raddoppiò la fatica , imprendendo lo lìudio dclla^
Pittura , e non ommettendo quello delle letterarie difcipline.
Cominciò a difegnare : e in pochi mefi talmente avanzollì ,
che non pareano da principiante i Tuoi difegni : ma da già
maturo nell' Arte .
Videne un giorno alcuni il Duca di Mafia Alberigo ,
e ne rimafe molto ammirato : maggiormente poi , quando
feppe , che Autor di quelli n' era un Giovanetto ancor prin-
cipiante : e da si guflevoli foggi n' arguì , che coiìui farebbe
riufcito un eccellente Pittore . Prefegli per tanto particolar
affezione ; e volle , che lafciato , almen per allora , ogni al-
tro Itudio , atteadelTe di propolito alla loia Pittura . A tal
effetto raccomandollo a Celare Corte (b) , di -cui , come al-
trove diffi, era quel Duca parzialiflimo Amico.
Sotto
^a) Abbiamo nella preferite Opera tralafciato le notizie della Vita del Pittore-.
Bcriolotto ; perche nulla ii trova di lue dipinture: e fé egli (come ila qiù
fopra notato ) avea qualche credito nei fare ritratti ; convien dire , che qucAo
credito fia morto , e lepolto con clTo lui .
(> i ì Pare ftravagame , che quello Pittore lolTe diicepolo del Corte ; perciocché fono
'di lille tutto divcrlo. Luciano iu avuto lui modo di colorire Tuo proprio,
e non mendicato da altri .
ED ARCHIT. GENOVESI. 245
Sotto SI autorevole protezione , e con la guida di si de-
gno Maellro vìe più animofli Luciano ; e fi pofe in cuore di
renderfi nella ProfefTionc diflinto . Il Corte , che lo vide ben __.^
atto , e difpoflo , l' inflrui co' giurti precetti , e gradatamente " dì "
avyiollo . Fecegli prima ritrar copie dalle flampe de' piìi infi- Luciano
gni Artefici : fucceflìvamente dalle loro dipinture : pofcia da'piij °^^^^^
fquifiti rilievi : e per ultimo da' naturali : fludj , ne' quali
tanto internofTì l' indurtriofo difcepolo , che , per meglio riu-
fcirvi , volle anche renderfi pratico della notomìa , Con tale
fufTidio andò molto innanzi ; e già dipingeva , e figurava-.
con proporzioni afTai giultamente commifurate . Varie fue
operette gli conciliarono fl:ijna; e fopra le altre quella d'un
ritratto , che formò di certo fchermidore ; ritratto fojniglian-
tifTimo all' originale . Era egli allora in età di foli anni Te-
dici : ciò , che gli accrebbe 1' applaufo , e gli recò Avven-
tori ; perocché alquanto dopo ebbe commiflione di colorire
per la Chiefa delle Convertite una tavola rapprefentante la
B. Vergine del Rofario ; di che pur ebbe lode . Indi dovette
occuparfi in altre piccole tavole per alcuni de' noflri Citta-
dini ; nelle quali fece apparire la fua buona difpofizione alle
finezze dell' Arte .
Ma ben conofceva il bravo giovanetto, che non era an-
cor giunto a quel fegno , a cui egli afpirava . I generofi fpi-
riti non fi contentano della mediocrità : tendono alla glo-
ria : e però portan alto la mira ; e fembra loro di non aver
confeguito punto in ciò , che lludiano , fé non ne hanno con-
feguito la perfezione . Luciano adunque bramofo d' arrivarvi
nella Pittura, era indefefib nell' operare : difegnava , imitava
componeva: frequentava l'Accademia del Nudo, che di que'
di tenevafì in Genova fotto la protezione di principali Si-
gnori , e dillintaraente del Sig. Gio. Carlo Doria . In fomraa
per la fua Profeffione fempre era in moto .
AfFezionoflì ancora al lavoro de' ritratti ; nel che si fe-
licemente quella prima volta egli era riufcito . Alcuni for-
monne efartiiTiinamente portati da' lor naturali . Uno di quedi
fu quello di Girolamo Texana , Pittore (a) allìù cognito ;
Q 3 il quale
( a ) L' Abecedario Pittorico non parla punto di quefto Pittore Teftana ; né io fo
chi mai foffe ; mentre non trovo ne di lui , ne di fue opere alcuna notizia .
24<y VITE DE' PITT., SCULT.,
il quale ritratto piacque tanto al foprammentovato Sig. Doria,
che il volle per Te ; ed invaghito del pennello di Luciano
__„._^ gli commife moke tavole per ornamento del fuo palazzo ;
5] fra le quali una , che rapprefentava Diogene mezzo ignudo
Luciano con un libvo nella man delira , e la lanterna nella fìniftra :
BoRzoNH . Opera colorita con forza : ed un' altra tavola , che molirava
le tre forelle , Pittura, Mufica , e Poesia: figure, che riu-
fcirono oltremodo delicate , e leggiadre ,
Avrebbe potuto Luciano abbracciare occafioni di dipin-
gere cofe intrecciate , e moltiplici , di fuo ingegnofo ritrova-
mento , fé il rifpettofo rimore di fua imperizia non 1' avedc
rattenuro ; flantechè egli non lì giudicava per anco fufficientc
a condurre tali lavori con merito di giuda lode . Per tanto
in quella fua frcfca età fé n' alleane , e Sol profegui a fare_>
ritratti si in grande , che in piccolo ; ne' quali fecondi ren-
deafi maravigliofo ; poiché alcuni ne ricavò di tal minutez-
za , che fi poterono incallrare in anella , e contorniare di
gemme, come cofc più iHraabili delle gemme medefime .
E per vero dire nella Profeflìone di Ritrattiila egli era il più
inlìgne , e rinomato , che fofle a' lùoi tempi nella nofira città.
Stabilito Luciano nella Pittura , in cui s' andava i'em-
pre più avvalorando , ilccome egli aveva un ingegno pron-
to, e facile- ad ogni buon efcrcizio : così per fuo virtuofo
divertimento confacrò talvolta qualche avanzo d' ora all' ap-
prendimento di altre nobili facoltà . Diede opera fra le altre
alla fcherma . Preflo però la difmife : perchè lenti vafi venir
greve la mano con pericolo di pregiudicare alla delicatezza
del pennello . Dalla fcherma pafsò ad imparar di tiorba^ .
Gli fu Maelìro in tal arte Girolamo Mcrdlo , o fia Gallo ,
fonatore afi'ai celebre . Luciano praticando con elio , e fre-
quentandone la cafa , s' innamorò d' una nipote di lui ; talché
indi a non molto la richiefe in ifpofa , e 1' ottenne con difgu-
fto , e rammarico di Silveflro , che , trovandofi carico di fa-
miglia , fperasa qualche follievo dal figlio : e quelli , appena
compiuto il diciannovefimo anno , raentr' era in illato di fov-
yenirlo , I' abbandonava .
•. Luciano non era sfornito di buon cuore . Glielo combat-
tevano due gagliardi alletti, l'uno verfo il Padre, 1' altr»
verla
£oil£OI«£ «
ED ARCHIT. GENOVESI. 247
verfo la Spofa . Ad ambedue conofcevafi debitore : né vo-
lendo , che quegli per quella patlfTe , fi diede ad un' appli-
cazione così violenta , ed aflidua , a fine di mantener decoro-
famente e la novella fija cafa , e la paterna ; che poco dante " u;
fu alTalito da graviflìraa fiuflione di capo ; e gli fi enfiarono ^^'^'■'^'^^
le ginocchia , e le gambe per modo , che dovette per ben_.
cinque mefi giacerfi confinato in un letto : dopo i quali ria-
vutofi potè ripigliare i pennelli . Pietofo figlio levò affi-.tto
al vecchio Genitore l' incarico della famiglia , prendendolo
tutto fopra di Te ; che non gli mancava abilità , e guadagno
da fofientarla . Quindi fi diede a regolare i fuoi lavori con
pili difcreto , e moderato metodo : ma non per quefio ebbe
pace . La fua fiefia filiale pietà porfe motivo all' invidia di
travagliarlo . Pochi fono que' Virtuofi , che da quello inde-
gno mollro non fiano infidiati . Alcuni emuli di Luciano
andavano divulgando , che egli , attefo il grave impegno di
alimentar la paterna famiglia , in vece di profittare , avreb-
be neceilariamente dato indietro nella Pittura . Imperocché do-
vendo tutto da queda dipendere , per provvedere a fé , e a' fuoi
di che vivere : fi farebbe ridotto a lavorare precipitofamente,
per tirar prefio il guadagno ; onde non occorreva afpettar
più da lui cofa alcuna di buono . Quelli finiftri fenfi oltre-
modo r affliggevano : ed ei fentivafi nell' animo un forte in-
vito alla vendetta contro di chi non celTava di replicarli *
E prefa certamente 1' avrebbe , fé Gio. Battifla Paggi , che
lo amava teneramente non folo pel fuo bel talento nella-.
Pittura , ma anche pel fuo dipinto valore nelle lettere , t fpe-
cialmente nella Poesia (a^ , non lo avefTe con efficaci , e pru-
denti ragioni dlfiuafo ; adducendogli per ultimo: Ce tarma,
da abbattere tali invidio/i non altra ejfer dovea , fé non quella
del proprio pennello fempre più accuratamente maneggiato : e che
in vigor di quejìo avrebbe riportata una vittoria gratijf.ma al
Cielo , gloriofa a fé medejìmo , e d' efìrema confujìone all' altrui
malignità .
Quanto disi buoni configli profittalTe Luciano, diedelo'
rodo a divedere con la bellilfima tavola, ch'egli dipinfe_>
Q 4 per là ,
( « ) Delle Poes-e del Borzone ne leggiamo alcune affai bi22arre in lingua ge~
Hovefe inferite in quelle di Gio. Giacomo Cavallo ,
BoRiONE .
248 VITE DE' PITT., SCULT.,
per la Chiefa di S. Giufeppe . Rapprefentò dentro a quefta
tavola S. Francefco , che riceve le iacre Stimate , in un fcm-
V.iinr,' ed atteggiamento da imprimer negli fpettatori divc-
Di zione , e tenerezza .
Luciano Frattanto il Sig. Gio. Carlo Doria volendo portarfi a Mi-
lano , per farvi acquilo di tavole de' più rinomati Pittori ;
pensò di condur feco il Borzone ; affinchè gli fcrviflè di fcor-
ta , e r illuminafTe intorno al merito delle Pitture, che s'ef-
ponevano alla vendita . Gliene fece il progetto , che ben vo-
lentieri fu dal noflro Pittore accettato .
Andarono dunque entrambi in quella città : e quella fu
un'occafione ad elfo Pittore affai vantaggiofa , per le amici-
zie , che ivi contralTe del Cerano (a) , e del Procaccino , due
nobiliffimi Pittori , e di molti Pcrfonaggi riguardevoli in ar-
mi , da' quali ricevette grandi onoranze . Alcuni poi di quefli
vollero, eh' ei gli ritraelle . Tali furono D. Federigo Enriquez
Governator di Milano : il Paquenain Generale dell' armi Im-
periali : e il Duca Ottavio Piccolomini . Ne folamente gra-
dito fi rendette in quella città per li luoi naturalilTimi ritratti :
ma anche per varie fpiritofe fùe fantasie, e particolarmente
per certa tela , in cui effigiò una zingana cenciofa , e fordida
in compagnia d' alcuni putti , e foldati : la qua! Opera , com-
piuta che fu, per la vaghezza del componimento, e novità
del capriccio induffe molti di que' Cavalieri a ordinargli al-
tre pitture , che egli accettò col patto di lavorarle in Ge-
nova ; dove , a motivo d' aflìlkre alla bifognofa famiglia-. ,
dovette prello fare ritorno .
Giunto in patria carico di doni , e di credito aperfe flu-
dio : efcgui puntualmente le comjnilTioni : e mandò le tele
a Milano ; tra le quali fommamente lìimara fu quella , che
avea dipinto pel Marchefe Gio. Maria Vifconti ; ov' era efprefla
la rtoria di colei , che nutrì col proprio latte il Padre condan-
nato a morir di fajne {b) . Compiute le pitture per li Ca-
valieri
(«) QueSo valentiflìmo Pittore fi chiamava il Cerano , perchè nato in Cerano terra
del Ncvarelè . Ma il fuo vero nome era Gio. Battiila Crefpi. tgli morì
in Milano d' anni 76. nel 16JJ.
ib) Lalìoria della pia Jcmmina , che col fuo latte die nutrimento al proprio Pa-
dre , vicn riferita da Igino al cap. 154. , e da Valerio Maflìmo al cap. 4. del
lib. 5. Coltei era greca: Igino la chiama Zantippc : Valerio la chiama Perone»
La varietà del no;nc non fa foltanza .
BoBZONE •
ED ARCHTT. GENOVESI. 249
valieri Milanefi , pofe mano alle commifTioni de' Genovefi .
Non eran poche . Mancavagli il tempo , non 1' occafion d' oc-
cuparli ; perciocché la fua dimora , quantunque breve , jn_- ^^^
Milano gli avea porti di molti bei lumi : ed egli con la Di
fcorta di quelli era falito ad un fegno di dipingere affai più Luciano
raffinato, ed eroico; quindi crefciutagli la fama di gran Pit-
tore , al pari di efià gli eran anco crefciuti , e Tempre più
gli andavan crefcendo gli Avventori . In fatti dopo il iùo
ritorno appariva ne' Tuoi pennelli un carattere più fublime ,
e un figurare più veritiero . Scorgeva!! vie maggiore la fua
energia nell' ideare , e vie più armonica la fua maniera nel
diftribuire [a).
Non fi fermò già nella fola Liguria la fama della virtù-
dei Borzone : fi fparfe anche fuori, fpecialmente per varie_.
cittì della Lombardia , e del Piemonte ; onde ebbe da quelle
parti molte incumbenze di confiderazione , e d' impegno .
Egli dovette dipingere fra le altre una tavola pel Cav. Lo-
dovico Rota , che fu mandata a Bergamo . Figurò in ella_.
alcuni Santi in adorazione deirAuguftifTimo Sagramento; la qual
tavola incontrò fòmma lode . Per un Signore Lombardo la-
voronne un' altra bellifTuna efpreffiva del tormento di Tizio;
la quale pofcia egli flelfo per fuo diporto incife ad acqua-
forte : il che pur fece d' un' altra di bellezza non inferiore
alla fopradderta , e rapprefentante S, Pietro liberato di car-
cere dall' Angiolo . Quella gli fu commeffa per Milano .
Incife ancora divcrfe Immagini di Maria Vergine : fimil-
mente un graziofo fcherzo di putti , che avea inventato ,
e colorito, quando era in Milano. Óltre a tali Opere effi-
giò Grillo, che in mezzo degli Apofloli moflra la Piaga del
fuo Collato a S. Tommafo : quadro nobiliffimo, che fu traf-
meffo al Marchefe di Caravaggio . Pel Duca di Turfì dipinfc
una S. Terefa , che rellituilce la villa ad un cieco : e pel
Principe di Maffa un' Immagine di Maria Vergine col Bam-
bino
( « ) Non V* ha dubbio eflere flato il Borzone uno de' più degni Pittori della no-
ftra città. La lua maniera è fondata iul vero; ed a lui più giuftamente_. ,
che a qualunque altro de' Jioftri Pittori poflìam dare il titolo di Naturalilla .
lyaturaiifllme Ibn le fue tefte , e mafTune quelle de' vecchi : femplici le lue-,
picgiie : ben corredate le compofi2ioni , In fomma clù di Pittura s' intende ,
flou può non altameute ftimarlo .
250 VITE DE'PITT. , SCULT.,
bino infra le braccia : ed un' altra Immagine della ftef!a_.
coir Angiolo Nunziatore . Pitture tutte di rquifitifTimo gufto.
--.. . I . I ritratti poi , che fece d' infigni Perfonaggi furono mol-
Di tinimi . Ne noterò qui alcuni de' più fmgolari . Fecelo al
Bor'ov'^ prefato Principe di Mafia : a Giulio Guai^avini Lettor pri-
mario di Medicina nello Studio di Pifa [ il qual ritratto an-
che incife in rame]: e al Sig. Niccolò Grimaldi, che finfc
a cavallo. Fecelo pure a molti celebri Letterati, e Poeti:
come ad AgolVuio Mafcardi , a Gio. Battila Manzini , a Sci-
pione della Cella , e al Padre Riccardi Domenicano [ per cui
lavorò anche un piccolo quadro della Sacra Famiglia ] :
a Tommafo Stigliani, e al Ghiabrera : ed ebbe l'onore di vedere
quefl' ultimo ritratto collocato nella galleria di Urbano Vili.
RitrafTe parimente Gio. Battifta Marino , Gio. Battila Paggi
ad inllanza di Sinibaldo Scorza , e Fra Tommafo da Trebbia-
no Cappuccino , che , dopo edere vivuto un intero fecolo ,
mori con odore di Santità [equefto ritratto fu incifo a bu-
lino in Parigi dal famofo Michele Afne ] . De' Cardinali ri-
trafTe , e ben al vivo , gli Eminentiflìmi Orazio Spinola , Do-
menico Rivarola , Girolam.o Grimaldo , e Benedetto Odefcal-
chì(a): lavori, che riufcirono degni del Pittore, che li fece,
e de' Perfonaggi , per cui furono fatti .
Trionfava in mezzo agli onori Luciano ; mentre freme-
van di rabbia gì' invidiofi , che vedevano andati a vóto i lor
colpi : e molto più , quando intefero , che il SerenifTuno Se-
nato r aveva eletto all' imprefa di fare pel Monarca di Spa-
gna una copia del Catino di fmeraldo , che fi conferva iii_,
quefla Cattedrale . Ma in circollanze pel noflro Pittore si de-
corofe nient' altro potcano , fé non che roder fé lleflì .
Di que' giorni il Sig. Giacomo Lomellino , avendo de-
tcrminato di farfi una raccolta di quadri de' più valenti Pro-
felTori , n' addofsò l' incarico a coflui ; e , per totalmente com-
pirla , volle inferirvene alcuni di elio Luciano ; fra' quali af-
fai vaghi riul'cirono que' due , 1' uno rapprefcntativo di S. Pie-
tro con r Ancella poitinaia : e l' altro di S. Paolo con un libro
alla
{a) Il faprammenrovaM Cardinale Or^efcalchi fu queeli , che 1' anno 1676. , afTun-
to a' "^onimo Pontificato, c'iiamcfTì Innoccnrio , I' Undccin.o di tal noir,^. ,
Governa la Cliiela con invittifljiTio ^clo : e fini i fuoi giorni in concetto di
Santo r aJino 1689. ietiantottefimo di fua età .
ED ARCHIT. GENOVESI. 251
alla mano . Se grand' onore gli recarono queftì quadri , non
minore gliene recò un altro contenente un S. Girolamo ;
quadro dipinto dal Borzone pel Cardinale di S. Cecilia (a) . _
Queft' infigne Opera , oltre all' averfi meritati gli encomj u,
del Chiabrera , che la fece foggetto d' una fua canzone.^. , Luciano
tal approvazione incontrò in Roma preffo Guido Reni , che '^^^°^^ *
volle almeno per lettere conofcere 1' Autore , e con elio lui
ftringerfi in amicizia , e mantenere corrifpondenza . ^
Che più ? Il Marchefe Santacroce Generaliflimo dell' Ar-
mata marittima di Spagna , Perfonaggio intendentiflìmo di
Pittura , e de' Pittori araantiffimo , in palTando per Genova
volle vifirare il Borzone ; e veduta la maniera di lui , molto
fti molla , come quella , che fondata era fulla giurta imita-
zione della natura : quindi gli commife tre tavole , 1' una con
la Santillìma Vergine , 1' altra co' SS. Magi , e la terza coii—
S. Fraiicefco Saverio . Tutte e tre puntualmente dipinfe il no-
flro Pittore con pienilTima foddisfazione del Santacroce , da
cui ricevette convenevole ricompenfa .
Dipinfe anche il Borzone varie tavole per alcune Chìefe
di Genova . Di effe tavole fono a mia notizia le feguenti .,
Quella , dove ila figurato S. Vincenzio Ferreri , che con ifiu-
pore del fuo Maeflro rta predicando ; la qual tavola è den-
tro la cappella ad eilo Santo dedicata in S. Maria di Cartello :
quella della Circoncifione del Salvatore, la qual è nella Chiefa
di S. Domenico alla cappella di Nofl:ra Signora del Rolario :
quella di S. Chiara da Montefalco nella Chxefa di S. Sebafiiano:
e quella fopra le antecedenti ftimatiffuna per la Chiefa del
Santo Spirito de' PP. della Congregazione di Somafca ; ove
rapprekntò il Battefimo di Crifto : ficcome due altre per la flella
Chiefa ; nelle quali elprelfe due ftorie concernenti alla vita
di S. Gio. Battiila ijb) . Il celebre Gentilefchi , che di que' dì
trovavafi
( a ) Gic5. Battifta Lenio era allora il Cardinale del titolo di S. Cecilia .
( ^ 3 Non tre , ma fei fono le tavole del Borzone nella foprannotata Chiefa en-
tro la funtuofa cappella , che ivi fu fatta coftruire dal Doge Agollino Pinelli.
Qiiella tavola del Battefimo di Grillo , locata fopra V Altare , è in tutte leJ
fue parti perfetta . Graziofiflìmo poi è uno fcherzo , che ha dipinto iuUe pri-
me linee di effa tavola : cioè d* alcuni Angioletti in atto di additare , e leg-
gere le parole della bandella, che fta avvolta alla cima del baitene di S. Gio.
Battifta ; le quali fono ivi fcritte in ebraico . Tre altre tavole del Borzone
iltttate colà nella volt» efprimono la DicolUaione di effo Santo: Erodiade-.
eoa
252 VITE DE' PITT., SCULT.,
tro va vafi in Genova , vedute qucfle pitture , e faputone il lor
Autore , volle conofcerlo , vifitarlo , e congratularfi con elfo;
I. con la qual occafione quefti due valentuomini contrafTero in-
Di fieme si rtretta amicizia , che fol dalla morte potè difciorfi,
BopI^.v'^ Alcune anche ne fece per vari luoghi fuori di qua ; fra
TORZONE, , l- • > -1 • 1 r /-. ^x-,.1.
le quah riporto il primo vanto la rapprefentante S, Filippo
Neri , mandata in un borgo della Riviera di Ponente . Ve-
defi in quella tavola il Santo in eflafi davanti a Maria Ver-
gine comparfagli col Bambino Gesù nelle braccia .
Tante gloriofe fatiche del noflro iniìgne Pittore anda-
rono a finire in un funeflo accidente . Imperocché flava egli
tutto occupato in dipingere un gran quadro della Natività
del Salvatore, commellbgli da' Signori Lomellini per la lor
Chiefa della SSma Nunziata del Guailato {a) , ed era in piedi
fullo fcalone nella parte più alta : quando voltatofì , per pigliare
un altro pennello jfgraziatamente precipitò, e percofTe si forte
del capo fui lalìricato ; che vi redo sbalordito, e fuor di (e ;
e indi a non molto, fenza che gli giovalfero gli appr eflati ri-
medi , e fenza poter formare parola , o dar legno di fenfo ,
pafsò all' altra vita . I noflri Cittadini molto compaffionarono
il cafo : ed alcuni fi chiamavano a parte di tal perdita , per-
chè non avean ancora ottenuto Opere del defunto Pittore ;
le quali da ìndi innanzi divennero maggiormente prcziofe .
Ebbe il Borzone alcuni difcepoli , che nella ProfclFionc
s'avanzarono con molta lode. Furono, Gio. Battilla Monti ,
Gio. Battilla Mainerò, Giovacchino Ànireto , e Silvellro
Chiefa, de' quali fcriveremo partitamcnte più letto.
Ma innanzi a quefli dobbiam collocare i fuoi tre figli ,
Gio. Battilìa , Carlo , e Francefco , che fecero onore al Padre,
efercitando anch' elTi con particolar proprietà , e naturalezza
la Profcdìone . Gio.
con la tefta di lui nel bacile ìa atro di prefciirarla ad Erode : e il corpo del
gloriofo Martire gettato nelle fiamme . Due tavole poi laterali in detta cap-
pella molhano a mezze figure , 1' una i due diTcepoIi , che vifìtai'o il S. Prc-
cuifore in carcere; e l'altra il Signore, che dona la vifta al cieco.
(«) Nella prefata Chiefa confervafì in tutta f'refclie^za il qui dcfirrirro quadro,
che pende da un muro laterale della cappella di Maria Vergine f tuato in capo
alia finiftra navata.
* Una liella tavola di Luciano dal Soprani non riferita, abbiamo anche all'Ai-
tar magfriorc di S. Bernardo, la qua'e è dimnilrante quello Sanin avatiii alla
Santiffima Vergine: ed una pur bella rapprclcntatitc il Sacro Prefepio ; e iì
conferva in Savona nella Chiefa di S. Tcrcfa .
ED ARCHIT. GENOVESI. 253
Gio. Battila fu dotato d'una fpeciale abilità nello fto-
riare , e ben difporre le idee . Già prima della morte del
Padre avea dato buon faggio di fé in alcune tavole egregia- ^«^_«j_
mente condotte . Quanto poi si egli , che Carlo s' accollaflèro d,
al valore paterno , il die a divedere la prefata tavola , che , Luciamo
per la morte di elfo Padre rimafa elfendo imperfetta, fu da °^^°^^:
cofloro COSI efattamente profeguita , e compiuta ; che niun
occhio 5 quantofivoglia fino , ed efperto , arrivò mai a difcer-
nere , qual fia flato il lavoro di Luciano , e quale il compi-
mento de' due fuoi figli . Gloria di lui , che sì ben inflruilli :
e gloria di loro, che sì ben profittarono delle paterne in-
ftruzioni .
Mancò Gio. Battila in frefca età poco prima della pe-
ftilenza , che nel 1(^57. fpopolò Genova, e i fuoi contorni.
Che bell'Opere avremmo di lui, fé la fua vita non foffe.^
fiata sì breve!
Carlo , quantunque atto folTe a compor di propria inven-
zione , pure 11 diede a far de' ritratti ; nel che affai telice-
mente riufcì , e più in pìccolo , che in grande , con manierar
molto fimile a quella del Padre . Dipinfe anche qualche ta-
vola floriara : e già era in buon avviamento , e riceveva-,
incumbenze onorevoli : ma la morte cel tolfe 1' anno appun-
to della pertilenza , in età quafi pari a quella del già detun-
to fratello . Era egli di naturale allegro , cortefe , ed affàbi-
le ; onde pel fuo bel tratto godeva 1" affetto , e la protezio-
ne de' Signori più riguardevnli . Saggio , e modefto lodava
fempre i lavori altrui , ne mai facea pompa de' proprj . Ser-
viva tutti con puntualità , e fuor d' intereffe ; perocché non
pattuiva mercede per le fue, fatiche , ma contentavàfi di ciò,
clie fpontaneamente gliene veniva profterto . Io non fo, fc_>
abbiam più perduto nella morte di coftui , o in quella di
fuo fratello : fo , che gran perdita nella morte dell' uno ,
e dell' altro abbiam fatto . Abballanza il dimolìrano le la-
fciateci loro primizie .
Il terzo figlio di Luciano è Francefco Pittore eccellen-
te in rapprefentare paefi , e marine . Egli vive tuttora; e iì:a
al fervizìo dell' inclito Re di Francia Luigi XIV. , dal quale
oltre air onorevole penfìone , riceve anche fovente copiofi,
' donativi .
254 VITE DE'PITT., SCULT.,
donativi . Volentieri parlerei di lui , fé 1' efTer egli vivente
non me ne dirtogliede . Viva pur lungamente , e continui
.,11 a far onore alla patria . La Tua virtù farà un giorno degno
Di argomento dì lode a qualclie erudita penna de' Poderi . (a)
Lucano VITA
BoRzo.ve.
(a) Avremmo facilmente perduro le notizie di ciuefTo vaVnrKTimo Soggetto, le
r Aurore dell' Abve^é des vies des plus fnmetix Veirtres , non ce le avefle efpo-
fte nell' egregia fiia Opera flampata in Parigi nel f47. , e riftampatavi nel
1761. : delle quali ftimo cofa opportuna il farne qui copia al Lettore . Ecco
per tanto ftefo in noftra favella ciò , che il prefato Autore ne lia fcritto
m francefe .
Frattcefro Borzone nacque in Genova P anno r6z^. Qiiantunqtte ei^li ave^e avuti
dal Padre gV infegnaynenti medeflìni della Pittura^ eh' ebbero i fuoi fratelli- pure
V inclinazione C"" f" molto da quella dico/loro diverfi . I pae/ì ^ le viarine y i nau-
fragi furono quella fop;gia di pitture -, che r occuparono , e per le quali fece im-
menfi fludj dal naturale .
La maniera d: quello Pittore nel dipingere , la quale fente molto di quella—,
di Gafparo Dugbet , e di Claudio Lorcnefs ■, è d' un err and' effetto ., tenera ^ e fo ave.
Onde non fa inaraz-ifrlia , de il ìwme di lui volaffe anche in Francia ■, ove fu in-
vitato da Luigi XÌy. , da cui ricevette diftimioni , e ricompenfc onorevolijp.me .
Lavorò molto il Borzone net^li appartamenti del Louvre , e particolarmente
in quello y che fi denomina il Bagno della Beina : dove fì vedono in una fai. -x^
d'entrata, {che al prefente ferve di vefìilith ai giardino dell' Infante^ nove
grandi pae/t ad olio a' una frefchezza , e verità piìi che naturale . Il Ramami lì
ha dipinto a frefco entro la volta di queli' atrio Pallade , Marte, e l' enere te-
nenti ciafcheduno un giglio alla maro : ed Amori , che foflengonó una ghirlandata ,
Al di fopra poi del corniciane v' ha dipinto la Pace, e l' Abbondanza .
Anele nel Callello des Vincennes fitro'-o dal Borzone mirabilmente dipinti al-
cuni pae/i ) e vedute di mare , delle quali meritanente può dir/s :
Son pinceau du Trident egale la puifance;
II fouleve , il irrite, il appaife Ics flots :
On eft faifi de crainte, ou templi d' efperance
Par tour , où du Borzon eclatent les travaux .
Fri aggregato all' Accademia di Pittura in Parigi /' anno i66^. : ma ne fu
poi efelufò in/ìeme co-i molti altri , per non aver compiuto nel tempo prefcritt*
il quadro di ricevimento .
Il Borzone partì finalmente per Gerova nell' 1679. , dove /' anno flejfò morì ,
correndo il cinqunvteftmo dì fv.a età . Lnfeiò un f^Iio Prete , che io ho coi'ofciut»
prejfo il Card, di Noailìes , di cui era Segretario Italiano , e foprantendente di cafa.
Non ebbe , eh' io fuppia , quello Pittore fcolarì , De' Cuoi difegni altri fon»
acquere'ìati con groQ'e tinte di fili^gine , 0 con inebioiìro della China, e condotti
con tratti di penna molto diligenti , e con grande franchezza '• altri poi fjn latti
a colpi di pem:eìlo , Si feorge in efp. la mano ''' un valentuomo , 1! ff-o colorir
di pa 'fi con artificiofe lontananze di fronzuti alteri è fdlo flils di Salvator Rofa,
e di Claudio Loraiefe , ma d' un maneggiare p:ìi rifohito .
Giacomo Co'ilmans ha intagliato del Borzone alcuni quadri , che fono nel Ga-
binetto d' Aix .
Fin qui l'Autore francefe: di cui però non è da diflìmularlì lo sbaglio,
ehe fa iniorno 3.1 ritratto: ilantecìiè ijuello , eh' ci ci prefcnta per ritratto
di Franccfco P-ar;^opc , non e di Francclco, ma è di Luciano; cerne chia-
ramente fi ve:le ncH' Opera del Soprani , che ^•if^e in tempo da poter beii_.
conofcere eiuratnbi . Del volto di Fraiicefco Borzone ne\n e' è rimafo ritratte:
•'e bensì rimafo quello della fua virtù nelle (ile nobiliffime pitture, che fpe-
riamo viveranno perpstuamcnte a gloria di lui , e dell' illullre citta , che gU
fu patria .
ED ARCHIT. GENOVESI,
^55
VITA
DI GIO. BATTISTA MAINERÒ
Pittore .
GIO. Battista Mainerò figliuolo di Agoflino , die fu
Chirurgo di molta perizia , ed ei^imazione , nacque
in Genova fui finire del proflìmamenre paflluo fe-
colo (a) . Dopo i fuoi primi fludj letterarj diede_>
opera alla Pittura fotto la difciplina del famofo Luciano Bor-
bone, che olTervata la beli' indole, e 1' affidua puntualità del
giovanetto difcepolo , fpecial cura fi prefe d' inllruirlo si nel
difegnare , che nel colorire ; onde ben predo Io rendè com-
petentemente abile nella ProfelTione .
Profeguiva
( a ) Cioè preflb all' anno 1601^,
MAlNfr.O .
250 VITE DE'PITT., SCULT.,
Profeguiva ancora il Mainerò nella fcuola di Luciano,
quando fece alcune tavoline così graziofe ; che affai lodate
_____ gli furono e da chi gliele aveva corameire , e dal Tuo llello
Di Gin. Maeflro , che gran piacere fentiva d' aver un allievo sì ben
^""Jll^^.^ avanzato . SuccelTivamente vennero ad eflb allievo commiflioni
di certi ritratti , i quali efpreirc con fomiglianza cotanto giu-
lia , ed efatta ; che , riconofciutofi affai felice in quello genere
di dipingere, flimò fuo maggior vantaggio abbandonar quello
delle coYe iloriate , e da indi innanzi operare da Ritrattila .
Molti per tanto furono coloro, ch'egli dal naturale ri-
tralTe : e al pari della fama , che n' acquiilava , gli crefce-
vano gli Avventori , e gì' impieghi . Né folamente di per-
fone viventi , ma di defunti ancora fomigliantiiTmii effigiava
i volti: tanto era gagliardo, e tenace di fantasìa.
Convenivagli (lare immerfo ne' lavori; perchè ognora^
veniva da' Cittadini richicflo di qualche ritratto : ed egli
avea premura di fervir puntualmente tutti . Ninno v' era
fra quegli , che non fi chiamafle di lui molto ben foddif-
fatto , e non lo rimunerafTe con liberale mercede . Laonde
la fua virtù gli provvide da vivere agiatamente , e da go-
vernar con decoro la fua famiglia .
Mancò queflo Pittore nella già più volte accennata pe-
ftilenza dell' anno 1 657. Lafciò varj figli in diverfe Profef-
lioni impiegati : ma in gran difcapito per la funeila man-
canza di lui non per anche molto vecchio . Delle fue Opere
i?arte fono in quella defolazione perite : e parte faranno in
cafe private fenza nota , o nome ; e perciò confiderate , co-
me cofe d' incerto Autore , e di fconofciuta rapprefentanza .
VITA
ED ARCHIT. GENOVESI. 257
VITA
DI GIO. BATTISTA MONTI
Pittore .
GIO. Battista Monti , nato in Genova di Genitori
mendici , farebbe ito a finire nell' efercizio di qual-
che arte delle più infime , e vili , fé la Divina Prov*
videnza non gli avelie in un punto aperta la lìrada
a farfi Pittore . Andava coflui , fanciullo fenza fuffidio , per
la città difperfo , e famelico ; quando certa perfona facolto-
fa , ed illurire imbattutafi in elfo n' ammirò la grazia , e lo
fpirito, e dal parlare lo conobbe d'un talento capace d'ogni
buona riufcita . L' accolfe per tanto : lo alimenta : 1' applicò
allo fludio delle lettere . Indi vedutolo affai amante della
Pittura , lo confegnò a Luciano Borzone , affinchè 1' inflruifTq.
Sotto s'i degno Maeflro non perde tempo 1' ingegnofo difce-
polo . Affiduo , e fervido difcgnò , copiò , colori : il tutto
con delira maniera , e notabil profitto . Dopo tali efèrcizj pro-
vatofi in quel de' ritratti , ne 'ìece alcuni naturaliflìmi ; nel che
emulo fu del Mainerò fuo condifcepolo , e coetaneo . I-a giufta
rapprefentanza di quefti conciliò anche a lui molta filma ; onde
per foddisfare alle frequenti commiflioni , che gliene venivano,
con buona licenza del fuo Maeflro apri flanza da fé ; e grande
utile riportava dalle fue fatiche , dalle quali non gli era per-
meflb di fofpendere nemmen per un poco la mano . Aveva
continuamente la flanza piena di Signori qualificati , si Ge-
novefì , che forellieri , quali per farfi ritrarre , e quali per aver
il piacere di veder la fua pulitezza , e deprezza nell' operare .
Né folamente egli faceva i ritratti giufla le naturali flature :
ma ne faceva ancora de' minutiflìmi in avorj , e in anelli .
Cosi fatti lavorietti gareggiavano con gli antichi cammei ;
e potean dirfi maraviglie dell' arte , tanto erano accurati ,
e perfetti ,
Per dare una prova dell' efattezza, e fedel conformazio-
ne de' ritratti di quefto Artefice , bacerà rapportare quello ,
eh' ei fece di Gio. Francefco Bogliano Poeta Genovefc-. .
Tom. I. R Coflui
258 VITE DE' PITT., SCULT.,
Coflui portò feco tal ritratto in Bologna ; ove ebbe occafione
di molìrarlo al tamoiìffimo Guido Reni , che in \ederlo ne
..^..^ vimafe ammirato , e con fentimcnti di molta lode parlò
Dr(~7 dell' Autore . Teltimonianza di gran forza , perchè di Sog-
Battista' getto tanto fpaflìonato , quanto perito .
Monti. Quantunque il Monti dato fi folFe a formare ritratti:
non però tralafciava di dipingere anche qualche tavola l^o-
riata . Due di quelle fé ne vedevano nella Chiefa del Gesù
fìtuare fotto 1' organo ; le quali furono poi tolte via in oc-
cafione , che fi fafciò di marmi quella parete . E a dir vero
tali pitture mofiravano, ch'egli anche inquefto genere mol-
to valeva .
Fu il Monti di vivace fpirito , di bello , e gentile afpctto,
e graziofo , e brillante nel luo portamento . Veniva lìgno-
rihnente , e l' arte Tua con ifplendore trattava , fenza mo-
ftrare avidità di guadagno ; palefando , eh' egli più per ono-
re , che per interclFe operava . Quella Tua generofa , e cor-
tefe maniera taceagli godere 1' amicizia , e la protezione di
Perfonaggi C[ualificati , che nulla gli lalciavan mancare . Anzi
e per la riferita fua particolare perizia nel fare i ritratti , e per
li luoi gentili coilurai , giunfe al merito d' efTere da alcuni
Principi dilVmto , e talor vifitato .
Ma egli ancora , come altri fuoi condifcepoli , fui più
bello di fue fperanze fu nel 1657. aflalito dalla pefiilciìza,
che in pochi giorni cel tolfe . La funefla diiàvventura d' al-
lora ci ha privati di maggiori memorie di quello valentuomo,
che giacciono nel comun danno lepolte .
VITA
ED ARCHIT. GENOVESI. 25^
VITA
DI SILVESTRO CHIESA
Pittore .
A Ne HE Silveflro Chiefa , fé m frefca età non foffe man-
cato , grand' onore fatto avrebbe a fé , e a Luciano Bor-
zone fuo Maeflro . Ben ci dà motivo di ciò alTerirc
quel poco , ma molto buono , che egli nel breve.^
giro de' fuoi giorni in Pittura compofe . Quindi care fi tenga
le tavole di coflui , chi ha la forte di pofTedcrne .
Era queflo Giovanetto di naturale allegro, arguto , e fa-
ceto : fpirava grazia , e brio : compone\'a verfi : raccontava
giocofi novellamenti : in fomma nel fuo bel tratto , e guftofo
parlare attraeva a fé 1' affezione di chiunque Io praticava^ .
Introdotto nella fcuola del Borzone , quell' indole fpiritofa ,
e vivace, che aveva nelle altre cofe moflrato , maggiormen-
te mollrolla nella Pittura ; ove fece progrefTì fuperiori all'
efpettazione , e all' età : onde il Maefìro grandemente com-
piace vafi d' un tal difcepolo , che sì prefto , e si bene ogni
precetto dell' Arte apprendeva , e m.etteva in pratica .
Aveva il Chiefa un ingegno difpofto ad ogni maniera.,
di Pittura : formava appuntino i ritratti , così in grande , co-
me in piccolo : faceva regolati fcorti per le vedute : figurava
con vivaci atteggiamenti tavole fioriate : inventava di propria
idea compofizioni leggiadre , ed unite . D' alcune fue Opere
qualche avanzo oggidì pur ne refla , che può far fede del
mio vero dire . In cafa Rebufto fi conferva il ritratto dei
Sig. Antoniotto di tal famiglia : ed è lavoro affai naturale ,
che indica quanto in ciò valelTe il nollro Pittore . Ei fu an-
che richiello di farne uno del Sig. Cefare Cerneci , morto da
qualche tempo in Ifpagna : e fulle relazioni di chi lo conob-
be ne formò un' aria di volto , che avea tutta la fomiglìan-
za con quella del volto del pretato Cerneci .
Circa poi alle tavole fioriate , non mancò di farfi cono-
fcere dotato di gran talento in molte , che ne inviò fuori di
Genova , ed in alcune , che qui ci lafciò ; avendone fra le altre
^ ■ ; . R » . : . con
26o VITE DE'PITT., SCULT.,
con ottimo guflo condotte , e con efatta naturalezza colori-
te due per la Chiefa di S. Maria de' PP. Servi , entrovi
_^_.^. i Beati Pellegrino , e Giovacchino di quell' Ordine (a) : fic-
dì come un' altra per la Chiefa de' PP. delle Scuole Pie , in cui
Silvestro effigiò un Santo in mezza figura , llante dinanzi alla Santifli-
Chiesa. j^^ Vergine: ed è Opera ftimatifiìma (b).
Andava queflo nobil Pittore Tempre più fludiando , e affi-
nandoli nella Profeffione ; quando l'anno ferale 1^57. fui più
bel delle concepute fperanze , e nel verde degli anni fuoi
mancò còlto anch' eflb da quel illefTo morbo , che tanti
begl' ingegni ci tolfè , e tante infigni memorie ci fé' perire.
'^^^
VITA
( tf ) Quelle due tavole Tonò oggidì nella fagred'ia della itlentovata Chiefa .
(i ) La fopra defcritta tavola , che è cofa veramente egregia , fla ora pendente
da una parete intema dirimpetto alla libreria della Cala Profcffa de' prefati
Padri delle Scuole Pie : ed il figuratovi Santo è il CaUfanzio loi Fondatore .
ED ARCHIT. GENOVESI.
VITA
DI GIOVANNI CARLONE
Pittore .
261
E vero è , che la gloria nafce dalla virtù : gloriofa me-
ritamente dee dirli la famiglia Carlone , che molti vir-
tuoll Soggetti in Pittura ha prodotti . Deli' anziano
fra elTi qui m' occorre parlare , che è flato come un fon-
te, da cui quali fiumi diicefero . Quefli fu Giovanni, Pit-
tore valente , e ne' lavori a frcfco affai fegnalato . Se i fuoi
difcendenti hanno il vanto d' efTerfi nella ProfefRone più di lui
inoltrati : egli ha quello d' aver loro e aperta la via , e Cam-
pati i primi vefligi .
Nacque Giovanni in Genova . Taddeo Carlone Scultore
Lombardo gli fu Padre : Madre gli fu Geronima Verrà Geno-
R 3 vefe.
z6z VITE DE'PITT. , SCULT.,
vefe . Taddeo , che anche fìipea di Pittura , cominciò a darne
al fuo Giovanni qualche lezione ; dacché vide , che il tìglio
___^ alFai v' inclinava . Mandollo poi alla fcuola del Sorri , che
D, (j,o. di que' di lavorava , e infegnava fra noi con incredibile elH-
Carlone . inazione . Ma ellendo poco llante ritornato quello ProieUbre
in patria: riraafo Giovanni fcnza Maellro , s'invogliò d'an-
dare a Roma ; parendogli , che in niun' altra città avrebbe
potuto apparare 1' incominciata Profcfiìone più compiutamen-
te , che in quella gran Reggia delle beli' Arti . Con la buo-
na grazia adunque del Padre pafbò colà , ben corredato di
fufhdio , e ben raccomandato cori lettere a cortefi Amici .
Quanto egli v' eccitalTe il fuo fervore , e quanto profitto
traelTe dalla comunicazione co' più intìgni Pittori , e dalla-,
feria offervazione delle più rare pitture , e ftatue , meglio può
ehicchelTia immaginarfelo di quello , eh' io fappia ridirlo .
Per alcuni anni ferraolTi in Roma il giovane Carlone_j
tutto intefo a quello nobile fludio . Indi , già molto acqui-
flato avendo , fi parti , per reftituirfi a Genova . Ma in paflàndo
nel fuo viaggio per Firenze, ivi allettato dalle bellezze di
quella città , reflò a vederla . Udì frattanto narrarli con quan-
ta gloria colà in Pittura operalFe il Cavalier Paflìgnani ; onde
portolfi a vilitarlo : e bramofo di maggiormente imparare , pre-
gollo , che r accettalTe in difcepolo . L' accolfe il Pafi-.gnani,
ed efattamente inllruillo, maflime nella maniera di ben co-
lorire , SI ad olio , che a frefco . Prevalfe nel Carlone 1' a fre-
fco ; ed in quello perfezionolTi .
Dopo tal difciplina fece egli ritorno alla patria . Vi fu
ben accolto dagli Amatori della Pittura , e da' più riguar-
devoli ProfefTori di ella ; fra' quali uno fu Bernardo Cartel-
lo , che innamorato della virtù di collui , gli diede in ifpofa
Ertìlia fua figliuola . {a) Le
(.a) Se Giovanni Carlone avcfle prole da quefta fua moglie, a noi non e noto.
C è bensì noto , che sbaglia Leone Palcoli Jiel tomo fecondo delle Vite de^
moderili Pinoti, pag. 197. , ove dice , che da Giovanni Carlone , e da trfdia
Caftella nacque Gi >. Andrea celebre nortro Pittore , di cui fcriverò ncll' altro
tomo : perchè qucfto Gio. Andrea nacque da Gio. Batiifta fratello di Giovajini ,
e da Niccoletta Scor2a . Sbaglia eziandio l' Abecedario Pittorico là, dove parla de'
Carloni : llantechè fottoilnome di Gio. Andrea Carlone dice ciò , che dovrebbe
diredi Giovanni . Sbaglia pu! e lo Iteflo Abecedario al nome dì Gio. liartifta Car-
lojie ; mentre lo conlonde con Gio. Battilla Cafone cognato , e difcepolo di Do-
menico Fiafclla ; come fi diflc nella nota (a) , uifeiic qcUa vita d' elTu Fialella,
alla pagina 1^9. di quello tomo ,
Carlc*v.£ ,
ED ARCHIT. GENOVESI. 263
Le prime occupazioni di Giovanni in Genova furono
per lui molto onorifiche, e vantaggiofe . Ebbe da' Signori
Lomellini l' incarico d' ornare la principal navata della nota _
lor magnifica Chiefa dedicata alla SantilTima Nunziata , e le l.i do.
due gran cappelle , che Julia cima formano da' lati la croce
della medefiina Chiefà . I fòggetti , eh' ei prefe a figurarvi,
furono tratti dalla vita di Grillo . La franchezza di pennello,
con cui efeguilli , e la proprietà , e vivacità delle irapreflcvi
tinte , fecero si , che fomma lode n' avelie allora , e n' abbia
tutto giorno dagli Olfervatori intelligenti dell* Arte . (a)
SuccelTivam-ente dipinfè nell' altra Chiefa della Santiflì-
ma Nunziata nel quartiere di Porteria alcune cofe ad olio:
ed anche quefte fi tengono in eflimazione particolare .
Le belliffime pitture fatte nella dianzi mentovata Chiefa
de' Signori Lomellini , come quelle , che mif;.ro più in com-
parfa la fecondità dell' ingegno , e la perizia del colorire.^
di Giovanni , gli produllèro il vantaggio d' eflere eletto a di-
pingere la Chiefa del Gesù : lavoro , che pur elègui con ma-
niera affai ben ideata , e condotta ; rapprefentanduvi nella.-.
navata di mezzo 1' Adorazione de' Magi : 1' entrata di Crifto
in Gerufalemme : la milleriofa Trasfigurazione fui Taborre :
e la tremenda comparfi del finale Giudizio . Nelle volie^
poi delle due laterali cappelle vi dipinfe la Crocififf;cne di
elTo Crifto : e l' Incoronazione della Vergine fopra gli An-
gelici Cori . Quivi in oltre dipinfe la cupola , nella quale
defcrilTe il Paradifo {b) . Ornò anche il rimanente della Chiefa
R 4 con
(«) Gio. Luigi Scaramuccia, Pitrore di molto merito , nel Cu-ì Trattato delle finezze
dc^ pennelli Italiani , delcrive le fopra riferite pitture a frefco deltarlone con
tanta dimolìrazione di ftima , quanto è il difprezzo , con cui le maltratta—
Mr. Couchin , dichiarandole , per far loro grazia , mediocres : indi , de manvaife
cotdettr . Ditetto , che tra gì' infiniti efperti Frofcflbri , anche Francefi , egli
folo per noftra buona fortuna ha iaputo conofcere .
La cupola poi della vafta Chiefa della Nunziata , la qual cupola fu dipinta
dall' Anfaldo , come ben confta , non per via di femplice tradizione , ma per
teftimonianza di autentiche le. itture, il Couchin la vuole dipinta da Valerio
Cartello ; perche forfè fé lo é fognato . Se non arriva a difcernere i pejinelli ;
legga almeno la vita del noftro Anfaldo : e rimarrà chiarito .
C^) Le pitture della fuddetta cupola , avendo affai patito , per cagion dell'umidità,
fiirono a' tempi noftri in parecchi luoghi ritoccate da Domenico Parodi Pittor
Genovei'e , di cui ■ on la dovuta lode nel fecondo tomo di qucft' Opera fare-
mo ricordo . Ma ella è oggidì totalmente ita a male infieme co' ritoccamenti.
Gli angoli di quella medefima cupola non fono di Giovanni Catione , co-
me da molti erroneamente fi crede, ma bensì di Gio. Battifla fuo fratello,
di cuL pure a fuo luogo fi parlerà ..
2<^4 VITE DE' PITT., SCULT.,
con figure d' Angioli , e di Santi : cofe tutte , che formano
un complciiò di rquilìtilTimo gul^o . Scoperta clie i'u quelV Opc-
p»;™—;^ ra , incontrò l' applaufo di molti : ma non andò efentc-.
DiGio. dalle malignità d'alcuni emuli, che co' rabbi o fi fparlamenti
Carlone. tcntaron di lacerarla. Superollc Giovanni coli' indifferenza ,
e tranquillità d' animo , e col profcguire altri lavori , che
a lolla gli venivano ordinati .
Fra le belle pitture a trcfco lavorate da qucRo valentuo-
mo meritamente annoverar fi debbono quelle , eh' egli con-
duce nel palazzino di campagna , che in quel tcinpo per Tuo
diporto fabbricato s' avea in Albaro il Sig. Anton Maria So-
prani mio Padre ; il qual palazzino or è paflato in dominio
del Sig. Carlo Cafella (a) . Quivi Giovanni nella principal
volta della fala def:riiTe il gran banchetto del Re Alluero ;
e ne' falotii contigui rapprefentò alcune azioni della Reina
Ellerre . Al pian terreno vi dipinfe due flanze ; ncll' una_.
delle quali el'prefle Tizio , a cui 1' avoltoio lacera le inte-
riora ; neir altra Apollo , e Diana , che tanno llrazio de' fi-
gliuoli di Niobe . E' quella pittura cofa sì forte , e s"i na-
turalmente efpreffa, che produce in chi la riguarda amjnira-
zione , e Ibrprefi . Nella volta poi del portico fono di mano
di quello Caiione due altre favole: cioè quella d' Orfeo,
e quella d'Icaro, anch'elle nobilmente, e vivacemente-,
condotte .
Già
{a) Qiefto palazzo ftuaro in Albaro preflb alla Chiefa di S. Luca, al prcfente
è pofTeduto dal Sig. Gio. Antonio De Francefchi : e le quivi dekntce pit-
ture vi ii conleivaiio in tutta bontà .
Altre Opcic di que;to Ciclone abbiamo in Genova dal Soprani non nomi-
Jiate: delle quali rapporterò qui fotto quelle, che ho potuto raccorrc .
In piaz2a di S. Parcrazio lia dipinto la volta della iala del palazzo Palla-
" vicini , rappiefentandovi un concilio di Dei . Ivi ha pure dipinto altre ilan-
2e : ed afiai bella è quella pittura , che slpojie la dolorofa mone de' figliuoli
di Niobe .
Nella Chiefa di S. Domenico lia dipinto a frefco la cappella della Madonna
del Kofario : i cui Millerj formano colà gli argomenti uelle pitture.
Fntro il palazzo già Spinola preffo alla Piioria di S. Agnefa fono due^
flanzc dipinte da quello Pittore. Nell'una fi vede il Sagrifizio d' Abramo:
neir altra il Cardinale Gio. Doincnico .«^pinola , che in Livorno s' imbaica .
Di qucito Porporato gii parlai nella poililla (/■) della pag. 175.
Un' altr' Onera fu^'erbinìma del Carloiic , che mi relU a rii'erirc fi è la_
Pittura '"'la "vafli 'aU del palazzo f^pino:a in S, Pier d' Aieuat Veggonfi Uf.
eiEgiaic le note imprefe di Mcgollo Lcicaii 1
ED ARCHIT. GENOVESI. 26^
Già la fama della fina perizia di queflo infigne Pittore
s' andava Rendendo oltre i confini della Liguria . Era richie-
fio in varie città per lavori a frefco , ne' quali mirabilmente ,
riufi:iva : e fra le altre Milano; ove portoflì l'anno 1530. Di Gio.
invitatovi da' PP. Teatini, a motivo di fargli dipingere la Caklon*.
loro Cliiefa . Cominciò egli 1' Opera , e con grande accu-
nitez^^a , e univerfal gradimento la profeguiva ; quando,
giunto appena alla metà di efla , gravemente infermò , e in
pochi giorni fini di vivere , 1' anno ftefTo , in cui principiata
r avea , Fu fenfìbile la morte di s\ grand' uomo a que' Re-
ligiofi , clie diedero al cadavere di lui fepoltura nella lor
Chiefa . Ma molto più fcnfibile ella fu a' Genovefi , che_.
alta flima , ed efpettazione aveano di tal Soggetto , e molto
più ancora fenfibile alla fua famiglia, a cui era in punto
d' accrefcere notabilmente 1' onore , e le facoltà .
Mancato così Giovanni Catione nell' età più robufta {a)i
giudicarono i PP. Teatini di Milano, che a terminare l'in-
compiuta pittura niun altro flirebbe flato più a propofito
di Gio. Battifla fratello di lui . L' invitarono per tanto con
tutta premura : ed egli tollo andò a fupplire le veci del defunto
fratello , con tale uniformità , ed uguaglianza ; che 1' Opera
fembra d' un folo pennello . Vive Gio. Battila CarIone_. ,
mentr' io quelle cofe ferivo : onde non entro a dir le fue
lodi. Il dirle farà cura de' PoQeri , a' quali ne foramaiiitrerà
un copiofo argomento nell' egregie Pitture , che va facendo .
A me balTia al prefcnte augurargli lunghilfima vita ; affinchè,
avendo più campo d' operare , pofTa Tempre più mettere in
efercizio la fua virtù , e con ciò , ferapre più renderli bene-
merito della patria .
VITA
( « ) Giovanni Catione , per quel , che lio potuto fapere » moiì , mentre s' av
vicinava al quaraiitefimo anno deli' età fua .
^66
VITE DE' PITT., SCULT.,
VITA
DI GIO. ANDREA DE FERRARI
Pittore .
i riiidiftfi /"/// à-.
LA Famiglia De Ferrari è fra le genovcfi cittadinefchc
afTai riguardevole. Da quella ufci Gio. Andrer,^ ,
queir illuflre Pittore , che con la perfpicacità del fuo
ingegno , e con la valentìa de' iuoì pennelli più ri-
guardevole la rende . Egli fu , che oflervando le più belle
Opere de* noftri Cittadini nella Pittura eccellenti , Teppe da
quelle , come da millura di fquifiti fughi , ed aromati , ca-
varne un SI pre/iiofo ertratto , che ben poterono poi le fue
tavole fare invidia agi' imitati efemplari , ed efler poi elle
fteife per_, de^ni eicmplari agli lludiofi propelle .
Venne
ED ARCHIT. GENOVESI. z6i
Venne Gio. Andrea De Ferrari alla luce del Mondo
l'anno 1598. Attefe in fua fanciullezza agli {iudj delle let-
tere umane fotto accurata difciplina , e ne profegm il corfo ^«;_^^
neir adolefcenza fempre con lode . Compiuto quello , fi volle Di
alla Pittura , di cui fin da' più teneri anni erafi oltremodo Gio. Anprea
, . ' , ,. h ^ . . .■, . ,- • J 1 UE TERRARI.
invaghito . E ben gradirono 1 Genitori il virtuolo genio del
giovinetto figlio, si per la nobiltà dell' elettafi Profeflìone,
si per la fperanza , eh' egli , attefe le fije buone tiifpolizioni,
vi doveife far gran progreffi .
Il primo Maetlro di Gio. Andrea fu Bernardo Caflello,
dal quale ebbe i principi del difegno : ma toltofi poco ftante
[ ne fo dire il perchè ] dalla fcuola di cofiui , palsò a c]U€lla
dello Strozzi ; e ciò con molto vantaggio ; perocché , quan-
tunque egregio Pittore folle il Cartello : pure lo Strozzi avca
una tal energìa di compofizione , e una tal vivezza di colo-
riti ; che nella ProfelTione molto innanzi gli andava .
In quelui feconda fcuola (lette alcuni anni il Ferrari ;
e COSI felicemente ne prefe lo flile ; che giunte fin d' allora
a dipinger quadri di fua invenzione , i quali anche dagl' intel-
ligenti fi teneano per Opere del medefimo Strozzi , a cui
queir inganno delle perfone non iacea difcapito ; e ridondava
poi in onore la (coperta del vero .
Non illette molto a divulgarli la fama del giovanetto
Pittore , che nella perfezione dell' Arte gareggiava col fuo
Maellro , e non già difcepolo ne parca , ma compagno .
Quindi gran numero di commilhoni gli venne da' Cittadini
genovefi , e da foreilieri si per private lor cafe , che per
pubblici luoghi . Per fupplirvi dovette licenziarfi dallo Stroz-
zi , e ritirarli da per le in fito appartato , e libero , dove
potelTe a fua piena difpoQzione operare .
M' è cofa difficile annoverar le tavole di fua mano fat-
te , che fi confervano nelle Chiefe di quefla città , e de' luoi
fobborghi . Due ne fece per la Chiela del Gesù : 1' una è
quella , che vedefi al primo Altare della parte deflra , entrovi
S. Ambrogio , che difcaccia dal Tempio Teodofio : e V al-
tra quella , che in forma di mezzaluna fla locata lopra la
porta contigua alla cappella di elfo Santo ; nella qual ta-
vola è rapprefentato il Martirio di S. Caterina d' AlelTan-
dria
2<5S VITE DE'PITT., SCULT.,
dria (a) . Per la Chicfli di S. Domenico dipinfe la tavola-.
rapprefentativa del Santo Arcivefcovo di Firenze Antonino ,
— I che dillnbuifce 1' elemofina a' poveri ; e appreffo la cappella
Di a quello nicdefimo Santo dedicata avvi pur di Tuo un' altra
DE°FiRTrnu P'^''^*^^'^ tavola del tranlìro di S, Giufeppe , locata nell'Altare,
'che refla fotto dell'organo (b): ficcome pure nella fleilà_,
Chiefa v' ha di Tua mano entro la cappella del Rofario la
tavola m.ollrante la Nafcita del Redentore.
Per le Monache di S. Chiara in Carignano fece la ta-
vola dell' AlTunzione di Maria Vergine : e per le Domeni-
cane entro la Chiefa dello Spirito Santo fece 1' altra tavola
di S. An.lrea martirizzato, perlaquale acquiflò molta (lima.
Due tavole fece a' PP. Conventuali per la loro Chiefa di
S. Francefco in Callelletto : efprefle nell' una di effe la morte
del Giul1:o figurata nel felice tranfito di S. Giufeppe ; e nell'
altra la morte del Peccatore , rapprefentata con tutta la più
forte , e fpaventoia maniera in un moribondo , che intor-
niato da' demonj porta fcolpito nel volto 1' orrore , e la di-
fperazione .
Sua pure è in S. Maria della Pace la tavola di S. An-
tonio il Francefcano : e iua quella , che vedcfi in S. Agnefa;
ove apparifce la mifleriofa colonna di fuoco , a pie della cui
bafe iranno in atto d' implorare il potente Patrocinio della
Santiffima Vergine le Anime del Purgatorio . Ne fra le an-
zi<lette ha minor merito la tavola , clie colon nella Chiefa
di S. Caterina de' Monaci Benedettini , diinoftrante il Mar-
tirio di S. Placido Religiofo di quell' Ordine .
Fra le pii!i degne , che il Ferrari dipinfe ne' fobborghi
della noftra citt'r , deefi particolar vanto a due : 1' una e di
S. Crillina ; e l' altra di S. Pietro chiamato da Criflo all' Apo-
ftolato : efiflenti , la prima nella Chiefì di S. Bernardo alla
Foce : e la feconda in quella de' PP. Ulivctani del luogo
di Quarto .
Un' altra
(a) Ambe.-ìue quipMe tavole avcfivlo molto patito , a tempi nostri fono fiate ri-
fioratc , e cimfi di bel nuovo »-!ipin'e .li' Prete GirTeppe Ferrari.
(i) In vece dcHa riferita tavola di S. Giufeppe, avvene al preferite ur' altra_
d-jl'a Pifurre^ion'" di Criilo dipinta da Gmleppe P*lincn Pittore modeyio
di molto bdion gufto.
ED ARCHIT. GENOVESI. 2^9
Un' altra non meno infigne tavola di qiieflo Pittore ve-
defi fopra la Folce vera nella Parrocchiale di S. Maria Inco-
ronata , entrovi la Santiflima Vergine , e varj Santi . Ma fu- bbh»».»
però le tre precedenti quella , eh' egli inviò nel luogo di Di
Recco , nella quale avea dipinti tre Santi Vefcovi in atreg- Gio. Andrea
giamenci si naturali , ni volti si fpiranti pietà , e divozione,
co' dintorni s\ tondeggianti, e sfumati , e con colorito si giu-
fto , e vivace ; che fé tu la miri , ti reca all' occhio un indi-
cibil diletto , e all' animo un' infolita maraviglia .
Anche il SerenilTimo Senato avuta informazione della-,
rara perizia del noftro Ferrari , 1' elellè a dipìngere un am-
pio quadro per una delle fale del Reale Palazzo . Ei figurò
in detto quadro la Temperanza . Lavoro aliai bello , ed ono-
rifico al luo Autore . (a)
Fu Gio. Andrea di graziofo , e gentile afpetto , di na-
turale allegro , e converfevole . Vefìi in fua gioventù afiai
nobilmente , e la Profefiione liia trattò con luflro , e decoro .
Non ebbe moglie : anzi , poiché fu alquanto avanzato in età,
prefe 1' abito chiericale , nel quale poi Tempre continuò .
Molto egli dipinfe , come dicemmo : e più ancora di-
pinto avrebbe, fé la podagra, e la chiragra non lo avefiero
fbvente confinato nel letto . Pure dalle lunghe , e indefeife
fatiche , quantunque onorevoli emolumenti n' aveffe ritratto,
e folFe fenza carico di famiglia : non gli avanzò tanto , che
baftalTe a mantenerlo nell' età cadente , ed inferma . Quindi
ogni giorno più crefcendogli il male , ne avendo con che fo-
flentarfi : fu coftretto a farfi ricevere nell' Ofpedale degl' In-
curabili . Non mancarono però gli Amici di vifitarlo , e foc-
correrlo , fomminiftrandogli quanto mai fapea defiderarfì :
e ciò fpecialmente faceano i fuoi difcepoli , che confervavano
grata memoria delle fatiche durate dal virtuofo Maeflro ,
per
(0) Gio. Andrea De Ferrari fu un Pittore di prima sfera fra' nofiri , II So-
prani in parlando di lui non ha punto efagerato ; e neinmen avrebbe efa-
gerato , fé 1' avefle efaltato di più . Due tavole di quello valente Pitiore_> ,
dal Soprani ommelTe , hanno pur tutto il merito d' effere rapportate . L' una
fi è quella de' Santi Pietro , Erafmo , ed altri , che vedefi in Albi?2uola_^ ,
luogo vicino a Savona : 1' altra quella della Natività della Santiffima Ver-
gine (e fta locata ad un Altare della Chiefa di S. Ambrogio in Voltri) ; nella qual
tavola fpicca una certa grazia , e pienezza nel difegno , e nel colorito , che
all' occhio fembra di vedere realmente vivi i Soggetti colà rapprefentati in
pittura.
270 VITE DE'PITT., SCULT.,
per ìaflrii'rgli . Era una compaflìone il vedere un tal uomo
cos'i mal ridotto , e nelle mani , e ne' piedi contorto , ed at-
tratto SI , che a grande ftento potea girarfi , o muoverfì .
Di Tuttavia con fomma pace , ed ilarità il tutto foffrendo ,
De^fÌI.ram'! '^ *^^"^^ ^^^'"' ^"'^ *-"" pafTione parlando , difacerbava in parte
* a' Tuoi Amici il duolo , che in vederlo provavano . Io mi
ricordo , che efTendo un giorno andato a vifìtarlo : egli trafle
fuori delle lenzuola le mani tutte florpiate , e come fofTero
incalcinate: indi mi dilTe, che eziandio in quello flato avea-
no il prurito di maneggiare il pennello . Mancavano a queflo
valentuomo le corporali forze , non 1' ardore della virtù .
Pervenuto finalmente all'anno i66()., che era il fetta n-
tefmio dell'età fua paifata fempre in crilHana efemplarità,
n'andò [come piamente crediamo] a godere gli eterni ripofi
il giorno del Santo Natale . Il fuo cadavere portato alla_.
Chicli di S. Brigida , dopo i convenevoli funerali , fu ripo-
rto entro la tomba della famiglia , afTociatovi dalla Compa-
gnia di S. Sabina , della qual Compagnia egli era un zelan-
te Confratello .
Se per la morte di coflui perdemmo un infigne Pitto-
re : non ne fentimmo però totalmente la perdita , a cagione
de' chiari difcepoli , che ci lafciò ; alcuni de' quali poterono
poi, fé non andargli innanzi, alm.en pareggiarlo. Omiret-
tendo io qui il Calliglione , e Valerio Callcllo, de' quali
favellerò partitamente a' dovuti tempi : mi farò a dilcorrere
brevi (Tima mente d' alcuni , che non mi porgon materia per
una feparata , e diffufa floria .
Bernardo Carbone celebre diflintamente in ritratti fu al-
lievo del Ferrari , ed al Maeflro tuttavia fa onor grande_>
nelle Opere , che giornalmente conduce .
Gio. Battifla Merano pur vive , ed efercita la ProfelTio-
ne con buona flima .
Gio. Battila Croce è riufcito più , che mediocre ; come
danno a divedere alcune mezze figure di Santi Monaci Uli-
vetani da lui fatte nella Chiefa di Santo Stetano , ed alcune
altre pitture efiflenti in Sa%ona , dove andò a llaiiziare_> ,
e dove di grande età fi mofi.
. Sébi'
ED ARCHIT. GENOVESI. 271
Sebafliano Cervetto da Seflri di Levante fludiò fimil-
mente in Genova fotto il Ferrari . Ma non s' avanzò già di
molto: perocché fi contentò di Itarfene fra i limiti di fem-
plice copiatore . ' 51 "
Ambrogio Samengo pur da Sellri di Levante fu Gio- do. Andrea
vane di tacile , e pronto ingegno . Coflui riufciva affai bene ^^ Fskraki ,
in dipinger paefi , fiori , frutti , e lontananze ; ne' quali la-
vori foleva anche introdurre in piccolo graziofe figure , come"
di viandanti , di pallori , di aratori , e fnnili . Grand' onore'
egli avrebbe fatto a fé medcfimo , e al fuo Maeflro , fé non
fblfe trapalfato in frefchiflìma età .
Furono anche difcepoli del Ferrari Gio. Battifta Ruìfec-
co , Andrea Podeftà , ed altri , che troppo lunga faccenda__.
farebbe il noverare . Ci bafli aver noverati i più degni di
ricordanza .
VITA
DI GIOVACCHINO ASSERETO
Pittore .
UNA pianta , che fia con innefto , ficcome unifce_*
ne' liioi frutti un doppio fapore : cosi è doppiamen-
te gradita , e (limata da chi li gulfa . Neil' ampio,
e ricco giardino della Pittura , a guifa di pianta-,
di beli' innerto , comparve Giovacchino Aifereto , il quale
nelle fue Opere feppe si ben accoppiare lo flile nobile_j ,
e maeilofo col graziofo , e vago ; che , quafi frutti di degno
fapore , prefentate al guflo degl' Intelligenti , n' incontrarono
fommo gradimento , e in alta flima furon fempre tenute .
Di civil fangue nacque in Genova quello Aifereto l' anno
i^oo. Appena ufcito fu dalla fanciullezza, e dagli fludj delle
lettere umane , eh' egli perdette il Padre , e rimafe fotto
la cura
272 VITE DE' PITT., SCULT.,
la cura di Giovann' Stefiino fuo maggior fratello ; il quale
fcorto avendo , che il Giovanetto aflai dilettavafi di difegnar
■_ da fé cofe di giudiziofa invenzione ; e che impiegava le ore
Di deUa ricreazione in manipolare colori , flemperandoli coji_^
^sseTe^tÒ'!'^ acque di gomme , e dipingendone carte con proporzionata
fimmetria : s' avvisò , che 1' applicarlo alla Profenìone della
Pittura fìirebbe flato un partito adattatillìmo a collui , e de-
corofifTimo alla cafa . Raccomandollo per tanto a Luciano
Borzone , lotto del quale con tal afllduità , e fervore fludiò;
che non ifleite molto a renderli pratico del buon metodo
di difegnare .
Grandemente godeva il Maeflro di cos'i ben avanzato
difcepolo : e fovente ne facea tra gli Amici difcorfo , lodan-
done le copie , e gli fchizzi , e predicendo di lui un' egre-
gia riufcita .
Dopo qualche tempo paf.ò Giovacchino alla fcuola__
dell' Anfaldo con buona grazia del fuo precedente Maeflro .
Fece egli queflo paflaggio a perfuafìone del fratello , che ve-
duta r elegante maniera del difegnare , e dipingere di quefV
altro Pittore , flimò buon profitto di Giovacchino il fargliela
apprendere ; onde poi accoppiatala con quella del Borzone ,
di due belli un terzo più bello veniflc a formarne .
L' Anfaldo , che già conofceva Giovacchino per fama ,
ben volentieri 1' accolfe . Trovollo competentemente addeflra-
to nel difegnare , e nel colorire ; e però con tutta facilità ,
e preflezza potè farfelo un fedeliffimo imitatore ; tal che_^
anzi come coadiutore , che come difcepolo il riguardava .
Proccuvò indi a non molto , che 1' efperto Giovanetto fofle
accettato nell' Accademia del Nudo , che tenevafi in cafa
del Sig. Gio. Carlo Doria ; do^■e d' ordinario Iblevano inter-
venire" i piià infìgni Maeflri . In quefla Accademia fi dillinfe
Giovacchino non folo per la fua molta attitudine : ma ezian-
dìo per altre fue nobili prove; come in occafione, che quel
Cavalier Mecenate, elTendo flato regalato d'un grofTo pcfce
di flrana , e moUruofa tefla , prefentolla nell' Accademia , af-
finchè folle ritntta : e fra i molti difegni , che fé ne fecero,
quello di Giovacchino fu più degli altrui approvato ; e da
ciò grand' cuor gliene venne .
Egli
ED ARGHIT. GENOVESI. 273
Egli in fomma acquiftò in breve tal perizia nella Pro-
felTione , ed in si alta lìima fall , che , non avendo per an-
clie compiuto il fedicefimo anno di Tua età , tu eletto a di- ,
pingere in Sarzano una gran tavola per 1' Oratorio di S. Anto- Di
nio Abate , rapprefentativa di quello Santo , che con 1' crazio- Giovacchino
ne inette in fuga i Demonj . La tavola riufcì ben comfofia; *"*'*™»
ed ebbe tanto applaufo, quanto ne potev^a l'Artefice defiderare.
AfTilìievagli talora il Maeftro in quell' Opera , ma fol per inco-
raggiarlo , non già per maneggiarvi pennello . Era in tale ilato
il giovane Pittore , che non avea bifogno d' aiuto .
Che ciò fofle vero , il die a diveder poco dopo in oc-
cafione d' un' altra tavola , che per 1' Oratorio medefimo gli fu
commella . Imperocché , effendofi dilguflato coli' Anlaldo ,
e da lui appartato , tutta la compiè da fé folo . In elTa rap-
prefentò il fuddetto S. Antonio , che riftora gli aflètati fuoi
Monaci , con far loro miracolofamente fcaturire da un mallb
una fonte d'acqua. Ma quefla feconda tavola, quando ven-
ne efpofta in pubblico , non gli conciliò lode ; Itantechè fu
giudicata di poco buona maniera , e d' un colorito confufo ,
duro , e manchevole . Onde fr fofpettò , che nella precedente
v' avefTe avuta molta parte il pennello del Maeftro .
Senti al vivo cotal cenfura il novello Pittore, che avea
già afTuetatte le orecchie a fentirfi lodare . Pure non fi per-
dette punto d'animo, ma eccitò tutta la fua indullria a ri-
farcimento del fofferto difcapito ; e ciò fpecialmente nelle_j
due ampie tavole , che con grande impegno prefe a dipin-
gere : r una della Cena di Grido , per la principal facciata
dell' Oratorio di S. Maria ; e 1' altra efprimente la (leilà Cena,
per r Oratorio di S. Croce : ambedue degne d' approvazione.
In queflo medefimo Oratorio dipinfe un' altra tavola , o piutf-
toflio un gonfalone, in cui figurò da una parte il Redento-
re, che con la Croce in fulle fpalle s'incammina al Calva-
rio : e dall' altra S, Antonio 1' Abate .
Dopo tali Opere in grande una ne fece in piccola tela ,
cioè l' Immagine del CrocififTo locata fuori del quartiere_>
de' Soldati della porta dell'/rro , detta corrottamente dell'Erro;
la qual tavola è di ragionevole jnerito (a) . Fece di poi al-
Tom. L S cune
{a) La foprammentovata tavola del CrocififTo è ftata a' tempi noilri ritoccata.-
da un Pittor dozzinale; e per coijfcguenza guaflata.
274 VITE DEPITT., SCULT.,
cune tavole per 1' Oratorio di S. Gennauo (a) ; una per quello
di S. Andrea , rapprefentativa di queflo Santo , che libera un' of-
. feiFa : ed un'altra per quello di Santo Stefano, nella quale
D^ rta elpreilo S. Lorenzo in atto di forgere dal iepolcro .
^^°^^=c^''^o p^y. li Padri Agofliniani Scalzi dipinfe nel chioilro fu-
periore di quello lor Convento di S. Niccola alcune figure
di Santi di tal Ordine . E per vero dire , fi fcorge in eire_,
un' aria foave , un atteggiamento divoto , e un colorito alFai
vivo , e gagliardo .
Di pari bellezza fono eziandio le fue tavole cfpoHe in
varie Chiefe della città : come quella della Madonna del Ro-
fario , a cui fanno corteggio i Santi Domenico , Francefco
Saverio , e Chiara ; la qual tavola vedeli nella Chiefa di
S. Brigida : così le due , che adornano la Chiela dedicata_.
a i Santi Cofimo , e Damiano , entrovi , nella prima le Sante
Agata, Apollonia, e Lucìa: e nella feconda i Santi Titolari
dèlhi Chiefa, che (col patrocinio di Gesù Bambino , e della
Vergine Madre , ivi nella più alta parte dipinti ) rendono la
• fanità ad alcuni infermi : e cosi molte altre tavole , che_>
mandò in quelle nolire Riviere , e ne' luoghi principalmente
di Recco , e di Chiavari .
Era Giovacchino di naturale fuperbo , e fprezzante de' la-
vori altrui : e febben s" acquiftava lempre più nome , e lode
col fuo dipingere : pure mollrava talora d' avere a vile cotal
Profeffione , e di vergognarli d' averla intraprefa : ne punto
curavafi di foggettarlì , o far corte , a chi 1' avrebbe potuto
promuovere act Opere di gran portata : ma fé ne flava in_
contegno ; e dava ad intendere , che dipingeva per palTatein-
po , non per medi ere .
Portatofi in Roma l'anno i<^39. non lafciò di condi-
fcendere a quello fuo poco lodevole naturale . Imperocché
nel tempo , eh' ei fece colà fua dimora , vifitò bensì le llanzc
de' principali Pittori : ma non^ fi dichiarò giammai con al-
cuno d' eifer Pittore . Oltracciò ritornato pofcia in patria^ ,
ed interrogato da alcuni Amici , come gli folfero piaciuti
i Pittori
ED ARCHIT. GENOVESI. 275
i. Pittori Romani ; egli francamente rifpofe , che la preven-
zione r avea delufo , e che gli parca di poter con ragione
ftimare fé fleiTo . (a) ■
Qui poi non gli mancarono nuove occupazioni ; fra le JJ^
quali fi dilHnfè nel nobil lavoro di due figure di Profeti , Gicvacchino
ch'ebbero luogo nella fagreflìa della Santiflìma Nunziata_., ■'^sswìto.
prello i PP. Minori OiTervanti (Z») : ficcome molto applaufo
incontrarono i lavori a frefco da lui fatti nelle due voltei»
delle navi delira , e finifira di quella Chiefa : ove rapprefentò
nella prima S. Pietro, che rifana il zoppo, e nell'altra-.
Abimelecco , che abbraccia Davidde . Dipinfe ancora in_.
S, Agoflino tutta a frefco la cappella dedicata a Maria Ver-
gine della Cintura , effigiandovi alcuni miracoli di effa Ver-
gine: e mollrò in tali Opere grande fpirito , e vivacità.
L' anno K543. fu invitato a dipingere la nota floria d'Abra-
mo entro un falotto del Sig. Francefco Granello . Riufci tal
pittura foprammodo maeflofa , e per la pienezza delle figu-
re , e per la viva rapprefentanza .d' alcune Virtù : ficcome
riufci molto dilettevole per la grazia degli atteggiamenti ,
e per la varietà de' parerghi .
- Quefl' Opera fu motivo , che ad un' altra ei veniflè_>
promoilo ; perocché vedutafi dal Sig. Agoflino Airolo (e) ,
tol1:o r invitò a dipingergli la favola dello fcorticaro Marzia ,
nella volta d' un piccolo falotto fituato in capo alla gallerìa
del fuo palazzo . La commiflìone fu dal noflro Pittore a ma-
raviglia efeguita . Egli empiè le lunette con alcune figure
di Deità ; e fece nelle pareti alcuni termini di chiarofcuro
con una maniera d' ottimo gullo , e con tinte d' una pro-
S 2 prierà,
(a) Poteva a tutta ragione gloriarfi 1' AfTereto d' eflcr ralente in Pittura . M«
io non f"o comprendere , come colpito non lo avelTcro le belliillmc Opere-,
d' un Doinenicliino , d' un Lanfranco , d' un Reni , d' un Puffino pittori
tutti per anche viventi in queir anno , eli' egli fu in Roma : ficcome quelle
del Camaflci , del Sacchi , e del Cortona , che allora appunto tenevano iii_,
Roma quella si fiorita fcuola , donde n' ufcirono tanti dilccpoli , che co' Mac-
flri poi gareggiarono ; e quafi tutti più valenti furono di eflb AlTereto . Che
altro può qui dirfi , fé non che 1' amor proprio fuol accecare ?
C^) Le riferite tavole furono poi locate in Chiefa a' fianchi della gran tavola
di Giulio Cefare Procaccino, cfpofta fulla principal porta di detta Chiefa. •
(e; Qiiel palazzo corril'ponde in pias^za Amorofa ; ed ora è poffeduro dal Sig.
Antonio Negrone del fu Ambrogio ; e quel fàlot o merita d' efiTer veduto
anche pe' lavori del Bottalla , di cui avremo occafion di parlare nelle note ,
che alfa fua vita apporremo . .
27<5 VITE DE' PITT., SCULT.,
prietà , d' una vaghezza , e d' un rifalto , che nulla più .
Di quefto medefirao falotto fi rinnoverà la ricordanza nel-
„___^_ la vita di Gio. Maria Bottalla ; itantechè quefii vi prin-
D^ cipiò le pitture , ed alcune bellifllme coie v" efprefTe . Fu poi
GiovAccHiNo chiamato 1' Alfereto a compiervi 1' opera dopo la morte del
AssEiuTo. gQtfalla, la qual fuccedette l'anno 1544.
Il noflro Aflereto , tuttoché occupato folTe in lavori
a frefco : non tralafciava però di colorir tele ad olio . Anzi
tante ne colori , che difficilmente fi crederebbero tutte di Tua
mano , fc non fi conofcefie il pennello . In oltre ella è cofa
nota , che ad un fiio Amico ei ne donò gran numero ; onde
quegli potè fornirfene non folo le fianze di fua abitazione,
• ma eziandio le pareti delle fcale . Da ciò inferiamone il rcfto.
Tanto operò 1' Acereto ; e pure non ebbe molto lunga la vita.
Correva l'anno KS47. , quando queflo Pittore fu invitato
dal fopraddetto Sig. Granello , a dipingergli a chiarofcuro le
due facciate di quello rteiFo palazzo , in cui dianzi gli avea
fatto defcrivere il facrifizio d' Abramo (a) . L' Aflereto vi fi
accinfe con tutto 1' impegno : ed in quella , che guarda la.^
piazza del Duomo , entro gli fpazj , che fi llcndono fra l'una,
e l'altra finefira , vi figurò alcune Virtù in lembianti fplen-
didi , e in atteggiamenti maefiofi , panneggiate con tutta mae-
firia . In uno fpazio alquanto più largo vi rapprelentò con rara
finezza d' idea , e di pennello la Saatiffima Vergine coronata
Reina del Cielo dalie tre Divine. Perfone : lavoro, che non
invidia quanti altri a frefco per qua fi veggono . Nella fac-
ciata poi , che rifponde fuUa firacfa detta Scurreria , vi fiefc
di capricciofi arabefchi con rivolture sì artificiofe, che pare
rifaltino dalla fuperficie : e in mezzo a quelli collocò eroici
iiraboli , e geroglifici ,
S' era il noflro Airereto acquifiato gran nome , anche fuori
d' Italia , e principalmente in Siviglia , dove le fue tavole.,
aveano un credito tale, che molti ne facevano copie; e poi
le inviavano per originali . Quindi erano da i meno intelli-
genti
( a ) In occafione di riftaurarfi il foprammentovato palaezo , ora del Sig, Ago-
ftino Lercari , è andara a male queft' Opera • Si confer\-a però 1' eftenor fac-
ciata , icbbene con qualche catriviflìmo ritoccamento in Tarj_ luoghi . Vi fono
anche tuttavia molti peEzi vergini , che fcuyio iède delU vixui ^i quello vera-
mente fpiritortnTimo Pittore .
ED ARCHIT. GENOVESI. 277
genti a caro prezzo comperate , e con gelosìa cuQodit<i_, .
Ve ne trafmife però molte lavorate di fua propria mano,
che gli fruttarono copiofa mercede . «-.m».™
Aveva egli in pronto direrfe pitture , che gli erano (late dÌ
commefle per la Spagna ; ed avea già principiato ad abbozzare Gicvacchin
una fmifurata tela, rapprefentativa della Cena di Criflo , per ■'^^*'*"'*-
quefl' Oratorio di S. Giacomo detto della Marina : quando
alFaliro da acutifTima febbre, in breve fini di vìvere il giorno
ventottefìmo del mefe di luglio dell'anno KJ45). , e qua-
lantanovefimo dell' età fua .
Fu r AfTereto di beli' indole , di gagliardo penfare , e di
pronto operare . All' aria del volto pare\-a d' umore malin-
conico , e torbido : ma all' efperienza riconofcevall tutto di-
verfo . Era oltremodo amante dell' allegrìa , e della conver-
fazione , faceto , arguto , e brillante . L' andare a fpafTo con gli
Amici gli avrebbe fatto pofporre ogni cofa , come più volte
diede a vedere ; e particolarmente allora , che dipingendo
egli la rammentata favola di Marzia in cafa Airolo , e flando
tutto applicato a lavorare full' intonacato , che s' avea fatto
preparare, e in gran parte abbozzato: giunti colà all' im-
provvifo alcuni Amici , per condurlo a ricreazione, ìmraan-'
tinente lafciò i pennelli , prefe il tabarro , e con efii parti ,
fenza darfi penfiero dell' impegno , in cui farebbe flato il gior-
no fuffeguenre , cioè , di far buttare a terra il già dipinto ,
intonacar di bel nuovo la parete , e principiar da capo
queir Opera ; dacché a tutto buon frefco dovea dipingerla ,
come pur fece . Ma non v' era già d' uopo , che gli Amici
co' loro inviti gì' interrompeffero i lavori : egli era inclinato
a interromperfeli da per fé . Conci oiT.achè talvolta , dopo averfi
preparata la tavolozza , ed aver fatto fpogliare un fuo do-
meflico , per ritrarre qualche membro al naturale , ed averlo
fermato nella pretefa pofitura , e raccomandatogli , che punto
non fi movelle ; ufciva nafcofli' mente di cafa , né più per
quel giorno vi fi lafciava vedere . Intanto lo fpogliato , poi-
ché era flato un buon pezzo afpettando immobile; final-
mente ftizzito , e fremente fi rivefliva , maledicendo le_«
ftravaganze de' pazzi Pittori ,
S 3 Se ciò
278 VITE DE' PITT., SCULT.,
Se ciò dciva pena a chi era deflinato a feivirgli di mo-
dello : molto più gliene dava lo Ilare a quel modo ; e dopo
_^___ averli udito dire con feria voce : Non vi movete ; che or ora
dT" fof^o da voi : vederlo andar di lancio a ruzzare con Bagolino
GiovAccHiNo fuo diletto cane, o con Biufmà fuo favorito gatto; e coii_
ssERETo. qjjj^^^ ^^^j^ animali trattenerfi in lungo trafìullo , lenza aver
penfiero ne di lui , che fpogliato afpeitava , né del pennel-
lo , che già tenea nella mano .
Spedò poi , appena cominciato un lavoro , pafTava in al-
tra ftanza a zufolare , cantare, e ridere ; che materia appun-
to di rifo venivagli in quS repentini capricci fomminii-rata
da qualunque oggetto gli fi parava dinanzi .
Era egli in oltre am.antiflìmo della Mufica : e però de'Pro-
fefTori di quella dilettandoli ; per a\er il piacere di fentirli ,
gì' invitava in fua cafa ; e faceva egli Itellò da cuoco, ma-
nipolando le vivande . Onde ognuno può immaginarli quanti
Amici egli aveffe , miercè d' una natura s\ follazzevole , e li-
berale . Colìoro , per ifpalfarii con lui , talora gli facevano
qualche burla : ed una fra le altre fu di rubargli il fuo Biufmà,
che poi ricuperò mediante la compera di mezza vitella per
una cena . Ma bafli fu quello propofito .
Lafciò r Alfereto dopo di le un figlio nomato Giufeppe,
il quale alla Pittura attendeva , e con ottima difpofizione ;
perocché , oltre la fua aggiullatczza nel difegno , ragionevol-
mente dipingeva . Ma giovanetto mori : per la cui morte ri-
mafe ellinta la pittura in e]uella famiglia.
Fu anche allevo dell' AUércto Giovanni Solaro, il quale
affai bene la maniera del Maeftro imitò nelle copie , che
de' quadri di elfo fece . La llefla maniera con lode pur ie-
guitò in alcuni quadri di fua invenzione . Ma quelli pochi
furono ; concioffiachè nella pelHlenza del 16^ j. mancò . Quindi
fvanirono le belle fperanze , che di lui s' erano concepute .
Un altro allievo dell' AlTèreto fu Gio. Battilla Tallara,
il quale per altro i primi elementi della Pittura apparati
aveva da Gio. Andrea De Ferrari . Dipinfe molto coilui ,
ma per cafe private , e per città llranicre . Finalmente in^
quel funeilifTiino anno foggiacque alla morte medelima del
Solaro fuo condiicepolo .
VITA
ED ARGHIT. GENOVESI.
27^
VITA
DI GIULIO BENSO
Pittore , e Modellatore .
IL faper ben inventare , dirLiibuire , col olire fon belle dori
d'un Pittore, che lo rendon qualificato^ Ma il faper ben
fervire all' occhio con rapprefenrare nella lorgiulìa cora-
parfci le vedute , e col digradare proporzionatamente le
lontananze , ella è una giunta d' altra più bella dote , che_.
lo rende perfetto . Particolare s\ in quelle prime doti , si in
quefla giunta della profpettica facoltà fu Giulio Benfo , in-
figne Pittore de' noflri tempi . Le lue Opere ce ne fan fede.
Di lui , e di elTe or qui fcriverò , fecondando la mia folita
brevità .
S 4 atria
28o VITE DE' PITT., SCULT.,
Patria di Giulio fu la Pieve del Tecco , piccol borgo
dell'occidentale Riviera LiguClica.' Ei vi nacque poco dopo
____ dell'anno 1600. Ebbe Genitori fcarfi di folìianzc temporali,
{Di Giulio ™a ben provveduti d' onelH colìumi , e di Crilliana Pietà .
Benso. Portato iin da fanciullo da uno fpirito generofo , e pien di
coraggio, fdegnò le anguftie del luogo, e la tenui ti clella
cafa paterna , e fenza alcuna fcorta , affidato nel proprio in-
gegno fé ne venne a Genova . Qm fi prefentò al Sig. Gio.
Carlo Doria, Cavaliere fommamente benemerito delle bell'Arti;
il quale ammirando 1' avvenentezza , la vivacità , e '1 giudi-
ziofo parlare di coftui , gli prefe gran genio , gli diede al-
loggio ; e poiché lo vide inclinato alla Pittura , lo racco-
mandò alla difciplina del Paggi , che , febbcn vecchio , te-
nea tuttavìa fcuola , ed efercitava la Profeffione con ilVima ,
ed applaufo Tempre maggiore . L' efperto Maeftro , che a' pri-
mi lavori conobbe quanto grande folfe l' abilità del giova-
netto Giulio , con fommo gradimento 1' accolfe ; ed infegna-
vagli con impegno pari alle buone fperanze , che avea di lui
conceputo . Poiché gradatamente adde^rato 1' ebbe a copiare
prima dal difegno ; indi dal dipinto , e dal rilievo; per ulti-
mo dal naturale ; facendogli anche frequentare 1' Accademia
del Nudo : l' introdulfe al corapor d' invenzione : nel che_.
Giulio , fìccome egli era d' intelletto fecondo , e di fantasìa
viva , e gagliarda : cosi con copiofa varietà produceva Tue
bozze , e con moltiplici innelli.nenti le rendeva fpeciofè ,
e bizzarre .
Ne fu già contento il buon difcepolo di tali progredì.
Volle anche apprender la Profpettiva : facoltà, ch'egli ben
s' avvisò eller onninamente necellaria a coiHtuire un perfetto
Pittore, qual a ragione pretendeva di diventare. Vi 11 ap-
plicò: e molto ferio, ed impegnato fludio vi fece: feniprc
indefefTo in iabbricar modelli d' edifizj , in meditar fuUe pofi-
ture delle lor piante , in faticare intorno alla pratica de' giu-
di digradamenti , degli efatti fcorti , e delle regole do.' fottmsti,
che sì bel pregio accrefcono alla Pittura . Tanto in fomma
a forza di fua indulìria giunfe a polTedere : quanto dee con-
correre in. un Soggetto ; acciocché lìa non folo tornito d' ogni
amminicolo per la perfezione della Pittura , ma eziandio
nell' Ar-
ED ARCHIT. GENOVESI. agr
neir Architettura fufficientemente fondato . Quindi ufcito
Giulio dalla condizion di difcepolo , e prefo il carattere.^
di Profeirore , fu toflo e per dipingere ricercato, e per fab
briclie di confeguenza confultato ; che nella perizia d' ambe- Di Guuo
due quelle cofc già molto buon nome gli era precorfo . Benso.
Erano in grande ellimazione i Tuoi modelli : e benché fatti
gli avelTe femplicemente per fuo virtuofo efercizio , e per
ragion dello fludio di Prospettiva , e non gii per metterli
in opera : tuttavia dovette cederne alcuni alle infianze di qual-
che riguardevole Cavaliere , e contentarfi , che follerò di pian-
ta efeguiti .
Poche fono le tavole ad olio , che di queflo Pittore ab-
biamo nelle Chicle di Genova : pure quefte poche , per non
defraudarlo di Tua lode, noterò. Fecene due per la Chiefa
di S. Domenico : nell' una d' eire figurò S. Pantaleo con al-
cuni Santi (<3), e nell'altra la Vergine, che reca in terra_.
r Immagine di S. Domenico di Sora . Per 1' Oratorio di
S. Antonio in Sarzano fece pure una tavola , entrovi quefio
Santo Abate , che defunto è portato dagli Angioli al fepolcro.
Una beiliffima tavola del Benfo è poi quella, che vedefi fo-
pra un Altare della Chiefa di S. AgolHno.. Rapprefentafi
in elfa tavola la B. Chiara da Montefalco , a cui Gesù porge
di fua^ mano il Santiffimo Sacramento . Nella fagre'uìa della
medefima Chiefa avvi un' altra tavola fimilmente del Benlò,
nella quale Ita rapprefentato il battefimo di S. Agoflino (b) .
Lo lledb noilro Pittore dipinlè a frefco le pareti di quella
fagreflìa , e con fuo difegno adornoUe di flucchi affai capric-
cioil , ed ameni . (e) ■
Alcune tavole di fpecial merito compofe per luoghi fuori
di Genova . Fra quelle una di S, Barbara {d) per la Fortezza
di Savona ; ed un' altra per le Monache AgoHiniane della,^
fua patria , entrovi il Mirteto dell' Annunziazione di Maria
Vergine . Detta tavola fu desinata all' Aitar maggiore della
lor
( a ■) La fopra defcritta tavola non è più in quella Chiefa .
ii) Ncminen è più in quella fagrcfìia la tavola del Battefimd di S. Agollino .
(e") Le riferite pitture a frel'co fon ite a male.
(d) La foprammentovata tavola più non lì vede wi quella Fortezza ,
282 VITE DE'PITT., SCULT.,
lor Chiefa (a). Quella Chiefa , ed infieme quel Moniflero,
ambo nobilitimi , fondati di frefco a Tpcfe del fu Medico
- - , Ricci, s'erano fabbricati col difegno , e fotto l'aflìfltnza-.
Di Giulio del noilro Pittore: nel che fi vide, quanto egli fofTe in Ar-
BiNso. chìtcttura perito.
Dopo querti lavori andò a Cagna , luogo della Proven-
7.1 , chiamatovi dal Principe di eÒTo luogo . Quivi dipinfe
hi fala del palazzo di quel Signore ; ornandola di artificiofe
profpcttive , e di Qorie molto al vivo rapprefentate , e con
rifoluta franchezza condotte .
Fra tante Opere di Giulio non ho però ancora efpollo
la principale , per cui flirà Tempre immortale il Tuo nome .
F' quella la pittura belliffima, e tutta a buon frefco lavorata
nell'ampio coro della SantiiTuna Nunziata del Guaflato ,
per commifilone de' Signori I.omellini . Qui gli fi aperf^^
largo campo di moflrarfi quell'uomo infigne , ch'egli era
in idee vaile , in comparfè profpettiche , in ifcorti per le ob-
bliquitì , e le rivolte difficilifTimi . Finfe egli fopra il cor-
nicione di quefto coro un maefiofo colonnato folìencnte al-
cune logge fcoperte ; nel cui mezzo rifplende fra bianche
nuvole Maria Vergine circondata da Angioli tenenti in mano
i finiboli delle Virtù di Lei , che gloriofa va al Cielo ; donde
fi fpicca ad incontrarla, e riceverla il Divin Figlio. Avvi
poi negli altri fiti fchierc fparfe d' Angioli , e diverfc figure
di Santi, tutte belliflìme , e formate con s\ rigorofo ycfr/>;j-/V,
che forfè mai altri fra' noflri Pittori non fece in quello ge-
nere cofa più degna . Tre fono le (lorie , che fi vedono nelle
facciate di queflo coro fotto del cornicione:, la principale,
che ù quella dimezzo, moflra S. Giovacchino in arto d'ab-
bracciare
(a) D»,'? altre tavole mandò pure il Benfa alla patria, le quali ebbero ìuosn
nella Chiefa di .9, Antonio. In una di quc<lc v'ha i Santi Crifpino, eCrif-
piniano innanzi alla Vergine: pittura degna di rara flima: ncll' altra v' iva
S. Antonio Abate tentato da' demoni diCpolti in attitu.iini tanto ridicohilc,
che muovono più efn a rilb , che il Santo a divozione . Aflai fliinabile fa-
rebbe anche quella pittura , fé il fuo Autore f.fFc flato più prudente nel!' id-ar'a.
Altre tavole mandò pure il Benfo in alrri hio^lii della Biviera di Ponente.
Una fra qucftc è quella, die lavorò per la Parrocchiale de' ^anii Niccolò,
ed Erafmo di Voltri , entrovi quefli medcrmi Santi. Tal tavola al prcfentc
% nel'a Chiefa di S. Niccolò de' Cappuccini di detto luopo .
Un" altra tavola mandò a Spotorno , la qiialt rapprefenta U Spofalizie-.
della Madonna ; e fi conferva nell' Oratorio di quel luogo .
ED ARCHIT. GENOVESI.
2^3
bracciare S. Anna fua novella fpofa : le altre due rapprefen-
tano , la prima la Beatiffima Vergine , che depone il Tuo Divin
Bambino nelle braccia del S. vecchio Simeone: la feconda Gesù,
che ancor tanciullo difputa fra' Dottori . Ornò il Benlò quelle Di Giul.q
tre ftorie di belliffimi profpetti , fingendo nella rapprefen- Benso .
tanza di cialcheduno 1' apertura d' un magnifico tempio con
fughe di colonne , e sfondati di raro artifizio . Ma , non Co
per cjual impedimento , ei lafciò imperfette le due ultime
iliorie; le quali, dopo la morte di lui, furono compiute,
o piuttoilo rifatte da Gio. Battila Carlone con qualche mu-
tazione d' idea . (a)
Già il Benfo era avanzato in età , quando lavorò per
la Chiefa di S. Bartolommeo , detto degli Armeni , una ta~
veli rapprefentativa dì S. Taddeo Apoltolo in atto di bat-
tezzare Anania Pittore del Re Abagaro : e da quefl' Opera
ancora riportò molta lode . {b)
Oltre al pelo degli anni trovavafì di più aggravato dalla
podagra , e dalla chiragra , che lo tenevano come attrappa-
to, e perciò impotente ad elercitare la Profetlione . Laonde
paisò in una fua cafa , vicino alla Chiappella , fuor di porta
S. Tommafo ; per provare , fé quel ritiro , e quella falubre
ara gli recatlero qualche alleviamento . Quivi trattenneii
alquanto : ma non fentendone benefizio , parti per la patria
l'annoid'óy. ; dove nel fuileguente cefsò di vivere . Fu il fuo
cadavere portato alla Chiefa delle Monache , la quale di- '
cemmo
(«) Nella i?ut fopra narrata Opera egregia è la compofeionc : grande Li forza
del colorilo : la condotta poi delie prolpettive è lbrprenden:c , Gli ilciTi Mi-
telli , e CoIoana ambidue Bologncfi, Padri, per cosi dire, del dipinger pro-
fpettico , allorché le videro , altaniente le lodarono , e Ibinrna ihma conce-
piiono dell' Autore di effe . Ma Mr. Cochen , a cui le cofe buone idn naulea,
ha profferita l'u tutto quei dipinto la definidva Icntenza in quelle due parole .
// eji ioibìe .
( i ) Altre pitture fece per Genova a frefco il Benfo degne di lode , dal Soprani
tralalciaie , e lon le fcguenti .
Kella Cliiela del Santo Spirito dipinfc , ancor giovanetto la cappella della
Madonna: e ne ripcrtò molto onore.
In S.Caterina de' Monaci Benedettini colori la volta della feconda cap-
pella della Clìicfa a rnan finiftra : ove efprcffe 1' Af.uiKione al Ci;Jo della__
Vergine , ed alcuni Cori d' Angioli , che 1' accompagnano .
Nel chiolho di S. Domenico dipinfe alcune lunette con iftorie della vita_
di Grillo , e della lua SantiiTima Rladre ; ma quelle pitture fono in parte perduic.
Fuori poi di Genova dipinfe la volta della Parrocchiale di Sc'ltii di Ponen-
te , rapprefcntandovi in vallo lpaz;ÌQ la Vergine Afiunta al Cielo: Cpei.a^
nwko infigne per la ben oroiiiata diùribugionc , e pel b;Cii iiuclo jùiin.'J'. ,
284 VITE DE' PITT., SCULT.,
cemmo gi?i cflTcre fcita coQruita col modello di luì . Ma per
certe inforte differenze , fu poi trasferito nella Chiefa di S. An-
-. tonio , e quivi con folenne pompa fepolto .
Di Giulio Si \-enderono i Tuoi mobili, ed infieme la cafa , eh' ei
^^''~-'-"' poHedeva in Genova alla Chiappella : e fé ne fondò un le-
gato di MefTa quotidiana perpetua . Tanto lucrofa gli fu la
Tua ProfefRone , che del denaro in efta acquiflato potè infi:!-
tuirne un confiderabile fi^ecommenfo, il quale [non a\endo
egli dal fuo Jiiatrimonio avuti mai figli ] paGò al Canonico
Bcnfo fuo nipote per parte di fratello .
Aveva quefto Pittore un ottimo rtudio ricco di m.odelli,
e di <li legni , si di Tua , che d'altrui mano; i quali ora fono
in dominio del Sig. Gio. Antonio Invrea Cavaliere amantif-
fimo delle beli' Arti , e ben pratico della Pittura ; percioc-
ché aveala in fui gioventù fludiata , ed erafi dilìintamentc
efercitnro nel difegno forto il Sarzana .
Fu Giulio Benfo di fpirito vivace , e di naturale arden-
te, e collerico: e però talvolta ebbe incontri di grave im-
pegno , e pericolo . VelVi Tempre nobilmente ; e foiienne_>
con decoro la Profeffione . Ebbe amicizie di Perfonaggi qua-
lificati, anclie in provincie flraniere, che gli ottennero oc-
cafioni d' Opere grandiofe . Quindi molte ne (cct per la Ger-
mania ; ove il nome di lui era celebre , e il fuo pennello
foprammodo filmato . In conferma/.ione di che piaceini tra-
rcri\-er qui una lettera a lui indirizzata da un chiaridìmo
Soggetto di quelle parti : perocché mi faprebbe reo , che fi
perdelTe quefta forelliera autorevole telìinionianza del meri-
to , e del valore del nollro Benfo . Eccola adunque .
Molto Illuflre Signor Giulio .
ACpctta con p:^randiJfmo def devio /' JlIujìriJJlìr.o Siz. j4hate
de Scoti qualche idea della tavola dell' yljJunzi'Jte di Varia Nojìra
Signora , che T\ S. ha da dipingere . r,i graziit froccwi di chiuder
la bocca a tanti Pittori di Viirma ^ che mal volentieri fof ivor-
iano , non Jìa a loro permeffa la Pittura dell' Aitar principale l
/ebbene p-in volte ne abbiano fupplicaio l' ijfejjb S-eQire . T.ifogna
però per que/ìo fare ogni sforzo ; acciocehè la fama , e dignità
del nome , che agi' Italiani fi dee Jieil' arte d' Apelle , già an-
ticamente
ED ARCHIT. GENOVESI. -,285
tìcamente fparfo , con /' ijiefa felicità di mano , e dejlrezza di
pennello or fi difenda . Già tutta Vienna conofce il nome del
Benfo , anche fenza aver veduto di lui né pur una linea ; divulgando
/' llluftrijftmo Sig. Abate da per tutto , eh' et tiene in Genova Di Cuuo
un idea di rara, e maravigliofa bellezza per lo principale Al- Benso.
tare della nuova fplendidiJHma Cbiefa . V affettano /' tftejjo Ce-
fare , e l' una , ^ /' altra Imperadrice , la vecchia Italiana Prin-
ciperà di Mantova , e la giovane di Spagna . L' afpettatw i Prin-
cipi , e gli Ambafciatori d' Ungheria , di Polonia , ed altri , li quali
defiderano di veder V anima di quefìa bellijjima Cbiefa , r/'e_>
farà finita quefi' anno , cioè la tavola dell' Aitar maggiori^ ,
che intendono doverji inviare in Germania dal mio Sig. Benfo .
Io , mio Signore , volentieri fopporto /' invidia , e T odio ,
col quale , i Pittori di Germania , come autor di queflo nego-
zio , mi guardano ; purché V. S. , avendo riguardo al proprio
onore, e dell'Italia, adoperi tutto il fuo ingegno , per foddisf are
al' efp et t azione di tanti Re , e Perfonaggi .
Ù Illufirijfmo Sig. Abate , perfuafo da qualche Principi ,
vuole , che /' architettura dell' Aitar maggiore fa di marmo ,
e i capitelli , e le bafi delle colonne , come anche gli altri orna-
menti , fan di metallo ; 'perciò potrà V. S. pel marmo acco-
modare la tavola .
Seguitano in quefla lettera altri paragrafi, che, non fa-
cendo al noflro propofito , li tralakio ; e paflb al finimento
di efla , il quale dice :
Non occorre altro per ora , fé non che vivamente racco-
ìnandarmi al Sig. Giulio , ed alla Signora Tcmmafrna ; pregando
di nuovo per lo frontifpizio del mio libretto , che f manderà
fra breve alla fiampa , e fi dedicherà al Figlio dell' Imperadore .
Di Vienna in Aufìria li 11. giugno . i (544.
Di V. S. molto Illufire
Affezio'natifJ^mo Servidore
F. G. B.
Lafciò il Benfo fra" fuoi difcepoli Gio, Battitla Merano ,
il quale , avvegnaché ad altra fcuola pofcia pafiafie ; pure_.
aveva apprefo i principi della Pittura da coflui ; onde molto
gli era tenuto . Di efiò Benfo fu difcepolo anche Girolamo
Imperiale , di cui parleremo fep^ratamente più fotto .
VITA
28^
VITE DE'PITT., SGULT.,
VITA
DI ORAZIO de' FERRARI
Pittore ,
IO non fliprei dire , fé maggior onore abbian fatto all'An-
fildo quc'duc funi difcepoli Badaracco , ed Aflèrcto ,
de' quali addietro divifatamente parlai : oppure queft' Ora-
zìo De' Ferrari , di cui ora fon per parlare . So bensì ,
che colìui , fé fu a que' due minore di tempo ; non però gli
cedette nel valor del dipingere, contorme dalle tavole, che
di lui abbiamo, e che qui apprellò riferirò, potrà il Lettore
comprendere .
Voltri fu la Patria d' Orazio, ivi nato 1' agolìo del 1606.
di Genitori col^ituiti in povera , e baifa fortuna . Era egli
per anche
ED ARCHIT. GENOVESI. 287
per anche fanciullo , quando 1' Anfaldo fuo compatri otta im-
battutofi a vederlo , ed entratogli in difcoriò , n' ammirò il
buon giudizio , e lo fpirito , e 1' efortò allo ftudio di qualche _
Arte fiberale ; rapendogli reo , che si beli' ingegno trafan- Di Orazio
dato perifle . Il Padre d' Orazio , avuta di ciò notizia , e fcórto ^*' f^r^^ari,
elTere il figlio bramolò d' imparar la Pittura , confegnollo tolto
air Anfaldo , che di tutto genio lo ricevette , gran riufcita_.
fperando di cosi aperto , e deflro difcepolo .
Diedegli per prima prova a copiare alcuni difegni , che
il fanciullo con incredibil velocità , ed efattezza imitò : ciò,
che all' Anfaldo e maraviglia recò , e piacere ; e maggior-
mente lo confermò nelle grandiofe Speranze di lui fin da' pri-
mi alTaggi concepute .
Pafsò pofcia Orazio al colorire : nel che pure fé' Ipic-
care la fua attività . Conciofliachè egli conduceva le tinte_.
cos'i al naturale , e cosi paftofe , e morbide ; che pareva
non già principiante nell' Arte , ma provetto ; e non già dif-
porto , ma nato Pittore .
Parecchi anni egli profegui fotto la difciplina dell' An-
fìildo ; a cui al pari del profitto , della puntualità , e del
rifpettofo ofTequio crefceva eziandio nell' affetto . E n' arrivò
a tal fegno l' aumento , che avendo elfo Aniàldo una nipote,
per nome Giorgetta , zitella d' ottime qualità : a lui pensò
di congiungerla in matrimonio ; e con tal nodo iiringere
maggiormente il reciproco amore ; aggiungendo al caraittre
di Maertro quello di fuocero . La (posò Orazio : e tu per-
petua in ambo i coniugati la contentezza, ed unione d'animi.
L' Anfaldo profegui a proteggerlo , e ad aiutarlo da amore-
vole direttore, e parente : ed Orazio s'inoltrò con maggior
impegno a operare , e farfi onore nell' apprelà Profeffione .
Una delle prime tavole , con la quale ufci in pubblico
il noflro Orazio , fu quella di S. Niccola di Tolentino in atto
m contemplare la comparfagli Santiflima Vergine tenente
il Celelle Bambino nel grembo . Quefta tavola fu locata-,
ad uno degli Altari della Chiefa di S. Agoflino : ed incon-
trò molta lode .
Mori poco flante il fuo amatifTimo Anfaldo : e ciò fiero
colpo fu al grato cuore dei buon genero , che tante obbli-
gazioni
2^8 VITE DE' PITT., SCULT.j
gazioni gli avea . Compiuti verfo il defunto gli uffi/.j di cri"
ftiana piet'i : dovette fupplirne le veci . Prefe per tanto la cura
_i_.^ di terminare la tavola , da quello laiclata imperfetta , per
Di Or AZIO la cappella del Tranfito della Madonna in S. Francesco di Ca-
D£' FiBKAP.i. Q^ll^ffo (j) : e n'ebbe molto onore. Una tavola tutta fua,
e d' ottimo gul^o, fi è quella , che vedcfi nella cappella de'Si-
•gnori Lercari in S. Maria di Confolazione , entrovi efla Ma-
ria col Divin Putto in grembo , e a' lati S. Giufeppe , e S. Gio-
vanni Evangelica . Di delicato pennello è pur 1' altra tavola
del nato Salvatore , cui porgono omaggio i partori , locata
a<l un degli Altari di S. Chiara in Carignano . Né cede punto
a quelle la gran tela defcrittiva della Cena di Criflo con gli
Apolìoli , che mirali nell' Oratorio di S. Siro . {b)
Riufci Orazio anche felicemente ne' lavori a frefco : ciò ,
che ben dimollrano 1' AlTunzione della Vergine da lui di-
pinta nella volta del coro di S. Vito : e gli Evangelifti quivi ag-
giunti negli angoli (<:) . Parimente a frefco dipinfe nella Chielà
delle Monache dì S. Andrea la cappella dedicata alla SSma
Vergine del Rofario : e vi efprefTe alcune llorie della Vergine
flelTa . Ad olio , e a frefco dipinfe in S. Siro la cappella del
B. Andrea Avellino : e rapprefentò a frefco tre fatti di quello
Santo, in altrettanti fpazj della volta . Ad olio poi fece le due
tavole , che Hanno a' fianchi dell' Altare .
Pvla le migliori tavole di quello Autore , per comune
giudizio de' Periti , fon quelle , eh' ei dipinfe per la Chiefii
ai S. Bartolommco detto degli Armeni con rapprefentazioni
concernenti alla lloria del Sacro Volto , che colà con moka
venerazione fi conferva . In una v' è Anania Pittore del Re
Abagaro , il quale Anania s' ingegna di ritrarre l' Immagine di
Crifto : in un' altra v' è il Pittore mcdefimo , che riceve da
Crifto improntata in un fazzoletto la Santa Immagine : nella
terza ila eihgiata l' Immagine llellà , che nottetempo tramanda
fplendori , a guifa di fiamme : e nell' ultima fi vede elTa Im-
magine
(tf) TVclU riferirà cappella al prefente non v' è altra tavola, fé nnn quella—
dell' Altare , la quale e del SatEana , conforme già f'crifle il Soprani nella
vita di quel Pittore .
{b) Q.ycll' Oratorio è intirolato SanClae Mariae An^elorum : e la qui notata ta-
vola è cola ilngolare .
(e) Calette pitture a frelco fona Hate dipoi litocchc dà mano inefperta: e però
Iconciate .
ED ARCHIT. GENOVESI. zS^
magine prefentata a non Co qual Reina . Belle fon quefle ta-
vole , e maffimamente per un certo colorito frefcofo , e rifolu-
to , che non lafcia in quefto genere defiderar davvantaggio . ,,,_,,^_^
Fece anche Orazio per le noftre Riviere molte tavole , Di Orazio"
che non novero , a motivo di brevità (a) . Ne tanta copia dee De' Ferram,
recar maraviglia ; Manteche egli era oltremodo veloce , e franco
neir operare ; cofi , che non può non ignorare , chi fi fa_.
a vedere le Opere fue , nelle quali fi fcorge il tratto d' un
pennello padrone , dirò cosi , e poffeditore di fé medefimo . .
Tra i qualificati Perfonaggi , che affezion grande porta-
rono a quefto fpiritofo Pittore , uno fu il Principe di Mo-
naco , il quale feco il condulTe , e molte cofe gli fece dipin-
gere SI nel palazzo , si nelle Chiefe del Principato . Intro-
duffelo in oltre nell' amicizia di alcuni Signori Provenzali .
Il favore di quefto Principe verfo il nolìro Pittore giunfe_.
fino ad ottenergli una Croce di Cavaliere dell'Ordine di S. Mi-
chele , folita a confeguirfi in Provenza fol da chiari Soggetti.
Così Orazio ricco di premj , e di onori fé ne ritornò in Patria
con la nuova decorofa Infegna , della quale poi , non per pompa,
ma per gratti memoria del benefizio, andò fempre fregiato.
Era egli tuttavia in frefca età : e noi fperavàmo di lun-
gamente averlo fra noi: ma la peftilcnza dell'anno i<^57. , '
la quale tanti valentuomini ci tolfe , né anche ad eflb la per-
donò . Quel graviamo fiagello privò di vita lui , la conforte,
ed i figli ; il maggiore de' quali , nomato Gio. Andrea , dava
già fegni di dover riufcire un ottimo Pittore ; e noi con giuflo
iondaxTiento 1' arguivamo da un ritratto , che in età di foli
dodici anni egli fece del P. Paolctti Agoftiniano ; ritratto
affai al naturale , e con qualche franchezza dipinto ; il qual
fi conferva nella libreria Aprofiana di Venti miglia : e farà
un perpetuo teftimonio del bel talento di queflo Giovanetto ,
e un' autentica lode del di lui Genitore , che tanto bene-,
feppe in breve co' fuoi precetti inlìruirlo .
Tom. l T VITA
(«) Due belliflìme tavole di qiief!o Aurore debbo qui aggiungere: l'uria è quella,
che rappreftnta S. Giacomo Apoilolo in atto di battezzare S. Pietj-o Martire,
P''imo VefcDvo di Prata ; la qual ravola confervafi nell' Oratorio di S. Gia-
como, dttto della marina: l'altra è quella, che vediamo nella Chiefa del
S'antiflìmo Crocififfo fuor della porta della Lanterna , -entrovi S, Agoltino, che
lava i piedi a Cniìo veltito da Pellegrino .
xpo VITE DE' PITT., SCULT.,
VITA
DI GIROLAMO IMPERIALE
PATRIZIO GENOVESE,
Pittore .
GERMOGLIO della chìariffima Famiglia Imperiale fu
quel Girolamo , di cui ora prencio a diicorrere_. .
Coilui confermò col fuo efempio , che la Pittura.^
non è d' offufcamento , ma è piuttollo di maggior
luiìro alla nobiltà , linperocché , dopo i primi erudimcnti let-
terari, emendo rtato mandato nel Collegio di Parma , per pro-
feguirvi i fuoi rtudj , fòvente occorrevagli di olfervare le im-
mo;tili Opere del Goreggio , e del Parmigianino , che ìjl-,
quella cittì numerofe campeggiano . L' ottijno difcernimen-
to, di cui era dotar ), taceva, che ogni giorno più gli pia-
celfèro . Pafsò dal piacere alla voglia di efler Pittore : e però
appIicofTì con tutto V animo a quella nobile facoltà : e pro-
pohifi per efemplari que' s"i egregj ProfefTori , qiialì col lòlo
fufTiiio del proprio genio , e talento potè da giovanetto ar-
rivare ad cfattamente imitarli . Bel Higgio ne diede nelle
prime Tue tavoline, nelle quali fj^arfe tal grazia, e tondeg-
giò con tal piene^^a i dintorni ; eh' elle fpiravano 1' aria.-
de' pennelli di que' due valentiffimi Artefici .
Ve lutefi in Parma quelle due fatture , gli recarono grand'
onore ; onde cominciò ad aver commifTioni d' impegno , come
f- folfe Ibto un Profeflbr già maturo : ed alcune efeguinne .
M\ fui pili bello dovette abbandonar quella città, e relVi-
tuirfi alla patria , richiamatovi da' iùoi domellici affari , che
la prefenza di lui richiedevano .
Ritornatovi , e raelfe in buon affetto le cofe , che gli
avean f..ita premura : poiché ebbe ricuperato qualche agio
per la quiete, e per l'ozio, ripigliò la Pittura . Diede opera
Tpecialmente aldifegno, e allo lludio d' intagliare all' acqua-
forte ; avendofi eleito in Maellro Giulio Benfo, la cui fcuola
fioriva qui con iftraord inaria lode , e frequenza . In brevifiì-
jno tempo all' acquaforte produfTe di fua invenzione alcuni
degni
hiSUklALE ,
ED ARCHIT. GENOVESI. api
degni lavori , che gli conciliarono Qima , e lo fecero com-
parire Difegnatore franco , ed efperto .
Aveva quefto Cavaliere , nel fuo foggiorno in Parma , «..,_«,
raccolta una pregevol ferie di difegni originali fatti da' più Di
eccellenti Pittori : e ficcome amico era del Benfo , cosi a lui Gibolano
ne donò uno aiiki bello di mano d'Annibale Caracci, rap-
prefentante un Sileno, con molte altre figure. Quello difè-
gno, che è fatto con inchiotlro della China , ftaora apprefTo
il Sig. Antonio Livrea , Cavaliere anch' elfo di pittura aman-
te ; e che, come fi diffe , lo lì:udio del Benfo interamente
poffiede .
Era Girolamo flretto parente del Sig. Gio. Vincenzio
Imperiale (a) , padrone di raccolti quadri , e difegni cosi fu-
perbi ; che non invidiavano a quelli delle gallerìe de' So-
vrani . Laonde , per acquiftarfi grazia maggiore preflo di queRo
virtuofiflìmo Cavaliere , gli fece dono d' un altro difegno
di mano del Parmigianino , in cui fi rapprefentavano le Spo-
falizìe di S. Caterina : ed era il lavoro cotanto fino , ed in-
figne , eh' io non fìiprei qual altro di quel maravigliofo Mae-
llro poteiFe in bellezza fuperarlo. Fu si caro un tal dono
a quel Signore , che per ricompenfare il donatore , il quale
rrovavafi in tenue fortuna , lo desinò al governo de' fuoi
Feudi nel Regno di Napoli : impiego mollo cofpicuo , e di
notabil emolumento .
Lieto Girolamo della ricevuta onoranza , difpofe tofto
gli affari di fua cafa , e portoffi alla novella fua refìdenza .
Quivi fu accolto da que' popoli con particolari dimoilrazioni
di giubbilo ; ed ei fempre più amabile lor fi rendeva con là
fuagiurta, e prudente amminiflrazione . Non olbnti le molte
occupazioni del governo , pur confacrava qualche ora d' avan-
zo al fuo dolce ritiro , collocando tutta la fua ricreazione-,
neir amato efercizio della Pittura . E già avea compolti alcuni
T 2 graziofì
(ij) La raccolra di rarifTìme pitture, e fla'ue, di prezi^fì cammèi , e di fceJti
libri , che aveva fatto il Sig. Gio. Vincenzio Imperiale nel Aio pala?zo cìi
Oimpetto è fta*a fempre da' Viaggiatori ammirata : e meritamente . Impe-
rocché le tav le di Guido, del Guercino , e del Casacci erano in ella moltif-
fimr^-; die facevano corina a fette, ori otto altre fuperbe tavole di Raffaello .
ElHnra ora la^linea mafchile di qiiefta Famiglia , fon pafTati altrove que' no-
biliiTimi arredi ; e folo a noi e rimafta la memoria del vir-uofo g:cnio di si
qualificato Signore , llimabililTimo anche per le fue dotte , ed argute Poeùe.
25>2 VITE DEPITT., SCULT.,
graziofi difegni all' acquaforte , i quali infieme con altri non
ancora forniti penfava di pubblicare : quando , paflati appena
_.,,^^ pochi mefi del fuo governo , per violenta malattìa venne
Di a mancarci in etade ancor giovanile . Cosi troncato rimafc
Girolamo il filo alle buone difpofizioni di Girolamo Imperiale, e alla
biPERiALE . jjQftj.^ efpettazione . Non fi fa , qual fia flato il desino delle
belle Operine di queflo nobil Soggetto . A mia congettura ,
o lòno fnurrite , o altri le ha còlte , e fé n' è fatto onore .
•^^^SbjCTOlC
VITA
DI LUCA SALTARELLO
Pittore .
TRA' Soggetti di raro talento , e di frefca età dalla
morte" rapiti , allorachè cofe grandi di fé ci pro-
mettevano , uno fu Luca Saltarello . A qual alto
grado non avrebbe egli portato la Pittura, fc .più
folle vivuto ? Avea qucfto Giovane non folo un' ottima di-
fpofizione , ed abilità per 1' intraprefa ProfcfTione , ma anche
un tal desìo di polFederla ; che per 1' ecceiViva applicazione
fatta in ellìi venne a pregiudìcarfi alla fanità . Quindi in bre-
ve fu tratto al fepolcro . Per quanto fia lodevole lo rtudio,
la prudente moderazione dee (empre regolarlo, e ftabilirgli
le mete .
In Genova ebbe Luca il natale l'anno i6io. Suo Padre
fu perfona alTii povera , die vivea efercitando il metti er di
fornaio . Crefciuto alquanto il fanciullo , il diede a frequen-
tare le ftanze di certi mszzani Pittori , da' quali ebbe in-
torno alla Pittura alcuni precetti . Dopo ciò s' introdulTe».
da fé a Domenico Fiafella , che , vedutolo così bramofo ,
€ ben inclinato , volentieri 1' accettò in difcepolo , e coiL-.
panicolar genio , ed affetto prefe a inftruirlo .
Tanto
ED ARCHIT. GENOVESI. 293
Tanto appllcofli Luca fotto quello nobil Maedro ; che
in breviflìmo fpazio giunfe a colorir tavole di proprio ritro-
vamento , ricche di figure giudiziofamente difegnate , e di- ._.__
fpolìe . Molte ne lavorò , che il confervano da' noflri Citta- TTT
dini per ornamento de loro lalotti . Saltai.illo.
Non ini tratterrò in farne catalogo : ma palTerò a par-
lare di quelle , che flanno in pubblico efpofte ; perocché ve-
ramente ibn le migliori , e degne di fpecial diflinzione^. .
La corta i'ua. vita non gli permife il farne , fé non tre , che
nella bontà , e finezza vagliono per moltiffime .
Una fi è quella , in cui effigiò il Miftero della Santiffi-
ma Trinità in alto ; ed al baffo gli Angioli Michele , e Ga-
briello : tavola , che fu da lui dipinta per la Ghiefa del
Gesù , ove flette lungo tempo efpofla : ma poi , non fo
come venne trasferita ad ornare un degli Altari della Ghiefa
de' PP. delle Scuole Pie (a) . L' altra tavola è quella , eh' ei
colori per 1' Oratorio di S. Andrea ; e v' efprefTe quefto Santo
Apolìolo in atto d' effere flrafcinato per terra da' manigoldi
al luogo del martirio .
Se in quelle due tavole mollrò il noflro Pittore nobiltà
di componimento, energia d' efpreifione, e franchezza di co-
lorito : fi può dire , eh' egli poi fuperafle fé (lefib nell' altra
da lui fatta per quefla Ghiefi di Santo Stefino , entrovi S. Be-
nedetto , che filila porta del Moniilero alla prefenza de' fuoi
Monaci opera il miracolo di ritornare in vita il figlio d' un
povero contadino . Spiccano in quefla tavola varj affetti di
tenerezza, e di fede nel Santo , di divozione nel contadino,
e d'impaziente efpetrazione ne' Monaci . Per dir breve, ella
è una tavola tanto ben oilervata , ed imitata dal naturale ;
che qualunque efperto Pittore potrebbe chiamarli contento ,
quando arrivaflTe a farne la com.pagna : né 1' onore dello flefFo
Fiafella punto ne fcapita , fé vien da alcuni tenuta per una
delle fue più eccellenti fatture .
Fu gran virtù del giovanetto Luca , che in tanto pof-
fedimento della fua ProfelTione , e in tanto applaufo degl' In-
T 3 telligenti
( « ) La prefara tavola ora è in Lisbona : avendola i PP. delle Scuole Pie rì-
mofia da que.la lor Chiefa , per foflituirvi la nuova tavola di S. Giuleppe
Calafanzio lor Fondatore .
Di Luca
Saltarello
ap4 VITE DE' PITT. , SCULT.,
tellìgenti foflc mai tocco da rpirito d' ambizione , o di pro-
pria iHraa . ModclViflìrao egli era ; né mai talìo moltrù ,
, o cojnpiacenza de' Tuoi lavori . Anzi parendogli d' efTere an-
cora troppo addietro nella ProfelTione; un giorno, fcnz' altro
• dire, partifll improvvifamente da Genova , e s'incamminò
verfo Roma , per ivi ricominciar la carriera , e (ludiar fu gli
antichi originali , che in tanta copia conferva quella città .
Il fine era fommamente lodevole : ed egli n' avrebbe-,
ritratto un indicibil vantaggio ; fé con troppo veemente ap-
plicazione , ed impegno non avelie pretefo di confeguirlo .
In fatti , appena egli giunfe colà , che fi diede con inlaziabil
avidità a' nuovi (\udj tanto fu' greci rilievi , che iulle ta\-ole
degl' infigni Italiani . Ma intanto coli' indefeiià fatica tahnen-
te ofiTefe la fua compleflìone ; che , aflàlito non molto dopo
da maligna infermità , vi lalciò la vita in età molto frefca ,
ed in tempo appunto , che chiunque il conobbe cole grandi
di lui fi prometteva . Ogni violenza , anche ne' buoni efcr-
cizj , è nocevole . Se Luca Saltarello non fi folTe lafciato
portare dal fuo eccelTivo fervore , forfè anche oggi viverebbe;
e noi avremmo la confolazione di polfedere in maggior co-
pia k Opere , che di lui in si fcarfo numero ci loao rimale.
VITA
ED ARCHIT. GENOVESI.
VITA
DI PIER MARIA GROPALLO
PATRIZIO GENOVESE,
Pittore, e Modellatore.
295
NON furono folo ì Cavalieri Romani , che cól loro
efempio dichiarafTero nobiliflìma la Profeflìone della
Pittura ; fra' quali un Fabio {a) , e un Turpilio ,
amendue riguardevoliflìmi Perfonaggi , ci vengono
dalle (Ione celebrati : furono ancora i Genovefì , che ad imi-
tazione di que' Romani l' illuflrarono co' loro pennelli , e di
feguaci , iìccome in tante altre beli' Opere , cosi in quefva-^
gloriole guide fi fecero . A' varj già addietro defcritti ag-
T 4 giunger
(a) Cluefto Fabio, ^rand' Antiquario , Letterato, e Giurifla , fu anche Vi rtuor©
in Pitrui^j perciò, a dilliiizione degli altri Fabj , chiamofTì Fabio Pittore.
29<^ VITE DE'PITT., SCULT.,
giunger fi dee Pier Maria della chiarifllma Famiglia Gro-
pallo , del quale ora ruceincameiite .
.._. Venne quel1:i alla luce del Mondo in Genova 1' anno
Di 1610. Gio. Tonimafo Gropallo cofpicuo nollro Patrizio gli fu
Piermaria Genitore, Attefe il fanciullo a' liberali ftuJj , di cui compiè
ROPALLo. j^^ijg pubbliche fcuole il folito corfo con molta lode. Dopo
ciò , volendo in qualche altra degna facoltà cfercitarfi , s' ap-
pigliò alla Piitura : e poi-ò praticava fpelfo co' più valenti
Profeflori di quella , e le lor Opere jninuiamente contejn-
plava . Indi , ben fapendo , che poco farebbefi in elfa avan-
zato ieiì/.A V indirizzo di qualche Maelìro ; s' appoggiò al
Paggi, Operatore tuttavia prode, e robuflo , quamunque_j
veccliio . Non ne frequentava già in compagnia degli altri
ftudenti la flanza : ma riceveva da lui in certe di (parate ore
particolare lezione ; e moftrandogli quanto privatamente fa-
• ceva , o in copiare, o in difegnare , o in colorire, tal pro-
fitto ne riportò ; che potè pretto arrivare a comporre di fua
invenzione graziofe tavoline da' Periti molto iHmate .
Ma il fuo genio vivace , fervido , e , dirò co^i , appaf-
fionato per le beli' Arti non laibiò , che di una fola fi con-
tentafie . Portollo anche allo fludio dell' Architettura Civile,
nella quale pure s' abilitò , ricavando piante , e formando di-
fegni di Chiefe , e d' altre fabbriche aiFai ben intefi . Indi
pafày a ftudiare la Geometria , impiegandofi in mifurare ter-
reni , in delinearnc le firuazioni , e ridurre a giuiìa regola
le difuguaglian/.e , le altezze , e le cavità . Onde avveniva,
che qualora i vSerenifiìmi Collegj aveano bifogno di alcuna
tavola topografica , per definire i termini dello Stato, o rico-
nofcerne qualche diilretto , a lui ricorrefTero ; il quale , oltre
al dare all' Opera elattifiìme le mifure , le prefeniava abbel-
lite , e miniate con si buon gutlo ; che fi riguardavano con
diletto , e con maraviglia .
Né qui fermò il nollro Gropallo le virtuofe Tue occu-
pazioni . Volle pure efèrcitarfì in cofiruire minute figurine
di cera con amena varietà colorile; nel che pure riulc'i con
ottimo effetto . Imperocché egli adattava si bene ad un ar-
tificiofo modo di modellare , le tinte , gli abiti , e ^li altri
ornamenti ; che non potea in fiaiil genere defiderarli cola-,
più fina ,
Gr.oPAixo .
ED ARCHIT. GENOVESI. 297
più fina , e leggiadra . Di ciò fanno fede alcuni lavorietti ,
che prello gli Amici fuoi , come gioielli , fi curtodifcono .
Egli era veramente un ingegno quanto fecondo , altret-
tanto infaziabile d' imparare . Non contento de' fin qui rife- 57
riti fuoi fludj , imprefe anche quello dell' Ottica . Chi fa- ^'"^^*^'*
prebbe dire le gran fatiche da lui durate nel formar lenti,
prifmi , microfcopj , ed altri ingegnofi frumenti per foccorfò
di tal facohì ? In fomma le ore , che gli altri impiegar fo-
gliono ia divertimenti , e in corteggi : il noQro Gropallo tutte
impiegavale in efercizj virtuofi , e fcìentifici .
Ma fìccome ben prevedeva , clie giufta 1' efigenza della
Repubblica , di cui egli era membro , farebbe flato fra bre-
ve desinato a qualche governo : così ftimò a' futuri fuoi im-
pieghi elfer ncceffario più d' ogni altro fludio quello della
Ragion Civile . Diedevi per tanto opera di propolito fotto
la direzione del Sig. Domenico Garibaldo noftro eccellente
Giureconfulto ; e si buon capitale ne riportò ; che mandato
poi Rapprefentante in varie città di quello Dominio, v' am-
miniflrò fempre con dillinta fcìenza , e con accurata lealtà
la giullizia .
Alla fine dopo aver foflenute varie cariche con unlver-
fal^ foddisfazione , mandato dal Sereniffimo Senato a Mon-
robbio per la decifione d' alcuni Camerali intcreffi , vi fi am-
malò d' acuta febbre , della quale mori nel giorno 28. del no-
vembre dell'anno 1671. fenza aver lafciato dopo di fé alcun
erede per dritta linea ; flantechè ville celibe .
Pochi uomini ha il Mondo poiTeditori di tante nobili
Arti , quante ne pofiedeva il Gropallo ; in ciò molto più an-
cora lodevole , perchè egli non già per interelle , ma per
puro amore della virtù le praticava .
VITA
2^.8 VITE DE' PITT., SCULT.,
VITA
DI GIO. PAOLO ODERICO
PATRIZIO GENOVESE,
Pittore .
ANcHE Gio. Paolo OLkrico , nato in Genova di nobil
fhngue l'anno \6i'^. s' aggiunfe a coniermac col Tuo
efempio i diriitt dc4la Pittura . Padre di lui fu Tom-
mafo Oderico , Gentiluomo d' antica Famiglia , ma ,
rifpetro alla Tua condizione, alquanto fcarfo di patrimonio.
Avea molti figli , onde convenivagli applicarli a Profeflìoni ,
acciò potefTero onefl:amente vivere fenza appannare il lurtro
della natia nobiltà . Gio. Paolo inclinò alla Pittura . Ne in-
dugiò il Padre a dargli mano : e ficcome avea amicizia col
Fiafella , a coflui lo conduiTe , e caldamente raccomandollo.
Studiò il giovanetto figlio fotto queflo Maeflro in prima
il difegno : frequentò con eflb lui 1' Accademia del Nudo :
pafsò quindi a dipingere a chiarofcuro da i rilievi : e per ul-
timo a colorir con tutte le tinte , e con tal garbo , ed atti-
vità , che cominciò ad acquillarfi credito , e a goder qual-
che onorevol frutto di Tue applicazioni .
I primi , che ad opere pubbliche il deflinafTero furono
i PP. delle Scuole Pie , i quali ben informati dell' abilità
di lui , tuttoché giovanetto , gli aflegnarono la tavola rap-
prefentante 1' Angiolo Culìode con le Anime purganti al ballò,
che fu locata all' Aitar maggiore della lor Chiela {a) , e riufci
cofa molto ben conceputa , e pennelleggiata .
Pofcia pel Sig. Gio. Filippo Spinola dipinlc uno fcherzo
di putti , ailài graziofo , e llimato da chiunque il vide .
Fu Gio. Paolo aliai felice in ritrarre dal naturale i fcm-
bianti ; nel qu.d genere ci lafciò molte fue fatture , che ga-
reggiano con gli originali . E per notarne alcuni : egli fece
i ritratti del Sig. Giulio Cefare Giullinìano , della fpofa di
lui, ficcome quelli de' Genitori di detta fpofa. Fecelo pure
al Sig.
(O
La Aj-raddcrra tavola era locata all' Aitar maggiore della Cbiefa antica_
di «lucili PP. , che r hanno trasferita all' Altare a maii dr.tta della moJcriu.
ED ARCHIT. GENOVESI.
^9?
Di
al Sig. Agodino Varefe in una gran tela ; effigiandovi altresì
la conforte di quefto Signore , ed i figli : il qual ritratto ,
per efFere poi la conforte paflata alle feconde nozze col Sig.
Filippo Ferretto , fi conferva al prefente in cafa Ferretto :
ove parimente è un bel quadro di queflo Autore , infieme Gio. Paolo
con una bozza del medefimo, entrovi Grillo , che fazia le tur- ^^^^^^°'
be nel deferto .
Fra i ritratti ricavati dall' Oderico fomigliantiffìmi agli
originali , non debbo tacere quelli del Sig. Principe Doria ,
del Sig. Gio. Battila Maffarotto , e del Sig. Tommafo Padre
di elfo Oderico . Quefl' ultimo fta collocato fra gli altri
d' Uomini illuilri della libreria Aprofiana di Ventimiglia_- ;
ed è riferito alla pag. 49^. del ragguaglio della libreria-.
niedefima flampato in Bologna dal Manoleflì .
Fece anche il noflro Oderico pel Sig. Gio. Battirta Bot-
taro alcune tavole fioriate , fra le quali afQii degne riufcirono
quelle di Gesù deporto di Groce , e de' Santi Bonaventura ,
e Bernardino , che collocò in un fuo Oratorio .
Altre pitture era in illato di fare , ed avrebbe certa-
mente fatto ; perciocché non gli mancava lo fpirito , il buon
genio , e la lànità . Ma la pellilenza ce lo tolfe T anno 16^ j,
mentre ei ne contava foli 44. di fua età ,
Le Opere di queflo nobile Autore fpirano una certa-
grave , ed eroica maeftà , che in poche fi fcorge . Gi dilpiace,
che non fiano in gran numero . Chi ne ha qualcheduna , fi
perfuada , che ha in efia un arredo preziofg »
VITA
500 VITE DE" PITT., SCULT.,
VITA
DI GIO. MARIA BOTTALLA,
DETTO IL RAFFAELLINO,
Pittore .
VIt A , e fodegno delle beli' Arti è il fiivore de' Grandi.
Quanti abili ingegni nati per quelle fi farebbero nella
lor balla fortuna perduti , fé la mano benefica d' un
generofo Mecenate non gli avelie elevati , e foccorfi.
Già in ordine alla Pittura feci d' alcuni ne' precedenti logli
racconto . Gio. Maria Bottalla a quelli debbo qui aggiun-
gere ; dacché la ferie del tempo porta , che or di lui parli .
Coflui nacque in Savona nel febbraio dell'anno 1513.
Francefco nomolll il fuo Genitore , Cittadino di poche foflan-
ze, ma di molto onore. Crefciutogli il figlio, e competen-
temente abilitato nelle lettere , pensò d' applicarlo a quella
ProfelTione , che ad efib figlio più delTe nel genio. Poiché
intefe lui elTere unicamente inclinato a imparar la Pittura ;
non indugiò a fargliene prendere gli erudimenti. Indi (giac-
ché vedovalo ben avanzarfi , e in difpofizione d' una egregia
riufcita ) , con quel fulTidio , che potè , mandollo a Roma_,
a profeguire 1' imprefo Qudio .
In quella impareggiabil città il giovanetto Gio. Maria_.
tanti gran Profelfori , e Maellri praticando , e tanti illulhi
efemplari antichi , e moderni contemplando , eccitò viva-
mente lo fpirito ; e a forza d' un fcrio operare , copiare , e
imitare , fecondato dal valor dell' ingegno , aliai profittava .
Ma r angulHa , in cui trovavafi , a cagion della fcarfità di
fue provvifioni , fpclTo opponevafi a' fuoi maggiori progrefTì .
Si diede intanto la congiuntura , eh' egli dovelTe pre-
fentadl al Cardinale Sacchetti {a) ; il quale in vederlo , ed
udirlo
(«) II Cardinal Giulio Sacchetti Fiorentino fu promofTo alla 5^acra Porpora da
Urbano Vili, l'anno 1616.: e mori nel giiisjno del 166J. ijietà d' anni 76.
Fu Sogc;etto dottiilìmo, e di Pittura fommamcnre vago : egli tanto amò il
Raffaeliino , che non ccfsò mai di beneficarlo . Ne contento d' effcrgli clTo un
perpetuo Meccjiate , gliene proccurò ancora degli altri j fra' quali il Cardinal
Barbe-
BOTTAH.A..
ED ARCHIT. GENOVESI. 301
udirlo n' ammirò la beli' indole , il fenno , e l' abilità .
Quindi prefe a proteggerlo : il fovvenne , 1' accolfe in fua_-
Corte , e confegnollo alla difciplina del famofò Pietro Ber- ;^^^
rettini da Cortona, fotto il quale tanto s'avanzò lo ftudiofo Di
Giovanetto , fpecialraente nell' imitare lo ftile del gran Rat- Gio. Maria
taello da Urbino; che il medefimo Porporato in ollervando
que' primi lavorietti dell' ingegnofo imitatore , in fegno d' ap-
provazione, e di lode foleva chiamarlo il nuovo Raffael-
Imo : nome , con cui , attefa l' autorità di chi gliel im-
pole , da indi innanzi fu Tempre chiamato ; ed io ancora-,
nel profeguimento della prefente ftoria , a cagion d'onore,
lo chiamerò .
Sotto un tanto Protettore , e con la guida di cosi ec-
cellente Maeftro ognuno può immaginarfi quanto impegnato
folle il noflro Ratìaellino , e a mantenerfi , anzi aumentarfi,
e perpetuarfi il merito del nuovo nome ; e a fervidamente^,
accudire alla difciplina . Era il fuo Audio fenza ripofo : e le
iue ricreazioni non eran altro , che applicazione , ed efèrci-
zio tra i difegni, le pitture, e i pennelli . Onde si pretto s'abilitò,
che in etade ancor giovanile potè dagli originali de' primi
ProfefTori , e da quelli del fuo dotto Maeflro , eflrar fuori
una particolar maniera di difegnare , e di colorire : e però
in grandilfimo pregio furono i fuoi quadri ftoriati , allorachc
ufcirono a far comparfà . (a)
Dopo alcuni anni già formato infigne Pittore , fi trasferì
a Napoli ; dove era t^ato invitato ad elèguirvi certe fplendide
eoramillìoni . Quivi egli diede aflai belle prove di le in pa-
recchie
Barberini , a cui raccomandollo , come appare da una lettera fcritta da Fi-
renze dal Berrettini , inferita nel tomo V. delle Lettere Pittoriche raccolte
dall' erudito iVionlìgnor Giovanni Bottari , e ftampate di frefco in Roma .
Il prefato Cardinal Sacchetti fu fratello di Marcello Sacchetti , il quale , oltr?
air eflere flato infigne Mecenate del Berrettini , e amantiflìmo della noftra
Profeflìone, fu anche un ralente Pittore di paefeni ; come appare da alcuni,
ch'egli per fuo viiruofo paflatempo dipinfe. Parla di lui con diftinta lode
Giano Nicio Eritrèo (cioè Gio. Vittorio RoiTi ) nel terao vcliune della Pi-
nacoteca , alla pag. aé. e fegg.
( « ) Un eccellente quadro di quefto Pittore , in tela di quindici > e più palmi ,
rapprefentante la riconciliazione di Giacobbe col fratello Elàù , ricco di mol-
tiflime figure , infieme con diverfi altri del Cortona , fu comperato dalli-
S. M. di Papa Benedetto XIV. per ornamento della galleiìa del Campido-
glio , ove fi conferva . Da tal c^uadco fì può formac giuita idea dell' ottinuJ
guilo dd Bottalla.
302 VITE DE' PITT., SCULT.,
rccchie Opere , che si ad olio , che a frefco ebbe occafioiL_j
di comporvi . E più ve n' avrebbe compofto , fé un incontro
- di non Co qual briga con certa perfona , non lo avelie fatto
5i rifolvere d' indi partire , per ifcanfare ogni impegno . Partinne
Gio. Maria. ^ l^nque dooo Dochì meli , che v' era dimorato ; e a dirit-
tura a Genova li condulle .
Giunto in Genova con prevenzione dì gran credito
[ che ben n' era degno] , ebbe fubito da un principal Merca-
dante la commiflTione di dipingere in tela un S. Sebafliano :
pittura tanto gradita da chi gliela commife ; che quefli un' al-
tra ne volle efprimenre la nota favola di Deucalione , e di
Pirra . Io vidi le prefare due tavole nella rtanza del Raf-
faellino ; ed avendole Icorte molto leggiadre , e d' un tocco
di pennello tutto brio , e rifoluzione : formai un alto con-
cetto del loro Autore ; e più anche mi crebbe , quando mi
furon moflrati certi difegni a penna , ch'egli a\ea delineato
per Opere commciregli in Roma , ed in Napoli ; ne' quali fi
fcorgeva la fantasia , e Io fpirito d' un eccellente Pittore .
"^Da quelli bellinimi lavori argomentai, che il Bottalla
avrebbe egregiamente dipinto fui frefco ; e gliene defiderai
r occafione , che molto non indugiò a prcfentarglifi . Chiamollo
il Sig. x\gofiino Airolo a dipingergli un piccolo falotto fitua-
to dirimpetto alla galleria del fuo fignorile palazzo (a) . Vi
il impiegò il RalTacllino con tutto 1' impegno ; e all' impe-
gno corrirpofe 1' effetto . L" Opera in fomma , per quella par-
te , che fu fornita , riufcì degna di lui : e riportonne gran
lode . Ma egli lafciò nel mez^o della volta urt quadr.'.ro vóto
[ed è quello, che fu poi dipinto con pari lode dall' Allè-
reto , come fcrifli nella vita di lui] . Nel fuddetto quadrato
s' era propollo di defcrivervi alcune favole : e giù quivi intor-
no avea figurate varie iìrone con fatiti , e puttini a chiaro-
fjuro fodenenti certi, felloni di frutti coloriti a più tinte_^ :
e nelle lunette avea difegnate alcune Deità, e fotto di effe
alcuni capricciofi termini ^Z») . Le quali idee non potè porre
in efc-
{a) Quelo pala^eo , ora de' '^if^nnri Negroni , è fltuato in piazza Amorofa.
( i) La ft.v'.iza dipir.ta dal Raft^iUino r.el foprammentovato pala2Zo bafta di fé
fo'a a dicliiarailo un fjgna'.ito Fiftore, e fa c.^ncfcerc ouamo profondi l^udj
avelCc etjli uuo lulk Opere ae' Caracci in Boma nel palazzo Faniefe-* .
In ,
ED ARCHIT. GENOVESI. 303
in efecuzione ; perciocché dopo alquanti giorni infermò .
Giacque egli lungo tempo a letto ; e la malattia finalmente
fi fcoperfe incurabile . Lo perliiafero i Medici a provare , fé -— ---55_5
la mutazione dell' aria gli recalle giovamento ; e gli propo- Di
fero la Lombardia . A tenore del loro configlio palsò il Rat- Gio. Maria
facilino a Milano : ma poco tempo vi fopravvifle ; che nello ""^^^a*
ftelTo anno, in cui v'era ito, cioè nel 1544., correndo egli
il uentefimoprimo di fua età , ci mancò . Soggetto di fqui-
fita invenzione , e di delicato pennello .
Fu il Raffaellino dagli uomini retti molto filmato , e_«
onorato . L' invidia però fece contro a lui le fue parti .
Continuavano i Mecenati a proteggerlo con raccomandazioni,
condonativi, e con proccurargli Avventori, ed emolumenti:
ma non potevano poi di lontano frenar le lingue maligne ,
de' cui fparlamenti forfè nemmen aveano notizia . Altra forte
avrebbe egli avuto , fé in Roma fi fofie fermato . La fola
ombra del Cardinal Sacchetti avrebbe fatto far ragione alla
virtù di sì eccellente Pittore .
Le Opere da cofiui qui prodotte, le quali , mentre vi-
vea , gli erano anche da egregj Profeilbri , per ifcreditarlo,
difprezzate : dappoiché fu morto, falirono in fommo pregio;
ed or con tutta premura fi cercano da gran Perfonaggi per
ornamento delle lor gallerie .
VITA
In queft' Opera vedefi fraiichcBBa di difegno : forte , ed infìeme foave cffett»
di chiarofcuro : novità , e nobiltà d' invenzione : e quanto in fomma fi pofT*
defiderare da clii lia giufta cognizion di Pittura . E pure allorachè egli colà
dipingeva , gli encomj , che d& certuni ne riportava ( ficccme ho udito rac-
contare ) erano . // poverino non ha cattavo talento : col ten fo fi faro, Pittore
da qualche cofa '• fi vede •, che fiudia » e j' if^egna di tirar/: inrànzi ' e f n~.ili ,
Onde v' è; opinione , che tali fentimenti afi'ai più della n^-alatiìa 1' aifiiggelTero;
anzi quefta gli cagionacelo , e quindi U morte .
304 VITE DE* PITT., SCULT.,
VITA
DI ANTONIO TRAVI,
DETTO IL SESTRI,
Pitture .
ANcHE il cafo concorre talvolta a formare in qualche
Arte nobili ProfelTori , che in addietro né pure a\-ea-
no a quella penfato . Egli fchcrza a guifa della for-
tuna ; e, qualora gli piace d' elFet propizio, g^ugnc
a operar maraviglie , come già nel produrre la naturaliiìima
fpuma alla bocca del dipinto cavallo d'Apelle, o di Nealce,
eh' ei foiTe (a) . Scherzò il cafo in Antonio Travi con fa-
vorirlo : gli aprì buona occafione : gli andò a feconda dell' in-
gegno : e lo fece divenir valente Pittore . Eccone il come .
Bernardo Strozzi , foprannomato il Cappuccino , la cui
vita già a fuo luogo fcrivemmo , avea meflitre d' un gar-
zone per fervizio di cafa , e maflime per lo macinamento
de' colori . Già da niolto tempo il cercava ; quando ijnbat-
tutofi in Antonio Travi [ detto anche il Seflri , perchè na-
tivo di Sellri di Ponente ] , fanciullo d' infima condizione ,
e quafi mendico, gli parve a propofito ; e chieflolo, ed ot-
tenutolo , ritirollo apprefTo di fc . Fra il Travi dalla mifc-
ria avvilito, aflài male in arnefe , e di più fordaflro . Non
aveva avuto iludio , fuorché de' principi di leggere , e di
formar qualche lettera . Chi per tanto avrebbe mai creduto ,
che coflui , la cui mefchinità , e baflez/a nemmen gli avreb-
be permefTo il coraggio d' accolìarfi alla flanza d' un trivial
Pittore ; aveiTe poi dovuto riufcir Pittore di quell' eccellen-
za, e di quel grido , clie fu ? /
Or entrato il Travi in cadi dello Srozzi per fuo garzo-
ne, comin:iò a fervirlo con tanta prontezza, efattezza , e_*
fedeltà ; che ben toflo fi guadagnò 1' affetto di lui . Attento
il garzone a' fuoi doveri fpoherava la danza , manteneva-,
puliti gli arredi, e preparava opportunamente ciò , che facea
d' uopo
(a) Quel graziofo accidente della fpuma al naturale prodotta in dipinto cavalla
dal colpo J' un a.' ventata Ipui^iia , Selio En.piiico 1' attribuil'ce ad Apelle :
Plinio il veccliio , a Nealce .
Taavi .
ED ARCHIT. GENOVESI; 305
d' uopo al dipingere ; talché lo Strozzi fempre più contento
fé ne tro\'ava .
Ma il vivace fpirito del Travi non fi contenne tra' foli -
confini de' materiali fervizj . S' avanzò più oltre . Invogliatoli 5^
della Pittura , mentre egli operava pel fuo Padrone , flava Antonio
ofTervando le maniere, che quelli teneva in difegnare , in-.
difporre , ed in colorire . Indi nafcoftamente nelle ore libere
ponevafi ad imitarlo ; or copiando figure , ed or facendo bozze.
Vide lo Strozzi gì' ingegnofi lavorietti del buon garzone ;
e (lupi , come un idiota , in tenera età , fenza alcuna intlruzio-
ne , aveiTe faputo far tanto : ne gli parve doverfi trafcurare
un' abilità così ben inclinata . Sei fece adunque difcepolo ,
e fcortolo con ottimi precetti , e provvedutolo di llrumenti,
di difegni , e d' infigni efemplari l' introdulTe nell'Arte.
Cominciò il Travi non molto dopo a dar faggio del fuo
buon avanzamento con una tavola ftoriata , eh' egli ebbe
commiflìone di dipingere per una Chiefa dedicata a Santa Ca-
terina in Seflri fua patria . Rapprefentò in quella tavola le
Spofalizie di detta Santa . L' Opera fu ben condotta ; e il
fuo Autore ne riportò dagl' Intelligenti approvazione, e lode, (a)
Mentre s' attendevano dal novello Artefice più maturi
frutti del fuo fludio in pitture doriate : da un altro genere
di pittura ne fu dillratto , Perciocché efiendo venuto a Ge-
nova 1' anno 16^0. Goffredo Waals Pittore Fiammingo , efper-
pertifTimo in dipingere paefi in piccolo con edifizj , e architet-
ture di diverfe fogge , e vedute ; ed avendo quelli un giorno
portati alcuni fuoi lavori allo Strozzi , per farglieli ofièr-
vare , ed udirne il di lui parere : in quell' occafione li vide
anche il Travi , il quale refiò talmente rapito dalla lor bel-
lezza , finezza , ed artificiofa profpertiva , che , contratta toflo
amicizia con quel chiariflìmo Profefibre , volle godere il van-
taggio di efiergli difcepolo , a fine d' imparar fotto lui quella
maniera di dipingere sì graziofa , ed amena .
Con gì' infegnamenti del nuovo MaeUro , e con gli fludj,
che fece in campagna , olTervando i varj afpetti de' paefi ,
e le varie comparfe degli edifizj , de' filari d' alberi , e di
Tom. I. V cofe
(«) Un'altra tavola di queSo Pittore vedefì in S. Martino di Pegli, Ella efpri-
me Santa Rofalìa portata dagli Angioli in Cielo .
Amtomio
'1 RAVI .
30^ VITE DE' PITT., SCULT.,
cofe funili in lontananza ; divenne in tal genere eccellente,
- e famofo al pari del Wals . Anzi queQa dote egli ebbe fu-
^;^. periorc a coltui ; che dove colini non del tutto felicemente
Ut riufciva nell' introdurre entro i Tuoi quadri figure : egli all' op-
posto , componendo le lue pitture di paefi , e di profpetti ,
abbcllivale con elegantiflìme figurine difpolle , e colorite-.
fuUo iHle Strozziano , che molto dilettavano , ed invaghi-
vano lo fpettatore .
Io non laprei noverare le tavole, che il Travi dipinfe,
rapprefentative di deliziofi paefi , e di fuperbiflime architet-
ture con quelle giunte di figurine, in leggiadri atteggiamenti
ordinate ad accrefcer 1' amtniià, e la vaghezza dell'Opere.
So, ch'egli dovette lavorarne inoltinìme per eommifl;oni di
primarj Cavalieri di quefla , e d' altre città ; e gli iurono
altamente lodate, e liberalmente ricompenfafe .
Fu quedo Pittore rifoluto , e franco ncll' operare ; tal-
ché in poche ore , anzi talvolta in pochi colpi , terminava
un quadro ; il quale avvegnaché di finimento , e di accura-
tezza mancalle ; abbondava però Tempre d' intelligenza , e di
maeClria : ciò , che parimente può dirfi delle (uè figurine .
Erano anche quefle con pochi traiti di pennello formate: ad ogni
modo fi riconofcevano fempre per fatture d'un elpcrto Profeflore.
Egli in oltre fu un puntualiflìmo imitatore della natu-
ra ; nulla mancando a quanto nelle lontananze richiede 1' oc-
chio , SI per gli fcorti , sì per la giurta diminuzion degli og-
getti , e de' colori : e tal pratica col lungo , ed aiTiduo efer-
cizio s' aveva acquiiìata ; che ballavagli aver una fola volta
veduto un paefe , o una fabbrica , o lunghi filari di colon-
ne , o d' alberi , o di fomiglianti oggetti , per ferbarne ga-
gliardamente imprefià l' idea ; e tali cofe non più prefenti
così efattamente ritrarre , come fc tuttavia le teneffe dinanzi
agli occhi .
Ma la troppo divulgata fama di lui gli recò pregiudi-
zio . Tanto è vero , che anche le cofe buone voglion elTere
moderate . Il pregiudizio gli avvenne fenza fua colpa : le_.
pur colpa non è f aver gran perizia in un' Arte . In fomma
gli avvenne : e fu , che la fteifa fama gli fece arrivare da^
molte parti comminìoni d' indifpenlàbiJe impegno i per le
quali
ED ARCHIT. GENOVESI. 307
quali era corretto ad occuparfi di , e notte in violenti la-
vori , elle gli ftemperarono il cervello , e gli debilitarono
la coinplefTionc . Cosi renduto quafi impotente a dipingere, «_,.««
e per le eccelTive fatiche invecchiato innanzi tempo , paisò ][i^[
nella fua patria a procacciarfi foUievo . Colà sforzato dal gè- -Antonio
nio non fapea rifolverfl ad abbandonare affatto i pennelli . '"^^'-^
Maneggiavali tuttavia , di rado però , e fievolmente .
Alla fine prefo da profonda malinconìa, rinunziò ad ogni
efercizio di pittura , e ad ogni converfazione d' Amici : e fi.
diede a una vita ritirata , e fchiva fin de' domellici , Se ta-
lora ufciva di cafa , cercava le flrade più lolitarie , fempre_*
mello , e concentrato in fé flefTo . Terminò quefii fuoi af-
fanni con la morte portatagli indi a poco da fopraggi untagli
acuta febbre, l'anno 1668. cinquantefimoquinto di iua età.
Fu per altro Antonio Travi in Iua gioventù d' umore
allegro, e giocofo : onde volentieri udivafi difcorrere , e mot-
teggiare . Soltanto fi rendeva fpiacevole , quando volea far del
faccente , e ingerirfi in difpute di cofe letterarie, od anche
Teologiche ; perocché allora dirpenfiva gli fpropofìti in buon
dato ; né di leggieri piegavafi alle altrui ragioni . Ordinario
vizio degl' ignoranti .
Fi guadagnò molto con la pittura , che fu il Tuo unico
fludio , ed in che mirabilmente riufcì , per l' avventurato
cafo , di cui al principio feci racconto : tuttavìa poco patri-
monio laiciò a' fuoi figli (a) ; perché non tenea conto del
denaro ; ma fpendevalo tutto in lautezze , ed in allegrìe .
V 2 VITA
{a') X fi<?ìf del Travi furono anch' efTì Pittori , e dipinfero fullo fiile paterno,
benché poco felicemente . .Coftoro hanno lavorato afTai ; Manteche in molta
copia fi veggono i loro quadri nelle cafe di Genova . I meno intelligenti
prendono sbaglio , attribuendo al Padre le Opeie de' figli : ma quelle del
Padre fon d'altro merito.
3o8
VITE DEPITT., SCULT.,
VITA
DI GIO. BENEDETTO CASTIGLIONE
Pittore , e Intagliatore in rame . (a)
Inn^'f/yif Jl,i//t ,M .
I^ùt-Z^ut Iviiaua
UN Pittore di gran maeflrU , degno di ftare in riga
con quanti Pittori genovefi fcgnalati nella Protef-
fione fiorirono , fu fenza dubbio Gio. Benedetto
Caftiglione , che venne alla luce del Mondo in quella
noflra città l'anno \6\6. Mirabil fecondità egli ebbe ncìl' in-
ventare , puntuahffima aggiuRatcZ/^a nel dirj.-;orre , foave , e pa-
flof.i manipobzion de' colori , e delicatiflimo maneggiar di
pennello . Laonde i iiioi dipinti meritamenie fono in rara-,
iluna tenuti . Neil' età
( a ) Nel racconto della vita del CaftigHonc fi fonp inferite alciuie cofc } che noQ
eiaJK) giuiite a iwtizia del Sopiani,
ED ARCHIT. GENOVESI. ?o^
Neir età Tua fanciullefca , mentre fludiava lettere uma^
ne , un fegreto genio Un d' allora il tirava alla Pittura.^ .
Dilettavafi non folo d' acquiftare , e contemplare figurine di __^_^
Santi , ma eziandìo di copiarne ; e con la penna fpeffo dipin- Di do.
Reva or animali, or alberi, or cafe nelle pagine de' qua- Beneietto
derni , che per ufo di (cuoia teneva . Tal iuo gemo , notato
dal Genitore , motivo fu di fecondarglielo . Confegnollo
adunque al tamofo Paggi , dal quale ricevè Gio. Benedetto
le prime inflruzioni per la Pittura . Mancato il Paggi, pafsò
il giovanetto Difcepolo alla fcuola di Gio. Andrea De Ferrari;
e dopo qualche tempo , efTendo venuto in Genova l' inllgnc
Vandik, innamoratoli del valore , e della finezza di sì grand'
uomo, fotto la Tua difciplina fi pofe . Che fé molto acquillò
dalle inflruzioni di que' due primi Maeflri : da quelle di
queiV ultimo adottò un nuovo gut1:o di dipingere ; e con—
l' innel^agione delle dianzi apprefc maniere, quafi con mi-^
ftura d'altri foavi fapori condendolo, fé lo fece fuo proprio.
Non fapeva Gio. Benedetto faziarfi, o dar qualche paufa
a' fuoi lludj . I modelli, i difegni ,■ le tavole de' migliori
Artefici , sì antichi , che moderni , erano la fìia prediletta^
contemplazione : e 1* imitarli , la fua fpeciale delizia . Emulo
puntualiflimo della natura , così al vivo rapprefentavala nel-
le cofe , eh' ei dipingeva ; che non già immagini del vero ,
ma il vero ftelTo parevano . Tale egli era ne' faoi primi la-
vori ; dal che ben potevafi arguire , qual farebbe divenuto
in progrelFo di tempo ...
Ufo egli era di formar figure d' uomini , ed anche di va-
rie fpecie sì di quadrupedi , che di volatili , in dritto , in
proffilo, e in diverfi atteggiamenti : ficcome di fingere albe-'
ri , fiori , frutti , e vedute profpettiche con tutta la propor-
zione dall'occhio richiefla . Ma il fuo più gagliardo genio'
tira vaio a far pitture fioriate, talor di foggetti facri : e ,ta-
lor anche di rapprefentanze di mera invenzione. I foggetti
facri più fuoi favoriti erano: Dio Padre, che crea gli ani-'
mali: Noè, che entra nell'Arca, o che ne efce : Abramo,
che lìa per facrificare il figlio : Giacobbe , che prefenta }a_.
gradita vivanda al cieco Genitore Ifacco : Gesù, che difcac-
€ia i venditori 3 e i compratori dal Tempio : e fimili , prefi
" ■"" ' . ',..■:■ J . , .V .3 . ... . da;Libii
310 VITE DE'PITT., SCULT.,
da' Libri Divini . E le rapprefentanze di mera invenzione^
erano : mercati di varj animali : campagne con operai : ven-
« demmie con graziofi fcherzi di contadini infera, e in giuo-
Di Gio. clii : pallori feduti all' ombra , mentre le mandre fi ftanno
Benedetto pafcendo : delle quali galanterie tanti quadri eeli ha qui ri-
empiuti ; che un grollo volume non balrerebbe a darne di
ciafcuno dilVmta contezza . (a)
Sempre più vogliofo di perfezionarfi il noflro CaQiglio-
nc , ilimò cofa fopra tutto conducevole al, bramato fuo Hne ,
r olTervare le fuperbe pitture fatte in altre cittì da' rinomati
Madori italiani con tanta fama de' loro nomi , Che però
ttasferilTi a Firenze ; dove fu dilVintamentc accolto , e tanto
{limato ; eli' ebbe 1' onore d' cllere richiello del proprio ri-
tratto da collocarli fra gli altri de' più intigni Furori , che
in quella nobiliffima gallerìa fi confervano: il che con tutta
puntualità , e finezza d' arte efegu"ì . Dipoi pel Ducale Pa-
lazzo Pitti fece due quadri ( che tuttora vi fi veggono ) ,
rapprefentanti 1' uno , Circe con pennacchio in capo , una^
freccia nella deflra , un vafo nella finillra , e varj animali
d' intorno : 1' altro , un paefe con armenti , parte in pafcolo ,
parte , che fi mungono da' pallori .
Paiì.0 quindi a Roma , dove parimente s' acquiUò molto
credito, e lafciò degne memorie di fé in alcuni palazzi di
que' principali Signori (b) . Da Roma portoiTi a Napoli , da
Napoli a Bologna {e) , e fucceflivamente ad altre città .
In ciafcuna llette godendo la viiìa de' più artificiofi dipinti .
Ma
( a ) L' Operetta già in quefte mie note citata , la quale pubblicai 1' atuio fcorr«
fullc coie iufigni di Genova , dà dipinto ragguaglio di molte delle qui accen-
nare pitture del Cailialione , che fi confervano ne' palazzi di detta città.
{è) Fu ilimatifTimo in Roma il dipingere del Calliglionc da' più elperii Pro-
feflbri , cIk colà fiorivano , e fp. cialmente dal famofo Maratta , il qualt^
lY IVA iòlo difetto lo riprendeva : cioè , eh' ei talora dipingefle con ifcarfezza
di colore : e pure molto foleva adoperarne .
(f) In Bologna preffo a principali Signori fi confervajio , e fi hanno in gran-,
pregio parecchie tavole del noftro Calìiglionc : delle quali non cieobo tacerne
tre^belliflime , pnflednre dall' eiuditiffimo Sig. Marchefe Filippo Eicolani,
rapprcfeiitanti , J' una un pallore , die conduce al pafcolo alcune pecore con
un cane cuftode delle medeCme : e le altre due , alcuiii "putti , e fatiretti , che
ru7zan fra loro .
Il piefato Marchefe pofTicde anche una fuperba tavola del noftro Cappuc-
cino : n^lla quale ftanno cfprc/Ti in figure al naturale l'afflitto, e giacente
Giobbe , e la di lui moglie in atto d' infulurlo , e fchetJÙrlo t
ED ARCHIT. GENOVESI. 311
Ma niuna tanto il trattenne , quanto Venezia . Quivi ei fece
più lungo ftudio Tulle Opere del Tiziano , del Tintoretto ,
e di Paolo Veronefe : e quivi trovò anche Mecenati , che_. _
lo limarono , 1' efaltarono , e varie rilevanti commiflìoni gli Di Gio.
diedero . Uno fra quelli fu il Senator Sagredo , che fovente (^j^f^^,^®
fi portava a vederlo dipingere . Quefli impegnollo a fargli *
molte tavole per ornamento del proprio palazzo ; le quali dal
valente Pittore con egregia accuratezza furon condotte.
Ma il credito , eh' egli già s' aveva acquillato in patria
era si grande ; che convenivagli di tempo in tempo ritor-
narvi , per foddisfare alle inlTianze de' principali Cittadini , che
il richiamavano , e qui volevano impiegarlo fotto i lor oc-
chi , e giuda le diverfe politure , e luci delle lor logge^ ,
flanze , -e gallerìe .
E perchè anche faceva naturalìffimi i ritratti , molti eb-
be occafione di farne , e di Perfonaggi riguardevoli . Io tre
foli, come tre capi d'opera, per non diffondermi di fover-
chio , ne noterò: e fono : quello del Sig. Gio. Battifla Raggio:
quello dell' Eminentlffimo Lorenzo di lui fratello , che. fi con'?
fervano nel loro palazzo : e quello del fu Eccellenti Hìmo
Marc' Antonio Rebuffo : ritratto tanto funile all' originale-»,
che chi tal ritratto vide , e conobbe quel Senatore , dice :
quefli è 1' Eccellentiffimo Rebuftb , che tuttavìa qui vive_. ;
e gli manca fol la parola .
Moltiffinie fono le private pitture del Cafliglione : ma
poche quelle , eh' ei fece per le pubbliche Chiefe della no-
fl:ra città . Non tralafcerò di riferir quefte poche , intenden-
do , che nella bontà , e fquifìtezza equivagliano al copiofo
numero di quelle , che abbiamo di nolìri Artefici anche^
eccellenti .
Per la Chiefa di S. Luca lavorò un quadro entrovi la
Natività di Gesù . Io fon di parere , che il Cafliglione_j
non facefle giammai Opera migliore di quella . Rifplende
nel volto del Santo Bambino un' aria d' ineffabil maefiì .
Nel divoto atteggiamento della Vergine , che amorofamentc
, guarda , e adora il fuo Divin Figlio fpicca la piet'i , e la-,
fede : ficcome trafpira certa tenerezza nel vecchierello Giu-
feppe, che col cenno invita i fopravvegnenti a contemplare il fo-
.'■"/ V 4 vrano .
3IJ VITE DE' PITT., SCULT.i
TTano Miflero . Veggonfi in oltre colà ginocchioni alcuni paflori
intorno al prefepe co' donativi ; ed akuni altri in atto di lo-
. nar flauti , e zampogna . E finalmente veggonfi in alto fchie-
Di Gio. re d' Angioli aventi una grazia tutta di Paradifo : ed uno
Bem£D£tto d' efTì , che con turibile alla mano incenfa il giacente uma-
sTiGLioNE . j^^j.^ Dio. Scelto è di quella tavola il difegno : armoniofc,
e ben diftribuite fono le tinte : veri , e vivamente efprefiì
gli afietti : in Ibmma non è parte in efla , che non fia lòr-
prendente , e maravigliola . {a)
Un bel quadro , e d' ampia grandezza veggiamo anche
di lui neir Oratorio , che rella vicino alla (Jhiefa Parroc-
chiale di Nofira Signora delle Grazie, dedicato a S. Giaco-
mo il Maggiore . In tal quadro ei figurò quello Santo Apo-
fìolo a cavallo , che giunto nelle Spagne impetuofamente ne
fcaccia i Mori , i quali ha figurato parte llefi a terra , e parte
in atto di precipitofà fuga . Qual fia queQa tavola , e quan-
ta la fua bellezza m' è difficile lo fpiegarlo . Ella contiene
mille movenze , e mille atteggiamenti diverfi , cosi degli at-
terrati , come de' fuggitivi : ed ogni colà ripartita con otti-
ma diltribuzione ; onde nello ftelFo dipinto difordine vi li
difccrne un ordine di tutto artifizio. (Z?)
Due altre tavole di quello grand' uomo mi refiano an-
cora ad efporre : 1' una è quella , che fia prcfib i PP. Do-
menicani di Callello , nella quale ha effigiato la Glorniìffi-
ma Vergine , che , in compagnia delle Sante Maria Madciale-
Ha , e Caterina , reca in terra l' Immagine di S. Domenico :
r altra è quella , che fi conferva entro la Chiefa di S. Mar-
tino , e mofira S. Bernartlo Abate in cikfi avanti del Crocifilfo.
Anche quelle fono due preziolè tavole : ma non già da egua-
gliarfi alle due dianzi mentovate.
^ Tra le molte doti , che pofTedeva quello infìgne Arte-
fice , una molto a lui familiare , ed a' Profellbri in fin ad ora
da noi defcritti poco ufitata, tu quella dello incidere egre-
giamente
(•4) Manco ma!c , che Mr. Cochift ha trovafO molta bontà in quefta tavola_,.
Tuttavia , per non deviare dal fuo coftume di riprendere le cofe buone ;
conchiude , eh' ella è d' un colorito troppo rofleggiante . Difetto , la cui co-
gnizione è fiata riferbata a lui folo .
(.i) Al prefente quefta tavola ha moho patito; e le fue tinte fi fono illangui-
dite . V è però aiKpia tanto a" intatto , che xeiuk teftiinojiMnza deli» hi4
rara bellezza .
ED ARCHIT. GENOVESI. 513
giamente in rame all' acquaforte fui gu(^Q di Rembrandt .
Egli in quello genere tanto valfe ; che forfè in ciò mai altri
non feppe meglio imitare quell' efperto Fiammingo . Molte .
fono le (lampe , tratte da' rami del noflro Caftiglione , e do- l,, Gio.
nate al pubblico in varj tempi ; fra le quali fiimatiffime_. b^nelétto
fono, il Diogene colla lanterna in traccia di quell'uomo, •'^"'*'^®'^^*
che difficilmente lì trova : l' ingreffo degli animali nell' Arca
di Noè : il S. Giufeppe dormiente , a cui 1' Angiolo compa-
rifce : la fuga dello ItelTo Santo con la Vergine , e il Bam-
bino in Egitto : Circe in orrido afpetto , che con fiaccolìu.
ricerca nel fepolcro le armi dell' evinto Achille : il Sileno
al fonte : il Genio del medefimo Cafliglione : il Prefepio ,
[ lavoro tirato in carta rara , e belliflìma] : la Riflirrezione di
Lazzaro , in grande , e in piccolo : alcune naturai iffime tefle ;
fra le quali avvi la fua : il ritratto d' Agoiìino Mafcardi ce-
lebre letterato Sarzanefe : e varj dilettevoli foggetti di finte
magìe , di paefi , di pallori , e di gregge : oltre ad altri in-^
tagli , ne' quali rapprefèntò diverfi magnifici edifizj antichi ^
in parte diroccati ; ficcome flatue , vafì , e fepolcri , che agli
ftclti edifizj facean ornamento . {a)
Andò finalmente il Cafliglione a Mantova , dove , rico--
nofciutafì la fua perizia , fu prefentato al Duca Carlo I. , e alla'
di lui Conlorte Ifabella Chiara d' Aufiria , che fi mofirarono
in vero due fuoi parzialiffimi Mecenati . Quelli Sovrani tofio
r ammirerò al loro fervizio , e primieramente lo defiinarono
a dipingere pe' lor palazzi , e per molti luoghi cofpicui di quel
dominio. Indi ottenne, oltre .He firaordinarie rimunerazio-
ni , un annuo afiegnamenro di copiofo flipcndio , ed una fa-;-
miliarità , e protezione difiinta.
Pari-
i") In alcuni di quefti intagli piacque al Cafliglione di adattarvi de' bei motfr
latini , de' quali ne riporta alcuni Giovacchino Studvart nell'onorata men?:io-
ne , che fa di lui nell' eruditiflima fua Opera latina delle Vite de' Pittori .
part. II. libr, ii. cap. xxiii.
Oltre al Sandravt fcrivono del Caxliglione con fenfi di lode il Baldimicci , il F/-
iitien Tom. iii. Entret. vii., il Le Comte Tom. iii. l'Autore àtìMuleoFo-
rentino alla pag. 141. del Tom. iir. ( che ne liporta anche il ritratto , dal quale
6' è ricopiato il qui antiporto) : e l' Autore dcW Jbn'ge de la vie des plus
fameux Peintres alla pag. 337. del Tom. 11. nell'edizione, che le n' è latta
in Parigi 1' anno 1762.
Molti poi fono gli eccellenti Incifori , che hanno intagliato a bulino in rame
Opere del Caftiglione: con, e Af^r/ e/e /'^/«e , Marce -, Chatillon. Corneilìe Colli
-ma>it f il celebre Anton Moi-i» Zanetti Veneziano, ed alui.
314 VITE DE* PITT., SCULT.,
Parimente que' Cittadini facevano a gara nell'onorario,
e nel prevalerli di lui ad abbellire i lor gabinetti ; premian-
I dolo pofcia a proporzion della ftima, in cui lo tenevano ; che
Ui G.o. ben col Tuo valore ogni giorno più fé 1' accrefceva . Per la
C^Ti^uoNE ^"'^^ ^°^^ riconorcendofi il Cafliglione sì obbligato alle fi-
' nezze , e all' affetto de' Mantovani , dichiaroffi, giufla il defi-
derio de' medefuni , di flabilire la fua permanenza in quella
città , cotanto a lui favorevole .
Continuando egli adunque ad occuparfi nelle operazioni
dell'arte, molte delle Tue pitture fi fparfero per altre parti
d' Italia , e anche fuor d' effa ; ove femprcpiù divulgavafi la
fama dell' egregio flile , e del vivaciffimo colorito del nollro
Artefice , che per la fpecial proprietà , e vaghezza di quello
era comunemente appellato il Grechetto . Lo fleffo Duca—
Carlo concorle eziandìo a farlo conofcere in tutte le Corti
de' Principi , inviando a'medefimi i quadri da coflui lavorati.
Onde non dee recarci maraviglia , le non folamente dalla_.
noflra Italia , ma anche dalla Francia , dalla Germania , e
dall' Inghilterra riceveva fovente commiffioni di rapprefentare
in pittura fpiritofi argomenti di florie , di favole , e di ca-
pricciofe ritrovate .
Le ricchezze , e gli onori , che in gran copia godeva_.
queflo Pittore per mezzo delle (uè virtuofe fotiche , fpelFo
gli fi cambiavano in altrettanti dolori ; perocché col crefcer
degli anni crefcevano anche in lui gli atroci alTIilti della poda-
gra , e della chiragra , che più volte lo avean ridotto all'eflremo.
Ma poi appena palTato aveva l' imminente pericolo : egli fenza
riguardo ripigliava 1' ufo di que' vietatigli cibi , co' quali Ib-
leva da fano trattarfi .
Un COSI dilbrdinato modo di vivere finalmente nell' an-
no i<57o. , e dell'età Tua cinquantaquattrefimo , diede rin-
forzo infuperabile al malore , che forprefogli il petto , iii_
pochi giorni lo trafie a fine . Al di lui cadaN'ere fu data_.
onorevolmente fepoltura nella fuddetta città di Mantova :
ove è indicibile quanto defiderio ei lafciaile di fé , per le
tante prove colà date di iua rara virtù .
Fu il CalViglione d' umore allegro , converfevole , e affai
faceto nel motteggiare . Trattofll Tempre fplendidamente in-
sieme
ED ARCHIT. GENOVESI.
315
fieme con la Tua famiglia ; né mai fi ritirò dallo Tpendere :
né curò punto il rifparmio . Quindi dopo fua morte poche
foiUnze rimafcro a' fucceflbri . :^^^=s
Lafciò quefto iiobilUTimo Pittore due valorofi Difcepoli; di do.
r uno fu Salvatore Tuo fratello , che in Pittura aflai bcne_> c^j^f^""^®
riufci : r altro fu FrancelLo Tuo figlio . Quelli s'i bene imitò
nella Profeffione Gio. Benedetto fuo Padre ; che dopo la morte
di lui per molti altri anni reltò nella Corte di Maniova-.
a fervizio di quel Duca , il quale portato avendo un cor-
dialifllmo affetto ad elfo Padre , non poteva a meno di non
portare lo fteflb affetto a chi di quello era immagine , ed in-
ficme fpiritofo , ed cfutto imitatore .
VITA
( « > QucKo Francefco Caftiglione dipinre anche in Genova molte tavole , cito
da alcuni mezzani conofcitori vengono attribuite al di lui Padre . Detta
Fiancefco morì qui afiii vecchio l'aiono 1716.
3i<s
VITE DE'PITT., SCULT.,
VITA
DI PELLEGRO PIOLA
Pittore .
VIRTUOSISSIMO Soggetto fu qutflo , di cui ora prendo
a difcorrere : ma appunto perchè tu tale , dovette
fuccumbere a funella difgra/ia . Egli ancor giova-
netto cominciava a dipingere con rara finezza-- ,
« mae[^ria . Gli emuli non potean iofterirlo , veggendo , che
al paragone de' lavori di lui troppo ne fcomparivano i loro :
oncìe, per impedirne i temuti discapiti, a tradimento 1' uc-
cifero . Tanto può l' invidia , che non riguarda né a ragion,
fiè a innocenza , purché arrivi all' intento , Mi to da -capo»,;
* • -' • - Pcllegriao
ED ARCHIT. GENOVESI. 317
L'anno lóij. nacque in Genova Pellegrino Piola, detto
comunemente Pellegro , primogenito di Paolo Battifta , che
era parente di confanguinità co' due celebri Pittori , Gio. ,
Francefco , e Gio. Gregorio Piola , de' quali addietro già n,
fcriffi . Paolo Battida non era di Profcfiìone Pittore :_ era_. ^^^m^^^
però di Pittura intelligentiflìmo , e de' buoni quadri aliai
dilettavafi . Pellegro , che dal Padre , e dagli altri dell' agna-
zione ereditato avea il genio , e 1' abilità alla Pittura , di-
chiaroflì di voler efler Pittore . Ei non contava piià del duo-
decimo anno di Tua età , quando fu confegnato a Domenico
Cappellino , fotto il quale ftudiò per lo fpazio di cinque con
acquilo di gran perizia : ProfelTor novello , ma da ingelo-
fire i più confumati. Inventava, difegnava , coloriva con_.
fllìai buon guflo ; e ogni giorno più crefceva nelle finezze
dell' Arte . Già era Maeflro in quell' età , in cui gli altri
cominciano ad effer difcepoli . Guida gli era il fuo bel ta-
lento , e compagne indivifibili 1' oflervazione , e I' aflidua-,
fatica . Col lùo illuminato difcernimento conofceva gli ec-
cellenti elemplari , e quelli avea fempre dinanzi ; ne giam-
mai dall' imitazìon loro appartavafi , Quindi fcppe da' più
bei quadri coglierne il più bel fiore , e trasferirlo nelìe_.
Operine , che andava per fuo efercizio facendo , dirette alla
perfezione , alla quale afpirava il generofo fuo cuore : e ben
tra per ccnfeguirla .
Fra gli Autori , ch'egli s' avea propofli per norma, uno
era il Parmigianino , le cui maniere tanto fattamente imi-
tava , che pareva aveffe di quel grand' uomo ereditata la_.
mano. Ma ecco intanto fcagliarfì contro al noftro buon Pel-
legro r invidia . Alcuni Pittori , indotti da si deforme , e ma-
ligno moflro , ufcìrono apertamente in campo a fchernire^. ,
e pungere il bravo Giovane . Dicevano : cl^e Ctnova dovea
rallegrarfì di pojjedere anch' ejfa il fuo Parmigianino : che di
quejìo novello Parmigianino tutta la gloria conjìjìeva in ru-
bare dalle Jìampe , e da' difegni dell' antico , e appropriar/eli :
che e un bel comparire a forza d' inganno , vcflendofì delle ah
trui fpoglie . Con si fatti motteggi tentavano di trafiggerlo.
e fere ditarlo .
3i8 VITE DE' PITT., SCULT.,
Ma Pcllcgro , fcnza- punto turbarli , rifpofideva r'y^ effere
imitatore dello flile di queW iijì^ne Maefho , e non rubatore_^
_ delle idee , e delle compojtzioni di lui : che , le der i/toni non han-
Di ìjo forza di difanim.ìre un vero Jìudiofo : '' che , quanto a fi—. ,
FfLLECRo 'volentieri ft rimetteva al giudizio degli uomini fpaffìonati .
E con tali fenti menti profeguiva coflante il fuo virtuofo ope-
rare ; e ogni giorno crefceva nella Qima preilb a' principali
Signori ,
In fatti , benché ancor giovane fofle , ed ufcito di poco
dalla linea di difcepolo : ciò non otl:anre ebbe molte com-
miirioni di compor quadri , tutte onorevoli , e degne .
Varj ritratti ei fece dal naturale , ne' quali riufci per ec-
cellenza ; avendofi egli acquiflata la dote non folo di alTo-
migliarli in tutto alle propoflegli fifonomfe : ma ancora di
abbellirli con certo ingegnofo artifizio , che accrefceva loro
kggiadrìa , fenza pregiudicare alla fmceritì del lavoro .
Aveva egli un ardente defiderio di fare il ritratto di me :
e io lo polTederei di Tua mano , fé non foflì flato indugiatore.
Ma chi avrebbe mai penfato , eh' egli aveffe dovuto si toflo
mancarci ?
Un Cittadino fuo Amico gli die incumbenza di riflo-
rarglì certa Immagine d'un CvocififTo , a' cui piedi flavano
Santa Barbara , ed altri Santi . Era queflo un dipinto afilli bello,
fatto in una laftra di Lavagna : ma , perche tenevafi efpollo
all' aria , egli avea molto fentito 1' umidore ; onde appena-.
vi fi conofceva qualche ombra di pennellate . La Icrupolofli
divozion dell'Amico era giunta a fegno d'intimare a Pelle-
gro , che non folo non varialFe le figure antiche , ma nep-
pure i dintorni di effe . E Pellegro anche in tali flrettezze
cavò fuori una si ben ordinata ravolina ; che certamente
meriterebbe un luogo più magnifico di quello , in cui ora fi
trova ; mentre ila in un anguilifllmo , e quafi folitario vico-
letto , fituato dietro alla cafa de' Signori Semini , poco dittan-
te dalla Chiefli di S. Maria delle Vigne . {a)
Un altro Cittadino gli commife cop'a della bella tavola
rapprefentante 1' ultima Cena di Crlfio con gli A] olloli , di-
p'nta
{a) Non occorre far qui precifa defcrizionc drl luogo, dov' era la riferita ravolina,
jiè tampoco dei fuo valore ; peichè a' giorni nolUi ella è tiilatto perduta .
ED ARCHIT. GENOVESI. 31^
pinta da Luca Cambiafo , e locata nel refettorio del con-
vento di S. Bartolomnieo già de' Monaci Bafiliani , ed ora
de' PP. Barnabiti . Egli copiò tanto bene un tal quadro ,
che io non dubito d' affermare , che , fé aggiunger fi può fh
bellezza all' Opere del Cambiafo , il folo Piola è llato quegli, Pillegro
che ve 1' ha aggiunta . Tanto felice riulci la fua fattura , e in
alcune parti luperiore a quella dello flefTo Cambialo .
I Confratelli dell' Oratorio fegreto della Madonna del
Rofario , inlHtuito nella Chiefa di S. Domenico , l' impiega-
rono in dipingere ad olio un vcffillo , o fia gonfalone da por-
tar nelle proceffionì . Egli efegui 1' Opera fovra un drappo
di taffettà dommalchino ; e v' efprefle da ambe le parti la
Gloriofiffima Vergine col Divin Putto in grembo in atto di
prelèntare il Sacratiffimo Rofario , nell' una parte a S. Do-
menico , e neir altra a S. Caterina da Siena . La trafparen-
5^a , e la macchia , che ne' dipinti fopra tal feta vien pro-
dotta dall' olio , quando il Pittore eicc dal contorno della
paite ritta , per volere dalla parte del rovefcio o flender
più oltre la figura , o mutarla ; è cofà nota a chiunque alcun
poco di pittura s'intende; e fenza un gran poffelfo dell'Arte,
non il fchiva nel taffettà cotal difetto . Quindi è , che chi
ha da dipingere nella parte ritta , e infieme nella rovefcia
in materie tralparenti , procede con rigorofa mhura ; ficchè
il contorno delle figure , e di tutto il complello in ambedue
le parti il combagi a iella . Il Piola per lo contrario noiL-^
lì riitrinfe a tal lervitù : ma condullè 1' una pittura per ifpazj
diverfi da quelli dell' altra ; e feppe oltrepailare i limiti ,
e variar la compofizione lenza che ne fuccedeife né incontro
di trafparenze , né confufion di colori . (a)
Di poi lavorò Pellegro due tavole , l' una efprimente_j
la miracolofa converfione di S. Paolo ; tavola , che fu com-
prata
( a ) Paolo Girolamo Piola celebre Pittore , figlio di Domenico fratello di queflo -
Pellegro, del qual Paolo parlerò nel fecondo tomo, avendo avuto occalìone
di riftorar il pretato gonfalone , che s' era qualche poco fcolorito ; tanto s' in-
namorò di quelle pitture ; che per acquiftarlo fece loro 1' offerta di cinquanta
genovine , e d' un altro gonfalone nuovo di fua mano . Egli avea deitinato
di forare in fua cafa una parete divifiva , ■ e renderlo vifibilc da ambe le-,
parti . Ma 1' efibizione andò a vóto ; perchè i Confratelli di queir Oratorio,
mefli in avvertenza della fquifitesaa di quell' Opera , rifiutarono qualunque-»
progetto .
320 VITE DE'PITT., SCULT.,
prata a gran prezzo , e trafmeflii in Lipari : 1' altra dimo-
nrante Lucrezia , clie cade r\enata innanzi al Genitore , e
» allo Spofo , con Giunio Bruto , che ne giura vendetta ; dove
Di fece giuocare con viva energia i più gagliardi affetti , che in s'i
P/xLicf.o orrida fcena concorrono . Quefla tavola veduta da un Signor
francefe molto diletrantefì di pittura, per fé a tuito collo la
volle , ed a Parigi portolTcla .
Per il Sig. Paolo Spinola fece un quadro bellifTìmo d' in-
venzione affitto nuova, ed olrremodo capricciofa . Dipinfe
in eflb la B. Vergine col Bambino in grembo , e S. (ìiovan-
nino , che gli prefcnta ad un fianco una farfalla per inno-
cente traflullo , Intanto il Bambino vedendola , fa atto di
ritirarfì ; e col vìCo d.ì fegno di timore di quell' animaletto.
Sta in difparte S. Elifabetta , che ride dello fchcrzo del fi-
glio ; ficcome pure con volto ridente mofirafi la Vergine ,
ma con aria più maertofa , e più grave . A. dir vero l' idea,
per ragion de' Santi Soggetti , che fan la fortan/a di quefto
quadro , e difadatta , ed impropria : tuttavia fpicca nel la-
voro tal grazia , e delicatezza , e ti comparifce si fino dife-
gno , e SÌ! foave colorito ; che , fé foffe flato dal Piola rap-
prefentato fra due putti paflorelli, potrebbe il prefato qua-
dro andar in riga con quei de' più iègna^lati Pittori della
noilra età . (a)
Venne in queflo mentre a notizia di certi Mcrcadantì
milanefi di caHi Facchinetti il valor di Pellegro : onde bra-
mofi d' avere qualche Opera di lui , gli chiefero per lette-
re , che una floria facra lor dipingeife . Lavorò egli toflo
per coftoro una tavola rapprefentante il vecchio Labano, che
parla a Giacobbe : e Giacobbe, che con dimoflrazione di con-
tentezza r afcolta . Quefla tavola è di iingolar merito si per
^ la na-
(«) Il qui riferito fuperbifTimo quadro è al prefente nel funruofo palazzo Bri-
fnole di ftrada Nuova. I di/cendcnti di cafa Fida fanno eflere itato fatto da
ellegro pel fopraddetto Sig. Paolo Spinola . Sanno in oltre , che quefto Signore
avendolo un giorno moftrato a Marc' Antonio Francefchini egregio Pittor
Bolognefe , di cui abbiamo in Genova Opere fingolari : 1' ijiterrogò di qual
Pittore lo giudicalTe. Il Francefchini, dopo averlo ben efaminato, l'attribuì
ad Andrea del Sarto, Lo Spinola, che 1' avca fatto dipingere, gli notitcò
l'Autore, e dell'Autore la funefta tragedia. Alche quel valentuomo rifpcfe
non fenza lacrime qiieile precife parole. Sig. Ctiva/iere , quanto pagherei ^
che y, S, ni' avejje palcjato i' Autore di qucjìa mbilijjana pittura , e non m' avejje
Joggiuiitv il compajjionevol fint di lui.
ED ARCHIT. GENOVESI. 321
la naturalezza delle figure , si pel capriccio delle vedimenta,
e SI pel giubbilo , eh' egli efprelTe ne' volti de' circoftaiiti .
AI che fa anche dilettevole accompagnamento un fanciullo , ,,,——,
che fuona ad un tratto due pifferi con atteggiamento molto di
graziofo . PiLLECRo
Tale, e tanto fu l' applaufo , che in Milano incontrò
la prefata tavola ; che ben preflo fi defiderò d' averne colà
1' Autore . Vi fu invitato : e gli vennero anche fatte larghe
offerte , perchè colà s' ammoglialTe . Contrafiò alcun tempo
feco m-edefìmo , fé abbandonar dovefle la patria . Ma final-
mente qui volle fermarfi fulla confiderazione , che cadenti
erano i fuoi Genitori ; ed egli avrebbe loro accelerata coa_
la fua partenza, pel difguflo , o peldifagio, la morte.
Depoflo adunque il penfiero di pafTare a Milano , pro-
feguì a lavorare in patria . Qui compofe 1' ultima , e la più
inìigne Opera de' fuoi pennelli ; che fu l' Immagine della
Vergine tenente Jn grembo il Tuo Divin Figlio, a' cui piedi
fl:a in atto d' ofiervazione S. Giovannino : e in difpartc v' è
S. Eligio Vefcovo , eh' egli dovette introdurvi , per foddiofarc
al genio de' Confoli degli Orefici , che una tal Opera gli
aveano commefTa . Poiché ella fu compiuta , fi deftinò a flarc
perpetuamente efpofla a capo della principale contrada , che
da' medefimi Orefici ha prefo il nome . Quivi aff.fla , e di
bei fregi intorniata tralTe gli occhi de' Cittadini . Piacque-.
a tutti , e fpecialmente a me , che fcortala d' una maniera
nuova , e rariffima , 1' efortai a non più mutarla [ perciocché
infino allora avea divagato per molte] , ma a quella fola at-
tenerfi . Al che egli forridendo rifpofcmi , di non avere per
anche potuto efeguire , e mettere in comparfa il bello delle
cofe , che per la fantasia gli pafTavano : avere però fperanza
d' un giorno arrivarvi ; fé lunga vita gli venifle da Dio con-
ceduta . (a)
Ma Dio permife altrimenti . Adoriamone le imperfcru-
tabili difpofizioni . Fu troncato il filo alla bella fperanza del
Tom. I. X virtuofo
(«) Ciò, che concorfe a rendere infignc nella pitrura il noftro Piola fu anche
quel fuo variar cosi fpeflb , e fempre in meglio le idee. In fatti quella
liferita fua tavola fenre del gufto Caraccefco, ed è tuttavìa oggetto d'am-
mirazione non meno a' Pittori foreftieri , che a' noflri , a' quali iembia_
colà ittaiia , ch'ella fia fattura d' un Giovanetto.
321 VITE DE" PITT., SCULT.,
vìrtuofo innocente Giovane , per via d' efecranda fcelleratezza.
Il fatto pafsò in quella guifa . Il giorno 25. di novembre dell'an-
_».^__ no K540. ; nel qual giorno per l'appunto era Hata affiliò-.
d1 nella prefata contrada degli Orefici la già defcritta nobilif-
PetLEGRo ii na tavola , fé ne ritornò prima della fera a cafa , e vi il
*''^'''^' trattenne fino alle due ore della notte.
In quello tempo vennero fotto la di lui fineflra ad in-
vitarlo a fpalTo alcuni Giovani Tuoi conof. enti . Il Padre^ ,
la Madre , e la Moglie, che da pochi mefi avea prefo, forfè
prefaghi dell' imminente difavventura , a grande inflanza il
pregarono, che in quell' ora importuna fi rimanefle in cafa .
Ma egli era tanto invogliato della compagnia ; che a forza
di tenere efpreflìoni indulFe i fuoi a cedere , e lafciarlo ufcire.
Ufci per tanto con que' Giovani , che dopo breve giro per-
venuti nella lunga piazza di Slr/ano , cominciarono a bello
lludio ad altercare tra loro , e a ingiuriarfi con infulti , e mi-
nacce : indi vennero alle coltella ; e chi aflaliva , chi urtava,
chi fi dava alla fuga . In quella confufione , e mifchia fug-
giva anche il nofiro Pellegro , clie niun motivo avea dato
alla riilìi ; quando da un di coloro fu raggiunto , e ferito
con un grave colpo di Hocco nel mezzo della perfona : e il
fellone iicario in tale flato lafciollo , dicendogli: Pellegro mio,
perdonami , eh' io non t' avea conojciuto .
Portato a cafa il tradito Giovane , e vifiratagli da' Chi-
rurghi la piaga, fu dichiarvita mortale. Onde tollo il mu-
nirono de' SS. Sacramenti . Dopo ciò poche ore più vilTeL^ :
perocché nel giorno lialTeguente trapafsò : generalmente com-
pianto per la fua beli' indole , pel fuo raro ingegno , per le
mfigni Opere , che avea fatte , per le maggiori , che pro-
inetteva , ed in fine per 1' età di foli ventitré anni , eh' egli
allora correva .
Ninno vi fu , che non tenelTe per fermo effer venuto
quel colpo da uomini invidiofi della virtù, e degli avanza-
menti di cosi efperto Pittore : e, come in limili cafi avvenir
fuole. v'era chi per mezzo di forti congetture nominata-
mente attribuiva a certuni il delitto . Io non ardifco a tac-
ciare alcuno. Facil cofa è 1' inganna rfi. Si fa però, che_.
r infame iìcario giunfe a notizia de' Parenti dell' uccifo : ma
eglino
ED ARCHIT. GENOVESI
,S25
eglino feppero ufare una s*i eroica , e veramente Criftiana,'
moderazione , che mai dalla lor bocca non fé ne udì né la-
mento , nò accufa . Sol tanto dopo qualche ten pò ebbero a ,
dire, che r efecutore di quella Icelleraggine già n' avea pa-'
gato il fio.
Fu al cadavere dì Pellegro data onorevole fepoltura nella
Chiefa Parrocchiale di S. Andrea , ove gli Antenati di lui
fin dall'anno 1585. s' aveano eretto un fèpolcro .
Lafciò quello Pittore dopo di fé tre fratelli , ed una fò-
rella . Il primo di quelli, che appellcflì Girolamo, fu Prete,
e alla Pittura non attefe . V'attende bensì il fecondo per no-
me Domenico , che è divenuto quel valente Pittore , di cui
con fomma lode parla Genova, anzi tutta Italia {a). V'at-
tende pure il terzo , che fi chiama Gio. Andrea , ed anch'
egli con ottima riufcita .
Ecco come perdemmo un de' più eccellenti Pittori , che
aveiTimo ; la cui memoria ci è dolorofa , qualora olTerviamo
le nobilifTime Pitture di lui ; mafìime fulla confiderazione di
quel più , che avrebbe operato , fé V invidia ncn lo avelie
uccifo. Tuttavìa adonta di cortei faranno irrmortali, e man-
terran fempre viva la gloria del loro Autore. (^)
Di
PillEGB»
tlCLA*
X 2 VITA
1
( « ) Di Domenico Piola , e di Gio. Andrea fuo frarello fi parlerà nel feconda
tomo di quefte Vite.
( ^ ) Il prefente racconto della morte di Pellegro Piola s' è qui efpofto con al-
cime circotìanze diverfe da quelle, che adduce il Soprani ; e ciò a motivo
di maggior verità ; mentre ancor vive perlhna , che centinaia di volte udillo
dalla bocca d' Angiola Piola , forella di eflb Pellegro , la quale d' età affai
grande mori nel principio del corrente fecole.
5H
VITE DE' PITT., SCULT.,
VITA
DI FRANCESCO MERANO,
DETTO IL PAGGIO,
Pittore .
■J;.
chiu^./:
FRA gli addietro menzionati Difcepoli di Domenico
Fiafella molto fi diliinfe Francefco Merano, di cui
ora, giurta la ferie degli anni, debbo parlare. Spia-
cerni , che la breve fua vita , e per confeguenza il
poco numero delle fue tavole , mi facciano fcarfeggiar di ma-
leria , con chi per altro è degno di molta lode . Tuttavia
le poche cofe, ch'io qui di lui noterò, ùran conofcere quan-
to inllgne egli fofTe , e quanto più infigne farebbe flato , fc
la jnorte non avelie avuto tanta fretta di rapircelo .
Da Genitori
ED ARCHIT. GENOVESI. 325
Da Genitori di condizione fervile ebbe Francefco in Ge-
nova il fuo natale 1' anno i<5ip. Egli , eflendo ancora fanciullo,
perdette il Padre. Quindi la Madre, non trovandofi inpo(- .__,^
fibilità d'alimentarlo, il deffinò al meiViere paterno. Fu egli Ti
dunque prefentato , ed ammefTo per paggino in cafa Pavefe : F' a^c^c»
onde poi tutti, quantunque egli non laceflè più tale uffizio, '"^''^'^•
pur nondimeno 1' appellavano il paggio : foprannome , che
fempre reQolli ,
Ma il buon Giovanetto era dotato d' uno fpirito più ge-
nerofo della fua nafcita . Inclinava alla pratica di qualche
Arte: liberale però la voleva, e non già fervile.. Il fuo ge-
nio era rivolto verfo della Pittura , di modo che fovente ,
per attendere a difegnare di fuo capriccio , e a dipinger figure •
umane , alberi , e fiori , o per fermarfi a contemplar qua-
dri , o flampe , fé fi folle imbattuto a vederne ; trafcurava
il fervizio del Padrone . Il Padrone , perfona molto aflenna-
ta , e difcreta , avvedutofi , che Francefco avea tutta la buo-
na difpofizlone ad elPer Pittore , fi IHmò in obbligo di alfe-
condargliela . Efentollo per tanto dal far figura di fervo ;
e, continuandogli il primiero fuffidio , lo pofe fotto il Sarza-
na ad imparar la Pittura . E' indicibile quanto in poco tem-
po s' avanzaflè nell' Arte il noQro Francefco . Diligente ofler-
vator delle regole , puntuale imitator degli efempj , pronto
nel difegnare , naturale nel colorire , già compariva Maefìro
ne' primi figgi del fuo dilcepolato. Andavano in giro alcune
tavoline da lui dipinte con buona idea , e diflrìbuzione : ciò,
che lo rendeva molto ftimato , e invogliava i Cittadini a dar-
gli commilTioni di pitture.
Per poter lavorare con fua libertà , prefe congedo dal
Sarzana , e apri fl:anza da fé ; dove benché non iQefle giam-
mai oziofo : tuttavia troppo fcarfo gli era il tempo, rifpetto
alla folla delle faccende , che lo premevano : ordinario ef-
fetto della fama d' un egregio Artefice . Sempre più gli cre-
fcevano le fatiche, e al pari di quefte gli crefcevano ancora
e gli emolumenti , e le lodi . Ma per quanto fi fentiffe efal-
tare ; egli non infuperbiva , né punto llava in contegno .
OfTequiofo , e riverente verfo di tutti , non diede mai fegno,
ne di compiacerfi de' proprj lavori, né di difprezzare gli al-
X 5 trui .
Mé.<ìano.
32» VITE DFPITT., SGULT.,
trai . Anzi a quei , .che venivano nella Tua ftanza dava li-
bera fdcolti di criticarlo; affermando loro, che, Te gli avef-
^^_« fero palefati gli errori , a cui pur troppo li conofceva fog-
"dI getto : egli non già per male , ma bensì per fomjna grazia
FRANCESCO 1' avrebbe avuto . Di queft' umil concetto , eh' egli avea di
fé Ile db , può farne fede un accidente, che con lui m'av-
venne . Io pofledeva una bella tavola da eflb dipinta , nella
quale era effigiata la Pace in atto di fugar Marte . Quella ta-
vola un giorno mi fi macchiò . Onde gliela rimandai , affinchè
me la rellauralfe . Collui al vederfela comparire a cafà [ non
emendo per anche lìato informato del motivo] , li diede a cre-
dere, che io gliel' avcffi rijnandata , perchè la rifiurairi , cojnc
Opera difcttofa : e già fenza turbarli , o dir parola in pro-
pria difefa , difponevafi a rellituirne il denaro , che in mer-
cede n' avea ricevuto .
Quantunque molte fìano le tavole , che qucflo Pittore
dipinfe : ad ogni modo una fola , eh' io Ihppia , in pubblico
efpolla il vede . Quella è quella , che Ila locata lopni—
dell' interior porta della Chiefa di S. Anna de' PP. Carjne-
litani Scalzi, entrovi la rapprefenrazione del Martirio d'alcuni
Religioll di quell'Ordine. E ben altre per ornamento delle
nollre Chiefe ne vedremmo , fé il Merano avelie avuto piìi lun-
ga la vita . Ma nel maggior vigore della fua età , e del fuo
virtuofo operare ijnportuna morte cel tolfe , inlleme co' fuoi
per anche teneri bambini nella fiera pellilenza dell' anno KJ57.,
della quale tante volte con mio eicremo dolore ho dovuto
in quelle carte lare menzione . (a)
Ebbe il Merano in ifpofà una nipote di Gio. Andrea-,
De' Ferrari: donna faggia, ed accorta, a cui portava fvifce-
ratilTimo affetto , e dal cui configlio, come da oracolo, dipen-
deva . Egli aveva infegnata la Proieffione ad un Giovanetto ,
nomato Tonimafo Clerici , il quale della llella malattia , che
il Macllro poco dopo lui ci mancò nell' anno venteluno primo
dell' età fua . Quali progrefli egli avrebbe fatto nella Pittura,
fé cos'i prello non 1' avellimo perduto , lo dimoflrano le quat-
tro
(aj II Merano è flato un eccellente Difegnatore del Nudo, Molti de* fuoi dife-
gni, che in tal geneie io pofTeggo, abbait&iiza il diraoiirano.
ED ARCHIT. GENOVESI.
327
Di
tro tavole , che flanno efpofte , due nella Chiefa della Nun-
ziata del Guaftato : e due nella fagrelKa di efià Chiefa^ .
Neil' una delle due prime fon figurati i tre Santi Arcangeli,
Michele , Gabriello , e Raffaello : nell' altra vedefi la San- „.
tidìma Vergine coli' Immagine di S. Domenico recata dal Ff ancisco
Cielo. Nell'una delle due feconde ila defcritto il Martirio ^'"'*^°*
di alcuni Religiofi Francefcani : e nell' altra è rapprefentata
una fchiera di Religiofi di quello iìetTo Ordine, i quali fe-
guono Gesù , che con la Croce in fulle fpalle s' incammina
al Calvario . (a)
Niun crederebbe, che l'Autore di quelle bell'Opere
in cui fpicca gran fenno , e perizia , foffe ftato un Soggetto
d' età cosi giovanile .
«
X 4 VITA
( fl ) L' uItLma -cfcne. riferite tavole prefeiitemente t locata in wna parete del chio-
ftio di que' PP. Minori OfferTariii.
3i8 VITE DE' PITT., SCULT.,
VITA
DI CLEMENTE BOCCIARDO
Pittare .
l
UN Pittore di molto merito abbiamo avuto in Cle-
mente Bocciardo , detto in Tofcana il Clcmentonc ,
il quale con la lùa Iquifita maniera d' inventare^ ,
e vivezza di colorire emulò la gloria dello Strozzi
già fuD Maelìro , e felicemente la raggiunfe . (a)
Ufci
(<?) AvenioGÌ il noftro S9prani lafciata' Wrevifllma memoria del Bocciardo; di
modo che neppure ci lia indicato in qualanno quellt nafceflc , ed in quale ve-
nifTc a mancarci : perciò col loccorfo di altre notizie arute di lui , e rìiftinta-
meiite di quelle, che fi leggono nell* Autore del Mulco Fiorentino, fé n' e
compilato il prefente racconto , che è alquanto più Itelo del primiero .
Ha il Bocciarci ncil' infigne galleria di Firenze il proprio ritiatto T dal quale
abbiam ricavato il qiii antipolio): e ciò balia ad autenticare 1' alta itima ,
u\ CUI era prciTo i Tofcani .
ED ARCHIT. GENOVESI. / 329
Ufci Clemente alla luce di quefta vita l'anno 1620.
Genova, che gli fu patria, gli fu anche allevatrice. Egli qui
nel cofturae , nelle lettere , indi ne' principi della Pittura-. .
avanzoffi . Paflata in tali (ludj la fanciullezza , ebbe a fre- Di
quentare la virtuofa compagnia del celebre Cafliglione , col CLLMErjTE
quale imprefe il viaggio di Roma, a puro fine di meglio °'^'^^^^^°°'
avvantaggiarli nella Profeffione , praticando cogl' infigni Pit-
tori , e oìTervando , e imitando gì' eccellenti efemplari , di che
tanto abbonda quella gran Metropoli . La feria applicazio-
ne , eh' egli vi fece , gli porfe di gran lumi per la perfezion
del difegno , e per 1' efecuzion delle idee : 1 avviò a teilere
una giudiziofa unione del più fino , e delicato ftile moderno
col più grave , e robufto antico : onde dopo alcuni anni ritor-
nato in patria , dipinfe varj quadri di llorie , e di capricci con
SI bella invenzione , e condotta , che ben diede a conofcere,
quanto nella Tua alFenza acquiflato avefTe .
Divulgatafi la fama del merito di lui , fu tantoflo im-
piegato a dipingere (opra una gran tela 1' ultima Cena di
Critto con gli Apolloli : pittura , che ebbe luogo nella prin-
cipal facciata dell' Oratorio di S. Germano (ai. La bellez-
za di queif Opera ne chiamò delle altre : fra le quali afiài
pregevole è la tavola rapprefentativa di Grillo venante iàn-
gue dal Coftito in mezzo a numerodi fchiera di perlone ec-
clefialliche , e iècolari in diverii pii atteggiamenti defcritte .
Ella Ita elpolta nella Gaicfa di S. Andrea : ed è comunemen-
te chiamata la tavola del Corpus Domini.
Tuttoché queflo nobil Pittore foffe tale da poterfi met-
tere in riga co' pm eccellenti della noilra città: pure non_.'
mai contento di fé medeiìmo incciranteniente liudiava ;
e Tempre parevagli di iaper poco ; ne lì fidava del luo pro-
prio giudizio ; né mai a veruno fi pareggiava . In fatti avendo
egli eretta m Tua cafa un'Accademia del Nudo, nella quale
concorrevano Giovani a difegnare : avea di quella raccoman-
data la direzione al Cappellino , e all' Afléreto , come a per-
lone , che giudicava effer più di lui fufficienti a darne inltru-
zioni . Quella
(a) Qn^ft' Oratorio di S. Germano , già fituato prefib alla Chiefa dì S. Trarrà ,
fu n^gli anni addietro diftrutto , I Confratelli s' unirono all' Oratoria di
Santa Maria della Pietà , dove tuttora , ma in poco buon cfleie , fi confeiTa
U riferita tavola del Bocciardo.
330 VITE DE' PITT. , SCULT.,
QueQa fua cos'i bafla opinione di fé l' indulTe ad ufcir
nuovamente di parria, per avanzarli nell' Arte . Andò per tan-
'« to a Firenze ; e quivi ripigliò gli ftudj della Pittura , come
Di fé flato 'foffe un principiante difcepolo . Copiò con accurata
b^ciaVdo. ap':^licazione il più raro , che vi rinvenne . Di poi fi pofe
a lavorar di propria invenzione ; e compofe nella fua ma-
niera varj quadri , pe' quali fall in quell' alta lìima , che rae-
ririva . Ma vedendo , che la raolriplicità degl' infigni Pro-
fcfTori dimoranti in Firenze non gli lafciavano luogo di con-
correr con effi nelle Opere ; deliberò di palUire a Pifa , o\'e
già d' alcuni meli innanzi era Hato afRcurato , che non gli
farebbero mancate occafìoni d' occuparfi con lucrofo frutto
neir Arte fua . Molte furono le Opere , che vi fece fenza.^
oppofizione degli Artefici della città ; anzi v' incontrò m be-
ne, e vi fu SI filmato; che alcuni Giovani pifani voglioll
d' imparar la Pittura fi pofero fotto la difciplina di lui .
Una delle prime tavole , che il Bocciardo a^'el^e com-
miffione di colorire , per efporfi in pubblico , fu quella di
S. Carlo Borrommeo , affiliito da un Angiolo , e in atto di
godere la celefle vifione della Santi ffima Vergine . Detta_.
tavola fu locata nella Chiefa di S, Fred'ano . La b^n difpo-
lla fimmetria delle figure, la fpiccata maniera de' dintorni ,
e la vaghezza del colorito , effendo affai piaciute a que' Cit-
tadini , dieron ad effi motivo di chiamarlo a dipingere ìj"l_.
quel Duomo , nel luogo deflinato alla cuflodia delle Reli-
quie , le figure de' Santi Apolidi Pietro , e Paolo .
Indi per la Chiefa delle Monache di S. Benedetto , nel-
la tavola del primo Altare , effigiò quello Santo Patriarca^
con alcuni putti , che gli portan la mitra (a) : ed in quella
di S, Michele al Borgo effigiò i Santi Benedetto , e Ro-
mualdo ; ficcome in S. Crillina dipinfe a' Iati dell'Altare.^
del Crocififfo i Santi Niccola da Tolentino, e Bernardino
daSieia. Parimente nella Chiefa di S.Caterina colori la ta-
vola di S. Eligio : e per le Monache di S, Matteo le altre_.
due rapprefèntanti , l' una Gesìi Crillo con Maria Vergine ,
ed altri
(t«) Nel prefato quadro fu pofcia aTTÌunro nn Angio'o fo*tenenre il veffillo del
Sacro Ordine Militare di Santo Stefano : pittura ri' inferior pciinelio , e inde-
gna di ilare m coniparlà cou la beli' Opeia del iìucciaido .
£0(.ClAit,CO <
ED ARCHIT. GENOVESI. 33?
ed altri Santi : e V altra , il Sacratiflimo Volto , la Croce». ,
la fuddetta Vergine , e S. Giovanni .
Nella Chieia delle Monache di S. Lorenzo avvi pure di «__
qiiefl;' Artefice una tavola figurante nell' alto 1' Immacolata-- dT
Concezione di Maria : e nel piano varj Santi , che contem- ^l^;^'^^^^
plano quel fingolarifTimo privilegio. Anche nella cappellina
polla nel chiollro della Chiefa di S. Croce fuori di Pifa v' è
di mano del Bocciardo la tavola di S. Gio. Battilla , a' piedi
del quale giace un agnellino dipintovi con tutta naturalezza.
Molti altri quadri lavorati dal noflro Pittore fono appreflb
que' Cittadini : ed uno fquifitiflimo rappreientante il Martino
di S. Sebaftiano fi conferva nelle gallerie di quella nobil
Certofa .
Il credito grande , in cui era il noflro Bocciardo , s' eftefe
anche fuori di Fifa , e della Tofcana : perciocché alcune ta-
;Vole gli luron commefTe per altre città più lontane . Una
ve n' ha di Tua mano in Brefcia entro la Chiefa de' Santi Fau-
fiino , e Gi( vita . In quella tavola è rapprcfentata la Santiffima
Vergine col Divin Pargoletto : e nel bailo alla defìra S. Mi-
chele , che calca il drago , e alla llnifìra S. Antonio di Pa-
dova. Nelli fleflTa città fece per la Chiefa di S. Maria del-
le Grazie un' altra belliflìma tavola , in cui fla effigiato S. Igna-
jiio di Lolola in atto di operare certo miracolo .
Ma mentre nella fleffa città di Pifa profeguiva con fom-
mo applaufj le Tue virtuofe occupazioni , infermatofi grave-
mente , pafsò all'altra vita prelfo all'anno idjS. trentottefl-
mo di fua età . Fu da que' Cittadini con molta onoranza ac-
compagnato , e con folenne funerale fepolto . Le fue tavole
fono colà in gran pregio : e il nome di Clemente Bocciardo
vi farà fempre iamofo.
VITA
332 VITE DE' PITT., SCULT.,
VITA
DI ANTONIO MARIA VASSALLO
Pittore .
LA brevità de' giorni d' un Virtuofo può bensì fargli
edere fcarfo il numero dell' Opere , ma non già di
quefie il pregio , ed il vanto . Aliai giovani morirono
alcuni de' nol^ri Pittori addietro rammentati : che ,
fé quindi pochi parti de' loro ingegni potcron lafciarci ; ne
compenfiiron però la fcarfez^a coli' eccellenza . Fra cofloro
debbo anche annoverare Antonio Maria Vallallo , che preflo
dalla morte ci fu rapito : e il poco da lui dipinto fuperò in
merito il molto di tanti altri , che lunga vita fortirono .
Di Famiglia cittadinefca nacque in Genova Antonio Ma-
ria Valfallo ; il cui Padre fu un de' più ricchi trafficanti di
feta in quella piazza : onde non gli riufci punto gravofo lo
flipendiar Direttori , e Maertri per la buona educazione , e di-
fciplina del figlio , che , attefa la Tua beli' indole , e la fua .
perfpicacità d' ingegno , molto profittò .
Giunto Antonio all' adolefcenza , rivolfe 1' animo alla
Pittura . Il Padre , che a quello nobil genio del figlio vo-
lentieri aderiva , non indugiò a darvi mano . Torto adunque
il condulTe all' infigne Pittore Vincenzio Malo , che di que'
giorni nella noflra città dimorava , e caldamente raccoman-
doglielo . Da coflui accolto il buon Giovanetto , a forza d' inde-
fefib fludio [accompagnato dal bravo , e ben difpoflo fuo fpiri-
tol fi rendette in breve padrone del vago , e graziofo colorire
del Maeflro , che dal famofiffimo Rubens apprefo 1' avea .
Le copie , che nel principio dagli efemplari del Malo
fuJla tela ritraife , furono tanto efatte , che da quelli diffi-
cilmente fi difiinguevano . Dal copiare pafsò a tar lavori di
propria invenzione ; nel che , ficcome vivace egli era di fan-
tasia , e fecondo d' ingegno : così gran facilità vi provava ,
e bizzarre cofe produceva. Il Malo, che l'aveva inllruito,
vedendolo giunto in breve ad un fegno da farfi onore , e da
operar con lode da fé , volentieri confcntì , che ufcillè dalla
sieri di difcepolo , e aprifle flanza da Protellore . Riti-
ED ARCHIT. GENOVESI. 333
Ritìratofi adunque il VafTallo dal Tuo MaeQro , attefe_>
a dipingere tele ad olio in grande , e in piccolo , nel e quali
;;i maraviglia riufciva . Ebbe anche occafioni di tare litratti : .
€ n' acquilo molto grido per la fomiglianza , che -aveano d. Antonio
co' propolli originali : ficcome pure ailai tu ftimata la Tua pe- ,,^-^f;;^^
rizia nel dipingere al naturale non , trutti , animali , e paeli ;
non avendo egli ommeflb d' apprendere quanto abbilogna ,
yer divenire univerfale in Pittura.
Al Sig. Claudio Spinola colori due tele in forma di mezze-
lune , che quefto Signore fece locare nella cappella della Ma- j
donna del Carmine , entro la Chiefa di S. Anna de' PP. Carme-
litani Scalzi , fuor della porta detta il Portello ; e vi figurò
S. Simone Stok , che riceve dalla Vergine lo Scapolare ; e la
Vergine medefima , quando apparve a Papa Onorio III. a rac-
comandargli l'approvazione, e la protezione di quell' Ordine.
Un' altra tavola pur fece per li PP. Gefuiti , che vedefi
entro il chioftro al piano di quellia lor cafa ProfelTa ; e vi rap-
prefcntò un Religiofo di tal Ordine in atto di ricevere il Mar-
tirio lotto la mannaia del manigoldo . E due tavole da Al-
tare pur lavorò per la Chiefa de' Monaci Ulivetani di Quar-
to ; le quali anclie incontrarono grandiffimo applaufo .
Mentre quello Soggetto s' andava cosi impiegando , fu
alTalito da malinconici umori , che llranamente 1' afflilTero .
Dipoi cadde gravemente infermo . Fattofi da' Medici con-
iulto intorno alla Tua malattia , venne giudicata , quale in
effetto non era ; e perciò malamente curata . Indi a non_.
molto gli fi Icoperfe un groffo Icirro nel ventre . I Medici ,
difperando di più guarirlo , gli configliarono la mutazione
dell' aria . Efeguilla il Vaflàllo con andar torto a Milano .
Ma indarno : perocché pochi mefi dopo tal viaggio fece quello
dell' eternità , morendo nel verde degli anni , e con diremo
dolore del fuo buon Padre , che poco poi fopravvjlTe .
Fu Antonio Maria di bello afpetto , e di maniere avvenenti,
e cortefi . Si trattò Tempre con liberale fplendidezza : e velli
fuor d'affettazione abiti decorofi , e degni della fua nafcita,
e della Profeffione , che efercitava . Dalle fatiche fue , tuttoché
poche, pure ne ritraffe notabili emolumenti ; onde potè lafciar
qualche avanzi , che molto piiì avrebbe aumentati , fé più
lunga vita gli folle ftata dal Cielo conceduta» VITA
334 VITE DE' PITT., SCULT.,
VITA
DI GIO. BATTISTA BAIARDO
Pittore .
NEllo Itenb tempo, che il VafTallo fiorì, viUè anche
un altro infigne Pittore , il quale benché mancafle
in età più frefca di quella del riferito ValTallo :
pure maggior numero di pitture da fé formattL-.
lafcionne .
Fu quefli Gio. Battilìa Baiardo , nato in Genova da Ge-
nitori d' onorata condizione , ma fprovveduti di beni di for-
tuna . Datofi alla Pittura , vi riufci Profellore non ordina-
rio ; e neir Arte fua fi acquilo fama di rifoluto , ed egregio .
Tale il caratterizza la tavola , eh' ei colori pel maggior Al-
tare della Cliiefa di S. Chiara di Carignano , entrovi quella
Santa in atto di contemplare il Divin Salvatore nella Celelle
Gloria . Quivi pure fi fcorge la molta fua perizia nella gran
tela da lui dipinta pel maggior Altare della Chiefa dedicata
alla S. Croce de' PP. Miniltri degl' Inferrai ; ove con briofà
energia efprefTe il defunto , che rirufcita all' inalberarfi di
quel Sacrofanto Legno di noftra falute . E per gì" illelfi PP.
dipinfè ancora un' altra tavola , che locarono in una cappella
dell' altra lor Chiefa detta S. Maria del Zerbino ; e vi rappre-
fentò la Vergine Madre , e S. Giufeppe , ambedue in contem-
plazione del Santo Bambino , che giace lìefo fopra una Croce.
E a frefco dipinfe anche le pareti , e la volta della l\cffa_,
cappella . {a)
Una poi delle tavole , in cui mettelTe più fludio , che
in altre , fi è quella , eh' ei lavorò per 1' Aitar maggiore della
Chiefa de' PP. Gefuiti nella llrada Balbi , Figurò in ella ta-
vola i Santi Girolamo , e Francefco Saverio , titolari di detta
Chiefa. C^)
Per
( a ) In quella Chiefa v' è del Baiardo la tavola ad olio : ma le pitture a frefco
più noli vi f,5no .
i^b) A quella tavola n' è poi fiata foftituita un'altra col medefimo foggetto,
dipinta da Paolo de' Mattcìs Napoleiano .
EI> ARGHIT. GENOVESI. 5^5
Per r Oratorio di Santo Stefano lavorò fimìlmente ad
olio due grandi tele . EfprcfTe nell' una quello Santo , che
ritorna in vita un fanciullo caduto dall' alto : e nell' altra il ^
Santo medefìino , a cui vien data fepoltura . "dTgio. "
Fu anche il Baiardo aflTai efperto in dipingere a frefco; g^^^^'J^,
qu'ndi molte coramiffioni in tal genere dovette efegaire : che
riufcirono con grand' effetto . A frefco ei dipinfe la cappella ,
dove lì confervano le Reliquie , nella Ghiefa di Gesù , e Maria
de' PP. di S. Francefco da Paola (^) ; e tutto a frefco altresì
r atrio erteriore , che introduce alla Ghiefa di S. Pietro di
Banchi , figurando nelle pareti in due quadri principali
alcuni Santi con ottimo gulìo pennelleggiati .
Dipinfe anche a frefco tutte le lunette al chioftro del
Convento di S. Agoflino , e in tali d' effe figurò alcuni San-
li , e Dottori di quell' Ordine : in tali altre alcuni altri San-
ti , ed alcuni efempj della vita della Madonna (è) . Lavori
fatti con eccellente difegno , con franchezza di pennello ,
e con belliffimo colorito.
S' era quello Pittore mediante la fua perizia follevato
da una baffa condizione ad un decorofo , e comodo llato .
Già fatti civea convenevoli acquifli ; e maggiori era per farne.
Ma la crudel pellilenza , che gii tante volte ho dovuto ram-
mentare , non glicl permife . Ella il portò all' altro mondo
in frcfcbiffuna età nel 1657., e con la morte di quello vir-
tuofo Giovane accrebbe , e rendè più fenfibili le noflre perdite.
Un fratello del noilro Baiardo ne feguitava le orme ,
€ già facea molto bene in Pittura . Ma venne a mancarci
prima di lui : perciocché nel dipingere a frefco certa parere
cadde dal palco a capo in giù ; per la qual caduta infrantoli
il cranio , in breve tratto mori . Gosì nemmen potemmo
gUiiir quviilo faggio di fue primizie .
VITA
( « ) Le pitture della prefata cappella fono andate a terra nella rcftaurazion.»
della Ciuefa.
( ^ ) Le pitture di quel chioftro già fono in gran parte dall' umidore de' tetti di-
llrutce. Uaa delle più confarv^are è quella, in cui è rapprefeiitata la Ver-
gijie , Cile nel fuggire all' tgkco , elfenio affalita da' ladroni , gli arrelta_,
con prefentar loro la cintura . Bizzarria pucorelca ; indirizzata per altro al
pio fine d' eccitare i Fedeli a veitit quella facra Divila , ficunUiino fcudsi
coMtra ogni pencolo .
13<^
VITE DE' PITT., SCULT.,
VITA
DI GIULIANO CASTELLAZZO
Pittore .
TRE Pittori affai riguardevoli fono flati Giuliano Ca-
flellazzo , di cui ora qui fcriverò , e Bernardo Pa-
gano , e Pietro Ravara , de' quali immediatamente
dopo di lui farò da parte difcorfo . Per nccefTità
dovrò effer brevilTuno ; mentre molto poche fono le Opere,
e molto fcarfe le notizie, ciie ho rinvenuto di loro . Benché
fiano tutti e tre fioriti in quello nortro lecolo : pure non ho
potuto fra efli dil\inguere priorità d' anni ; perciò nel dtfcri-
vcrli manterrò 1* ordme de' lor cognomi giulta l' alfabeto .
Ed ecco.
Giuliano
I
ED ARGHIT. GENOVESI. 337
Giuliano Cadelazzo nacque da Genitori affai facoltofì .
Ebbe raro ingegno ; e moftrò ben difpofta abilità per qua-
lunque ftudio . Ei difegnò con aggiulìatezza ; ed anche di- _,_
pinfe in piccolo a maraviglia. Prefo dal genio di farritrat- u,
ti , a queflo lavoro applicofli ; e in diverfe grandezze alcuni Gul-ano
ne fece in tutto fimili a' proponigli originali ; onde ne ri- *"*^**^'''
portò ftima , e lode particolare . Fu coftui diflintamente-*
amato dalla Nobiltà Genovefe , che , oltre all' ammirarne lo
fpirito, e le belle Operine, affai gradiva 1' avvenentezza_- ,
r afFabiI tratto , e la foave maniera di lui . Lo amarono al-
tresì i Profeffori di Pittura , le cui fi:anze frequentava , di-
chiarandofì , che ciò faceva a puro fine d' imparare , come
lor difcepolo . Quindi una tanta modeftia non potea non le-
gare 1 lor cuori . Spiacerai , che io , fuor di qualche piccol
ritratto , non abbia potuto rinvenire di queflo Soggetto pittu-
ra alcuna da raportare . Ei non ne fece per luoghi pubblici .
Di quelle, che avrà fatto per cafe private, ve ne farà qual-
cheduna in cittì : ma chi fa conofcerle in mezzo a tante altre
d* ignoti Autori ? Comunque fia . Il Caflellizzo fu un uomo
degno: ed io m'avrei riputato a colpa, fé in quell'Opera
avefli tralafciato di farne onorevol menzione .
VITA
DI BERNARDO PAGANO
Pittore .
BERNARDO Pagano fu un ottimo Difegnatore. Lafciò
varie tavole di buona idea : ma alla bontà di que-
lla non feppe corrifpondere coi colori , nella cui ma-
nipolazione avea poca felicità . Fu altresì intelligente
difcernirore delle maniere de' bravi Maefiri ; onde n' avveniva
che il Tuo parere intorno agli Autori, e a' pregi delle ta-
vole foffe fovente richieIl:o . Egli con la pittura , e col traf-
fico , che di fceltì quadri facea-, s' accumulò qualche notabil
fomma di denari . Ma 1' ets fua già molto avanzata , e le in-
dìfpofizioni, che gli fopravvennero , glieli fecero confuJiiare;
e perciò di poche facoltà lafciò eredi i fuoi figli .
rom. I. Y VITA
338
VITE DE* PITT., SCULT.,
P
VITA
DI PIETRO RAVARA
Pittore .
Tetro Ravara nacque in Polccvera , e da non fo quale
de' noflri Pittori apparò il difcgnare , ed il colorire .
Fece pratica fui dipingere a frefco , e in quella fog-
gia, più che nelle altre, s'acquilo onore . Rapprefcn-
lava con bella naturalezza mercati , beltiami , fiori , frutti, paell,
e prolpettive ; delle quali polleieva le giufle regole , e volen-
tieri comunicavale a' Tuoi ricorrenti , infieme con quelle di
ridurre a punti profpettici le figure in ifcorto , e di ben or-
dinar le mozioni de' piani ; ne' quali clercizj , ed infegna-
rnenti egli trovava tutta la Tua delizia . Molti lavori a fre-
fco , che li veggono per le pareti di café ne' borghi , e nelle
%'ille circonvicine fon di mano di quelì:o Pittore, che inde-
ifelTo operava ; perciocché aflìdue gli arrivavan le commiirioni .
Egli morì aliai vecchio . Non m' e riufcito di rintracciar
i' anno della fua morte , ficcome nemmen quello del fuo na-
fcimento . La rtefìfa cofa m' è avvenuta nel ricercar gli anni
de' due qui a lui premeflì Pittori . Che però né anche di loro
ho data iu ciò veruna notizia.
VITA
ED ARCHIT. GENOVESI. 33?
VITA
DI VALERIO CASTELLO
Pittore .
\ti</otiz /"i't ffchetuz '
GRan Pittore fu Bernardo Cartello . Ma un doppio
fpirito diluì ebbe in Pittura Valerio, l'ultimo de'
fuoi figli. Collui s'avanzò talinenre nell'Arte, che
fece Opere , si per l' ingegnofa invenzione , si per lo
delicatiflìmo tratto del pennello , fommarriente fquifite ; delle
quali molte ne pofììede , e in alto pregio le tiene 1 Inghil-
terra , e molte la Francia : oltre a quelle , che in ampio
numero fparfe ibno per varie citt\ d' Italia ; onde Genova-,
n' è rimafa quafi fpogliata . Cofa flupenda , come un uomo,
abbia potuto da per fé folo nel breve giro di pochi anni
tanti lavori , e con tanta perfezione cfeguire .
y a L' anno
^40 VITE DE' PITT., SCULT.,
L'anno di nolìra falute 1^25. nacque fra noi Valerio
Cartello , che , appena giunto al fefio anno della fua età ,
_ perdette il Padre , fenza che , a cagion della tenera età ,
Di la fua grave perdita conofcelTe .
Valerio Sottcnttato al govcmo della cafa Torquato , il maggior
Castèllo . j^. ^^g^^^in ^ quefti applicò Valerio alle lettere . Ma il fan-
ciuUino , che era ftato dalla natura inveflito del genio pa-
terno , di niun altro lludio più gli caleva , che di quello
della Pittura . Soleva per tanto avidamente ricercare ne' ri-
polligli della cafa i dilegni ; e quanti gli riufciva di rinve-
nirne , tutti con indul^riola puntu.ilità ricopiava . Prefe cosi
da fé i principi dell* Arte ; e in quell' età fanciullelca , fen-
za guida di mano maeilra , tanto avanzofli ; che forfè pochi
fotto la difciplina d' egregio Profelfore in maggior età 1' a\"reb-
bon raggiunto .
Vide Torquato le diligenti copie del piccol fratello :
e ne capi l' inclmazionc , e 1' ingegno veramente nato per
la Pittura . Quindi itunò non dovcrglifi frailornare quel cor-
fo , onde tanto nome, ed emolumento aveafi acquillato la^
famiglia , mercè della paterna virtù . E però confenti , che
anche alla Pittura attendere . Allora Valerio prcfa amicizia
con alcuni giovani Pittori , andava fovente con elio loro nel
palazzo del Principe Doria, a confiderarvi le infigni Opere
a frcfco di Perino del Vaga , dalle quali ogni dì più rcllava
rapito , e trovava che apprendere .
Fin qui i\udiava Valerio col capitale del proprio inge-
gno , e fenza la direzione d' alcun Macllro . iVIa non indu-
giò la diligenza del fratello a provvedergliene . Pofe gli oc-
chi fopra il Sarzana , che di que' giorni con grand' applaufo
teneva aperta una fioritiUìma Icuola : e a quelTo celebre Pro-
felTore raccomandoUo . Gli ftudj , che il nuovo difcepolo fece
nel difegno fotto si cofpicuo Maellro furono molto brevi ;
perocché quelli provatane 1' abilità , e la prontezza , il con-
dulTe tollo al colorire, e all'inventare: ed eilèndo l'ulti-
mo , che ito folfe colà a fhidiare , indi a poco era già di-
venuto il primo neir avanzamento , e nella lode .
Il nobil. filmo ingegno del giovanetto Valerio giunfe alle
orecchie d'alcuni nollri Cittadini, che delle tre Arti forelle
aveano
ED ARCHIT. GENOVESI. 341
aveano molta intelligenza , e particolar protezione . Quelli
veder vollero qualche lavoro di lui , ed ammiratane 1' accu-
ratezza, lo tennero in conto di ProfeiTore , e cominciarono ^^««^^^
a prefentargli commiflloni d' impegno . Una fra le altre tu Di
quella di colorire a frefco un gran quadro fulla facciata q^^^^^^-
di certa cafa fituara nella piazzetta , che guarda la porta_-
principale della Chiefa di S. Donato . Valerio fi pofe all' im-
prefa ; ed effigiò colà S. Bernardo in contemplazione della
Santiflìma Vergine, e del Bambino Gesù. La pittura incon-
trò molta flijna , e giuflamente ; flantechè ella fpira una tal
grazia , ed affetto ; che chi non ne fapelfe V Autore la giudi-
cherebbe Opera d' un Artefice confumato : e un Artefice con-
fumato non avrebbe a grave , che gli venilfe attribuita . (a)
Soddisfaceva Valerio a chi impiegavalo : ma non fod-
disfaceva a fé fleffo ; perciocché più alto avea fiffata la mira.
Venerava il Maefiro : ma non credo , che dì quello ftile ap-
pieno fi contentafTe . Egli aveva 1' idea rutta diverfa dall' ufual
modo di colorire ; e il fuo fecondo intelletto l' invitava^,
a produr fatture migliori . Oifervava le beli' Opere fatte
in Genova da valenti Profeflbri , e fopramm.odo il rapivano .
All' imitazione di quefle volea flender le fue , ma con certe
giunte, che le vefbifiero d'un nuovo afperto .
In mezzo a quefii virtuofi fuoi pcnfieri gli fi prefentò
un' occafione d' ufcìr fuori della patria . Imperocché AgoQino
Merano [ fratello di Gio. Battifla , noflfo Pittore per anco
vivente] , dovendo trasferirfi in Milano per alcuni fuoi inte-
reffi , lo volle compagno in quel viaggio . Colà Valerio tro-
vò appunto con che appag-ar la fua brama nello (ludio delle
Opere de* Procaccini , che indicibil ei fece . Tutti i fuoi di-
vertimenti confiftevano nel minutamente contemplarle , ri-
trarle ; ed altre componendone a fomiglianza di quelle , for-
nirle di qualche nuova grazia , e vaghezza . Pafsò poi a Parma,
a fin di contemplarvi le ilupende Opere del Correggio . In quel-
la città rinforzò più che mai lo fludio ; e tutto s' imraerfe
nella feria imitazione d' un tanto efemplare ; fu cui gli ftéffi
Y 3 Caracci
^tf ) Ci fa ma^e , che quefta eccellente pittura fi vada ogni giorno più perden-
do; anzi , che in una parte ne fia fiata accelerata la diflruzione con rapar—
tuia fattavi d' una iìaeftra .
341 VITE DE' PITT., SCULT.,
Caraccì s* eran formati . Colà Valerio die compimento a' Tuoi
acquifii ; peroccliè con le antecedenti maniere de' Procaccini,
■ con le fiilfeguenti del Correggio , inferendovi le bizzarre_.
Di produzioni del proprio ingegno , venne a comporfi una terza
Valerio maniera , che fente del gu(to di que' primi , e di quedo fe-
.\sTjiLx.o, j,(jndo ; ed ha una certa grazia, che può dirfi tutta Vale-
riana , e per cui egli ancora manterrà immortale il fuo nome.
Ritornato il nolìro Pittore a Genova con la prevenzio-
ne di Qraordinaria fama , lì trovò preparate moltirfìme occu-
pazioni , che a tutt' altri avrebbero melFo fpavento . La fran-
chezza , e r ardore di Valerio ad ogni incumbenza pronta-
mente foddisfaceva • Egli maneggiava il pennello in tal gui-
fa , che parca per ifcherzo il facefle : e pure non dava pen-
nellata , che non contencfTe particolare artifizio , proprietà ,
e finezza . L'unità delle fue compofizioni , 1' efpreffion degli
affetti, la vivezza de' coloriti , l'effetto de' chiarifcuri , non
fon cofe agevoli a defcriverfi . In tali doti fuperiore egli era
a quanti Pittori di que' giorni fiorivano in Genova : e anche
a molti de' più riguardevoli delle altre città d' Italia . Nel
difegno fu corretto , quanto bafta per un Pittore , il quale_>
fia tutto fpirito , e brio nell' operare : ma in qucQa parte
non s' elevò ad un grado eccellente : con tutto ciò non fu
difettofo ; fìcchè veniilè ad offender gli occhi dcgl' Intelli-
genti . (a)
Non m' è agevole il riferire le tavole da Valerio di-
pinte per ornato di privati palazzi , e cafamtnti della nollra
città . Troppo vallo iarebbe l' aflunto ; e me ne fiancherei
lenza giugnerne al fine . Molte in oltre converrebbemi ricer-
carne fra 'gli ffranieri ; ne al prefente faprei già come . Ri-
lìringerommi per tanto folamente a riferirne alcune , che_*
luì in pubblico efpolfe fi veggono . Per la Chicià di quefli
T. Minillri degl' Infermi fece la bella tavola entrovi S. Ro-
falia
S
{a) Pietro Puget Francefe celebre Sculrorc, e Pittore , allorché in Genov«_
operava per ornamento della Chiefa di ?^. Maria di Carignano , fi portava
ibventc, dove erano lavori «dolio, o a frefco del nortro Valerio. Quivi con-
fumava di molte ore a confidcrarh : e leniendo talora da qualche ccnfore-.
rimproverarlo , come di poco corretto : Eb via , rifpondeva > ebe qiitfii è io*
Pittore da Jtdtrjì msbt ntlli /terraieni fpedt/tme •
ED ARCHIT. GENOVESI. 343
falla portata in Gloria da alcuni Angioletti (a) : e un' altra
del medellrao foggetto , e di pari bellezza pur ne lavorò
per il Sig. Gio. Maria De' Franchi , il cui ritratto aggiunle _
al baffo di elTa tavola , che ora fta fopra un degli Altari jj,
della Chiefa di S. Girolamo fituata lungo le antiche mura del- V/nno
la città . Un' altra ne colori per 1' Aitar maggiore della Chiefa ^^"*"-°'
dedicata a S. Paolo nella rtrada di Prè ; e con efpreflìoni le
più naturali , e vivaci vi rapprefentò queflo Santo , che pre-
cipita di cavallo al rimprovero di Gesù comparfogli nella
via di Damafco . Anche nella Chiefa di S. Sabina fi conferva
una fuperba tavola di Valerio , nella quale fon figurati i Santi
Battilta , Niccolò , e Bernardo in contemplazione del Divin
Pargoletto , e della Vergine Madre . Molte tavole ancora
lavorò per diverfe Chiefe delle Riviere : ed una affai pre-
gevole ultimamente ne vidi nella Parrocchiale di Recco .
In quella tavola egli ha dipinto i Santi Gio. Battifla , e Gio.
Evangeliìta infieme con altri . Ella è un' Opera , fenza efage-
razione, fra le fue belle bellifTima . Ogni Intelligente, che
la vedrà , farà ragione al mio fincero giudizio .
Avendo i Confratelli della Compagnia di S. Giacomo
detto della Marina deliberato d' ornare il loro Oratorio con
ampie tavole elponenti ciafcheduna un fatto della vita di
quel Santo Apoltolo : fra gì' illulh'i Pittori , che in ciò im-
piegarono , elellero ficcome il Cafliglione , così anche Vale-
rio, a cui toccò di rapprefentare il prefato Santo, che dalle
mani del Principe degli Apofloli riceve il Battefìmo . Figurò
il noftro Pittore , entro un maertofo Tempio , i fuddetti due
Santi : Giacomo ginocchione innanzi al Battiflerio : e Pie-
tro , che con la dritta gli verfa 1' acqua fui capo , e con la
finiftra tiene un libro , e le chiavi della Celere Podertà .
Rifplende in aria lo Spirito Santo fra Cori d' Angioli di tal
Y 4 bel- •
(, a ) Quefta tavola pende ora da una 1 ateral parete della cappella del Crocifinb .
Nella fagreftia della medefima Chiefa v' ha un' altra tavola del noftro Vale-
rio ; e vi fi vede S. Cecilia in atto di fonar 1' organo , e alcuni Angioletti ,
in atto di cantare.
Un'egregia tavola di quello valente Pittore è pur quella, che cuopre_.
un' intera facciata nella vafta fala del funtuofo palazzo Brignole , lungo la
ftrada Nuova . In effa è rapprefentato il ratto delle Sabine . Un' altra ta-
vola di confimilc argomento fi conferva in Firenze ejuro il palazzo di quel
Gcaii Duca .
344 VITE DE'PITT., SCULT.,
bellezza ; che meglio non gli avrebbe dipinti lo ftclTo mag-
gior Procaccino ; e mi perfuado , che quell' infigne ProfefTo-
^ re , fé veder li potefle , li giudicherebbe una puntual imma-
Di gine delle fue pitture . Rifaltano , quafi fodero fpiccate dal
Vaierio quadro , moke perfone fpettatrici del fatto : ed oltremodo
Castìllo. gp^2Ìofo comparifce il parergo d' una femmina , fulle cui gi-
nocchia fiede un putto, che tien legato con guinzaglio un
cane da caccia . In fomma è quello un quadro , che , o por-
ta il vanto fopra tutti gli altri colà locati , o quello folo
del Caftiglione glielo contrafta .
Or dalle Opere ad olio fatte dal noflro Valerio , paf-
ferò a quelle , eh' egli fece a frefco . Nella Parrocchiale di
S. Martino d' Albaro [dove egli era flato battezzato , e dove
avea la cappella fondatavi da Bernardo fuo Padre ] egli di-
pinfe la lunga facciata , che gira intorno agli archi condu-
centi nel Presbiterio . Quivi rapprefentò Noflra Donna Af-
funta da moltitudine d' Angioli al Cielo ; e gli Apofloli al
balfo, che la ftanno contemplando in varj atteggiamenti ef-
prelTivi di maraviglia : e in quattro altri vani figurò gli Hvan-
gelifti in maertofe politure . Quivi pure dipinfe ad olio la
Ipeciofa tavolina del S. Antonio di Padova : e con facre fio-
rie , e con figure di Santi adornò le pareti , e le piccole.,
volte delle due cappelle dedicate , l' una alla Vergine [ che
è quella di iua famiglia], l'altra a S.Apollonia; ove Ita af-
filTo r egregio quadro formato di mano del Cappellino . {a}
Il Sig. Gio. Battifla Nafcio , uomo ailai facoltofo , e della
Pittura amantiiìimo , s' avea fatto fabbricare per luo diporto
uncafainento fulla piazza detta volgarmente dell' Erco . Ed avea-
vi impiegato a dipingerlo varj rinomati Pittori . A Gio. Bat-
tila Catione fece figurare entro finte nicchie a chiarofcuro
fovra ambedue le facciate alcune Deità . A Gio. Angiolo Vi-
cino diede 1' incarico d' ornare alcune flanze con paefi , e ma-
rine ; nel qual genere di lavori il Vicino era allora 1' unico
in Genova . E Valerio ebbe 1' incumbenza di defcrivere al-
cune favole , con immagini di Dei , e poetici ghiribizzi .
Coflui y' impiegò il luo raro valore : efprelTe metamorfofii
tratte
( 4 ) Di quello quadro veggaTi la Mota («) alla ptgiju 179, del prcfenie voluaic,,
ED ARCHIT. GENOVESI. 345
tratte da Ovidio : formò varj gruppi d' Amorini , d' animali ,
di moftri , e d' altre bizzarre rapprefentanze illuiìrate dalla va-
ghezza d' un foavifllmo colorito . Intorno a quelìe pitture.*
aggiunfe cartelle di arabefchi , fogliajni , profpcttive con co- bi'
lonnati , ed altri virtuofi fregi il celebre Paolo Brozzi Bo- ^^^"^^^^
lognefe ; il quale fu co' precedenti tre a parte delle generofe
ricompenfe del mentovato Nafcio , promotore di t>i degni
lavori . (a)
Pafsò quindi Valerio a dipingere per le Monache Bene-
dettine del Moniflero di S. Marta la volta principale della^
lor Chiefa . Quivi in un gran quadro egli efprell'e la Santiflìma
Nunziata , con quell' eleganza , e finezza , eh' era fua pro-
pria ; e al di fopra del quadro medefimo in un altro fpazio
di volta dipinfe una Gloria d' Angioletti , che è una delizia .
Non iitava mai oziofo il noflro Valerio : ma notte , e di
lavorava . Componeva al lume della lucerna i penileri dell'
Opere, e a quello del sole efeguivali . Che fé cos'i fatto non
avefle , noi non avremmo al prefente tante cofe fue . Cos'i pur
fece allora, quando fu chiamato dalle Monache di S. Maria
in PaiBone a dipingere nella lor Chiela . Ma perchè con tut-
to ciò s' avvide in pratica efler 1' Opera di tanta mole , che
difficilmente avrebbe potuto compierla con quella preflczza,
con cui era richieda : llimò convenevole fuggerire alle fud-
dette Religiofe , die fi contentairero d' aggiungere a lui per
compagno Domenico Piola , anch' elio Pittor valente , e fuo
intrinieco Amico. Fu accettato il progetto. Valerio pertan-
to [ poiché dovean coli rapprefentariì i Millerj della Sacra-
tiflìina Palhone , e Rifurrezione] eiprefie per fua parte nell'una
delle due principali facciate Gesù , quando è raoiì:rato al po-
polo ebreo , e nell' altra , quando porta la Croce al Calvario.
Compofìzioni ambedue ricclie di vivaciilime figure , e d' un
effetto m.iravigliofb . Al di fopra poi delle efpofle facciate
rapprefentò nella prima elTo Gesù , che riforge. dal fepolcro ,
e i culìiodi
( a ) Eneiido poi paffato in dominio d* altri il prefato cafamento ; i nuovi Pa-
dr-ini per loro maggior comodo vi fecero cambiar certi lìti ; onde in tal oc-
calìonc furono diihutic le beh' Opere di quattro eccellenti Vittori . Sol vi ri-
mangono fuUe iacciaie alcune delle itatuc dipinte dal Catione . Dico alcune ;
perche buona parte di effe fu , non lia molti anni , rifatta , anzi gualvata—
da infelice pennella*
34<5 VITE DE'PITT., SCULT.,
e i cuflodi trajnortiri per lo fpavento . Nel maggiore sfon-
dato della volta figurò lo Spirito Santo circondato da una_.
!" Gloria d'infinito numero d'Angioli (a). Le altre p',tture_>
ni di Mil'lcTJ (òno del nominato Piola ; e gli citeriori ornamen-
cltrELLo. ^i» ^ ^^ profpettive fono del Brozzi , uomo veramente fm-
golare in ibmiglianti lavori .
Il molto credito , che Valerio per tante Tue degne Opere
s' era acquiftato , moffe il Sig. Francefco Maria Balbi a dargli
cura dì dipingere a frefco la galleria del funtuofo Tuo palaz-»
?:o fituato neir ampia flrada , che da quefla chiariflìma Fa'-
miglia prende il nome. L' egregio Artefice efprefTe , sì nella
volta , che nelle pareti , alcune Deità , con finte ftatue , gruppi
di putti , ed altre pittorefche fantasìe , che incontrarono
r univerlal gradimento , e quello principalmente del prefa-
to Cavaliere , che gliene die larga ricompenfa ; e indi
■JL non molto in maggiori cofe impiegollo .
Avea quello Signore da gran tempo intenzione di far di-
pingere la volta della Tua gran fala ; e a tal effetto chiamato
avea da Bologna il celebre Andrea Sighizzi Pittore Profpet-
tico di gran perizia (b) . Venne il Sighizzi : e il Sig. Balbi
volle , eh' egli in compagnia di Valerio operafle : quelli nelle
figure , e quegli nelle profpettive . EfprefTe Valerio nella pre-
fata fala il carro del tempo tirato dalle quattro età dell'uomo :
e fopra il cornicione altre cofe funboliche , corri fpondenti
alle età medefime . Dirimpetto alla principal porta d' en-
trata v' ha la Fama , e varie altre figure : v' ha la Fortuna ,
ed altre Deità , che danno intero compimento all' emblema.
Si fegnalò il noflro Valerio in quell' Opera : e non meno di
lui fi fegnalò il Sighizzi nelle aggiuntevi profpettive , che_.
per più nobile fplendidezza mife ad oro , ed arricchì d' or-
namenti di bizzarra , e maeflofa invenzione .
Terminata qucll' Opera non cefsò già nel Sig. Balbi
il genio d' occupare il noflro Pittore . Che però gli dicde_.
la cura
( a ) Qiiel lavoro a frefco rapprefentativo dello Spiriro Santo fra Cori d' An-
gioli , non e di Valerio , m'a bensì di Domenico Piola . Potrebbe però eflc-
re , che co' difegni di Valerio 1' avefle il Piola efcgiiito.
( t) D' Andrea f^ighiz^i fcrive il Conte Carlo Ccfare Malvagia nella iv. parte
della fua Fei/^iui Pittrice ^ alh pag. 176. Egli nota, che in cafa Balbi dipinfc
anche un certo Bartolommeo Pianòri , nome affatto incognito , e che ii lup-
poiie riferito dal Malvagia per isbaglio.
ED ARCHIT. GENOVESI. 347
la cura d' ornargli due altri falotti . Valerio effigiò nel primo
le tre Grazie con varj putti , e medaglie all' intorno , e nel
fecondo, quattro favole di Diana, e d'altre Deità. In gne'
falotti lavorò anche il Sighizzi , che vi fece gli citeriori or- Di
namenti , e le profpettive . Valerio
Tutte quef^ pitture molTero il Cavaliere allora pofTedi- *"^'-'^*
tore del magnifico palazzo fituato dirimpetto alla Chief'a di
S. Carlo nella foprammentovata llrada Balbi a richiedere-* ,
che anche ivi una rtanza il noflro Pittor dipingefle . Quefti
con ben intefo dilègno rapprefentò nel mezzo la Fama , e fo-
pra la cornice quattro fimboli : cioè, dell' Immortalità, della
Medicina, figurata nel vecchio Efculapio , della Vigilanza,
e d' un'altra, non fo ben dir quale. Virtù. Sopra le porte
dipinfe alcuni putti , che reggon medaglie colorite a chiaro-
fcuro : e ne' fregi a pian della ilanza finfe baflì rilievi figu-
ranti alcune fcuole d' Arti liberali . Le profpettive poi , e
tutti i cartelli , gli arabefchi , e i fogliami della lìanza me-
defima fon Opere di Gio. Maria Mariani Afcolano , che iii_.
fimil genere di Pittura fu molto eccellente . {a)
Uno degli ultimi lavori condotti da Valerio fui frefco
fu nella volta dell'Aitar maggiore della Chiefa di S. Maria
del Zerbino ; dove dipinfe tre tavole . Nella prima di quefle
el'prelfe la Prefentazione di Maria Vergine : nella feconda-. ,
lo Spofalizio della medefima con S. Giufeppe : nella terza,
elfa Vergine coronata Reina del Cielo dalle tre Divine Per-
fone . La tavola però della Prefentazione fu da Valerio la-
fciata imperfetta : e dopo la morte di lui terminolla il Pit-
tore Gio. Bernardo Carbone . Ne tacer debbo , che di elTo
Valerio è anche la tavolina rapprefentante V Immacolata-.
Concezione ; perchè quella tavolina è un' Opera fìngolarc . {b)
Fu poi invitato Valerio da un Cittadino fuo Amico
a dipingergli la principal facciata d' una cafa in piazza di
S. Gtnefio .
( e) Nella riferita ftanza efleiido le figure del Caftello affai fvenutc , furono
con maniera del tutto confimile rcltauraie da Gio. Agoltijio Ratti vivente
Pittor Genovefe .
(i) Nel palazzo del Sig. Gio. Luca Giuftiniani dipinfe Valerio una ftanza—,
nella cui volta lapprefentò Andromeda con Perfeo , che la libera dalle fauci
del vorace mottro marino : e all' intorno di quella tavola avea fatto a!tre_.
figure , che pofcia , ia occallonc di rertaurarfi il palazzo , fon ite a male-. ,
Vi li conferva però ancora intatta la pittura dell' Andromsda .
348 VITE DE' PITT., SCULT.,
S. Genefio . Imprefe quegli il lavoro : e difpofe quattro im-
magini di Virtù ne' quattro fpaTij , che fi frappongono tra le
fineitre : indi al baflb figurò ' alcuni putti d'ottimo guflo .
D. Avea già quafi compiuta 1' Opera ; e fol vi reilava a defcri-
Valerio yerfi r AfTunzione della SantifTìma Vergine fopra la porta-. :
t,A$Tjn.Lo. qy^j^j^Q Jq colp\ repentinamente la morte nell'ottobre dell'
anno 1(^59.; mentr' egli pafTava appena il trentaquattrefimo
di fua età . TerminolTi 1' interrotta Opera da Domenico Piola
con illile sì conforme al Valeriano ; che chi la vede , la giu-
dica fatta di mano dello rteiro Valerio .
Il fuo cadavere fu portato alla Chiefa di S. Martino d' Al-
baro , e colà con folenne funeral pompa feppellito entro la
tomba , che Bernardo di lui Genitore s' avea fatto coflruire.
Era Valerio di avvenenti maniere , gra/iofo nel conver-
" fare , fervido nella fatica , e fecondiffimo d' intelletto : d' in-
dole poi liberale , e foave ; che , a morivo di quella , rende-
vafi amabile a tutti. La fua cordialità verfo gli Amici s'ac-
codava air eroico ; ftantechè avrebbe qualfivoglia difagio ,
o difcapito fofferto , per prelìar loro fervigio . Egli ebbe_>
moglie , ma non figliuoli . Dell' Arte Tua fu al fommo cu-
rante : e r efercizìo di ella gli facea dimenticare ogni altra
cofa , quantun-]ue importante. Il difegnare dal Nudo era_.
la fua unica ricreazione ; nel che palFava parecchie ore fenza
avvederfene .
Molte , come già accennai , fono le tavole , che da' Vir-
tuofi ftranieri , fpecialmente Inglefi , furono a qualunque gran
prezzo comperate , e trasferite nelle loro provincie : e ne fa-
remmo [ almen delle private ] affatto fpogliati , fé coloro ,
che qui ne polfeggono , fi folfero lafciati adefcare dalle lar-
ghe profferte de' Viaggiatori . Vaglia 'l vero : a si fatte pit-
ture niuna fomma d' oro può pareggiarfi .
Ebbe il nollro Valerio quattro Difcepoli , tutti di buona
riufcira . Uno è Gio. Battilla Merano , eh' apprefe i principi
del difcgno da Gio. Andrea De' Ferrari , e poi pafsò a Parma
a lludìar fuUe Opere del Correggio . Di queflo Merano non
dirò altro ; perchè egli vive . Il fecondo fu Bartolommeo
Bifcaino , di cui fcriverò più fotte in feparato difcorfo . Gli
altri due furono Gio. Paolo Cervetto , e Stefano Magnafco ,
de' quali
ED ARCHIT. GENOVESI. 349
de' quali darò qui immediatamente quelle poche notizie.^ ,
che ho potuto raccorre .
Gio. Paolo Cervetto fu Giovane di vivace fpirito , e di _
beir ingegno . Imitava si bene la maniera del Maellro ; che Di
fovente la copia del Difcepolo era creduta un originale-. . Valerio
Valerio , che a gran ragione 1' amava , procacciavagli occa- *-"^^'' '
fioni d' operare , ed avanzarfi . Quindi il buon Giovane ,
che poche fortanze poffedeva , era già in iflato di vivere.»
agiatamente coli' intraprefa Profeffione . Ma nel funeflo anno
1657. la peQilenza cel tolfe fui fior dell'età, e defraudò le
comuni fperan^e , che gi ultamente s'erano di lui concepute.
Stefano Magnafco figlio di Lorenzo per tal modo pro-
fittò {otto la diiciplina di Valerio ; che lo llefib Maefiro lo
ammirava , e da lui gran cofe afpettavane . Il defìderio di più
oltre avanzarfi nella Pittura fece , che il Giovanetto fi traf-
ferlflè a Roma ; dove iKidiò per ben cinque anni continui .
Indi ritornato alla patria Pittore già franco , ed efperto , fpe-
cialmente nel difegno , diede varie prove di fua perizia^ :
come il fcorge dalla tavola dell'Angiolo Cufiode , eh' ei dipinfe
per un Altare della Chiefa di S. Teodoro, e da due altre tavoline
per r Oratorio della Madonna del Rofàrio , preflb all' ifiella
Chiefa : nel quale Oratorio pur dipinfe la tavola della San-
tilfima Vergine accompagnata da' Santi Domenico , e Cate-
rina da Siena , e all' intorno i Millerj , che fi contemplano
nel Rofario . Per V Oratorio di S. Giovanni di Prè colorì
la tavola della Madonna : e per la Chiefa di S. Ugo fìtuata
nella IteiTa contrada di Prè fece quella di quello Cavaliere,
che da una rupe alla prelenza di numerofo popolo fa fcatu-
rire un limpido fonte . Il più bel quadro però di qutfio
Autore fi è quello , che fia dentro all' infermeria de' feriti
nel maggior Ofpedale di quefla città . In elio quadro ei rap-
prefentò il felice tranfito di S. Giufeppe , afiìlìiro da Gesù ,
e dalla SantiiTima Vergine Madre . Vi fi vede in alto un grup-
po d' Angioli di rara , e lòrprendente bellezza .
Gtà il Magnafco s' aveva acquiftato gran nome con_.
quelle fue fole primizie; e molte commiflìoni gli il desina-
vano : quando un' improvvifa difTenterìa 1* afTali , e talmente
debilitollo ; che in termine di alcune fettimane lo trafie al
fepolcro .
350 VITE DE'PITT., SCULT.,
fepolcro . Poche pitture di Tuo ci ha lafciate per le cafè de'
nollri privati Cittadini : molte però fon quelle , che ha la-
r vorato per la Francia , nelle quali ha fatto {piccare il fuo
i^' nobile ingegno : e forfè avrebbe fuperata la gloria del Mae-
UastIllo. f^ro ) ^e pili lunga vita aveffe goduto, {a)
Poiché io nella vita del noflro Valerio ho avuta occa-
fìone di menzionare Gio. Angiolo Vicino : non eflimo fuor
di propoHto il foggiungere qui alcuna cofi del coflui fratello
Gio. Michele , e di Gio. Battila lor Padre . Gio. Battila fu un
Pittore più che mediocre in rapprefentare componimenti ilo-
riati . Di luì abbiamo una tavola pendente da una parete
della Chiefi della Santi (Tima Nunziata del Gualcato (b) :
e un' altra in S. Maria della Pace entrovi il B. Salvator«i_,
da Orta operante miracoli (e) . Morto Gio. Battila in età
molto avanzata lafciò due figli* uno è il Gio. Angiolo , che
molto vale nel dipinger pacfi , marine , battaglie , ed ogni
genere di c;alanterie ; e fempre con vivezza , e grazia non or-
dinaria . Egli ancor vive , ma in molta afflizione ; perchè con-
tinuamente confinato nel letto dalla podagra . L' altro è Gio.
Michele fuo fratello , Pittore , che nello flefib genere del Gio.
Angiolo molto bene è riufcito ; e più ancora fi farebbe fe-
gnalato , fé non fi folfe attenuto alla fola pratica , e non_.
avelfe dipinto con troppa fretta . Coflui mancò in etì poco
avanzata . Colpa de' fuoi difordini , co' quali [ parlo fecondo
r umanità ] fi guaftò la complenìone , e s' abbreviò i giorni .
E' cofi molto difficile , che 1' uomo intemperante arrivi a vec-
chiezza .
VITA
{a) Q^ielo Mfignarco Pittare d'ottimo gufto, e di pennello delicatifTìmo ci man-
cò r anno 1665. , mentre contava poco più di trent' anni d' età , La perdi-
ta , pile per tal nìorce tacemmo, ci fu in parte ricompenfata in un figlio
da lui lafciatoct per nome AlefTandro , comunemente detto il Lijjardritio ,
Qlicli fu il più fpiritofo Pittor de' fuoi tempi in piccole figure condotte in
PkIiì tratti di pennello, le quali hanno luo^o entro i più pregevoli gabi-
nerti d' Italia . Ma di luì fi parlerà nel fecondo tomo .
(i) La riferita tavola non può eflere , fé non quella, che vedefi nella cappella
di S. Bonaventura, entrovi delcritto un miracolo di quello Santo.
(») Alla foprammeirovata tavola ne fu pofcia failituita un'altra del médefmo
argomento di mano di Domenico Piola . Ma pochi anni fono anche qucfta
fu li colà rimofla , e porta nella lateral parete. E dov' eli' era vi furono
collocate alcune llatue del Maragliajio » eccellente Scultore , di cui fcriverali
nel fecondo, tomo .j
ED ARGHIT. GENOVESI, S5«
VITA
DI BARTOLOMMEO BISCAINO
Pittore , e Intagliatore
in rame .
SOGGETTO di Tpedal merito , e d'egregia riufcita i n Pit-
tura fu Bartolo. n meo Bilcaiuo . Cos\ 1' atfrcttata. fua^
morte non avelFe tolto a lui la iacoltì di molto ope-
rare , e a noi il vantaggio di poil^der molto di luo
operato . Tuttavìa quel poco , che di elfo abbiamo , è un'au-
tentica contermazione di ciò , che ho atrerito , e farà un per-
petuo elogio alla fua virtià . Vengo al racconto .
Gio. Andrea Bilcaino , Pittore di mediocre abilità , uni-
camente dipingeva , per ritrarne , con che follentar la fami-
glia : e però era indefefTo nell' efercizio del luo meltiere_> ,
ed in ogni forra di pittura impiegavafi , fecondo che gliene
veniva occalione ; ne gì' importava tanto la lode , cjuanto
il guadagno .
Ebbe coflui molti figli : il maggior d' eflì fu il noflrc)
Bartolom neo , al quale infegnò i principj della Profellione
con ottimo etìetto . Imperocché apprefe tollo il fanciullo a di-
fegnare ; e ciò facea con tal efattezza , e grazia ; che le fue
cofeieile già cominciavano a teneri! in conto di buone . Ma
Gio. Andrea , ben conofcendo , che il figlio aflai più profitto
avrebbe fatto lotto la dilciplina di qualche Profclìòre di pri-
ma sfera ; il conlegnò a Valerio Gattello , la cui fcuola_. ,
e perizia era in lommo grido , ed onore ,
Il novello Difcepolo guidato da mano si prode , e^ fe-
condato dalla vivacità del proprio ingegno , fpeditamente_.
s' avanzò per tutti i gradi dell' Arte ; e malTime nell' accu-
rato difegnare , e nel loave colorire fi fegnalò . lo confervo
due rari difegni da lui lavorati , che quantunque in fempli-
ce carta : pure a mio giudizio , attcla la loro elattezza_. ,
e finezza , fono due gemme . L' uno di quelli è ricavato dalla
famollilLna tavola rapprefentante il Martirio di Santo Stefano;
la quale
35i VITE DE'PITT., SCULT.,
la quale fi conferva all' Aitar maggiore dell' ampia ChiefT-.
a quello gloriofo Protomartire dedicata : tavola , e gran parto
-Il !■ ^cl pennello di Giulio Romano (<i!) . L'altro difegno è prefo
Di Bar- dalla tavola rapprefentante la Gloriofiirmia Vergine AfTunta :
Bnc^A^No*! pif'^ui^ <^i Guido Reni , che fia locata nella fplendida Chiefa
' * di S. Ambrogio , o fia del Gesìi . (b)
Cominciò pofcia il noilro Bifcaino a dipìnger tavoIe_>
di fua invenzione; ed alcune, che compofe per luoghi fuori
di Genova , furon accolte con molto gradimento . Ma una
fola di fua mano qui in pubblico efpotla fi vede . Ella è
quella, che fia fui primo Altare amano fìnifira nella Chiefa
del Santo Spirito de' PP. Somafchi fuor della porta appel-
lata dell' Erco . In detta tavola v' ha S. Ferrando dinanzi al
Trono di Maria Vergine in atto d' implorarla in foccorfo
d' alcuni poveri lìorpiatì , che le addita .
Di grand' onore fu al Bifcaino quefla pittura , si per
l'ottimo difegno, si pel guflofo colorito: tanto più, che,
quando ei la fece , appena avea compiuto il ventici nquefimo
anno della fua età . Certamente a vilT:a di si beli' Opera_, ,
ognuno fperava , che farebbefi da lui pareggiata la gloria
de* nofiri più infigni Pittori . E pieno effetto avrebbero avu-
to le comuni fperanze . Ma poco dopo : cioè nell'anno i6<;j.
percofib inlìeme con la fua famiglia dal morbo pelìilenziaìe,
ebbe il cordoglio di vederfela tutta premorire : e indi a qual-
che giorno feguilla . Grand' aumento alle noftre perdite .
Il Bifcaino fu anche un ottimo Intagliatore in rame , ed
incife all' acquaforte alcune cofe , che lo iHle Cafliglionefco
molto
fa') Della fopradderta nobiliflìma tavola fa onorata menzione Giorgia Vafari
nella Vita di Giulio Romano : e dice non ai-er mai qucfto Artefice fatta—
Opera migliore. Narra in oltre, che quella tavola fii ordinata a Giulio Ro-
mano da Gio. Matteo Giberri , Datario di Papa Leojic X. , per mandarla a Ge-
nova ad un luo Benefìcio intitolato Santo Stefano ; il qual Benefizio con la
mcdef ma tavola eflo Giberti donò poi a' Monaci Uljvetani , che tuttora il
roflìedono . Ma , che fi a ita la cofa diverfamenre , l'accenna l'Arma De' Me-
aici collocata nella parte fuperiore della tavola col Triregno, e le Chiavi,
e la fcgucnte Infcri?inne . LFONIS X. P. M. FRATRISQ, IVLII CARD.
MFDICES BFNFFICIO TFMPLO PRAFF.
(è) Di queft' altra prefio^a tavola rapprefentame la Rantiflìma Vergine AfTunta
in Ciclo in me?™ ad Angelici Con , con gli Apofto'i al baffo in viviflìmi
aitegciamenti di contemplazione, ed ammii anione, leggafi quanto ne fcrive
rella vira di Guido il Conte Malvagia, che neritamente tiene quella nie-
defima tavola per una delle migliori di quel cliuxifTuno Maeftto.
ED ARGHIT. GENOVESI. 355
molto bene imitaviino . Non faprei dire in mano di chi fien
capitati quelli luci egregi lavori . Ne' tempi perìcolofi , e fu-
nelH la confufione , e l' orrore fa , che nulla li curino le cole, ^^^^^
quantunque pregevoli : quinci vadan difperfe , o rimangan— Di Bap.-
diikuttc : ed in vano poi fi fofpirino . {a) tclomim
VITA
DI NICCOLÒ ROCCATAGLIATA
Scultore , e Gettatore di metalli .
Gii ho terminati i ragguagli , che ho potuto rinve-
nire intorno alla Vita de' noflri Pittori , e di alcuni
pur noflri Architetti , ed Intagliatori fuccefTivamen-
te fioriti . Recami ora a parlare de' femplicì Scul-
tori , che da quali due fecoli in qui abbiamo avuto ; poiché
de' precedenti a quefli mancano le notizie . E per procedere
qui ancora giufla la ferie de' tempi , darò il primo luogo
a Niccolò Roccatagliata .
Nacque coflui in Genova , e da fanciullo andò a flarc
per fattorino nella bottega di Cefare Groppi eccellente Ar-
gentiere , di cui abbiamo nella Cattedrale i fuperbi lavori ,
che adornano all' intorno la nobililTima cafTa , ove porrafi in
procelTione il Santiffimo Sagramento nel gran giorno della—
fila Solennità . Tali lavori manifeflano , che valentuomo folle
il Groppi nel gittare in argento ,
Tom. L Z Moflb
(a) Delle belliffime carte flampatc fu i rami del Bifcaino alcune fé ne coiìfer-
va.!:3 tuttavìa preTo gli Amatori delle cofe biioTie , Io qui ne riferifco tre,
che fole mi fon giunte a notizia. Quefte rapprefentano , l'una il Sacio Pie-
ff pio : I' altra , Mosè ritro^^ato nel Nilo : e la terza , la B. Vergine con Gesù
Bambino, ed alcuni Angioli, clie Io correggiano. Le tavo'e dipinte da quello
valentifllmo Giovane fi tengono in conto di cofe prexiofe: ed una fingoIaie_.
di lui è paffata , noji l:a gran tempo, neila magnifica galleiìa eretta dal
Re Federigo Augufto III. di Polonia ; la qual tavola è menzionata da Fieno
Guarienti nel fuo Abecedario Pittorico alla pag. 86. Queft' Autore non dice,
cJie colà in elTa fi rapprefenti : ma fappiamo rapprefentarvifi lo fcorticamen-
to di Manìa .
Di
GUATA •
354 VITE DE' PITT., SCULT.,
MofTo il noflro Roccatagliata da efficace brama di ren-
derfi ben efperto nell' Arte dello fcolpire , fi parti dalla pa-
tria ; e dopo aver girato per varie città d' Italia , olfervan-
dovi le più infigiii Statue , e praticando co' più eccellenti
Niccolò Artefici , pafsò per ultimo a Venezia ; dove a si continuato ,
^^ocATA- Q violento lludio di tini lavori applicolli ; che la lùa \\i\a.
venne a fcapitarne fino alla total perdita d" un occhio . Egli,
ciò non oflante , profegui l' intraprefo corfo ; e molto avan-
zoffi nella pratica di modellare , e di maneggiar lo fcarpel-
lo ; onde colh'uì in marmo alcune figure d' ottimo gullo ,
Delle amicizie , eh' egli , mentre dimorò in Venezia, con-
tralTe con virtuofì Soggetti mi balla per Tua lode accennar-
ne una fola : cioè quella del celebre Tintoretto . Quello
egregio Pittore ilimoUo tanto , e si 1' ebbe caro ; che di lui
lolea prevalerfi , qualunque volta uopo avea di modelli , onde
ritrarne pofcia in pittura le figure : e quelle poi confervava ,
come cofe preziofe , nel Tuo lludio ; e in memoria del ge-
novefe Modellatore .
Mentre il Roccatagliata dimorava in Venezia , ebbe oc-
cafione divenire a Genova Domenico Biironi Veneziano , bra-
vo Scultore in legno, e in avorio. Colini efòrtollo a goder
di queir occafione , e far feco alla patria ritorno . Condi-
Icefe il Roccatagliata all' Amico , e venne col Bilfoni a que-
lla volta . Qui , dov' era da lungo tempo deiiderato , fu ac-
colto con dimollrazioni di grande lìima ; e v' ebbe tollo va-
rie coramiiTioni , fra le quali quella di ibrinar gli ornamenti
d' argento alla cafia , fu cui portafi in proceffione la belliffi-
ma Statua della Madonna del Rofario da quelli PP. di S.Do-
menico . Lavoro d' una maellofa , e foda invenzione , e d' una
delicatezza particolare .
La franchezza , eh' avea queflo noflro Scultore in model-
lare SI in cera , si in creta , era maravigliofa . Rapito reflavane
lo flelFo Paggi , che giunfe a dirgli : /" oi mi jate venire la
voglia di cambiare i pennelli in altrettanti jìecchi , e di ripi-
gliare di bel nuovo V efercizio della Scultura .
Amico Tempre della fatica molto lavorò il Roccataglia-
ta , ma per lo più cofe di metallo in piccolo , e proprie più
di fcrigni , che di luoghi pubblici . Pure una fua Iattura-.
alquanto
ED ARCHIT. GENOVESI. 355
alquanro grande in bronzo fi conferva pubblicamente efpofla
fopra la porta d' una cafa fituata in quella flrada , che dalla
piazza dell' erbe conduce al piano di S. Andrea {a) . Quefla ^^^^^^^
fattura confille in una Madonna col Divin Putto in collo : Di
due Immagini , che fpirano maellà , ed infpirano divozione j^^ccat*^-
in chi vi fiifa lo fguardo . Tal Opera fu poi ripulita da un guata.
di lui figlio nomato Simone , il quale parimente alla Scul-
'tura aveva applicato, ed efercitavala con molta lode.
Non m' è noto in qual anno , e di qual età Niccolò
Roccatagliata mancaffe . Ho detto di lui quanto m' è potuto
arrivare a notizia. Ne altro mi refta da aggiugnere , fé non
che odo efiere in Venezia Opere di fua mano in bronzo ,
ed in marmo , che famofo tuttora gliene rendono il nome .
VITA
DI MATTEO SANTACROCE ,
E FRATELLI,
Soprannomati i Pippi ,
Scultori .
FIi.ippo Santacroce, detto il Pippo , Scultore di grand'
ingegno, e perizia, ebbe cinque figli, che dal nome
del Padre i Pippi ancor efli tutti in un fafiello furono
chiamati . Per altro ebbero nome : il primo , Mat-
teo : il fecondo , Luca : il terzo , Giulio : il quarto , Scipio-
ne : ed il quinto , Agofiino .
Quefl:i cinque Giovani , dal Padre , come in comune_^
patrimonio ereditarono 1' Arte d' elegantemente fcolpire in
legno ; che ben la pofiedettero ; ficcome fede ne fa la foffitta
della pubblica fala di quefio Maggior Configlio tutta di loro
mano intarfiata , ed incifa .
Z 2 Attefa
(«) Della fopra riferita Statua al prclente non fé n'ha reruna contezza.
Di
Mattho
35(5 VITE DE'PITT., SCULT.,
Attefa la fama , che del fodo , ed uniforme lavoro di
quefti Pippi correva ; fi prefenraron loro molte occafìoni di
formare Iculture di varie fogge per ornamenti di Cliiere_>,
e di privati luoghi. Ma, oltre alla prcf.:ta della pubblica—
fala , lommamcnte onorifica , e vantaggiola fu loro la com-
^^^"°"* milfi )ne , eh' ebbero di lavorare ad inragU , e a baffi rilievi
rapprefentanti rtorie la poppa della galea capitana della Squa-
dra fpagnuola , che allora in quello porto trovavafi . L'Opera
fu da elfi compiuta : e incontrò piena foddisfazione di chi
r aveva comraellà ; e i fratelli Artefici ne furono largamen-
te rimunerati .
Coiloro poi ornarono dì fquifitiflìmi intagli la Chiefa-.
del G-esù ; e fecero per Genova altre degne fculture , come.
Immagini di Crocifilfi , e di Santi , gruppi rapprefentativi
o di Miilerj , o di l^Acre llorie , e cofe limili , che tuttavia
fi conlervano in quelle Chiefi- , ed in quefli Oratorj : ed al-
cune palFarono olrremonii , dove in gran conto i\ tengono.
Quanto all' indole di quelli fratelli , benché ciò fia punto,
che non lia interelfe con 1' Arte loro : pure , feguendo il mio
infiituto tenore ne' racconti di quefie Vite , polfo dire , che
il Matteo fu prudente, circonfpetto , e ben regolato nelle lue
azioni : laddove il Giulio fu d' umore firavagante , di collu-
mi poco lodevoli , altiero , e facile ad attaccar rifie ; in una
delle quali tagliata avendo al fuo Avverfario una mano , im-
mantinente per ano di fierezza, e dimollrazion di difpetto
gettoUa in mare . Gli altri fuoi fratelli non furono imita-
tori di colini , ma di Matteo : e però vilTero lempre in buona
unione fra loro , e coli' ingenua , e foave maniera trafiero
a fé r afietto di tutti .
Or palFo a' figli , e a' difcepoli d' alcuni de' prenominati
cinque fratelli ; nel che non m allungo .
Figlio di Matteo Santacroce fu Gio. Battifia . Cofiui
aiutò con lode il Padre , e gli Zii ne' lavori della fuddetta gale'a
di Spagna : ma fpecial onore 11 fece nella bellifilma Statua
della Madonna del Rofario , eh' egli lavorò in legno per la
Chiefa di S. Vincenzio fuori della porta detta dell' Lrco .
Ne di minor onore gli luron gì" inragli , che fece nelle elle-
liori facciate della tribuna locata nella Chiefa del Ge^ù ;
la qual
CANTACRCC£ ,
ED ARCHIT. GENOVESI. 3.57
la qual tribuna è quella ì(ìefCi ; donde il SerenifTimo Doge
ode i Divini UtHzj . Altri lavori fece Gio. Battilìa , che_,
flanno ripolH in privare cafe . In ordine all' indole di collui , -^^—
egli s' accorto a quella di Giulio Tuo Zio. Fu fimilmentc ij,
d' umore collerico , riiTofo , e inai colluraato : il fuo pelo rof- ^ ^ mteo
liccio lo dichiarav-a , fecondo la comune opinione , uomo
d' umore torbido , e d' inclinazione vizìofa . Egli mancò in
età ben avanzata : né io fo precifamente dire in qual anno .
Figlio di Luca Santacroce fu Francefco, che parimente
attefe alla Scultura ; e già molto bene vi fi avanzava . Era
dotato d' un feliciffimo ingegno ; onde avrebbe fitto ma-
raviglie nella ProfelTione . Ma la morte ruppe in un punto
il fiìo alle fperanze di quefto Giovane , cogliendolo fui fior
degli anni coli' improvvifo afTalto d' un' acutiflìma febbre .
Allievo di Gio. Battifla fu Stefano Cofla figliuolo d' un
falegname . Scolpai il Cofla con molta maellrìa così in le-
gno , come in avorio . Egli fu anche in parte allievo di Gio.
Battifia Bilioni , col quale parecchi anni lavorò : infinattan-
toché tocco dal pellilenziale morbo del 1657., infìeme con
quello fecondo Maetlro cefsò di vivere .
Da non fo quale di quefli Santacroce apprefe anche a fcol-
pire Girolamo del Canto, foprannomato il Pomo, nativo
d' una delle ville di Bifi:gno . Quello Girolamo ci ha la-
fciati alcuni parti del fuo nobile ingegno ; fra' quali non fono
da tacerfi , la cafTa , o fia macchina rapprefentante S. Barto-
lommeo Apoftolo , fatta per commiffione de' Confratelli dell'
Oratorio di quello Santo nel luogo di Quarto : il divoto Cro-
cififTo , che confervano i Confratelli dell' Oratorio dedicato
a S. Gio. Battifla in città : e 1' altra Immagine pure del Croci-
filTo , che fla locata nell' Oratorio detto degl' Incrociati , a capo
del Borgo di efTo Bifigno . Altri lavori fece pure per le noflrc
Riviere; ed in tutti credito non ordinario acquifioffi . Mancò
Girolamo poco prima del i<?57. in molta fcarfczza di loHanze ;
quantunque notabili forame guadagnato avefle : perciocché
egli col fuo capricciofo , e diffoluto vivere ogni guadagno
fi diflìpò .
Z 3 VITA
35» VITE DE' PITT., SGULT,,
VITA
DI GIO. BATTISTA BISSONI,
Detto il Veneziano ,
Scultore ,
DOMENICO BifToni Veneziano fu uno Scultore di mol-
to grido . Egli in Genova , ove dalla patria trasfe-
ritoli , s' era ammogliato , ebbe un tìglio nomato
Gio. Battila ; ed è quegli , di cui ora imprendo
a fare difcorfo .
Apparò Gio. Battila dal Padre i principj del difegno :
indi quelli del ben modellare in creta,- non folo imitando
dagli antichi originali , ma anche ricavando da per fé il na-
turale ; fulle quali fpecialità d' Arte molto fondofli . Paffato
poi a lavorare in legno , e di fua fantasìa , incontrò el^ima-
zion tale prellb gli Amatori della Scultura; che le fatture
di luì , a quelle del I^dre 11 anteponevano .
Molte beli' Opere i^co. quello Scultore ; e ben rincre-
fcevol cola farebbe il riferirle tutte. Noteronnc qui fol tanto
alcune di quelle , che per eilcre in pubblico cipolle , luno
lacili ad elK^r vedute , e conlìdcrate .
Per quelli PP. Carmelitani fece la bella Statua , che
Tuoi portarli in procelTione il giorno della Madonna del Car-
mine : e per li Confratelli dell' Oratorio di S. Giufeppe la-
vorò r infigne calici , o macchina co' rilievi della Sacra Fa-
miglia {a) . D' ordine del SerenifTimo Senato fcolpi la Statua
di N'olirà Donna col Divin Figlio in grembo , ciie fu locata
all' Aitar maggiore di queflo Duomo : indi a non molto ri-
molTa quella , ve ne fu folHtuita un' altra di bronzo , come
P ù luntuola , e magnifica . E la primiera del BilFoni trafpor-
tata ad un Altare della Chiefìi di S. Bernardo , colà tutta-
via fi conferva .
Molte fono le divote Immagini di CrocifilTi di fua ma-
no formate , parte in legno , e parte in avorio , per Chicle,
ed Oraiorj
(a) Qucfta macchina fii poi refiaurata; « le lefte delle Sutue vi fuiojio da altro
acuitole lifatte .
ED ARCHIT. GENOVESI. 355^,
ed Omtorj di quefla città : Crocififfi d' altezza di quattro
in cinque palmi . Suo fra gli altri è quello foprammodo na-
turale , ed a.ffettuofo , che ila ad un Aliare della Chiefa di ^^_^^
S. Paolo : e fuo parimente è quello , che fi vede entro la_. d, Gio.
cappella fatta fobbricare dal Sig. Antonio Spinola nella Chiefa Battista
del Santo Spirito de" PP. Somafchi . Quefto Crocififlò è tal- ■^"'°^'*
mente pieno di tenerezza , e di commozione , eh' io non faprei
qual Artefice fìa mai arrivato a farne un migliore . {a)
Altre Statue fece per alcune Chiefe di Genova , come
le due de' Santi Giufeppe , e Filippo Neri per quella de' PP.
delle Scuole Pie : e quelle d' alcune Sante Agofliniane per la
cappella di Maria Vergine della Cintura nella Chielii di S. Ago-
fìino ; ove , oltre a tali Statue , vi fcolpì anche quella della
fìelTa Vergine .
PofTo di più giuflamente dire effere flato il BifToni Pit-
tore : non già perchè coloriva egli flelTo le figure da fé fcol-
pite : ma bensì perchè alcune tavole dipinfe per Amici , che
aiTai leggiadre , e di molto gradimento riufcirono ,
Fu quell:' egregio Scultore d' un indole cortefe , e foave.
Moflrò rare prerogative . Portò un indicibile rifpetto , ed amo-
re al fuoPaHre; che pofcia mortogli , non celfava di fufFra-
garnc l'Anima con limofine , e con fare applicar Sagrifizj
per elTa . Amò fempre la pulitezza , e il decoro , sì negli abi-
ti , che negli arredi . La ritiratezza fu la fua ordinaria com-
pagna, e le occupazioni dell'Arte, i fuoi più cari diverti-
menti . De' guadagni faceva ufo prudente , lènza profufìone,
e fenza tenacità . Diciott' anni fopravviffe al Padre . Ebbe
moglie , ed alcuni figli , a' quali preparava convenevole prov-
vifione di foftanze . Ma la crudel morìa dell'anno 1^57.
eflinfe lui , e tutta la famiglia. Ci lafciò un Difcepolo , de-
gno erede della virtù , e della gloria di lui . Quelli fu quel
Pietro Andrea Torre , di cui qui apprelTo farò difcorfo .
Z 4 VITA
^«) E' quefta la miglior Opera del BifToni. Ella contiene mi amabile, e uii^
patetico , che non ha pari , Perciò a ragione ftudiano fopra di cfla il vero
modo di fcolpir Crocififlì i naftri più celebri Scultori : di che meglio nel fecondo
tomo. Del BiiToni è anche l'altra Immagine del CrocifiJTo porta fui pulpito di
S. Francefco di Caftelletto , la quale alla belle2za della foprannotata moki»
s' accolla . "
3^0 VITE DE'PITT., SCULT.,
VITA
DI PIETRO ANDREA TORRE
Scultore ,
DA Michel Angiolo Torre , uorao d' onefla condizione
nacque Pietro Andrea : il quale ficcome ne' luoi pri-
mi anni mollrava , che alla Pittura inclinaire : cos'i fu
da' Tuoi applicato al difegno nella fcuola del Cap-
pellino. Quivi molto avanzavafi ; quando vedute alcune Ope-
re di Gio. Battilìa BiiFoni , tanto s' invaghì della Scultura-. ;
che , abbandonato il Cappellino , pafiò a quelV altro MacQro ,
fotto la cui direzione collantemente fi fermò , finché un ec-
cellente Scultore anch' elio divenne .
Ufcito dal Maelìro accommodoflì a lavorare co' fratelli
Pippi ; a' quali fu di non poco aiuto ne' lavori , che coloro
condufln^ro per la tribuna del Sereniillmo Doge nella Chicla
del Gesù . Indi appartatoli da' prefati Pippi , li pofe a lavo-
rar da per fé ; né mai gliene mancarono le occaiioni : peroc-
ché le Tue Sculture erano , liccojne Tempre faranno , in gran-
dillimo credito .
Molti fono in quefla città gli Oratorj , che ne hanno ; fra'
quali quello di S. Brigida a ragione lì gloria di polledere la no-
bil macchina , ricca di eleganti figure , che liiol portarli in
proceifione il giovedì Santo . In tal macchina è rapprefentata
quella Santa in atto di fcrivere col dettato di Grillo, e coli' af-
fluenza d' alcuni Angioli , le fkcre Rivelazioni . E' quelV Opera
piena di grazioll tratti : ben dillribuita nella compofizione :
e condotta con impareggiabil maellria.
Fece varj altri lavori per le Chiefe di Genova ; e fra
quelli belle fono alcune Statuine , che llanno apprelfo quelli PP.
di S. Maria del Carmine , e fogliono elporfi nelle principali
loro folennita . Siccome pure di tutta buona proprietà lòno
alcuni CrocifilTi , che fi conlersano in quefli Oratorj , ne' quali
m )lliò , quanto folle efatto imitatore del fuo Maellro , e quanto
n' avelfe raggiunto lo Ili le nelle Sculture cosi in grande , co-
me in piccolo , e cosi in legno , come iii avorio .
Fu il Torre
ED ARCHIT. GENOVESI. ?<?i
Fu il Torre d' un naturale oltremodo allegro , follazze-
vole , ed amantiflìmo delle converfazioni , e compagnie di
gioventù . Ma per lo troppo frequentarle fi trovò taholtvi_. ,
intrigato in rifle , dalle quali non Tempre ne ufci illefo . Di Pietro
Percrocchè un giorno in una di quelle ne riportò si grave ferita; ^oRRst
che da indi innanzi non ebbe più perfetta falute . Impotente
al lavoro , a poco a poco debil tato , e diflrutto , venne a man-
carci nel giugno del i66S. in età non molto avanzata.
Lafciò dopo di fé un figlio nomato Gio. Andrea , che
la paterna Piofeffione feguita con finezza , e lode particolare, {a)
VITA
DI marc' ANTONIO POGGIO
Scultore .
PAdre dì Marc' Antonio Poggio fu un calzolaio di que"
ila città . Colini fcorgendo nel figlio fcgni di buon-,
ingegno , lo pofe a fcuola di lettere , alle quali applicò
qualche anno con buon fervore , e notabil profitto .
Moflronì intanto bramofo d' apparar la Scultura ; nel che il
Padre volentieri gli condifcefe ; e toltolo dal primiero (ludio,
lo conduife a Domenico Biflbni celebre Scultor Veneziano
qui dimorante ; affinchè da quello bravo Artefice folle in tal
ProfelTione inflruito .
Il Bilfoni , per procedere rettamente , efercitò in primo
luogo il novello Difccpolo nel dileguo . Gli fé' olfervar dili-
gentemente le ilampe de' più valenti Difegnatori , e 1' indi-
rizzò alla retta imitazione di quelle. Eleguivala con ogni ac-
curatezza il nolìro Poggio ; e s' andava fempre più afibdando
ne' fondamenti dell' Arte : al che molto ancora cooperò il fi-
glio dello llelFo Maellro con la nuova Accademia del Nudo,
che aperta avea . In elFa diede luogo al luo Condilcepolo ,
il quale col copiare ora in carta col matitaroio , ed ora in
creta con lellecche, il naturale modello, fi rendè in breve ca-
pace di figurar corpi umani , ed efprimerne i lor varj atteg-
giamenti . Il
C a ) Di Gic^. Aiidrea Torre fi far* msaziaas, nel fecondo temo ..
I6z VITE DE' PTTT., SCULT.,
11^ BlfToni gran .demente 1' amava , non tanto per la buona
difpoil^ione , ed attitudine, che in lui fcorgeva : quanto,
.perchè vedevalo fervire d' incitamento al figlio ; mentre co-
Di mune avevano que' due Condifcepoli lo lludio ; ed eiFendo
Marc' ANro-^,T;i[)iJug d' anìmo , c di genio concordi, pure virtuofhmea.'-e
s emulavano, ^e gareggiavan tra loro a chi meglio operalle,
e più degno lì rendefTe d'approvazione , e di lode.
Dopo alcuni anni fatto gii il Poggio ben efperto nel
difegno, nell'invenzione, nel modellare, e nel maneggiare
degli fcarpelli : ufci dalla difciplina del Bitroni , ed apri ìlan-
za da fé : ove cominciò ad elTer affollato di commiflioni ,
che non gli permifero punto d' ozio .
Una delle prime fue Opere fu l' infigne cafla, o mac-
china di legno, che tuttora confervano, e portano nelle lor
proceffioni 1 Confratelli dell' Oratorio di S. Tommafo Apo-
flolo . Si vede in effa rapprefentato quello Santo innanzi al ri-
fortoCrlflo, che gli moltra le cicatrici delle Piaghe , in fem-
biante di riprenfione , ed infieme di foave benignità . Sua pure
è r altra macchina efprimente S.Giovanni EvangeUfla , la quale
è apprefTo i Confratelli dell' Oratorio dedicato a queflo me-
defuno Santo . {a)
Per r Oratorio poi di S. Brigida fcolp'i l' Immagine del
Crifto fpirante in fulla Croce . E per li Signori Spinola in-
cife quella della Madonna di Monferrato , che collocarono
nella lor maeflofa cappella eretta nella Chiefa di S. Caterina
di quefli PP. Bene:lettini .
Alcune Statue hcc il Poggio per Seflri di Ponente-.:
fra le quali non è da tacerfi la bella macchina, eh' ei la-
vorò psr r Oratorio di S. Gio. Battifla , nella quale vien rap-
prefentata la DicoUazlone di queflo Santo : macchina copiofa
di figure aiTai naturali, ben difpofle, ed atteggiate. E fic-
come quello Scultore valeva anche molto nella pratica d' or-
nare profpetti , facciate, e cofe fimili : cosi diede nello fledo
luogo di Sertri il difegno per 1' Aitar maggiore della Chiefa
de' PP. Cappuccini : il qual difegno , pollo in efecuzione , in-
contrò gradimento , e ftima particolare .
T.i^ora
(aj I Confratelli del foprammentovato Oratorio di S.Giovanni in vere delìaci
macchina del Poggio, un'altra ne hanno folh'tuita cfrregiamentc fcolpita dal
tioliro moderao valente Scultore Anton Maria Maragliano .
ED ARCHIT. GENOVESI. ^6^
Talora fi provò il Poggio a maneggiare i pennelli :
t a certo faggio di due Operine raortrò , eh' egli (àrebbe riu-
fcito un eccellente Pittore , qualunque volta alla fola Pittura ——-——.
fi folTe applicato . ^ Di
Profeguiva coflui a dirtinguerfi nelle infigni Sculture.* , Marc' Anto-
che formava, fpecialmente in fupcrbe macchine per Confrater- ^^° ""°'
ntte della città , e di fuori : quando fu invitato in Ifpagna
per alcuni lavori. Egli, compiute qui le fue commiflìoni,
trasferii colà ; dove dopo due anni gravemente infermò ,
e poco ftante vi cefsò di vivere in età ancor frefca .
Fu il Poggio di buon' indole , manierofo , cortefe , e fplen*
dido : ornamenti , che gli conciliavano 1' amore di tutti .
Di che beli' ingegno dotato egli folfe , il dichiarano le fue
pregevoli Opere , che ci ha lafciato . Se immatura morte cel
tolfe : quelle a difpetto di lei ce lo rendono, e ce lo man-
teranno immortale.
j& —^xM^ .tiv. ■ .t^v. ivy. iw- A^^:^ 1*^ ^j'j^^j**^''^— >*
VITA
DI TOMMASO, E DI SEBASTIANO
PONCELLI
Architetti .
SON qu'i fioriti in quefia noflra età due eccellenti Archi-
tetti fratelli , la cui memoria vìverà fempiterna al pari
delle bell'Opere, che ci hanno lalciato . Tommafo
chiamoffi l'uno , SebalViano 1' altro : di famiglia Poncelli,
Breviflìma notizia darò di loro ; e fia , come per chiufa del pre-
fifTomi argomento , lafciando a qualche penna , che verrà dopo
me , la virtuoia cura di fcriver le Vite de' nollri Profellori delle
tre Arti forelle , i quali or vivono , e con molta gloria .
L' Avolo di queftì due fratelli fu nativo d' una tèrra della
valle d' Oneglia detta Caravònega . Egli nel paflato fecolo
fi portò a Genova ad efercitarvi 1' Architettura , e vi con-
duife un fuo figlio , al quale infegnata 1' avea . Qui i 1 figlio
ammo-
3^4 VITE DE' PITT., SCULT.,
ammogliofTì : e diluì nacquero Tommafo , eSebaftiano, che
più del Padre, e dell' Avolo furono in quefta Profeflìone valenti.
_ Molte Chiefe , e molti palazzi sì in quella Dominante ,
dì 'che nelle convicine ville, e ne' luoghi dello Stato, furono
Tommaso, co' difegni , e con la direzione di Tommafo edificati. E pel
's°TiAvo'^~ fuo giudi/iofo inventare, cdifporre, in tanta flima falì ; che
P»NcjELu. il medefimo Sereniamo noflro Senato il dichiarò Tuo Inge-
gnere; ne d'altri, che di lui prevalevafi nelle Opere d Ar-
chitettura ; e a lui folo i più rilevanti affari si nella Civile,
che nella Militare appoggiava .
La rara virtù di quello nobile Artefice , eie frequenti
occafioni e pubbliche, e private, che gli venivano d'operare,
l'aveano coQituito in uno llato alPai facoltofo . Ma poco potè
godere de' fuoi acquifti : concioffiachè gravemente ferito , non
fo. Te per invidia , o per altro motivo, da un fuo congiun-
to , dovette in breve termine fuccumbere all' eiìremo male .
Difpiacque a tutti la collui morte , ma fpecialmente a Se-
baftiano di lui fratello , e indivifibil compagno , di cui qui
apprelTo alcuna cofa dirò .
Fu Sebalìiano , al pari del fratello , intelligente d' Archi-
tettura . Quindi dopo la morte di quello ei fottentrò alla
carica d'Ingegnere del SereniHìmo Senato , che lo inviò a Sa-
vona per la direzione d' alcuni rivellini , e baluardi da farfi
in quella Fortezza , i quali cofiui condufTe con tutta perfezione .
Egli però in tali Opere ebbe per compagno il P. Firen-
zuola Domenicano , che pofcia fu Cardinale (a) , Soggetto
perititTimo nell' Arte di ben fortificare .
Anche Seballiano diede i difegni di varie fabbriche , che
erette furono parte in Genova , e nel difiretto di quefla cam-
pagna, e parte nelle Riviere : e più ci avrebbe lafciato di (lie
gloriofe ittiche , s' ei non avefTe dovuto cedere al furore_#
della pedi lenza del i6^j. , che, come tanti altri valentuomi-
ni , così lui pure in pochi giorni ci tolfe . NO-
(a) Quefto P. Firenzuola fu Vincenzio Maculano, dottiffimo Religiofo di .^. Do-
incnico. Esili effrcit^ 1' Uffizio d' Inquifitore pnn a in Pavia, pofcia in Ge-
nova . PafTaro a Ro-na , oltre alla dienitk dì Vicario Generale dell' Ordnie ,
v'ebbe il gado di Maertro del Palazzo Apoftolico . Nell'anno 1641. Papa-
Urbano Vili, sii conferì la v'^acra Porpora , e 1' Arcivefcovato di Benevento.
S' apnellava il Cardinal Firen?:uola dalla fua patria ; e più fpefTo il Cardinal
S, Clemente dal titolo , che gliene fu dato . DilcttofTì d Architettura , di che
avea gran perizia; edireffe co' fuoi difegni alcune imporranti fabbriche nella
Liguria, ed in Rqma: nella qua! atta mori l'anno 1667. oiiantaiiovefuna
4i tua eù .
NO TIZIE
DE' PITTORI, SCULTORI,
ED ARCHITETTI
FORESTIE RI,
CHE IN GENOVA
in dìverfi tempi oper avorio .
3<^7
I NTR O D U Z IO NE,
JiLgli è ben ragionevole , che io, dopo avere
efpofto quanto ho potuto raccorre di notizie,
e di Opere de^ genovefì Profejfori d' alcuna
delle tre nobUtjJime Arti porcile , qualche cofa
foggiunga di quegli altri Valentuomini fore-
flieri , che negli flejji generi d' Arti ci hanno
lanciate , o qui in Genova, o nello Stato illuftri
memorie della loro Flirta', sì perchè non paia,
che la pafftone m abbia nio{Jo a rammentar So-
lamente i noflri: sì perchè anche que^ f ore ft ieri
confiderar fi debbono come henejneriti della Li^
guria , e diflintamente di quefla Metropoli \
e sì ancora perchè vedendo fi per qua le lor belle
Opere , agevolmente fé ne [appian gli Autori ,
Non porgerò , che un lieve faggio di ef]ì ; nojt
intendendo temerne exprof effo fìoria ; perciocché
il mio
3<58
il mio ftahìììto , e precìdo ajfimto {conforme
accenna il titolo di quefto volume) è flato di
narrare unicamente le Vite de'' Frofejfori gè-
novcp . Qtielle de' Profeffori foreflieri già fono
/late da egregi Letterati appieno fcritte : ed io,
qualora voleff mettermi alV imprefa di narrar-
le, altro non potrei fare, fé no7i ripetere ciò,
che e(fi efpofero. Oiiindi tejferei una tela con
le atr Ili fila', e fuperfluo , e fuori del propofìto
farebbe il lavoro. Bajìi per tanto, cF io de' fo-
reflieri , che hanno qui con gloria operato , dica
chi furono , e quali Opere abbiamo di loro mano.
Già 7n accingo a eseguirlo '. e per procedere
con qualche ordine , ni atterro a quello degli
anni '. ficcome feci nelle Vite de' Profeffori rio-
flri . Or , le notizie de' benemeriti foreflieri
fon le feguenti .
DI
NOTIZIA
DI GIUSTO d' ALEMAGNA
Pittore .
ALLA mano di Giufto d'AIemagna riconofcia-
mo la più antica pittura fui frcfco condotta ,
che in Genova fi confervi . Quando , e come
queft' Artefice qua ne giungefTe , a me non è
noto. So bene, che nel 145 1. vi fi trovava;
e ciò fi manifefla dalla pittura, ch'egli in tal
anno formò fopra una parete fituata nel chio-
Aro fuperiore del Convento di S. Maria di Calìello ; nella
qual pittura fla efpreffa la Vergine Annunziata dall' Angiolo
Gabriello . Grande è la finezza di quello lavoro ; né io fa-
prei , come a fulHcienza def:riverla . Scorgell è vero in elfo
lo ftile gotico. Ma egli era il far di que' tempi . Tuttavolta
in quel fuo genere non lafcia d' avere dipinto merito , e pregio.
Che poi ella fui fattura di GiuRo , chiaro cel' indican le pa-
role da lui medefimo appoftevi , le quali dicono . Jujìiis
de Alemania pinxit . 1451.
Molto laggiamente l' intendono que' PP. Domenicani ,
:he tal pittura a tutto riguardo cuflodifcono ; avendola per-
no fatta coprire col riparo d' un' invetriata ; onde viene dall'
iria marina , e dalle in>2;'urie de' tempi difefa , e anche al di
i' oggi neir antica Tua irefchezza confervafi , (a)
DI CARLO DEL MANTEGNA
Pittore lombardo .
NElla Vita di Luca Cambiafo nollro Pittore fcritta
da Valerio Corte , fi narra , che alFunto alla dicnità
di Doge Ottaviano Fregofo {b) , Signore alle bell'Arti
molto affezionato, chiamò egli da di\erre parti uo-
mini valenti in ogni liberal Difciplina . Uno di cofloro fu
Tom. T. Aa Vifconte
{a) E' di sì forte colore quefta pitrura ; che dopo più di tre fecoli fi manciene
bnllane , come fé di pochi giorni foffe dipinta .
i^i>') Ottaviano Fieiofo figlio d' Agjlnio fu eletto in Doge della noftra Serenif-
fima Repubblica l'anno 151^. il di ii. di s-ugno .
MaNT£CNA ,
370 NOTIZIE DE' PITT., SCULT.,
Vifconte Maggiolo , "afTai rinomato per la fua perizia nella-.
Nautica , e per la fua particolar efattezza in delinear carte,
____ che la llcura navigazione additafTero : che però con onore-
I3i Carlo" vole ptovvilione qui lu impiegato . Cosi furono anche dal
»E^ Doge medefimo fatti venire in Genova Gio. Giacomo Lom-
bardo eccellente Scultore , e Carlo del Mantegna pure Lom-
bardo , Pittore grandemente limato , come quegli , che era
{lato dif. epolo di Andrea Mantegna Pittor Mantovano {a);
e fi fomiglianza del fuo ftile a quello del Maellro gliene»*
avea fatto ereditare il cognome .
Quante Opere dipingelle Carlo in Genova io non fo
dirlo : folamente fo dire , che una ve n' e dipinta fulla prin-
cipal facciata della Dogana in largo Ipazio ; dove egli con
giudiziofo difegno , e ragionevole colorito rapprelcntò S. Gior-
gio a cavallo In atto d'abbattere il Drago {h) . Quella pit-
tura , fecondo 1' ufo di que' tempi , è lumeggiata ad oro con
incredibile accuratezza : ed è mirabil cola , che dopo tanti
anni cosi frefca tuttavia fi confervi .
DI GIULIANO SANGALLO
Architetto Fiorentino .
IL vero cognome di queflo Architetto , come nota il Va-
fari , che ne Icrive la vita, fu Giamberti : ma la bella
fabbrica , che egli fece per li PP. Agolfiniani di Fi-
renze fuor di porta Sangallo , fu cagione , che il Sangallo
folTe denominato . {e)
Sul finire del fecolo decimoquinto fu quelV infìgne Ar-
chitetto condotto in Savona dal Cardinal Giuliano della Ro-
'Vère, che fu poi Papa Giulio II. ; dal quale ebbe incumbenza
di cofiruirgli un magnifico palazzo . Egli ne formò il dife-
gno : ne gettò le fondamenta : e lafciatovi buon numero di
maellri ,
(«) Variano gli Autori in aflegnar la patria ad Andrea Manteffna . Il Vafari,
che par feguitato in ciò dal Soprani , lo fa Mantovano . Il Ridolfi lo cita >
come Padovano. Ma quello punto non è di grand' importanaa ,
(b) Della riferita pittura a' giorni noftri non ve n' è più velligio.
\c) Nel 1650. per l'affedio, che faSerfe ia t^ anno Fixejize > fu diftrutta—
ù bella fabbrica t
ED ARCHIT. FOREST., CHE ec. 371
maefiri , col Cardinal fuo padrone ritornò a Roma . Ma quivi
caduto il Cardinale in difgrazia del Sommo Pontefice [era allo-
ra Adriano VI.] , per fuggire ogni finiflro , a Savona Tua pa- .
tria fi ricondufle infieme col Sangallo ; ove trovò la fabbrica Ui
ben avanzata , e con la Tua prefenza molto contribuì all' ab- Giuliano
bellimento di quella . Ma il Cardinale , che anche in Savona
mal ficuro fi credeva , partinne [ avendo Tempre feco il San-
gallo] , e fi ricoverò in Avignone . Da Avignone dopo alcun
tempo , avuto avvifo , che il Pontefice era prefTo alla fine ,
volle reflituirfi a Savona ; acciocché il Sangallo vi com-
piere r Opera . Colìui la compiè : e certamente riufcì de-
gna del Porporato , e dell' Architetto , che per si bel fregio
aggiunto alla noflra Liguria meritamente dovea eilere qui
regiftrato . (^)
DI ANASTASIO SICILIANO
Architetto .
ANASTASIO Siciliano, infigne Architetto , del cui co-
gnome non ho trovata notizia ; fecondochè n.^rrano
il Giuiìiniano , e il Foglietta , fu chiamato in Ge-
nova r anno 1 509. Ciò , che qui s' operò da coftui,
vien rapportato da que' due Scrittori: dicono, che rcflaurò
gli acquidotti : che radunò molte forgenti in una Vtfla ci-
llerna vicino al ponte de' Cattane! {lA: e che fortificò con
groflì macigni l'antico molo: e ne gettò le fondamenta , per
allungarlo : ed altre Opere sì private , che pubbliche , o co-
minciò , o in miglior form-a ridufle .
Aa 2 DI
-\a) Del riferito palazzo , che per la fua bella Architettura è degniiTìtro d' ogni
lode , vedafi la nota {b'^ di quefto medefimo tomo , alla pag. 64.
\b) Cosi era appellato certo fito dietro al palazzo de' Signori Cattai.ei preflb
a S. Torpece .
372 NOTIZIE DE'PITT., SCULT.,
ANDREA CONTUCCI
DA MONTE SAN S OVINO,
Scultore in marmo , e Gittatore ,
L'Eccellenza dello fcolpire in marmo, e del get-
tare in bronzo , a cui pervenne il Contucci , è così
nota , che panni non abbifogni d' altri elogi dopo
i ricevuti da Giorgio Vafari , che ne fcriilè la vita .
Io farò fol tanto palcfe , come qui abbiamo di fuo nella Cat-
tedrale duQ belle Statue in marmo entro la cappella di S. Gio.
Baitilla ; le quali figurano, 1' una la Santidìma Vergine te-
nente in collo il fuo Divin Figlio ; e 1' altra , un S. Gio-
vanni Battilla .
Ho io portato per lungo tempo opinione , che quelle
due Statue non follerò fue , ma bensì di Giacomo Tatta Fio-
rentino , il quale , per elTere llato Difccpolo del Contucci , fu
pofcia più col Cognome di Sanfovino , che col proprio , de-
nominato. Ciò, che in queft' inganno mi teneva era, l'aver
letto a' piedi di dette Statue le parole , Sanjovinus Florcntintis
faciehat : parendomi , che quel Fhrentinus dovefle piuttoilo
dirfi di Giacomo , che d' Andrea : ma elfendojni imbattuto
a leggere nel Vafari la vita d' Andrea ; trovai , che elle lòn di
colini . Il Vafari però prende sbaglio là, dove fcrive , che
quella Statua , come difli , rapprcfentaiiva di S. Giovanni Bat-
\ì[\x , è rapprefentativa del Redentore . Io cento volte 1' ho
veduta , e contemplata . Forle il Vafari mai non la vide .
Quanta Ha la bellezza di tali Statue non è facile lo fpie-
garfi . Chi s'intende di Scultura, le ammira; e come li fa
delle fquifite vivande , più d' una volta torna a gullarle_. .
Niente meno fi poteva afpctrar dal Contucci. Ognun fa,
che valentuomo egli fu . L' elelTero Sojnm.i Pontefici , e Re
ad Opere di gran portata , e funt uolìtà . Certamente dopo
il Michelangiolo non ebbe di que' giorni 1' Italia uno Scul-
tore , che pareggiar lì potelle al Cantucci . C'J)
DI
{a) Oli del Contucci cfefìdera maegiori notizie, legga il Vafari par. III. pag. m. -,
e Ratìaeilo Borgliiiii nel Kipofo alla pag. 401.
EDARCHIT. FOREST., CHE ec. 373
DI MATTEO CIVITALI
Scultore Luccheje .
A Ss Al valente nella Scultura fu il Cìvitalì . Ma ciò,
che più fa ftupore fi è , come egli giungefTe a pof-
federla sì bene, elTendofi meifo a lludiarla in et\ già
avanzata . Imperciocché per quanto ho fcórto da una
lettera di Gio. Battifla Paggi {a) , fi diede il Civitali aHa_^
Scultura , mentr' era ne' quarant' anni , e dopo avere fino a quel
tempo efercitata 1' arte del barbiere .
Coliui lavorò in Genova nella cappella di S. Gio. Bat-
tifta le lei Statue in marmo rapprefentanti Adamo , E\a_. ,
Aa 3 Abramo ,
( a ) Quella lettera iiifieme con le altre fcritte dal Paggi al fratello in difcfa—
delia Pittura fi Hanno ora itampando in Rama dall' eruditiflìma Monfig. Gio.
Bottati nel toino vi. delle i^ettcìe i^ittoriche ,
574 NOTIZIE DE'PITT., SCULT.,
Abramo , Abìa , e i Saari Zaccaria , ed Elifabetta ; le quali
per la diligenza , e finezza loro fono Qimatiffime , e battano
a rendere immortale il nome di chi le ha fatte.
Di Parlano con lode di quello Scultore Niccolò Granucci
Matteo Lucchefe nell'Opera intitolata: Piacevol notte , e lieto giorno:
TiTALi . ^Q^,^ rammenta quelle Statue : ed il Vafàri nella Vita di Gia-
como della Quercia , nel fin della qual Vita nomina il Civi-
tali col nome di Matteo Lucchefe ; e ne rapporta alcune Ope-
re , come il Tempiolo , coftruito da efTo Ci vitali 1' anno 1444.
in S. Martino di Lucca , per la miracolofa Immagine del Cro-
cifiiFo : e loda altresì la Statua dallo lìelTo fattavi del S. SebaiUa-
no: e l'altra della Madonna , polla lopra un angolo di quLlla
Chiefa al di fuori ; dicendo , che per ragion di tali lavori
fi rendè uguale a Giacomo fuo Maellro {a) . Ma niuna di
queQe fue fculture può Ilare a fronte delle Tei Statue da pri-
ma menzionate , che hanno porto motivo a me di qui re-
gillrare il nome d' un tanto Artefice .
DI PIETRO FRANCESCO SACCO
Pittore Pavefe .
IL miglior Pittore , che Genova vedefle fui principiare_.
del fecolo decimo quinto fu fcnza dubbio Pietro France-
fco Sacco , che , per quanto h dice , era Pavefe , e di 110-
bil famiglia . Or alcune molto tlimabili pitture , che_*
egli fece in quella città , andrò qui notando .
Per
j a ) Alr-c Ooere cfcgiie di lode ha lafcìaro il Civitali nella Tua patria ; alcune
' delle quali da ine vedute voglio qui ad onor lue riferire . Li quel Duom»
ka coftruito con fuo difeeno ( dacché egli era eziandio valente Architetto )
il funtuofa E>cpofito di-Bartolommeo da Noceto, che fu Segrcurio di Pap*
Niccolò V. . . ,, , „. Al ji
Di fna Architettura, e di fua mano è pur quivi 1 ornamento dell Aitar di
S. Regolo : e fue fono le Statue rapprefentanti quefto Santo , S. Gio. Battuta ,
e San SebaiUano , con tre balTi rilievi al di fotto di effe di un gufto fquiCto ,
dimoftranti ciafcheduno partitamente il Martirio di quefti Santi .
Molte belle fabbriche di palazzi fono in Lucca del Civitali : come quelle
de' Cenami , de' Bernardini : e molte altre fuor di cina : come quella de
Lucchefini in Visnuola , a Mafia Pi Tana , ed in altri luoghi. Opere tutte,
f he lo dichiarano Scultore , e Architetto di gran perizia : e finche dureran-
no , predicherai le glorie dei loro chiariiTiino Autore »
ED ARCHIT. FOREST., CHE ec. 375
Per r Oratorio di S. Maria dipinfe una tavola entrovi
S. Gio. Barrifia , che ancor fanciullo prende congedo dal Pa-
dre , e dalla Madre, per ritirarli al deferto; e quefla tavola .„__«.
egli compiè l'anno 151 2. l», p,£tpo
Per li Signori Salraghi fece un'altra tavola, che tlTi ftA>ciscL.
collocarono nella loro cappella lìtuata al piano della prima '■^^'^'^'
fcala in S. Giovanni dì Prè (a) : e v' effigiò con maniera^
al Tuo folito vaga , e delicata i quattro principali Dottori
di S. Chiefa . Al baffo di quefta tavola è fegnato il fuo no-
me, e l'anno, in cui la dipinfe, che fu il i^ió.
L'anno 1526. ebbe occafione di. lavorare una tavola—
per la ChìeIIi di S. Maria di Calkllo , e vi figurò una No-
flra Donna circondata da Angioli , e tenente in grembo il
fuo Divin Figlio , cui Hanno contemplando ì Santi Gio. Bat-
tila , Tommafo d' Acquino , e Antonino Arcivefcovo di Fi-
renze . Quefla tavola è buona , e tutta\ ìa per tale vien con-
fìderata , particolarmente per la bella veduta d' un paefe_* ,
che dall' efperto Pittore vi fi introdufle .
I PP. del Monte Uliveto in Pegli poffìedono di quello
Autore una gran tavola flante nella pnncipal facciata del
coro di quella lor ChieHi , ed efprimente la Depoilzione di Cri-
fio dalla Croce. S' affiflì in quefi:' Opera chi vuol vedere fin
dove giunga la diligenza del pennello : e foprattutto confi-
derì il paefe , che vi fi fcorge in lontananza ; perchè parmi
degno di ilare al pari di quelli di molti de' più eccellenti
Fiamminehi .
Io non faprei altro notare di queflo Autore , fé non che
una tavolìna d' un CrocifilFo pofla nella fagreflìa de' PP. di
S. Francefco di Paola nel luogo di Nervi : e quella del Cro-
cififfb , che ornava uno degli Altari laterali nella Chiefa di
S. Marta ;. donde in occafione di nuova fabbrica fu tolta_^
e, conforme ho udito, dentro del Moniiìero locata.
Ecco quanto ho potuto rinvenire delle memorie di un
Artefice , a cui non poco dee la noftra città , per elTer egli
ftato uno de' primi , che con giufte regole di pittura abbia
fra noi operato . -
Aa 4 DI
( «) La fopraddstta cappella è ora canvertita in un Oratorio dedicato a S. Ugo:
e la qui defcritta tavola tuttora vi fi conferva .
57^
NOTIZIE DE' PITT.^ SCULT.,
DI FRA GIO. ANGIOLO MONTORSOLI
Scultore Fiorentino ,
LriUi/olhf. m&f/hWLl
E Rasi in Genova deliberato d'alzare una Statua in_.
marmo al Principe Andrea Doria . Fu per tanto da'
Tuoi Difcendenti eletto a quello lavoro Baccio Ban-
dinelli Scultor Fiorentino di molta fama . Ma qutlU
portandoli troppo lento nell' eleguirlo , li tirò addoflb lo fde-
gno del Principe erede , che alpramenie riprefelo , e minac-
ciollo . Baccio intimorito fi fuggi di Carrara , dove il lavoro
incominciato avea , ed in Firenze fua patria ricoveroffi .
11 Cardinal Girolamo Doria C^) , fratello del giovane Prin-
cipe, a cui molto premeva, che la Statua fpeditamente fi factllè,
fcriire
(«) Girolamo Doria fa cieato Cardinale da Papa Clemente VII. 1' anjio 1517,
ED ARCHIT. FOREST., CHE ce. 377
feri {Tè ir> Roma al Card. Innocenzio Cibo ; pregandolo , che
torto gli mandafTe un valente Scultore . Il Cibo giudicò non
elTervi Soggetto a tal Opera più atto di Fra Gio. Angiolo
Montorfoli Fiorentino, Sacerdote Profeflb dell'Ordine de' ""diFp.a"
Servi di Maria, e Scultore molto eccellente. Quello adun- G io Angiolo
que ei richiefe . Il Montorfoli all'avvilo, che n'ebbe, la- ^'^^■*''^^^"«
fciò per allora imperfetto in Napoli il lavoro del fepolcro
del Sannazzaro , in cui era impiegato , e a Genova imn.an-
tinente fi trasferii .
Qui fece la ftatua , e con fbmma efattezza ; dacché in-
tefo avendo , che locata efler dovea fulla piazza di S. Matteo
fopra un piedillallo ; egli proccurò , che da tutte le parti
facellè nobil comparfa . Ma molto dilpiacere poi ebbe , quan-
do lèppe , che , per mutata opinione , dovea collocarli ad un
lato della porta del Real Palazzo , appoggiata al muro ;
imperocché gli pareva , che in tal luuazione venifìè olcurata
non piccala parte del fuo iaticofo lavoro .
Dopo tale ftatua fu desinato da' Deputati alla fabbrica
del Duomo a formarne un' altra rapprcfcntante un S. Gio-
vanni Evangelica , eh' ebbe luogo in una delle quattro prin-
cipali nicchie di elio Duomo . E riulci quale appunto da un
tant' uomo alpettar li dovea .
Ma il Montorfoli richiamato a Napoli a finirvi il fepol-
cro del Sannazzaro : colà , giulta la data parola , gli con-
venne tornare . Fromiie però al Doria di portarfi di nuovo
a Genova , tollochè quell Opera avelie compiuta ; per qui
ornare di marmi la Chieia di S. Matteo . Tanto egli efegui .
Venne : e con difpollzioni d' ottimo guilo polela in maeitofa
comparfa . Specialmente v' arricchì il Presbiterio di nobilif-
fimi lavori, erg-indo nelle laterali pareti- quattro Statue de'
quattro Evaugclilti ; in mezzo alle quali Ipiccano due urne,
cioè una per parte , entro le quali lono ripolii Corpi di Santi
Martiri . Indi nella principal lacciata di quello Presbiterio
fece di tutto rihevo un gruppo rapprefentante la Vergme_j
addolorata col morto Figlio in grembo : e all' intorno v' ha
quattro altre Statue figurative di Geremia Profeta , del Rè
Davidde , e de' Santi Andrea , e Gio. BattiQa . In fronte poi
dell arco del Presbiterio medclinio collocò hmilmcnte di tut-
578 NOTIZIE DE' PITT., SCULT.,
to rilievo un Criflo in atto di riforgere : e di baffo rilievo
vi pofe a' lati due Angioli in leggìadriflìmo afpetto .
_ In querta Chiefa medefima lavorò due pergami con giufla
), Fra fimmetiia, difponcndoli , e ornandoli di varie figure in natu-
Gio. Angiolo i-iIifTimi atteggiamenti . E qui pure illuftrò le due cappelle,
"'clie recano a lato de' medefimi pergami, con finilTimi baffi
rilievi di figure, di trofei , e d'arme, le quali erette furono
in memoria del Conte Filippino , e di Giannettino Doria ,
che ambedue vi furon fepolti .
Aveva anche formati due baffi rilievi di putti da pofarfi
fulle balaurtrare dell' Aitar maggiore , de' quali non fé ne fece
ufo ; perchè gli riufcirono troppo grandi . Quelli, che pur erano
graziofiffimi , furono pofli , non ha gran tempo , nel portico
del palazzo del Principe Doria : pel cui giardino ne fcolpì
Io rtelFo Montorfoli altri quattro d' aitai raro artifizio : e fon
quelli , che vedonfi intorno alla fontana di elfo giardino .
Ma ritornando alla Chiefa di S. Matteo , fogcjiungo , che
egli ebbe parte ne* lavori in iflucco fatti entro la tribuna ,
e la cupola : ove fi vedono figure di putti al di fopra , e di
Sibille al baflb . Imperocché di quefli lavori diede egli i di-
fegni , e con la fua affifienza , e direzione li fece efèguire .
Nel rimanente poi furon Opera di due Giovani fijoi nipoti
nominati Angiolo , e Martino , che avea feco condotti a parte
delle fatiche, e de' premi {a). Gloria peraltro anche quella
di lui , che fu loro Maeflro .
Finiti
(fl) Gl'orcio Vafari nel lib. ii. parr. iir. foU 91. della fua Opera ferire la Vita
del Montorfoli ; ove parla minutamente delle Opere da lui fatte nella Chiefa
di S. Matteo; ed in parricolare della cappella, che re:la fotto l'Aitar mag-
giore di queica Chiefa , la quale dal noftro Soprani s'è tralafciata. Tal cap-
pella l'u ornata dallo fteffo Montorfoli di flucchi mc/Ti adoro, ma non efp ri-
menti , come il Vafari aflerifce , le imprefe , o a7Ìoni del Principe Andrea
Doria; pcrocciiè non vi fi vede altro, clic le infcgne de' gradi onorifici,
eh' ei ricevette Aà' Monarchi . V' ha bensì il Aio fepclcro confidente in un'
urna di finilTimo intaglio con due putti al di fopra piangenti , che fembra-
no di carne, antiche di marmo.
IV'è debbo tarere , che il Montorfoli architettò , od almeno in buona archi-
tettura rimife il palazzo di detto Principe fuor del'a porta di S. Tom-
mafo ; e che di fua difegno fono le belle logge, che vi fi Iporcnno a' fì.u-'clii,
ed altri ornamenti. E nel Iwfchctto , che rcfta al di fopra deìlo ftcflb pala?ro
fece in ifhicco la grandiofa Statua, che ohrepafià i trenta palmi d'altezza.
Tale Statua rapptelenta Giore : e non già Nettuno ; come erroneameiU(ì_
credette il \'a(ari .
ED ARCHIT. FOREST., CHE ec.
119
Finiti i lavori per la Chiefa di S. Matteo , altri ne volle
il Principe Doria per fé. Quelli furono due fuoi ritratti in
marmo , e due di Carlo V. Imperadore , e la belliflìma fi- ^
gura d'un Tritone, la qual vedefi tuttavìa nel giardino DiFka
degli aranci , contiguo al palazzo . Ella piacque tanto al ^\°- ^^ciclq
Doria , che un' altra fimile ne volle , per mandarla in dono
al Re di Spagna infieme con altri lavori di quello nobilifli-
mo Artefice .
Finalmente compiute quefle immortali Opere, carico
d'onori, e di ricompenfe, parti il Mcntorfoli da Genova;
ed a Roma da più obblighi richiamatovi fece ritorno ,
DI
3Ho
NOTIZIE DE' PITT., SCULT.,
DI PIETRO BONACORSI,
DETTO FERINO DEL VAGA , {a)
Pittore Ftorenttno .
E' Noto a tutti, che fra i più eccellenri Difcepoli del
gran Raffaello a niun fu fecondo , e la maggior parte
ne forpafsò Ferino , detto del ^'aga , ma però di Fa-
miglia Bonacorfi . Coflui trovandofi l'anno ^^^^'J^ in
Roma difoccupato , e derelitto , pel fìicco , che quella città
lofferto avea da un' armata luterana ; a perfuafione d' un cer-
to Niccolò Veneziano eccellente ricaraatore alfai grato al
Principe Doria , venne a Genova , e li prefcntò a quel Si-
gnore ,
d « ) U foprapro.lo ritrarrò del Vaga (1 e feielmente ricavaro dal mufee
dell' ADacc Pa22i .
DITTO
ED ARCHIT. FOREST., CHE ec. 381
gnore , che uditone il nome , e già informato d' un tanto
Pittore , torto lo ammife , e gli afTegnò molti lavori nel
funtuo(o palazzo , che di frefco s' avea fatto fabbricare . m.^mm^mmm
Prefone Perino l' affunto , chiamò a fé Giovanni da— diPiexpo
Fiefole Scultore, Silvio Colini, nipote d' eflb Gio. , e Lucio Bonacorsi,
Romano : al primo de' quali diede a fare i lavori di quadro, pe^^J"
e quelli principalmente , che fregiano la maeflofa porta di Vaca
quel palazzo : al fecondo appoggiò 1' opera delle fculture_^ :
ed il terzo impiegò negli ornamenti di ilucco , che belliflìmi
fono , avendone lo rtelFo Perino a lui dati i dilegni .
Egli poi rivolfe tutto il Ilio Uudio alle pitture , di cui,
per vero dire , non fece mai le più inlìgni . Primieramente
dipinfe nella volta del portico quattro l^oriette ricche di
molte figure efprimenti alcuni trionfi d' antichi Romani :
e v' ha in effe una varietà d' azioni , d' armi , d' abiti , di
vafi , non men difficile ad idearfi , che ad efeguirfi , con fregi
all' intorno di grottefche tanto copiofe di capricci , e d' in-
trecci , che r occhio nel rimirarle l'empre vi trova novità ;
né abbaftanza mai fé ne fazia . Ne' triangoli della volta_. ,.
ove fon efpreffè quefle cofe , fi veggono alcune immagini di
Dei ; ed altre nelle lunette , che in mezzo ad efil triangoli
Hanno rinchiufe . Tali immagini fon difegnate , e dipinte^
d' una maniera ftupenda , e al tutto Raffaellefca .
A mano manca di detto portico è la fcala , che al piano
fuperiore conduce . Ella non può avere né più vaghi , né
più ricchi ornamenti . Spiccan ivi piccole grottefche , figu-
rine , mafchere , animali , e puttini : ogni cofa tirata coji_.
quella grazia , ed amenità, che propria era di lui , e che potè
ciTer poi da molti imitata , ma non eguagliata . (a)
Salita querta fcala s'arriva nella prima camera, che in-
troduce nella gran fala . Tal camera parimente fu dipinta-,
dal Vaga . Ella ha la volta , che è meflà a llucchi dorati ;
ed ha in cinque ripartimenti altrettante ftorietie d' antichi
Romani . Preziofe fra quelle fono le efprimenti il coraggio
di Orazio Coclite, che, fatto rompere il ponte Sublieto, fi
lancia nel fiume : e di Muzio Scevola , che pone la mano nel
fuoco
(«) Le pitture della defcritta fcala fono alquanto fvenute : non cosi quelle del
poetico , che paiono di pochi giorni dipinte |
382 NOTIZIE DE' PITT., SCULT.',
fuoco davanti al Re Porfenna . Le pareti di detta camera-.
fono anch' elTe tutte dipinte . Vi rifplendono in gloriofe di-
_ vife di guerra , e di pace le immagini degli Eroi della Fa-
Di PiETKo miglia Doria: ed in alto v' è un' infcrizione , che dice: MA-
Bo.vAcoRs,, GNI VIRI, MAXIMI DUCES OPTIMA FECERE PRO
P£iuI"e£l patria . Al di fopra di quefle immagini entro due vani
Vaga, jn forma di jne^zelune fono rapprefentati alcuni vezzofi putti,
ciafcun de' quali tiene a lato una Fama lìanre in atto di Ipie-
gar bandiera, fu cui fi legge: BENEMERENTIBUS . Sopra
le magnifiche porte , che fono ivi in fronte , veggonfi due_>
figure : 1' una di mafchio : e 1' altra di femmina . Stanno
quefle contrapporte in modo , che appari fcono 1' una d faccia,
e r altra di fpalle : ambe formate con quella finezza di difegno,
che tanto è a me difficile efprìmerla , quanto diffidi farebbe
a un valente Pittore 1' arrivarla . (a)
Che fé fquifite fono le fin qui defcritte pitture del Vaga :
fquifitiffima al paragone di elle certamente fu quella , ch'egli
conduffie nella volta della gran fala . Quivi rapprefentò il
naufragio dell' armata di Enea . Quivi apparifcono ignudi
vivi , e morti in diverfe attitudini : quivi molte navi , quali
pericolanti , e quali fracaflate dalla furia della tempe(ta_. .
Tavolati , remi , ed altri nautici arnefi Nanno fparfi per l'onde
gonfie , e fpuinanti . V ha poi di gagliarde e(preffioni nelle
figure degli flanti nelle navi , i quali fanno ogni sforzo per
loro falvez/a . Tutti pallidi , e sfigurati palefano ne' loro
volti r orrore della prefentiffima morte . Ma queda pittura ,
per eifere fiata colorita fui muro addio, e per aver molto
tempo foffi^rto il vapor de' doppieri allumati in occafion di
feflini , s' è fortemente affumicata ; onde quafi nulla più vi fi
difcerne di ciò , che vi era dipinto . (b)
Viva però tuttavia fi mantiene la belliffima Opera fatta
dal Vaga nell' altra fala fituata a man deflra del palazzo ,
nella cui volta, pur fregiata di ftucchi in figure di grande/za
maggiore del naturale , rapprefentò Giove , che fulmina i gi-
ganti : e gli Dei , che da varie parti del cielo ftanno ofler-
vando in atteggiamenti di maraviglia il grave fpettacolo ,
La
C") Tali figure d' uomo , e di donna non erano abbai^an^a modcfte . Qiiindi per
esodine de' Principi Doria furono coperre con panni dipinti da Domenico Parodi»
( /' ) La fopraddetra volta al prefcnte è mefla a bianco .
ED ARCHIT. FOREST., CHE ec. 383
La mìa penna non vale a defcrivere V energia , e la fquifl-
tezza di quefta pittura , la qual fola bacerebbe a render pre-
ziofo quel palazzo , ed immortale la gloria del Vaga . Io porto ,
opinione , che lo itelFo Raffaello con vivezza maggiore non di Pietro
avrebbe trattato un tale argomento ; e fé egli si tatta Opera Bonacorsi ,
veder poteffe , e di ella udirne l' Autore : gran piacer fenti- fi "JJiej,
rebbe d' avere inflruito , e formato un si eccellente Difcepolo. Vaca.
Contigue a quefta fala fon quattro camere ornate di Cucchi,
e di grottefche , parimente con dilegni del Vaga . Egli v' el-
prefTe in piccolo alcune favole prele dalle Metamorfolì d' Ovi-
dio . Dopo quelle camere avvi una gallerìa , nel cui mezzo
figurò una Fama , ed alcuni graziofi putti . Quattro altre-,
camere , che fi fendono alla parte oppolla del palazzo , fu-
rono anch" effe dipinte con difegnì d' dio Vaga . Ma in quelle
fi valfè molto dell' opera di Lucio Romano , e di qualche
bravo Pittore lombardo . In fomma fi può dire non ellérvì
colà parere , o volta , in cui non fiano lavori della mano
di quello valentiffimo Artefice .
Per ultimo non debbo tacere , che nell' eQerior facciata
del fuddetto palazzo da quella parte , che guarda verfò il mare,
ei fece un tregio di putti cosi leggiadri , e viitofi , e in sì
varj , e naturali atteggiamenti ; che poterono poi fervir d'efem-
plare a molti nortri Pittori , in occorenza d' averne a dipin-
gere . (a)
Non fi può dire con quanto affetto foile il Vaga riguar-
dato dal Principe ; dalla cui liberalità riportò lempremai
fplendidi guiderdoni . Quel Signore in tanta ftima l' avea .__
che niuna cofa in genere d' ornamenti , o di arredi delibe-
rava , fé prima non ne udiva il parere di lui . E gli fece_j
fin fare i difegnì d" alcune poppe di gale'e , che furono egre-
gia.nente incife da due Intagliatori fiorentini cognominati
Carota, e Talfo : ficcome ancora da lui volle i dilegni d'al-
cuni arazzi rapprefentativi d' eroiche azioni defcritte da Vir-
gilio : e volle , che gli dipìngeffe gli flendardi di dette galee.
Notabili vantaggi avrebbe riportato il Vaga, e quindi all'ai
migliorata la fua condizione [che ben meritavalo" ; fé avelie
fecondato
£ tf ) Con danno grandiflinu) della Pittura queir inCgne &eeio è oramai "aJfattQ
perduto ,
384 NOTIZIE DE' PITT., SCULT.,
fecondato 1' aura , che favorevole gli fpirava ; e non fi fofle
lafciato vincere dalla voglia di riveder la Tofcana . (a)
»^^^;^ Nel tempo , che qucrto Pittore ferviva al Doria , ebbe
De Pietro altre occafionì d' Opere per li noltri Cittadini . Fra le ra-
BoMAcoRsi , yQiQ ^ ^iiQ allora dipinfe , rariflìma è la commefragli da' Si-
PjerTn^del gnori Baciadonne , entrovi la Natività di Crifto ; in contem-
Vaca. plazLone di cui, oltre alla Vergine Madre, e S. Giufeppe ,
vi fono ancora efprefìTi S. Francefco , S. Barbara , e S. Seba-
ftiano ; figure viviffime , e d' un difcgno oltremodo elegante .
Quefla tavola , clie , come vi fi legge , fu da lui dipinta.^
l'anno 1534., collocarono i Baciadonne nella loro cappella
in S, Maria di Confola^ione : Chiefa , che di que' di era polla
in capo al Borgo di Bifagno .
E mentre ni' è occorfo parlare di quella Chiefa , ora colà
diflrutta , e poco tempo fa riedificata [cioè l'anno K559. ]
col nuovo Convento fuor della porta dell' Erco : m' è fovve-
nuto d' una fpiritofi biz:zarrìa , efegulta in quella ftellà Chiefa
dall' egregio Peri no : e piacemi raccontarla . Vi lavoravano
alcuni Pittori , i quali ito egli un giorno a vifitare , fenza
che coloro lo conofjelTero , fermodi a vederli dipingere^. ,
finche giunfe 1" ora del pranzo . Partirono allora i Pittori :
e Perino rimafo folo prefe un di que' pennelli , e fopra una
parete , a chiarofcuro , in breviffimo fpa/io di tempo dipinfe
con enfatica compofizionc il noflro Salvatore defunto , che
da Giufeppe d' Arimatéa vien fepolro . V aegiunfe all' in-
torno molte figure in diverge rapprefeman/e di companione;
fra le quili erano alPai artificiofe quelle della Madonna^. ,
e delle altre Marie, che portavano il volto coperto da un
velo: conche lafciavafi allo fpettatore l'immaginar quell' ec-
celTo di dolore , che niun pennello farebbe mai giunto ad
tfprimere .
Ritornati
(a) Srette Pcriiio a fervizio di queftd Principe molti anni; f celie potè apparare
il genov-efe lineiia^qio ; e Gio. Battila Armellini nel libro terzo del fuo Trat-
tata di veri trlcctti dtlla Pittura filAmyxxo in Ra\'en;ia nel 15^"'. alla pagina
1x6. dice, clic in lins^ua genovcfe familiarmente parlava con qticl Principe.
Indi Icgue ( e fono le fuc precifc parole ì . Ma avendo il Principe ciò lùiita
pili vi.'re , e ze>nitogli a fa fi i dio , un di gli d:JJé- 0 Perino, d- de pcefe fei i
Ed ci rifpcfc : Sun ficvcv'tir.o . Effe , fo^j^iu-ìfes^li il Principe , parlami fiorentino.,
fé vtioi ras;iouar meco ; perché volendo favellar come noi , che qua. nati fiamo »
$are , eh; ut ci he^eggi .
ED ARCHIT. FOREST., CHE ec. 385
Ritornati dopo il pranzo que' Pittori , e veduta , e mi-
nutamente confiderata l' infìgne Opera , giudicarono non_.
altri poter efTerne l'Autore, che Ferino, la cui fama per Gè- _
nova tanto altamente rifonava : e non vi fu tra eflì chi al- Di Pietro
tamente noi commendafTe . I Religiofi di quel Convento ^ al- Bonacorsi ,
lorachè dovette, percagion delle nuove fortificazioni , demo- Pìr^.x^bei,
lirfi, non vollero perdere un sì preziofo lavoro . Fecero per tan- Vaca.
to fegare quella parte di muro , dov' era il dipinto Mifiero ;
e la trasferirono nel nuovo dianzi mentovato Convento . (a)
Per la Chiefa di S. Francefco di Caftelletto de' PP. Con-
ventuali formò un' altra fuperbiflìma tavola , ove effigiò Ma-
ria Vergine feduta col Divin Figlio in collo , in adorazione
del quale ftanno i Santi Domenico , e Francefco , e più al
baffo vi fi veggono due Angioletti con carte muficali in atto
di cantare ; i quali fembrano formati anzi di carne , che di
pittura : e 1' atteggiamento loro al tutto naturale , e fpirante
{bave innocenza reca a' riguardanti un giocondo piacere . {b)
Sopra Cornigliano di là da S. Pier d' Arena per la Chiefa
detta di S. Maria Incoronata dipinfè un' altra tavola entrovi.
il facro Prefepio ; la quale, oltre all' effere di mano fua_.,
anche più preziofa fi può dire , per effere da lui fiata efeguita
con un difegno di Raffaelo , Né inferiore a quella era 1' al-
tra , che ornava un Altare della Chiefa di S. Maria della
Corta . Quel!:' ultima tavola ne fu tolta via non ha gran_.
tempo , e vi fu fofiituiia una copia , che della bellezza.-
dell' originale fempre più ci rende bramofi . {e)
Tom. I. Bb Dopo
(rt) Il preme0(j racconto drl Soprani pare, e fen^a parerlo, certamente farà
iperbolico ; e tale il crederà chi faraill a vedere que! pe^zo di muro, che tuttavia
confervafi incaftrato fotto 1' Altare della làcreftia nella nuova Chiela dt' PP.
Agoftiniani in S. Maria di Confolazione . Detto muro è largo fei palmi al-
meno, ed alto cinque: e contiene più di dodici figure .■ Egli è dipinto a chia-
rofcuro fopra un fondo verde con due fole tinte , V una bianca , che forma
i lum.i , r altra nera , e quella ferve per gli fcuri , e le mezze tinte vengojio
formate dal colore , che univerfalmente vi domina . Ma il difegno n' è ol-
tremodo purgato : l' ignudo defunto è ben conformato con la natura ; gli abiti
nelle figure velUte non poflbno effere ne più morbidi, ne meglio panncguìari.
Da tutto ciò fi può arguire , fé in un' ora , o due , o alla più lunga tre po-
telfe il Vaga, e dirò di più , lo (leflb fuo Maelbo , condurre un' Opera, che
in ciafcuna delle fue parti mortra una fquifitiifima diligenza .
i^) Qiiefta tavo'a è quafi perduta.
ic) Un belliffimo quadro fattp dal Vaga per un Gentiluomo della noftra città,
e de' meglio
38<r NOTIZIE DE'PITT., SCULT.,
Dopo qualche anni di permanenza in Genova, dove ri-
portati avea dalle fue fatiche non piccoli preinj , pafsò il Vaga
^^^^^ in Tofcana , con animo di flabilirvi il Tuo domicilio . Giunto
Di Pietro pcr tanto in Fifa , quivi fi comperò una cafa , e cominciò
,BoNAcoRs»,a operare, richiamate da Roma la moglie, ed una figliuo-
PEaf:^ DEL 1^ j che unica avea . Ma a lungo andare , parendogli , clie_#
Vaca, in Genova avelTe goduto maggiori vantaggi, s'invogliò di
ritornarvi . Né pole indugio all' efecuzion del Tuo genio .
Già s' era imbarcato per qua , e in alto mare trovavafi ; quan-
do afTalito da fiera tempella , e in evidente pericolo d' affo-
gare , fu trafportato dall' impeto de' furiofi venti dirimpetto
a Celle , terra difiante da Genova venticinque miglia verfo
ponente . E' in quel luogo una Chiefi dedicata al gloriofo
Arcangiolo S. Michele , al quale raccomandolTi di vero cuore,
che campar lo voleffe dal naufragio ; ed aggiunfe alle iiip-
pliche il voto di fargli per quella Chiw{a un' Imjnagine in fegno
di Tua gratitudine , ed in perpetua memoria del benefizio .
Cefsò la tempefta : ed egli appena fcefo in terra adempiè
r obbligo , effigiando in un* ampia tavola il S. Arcangiolo in
atto di abbatter Lucìfero . Quella tavola fi vede tuttavia.-
al maggior Altare di quella Chiefa : ed è cofa tanto degna;
che riguardevole rende quel luogo , il quale per buone pit-
ture non farebbe in veruna confiderazione tenuto , fé la pre-
fata non poffedeiTe . {a)
Portatofi da Celle a Genova , fi prefentò nuovamente
al Principe Doria , dal quale ebbe parecchie altre incum-
, benze , e particolarmente di difegni , per tefierne arazzi .
Elegui il Vaga ogni cofa con mirabil effetto : e fra quelle
Opere forarao vanto riportarono alcune rapprefentative degli
amori di Giove . Erano quelli arazzi de' più belli , che al-
lora avcffe r Italia : ma per noftra difgrazia ne fiam rimafi
privi. Imperocché un Perfonaggio Spagnuolo, vedutili,
fé n' invaghì ;
e de' meglio confervati, diedi quefloinfigne Artefice fi trovino, fi è quello,
in cui fon figurati la Vergine col Bambino , e S. Bernardo : q^iiadro a gran.,
prezza comperato , e qual gioia meritamente tenuto dal faggio Signore Gio,
Banilla CamlMaiò del fu Gio. Maria .
(e) La piefata tavola dipinta ad olio è d' un incomparabil bellezza: e tuttavìa
in ottimo efferc fi confer\'a . Ella iia però all' ijitorjio una cornice, feconda
r ulò amico , dipinta con altre figure di Santi pure ad olio ; ma quelle noti
fono del Vaga , <;ome kwccamente credono alcuni .
ED ARCHIT. FOREST., CHE ec. 387
fe n* invaghì ; e chiefeli al Principe , che non feppe negarglieli.
Lo Spagnuolo , ottenutili , pcfrtoUi in Tfpagna .
Seguitò il Vaga in Genova a condurre belliffime tavole — --^--
per falotti , e gallerìe di quelli noflri Cittadini : e più non Di Piet*»
penfava a partirfene . Ma ricliiamato eiTendo in Tofcana con Bonacorsi,
frequenti lettere dalla moglie per importanti urgenze della vwJJ°eì.
cafa , alla fine v' andò ; ne noi più il vedemmo . Egli dopo Vaga .
qualche tempo eflendo ritornato a Roma, vi terminò il corfo
del viver fuo 1' anno 1 547. mentre era dentro il quarante-
fimo fello : e nella Rotonda di Roma col dillinto onore di
bullo , ed epitafio ebbe fepoltura .
DI GIROLAMO DA TREVIGI
Pittore Feneziano .
.Rima che Ferino del Vaga venifle in Genova , già
v' era comparfo un giovane di vent' anni , che Girola-
mo da Trevigi chiamavafi . Egli poflTedeva una fran-
chezza di pennello non ordinaria ; onde il Principe_,
Dori a r aveva eletto per alcuni lavori nel fuo palazzo ,
e principalmente ad ornare 1' ellerior facciata con un fregio
di putti fra loro fcherzanti , e tenenti ghirlande di fiori ,
e di frutti . Tanto efcgui il Trevigi : e fotto que' medefimi
putti dipinfe fui frefco due avvenimenti di Giafone . Pittu-
re , che ancor oggi intatte vi fi mantengono .
Or mentre uava coftui compiendo quefli lavori , riunfc
in Genova con prevenzione di fama Perino del V^ga , il quale
bramando di farfi conofcere per valente preffo quel Principe,
formò un bel difegno efprimente il naufragio d' Enea_. ;
e quindi pafsò a farne per la pittura un diligente cartone .
Il Trevigi , che di fe fleflb , e del faper fuo molto fi lufin-
gavaj vedendo tanto affaticarfi il Vaga, fe ne burlava, e in
derifione del nuovo Pittore diceva . A che tante cartine^
e cartoni ? Jo porto V arte nella Sommità del permeilo ; ni per
diping^ere , a tante frafcherie mi /oggetto .
il Vaga , poiché ebbe ciò intefo , s' affrettò di termi-
nare il fuo cartone; e poilolo in luogo , dove potelfe da tutti
Bb 2 libera-
588 NOTIZIE DE'PITT., SCULT.,
liberamente efTer veduto . L' oflervarono gì' Intelligenti ,
e SI l'approvarono, e 1' efaltarono ; clie il Vaga fu grande-
^^j^jj^ mente onorato dal Principe Doria , e da' Cittadini , Tollo
Di il Principe Ùcffo lo introduce a' lavori : e molto ibernò di
• Girolamo credito il Ttevigi , ìl qualc , punto da invidia , furtivamente
'^^^"^' ' fcn/a accommiatarli da alcuno, abbandonò Genova, e riti-
loiTi in una Tua abitazione in Bologna ; lafciando qui per
tal a/ione poco buon nome di fé ; quando per altro aliai lo-
devolmente vi fi era efercitato . Nuoce anche a' bravi Inge-
gni il vantarfi , e il prefumere . Uno , che ila in qualche
Arte , o Scienza perito , le dilprezza gli altri , rende odiola
la iua perizia . ^a)
DI SILVIO COSINI
Scultore da Ficfole .
SILVIO Cofini venne a Genova , chiamatovi , come di-
cemmo , da Perino del Vaga , aftinché lavorafic iii_.
marmo nel palazzo del Principe Doria . Ciò , che^
Silvio vi fece furono le due figure di due Virtù ,
che fopra la principale ellerior porta reggono 1' Arma di cafa
Doria : ed hanno a' fianchi due putti di rara bellezza {b) .
Egli anche vi lavorò molti di que' nobili tìucchi , che_.
adornano il portico , e le logge : e icolpi pure per lo llcHb
Principe un ritratto dell' Imperador Carlo V. Opera vera-
mente ringoiare .
Fu il Cofini difccpolo d' Andrea Ferrucci : e nello fcol-
pire non folo imitò , ma eziandio eguagliò il Maelìro , co-
me icrive il Vaiìiri , dal quale s' è anche ricavata la notizia
della venuta di eiiò Cofini in Genova, e delle Opere qui
da lui collruite . DI
{ (7 ) Dì Girolamo da Trevigi dà notizia il Ridolfi nelle Vite de' Pittori Vene-
ziani Part. I. fol. ai4. Da cui fi raccoglie , che quello Girolamo mori ia
età di 36, anni ranno 1544. in Piccardia, cólto da una palla di cannona-.,
mentre era al lervizio del Re d' Lighilterra in qualità d' Ligegneie con la
provvifione di 400. Icudi 1' anno .
{è • Scn;brano, anzi allollile fi può aflblutamcnte aiFermare , che fono, di mana
'del Cofini due altri putti locati (opra una porta dello ftefio palazzo Doria:
ed è quella, che refta vicino alla Chiela di S. Benedetto.
I\ellc due l'ale del luddetio palazzo lon due cammini molto ben lavorati
j:i marmo con fieure , e bafli rilievi d' qttimo gulto : ed andie quelli lavori
fembrano del Cofini .
ED ARCHIT. FOREST., CHE ec. 38^
DI GIO. ANTONIO LICINIO ,
O R E G I L L O,
DETTO IL PORDENONE,
Pittore Veneziano .
IKaA ^/
OtitJ r-
E s I D E R o s o il Principe Dorìa amatore delle bell'Arti
d' avere apprcffo di fé Opere de' più intigni Pit-
tori, die in Italia fiori ffero , chiamò da Venezia^
Gio. Antonio Licinio , comunemente appellato il Por-
denone , celebre a que' di per le pitture da lui fatte in Ve-
nezia , in Trevigi , e in Odine .
Coilui portatoli todo a Genova ebbe varie commiffioni
pel palazzo di detto Principe . Fu impiegato a difporre un
Bb 3 fregio
390 NOTIZIE DE' PITT., SCULT.,
fregio di putti full' eflerior facciata in accompagnamento
a' dipiati da Ferino . Il Pordenone gli efpiefTe tutti intenti
_ 1 fcaricar di merci un vafcello . Tali figure pel colorito fu-
Di Gto. gofo , e gagliardo , che v' adoperò , e per le naturalinìme_>
Antonio loro attitudini, riufcirono di gran piacere del Principe, e di
oR^cl^u^o'. chiunque di Pittura intendevaìl .
Efpreire pofcia Tulla ftefla facciata Giafone in atto di con-
gedarli dal Zio : ove fi vede al lido difpofta la nave defti-
nata a condurre que' primi fperimentatori del mare alla con-
qu lìa del vello d' oro . Si fegnalò il Pordenone in quefl Ope-
ra anche più , che nell' antecedente . Egli foprattutto nel colo-
rito era llupendo ; né a quello di qualfivoglia egregio Mac-
ino invidiava . (a)
Avrebbe il Pordenone feguìtato a dar altre prove di fé
in queir infigne palazzo : ma avendo intefo eifer qua giunto
da Siena a dipingervi anche il Beccafumi : forfè di ciò mal
contento , fi licenziò da quel Principe , e alla fua patria fece
litorno . i^b)
DI
(a) In quella faccUta gPa dipinta dal Pordenont oggidì appena più vi fi fcorgc
veftigio di pittura .
(b) Morì pofcia il Pordenone in Ferrara, mentre era al fervisio del Duca Er-
cole , correndo 1' ajuio di noftra falute 1 540. , e di fua età cinquantefimo
fedo . Veggafi di lui il Ridolfi part, i. pag. 97. , e 1' Autor del MuȎo Fio-
rentino rom. I. pag. 61. , dpnde abbiam ricavato il qui antipolio ritratto .
ED ARCHIT. FOREST., CHE ec. jpi
DI DOMENICO BECCAFUMI,
DETTO MEGHERINO DA SIENA,
Pittore .
PASSANDO per Siena il Principe Doria in occafìone,^,
che accompagnava l' Iraperador Carlo V. ; ed ivi am-
mirato avendo il valore di Domenico Beccafumi , ap-
pellato per foprannome il Mecherino ; invitollo torto
a Genova , a fin d' avere qualche Opera di lui nel fuo pa-
lazzo già illuftrato da tanti valenti Pittori ; ma impedito
per allora Domenico da molti lavori , che avea per le mani,
ricusò con ogni riverenza l' invito , e colà fi rimafe . ya)
Bb 4 II
f a) 1 lavori, che principalmente tenevano allora occupata in Siena il Beccafumi,
erano i difegni del fiiperbo pavimento di c[iiel Duomoi .
392 NOTIZIE DE' PITT., SCULT.,
Il Principe , a cui foprammodo caleva d' averlo , feppc
ufar tai modi ; che finalmente dopo qualche tempo s' ar-
__ rendè il Pittore , e verfo Genova prtfe il cammino . Qua
Di giunto , fu desinato a compiere nella facciata del pretato
Domenico palazzo quel bel fre^^io di putti , parte del quale avea sia
lavorato il Vaga , e parte il Pordenone . Ei lo compie ;
e fotto quella porzione , che a lui era toccata , defcriire_.
anch' dVo una favola di Giafone : ed è quella , in cui vedell
quello Eroe , che ufcito dal tempio s incontra in Medea , alla
quale obbliga con giuramento la propria fede .
Adlii belli riunirono quelli lavori : ma non perciò fi pof^
fon dire de' Tuoi più eccellenti . L' avverfione , eh' egli aveva
alle Corti , e il patimento per la lontananza dalla lua pa-
tria , eran due cofe , che lo dilloglievano dal quietamente ope-
rare : tal che impaziente di più qui fermarli , chiefe licenza
al Principe ; ed ottenutala , lollo parti per Siena ; ove a chi
r interrogava , che lavori aveflTe in Genova fatto ; rifpon-
deva , che nulla di buono fatto v'avea; perchè parevagli di
non laper maneggiare il pennello , quando dalla cara iua pa-
tria vivea lontano . {a)
DI NICCOLÒ DA CORTE
Scultore in marino , Lombardo .
NI e e o L ò da Corte [ chiamato per isbaglio col nome
di Matteo da Monlìg. Calcagnini nella vita da lui
fcritta di S. Gio. iJattiltaJ iu in Genova l'anno 1530.,
e per pubblica icrittura abbiamo , che quello Arte-
fice s'obbligò di coflruire in marmo gli ornamenti, che ab-
bellilcono in quella Cattedrale la cappella del S. Precur-
fore ,
4«) r Beccafumi , oltre all'eflerertato un eccellente Pi nere , fu anche molto ben
efperto nello Icolpire in marmo, ed in bronzo, e nell' intagliare in rame ^
ed in legno . Mori coftui iji patria nell' anno fcttanracinqueUmo di fua età ,
e del Signore 1549.
Molti ìcrivono di quefto infigne Artefice, come il Sandrart part. 11. lih. ri.
cap. XII. , il Vaiati part. in. volume i. , il Borghini lib. iv. , 1' Ugur-
cien loin. n. tit. xxxni., il Baldinucci Dccenn. i. fccolo iv. , e il Mufeo
Fioreiuino alla pagina 57 del tomo i. , dove vcdefi il riiratio, da cui ab-
biam ricavalo quslto y che qui fopr» s' è pollo ,
ED ARCHIT. FOREST., CHE ce. 3^3
fore , avendone rìmefTo lo (labili mento del prezzo a' Depu-
tati a quella fabbrica , eh' erano allora i Signori Stetano Rag-
gio , Filippino Doria , ed Agoftino Lomellino . =^------
Quelli lavori furono fatti con una diligenza efquifita, d1
e rlufcirono di gran bontà , come tuttavia può vederfi . Niccolò
Il fregio , che gira intorno al cornicione delle colonne chiù- "^ '^^'^^*
denti in mezzo l'Altare, è arricchito di arabefchi tanto fot-
tilmente condotti ; che in iirail genere non fi può andare
più oltre .
Io mi fo a credere , che dagli fcarpelli di quedo valen-
tuomo fiano parimente ufciti gli ornamenti, che (1 veggono
intorno alle porte del palazzo donato da queifa Repubblica
al Principe Doria , per gratitudine , a cagione delle grandi
benemerenze contratte da lui con la patria [ palazzo lltuato
prellb la piazza di S. Matteo ] : perchè ancor efli molìrano
la lleila maniera , e diligenza de' dianzi mentovati .
Anzi fui fondamento medefimo congetturo efler pure_.
di coflui gli altri ornamenti , che flanno intorno alla porta
dell' antica Chiefa di S. Giovanni Battilla , prefTo il Duomo,
con le figure d' alcuni Angioli , e di quel Santo Precurlbre
in atto di battezzare il Salvatore Gesù . Finalmente m' avan-
zo a dire , che di fua mano probabilmente fiano molti altri
ornamenti di magnifiche porte , .che per Genova fi veggono .
Ma ficcome non fé ne hanno indubitati argomenti : cosi non
pretendo ciò follenere . Sol mi contento d aver qui pofio
il nome , e i certi lavori di quello Artefice : acciocché fi fap-
pia , che egli fra noi fu , e virtuofamente qui s' impiegò . i^a)
DI
( a ) II prefatfl Sculrore è ftaro eccellente nello fcolpfre arabefchi , e fogliami ;
avendo fatto in marim) ciò, che altri dif&cilmente farebbe in legno,
od in cera.
3P4 NOTIZIE DE'PITT., SCULT.,
DI ALFONSO LOMBARDO
Scultor Ferrarefe .
AVENDO io più volte confiderato la forprendente manie-
ra di certi ritratti in cera colorita , die qui preffi>
gli Amatori delle cofe buone fi confervano ; ed ef-
iendomi flato femprc incognito di quelli 1' Autore ,
eh' io non fapea , nemmeno per congettura , immaginarmi :
finalmente mi tolil quafi di dubbio , allorché lelTi il Vafari,
e da elTo comprefi , che rarilTimo Artefice fu in tal genere
Alfonfo Lombardo ; e che queft' Artefice in Genova con mol-
ta flima operò .
Colìui ci venne l'anno 1530. a portare il ritratto in
marmo dell' Imperador Carlo V. , che commeflb glielo avea,
e che qui appunto allora trovavafi . Qui Alfonfo fé' in cera
quello del Principe Doria . Laonde è cofa molto probabile ,
che altri ancor ne facelTe , e che fian quelli , di cui poco anzi
difii , che incognito me n'era l'Autore (a). La mia con-
gettura è ragionevole . Tuttavia ciafcuno è in libertà di ri-
gettarla .
DI AURELIO BUSSO
Pittore Cremonefc .
UOmo di bel talento, e di molta abilità in Pittura
fu Aurelio Buflb Cremonefe , che imparò i precetti
di quefl' Arte in Roma fotto la difciplina di Poli-
doro , e di Maturino , due rinomati Maeiìri .
Venne il Buffo a Genova ; e qui fu impiegato a dipin-
gere dentro il palazzo de' Signori Cattanei ^b) fulla p'xiizza.
di S. Pancrazio ; nella qual Opera riufcì tanto egregiamente ;
che
( <t ) Alfonfo Lombardo morì d' anni 40. ne! 15J6. come dice il Vafari nella_
vita di lui parr. iii. lib. r. pag. ico.
( ^ ) Io non ho mai potuto rinvenire quefto palaz?o . Laonde temo , che il Soprani:
qui prenda sbaglio: le pure anche quefto lavoro, come tanti altri « non e aa-
aato a male la occafione di nuova fabbrica .
ED ARCHIT. FOREST.,CHE ec. ^pj
clie il Duca Griraaldo , prefogli gran concetto , gli die incum-
benza di dipingere in quella facciata del fuo palazzo , che
guarda verfo la piazza della Chiefa di S. Francefco di Ca- ,«.,«„..
ftelletto . Quivi il Cremonefe Pittore defcriife a chiarofcuro 51
alcune delle prodezze d' Ercole : pitture , che di molto gra- Aureho
diraento furono a quel Signore ta) . Ma il Bulfo ipinto da ^"«o*
non fo quale capriccio , appena ebbe compiuto quello lavo-
ro , che improvvifamente partì di Genova , e pafsò a Ve-
nezia ; dove , avendo fatto di belliffime Opere , ha poi me-
ritato gli encomj del Cavalier Carlo Ridolti , che nelle Vite
de' Veneziani Pittori fa di lui onorata menzione .
DI GIO. FRANCESCO ZABELLO
Bergamafco , lavoratore di tarsia .
MERITA luogo in quelle notìzie Francefco Zabello
Bergamafco , eccellente lavoratore in tarsia , il quale
efercitolla per lo primo in Genova , e vi lafciò
qualche allievo .
Lavorò codui le panche del coro della noflra Cattedrale,
tutte di legni in piana fuperficie intarfiati , e tinti a varj
colori , con arte dal dipingere poco diffimile : cofa molto
accurata , e d' affai bella comparfa . Le rapprefentazioni , che
nelle fpalliere di quelle panche figurò , furono alcuni Mifieri
della Paffione di Grillo : il Martirio di S. Lorenzo : e la_.
ftrage de' Santi Innocenti . Leggell quivi entro una finta—
cartella il nome di quello Artefice , e 1' anno , in cui tal la-
voro compiè, che fu il i54<J. i^b)
DI
( « ) Quefte pitture a chiarofcuro in gran parte ancor fi confcrvano ; e in molte
altre figure fi fcorge chiaro , che fono prefibchè copiate da' fregi di Polidoro,
£^) Belli fono quelli lavori di tarsia, ma affai più belli fon quei, che fi veg-
gono nelle panche del coro del Duomo in Savona , i quali furono fatti co-
ftruire dal Cardinal Giuliano della Rovere (che fu poi Papa Giulio H. J
a Simone Fornati , di cui altra notizia non ho potuto rinvenire , fuor di
quella , che fcorgefi dal norae fuo , fegnato in una fpallieia di quelle panche .
jptf NOTIZIE DEPITT. , SCULT.,
DI GASPARO FORZANI
Scultore Liicckefe .
SE non erra il mio compuro , fu in Genova il Forzani
alquanto prima del 15^0. la queda città diede prove
della molta Tua peri/ia nel fare intagli fìnifTimi
in legno nelle fofifirte d' alcuni palazzi ; e fpecialmente
di quello del Sig. Vincenzio Imperiale .
In qucfla Chiefa di S. Lorenzo incife parimente in le-
gno gli ornamenti, che fono intorno a' due laterali organi.
Tali ornamienti meritan d' eflTere più vicini agli occhi delle
perfone Intelligenti , che oflTervano quel facro luogo ; perchè,
vagliai vero, fon cofe di efattiflìma fimmetrìa, e di dcli-
catiHimo gulìo .
Nel p.ilìzzo del Duca Grimaldo ornò un gabinetto a fog-
gia di fludiolo ; dove intagliò a maraviglia cartelle , cor-
nici , e fogliami ; i quali accom.pagnati da egregi lavori di
tarsia d' altro Maeflro , e da alcune pitture a frefco fattevi
entro la volta dal noflro Luca Cajnbiafo , rendevano quella
flanza un epilogo di bellezze : e ben ci fa male , che ella_.
in occafione di nuova fabbrica fia Hata poco fa demolita .
Nella Vita di Luca Cambiafo fcrltta da Valerio Cor-
te trovo notato , che il Forzani era anche ben efperto in Ar-
chitettura , ed in Proipetti\'a ; e che ambedue quelle facoltà
potè fondatamente infègnarc al Cambiafo flello, il quale poi
a tutta perfezione terminò d' apprenderle dal Eergamafco .
Formava in oltre il Forzani accurati modelli in gellò, tra-
endoli da quanti infigni originali pntea trovare . Nel che Ci
rendette profittevole a molti de' noflrl più bravi Pittori ,
e fpecialmente al Paggi , come nella Vira di lui s' accennò .
Imperocché , per mezzo di quel comodo fra noi prima d' al-
lora poco noto , eglino prendevano idea delle più eleganti for-
me degli antichi efemplari , e ne' lor difegni le riporta\ano.
Quando , e dove queflo valente Scultore fia morto , non
confla . Ma è cofi probabile, che egli fia morto in Genova;
do\e non gli mancavano mai occaììoni d' occupare il fuo
nobililTimo ingegno. DI
ED ARCHIT. FOREST., CHE ec. 3^7
DI VALERIO CORTE
Pittore Pavefe ,
VALERIO Corte fu figliuolo di Ferdinando nobile^
Pavefe , ma nacque in Venezia . Quivi bramolò di
diventar Pittore s' introduilè al gran Tiziano , da
cui venne inltruito nel tare i ritratti ; e molti ne fece,
che lo elevarono a grande (lima .
L'anno 1550., correndo egli il ventefimo di fua età,
ebbe a palfare per Genova , indirizzato verfo la Francia-. ,
dove fpinto da genio guerriero portavafi con animo di pi-
gliar loldo nella milizia di Piero Strozzi : ma le indicibili
cortesìe , che ricevette da quelli noltri Cittadini iuron ca-
gione , che un tal penfiero deponeffe ; e qui fi rellalle ad efer-
citarvi la fua ProfcfìTione .
Era il Corte avvenente nella perfona , verfato nelle let-
tere , ed eloquente parlatore ; onde non è maraviglia , che
per tali doti la benevolenza di chiunque lo praticava ìacilmente
11 conciliale . Fu fopra tutti fuo intrinfcco Luca Carnbiafo ,
la cui Vita con proprietà di Itile minutamente fcrille : ed è
quella , che dal Sig. Gio. Battilla Calone Pittore confervafi ,
mancante però d' alcuni logli ; la quale m' ha porte le prin-
cipali notizie di eilò Cambialo da me inferite nella Vita,
che in quellio volume ho narrato di lui .
Il Corte adunque flabilitoiì in Genova , vi comperò cafa,
vi prefe moglie : e quella fu la Signora Ottavia Sotìa , dalla
quale ebbe molti figli : d' uno d' elfi , che fu il Celare , già
ho fcritto fra' nollri genovefi Piuori la Vita. D'un altro
nomato M ire' Antonio , che alla Pittura con ottimo progreilò
attendeva , nulla pollo dire ; perciocché cefsò di vivere in_.
età giovanile , colpito fgraziatamente da un fallo a calo lan-
ciatogli , mentre ilava allacciato alla finellra .
Avrebbe Valerio lafciate maggiori pro\ e della fua di-
ninta abilità nel fare ritratti fui gullo Tizianefco, che s' era
propollo per efemplare ; fé gli iludj d' Alchimia già da lui
praticati da giovane ia Venezia , non lo avellerò anche qui
negli
39S NOTIZIE DE' PITT., SCULT.,
negli anni avanzati didolto da' pennelli. Imperocché, lufin-
gandofi di poter agevolmente , e preflo arricchire , in com-
-pagnì.i d'Amici fi diede tutto ad afTodare raercurj , e a far
' dì ^millure di metalli , di minerali , e d' altri ingredienti . Il che
Valep.io ri ufcitogli fenza frutto, dopo grandi fatiche, e fpefe , fi trovò
ridotto a tale , che per vivere , fu coflretto a vendere a me-
diocre prezzo la caUi , e le più degne fuppellettili , confi-
fienti la maggior parte in tavole di Tiziano , d'Andrea del
Sarto , di Paolo Veronefe , e d' altri infigni Maefiri , che,,
a fommi prezzi comperate avea : ed alla fine 1' anno 1 580,
cinquantefimo di f'ua ct\ in eflrema penuria cefsò di vivere ;
altro non lafciando a' figli , che gì' intlrumenti d' un Arte
lufinghiera , e fallace .
DI ANDREA VANNONE
architetto Lombardo .
Alla terra di Lancio, Diocefi di Como, venne in
Genova Andrea Vannone , che apprefo avendo nella
Tua gioventù 1' Architettura , potè pofcia lafciarne
memorabili prove nella nofira città .
Si trovò quefio Virtuofo fra noi , quando appunto s' era
determinato di riedificare , e ridurre in più cofpicua forma
quefio pubblico palazzo. Egli fu intomo a ciò confultato;
e uditoli quanto faggiamcnte ragionava^ ebbe la coramifTione
di farne il difegno . Fecelo molto maefiofb , e con ottima^
fimmetria diflribuito ; ficchè fommamenre piacque : e , a con-
correnza degli altri pur valenti Architetti , fu al Vannonti_.
appoggiato r intero carico di tutta 1' Opera .
La prefilTami brevità non mi dà campo di defcrivere la
magnificenza di quefia fabbrica : di riferirne gli am.pj cortili ,
che in fé racchiude : il nobil portico , le fpaziofe fcale , le fu-
perbe porte , le gran fale , e gli altri interiori appartamenti :
tutte cofe Veramente Reali. Dirò fòl tanto una bellezza,
che in quefia maravigliofa fabbrica s' oflerva : ed è, che do-
vendo egli , per reggerla , di grofTe travi di ferro incatenarla:
-Teppe con ù ingegnofo artifizio nafconderle , che non v' ha
in efla
VANNOWf ,
ED ARGHIT. FOREST., CHE ce. 39^
in efTa angolo , quantunque remoto , nel quale apparifca di
quelle verun indizio.
Per quefta funtuofiflìma Opera riportò il Vannone lodi, ^^^^
e rimunerazioni infinite . Ebbe il grado d' Ingegnere del Se- 51
reniflimo Senato , e la generale foprantendenza alle fortifica- Andrea
zioni , e alle pubbliche fabbriche di queflo Dominio .
Dopo qualche tempo fi deliberò di formare una cifterna,
per dar comodo d' acqua alla città , ogni volta che ne pe-
nuriaire . E il Vannone , avutane l' incumbenza , formolla cosi
profonda , e capace ; che finora in cafo di qualunque grande,
e lunga ficcità non ha mai mancato di provvedere a futfi-
cienza all' occorrente bifbgno .
In Genova il Vannone onorevolmente s' ammogliò : e mer-
cè della fua virtù potè maritare con alcuni principali Citta-»
dini le figliuole , die n' ebbe . Egli poi ci mori in età molto
avanzata , pieno di benemerenza , e di onore .
DI GALEAZZO ALESSI
Architetto Perugino .
UNO de' più infignì Architetti , che ufcifTero dalla
fcuola del celebre Michelangiolo , fu Galeazzo Aleffi
Perugino . Ciò ben confermano le Tue beli' Opere
colìruite nelle principali città d' Italia : e fpecial-
mente in Genova , che a quello titolo affai gli debbe .
Intorno all' anno 1552. egli venne qua , chiamatoci da alcuni
noflri Cittadini per la direzione di varie fabbriclie . Una delle
prime , e al maggior fegno cofpicua , fu quella della Chiefa
di S. Maria di Carignano , che per li Signori Saoli difegnò ,
e pofe ad effetto ; la quale è d' un' architettura veramente
regia . Moftra effa il vallo ingegno d' un eccellente Artefice
in ogni fua quantunque menoma parte : ma fa fpiccare al-
tres'i la generofa liberalità de' Signori Saoli , che a loro fpefc
la fecero coftruire , ricca di travertini , e di marmi , tanto
nelle pareti, quanto ne' campanili , e nella cupola; intorno
alla quale fino al lanternino eftcriormente fi gira per tre nobili
balauilrate pure di marmo . In fomiua quella Chiefa è di tal
magni-
400 NOTIZIE DE' PITT., SCULT.,
magnificenza , e maeflria ; che meritamente può dìrfi una_.
delie fette maraviglie della noflra Metropoli (a) .
-_;^— ;^;^ Architettura di quefto valentuomo è 1' entrata della porta
L" del molo , eh' egli ornò con maeftofo ordine dorico , forti-
*Au:ii"° ficata a' fianchi da due ben intefì baluardi , e renduta fìcura
per una pia?;za d' armi al di fopra , fpaziofa in modo da poter
comodamente maneggiarvi le artiglierie , e difendere a un*
occorrenza il porro , e la citt'i .
Il Vafari nella Vita , che fcrifTe di Leon Leoni dà per
incidenza rag2;uaglio d' alcuni lavori fatti dall' Aleffi in quefia
città , dicendo : che refiaurò le mura verfo il mare: che age-
volò la llrada conducente da Pontedecimo in Lombardia:
e che alzò la flrada nuova , fornita di tanti maefiofl palazzi,
che la rendono famofilTima , anzi unica al mondo .
Fra le amicizie , che in Genova contrafTc 1' Aleffi di Per-
fonaggi riguardevoli una fu quella di Monfignor Cipriano
Pallavicino Arcivefcovo di Genova . Queflo Prelato riguar-
dollo fempre con fomma flima, e trattollo con dimioflrazioni
di atTetto particolare . Fece da lui coliruire la cupola della
Cattedrale : e dare il difegno del coro , ridotto dal valore-,
d' un tanto Artefice alla prefente bellezza .
I palazzi, che 1' AleiTi in città , e fuori per li fobborghi
architettò, richiederebbero lungo difcorfo . Ma non mi fon
prefinfa lunghezza . Bafli per tanto qui rapportarne alcuni
de' pili degni di ricordanza . Egli edificò nel borgo di S. Vin-
cenzio il palazzo Grimaldi di bruttura cotanto magnifica,
e di ST artificiofi Ciucchi fregiato , che può gareggiare coli-
le fabbriche più belle , che vanti 1' x\rchitettura . A quello
non
j (j ) Sette appunto pofTon dirfi in ragione d' Architenura le miraviglie di Ge-
nova' cioL- : I. Le nuove mura. ii. Idue gran moli con l'argiuna delfaio,
III. Li Ciii'cfa di S". Lorenzo da prclii ben r.Pervara . iv, 11 Keale Pa!a?2o.
V. La rtrada nuova . vi. L' ampia loggia di banchi . vii. LaChiela di S. i^Ia-
ria di Carignano. Altre magnifiche fabbriche qui fono. Ma le anzidette-.
a mio giudizio Ibpra le altre portano il vaito.
Prc7infa è per la fua itruttura la fopra dcfcritta Chicfa : e maggior pre-
gio ancora le accreicono le belliilìme tavole, di cui è adornata; fra le enali
fi diftinguono per la loro eccellenza, la ravcla rapprcfentante S. Maria Egi-
ziaca , ih' Vanni : la rapprcfentante S. FraJicefco flimatÌ22ato , del Gucrcino :
e la rapprcfentante il Martirio di S. Biagio, del Marani.
Debbo pur (bggiucncre , che poco lungi dalla luddcrta Cbiefa v' è il pa-
la?^ de' ^ignori Saoli Padroni di quella : ed effo ancora fu architettato
«1^11' Aleffi .
ED ARCHIT. FOREST., CHE ec 401
non cede punto quello de' Signori Pallavicini poco lungi
dalla Chiefa de' PP. Barnabiti , fuor della porta dell' Acqua-
fola ; anch' efTo fornito di eleganti fiucchi , ed arricchito di ■
politici , piazze , e palleggi . In Albaro ereffe il palazzo de'Si- di
gnori Giurtìniani , preflRT alla Chiefa de' PP. Conventuali , fa- ^^^'-//^ff'*
fciato di travertini , e difpoflo in bella fiminetria . Magnifico
pure in S. Pier d'Arena è il palazzo de' Signori In::periali
coflruito dal medefimo.Alefiì. La facciata di tal palazzo, il gran
cortile , la fuga delle flanze , le adiacenti pefchiere , e 1 cir-
colanti giardini fono un coraplefTo di rare delizie .
Abbiamo pure due fabbriche di quefio Autore riferte
dal Vafari : cioè , la fonte del Capitano Lercari , e il lego
del Sig. Adamo Centurione: ambe infigni : la prima per gli
ottimi lavori a mufaico : la feconda per l'ifoleita fparfa
di capricciofe grottefche , fuUa quale , dopo breve giro per
barchetta , fi lafcian difcendere i poco accorti ; e quivi fono
da chi vuol fare la graziofa burla abbandonati in balia delle
acque ; mentre quefle , apertevi le chiavi , per fotterraneì ca-
nali pallando , fgorgano con molti zampilli , e bagnano i ri-
dotti in efTa ifoletta , che indarno cercano di ripararfì. QueQe
due fabbriche al prefente fi pofTeggono dal Principe L oria ;
delle quali la prima fla pofla in FafTolo , fuori della porta
di S. Tommafo , e la feconda in Pegli , ameno luogo della
occidentale Riviera , dilcoflo da Genova fette miglia .
Chi vuol dilHnta notizia d' un' altra funtuofa fabbrica-,
dell' Alefiì in Bilagno per il Sig. Gio. Battifla Griraaldo , leg-
ga il Vafari nella Vita del fnprallegato Leoni ; ov' è m.inu-
tamente defcritta . Ella confile in un fuperbidlmo bagno .
Ma io non ne dico davvantaggio ; perciocché ellendo fiata
a' giorni nolìri diflrutta tal fabbrica , e ridotto in altr' ufo
quel fito ; non voglio piìi oltre amareggiare me flefTo , egli
Amatori delle cofe buone con la dolorofa confiderazione di
quella gran perdita . (a)
Tom. I. Ce Flnal-
{a) Delle molte fabbriche de' più ben intefi palazzi di Genova architettati in
gran parte dall' Alelf; , e infieme d' alcuni altri d' Autori diverfi , e di non
poche Cliiefe , parve si fegnalata la bellezza al gran Rubens , che da le difc-
gnaci tanto in pianta, quanto in elevazione , e profpetto , ne formò un pre-
2Ìofo volume in ibglio : e lo fé' diligentemente incidere a bulino in Anverfa
da CorjieliO Galle . Il titolo del %'olume dice còsi . Palazzi moderni di Gorcva
rarcoìt! , e difegnati da Pietro Paolo Rubens . In Anverfa apprejjo Giacomo Meur-
fio 1Ó63.
4Ò2 NOTIZIE DE- PITT., SCULT.,
Finalmente 1' Aleflì , dopo aver date in Genova illuftri
f rove di fé ; ed averla si dentro , che fuori arricchita di ne-
biliflìnii edifizj ; quinci partinne , invitato in altre città a cc-
flruirvi fabbriche , e a renderfi anche in effe immortale . (a)
DI GIO. BATTISTA CASTELLO
Pittore, Scultore, ed Architetto Bergamafco .
Tuttoché' Gio. Battifla Cartello fia nato in Berga-
mo ; onde comunemente fu detto il Bergamafco :
pure pofTiam quafi confiderarlo qual noftro Genovefe.
Egli venne qua da fanciullo ; dove trovò accoglien-
ze, e cortesie i^flài graziofe , e dillinte . Di poi ci fé' di bel-
liffune Opere ; onde in Genova , più che in altre città il no-
me di lui s' è renduto famofo .
Aurelio BulFo 1' avea qua condotto; il qual Buffo im-
provvifamente partitone , fenza aver riguardo alla tenera età
del CallcUo , il lafciò in abbandono alla forte . 11 fanciullo
però , che dotato era di forte coraggio , e di fpiritofo ta-
lento , e voleva ad ogni modo farfi Pittore , s' animò alla_.
fofferenza ; e fra le anguftie , e gì' incomodi della penuria ,
viffe collante , ed affiduo nello fludio delle infigni pitture di
querta città , che da per fé ingegnavafi di copiare . Ne molto
andò , che giunta notizia di lui al Sig. Tobia Pallavicino ,
Cavaliere delle nobili Profeffioni al lommo curante : quclH
lo ricevette fotto la fua fpecial protezione : il provvide del
bifognevole , ed affegnoUi anche Maellro per lo difegno .
Quindi inviatolo a Roma con fufficiente penfione, colà volle,
che per alcuni anni s' interteneffe ; ove il giovane Berga-
mafco , mercè di tali foccorlì , e della lua feria applicazione,
potè riufcire eccellente, non folo Pittore, ma eziandio Scul-
tore , ed inilerae Architetto .
Ritornato il Cartello a Genova , ricordevole de' Tuoi do-
veri verfo il Cavaliere fuo Mecenate , per lui torto impie-
goffi , dipingendogli a frefco la volta della fala di quel ma-
gnifico
(a) Moli Galeazzo Ak(R in Perugia fua patria l'anno 1571. in età d' aiuii 71.
Leon Fafco!» ne Ictive 1» Vka alla pag. %7^, nelle Fite de' Pittori, Scultori,
ed Architetti moderni .
CaST£U.O •
ED ARCHIT. FOREST., CHE ce. 403
gnifico palazzo , che fta fituato , come diflì , poco lungi dalla
Chiefa de' PP. Barnabiti , fuor della porta dell' Acquaiola . {a)
Dipinfe poi la facciata d' un cafamento preilo la Chiefa ^,,^,^^
di S. Marcellino : ed alcune lloriette a frefco nella Chiefa di do.
di S. Giorgio , che furono molto flimate . ^f J VV^
Sulla piazza delle Vigne dipinfe con figure a chiarofcuro,
con medaglioni , fedoni , ed altri bizzarri fregi tutta la facciata
del palazzo de' Signori Grilli ; pel quale diede anche i difegni
delle fineflre , e degli ornamenti , che ne rendono maellofa
la porta . In quedo palazzo al di dentro fono alcuni lùperbi
lavori pur del Caflello : ed il portico è tutto fornito di grot-
tefche tanto capricciofe , e brillanti , che poche altre fé ne_.
veggono in Genova di egual vaghezza . Sono in alcuni mezzi
certe figurine di Dei in nobiliflìmi atteggiam.enti; fra le quali
entro al vano principale fa luminofa comparfa un Apollo,
che fedendo fopra cocchio dorato , sferza i cavalli , quafi
in follccitudine di prefto ricondurci il giorno . Nelle danze
al primo piano fono altre galanterie auai vivacemente rap-
prefentate : come un Concilio di Dei , il Parnaflb , e ccfc li-
mili . Ma più di quefle fegnalato il rendè la volta della.,
vada fala al pian fuperiore , che egli tutta occupò , efpo-
nendovi con dilHnte fpecialità , e virtofi apponimenti la fplen-
dida cena data dalla Reina Didone all' ofpite Enea ; e queflo
Eroe in atto di parlare ; ed ella Reina , e i numerofi aflanti
in atto di attentamente afcoltare . Defcrizioni , che non meno
elegantemente fece il Cartello in pittura di quello le abbia
fatte in poesia 1' immortale Virgilio .
Anche in piazza de' Franchi colori con figure, ed altri
ornamenti la facciata d' una cafa {b) : e vi formò al di den-
tro varj lavori ; fra' quali affai vago è quello della volta.^
del portico , ove fla effigiata Tuzia , che col crivello pieno
Ce 2 d' acqua
(«) Qiù certamente sbaglia il Soprani. La fala dei riferito pala2zo non è di-
pinta di mano del Caftello . Si conofce allo ftile , che 1' Opera non è di lui.
Convien dire , che il Soprani abbia equivocato , prendendo quella fala in-,
vece dell'altra d*un palazzo pofto lungo la ftrada Nuova, il quale già fu
dello fteffo Sig. Tobia Pallavicino, ed or è del Sig. Giacomo Filippo Carega.
Quivi al primo piano v' ha la volta della fala dal Caftello dipinta, e v' ha
nel mezzo Apollo con le Miife , ed a' lari vi fon figure rapprefentative d' al-
cune Arti liberali . Anche il portico di tal palaE2o è dipinto dallo fteffo Ca-
lvello ; e vi fi veggono alcune figure di Virtù .
C^) La fopra defcritta facciata non conferva più lavori del Bergamafco ,
404 NOTIZIE DE' PITT., SCULT.,
d'acqua, lenza fpargerne goccia , fi preferita davanti al Giu-
dice . In una i^anza a piano del portico medefirao fi veg-
HnBMBB gono alcune Vertali alla curtodia del fuoco . Al piano fupe-
~ì>iG^I^ riore vi fono dipinti , Diogene entro la botte villtato dal
.B\TTi«TA grand' AlcfTandro : Scipione , clie moflra la fua continenza :
Apollo , che fiede fili monte Parnaffo in mezzo alle Mufe :
ed alcune favole tratte dalle Metamorfofi d' Ovidio .
Per il Duca Gafpero Grijnaldo dipinfe a iìcfco nella_.
Chiefa di S. Francefco di Calìclletto una cappella , entro la
cui volta rapprefentò il Redentore trasfiguranicii fui Taborre
in mezzo a Moi-è , e ad Elia ; a' lati della quale [oltre a quat-
tro altre lloriette tratte dal Santo Vangelo ] (a) in due mez-
zelune figurò eifo Redentore , nell' una , legato alla colon-
na , e ivi flagellato : nell' altra , depofìó di Croce . In cjuelìa
cappella condufTe pure ad olio le tre belle tavole, entrovi lo
flefib Redentore ; nella prima , quando Bambino fu adorato
da' Magi [ e quella è all' Altare ] : nella feconda , quando fece
orazione nell'orto: e nella terza, quando fu prefo . Pitture,
in cui fi leggono al vivo efpreffi gli affetti di manfuetudine
nel Redentore , e di fierezza nella sbirraglia ; onde clii le_.
contempla , fenteii da amore , da compaflione , e da fdegno
inlieme comjnuovere .
Dallo ideilo Duca Grimaldo fu eletto in compagnia-,
del Cambiafo a lavorare nella Chiefa della Santiilìma Nun-
ziata di Portoria . Toccò al Cambiafo il dipingere ad olio
tre tavole , come nella Vita di lui riferimmo : ed il Ber-
gamafco ritenne per fé i lavori a frefco . Rapprefentò quelli
nella tribuna il hnale Giudizio . Vedeii colà il Divin Giu-
dice in trono d' ijnmenfa luce , circondato da innumerabili
fchiere d' Angioli , alcuni de' quali portano , come trofei ,
gli llrumenti della di lui dolorofa PafTione ; ed uno di effi tiene
ipiegata una cartella , in cui fono fcritte le parole f'enite
bencdifli . L' artifizio di quello dipinto è tale , che chi fé n' in-
tende , meritamente gli dà luogo tra' migliori a frefco della
noQra città. Belle poi anche fono le figure de' quattro Evan-
gclilli efpreffe fopra il cornicione del coro , che a si degna
Opera fanno corona . Infìeme
(<i) ,E' un gran difcapito , clie quelli lavori a frefco fi vadano ogni giorno più
cojìlumando .
ED ARCHIT. FOREST., CHE ec. 405
Infieme col Cambiafo dipinfe il Bergamafco entro Ia_.
Chiefa di S. Matteo , e tanto nella maniera del compagno
s' uniformò ; che il lavoro dell' uno da quello dell' altro non _
fi diftingue : di che già abbaftanza parlai nella Vita di eflò Di Cio.
Cambialo . Similmente il Bergamafco nel palazzo de' Signori Battista
Imperiali , fituato lungo la piazza di Campetto , dipinfe a frefco
tutta quella facciata , rapprefentandovi alcune Deità : ed al pri-
mo piano partitamente in più ftanze figurò Ippomene , ed Ata-
lanta : il ratto , che Plutone fé' di Proferpina : e Cupido dinanzi
ad un' aiFemblea di Dei . Al pian fuperiore poi entro la fala
dipinfe una floria di Cleopatra, in concorrenza d' un' altra di-
pintavi dal Cambiafo fuo vìrtuofo Competitore , ed Amico . (a)
Per la Chiefa delle Monache Agofliniane , dedicata-.
a S. Sebafliano , fece al maggior Altare la tavola rapprefen-
tativa di detto Santo martirizzato a colpi di frecce : e quefla
è fra le fue Opere una belliffima . Nella flrada nuova en-
tro il palazzo del Sig. Licnardo Salvago efpreffe due fatti -
J'Enea con Didone prefi dal poema di Virgilio : e in queflo
Duomo dipinfe a frefco la volta della cappella del Sig. Franco
Lercaro ; e vi rapprefentò la SantifTmia Vergine coronarsL-.
Reina del Cielo dalle tre Divine Perfone . Parimente a frefco
in due quadri laterali , e nella volta medefima figurò alcuni
Patriarchi , e Profeti dell' antico Teflamento . Di più la pre-
fata cappella è tutta ornata di flucchi , de' quali egli diede
il difegno , Confidono quelli in profpcttive : nel che era ef-
perto , quant' altri mai : onde potè al nolìro Cambiafo con
rutto buon metodo infegnarla .
Il Bergamafco , come da principio rammentai , fu anche
Scultore : e non già di baffo carattere . Molte Statue ha egli
coftruìto in marmo : di ninna però tengo certa notizia ,
falvo di quella , che vedefi nella dianzi mentovata cappella ;
e che rapprefenta la Speranza . Tale Statua da fé fola_*
bafla a dichiarare quanto egli pure valeffe in quefl' altra
fua Profeffione .
Né meno eccellente fu quefl' uomo nell' Architettura di
quello il foffe nelle anzidette facoltà . Ciò ben chiaro fi fcor-
ge nella maeflofa porta, e negli flucchi delle fineflre, ed in
Ce 3 altri
(a) Vcggafi nella Vita di Luca Cambiafo la nota ( e ) alla pag. 8i.
Castello .
4o<5 NOTIZIE DE' PITT., SCULT.,
altri ornamenti fatti co' difegni di lui nel già più volte menzio-
nato palaz>co Imperiali . C^ofe tutte , indicanti un avanzato iìu-
_____ dio fui guilo degli antichi Greci , e fuUo lìile del Buonarroti .
D, Gio. E)i non inferior merito è 1' Architettura del palazzo ,
Battista che egli cou fuo difeguo edificò al Sig. Tobia Pallavicino
""^ lungo la rtrada nuova ^a) ; il qual palazzo , oltre agl'interni
ornamenti , ha nell' efterìor facciata llucchi , e pitture di tal
artilizio ; che non lafcian decidere, in qual delle tre Pro-
feUloni queft' Artefice folFe più eccellente .
Non fari , per quanto parmi , cofa difaggradevole al
Leggitore , che io faccia qui un fincero paragone fra quello
Gio. Battila Callello , e il nollro Luca Cambialo . Fu il
Cambiafo adai fecondo d idee , e ailai rifoluto nel dilegno.
Ma il Calìcllo fu di colorito alfai più guLlolo , e uniforme ;
e nelle profpettive gli prevalfc d' alFai . Fu in oltre fcmpre
eguale , e scortante nella maniera del colorire : laddove il
Cambialo variolla per ben tre volte , fé non anche più .
Che fé talora gli avvenne di praticarne una migliore di quella
del Calvello : non durò in ella molti anni . Laonde in quella
parte il Cambiafo mancò di fermezza . Vero è poi , che_.
egli ebbe nel panneggiare , e nel dintornare una franchezza,
e una condotta di pennello si artificiofa , e s\ deftra ; che_»
in ciò non folo al Gallello , ma anche a molti altri de' più
rinomati Pittori d' Italia li rendè fuperiore .
Aveva il Cartello in Genova predi moglie : td era co-
rtei un' onorata femmina già vedova di Niccolofio Granello;
con la quale viire molti anni; e da lei n'ebbe alcuni figli-
uoli, che artefero alla Pittura.
Ma , quantunque egli avelFe frequenti le occafioni di
far lavori , e aliai bene gli efeguifTe : pure non ne ritraeva
da quelli tanto guadagno da mantenerli in grado onorevole .
Laonde contralfe qui non pochi debiti : né avendo forma di fod-
distarli , o di ghermirli da' creditori , difperato , improvvifa-
mcnte fènza far motto ad alcuno le ne partì : ciò fu l'anno i^j6.
Ma come anche le fconfigliate rifoluzioni talora tornano in bene!
Dopo lunga peregrinazione giunfe il Cartello in Madrid;
ove gli riufci di preientarfi al Re Filippo II. , che ben in-
formato
{aj Clueftd, come dianzi accennai, è il palazzo al prcfcntc poflcduto dal Sigi
Giacomo Filippo Carega .
no.
ED ARCHIT. FOREST., CHE ec. 407
formato della virtù d' un tal uomo , cor tefe mente lo accolfe.
Quefto Monarca tutto intefo al compimento della funtucfa
fabbrica dell' Efcuriale fi attribuì a buona forte la venuta^ j_
del Cartello; e confultatolo in varie cofe , il trovò di gran DiGi
fenno , e di fina intelligenza . A lui per tanto diede toflo Battista
l'incarico di coflruire una fcala a lumaca; onde privata- astelloc
mente fcender fi poteiTe nella Chiefa di quella vafta fabbrica.
Vi s' impiegò {a) il foreQiero Pittore ; e la compiè a tanta
foddisfazione di quel Sovrano ; che , oltre alla datagli larga
mercede, il dichiarò Architetto maggiore delle Regie fabbri-
che con lauto llipenJio , che quelli godè fino alla morte, ac-
cadutagli r anno 1579. dell' età fua fettantefìmo , o poco più .
Ce 4
DI
(a) Il primo lavoro fatto dal Caftcllo nell' Efcuriale non fu d'una fcala a lu-
maca; ma fu della fcala principale, che dal Reale Palazzo alla Chiefa con-
duce , ed è infigne per le tre porte , per le nobili balauftrate , e per altri
maeftofi ornamenti cola inferiti : fecondochè rapportano i Dcfcrittcri di quel
grand' Efcuriale: due de' quali fono il P. Francefco de' Santi Carmelitano
Scalzo , e Don Ignazio Mazzolati , Monaco di S. Girolamo . Notano altresì
quefti Defcrittori , come vi fono in qucll' Efcuriale akuP-e ftanze egregiamente
dipinte con grottcfche da due figli del Caftcllo , nominati , 1' ui:o Fabrizio ,
r altro Granello. Io credo però, che quello fecondo non foffe figlio del Ca-
rtello, ma dèlia moglie, che, come il Soprani già fcrifTe , era vedova di Nic-
colofìo Granello : e il nome di Granello attribuito a quello fecondo figlio pare '
conTcrmi ciò , che ho detto .
Gran difgrazia ha incontrato queflo valentuomo apprcfib gli Scrittori di Pit-
tura ; mentre non ve ne ha alcuno, clie di lui parli conia meritata diilinzio-
ne ; anzi fino gli lleffi Abecedarj ne paffano fotto filenzio il nome . Ne altri,
che io fappia , alcuna cofa ne dice , eccetto il Cav. Carlo Ridolfi nelle_.
Vite de' Pittori di Venezia , e di quello Stato . Fiaceini qui foggiugnere la
breve notizia , che il prefato Ridolfi ne da in fine della Vita di Lorenzo Lot-
to, nella par. i. alla pa?. i?2, : ove le^jgo :
Battifia Cafiello fu corrotto tig-ìi flipendj di F:lippo II. Re di Spana ; e dicono^
che ?/i fervilje nella fabbrica deW Efcnviale , Di fittura ha in Beìgawo la figura
del Salvatore fopra la porta della Chiefa del Gesti ; e velia cappella di Bartolom-
meo Coleo»! fece a frefco un fatto d' armi . l-^ilfe il rimanente di fua vita in Ifpa-
gna , occnpa-iidùfì , come abbiam detto , veW Architettura ; onde riportò ampli doni
da quel i;ene-rofo Re ; poiché i Grandi han potere d" aggrandire in un punto chi
loro prelìa fervizìo .
Cosi fcarfo è flato il Ridolfi in parlare di Gio. Battilra Caftello ; che ne pur
ne ha fcritta la Vita, quando per altro non dovea nella fua Opera dimenti-
carla , si per rasion di ciò , che egli ci avea propofto nel titolo , si perchè
il C'alleilo degno era di ricordanza , e di elogio più di certi altri Pittori dello
Stato Veneto in quell' Opera diflefamente , e feparatamente deferirti . Si la-
gnino i Vinuofi dell' illuflre citta di Bergamo più del Ridolfi , che del Soprani.
Perocch"- , fé il Soprani poco ha detto del Caftello ; le propofte Notizie ncn_
portavano, eh' ei ne dicelTe di più . Tuttavia a quelle del Soprani s'-è voluto
qualche cofa ag^iugnere , per fupplire all' altrui fcarfezza : e ciò a forza di
minute iiiveftigazioni , che non poca fatica lono coliate .
4o8 NOTIZIE DE' PITT., SCULT.,
DI GUGLIELMO DALLA PORTA
Scultore Milane/e.
GUGLIELMO dalla Porta s'applicò di propofito al di-
fegno in Milano fua patria , iìudiando afiìduamente
fulle Opere di Lionardo da Vinci ; e fu nella Scul-
tura fullìcienteraente ainmaellrato da Giacomo dalla
Porta (a) Tuo Zio , Architetto de' più rinomati , che a que'
tempi fiorilTero .
Correva l'anno i^^i. quando Giacomo venne a Geno-
va , chiamatoci per architettare in quello Duomo la funtuoHi
cappella , in cui ripofano le Sacre Ceneri di S. Gio. Battila .
In tal occallone conduife feco Guglielmo luo nipote , ed allie-
vo , il quale leguitò qui ad applicare al difegno iotto da di-
rezione di Ferino del Vaga .
Impiegato Giacomo nella bruttura della fopraddetta_>
cappella , llabiFi l" Altare ìfolato in mezzo alle quattro co-
lonne di porfido . Non avealì riguardo a veruna fpefa ; purché
r Opera riufcille di tutta jnagnifìcenza : e però deliberarono
que' Signori Deputati a tal tibbrica di far adornare gli Tpec-
chi de' piedilValli delle colonne medefime con alcune figure
di baflb rilievo . Propofe Giacomo per queft' Opera il nipote
già fatto abile , a cui la figura d' un Santo Profeta fé' incidere
in un di effi fj'ccchi , la quale fervilFe a que' Signori per molìra,
e faggio dell' abilità di elio nipote . Quella figura piacque
tanto , che all' Autore fu immediatamente appoggiata la com-
miilìone di {colpire altre quindici figure pur di Profeti nelle
altre facce de' piedilìalli [ cioè quattro per ciafcheduno ] ,
che riufcirono d' ottimo gullo , quali tuttora il fcorgono .
Per la piena loddistazione data in quelli lavori , fu Gu-
glielmo {uccelFivajnente impiegato ad ornare di Statue nella
Chiefa llclla di S. Lorenzo la cappella di Monfig. Agollino
Salvago ; dove in tre nicchie difpofe alcune belliflime Opere.
Nella nicchia di mezzo fcolpì le figure di Gesù Grillo , e de'
Santi
^ « ) Di Giacomo dalla Porta valcntiflimn Architetto tace 1' AbecedariQ : ne par-
lano però il Vafari, e il Baglioni .
ED ARCHIT. FOREST., CHEec. 409
Santi Apoftoli Pietro , e Paolo . Neil' altra niccliia dalla parte
dell' EpiQola , la figura di S. Gio. Battila ; e nella nicchia
dalla parte del Vangelo , la figura di S. Girolamo . Sono in «j___j^
oltre nella cappella medefinia fbpra due piedit'ialli due altre n,
figure una d' Abramo, e una di Mosè : il primo de' quali, tenen- Guélielmo
do con la finiQra una cartella , addita con la deflra il piomef-"
fogli Salvatore : il fecondo porta con le mani defe in fuori
le due tavole della Legge . Ciafcheduna poi delle prefate
Statue rapprefenta al di fotto a baflb rilievo una liorietta
fpettante a quel Santo , che le Ila (opra Icolpito . Sotto la
Statua d' Abramo v'ha il Sagrifizio , ch'egli è periate del
figlio. Sotto quella di Mosè v'ha quefio Legislatore, che ri-
ceve da Dio le due tavole . Al ballò della Statua di S. Gio.
Battilìa fi vede il Santo medefimo inatto d' ellère dicollato:
e a' piedi della Statua di S. Girolamo fi vede quelV altro
Santo , che fa penitenza nella /pelonca . Parimente due rap-
pirefentazioni del Martirio de' Santi Pietro , e Paolo rilpet-
tivamente fi vedono fotto le loro Statue .
D' una cofà per altro da pochi olfervata debbo qui av-
vertire il Lettore : cioè , che le Statue de' SS. Pietro , e Paolo
polle a' lati del Salvatore non fono nella lor giulla politura :
ma dove il S. Paolo aveva a fituarfi alla parte delira , ed il
S. Pietro alla finillra , partito Guglielmo prima d' adattarle
al lito , furono collocate a rovefcio : onde ne viene , che am-
bedue fanno un' azione difadatta . Imperocché il S. Pietro, in
vece di mollrare attenzione alle parole del Salvatore , volta
la faccia verfo del popolo : ed altrettanto fa il San Paolo .
Concorrono anche ad autenticar quello mio fentimento , e ad
accrelcer 1' errore i baffi rilievi , che lotto tali Statue 11 vedono :
attéfochè fi vede fcolpito il Martirio di S. Pietro fotto la Sta-
tua di S. Paolo : ed e convcrfo il Martirio di S. Paolo fotto
la Statua di S. Pietro . Sconcerto , che potrebbe agevolmente
correggerfi .
il Vafari parlando di Guglielmo nel fin della Vita di
Leon Leoni {a) , e notando i lavori fatti da quello Artefice
in Genova
( 3 ) Più del Vafari parla di Guglielmo da'la Porta il Cavalier Baglioni nelle Vite
de' più il'.uftri Pittori, Scultori, ed Architeni fioriti dal 157J, lia al 1641.
alla pagina 151. dell' edizione di Kpma del iC4l>. ' ^
4IO NOTIZIE DE'PITT., SCULT.,
in Genova al Vefcovo Salva,2;o , non nomini altre Statue ,
fuorché quella Hel Mosè . Tutte ad ogni modo fon fue per
, autentici documenti : e per fue facilmente fi riconofcono da
Ui chi alcun poco s' intende dello flile de' buoni Maeflri .
GuGLiiLMo Altre Opere collruì Guglielmo in quefla città , che gli
of.TA. £^|^jj^.Qj^ ^^•^ j^-)o]t:o onore . Sua è la bella Statua di S. Cateri-
na , che vedcfi entro una nicchia fopra la porta dell' Acqua-
fola ; al di fopra della qual nicchia in una laflra di marmo
egli fcolpi di baffo rilievo la tefla del Salvatore . Sua è pur
anco la bella Statuina della S. Barbara , che vedefi fopra
la facciata d' una cafa nella llrada del molo ; e produzione
de' fuoi fcarpelli fono eziandìo le due Statue , che fanno or-
namento alla porta di S. Tommafo , efprimenti Crirto , che_»
molira a quell' Apoflolo 1' aperto Colato .
Una Statua di Cerere fu per ultimo fcolpita da quello
Artefice d' ordine del Sig. Anfaldo Grimaldo , che la collocò
fopra la porta del fuo palazzo . (a)
Quelli fono i lavori , che per fei anni continui trattenero
in Genova Guglielmo : dopo i quali pafsò a Roma ; ove in-
contrata la protezione de' Signori Farnefì , ottenne 1' uffizio
del piombo ; e fu indi impiegato in lavori di fomma confì-
dera/loiìe , per li quali potè effere oggetto di m.araviglia—
• fino allo fteifo ammirabile Michelangiolo .
X DI
{a) Sopra h pcirra del palazzo htto fabbricare in queg'i anni dal Sig. Anfaldo
GrimaMn , il qual palazzo e poflo nella ilrada di S.^^iro, poco di/coflo dalla
Chicft di S. Luca, invece d' una , vi fono due .<^t.iiiic , che reggono I' In le-
gna di ciU Grimaldi, e fembrano di Giisjlielnio : ninna però di cfTe è rap-
prcfcntaiiva ili Cerere : ma ambedue tengono fra le mani una cornucopia-,
di fiori , e di frutti .
Entro il portico del palaJ^zo del '^ig. Giufeppe Carega , il ciual pala220
è fruito a pie d.l'a fcala , clic conduce alla cappella del 5^auifTimo Fofario
in S. Doinenica, fi vede di Guglielmo dalla F'orra un gruppo formato di due
figure ciprimcnti Ercole vincitore d'Anteo: e Anteo , che abbattuto a terra
indarno tenta di rial^arfi , Qiieiìo gruppo e d' un lavoro cosi fquifito ; che
Sembra del Buonarroti .
ED ARCHIT. FOREST., CHE ec. 411
DI SOFONISBA ANGOSCIOLA
LOMELLINA
Difintrice Cremonefe .
FIGLIA di A:nUcare Angofciola, e di Bianca Ponzona
nobili Gremoiiefi fu Sofonisba ^ illuftre Dipinrrice_> ,
di cui pure debbo dar notizia , a motivo , clie en-
trata collei per feconde nozze in Caia Loraellina ;
e quindi in Genova iLibilitafi , alcuni de' fuoi egregi lavori
qui ci lafciò .
I Genitori di lei , avendone offervato lo fpirito , che_^
tutto era briofo , e difpollo alle liDerali facoltà , la fecero
initruire nelle Lettere , nella Mufica , e fucceffivajnente nella
Pittura 5
412 NOTIZIE DE' PITT., SCULT.,
Pittura , di cui vagliiflìma moflravafi la giovanetta Dama .
Cofiei fotto Giulio Campi (a) tanto , e cosi preQo vi pro-
I fidò ; che potè nella ancor tenera età eHerne maertra alle_.
Di tre Tue ibrelle , Europa , Anna , e Lucia , le quali poi vi fi
aI'^co^oolÀ Segnalarono .
LoM£LLiNA. Poiché Sofonisba giunta fu a fegno di operar francamen-
te da fé , formò in carta alcuni graziofi capricci ; fra' quali
incontrò molta lode il rapprefentativo di una fanciulla con
cesellino di gamberi , innanzi al quale dirottamente pian-
geva , per la morficatura d' uno di quegli animali . Tal Operi-
na fu , qual gioiello, donata in Firenze al Gran Duca Collmo
dal Sig. Tommafo Cavalieri Gentiluomo Romano, che n'era
pofTeditore : e dallo fleifo Gran Duca 1' ottenne Giorgio Va-
f-ui , che la inferii nel Tuo libro de' difegni de' più valenti
Pittori . Cortei efprerte in carta un altro capriccio ancor più
bizzarro : e fu quello , in cui vedevafi una rugofa vecchie-
rella , che tutta intenta fi flava a fludiar 1' a bi ci fulla ta-
voletta : e perciò n' era di nafcollo beffeggiata da una fan-
ciuUina .
Ella però non volle trattenerfi in tali livori : ma im-
prefe a fare ritratti : ed un de' primi fu quello del proprio
Padre in mezzo a' due figli Aflrubale , e Minerva . La bontà
di tal lavoro le acquiltò tanto grido ; che molti gentiluomini
Gre noncfi s' invogliarono di farfi da lei ritrarre . Ritraevali
al naturale Sofonisba . E coloro contcntilfimi fé ne chiama-
vano : anzi alcuni d' elTi mandavano i medefimi ritratti in_.
altre città accompagnati da diflinte lodi di quella loro Con-
cittadina . Lo Qefib Vafari afferma , che a tempo Tuo erano
in gran liffimo pregio tenuti in Piacenza predo 1' Arcidiacono
di quella Chiefi maggiore due n.'.turalifììmi ritratti , 1' uno
de' quali rapprefentava elfo Arcidiacono : e l' altro , quella.*
nobile Dipintrice .
Da i femplici ritratti fi rivolfè Sofonisba al comporre.^
cofe lloriate, e d'idea: nel che riufciva aliai bene. Mafie-
come
((») Hannr) pr^-'n sH.islio i! Va fa ri , e il ^'oprani , che frrivono , Giulio Campì
cflerp ftato il Maeftro di Sofonisba ; quando in rcaltì Maefiro le fu Bernardina
Catti, detto il i^ciaro . In tcfliniirianza di clic leegafi il difcorfo d' Aleflan-
dioLaino, fopia la Pittura, e Scultura, e il Bakiìnucci nel Deceiui. par, ii«
ED ARCHIT. FOREST., CHE ec. 413
come continue erano le commiflioni di coloro , che volevano
efier da lei effigiati : cosi poco potè attendere allo Hudio
delle invenzioni . Ciò non oflante s' inoltrava talora fulla trac- — -^— --^
eia de' famofi Maertri a far rifaltare graziofe idee ne' ritrat- u,
ti , che efpriraeva dal naturale , deponendovi più figure in ^ofcnisba
movimenti, e gelli affai proprj , e galanti. Tal fu quello, Lomìllina.
che ella fece di tre Tue forclle : due delle quali erano in atto
attentamente giuocare agli fcacchi : e 1' altra iìava graziofa-
mente atteggiata , fcherzando con una ferva antica di cafa .
Giunta per tanto la notizia del bel modo di operare di
quefla valorofa Dama all' orecchie del Duca d' Alba : quefii
ne informò Filippo IL Re delle Spagne , ed infieme il per-
fuale a proccurare il modo d' averla alla fua Corte . Non_^
tardò quel Monarca a dame avvifo al Duca di Seflà , allora
Governatore di Milano , il quale , dopo avere accordate a fa-
vore del Padre di lei alcune vantaggiofe ricognizioni ; final-
mente r ottenne : e il Padre lìeiro accompagnolla fino a quella
città ; e ne fé la confegna .
Nel breve tempo , che Sofonisba colà fi trattenne , per
moftrarfi grata alle finezze ricevute da quel Regio Minifiro,
pensò di fargli il ritratto : lo che efegm con incredibil efat-
tezza , e con foramo gradimento di lui , dal quale fu corri-
fpofia con generofa ricompcnfa ; perocché n' ebbe in dono
quattro pezzi di drappo broccato ad oro , ed altre cofe di
confiderabil valore .
Qu'ndi in compagnia di alquante perfone nobili , e di
altre , che doveano ièrvirla , paf^ò a Madrid ; o\-e fu accolta
da quel Sovrano con dimofirazioni di fiima , non inferiori
al deilderio , con cui 1' aveva afpettata .
Dopo alquanti giorni di ripofo fu introdotta alla pre-
fenza della Reina , la quale rollo le die commiffione di farle
il ritratto . Fecelo Sofonisba : ed era fomigliantilfimo al pre-
filfo fembiante . Per la qual cofa non paffarono molti giorni ,
che lo fteiro Re volle vederfi anch' elio dalla egregia Dipin-
trice effigiato . L' Opera fu da cofiei efcguita : ne fi diitin-
gueva dall' originale . Che però Sua Maeuà in fegno di par-
ticolariffima foddisfazione le prefentò generofo dono; e le_.
aliegnò dugento feudi d'annua penfione . •
Ella
414 NOTIZIE DE'PITT., SCULT.,
Ella pofcia ritrafTe anche l' Infante D. Carlo figliuolo del
Re , rapprefentandolo veftito d' una pelle di lupo cerviero ,
■ ed ornato con abbigliamenti di fpeciodi invenzione . Non men
Di degli altri precedenti lu ftimato , e gradito queflo ritratto;
Angosc'iol\ ^ fpecialmente dal Principe, che rimunerolla d'un diamante
LoM^LviNA. del valore di millecinquecento feudi.
Tanto era il grido da per tutto difiufo della virtù di So-
fonisba ; che dagli amatori delle belle Arti fi defìderavano
quadri da lei dipinti . Ed oltracciò gì' iflefTì Profeirori la pre-
gAvan fovente per lettere a graziarli di qualche difegno ,
o di qualche ritratto . E fino il Pontefice Pio IV. mandò a chie-
derle , eh' ella gli faceiTe il ritratto della prefata Reina ; al che
tantollo Sofonisba con permiflìone della mcdefima Reina_.
puntualmente ubbidì : e trafinefib il la%'oro per mezzo del
Nunzio Pontificio a Roma , ne riportò da Sua Santità , oltre
ad una lettera d' approvazione , il dono d' alcune Corone^,
corapolle di preziofe pietre , e fornite d' impronti d' oro :
ficcome d' inligni Reliquie racchiufe in artificiofi , e ricchi
contorni .
Gli onori , che da' Principi Italiani giornalmente ricevea
queft' egregia Dipintrice impegnarono Tempre più il Re Fi-
lippo a dirtinguerla . E però defiinoUa per una delle Dame ,
che (lavano alla cufiodia dell' Infanta ; e pensò altresì , per
iib-bilirla in fui Corte, di unirla in matrimonio con qualche
nobile Spagnuolo . Ma avendo Sofonisba penetrato la Regia
intenzione : fupplicò quel Monarca a permetterle di maritarfi
con qualche Italiano . Volle anche in queflo il Re compia-
cerle ; e propofele Don Fabbrizio di Moncada Feudatario fi-
ciliano , con alfegnarle per dote dodicimila feudi , e di più
un'annua penfione di altri mille feudi fulla Dogana di Palermo,
con facoltà di poterne infiituire erede qualche figlio, incafo
d' averne .
Ricca di ciò, e d'altri frutti della Regia Munificenza:
e in oltre d' una vefie tempefiata di gioie donatale dalln_,
Reina , con la buona grazia di que' Sovrani fu condotta in Sici-
lia al novello Spofo , col quale vide alcuni anni . In tal tempo
non tralafciò di far comparire il fuo valore nell'Arte, non
tanto con ùr ritratti, quanto con lavorar pitture di fua in-
venzione ;
ED ARCHIT. FOREST., CHE ec. 415
\'enzlone ; il tutto accuratamente , e vivacemente : ficchè eri
in alta ftima tenuta da' Cavalieri di quel Regno , e dal Vi-
ceré , che in ogni cofa la favoriva , e alle raccomandazioni _
di lei rimetteva gli arbitrj , e le grazie . Di
Morto pofcia il Moncada , la vedova Sofonisba fu in- Sofom^ba.
vitata a pafTar nuovamente in Ifpagna ; ma ella col giufto lomSS,
motivo di rivedere la patria , e i Congiunti , feppe , fenza_.
difgulìar quel Sovrano , ottenere il fuo intento . Quindi im-
barcatafi fopra una galea di Genova , eh' era comandata dal
Sig. Orazio Lomellino ; ebbe nel viaggio sì cortefi tratta-
menti da quel Gentiluomo ; che fi trovò obbligata in ultimo
a corrifpondergli con la promefTa di pigliarlo in Conforte .
Impetratone per tanto 1' affenfo dalla Corte di Spagna , fu
in tale occafione corrifpolla coli' aumento di feudi quat-
trocento r anno . Così ella pafsò alle feconde nozze col
prefato Lomellino : e fra noi 11 rimafé ,
Molte , ed eccellenti furono le pitture , che di propria
idea formò in Genova quefta virtuolliTima Dama ; e molti
ancora i ritratti dal naturale . Grande Ili ma incontrò fra gli
altri un bellilfirao quadro , che donò all' Imperadrice : fic-
come il ritratto dell' Infanta Ifabella Chiara d' Auftria , al-
lorché , andando Spofa dell' Arciduca Alberto , ^afsò per qua»
Sofonisba era fiata tutrice di quella Principefla ; che però
ebbero infieme in quella città coUoquj di fcambievole amore.
Tal ritratto , perchè non potè effer compiuto nel breve Ipazio,
che la Principefla in Genova fi fermò : invioUo poi Sofonisba
a Vienna : ove fu con applaufo ricevuto , ed ella con diftinto
premio rimunerata .
In Roma nel palazzo della Villa Borghefe entro la flan-
za delta di Seneca avvi di mano di Sofonisba il ritratto
d' Amilcare di lei Padre , e quello d' Afdrubale di lei fra-
tello , entrambi in un medefimo quadro : ed in Genova predo
il Sig. Gio. Girolamo Lomellino ii conferva, qual preziolo ar-
redo , il ritratto di lei , da lei pure dipinto . (a)
Le indefelfe applicazioni renderono quefla Donna col
crefcer degli anni priva affatto della villa . Laonde ellèndo
rimafa
(a) Oltre all'anzidetto ritrarrò, die tuttaTÌa fta preflb i Signori Lomelliiii ;
on altro pur da lei dipinto vedefl in Firenze nella gallerìa del Graia Duca ..
Da qual ritratto s* è ricavato il qui antipofìo • Ed è fuiceio »
4itf NOTIZIE DE' PITT., SGULT.,
riinafa inabile ad operare, avea tutto il piacere nel difcor-
rere co' Proteff^ri Tulle difficoltà, che nell' elèrcizio della-.
._._««. Pittura s' incontrano , porgendo loro fine , ed ingegnofe in-
Di "■ llru'/^ioni , per fuperarle ; di modo che il tamofo Ritrattifla_»
SoFovisBA Antonio Vandik fi riputava fortunato, per aver goduto la
Angoscioi.a j- n. • r 1 j- j-^ • ^ n.
LoNiLLiNA . converiazione di colici : e loleva dire, di aver ricevuto nell
Arte maggior lume da una donna cieca , che dallo fludiare
le Opere de' più infigni Maellri .
' Terminò Sofonisba il periodo de' giorni Tuoi qui in Ge-
nova ; ciò , che avvenne , fé non isbaglio , circa l' anno 1620.,
elTendo ella gii arrivata all' ultima vecchiaia , e al fommo
della gloria . Fu da molti virtuoli Soggetti lodata : e fra gli
altri dal P. Don Angiolo Grillo , di cui piacemi trafcriver
c]m per condufione un Tonetto Topra certo ritratto formato
da cos\ egregia Dipintrice . E quefl:a breve poesìa Tupplifca
al difetto della mia penna.
Muta immago feì tu : ma nel loquace
Silenzio tuo jnille concetti e/primi ;
E r Artefice , e l' Arte orni , e fublimi ,
E m' offri agli occhi il mio Signor verace ;
Che mercè d' un pennel [ con vojlra pace
Famofe penne 1^, che vi toglie i primi
Pregi , del fuo cor veggio anco i fuhliìni
Affetti , e i bei cojìumi , ond' ei jì piace .
Qui riceve una vita , e due ne dona :
Una J^ Sofonisba, ed ella due
Da lui , che in lei fua chiara fama eterna .
\AmoroCa vicenda , in cui s' alterna
E vita, e gloria, e l' un l'altra incorona.
Tanto può Donna con le grazie fuc .
DI ;
ED ARCHIT. FOREST., CHE ec. 417
DI GIO. BERNARDINO AZZOLINI
Pittore Napoletano.
DUE belle doti ebbe Gio. Bernardino Azzolinì , o piut-
toflo Mazzolini , come altri vogliono . Coflui non
meno lavorò bene in colorite figurine di cera , e fpe-
cial mente in minuti ritratti , che ftupendi in tal ma-
teria gli riufcirono , di quel , che facefle in grandi tele ad olio.
Giunfe in Genova 1' Azzolini circa l'anno 15 io., ove_j
vedutifi alcuni Tuoi lavorietti in cera dal Sig. Marc' Antonio
Doria , tanto piacquero a queflo Cavaliere ; che alcuni gliene
commife ; i quali con indicibile accuratezza , e finezza furono
dal Napoletano Artefice efeguiti : onde ne falì in maggior
credito prefTo i noftri Cittadini .
Ciò , che egli al Doria compofe furono quattro mezze
figure rapprefentative de' noviffirai . Ne' volti di quelle rifpet-
tivamente fpiravano gli affetti d' un' Anima beata : d' un' al-
tra condannata a patire , ma con la fperanza dell' eterno conten-
to : della terza fìnta dentro uno fcheletro : e della quarta.^
efprimente nelF orrendo abiiTo 1' idea d' una rabbìofa difpe-
razione . Lavori di fpirìtofa , ed efficace energia . E quefto fuo
medefimo talento nella forza dell' efpreffione diede pur egli
a conofcere allo fteiFo Signore in due altre modellate-.,
e colorite tefle di putti , ridente 1' una , e piangente l' altra :
ove r affetto , che in effe appariva , vivamente eccitavafi
ne' riguardanti .
Quanto poi fi moflraffe efìierto 1' Azzolini nel colorire
ad olio , di leggieri lo può giudicare chiunque fi faccia a veder
le due tavole , che di fuo ci fono rimafe , 1' una della Sintir-
fima Nunziata polla all' Aitar maggiore della Chiefa delle
Monache Turchine , e 1' altra flante ad un degli Altari della
Chiefa di S.Giufeppe: nella qual altra vedefi effigiata Santa Apol-
lonia , a cui da' manigoldi fono con tanaglie flrappati i denti .
E gli atteggiamenti cos'i dì lei , come di effi manigoldi ap-
parìfcono tanto naturali, e vivaci, che tirano con veemenza
in diverfe commozioni , chi quella pittura contempla .
Tom. I. Dd Molto
4i8 NOTIZIE DE'PITT., SCULT.,
Molto potrei dire della virtù di quello grand' uomo ,
e delle fue degni fiìme Opere . Ma non voglio eftendermi
oltre al prelìilbini ; che è di rammentar fole le cofe qui
iiUte dagli eccellenti ProfelTori delle tre propofle liberali
facoltà {a) . U rimanente fpetta ad altri Scrittori .
DI DOMENICO DISSONI
Scultore Feneziano .
DAlla città di Venezia fua patria riportò il cogno-
me dì Veneziano Domenico BilFuni Scultore di qual-
che fama , il quale venuto ellendo a Genova in oc-
caiione d' accompagnarci una l'uà (orella , ci trovò
occafioni tali d' operare ; che finalmente fi vide aftretto a lìa-
bilirci fua dimora ; e qui ammogliarli : onde n' ebbe figliuoli;
e lino d' elTi fu il valente Gio. Battila , di cui tra' noiUi ge-
novefi Artefici già fcrifTì la Vita .
I lavori , che il Bilioni qui fece furono in numero affai
copiofo : ma io mi contenterò di riferirne folamente alcuni
de' più lUmabili , fra' quali debbefi il primo luogo al bellif-
fimo Crocififlb , che egli in avorio formò per il Sig. Giacomo
Saluzzo Principe di Corigliano , Quello Sig. lo ripofe entro
la cappella del fuo deli/iofo palazzo d' Albaro, ove tuttavia
fi conferva . Un' altra Immagine pure del Crocififib , noii-*
meno pregiabile , ma più grande , fu da elfo Biflbni in no-
bili Ifimo \c2,no fcolpita per la cappella de' Signori Marini
eretta in S. Domenico . Anzi nella Ifeifa Chiefa fono pari-
mente di quello x\rtefice le divote Statue del Criflo morto,
della Vergine Madre addolorata , e d' alcuni Angioli ; le quali
hanno luogo fotto un Altare {b). E quivi ancora fu dal luo
fcarpello lavorata l' infigne Statua della Madonna del Rofa-
rio is) . Neil' Oratorio di S. Croce fi conferva una macchina
in legno
{a) Dell' Azzolinì , per altro valentifTimo Pittore , fi hanno poche notif'ie : ne .il-
tii ne ha mai (cnito, fuorché il {soprani, ricopiato appuntino dal Uominici
nelle Vite de' Pittori napoletani .
(i) Le lopra.idctte Statue l'on cole di poca confiderazione .
(e) La lodata Statua della Madonna del Kofario lu poi quafi totalmente disfatta
da Pietro Galeaiio Scultore nollro gcjiovcfc , mono pochi ajini fono .
ED ARCHIT. FOREST., CHE ce. 415?
in legno rapprefentativa di Criflo , che con la Croce fullt-*
fpalle s' incammina al Calvario in mezzo della sbirraglia {a) .
Ben è vero però , che la figura del Crifìo non è tutta di
fuo ; avendola prima abbozzata un Maeflro lon-^bardo , di cui
e' è ignoto il nome .
Morì in Genova il BilTonì affai vecchio l'anno i<535?.
DI ROCCO LURAGO
Scultore Lombardo .
DAlla terra di Pelfopra poco dinante da Como ven-
ne in Genova Rocco Lurago Architetto di eccellen-
te perizia . Qui in molte fabbriche fi fece cono-
fcere per quel valentuomo , eh' egli era : ma in_.
ninna tanto fi fegnalò , quanto in quella del palazzo , che
lungo la fl:rada nuova ereffe per il Sìg. Euca di Turfi ;
ove negli ornamenti così interiori , come efieriorì , e tutti
in marmo , nel cortile ricco di numerofe colonne , nell' am-
pie logge , nelle eleganti balaufirate , ed in qualunque cofa
diede prova d' un gran fapere , d' un penfar nobile , e d' un
operare veramente magnifico : effendo tal palazzo degno
anzi d'un Monarca, che d'un privato Signore.
Il nome di queflo virtuofo Artefice per detta fabbrica
renduto celebre anche fuori di Genova , e difiintamente in
Roma , mofie il B. Pio V. ad appoggiargli la cura di co-
fìruire al Bofco AlelIImdrino la Chiefa , e '1 Convento de" PP.
Domenicani ; ove quel Santo Pontefice avea fatto il Novi-
ziato . S' accinfe Rocco all' imprefa : formò il difegno della
gran fabbrica , e così ben la direfle ; eh' ella riufcì , quale_.
afpetrar da lui fi dovea ; e ne fu generofomente rimunera-
to da Sua Santità , che di più invitollo a Roma ; ove di-
chiarar lo volea fuo Architetto : offerta da Rocco modefia-
mente rifiutata; perocché troppo era amante di reilarfene in
Dd 2 Genova ;
( rt ) Anche la macchina dell' Oratorio di S. Croce ha aruro cambiamenti , cii
aggiunte .
420 NOTIZIE DE'PITT., SCULT.,
Genova ; mentre qui tenea moglie , e figli ; né mai gli manca-
vano occafioni di vantaggiofamente impiegarli .
_^^_____^^_^ In Genova finalmente in età decrepita mancò il Lurago
j^j intorno all'anno 1590. Qui lafciò tre Difcepoli d' affai degna
Rocco riufc^ra .
Lu.'.Aoo. Uno di quefti fu Francefco da Novi , il quale fervi molti
anni d' Architetto al nortro Sereniirimo Senato , per cui com-
mi iTione coilruì fra le altre cofe la Ghiefli , ed il Monillero
per li Monaci di S. Bernardo : llccome in Albaro 1' altra-.
Chiefa , e l' altro Monillcro per gli flelTi Monaci .
Il fecondo Difcepolo del Lurago fu G.o. Battifla GÌ ifo (a\
nato in Lombardia nella terra di Torre vicino a Como .
Quello Architetto merita particolar lode , per effere infiemc
con Antonio Corradi , Girolamo Gandolfo , ed Antonio Tor-
riglia , concorfo a formare il modello del grand' Albergo de'
poveri : Opera non folo delle principali di Genova , ma delle
più cofpicue d' Italia . Egli, oltre alla cura del modello, ebbe
anche la direzione di quella fabbrica. Mori poi l'anno 1657.
Il terzo Difcepolo del Lurago fu Antonio Orfolino, bra-
vo Architetto genovefe , quantunque nato di Padre Lombardo.
Coflui è Ibto Padre di Tommafo Orfolino egregio Scultore,
le CUI prerogative non efpongo ; perchè egli vive . {b)
DI
^ ij ) II riforitr) Gin. Battifta fu di cognome Grlgo , e ttfln Ghifo ; e non morì
altrimenti 1' anno 1657. , ma molti anni prima . Egli architettò in Genova
la Chiefa , ed il Convento di S. Maria di Conlolazione , fuori della porta_
dell' Erco ; fabbrica prima di lui cominciata da Pietro Francefco Cajuonc .
Li citta direfle co' Uioi difegni le Chiefe di S. Amonio Abate, e di S. Fede
nella contrada di Prè . , • .
In San Remo egli architettò la Chiefa delle Monache Salefiane : ni Monac«
il pala2Z0 del Principe, ed altre labbriche : ed in Genova lavorò ncll' accie-
fcimento del nuovo Molo .
et) L' Orfolino è ftato Scultore di qualche pregio . Due Statue in marmo ab-
biamo di lui in (knova : 1' una all'Aitar maggiore della Chiela de' PP.
delle Scuole Pie , efprimcntc la Beata Vergine col Bambino : 1' altra nella
Chiefa di S- Maria delle Vigne : Statua lapprefcniante la llefla Verguie .
ED ARCHIT. FOREST., CHE ec. 421
DI PIETRO SORRI
Pittore Sanefc .
intiU. /f//?//
CON precorfli fama d' eccellente Pittore portoffi da Siena
in Genova Pietro Sorti l'anno 15^5. Qui fu impie-
gato in molti lavori , che la buona opinione de' no-
ìlri Cittadini verfo di lui confermarono .
Varie tavole abbiamo di Tua mano , che pubblicamente
efpofle 11 veggono in alcune Chiefe della città . Sono dei
Sorri, in S. Maria del Carmine quella di S.Girolamo: in_.
S. Siro quella del Deporto di Croce : e in S. Caterina prclTo
i Monaci Benedettini quella , che ci rapprefcnra le Spoiàlizie
di detta Santa con Gesù . Nella Chielà dello Spirito Santo ol-
tre la ftrada Balbi v' ha dipinto 1' egregia tavola della San-
tifTmia Nunziata, {a) Dd 3' Dentro
( (7 j La prefata tavola non è più in quella Cliiefa *
422 NOTIZIE DE' PITT., SCULT.,
Dentro alla gran loggia di Banchi fopra 1' arcale della
principal porta vedcfi pur di coflui un lavoro a frelco d' aflai
— ■>— — buona inaniera , e ben confeivato . L' argomento di quelìo
Di lavoro e la Vergine Madre in mezzo ad una Gloria a An-
PuTRo gioii ^ in atto di moftrare il Tuo Divin Figlio a' Santi Bat-
tila , e Giorgio , Protettori della città . (a)
Parecchi anni dimorò in Genova quelìo Pittore ; ove-»
tenne aperta la icuola , dalla quale il più bravo Difcepolo ,
che n' ufcilTe , fu il Cappuccino Bernardo Strozzi . Parti poi
per Tofcana il Sorri , dopo aver qui ricevuti onori , e premj
degni del fuo valore : ed ivi compiè i iuoi giorni . i^ù)
DI GIO. STEFANO BOTTO
Scultore Milaneje .
IN piccole figure di cera colorita , ed in ritratti di fìmil'
materia formati , molto valfe Gio, Stefano Botto nato in
Milano . Io mi ricordo d' aver veduto di mano fua figu-
rato un S. Michele di si raro artifizio , che mi fece>*
ihipire .
VifTe il Botto in Genova fempre in tali lavori occupa-
to fino all' ultima vecchiaia , la quale egli terminò poco feli-
cemente, a cagione di certo umor malinconico , che non altro
fuggerivagli , le non timori d' efiere da qualche luo nemico
a tradimento uccifo .
DI
{a) Al baiTo di quella jaitrura leggcfi a gran lettere il nome del fuo Autore .
{b) Partirò da Genova il Sorri , fi fermò in Pifa a dipiiigere dentro quel Duo-
mo . TrasferifTì quindi alla Patria ; nella quale profegui a operare con glo-
ria , iniliiochè vilfe . tgli vi mori V anjio i6ii. dell' età lua Icflantcluno
icilo .
Scrivono di quello Pittore con molta lode il Baldinucci , Decenn. i. par. iir,
fcc. XV., r IJtiur^icri nel tomo ii. delle Pompe Sanefi al tit, 35., e l'Au-
tore del Muico Fiorentino alla pag. ij. del toni. iii. ; ove anche ne riporta
il ritratto ■> dal quale abbiamo ncavaio il qui premeflb .
ED ARCHIT. FOREST., CHE ec. 425
DI GIOVANNI BOLOGNA
Scultore , e Fonditore Fiammingo .
QUANTUNQUE Giovanni Bologna , per efTere flato tutto
il tempo di fua vita impiegato ad abbellire di mar-
mi, e di bronzi la noflra Italia , Italiano da molti
fi creda : pure egli in realtà fu di nazione Fiam'
mingo : e nacque in Dovay .
Coflui venne a Genova l'anno 1580. : e qua lo chiamò
il Sig. Luca Grimaldo , per impiegarlo negli ornamenti della
magnifica fua cappella , che aveafi fatto cofiruire in S. Francefco
di Caflelletto . Ciò, che il Bologna vi fece, furono fei Statue
in bronzo grandi al naturale, e rapprefentanti la Fede, la
Speranza , la Carità , la Giuflizia , la Fortezza , e la Tem-
peranza : oltre a fei putti pure in bronzo al di fòpra di al-
cuni ornamenti : e fette bafiì rilievi della flefTa materia , en-
trovi ripartitamente in varj Miflerj Gesù : i. prefentato al fom-
mo Sacerdote : 2. flagellato alla colonna : 3. coronato di fpi-
ne : 4. moflrato al popolo : 5. condannato a morte : 6. con-
dotto al Calvario: 7. poflo nel fepolcro da Giufeppe d' Ari-
matéa . Quefl' ultimo bafib rilievo , che ferve di palictto
all'Altare, è il più flefo , e più eccellente di tutti . Per l'Al-
tare medefimo ei gittò in bronzo l' Immagine del Croci-
fiiTo , che finifce d' illuflrare quefl:a funtuofa cappella , la quale
SI da' noflri , s'i da' foreflieri è con iflupore contem.plata^ ,
e con encomj fenza fine efaltata . {a)
DI PIETRO FRANCAVILLA
Scultore Fiammingo .
DAL foprammentovaro Giovanni Bologna fu condotto
a Genova per aiuto il Francavilla fuo giovane , il quale
alcuni anni dopo lui ci rimafe , e ci fece Ooere di
fpecial merito .
Lo ileiro Sig. Luca Grimaldo gli ordinò due Statue_.
maggiori del naturale, le quali collocò nel cortile del fuo
Dd 4 palazzo ;
( « ) Parlano di Gio. Bologna il Vafari , e il Baldinucci , parr, i, iec. 4. pag, izo.
424 NOTIZIE DE' PITT., SCULT.,
palazzo ; e fon quelle , che rapprefentano Giove , e Giano {a).
Appiè di quefte Statue fi leggono quefte parole . Faciebat
^ hoc opus Petrus Francavilla Flander 1585.
Di Fu pofcia il Francavilla impiegato dal Sig. Matteo Se-
. Pietro narega nella fcultura di fci Statue , che fervono d' ornamento
nANCAviLLA ^y^^ ^^^ maeftola cappella da lui eretta in quella Cattedrale
ad onore del CrocinlTo . Elle fono rapprefentative de' Santi
quattro Evangelici , di Santo Stefano , e di S. Ambrogio : e ben
chiaro raoflrano quanto folfe il giovane Francavilla efatto
imitatore dell' egregio fuo Maeftro . (Jb)
DI ANTONIO ANTONIANO
Pittore Urbinate . (e)
AVendo Federigo Barocci ultimato il bel quadro del
Crocififfo, a' cui piedi Canno la Vergine Madre-.,
e i Santi Giovanni Evangelica , e SebalViano ; e do-
vendo mandarlo ficuro a Genova al Doge Matteo
Senarega , che gliel' avea commeffb per la fua cappella eretta
in S. Lorenzo : lo fece accompagnare da un (uo Difcepolo no-
mato Antonio Antoniano , il quale fullo Cile del MacCro con
molto garbo fempre dipinfe . L' Antoniano recò a Geno-
-va il quadro , che fu affai gradito , e Cimato (i) : ed in-
tanto , irovatofi egli ben accolto , qui fi trattenne : ne ci Ceitc
già oziofo ; ma ci dipinfe con fua lode due tavole per la_,
Chiefa
(rt) Le fopraiinorate due Statue fono tuttavìa nel cortile del palazzo medcfimo,
ora in polTeflb del Sig. Giù fcppe Maria Brignole di ftrada imovz .
{{>') Fu il Francavilla anciie un efperto Ingegnere, nel qual carattere -ftettc al
fcivizio d' Arrigo IV. Re di Francia, Compolè in oltre un libro intitolato
il Microcofmo . Si può vedere intorno a ciò il Baldinucci , par. a. fec. 4. pag. loj,
(e) Non trovo chi parli di quello Pittore, per altro molto valente.
( rf ) Il Doge Senarega , in fegno di fuo fomnio gradimento per la lòpraddetta_
tavola del Barocci , gli fcrifle cortelìflima lettera , di cui foggiungo qui par-
te , anche per gloria d' un sì dotto , ed affabile Perfonaggio .
// Crocifìljb {della ricevuta tavola') ancoraché in feiìtbianza di già morto y
/pira nondimeno vita , e tiaradifo ; a noi accemando quel , che in effetto fu , che
volentieri , e di proprio beneplacito fuo , per amor noliro , e per la fallite di tutti
ha patito morte . La dolcezza poi della tergine Madre é tale , cìx in uno fguardo
tneaejìmo ferifce , e fana ' muove a tenerezza , e confola : e pare appunto , fie_.
t^iieir amante Spirito , penetrando le ferite di Crijio , «' entri dentro a riconofcere «
fé debba
ED ARCHIT. FOREST., CHE ce. 425
Chìefa di S. Tomraafo , in una delle quali [ e quella è locata
air Aitar maggiore] effigiò lo ftefTo Santo , che tocca la piaga
del Coftato al riforto Signore ; e nell' altra rapprefcntò la Ver- ^
gine Madre venerata da' SS. Battifta , e Niccola da Tolentino . di
Opere , che io non dovea pafTare lòtto filenzio ; perchè de- ■'^'^■^°^^'° -
gniffime fono d' oflervazione , e di alta lode , attefa la lor
bellezza , e la maniera Baroccefca , con cui fono condotte ,
DI FILIPPO SANTACROCE,
SOPRANNOMINATO IL PIPPO ,
Scultore Urbinate .
PASSANDO un giorno il Conte Filippino Doria per Io
Stato d' Urbino , s' imbattè a vedere un paflorello ,
il quale per diporto flava con un coltello intaglian-
do in legno alcune figure, e molto aggiuilatamente .
Cortui chiamavafi Filippo Santacroce , ed è quel dello , di cui
ora mi fo a porgere una breve notizia .
Il Doria dunque rtupito dell' abilità di quel paflorello,
il giudicò degno di miglior mefliere . Tolfelo per tanto dalla
cuftodia degli armenti , e condottolo a Roma , lo pofe fotta
la difciplina d' un ottimo ProfelTore di Scultura . In quella
città flud.ò con tutto impegno il Pippo [ cosi egli era in_.
vece di Filippo chiamato ] ; onde in breve fé' gran progreflì
neir Arte : e , fpecialmente ne' minuti intagli tanto in legnoj
quanto
fé dehha 6 più trafiggerla la morte delP amato Figlio , o ricrearla la fallite del
genere imam , Coù da varj a^etti fof pinta , piena di flnpore ahbandcmafi nel
rovello Figlio Giovar.nì , che ancl/ egli pier.o di maraviglia ^ e dt carità teneramente le
corrifponde , In S, S^^bafiiano poi fi vedono efprejji tutti i veri colori , e numeri
deìr Arte ; oz'e forfè r.on mai arrivarcelo gli Antichi , woi; che i Moderni ; e tutto
infieme ricca di artifizio , e di vaghezza non ìafcia luogo , che pur i' invidia-.
r' afpiri , Ma qiiefli Ave^ioli benedetti , che vivi affètti non fanno anch'' ejfi di
maraviglia , e di pietà \ Affermo di miovo , e confejjo , che come divina rapifcey
divide y e dolcemente trasforma . Onde in me fi Jtringono •> e fi fanno maggiori gh ob-
blighi verfo V, S, , che vi ha confumati tanti fudori , ed alla quale dovrà di van-
taggio fnpplire M, f^entnra nojlro , a cui mi rimetto col foggiugnerle ■, cbe-^
in Roma i Signori Giufiiniani hanno ordine di sborfare a lei , ovvero a perfona
per lei , il rimanente del prezzo ; ma non già di efiingnere i miei debiti /eco ,
che intendo ferbar vivi ^ e riconofcerli alla prima occafione , che mi fi of[èrifcci—t
» filo Jervigig, 4' j, d'Ottobre iJS»^.
Matteo Senare^it Do^e di GpiQVS*
42.5 NOTIZIE DE'PITT., SCULT.,
quanto in avorio , in corallo , ed in gemme , si valente di-
venne ; che il Conte fiio Mecenate richiamollo aflTai tollio
I I 2 Genova , per impiegarlo . Qui lavorò d' intaglio con am-
Oi jnlrabil finez.'a ; tal, che giunte fino a fcavare in un ofTo di
SAr!^'!"»"^- ch'icgia una boriata compofizioncella della PafTione di Crillo .
" ^ * A qualcheduno parrà ciò incredibile : ma io pofTo in pa-
rola d' onore attellare , qualmente ho udito da i due nollri
Pittori Gio. Battirta Cafone, e Gio. Battifla Carlone , eh' eglino
avean più volte veduto di mano del Pippo le immagini de' do-
dici primi Cefari intagliate in dodici oITa di fufine : che queflc
immagini erano già del Sig. Francefco Monti : che il Monti
le avea lafciate al Sig. Niccolò Promontorio genovele : e che
il Promontorio n' avea poi fatto dono al Gran Duca di Tof-
caua , dal quale fi confervano in quella fingolar gallerìa Fio-
rentina , come pre7.ioii!rim.e gemme .
Altri fomiglianti lavori di quello raro Artefice potrei
accennare : e dilHntamente alcuni Crocififli non più alti
di mezz' oncia , che ben ditVmguere non fi pò (Tono fcnza_.
r aiuto del microfcopio ; per mezzo del quale fi fcorgono con
tanta efattezza formati ; che paion Opere fovrumane .
Non fi ril^rinfe però la virtù del Santacroce alle fole_*
cofe piccole : anche alle grandi s' eflefe ; ed in effe pure
fi fegnalò . Imperciocché noi abbiamo di Tuo 1' alta Statua
in legno del Crocififfo , ond' ha il titolo un Altare nella_.
Chiefa di Nofira Signora delle Vigne : e la macchina pure
in legno rapprefentante il Martirio di S. Bartolom.meo , che
neir Oratorio a quello Santo de-licato fi conièrva : ed ambe-
due fon Opere con ottimo gulìo condotte . (a)
Mori il Santacroce in Genova pieno d' anni , e di onore.
Ci lafciò dopo di fé quei quattro valenti figliuoli detti i Pippi,
che , per effer qui nati , già furon da me defcritti nelle Vite
degli Artefici genovefi .
DI
( « ) Delle fopra efpoftc due Opere a' dì noUri iiiiuia più fo ne vede .
ED ARCHIT. FOREST., CHE ec. 427
DI TADDEO CARLONE
Scultore Lombardo .
Oin^^/ .
DA Giovanni Carlone Scultore d'anbefchi, e foglia ra!
nacque in Rovio , terra della giurirdizione di Lu-
gano, Taddeo, il quale ìnfieme con Giufeppe fuo
fratello fu dal Padre condotto a Genova intorno
all'anno 15(50. per lo Audio della Scultura. Qui applicovifi
qualche tempo Taddeo . Ma poi , bramofo di più avanzarfi,
ottenne dal Padre licenza di paftàre a Roma ; ove molto
affinofTì neir incominciata ProfefTione : oltre alla quale diede
anche opera alla Pittura , ficcome ali' Architettura : ed hi—
ambedue lodevolmente riufci .
Lo ftudio
428 NOTIZIE DE' PITT., SCULT.,
Lo fludio fuo principale però fu quello dello fcolpìret
ed in effetto ben mol1:rolÌo , allorachè ritornato in Genova
ci lavorò tante, e s\ fquilìte Opere; che ad una grande-.
Di cflimizion 1' elevarono .
La^^I^l Furono delle prime prove de' fuoi fcarpelli le figuro
d' alcuni Angioli in marmo formate fof>ra le fei cappelle
[ che pur fono di Tua architettura ] nella finiflra navata della
Chicfci di S. Francefco di Gaftellerto .^ Quefli lavori egli con-
duffe l'anno 1578. mentre rtava colà ritirato, per ripararli,
dalla peftilenza, che contro quella città in tal anno infieriva.
Dopo ciò venne impiegato dal Sig. Franco Lercaro ne-
gli ornamenti alla porta del fuo palaz/^o, lungo la lirada-.
nuova . E le figure di due termini ignudi quivi rilevati tanto
piacquero a quel Signore ; che toflo gli die la commiflìone
di due ritratti in marmo ; e fon quelli , che al prefente fi
veggono fopra due bafi preffo alla fala del primo piano di
quel palazzo raedefim.o . L' uno di efli ha 1' effigie del Ler-
caro : r altro della fua Spofa .
Nel palazzo del Sig. Lionardo Sai vago , fituato puro
nella ftrada nuova , fece varj lavori ; ove alfai confiderabili
fono quelli , ond' è fregiata la porta , fulla quale fcolpi due
uomini felvaggi , e due graziofi putti fulle due laterali fincflre.
In quello Duomo lavorò nella cappella de' Signori Sena-
rega i due depofiti con le Statue di Giovanni , e di Matteo
già Doge , Signore , quanto altri mai , fornito di pietà , e di
lettere si tofcane , clie latine ; come lo manifellano più
Opere da lui publilicate .
Per il Duca di Turfi fu quello Artefice impiegato nel
lavoro delle figure , che ornano il frontale della magnifica
porta del già altre volte rammentato palazzo di ftrada—
nuova : e fopra il primo ordine delle finellre di efiTo palaz-
zo formò alcuni mafcheroni di ben intefa invenzione.
A un lato della porta del Palazzo Reale egli collocò
la Statua da Te formata di Gio. Andrea Doria : Statua colof-
fale , e d' ottimo lavoro : tuttoché 1' altra del Montorfoli
collocata nel lato oppoflo le faccia avere qualche difcapito .
Sulla porta dell' Erco lavorò in pochi giorni la bella
Statua di Santo Stefano , ed ornò la porta ileilà. d' un mae-
iloio
CARLONe ,
ED ARGHIT. FOREST., CHE ce. 42^
ftofb ordine dorico in travertino . Né debbo tacere , come
con fuo difegno è in S. Siro coiìruita la cappella della Pietà,
e r altra dedicata alla Vergine AlTunta ; ove anche lavorò _„.«.,..
in marmo alcune vStatue , e diverfi baffi rilievi . 51
Nel dirtrerto di Savona architettò la facciata della Chiefa JTadcio
di Noilra Signora di Mifercordia; laqual facciata cricca di begli
ornamenti , e di Stdtue : ogni cofa in marmo ; fra efle af-
fai nobili fono , quella della Vergine fopra la porta (a) , e quelle
due laterali de" Santi Giovanni Battifla , e Giovanni Evangelilta.
Volendo il Principe Loria far coltruire una fuperba_.
fontana nel deliziofo giardino contiguo al fuo palazzo ;
n' appoggiò r incumbenza a Taddeo , che la cortrui vera-
mente magnifica . Vi fi alza nel mezzo la figura d' un Net-
tuno in atto di dar la corfa a i marini cavalli ; e all' intor-
no vi fono delfini , aquile , tefluggini , ed altri animali , ol-
tre a varj ornamenti di arabefchi , di cartelle , di mufaici ,
e di fimili colè piene d' artifizio , e di amenità .
Benché quello Catione fia di nafcita lombardo : tuttavia
confiderare il poffiamo , qual noflro genovele ; perciocché , co-
me diffi , venne in Genova da fanciullo ; e divenuto Mae-
iìro , qui elercitò la fua Profeffione . Qui pure il congiunfe
in matrimonio con Geronima Verrà , dalla quale ebbe alcuni
figliuoli : uno d" tffi fu Giovanni , di cui già fra' noll;ri Ge-
novefi fcrifiì la vita ; un altro è Gio. Battilla , che tuttora
vive : ambedue Pittori di fpecial merito .
Trapafsò Taddeo Catione all' eternità in Genova quafi
^fettuagenario l'anno di noilra faluie 1Ó13., e iu fepolto in
S. Francefco di Catl:elletto . Sopra la tomba , che le di lui
ceneri cuopre , leggefi quefta inlbrìzione lattavi incidere da
Giovanni luo maggior figlio .
Thaddaevs Carlonvs
egregivs scvlptor
NIL NISl CORPVS
MORTI CONCESSIT
An. MDcxni. Da-
( « ) Quefta nobile , e magnifica facciata fu fatta coftruirc dal Patrizio Franco Bor-
lotto , il quale non volle , che in alcun luogo di ella toffe polla 1' arma di lua
cafa , né tampoco il luo nome . Solo fece incidere a pie della Statua rapT
f releatajice ivUiia Verdine q.ueite parole , Qmnibm ignotus , ^»i» tiùi !;«??« •
430 NOTIZIE DE' PITT., SCULT.,
Daniello Cafella lombardo fu difcepolo di Taddeo nell*
Architettura : e ficcome il Maelìro non potè profeguire la_.
i...«i_^. cominciata fabbrica della Chiefa di S. Pietro di Banchi (a) :
Di cos'i ne addofsò l'incarico a quefto Tuo Difcepolo, che la ri-
Taddeo cluffe alla bellezza , in cui or la veggiamo . Di queflo me-
defimo Tuo Difcepolo è il difegno della prima cappella della
navata delira in S. Siro , e di altre fabbriche di regolata ,
e vii^ofa fimmetri'a .
Dallo (leiro Taddeo apparò la Scultura Lionardo Fer-
randina , che molte Statue in Genova coflrui : ma per fuori.
Una fola di lui e' è qui rimafi ; ed è quella della Madonna
in marmo fcolpita , eliftente fopra un Altare nella Chiefa
della Santiffima Nunziata del Guailato .
Difcepolo di Taddeo fu anche un altro Lombardo no-
minato Domenico Scorticone , che non men celebre riufcì
nello fcolpire , che nell' architettare . Da' fuoi fcarpelli è la-
vorata la Statua deUa Madonna col Divin Figlio in collo ,
polla fopra la magnifica porta della Pila verfb il Bifagno :
e di fuo fon pure le due Statue de' Santi Ambrogio, e Carlo,
entro la Chiefa del Gesù nelle nicchie della prima cappella
a man delira . Parimente co' difegni del Ferrandina furono
coi1:ruite molte fabbriche di palazzi . Coftui pure per li Si-
gnori Lomellini s' impiegò infieme con Giacomo Porta in ador-
nare la Chiefa della SantilTima Nunziata del Guaftato , tanto
in marmo , quanto in altre materie , Lo Scorticone fini di vi-
vere verfo la meti del corrente fecolo in etì provetta . ^
Nel tempo lieffo fiorì qui un altro Scultore lombardo , che;
molte Statue ci lavorò . Sua è la Statua della Madonna fopra '
r arco di S. Brigida nella flrada Balbi : fua la Statua d' un
Patrizio in quclt' Ofpedale : e fua pure è I* Immagine in mar-
mo della Madonna di Mifericordia, che rta in fui maggior
Altare di quella Chiefa di S. Fede . Anche quello Scultore-,
mori in Genova : ma non già un fijo figlio nominato Simone,
che njlla Profelfione paterna afCii ben s' avanzava ; perciocché
co lui da gioN'anccto partì di qua ; ne mai più alcuna nuova
n' abbiam faputo . DI
(/i) IVjl'a fjpraUcrti C'iiera fono di mano di TaiJco Carlone le otto Statue-.
rapj>r:leìitativ'e de' '^aiiti 7,acciierìa , Elifioecta, Gio. tJattirta , Gio. Evangc-
lifli , ■'^rc}"ino, Giorgio, Rocco, e S'jJailiaiw : e delio itclio iviaellro ion all-
eile le figure de' due Aiigioli poite Ibpra 1' Aitare della tiantiis. Cojicezujiic .
ED ARCHIT. FOREST., CHE ec.
431
DI GIUSEPPE CARLONE
Scultore Lombardo .
FRATELLO di Taddeo Caiione fu Giufeppe, che gli
divenne anche cognato , per avere fpofata una forella
della moglie di lui , dalla quale n' ebbe due figli
qui nati : e furono Bernardo , e Tojnmafo . Di quelH
parlerò , dappoiché alcuna cofi avrò detto del Padre loro .
Quantunque Giufeppe non giugnelTe nello fcolpire alla
m.ìeflrìa di fuo fratello : con tutto ciò gli fu di grand' aiuto
in molti lavori , che quegli ebbe a fare per Mantova , per
la Francia , per la Spagna , e per l' Inghilterra . Lavorò Giu-
feppe anche cofe dì lua invenzione . In tatti fon di fua mano
le due fuperbe Statue de' Santi Apoftoli Pietro, e Paolo polle
a' Uti dtil' A'itar maggiore entro la Chiefa del Gesù , ed in
San Siro
45^ NOTIZIE DE' PITT., SCULT.,
San Siro fon pure di fuo gli Angioli , che reggono 1' Altare
delta cappella del Sacro Prefepio .
"-' La debolezza di Tua compiendone , e i fatìcofi sforzi nel
Dr lavorare il marmo, furon cagione, che a queft' Autore fi gua-
Carlox/. ^^^^ ^^ flomaco . E2;li dopo varj inutili tentativi di medi-
cine , alla fine fi rifolvette d' andare a far prova dell' aria^
nativa . Ma giunto in patria , vi lafciò in breve la vita .
Pili di lui fu valente nella Scultura Bernardo fuo figlio ,
il quale formò per que/la Chicfa del Gesù la Statua di S. Maria
Maddalena , che fi vede in una nicchia della cappella dedi-
cata alla SantiiTima Concezione: e le altre due de' Santi Vin-
cenzio , e Stetano , che fi vedono ncU' altra cappella a queil' ul-
timo Santo dedicata . (a)
Maggior numero d' Opere di Bernardo avrebbe la no-
flra citt\ ; ft- la fama di lui pervenuta a Vienna non fofre_.
fiata cagione d' un onorevole invito , eh' egli ebbe da quella
Corte . Pafsò torto colà il nobile Artefice ; ove fece molti
lavori per ordine di quelle Imperiali MaelVi ; e più ancora
prcparavafi a farne ; quando intempelìiva morte lo colfe .
Nello fcolpire non la cedette a Bernardo il fuo minore
fratello Tommafo. Quefli lavorò nella Chiefa del Gesù i due
Angioli in marmo , che colà fono fopra il frontale della cap-
pella del CrocififTo ; e fimilraente vi lavorò la Statua della
Madonna, che t;en fra le braccia il fuo Divin Figlio.
MoflroHì Tommafo anche perito nell' Architet'ura . E' di
fuo difegno il coro di S.Siro: Opera d'una bellezza mara-
vigliofi, con marmi difpofli nella più elegante architettonica
fimmetria (b) . In quefla Chiefa medefima fono pur di mano
fua gli Angioli col Dio Padre al di fopra , fcolpiti in un baifo
rilievo , che rinferra nel mezzo la divota Immagine di No-
flra Donna delle Grazie.
Vide quefto Scultore 1' ultimo de' fuoi giorni in Torino,
ove s'era portato, perfervire a quel!' Altezza ; di cui ordine
gli fu eretto un fepolcro con buQo, ed infcrizione molto ono-
revole . DI
(fl) San pure di Bernardo Carlone in quella medenma Chiefa le alnc due Sta-
tue poflc a' lati della cappella di S. Ignazio , figuranti Abramo, e Davidde.
il>) Oltre all' Arcliiicttura del prefato coro e .-inche di niano di Tonini ifo i! bel
gruppo fìruaro nella prii-cioal nicchia d;'! coro medrfnio. Tal gruppo
e rappreiv-niadvo della Saiuiflìma Veigiiic addolorata, teiieute in grembo «
morto Gesù.
ED ARCHIT. FOREST., CHEec. 435
DI MARCELLO SFARZO
Plajìicatore Urbinate .
C
date in Roma per molti anni non poche prove di Tua
abilità , fi trasferì a Genova , dove poi continuamente vilTe
impiegato .
Qui affai lavorò : e in diverfe Chiefe ancor oggi alcuni
Tuoi fiucchi fi veggono : come in S. Bartolommeo detto degli
Armeni , in S. Rocco , ed in S. Francelco di Caflelletto ,
Collui tralfe dalle Opere fue non lievi mercedi ; onde potè
vivere agiatamente , e far qualche avanzi . Nulla però la-
fcionne a' fuccefiTori ; perchè la fua lunghiflìma vita , che durò
poco meno d' un fecolo , e il vano impegno per la fallace
arte di fabbricar l' oro , gli confumarono innanzi tempo
quanto avea guadagnato .
DI BARTOLOMMEO EIANCO
Architetto Cornafco,
Artolommeo Bianco da Como eccellente Architetto
lafciò dopo di fé un figliuolo , che , nato CiTendo in
Genova, vuol tenerfi per noQro . Di lui dirò qualche
cofa . Ma egli è giuflo , eh' io prima qualche cofa-.
dica del Padre .
Fu Bartolommeo dal Sereniffimo Governo confultato in-
torno al nuovo recinto delle mura , che fi dovean fare a quefla
cittì : e trovatofi ben faggio il parer di coi^ui ; vi fu torto
impiegato . Oltracciò ebbe anche a lavorare per 1' accrefci-
mento , e fortificazione di quelì;o nuovo molo ; nel che-»
tanti valenti Architetti già s' erano adoperati .
Parimente occupoflTi nella bruttura d' alcuni edifizj di fpe-
cial confiderazione . Con fuo difegno fi fabbricò il maellofo
Tom. L Ee Collegio
434 NOTIZIE DE' PITT., SCULT.,
Collegio de' PP. Gefuiti nella fìrada Balbi , che per la pro-
porzionata firamctiìa cosi interna , come ellerna , e per lo ma-
crnìfirn grandiofo cortile, andrà Tempre del pari con le me-
!>; glio intcfe fiibbriche della noftra città . A' fianchi di detto
Bartc^lom- Collegio ereffe pure da' fondamenti l' infigne palazzo del
w io Bianco, gj^^ Gio. Agoflino Balbi (a): e dirimpetto a quello v' erelle
r altro per altri Signori della fleilà Famiglia ; renduto poi
più magnifico dal fuo vivente poileditore il Sig. Francefco
Maria Balbi con la direzione di Pietro Antonio Corradi ,
di cui per la molta virtù fua volentieri farei parola , fé non
me lo vietalFe il mio propofito di lol tanto parlare degli Ar-
tefici trapanati .
Morì Bartolommeo Bianco l'anno 1557., ma non già
del morbo pdlilenziale : e lafciò dopo di fé due figliuoli
Pietro Antonio, e Gio. Battifia . Del primo, che ntll' Ar-
chitettura dava fperanza d' una gran riufcita, nulla polFo dire,
perchè giovanetto morì . Sol dunque mi reila adir del fecondo.
Collui lavorò egregiamente in marmo , ed ebbe molte
commi fTioni per fuori di Genova , fpecialmente per Fran-
cia , ove mandò una figura di Bacco grande più del natu-
rale : e v'ebbe un felice incontro . In Geno'^a abbiamo di lui
un'Opera, che quand' altra jnai fatto non ne avefle : pure farebbe
degno di fomma lode . Tal' Opera è la Statua della B. Vergine
fopra un bel gruppo d' Angioli , il tutto lavorato in bronzo.
E' locata quefla nobilifTima Statua al maggior Altare della
Chiefa Metropolitana di S. Lorenzo : e quanto durerà quel
metallo , tanto viverà la fama di chi fu Autore d' un lavoro
sì fegnalato .
Portoflì poi Gio. Battifia a Milano , invitatovi da que*
Cittadini : e colà molti egregj lavori in marmo vi (cce .
In quella città ilrinfe amicizia col Cerano valentifllmo Pit-
tore : e ficcome fin da giovanetto avea Tempre nodrito uiì_^
fervido genio in ver la Pittura : così volle con quella occa-
fione confolarfelo , ed elferne meglio da quel grand' uomo
inllruito . Aggiunto 1' affiduo ftudio a' principi, che già n'avea
prell ,
(«) Di quefto palazzo e al prefcnte poflcditore il Sig. Marcello Durazzo del fu
Giacomo FilipiJo ; dal quale Sig. Marcello è flato ridotto a maggior bellezza,
per le eccellenti pitture , di cui lo ha fattq adornare .
ED ARCHIT. FOREST., CHE ec. 435
prefi , e alla fomma perizia , che avea del difegno , e dell'
invenzione ; potè in breve fpazio arrivare a dipingere tavo-
line molto fpeciofe . Ritornò finalmente a Genova , e qui ri- -»;^^^
pigliò r ufo degli fcarpelli , ma per poco tempo ; perocché Di
cólto l'anno i6<:j. dalla pelli I enza , foggiacque alla funeda Bartolom-
forte di tanti nobili Artefici .
Qui mi refla ancora a notificare ^ che Difcepolo del Pa-
dre di queflo Gio. Battila fu un certo Pietro Quadro da_.
Balerna [ terra poco dinante da Como ] , il quale in Genova
alcuna cofa in Architettura con aggìuflatezza operò : e più ci
prometteva la fua molta abilità : ma affai giovane lo perdemmo,
DI ROCCO PENNONE
Architetto Lombardo .
PO CH j furono gli Architetti , che , oltre al faper formare
un buon difegno , e darne l' indirizzo per 1' efecuzio-
ne, lapeffero finche adoperar le llecche , e gli fcarpelli,
per modellarne le membra . Rocco Pennone fu un Ar-
chitetto , che le partì tutte , le quali concorrono ad orna-
re le fabbriche, come i piedidalli , i capitelli, gli arabefchi ,
i fedoni , egregiamente feppe , e volle da per fé fcolpire_. :
onde veggiamo cofe di lui molto eleganti , e accurate : che
a ragione ci muovono a rammentarlo , qual uomo di diQin-
tiflìjno merito .
Dedinollo quedo Sereniflìmo Senato a fare in marmo
gli ornamenti del coro della noflra Cattedrale . Egli effgui
qued' Opera egregiamente: perciocché v' introdulTe nicclie
fregiate con otti.ma fimmetrìa , e arricchite al di fuori di
bizzarri inragli, e capricci, che non poifono , fé non alta-
mente gradi rfi .
Venne ahres'i impiegato codui nell' Architettura della_.
nobil cappella dedicata alla Madonna del Rofario in queda
Chiefa di S. Domenico ; la qual cappella aliai vaga , e ben
regolata riufci nella didribuzione de' marmi , e delle colonne
con tal ingegno difpode; che, quantunque inangudo luogo, pure
apparifcono d' ampia grandezza , ed infieme al luogo deffo
Ee 2 propor-
4^(? NOTIZIE DE' PITT., SCULT.,
proporzionare: e più di quello fui, fembra altresì la cappella
medefima , che di tutti quefti ornainenti fenza ombra di con-
. tufione fa bella pojnpa .
D, Altre cofè architettò in Genova con Tuo difegno il Penno-
Rocco ne: come gli ornamenti nel coro della Chiefa dedicata a' Santi
.E£NNON£. Qiacomo, e Filippo, fuor della porta dell' Acquafola . Falciò
pure di marmi il coronella Chicfli di S. Brigida , e 1' altro
■ della Chiedi di S. Marta . In S. Siro diede il difegno per la
facciata interna della prima nave : e di fua mano efeguillo .
Quivi pure collocò fopra la porta principale la Statua del
Sereninimo Agollino Pallavicino formata da non fo qual Mae-
ftro Ilio compatriota; la quale però dopo qualche tempo fu
pofla in una nicchia a lato della porta medciima : e dov' era
quella, ne fu collocata un'altra rapprefentativa di S. Pietro.
Mori il Pennone in Genova di pellilenza l'anno 1657.;
fendo per altro già avanzato in età . Non dico qui alcuna cofa
di Carlo Stef^ino fuo figlio ; perocché di lui già parlai nella
Vita del Sarzana , di cui fu Difcepolo .
DI GIO. BATTISTA ORSOLINO
Architetto Lombardo .
IL primo degli Orfolini , che di Lombardia venifTe ad abi-
tare in Genova fu Gio. Battilla . Quelli v' ebbe due figli
Giovanni, e Crilloforo : di Ciilìoforo nuli' altro poilb
dijre, fé non che mori giovanetto d'un colpo di làllo
fgraziatamente cadutogli da una fabbrica fui capo . Di Gio-
vanni , e del Padre fuo dirò qui alcuna cofa .
Coiloro abbellirono la cappella dedicata alla Santi/Tima
Verg'ne nella Chiefa di Noflra Signora delle Vigne . Pari-
mente co' loro difegni rinnovarono , e pofero in miglior fim-
metria il coro , e la cappella fotterranea dedicata a Noflra_^
Signora del Monte nella Chiefa de' PP. Riformati di S. Fran-
cefco iòpra il Bilagno .
Chiamati pofcia in Savona da' Deputati a quell' infignc
Santuario della Madre di MUericordia , vi fecero alcuni or-
namenti in marmo cObì dciiiro , come fuori della cappella ; ove
fi venera
ED ARCHIT. FOREST., CHE ec. 437
fi venera la miracolofa Statua di efla Santiffìraa Madre . (a)
Altre Opere fecero qui per privati : né mai mancarono
a quefli due virtuofi Soggetti occafioni di fruttuofamtnte_>
occuparfi . Morì Gio. Battila già moJto vecchio : e a lui
fopravvilfe alcuni anni il figlio , che poi fu tratto a morte
dalla pelHlenzial infezione del KJ57.
DI GIOVANNI, E GIACOMO
A I C A R D I
Architetti Pìemonteft .
DUE Architetti di fama non ordina.'ia vide Genova
verfo la metà del prefente fecolo in Giovanni Aicar-
do , e in Giacomo Tuo figlio , de' quali partitamen-
te alcuna cofli dirò .
Da Cuneo città del Piemonte venne in Genova queflo
Giovanni r e qui , riconofciuto per aflai valente nella fua Pro-
feflìone, fu impiegato in fabbriche di notabil momento: co-
me in quella de' magazzini del grano predo la porta di S. Tom-
mafo : in quella delle cafe de' Signori Serra fulla piazza dì
Banchi : e nel rifacimento del coro di S. Domenico : Opera
di ben efperta maeflria , e di ottimo guflo .
Molto giovevole fu Giovanni alla noflra città , per aver
trovata la maniera di farci venire in tanta copia 1' acqua_.
col mezzo dello fmifurato acquidotto di Calzuolo . Quefla
per ifcofcefe montagne continuamente padando , ertra , e fi
diflribuifce alle cafe , giufla il bifogno . S' ammira in tal acqui-
dotto l'ingegno dell'Artefice: ma molto più ancora la libe-
ral magnificenza della nollra Repubblica , che s' impegnò ad
una eccefllva fpefa per benefizio de' qui abitanti .
Ee 3 Dopo
( rt ) La defcrizione di queir infìgne Santuario , e delle egregie plrrure , fculnire ,
ed architetture , che gli faniìo ornamento , è ftata pubblicata da moiri Aurori :
fra' quali ultimamente dal Sie. Giacomo Picconi Savonefe nel ^ibro del!a_
fioria dell' Apparizione di Noftra Signora, flampato qui l'anno 1760. Colà^
fi può aver diftinta notizia delle belliflìme tavole , che adornano Quel magni-
fico Tempio : ove forprendenti fono fra effe quella della Prefentazione di Ma-
ria Vergine, di mano del Domenichino : e l'altra dirimpetto a baffo ri-
lievo divinamente in marma fcolpita, infieme con gH ornamenti tutti della
cappella , dal Cav. Gi-J. Lorenzo Bernina . Qiiello baffo rilievo rapprelenta
la Vifitazione di effa Vergine a S. Elifabetta .
438 NOTIZIE DE" PITT., SCULT.,
Dopo quello Architetto, morto poco prima del k^ij. ,
rimafe Giacomo fuo figliuolo alla continuazione dell' acqui-
, dotto . Cortui difegnò , e direlTe alcune altre Opere pubbli-
Di elle : collrui i magazzini del fale dirimpetto alla Chiefa di
Giovanni y s. Marco . Ingrandì i due Ponti , 1' uno detto de' Mercanti ,
AjcardIT 1' altro Reale , del quale ornò la bella porta , che gli rta in-
nanzi , ergendovi in oltre nel mezzo una nobile , e maeftofà
fontana cinta di marmi, e copiofi.1 d'acque, che fono d' uni-
verfal comodo a' ballimcnti , che a lor arbitrio le ne prov-
vedono .
Concorfe anche il Giacomo a fabbricar quella parte.*
delle mura , che principiando dalla Darfena s' emende fino
alla porta del Molo ; anzi vi coilrui con fuo difcgno 1' arti-
fi..iofa llrada di Ronda , che , quafi un lungo continuato ter-
razzo , gira all' intorno di elfa Darfena , e tutta la cinge ;
porgendo a' Cittadini un ameno pafTeggio , e una deliziofa
virta del porto .
Con general difpiacere perdemmo quello raro Architetto
l'anno 1650.: e molto più fenlibile ci riufcì quella perdita;
dacché non ci rimafe alcuno fra' nollri feguace di tanta virtìi .
DI GIROLAMO GANDOLFO
Architetto della Valle d' Oneglia .
GIROLAMO Gandolfo nativo d'una terra della Valle
d' Oneglia venne in Genova ad efercitare 1' Archi-
tettura , in cui era molto confumato . Coftui ebbe
qui varie commiflioni confiderabili ; fra le quali una
fu di dare il fuo difegno per la collruzione del grand' Al-
bergo de' Poveri : fabbrica sì cofpicua . Ben è vero , che
altri difegni per quella medelìma fabbrica furono efibiti da
Gio. Battilla Ghifo , da Pietro Antonio Corradi , e da An-
tonio Torriglia , Trovati fi tutti quelli egualmente buoni , fu
(labilito da que' Deputati , che i quattro Architetti unitamente
un folo ne defièro , come avvenne con pari foddisfazione di
coloro, che lo commifero , e di coloro, che lo formarono.
Che fc la gloria di tal Opera fu ripartita fra molti : non fu
però
ED ARCHIT. FOREST., CHE ec. 43^
però ripartita , ma fu tutta del Gandolfo la gloria d' aver
aperta la flrada , e coflruita la porta detta de' Carbonara ,
[e più comunemente dell' Albergo , perchè a quello conduce]
con magnifica ampiezza, e ben intefa difpofizione .
Altre cofe era per fare il Gandolfo: ma l'anno i<?57. ,
infieme con tanti altri virtuofi Soggetti ancor effo pagò il tri-
buto alla feral peflilenza .
DI GIO. ANGIOLO FALCONE
Architetto Lombardo .
SE di Gio. Angiolo Falcone nient' altro al Mondo folTe
rimafo , fuorché una fua belliflìma Opera , che qui ab-
biamo : pure per ella fola il di lui nome degno fareb-
be d' eterno ricordo . Queda è la fabbrica del funtuofo
palazzo , eh' egli collrui dirimpetto alla Chiefa di S. Carlo
nella (Irada Balbi , che è riu(cito di tutta magnificenza . {a)
Più di luì direi , fé qui più avefTe operato ; e non ce l'avelfe
immatura morte rapito l'anno della funefla peflilenza i<^57.
mentre egli altri parti del fuo nobil ingegno apprefliava .
DI FILIPPO PLANZONE
Scultore Siciliano .
^T 1 1 p p o Planzone , che , per effer nato nelF ifola di Si-
cilia , comunemente veniva denominato in Genova-,
il Siciliano , venne qui fra noi da giovanetto , e s' ar-
rotò nella mJlizia , fpintovi dal bifogno . Ma guari
non andò , che fi fcopr\ effere colini dotato d' un nobile.-,
talento : concioiTiachè per dilettevol trattenimento diedefi
nelle ore dell' ozio ad incidere fovra i pomi d' alcuni ba-
Ee 4 floni
^ a ) Nel prefato palazzo og'jidi ridattcì ad una veramente regia fplendi Jezza
dal prefente SerenilTimo Doge Marcello DufA/izo, che n' e pofledirore_, ,
moki fon gli Architetti , che vi hanno operato ; e fra gli altri vi s" impiegò
fui principio del corrente fecolo il Cav. Carlo Fontana, che vi coltrai le.,
ampie fcale , e 1' atrio pien di maeltà . Egli è in fomma un palazzo , clic
gareggia co' più magnifici della citta ,
Pl ANCONE ,
440 NOTIZIE DE' PITT., SCULT.,
flonl una qualche mafchera d' uomo , di fiera , o d' altro ca-
pricciofo raollro , ma fempre con 1' aiuto d'un buon difegno ,
_^^j« in cui s' era egli alcun tempo efercitato .
Di Alcuni fuoi lavori pervennero un giorno in mano del
,^>L.pra Sig. Gio. Battila Torre, Cavaliere amante al foinmo delle nortrc
Arti. Quelìi mal fotfrendo , che un Giovane di tanto fpirito,
graziofo nel tratto , ed avvenente nella perfona in si mifero
Ibto vivelTe ; il tolfc dalla milizia , il prefc in Tua protezione,
ed alla Scultura applicoUo , tantoché in breve divenne il Plan-
2onc uno Scultore rinomato ; e Ipecialmente ne' minuti intagli
d' avorio , e di corallo , ne' quali non ebbe pari a' fuoi tempi .
Uno de' primi lavori , die formalfe coilui fu un tefchio
di corallo tutto vóto al di dentro , e afTottigliato , quanto un
foglio di carta , pendente da tre finiffime catenelle Icavate
nello Hello corallo : cofli flupenda a vederfi .
Quelle operette del Planzone falirono a sì alto pregio ;
che fiu'ono da' primarj Signori d' Italia ricercate : e il Gran
Duca di Firenze ebbe un lavoro di colìui in corallo , efpri-
mente una Santa Margherita , che tiene avvinto ira catene
il drago . Sommamente iHmollo quel Sovrano , e tanto caro
fé r ebbe ; che ne premiò 1' Autore con cinquecento piallrc
fiorentine . Per la qual cofo il Planzone , bramolb di corrifpon-
dere a una tanta liberalità con qualche fegno di gratitudine,
inviò ad eflb Sovrano un altro fuo lavoro in avorio non più
grande , che una fcorza d' uovo , in forma di gabbia , eiitrovi
un cavallo incavato nello IkiVo avorio , fenzachè commcllura
alcuna vi fi fcorgeire .
Molti lavorietti d' Artefice cotanto valente fi confcrvano
da alcuni de' noflri Cittadini . Il Sig. Lionardo Salvago pof-
liede di collui fcolpiti in piccioliiTirao corallo varj ferpentelli
raggruppati infieme , che fembrano fattura fovrumana .
Ebbi anche ultimamente notizia , che in Roma furono
prefentati ad Urbano Vili, tre manichi di coltello in avorio la-
vorati dal Planzone , i quali molfero quel dottifllmo Pontefice
a dellderarne il Fattore in fiaa Corte . In\'itollo per tanto :
e il Planzone , terminate qui certe altre incumbenze, difpone-
vafi a partire per Roma ; quando cólto da fiera malattia fece
il viaggio all'eternità l'anno ló^ó.i mentre egli appena^
ventilèi contavane di fua vita . DI
ED ARGHIT. FOREST., C HE ec. 441
DI GIULIO CESARE PROCACCINO
Pittore Bolognefe .
cn'uJCiJ :/ìaUi ^»/
Ou£f.j' ■ cr^n ./'j??
LA fama , che in Italia s' acquiftò Giulio Cefìu'e Pro-
caccino col Tuo franco, e delicato pt:nnelleggiare_>,
è cosi grande ; clic il folo Tuo nome concilia negli
animi de' iìiggi un' altillìma ilima di lui . Io non ho
r alfunto di temergli lodi ; ma bens\ di dar notizia de' par-
ti , che qui abbiamo del fuo nobiliiTimo ingegno .
Venne egli in Genova circa l'anno i(5i8. invitato dal
Sig. Gio. Carlo Doria gran Protettore de' begl' ingegni , nel
cui palazzo alcun tempo abitò j e vi fece pitture di Ango-
lare maelìna .
Nel
442 NOTIZIE DE'PITT., SCULT.,
Nel tempo , che qui fi trattenne , moltifTime' tavole ci
dipinfe . Lungo direbbe il riferirle tutte minutamente . Onde
«^_«;^M a morivo d' una giuda brevità, n' accennerò folamente alcune.
Di (Giulio clic lu pubbHco cfpoiìe fi veggouo .
CfSARE pgj; la Chicfi dì S. Domenico dipinfe la bella tavola_.
della Circoncifione di Nollro Signore , la qual tavola è lo-
cata fopra l'Altare, che (la in fronte alla nave deflra_. .
Per l'Oratorio di S. Bartolommeo lavorò la fuperba tavola ,
entrovi efprelTo il Martirio dì quelìo Santo , ed infieme Gesù,
che il conforta : Opera di fommo artifizio per 1' armonica-,
conipofizione , e pel guftofo colorito , che 1' accompagna .
Un' altra tavola dipinfe queflo valentifTimo Artefice per la
Chiefa de' PP. Carmelitani Scalzi di S. Carlo rapprefentatìva
della B. Vergine tenente in grembo il Divin Figlio , a cui un
Angioletto bacia i piedi con gello tanto graziofo , che muove
a divozione chi vi fi affilfa . In quella tavola vi fono anche
i Santi Francefco , e Carlo in divotiffime attitudini . EJIa è
al prefente trasferita, e locata ad un degli Altari di S. Ma-
lia di Carignano ; perchè i prefati PP. dopo alcun tempo
ad inftanza de' Signori Saoli la cedettero a quella funtuofiffi-
ma Chiefa .
Splendida poi foprammodo è la tavola , eh' eì dipinfe.*
in S. Francefco d' Albaro per la cappella di S. Carlo . Quivi
egli efrìgiò queilo medefimo Santo in Gloria d' Angioli così
belli , che fembrano realmente fcefi dal Paradifo ; e tutta_.
r aria ne portano . Maggiormente poi crefce a qucfla tavola
il pregio ; perchè eficndo ella di mediocre ellenfione : pure
contiene in fé numerofe figure , e di tal grandezza , che la fanno
comparire afiai più fpaziola di quello , che in effetto e .
Lapiùv\afla, ed infigne tela, che quefl' Artefice in Ge-
nova dipingefle è quella , che veggiamo fopra la maggior
porta della Chiefa della SaritifTima Nunziata del Guadato ;
ove nel largo fpazìo di trentafei , e più palmi rapprefentò
r ultima Cena di Grillo con figure grandi oltre il naturale j
e sì , e per tal modo difpofle, che fono a' Virtuofi continuo
oggetto di curiofitù , e di maraviglia . (a) Fu
t,<z) Troppo avrebbcH a fcrivere, fc notar fi voìcfrero tutte le Opere fatte in Ge-
nova da quefto egregio Pittore; mentre pochi palazzi cjui iono, clic non ve
n'abbiano. Laonde coavien dire", che coilui mcUi aaini Ira noi loggiornaflc .
ED ARCHIT. FOREST., CHE ec. 443
Fu il Procaccino eccellente non meno nel difegnare , di
quello il foflè nel dipingere : e maneggiava il matitatoio ,
e la penna con una franchezza inimitabile . Perciò ebbe_> ,
molti concorrenti, ed allievi , a' quali con grandiffimo amore Di Giulio
fempre infegnò ; perocché egli era dotato d' un animo corte- Chsai-.e
fé , caritatevole , e rifptttofo anche verfo i nollri genovell *'^"^^^"''* -
Maeftri .
Nel tempo flelTo avemmo anche in Genova Cammillo
Procaccino fimilmente Pittore , fratdlo di Giulio Cefare »
Quello Cammillo ci lafciò pure alcuna memoria del valor
fuo . Di lui è la tavola rapprefentativa del gloriofo trionfo
di Grillo figliente al Cielo porta all' Aitar maggiore della_.
Chiefa di S. Brigida . E fua è un' altra tavola in S. Francefco
di Caflelletto, nella quale fla effigiato il Ssnto medefimo in atto
di ricever da Grillo 1" Indulgenza della Porzioncola .
Fallarono polcia quefli due fratelli a Milano , ove con
le loro efimie pitture , non meno , che in Genova , immor-
tali il fono renduti . {,a)
DI SIMONE VOVET
Pittore Parigino.
SI MONE Vovet , uno de' primi Pittori dell'inclita Na-
zione Francefe l'anno 1619. {b), da Roma , ove s'era
alcun tempo trattenuto , fi portò in Genova ad inQan-
za del Duca di Bracciano , per fare il ritratto della
Principclfa di Piombino dellinata a quel Signore in ilpofà . ^c)
Neil' occafione di fua permanenza in quella città dipinie
il Vovet alcune tavole per varj Signori , che di fue fatture
il richiefero . Fra quefti il Sig. Giacomo Raggio , il quale
allora
(tf) Vedali dì quefti due egregj Pittori la Vita difFufamente fcritta dal Conte
Malvagia Part. ii. fa]. z%f, ^ e il Baldinucci Part. iii. ite. iv. fol. 104.
( A ) 11 Vovet venne a Genova 1' anno iCii. , come ricavafi da una lettera da_
lui fcritta di qua il di 4. fettembre in quell' anno medefimo . In tale let-
tera riportata alla pagina 144. nel primo tomo delle Lettere Piitoriclie ilam-
pate_ in Roma da Monfig. Bottari , dà ragguaglio d' efere ilato alcun tempo
impiegato a formale i ritratti de' Signori Doria nelle deliziofe lor ville in San
Pier d' Arena .
(p ) Era coftei Donna Ifabella Appiana : e il Duca di Bracciano era Don Paolo Oifuù.
444 NOTIZIE DE' PITT., SCULT.,
allora faceva coRruire in S. Ambrogio la fua maeflora cap-
pella del Crocifiiro , s'invogliò d'averne di mano del Vovet
^;_— «^ la tavola da apporvi . Ma queXii non potendo per allora_.
Di fervirlo , promifè d' inviargliela da Roma , ove in breve do-
SiMON'E yQ.^ ritornare . In fatti giunto colà pofe fubito mano alla ta-
vola ; e v' effigiò Crifto agonizzante con la Vergine Madre
in atto di dolore , e i Santi Giovanni , e Maddalena a' pie
della Croce , ed in aria alcuni Angioletti piangenti : Opera,
che riufcìi piena di vivTflimi affetti , e veramente degna del
fuo grande Autore, (a)
DI PIETRO PAOLO RUBENS
Pittore Fiammingo .
NIuNA città d'Italia può vantarfi d'aver più, clie_.
Genova goduto il gran Rubens Autore della Fian-
drefe fcuola ; e di pofTederne più tavole .
Egli qui venne nel più verde di fua età , con-
dottoci dal Duca di Mantova . Il gufiofo , e vivace colorito
di queflo \alentuomo , il gentile fuo tratto , la facondia del fuo
parlare, e le altre nobili doti, che lo fregiavano, legarono
talmente gli animi de' primarj Cavalieri di quella città, che
mal torniti credevano i loro palazzi fenza qualche tavola-,
di collui . Molte per tanto ne fece fioriate cosi facre , come
profane . Fece anche molti ritratti , e tutti fingolari .
Due vafie tele abbiamo pure di lui entro la Chiefa_.
del Gesù: e fono quelle della Circoncifione di Crifio , pofla
all' Aitar maggiore : e di S. Ignazio operante miracoli, pofta
al fuo Altrire. Con qual energia fien trattati quefii due ar-
gomenti tralafcio di dirlo ; perciocché non ho tanta lena— .
Il faper
( « ) Si pofTono leggero più difiinte notizie del Vovet rell' Opera di Mr. Peraiilt
Des fciences ce. tom. ir., in Mr. Felibicnt torri, m. Entret. ytt. y in Bullart
Acadeniie das Cdi'tces , tir 'ìes artes . Nel Le Comte Gabiwt , ce. tom. ir.,
e III., nel Saìidrart part. ir. libr. iii. cap. xxvi. , neW Abregé fampato
del 1745. tom, II., nel Difcows fnìimitiaìve a ics l'ics dcs fremicrs Peintrer
ài! Ro! tom. I , entro il libro de' ritratti de' ce'ebri Pittori incifi da Ottavio
Leoni, pubblicati infìeme eon le lor Vite da Ftiujio Amedei \n "Roma del i/^r.
E per ultimo un epilogo di quanto i fopraddetti hanno feritro di un Pinore
cotanto eccellente, con un xiriflìnio fuo ritratto , veggafi nell'Autore dtl
Mnfitì Fiorentino alla pagina 109, del tomo fecondo .
ED ARCHIT. FOREST., CHE ec.
445
II faper folo , che il Rubens ne fu l' Autore , bada , per farlo
comprendere .
Tralafdo ancora di parlare della nobilifTima fna na Trita ^^
de' favori , che ricevette dall' Imperadore , da' Re di Francia, Di Putbo
di Spagna, d'Inghilterra, di Danimarca, e di Polonia, ^!"^^°
e degli Ordini cavallerefchi , a' quali fu da que' Sovrani ^^^^'s«
af- ritto. Quello grande Artefice carico d'onori morì in An-
verfa l'anno fciTantelimoterzo di fua età nel 16^0. (a)
DI
( « ) Son preffbchè innumerabili gli Autori , che rciivoiio del Bubens : ma pute
chi defidera legjjere la Vita di lui alquanto difFufamente fcritta : veggala nel
Sandrart , nel Bellori , nel Baldinucci , e nell' Autor del Muieo Fiorentino
alla pag, 147. del tomo fecondo ,
44<J
NOTIZIE DE' PITT., SCULT.,
DI ANTONIO VANDIK
Pittore Fiammingo . {a)
Initi/o/à /^ 'ntd'iici/. •
DISCEPOLO, e Concittadino del Rubens fu Antonio
Vandik , il quale non meno del Maellro Tuo fcgnalolTi
nella Pittura : e nella perizia di lar ritraiti lo fuperò .
Parti Antonio dalla Tua patria in età d' anni venti,
ed andò a Roma . In quella città fi fennò per due anni ;
dopo i quali portoni a Firenze. Quindi pafsò a Venezia.^,
Tempre lludiando fulle piiì inllgni Pitture . Finalmente dopo
vario girare , incontratoli , non fo dove , con la Conte(Tà_.
d' Arondcl , Dama molto amante di Pittura , fu da elTìi con-
dotto
(a) La vita di qucfto Pinorc fi può vedere nel Sanar art ^ nel Bei/ori ^ nel Bah
dimicci f ncir Amore del Mufco Fioremino, ed m altri.
Vandik
ED ARCHIT. FOREST., CHE ec. 447
dotto in Torino . Da quefla Dama ricevette molti favori ,
ed invitato fu a pafTare in Inghilterra . Ma il Vandik , ve-
dendoli poco lontano da Genova , ricusò l' invito , e qua _
volle venire , non lòlo per veder la città , ma ancora per ab- dI
bracciare Cornelio Wael luo Compatriota , ed Amico . Antonio
Giunto in Genova, ebbero entrambi reciproco giubbilo
nel rivederli : ed Antonio trovò prellb il Wael onorevoli trat-
tamenti ; godendone il benefizio dell' ofpitalità tutto il tempo
di fuo foggiorno in quella Metropoli , il quale fu d' alcuni anni.
Qui ebbe molte occalìoni di tare ritratti ; nel che riu-
fciva a maraviglia ; e pochi gli furono eguali . Fecene a Ca-
valieri , e a Dame della noftra città , e tutti sì al vivo efpreflì,
e forniti d' una certa aria ; che parca il leggelTe in que' Sog-
getti dipinti , con la fomiglianza de' veri , anche lo fpirito
della lor nobiltà . Ma che non puote 1' invidia ? Il Vandik
che avea in fé un merito da ilare a fronte co' più valenti
Maeftri , era da parecchi fpregiato . Alcuni diceano non aver
egli , fuor d' un apparente colorito , prerogative , che il di-
fiingueflero nella Pittura: ed alcuni altri il tacciavano , qual
difettolò ne' difegni , e fvenevole nelle compofizioni . Onde_>
un Pittore si degno , e che era dalla città noiha cotanto
amato , e Ifimato , non potendo fofìerire la malignità di
quelle invidiofe lingue , prelè per efpediente 1' andare a pro-
cacciarfi fuori di qua fortuna migliore .
Cólta dunque 1' occalione d' una galea , che (lava per far
vela verfo la Sicilia , pafsò a Palermo ; dove avendo avuta
notizia di Sofonisha Angoiciola , iu ad inchinarla ; e trovò
in ella un' ottima Protettrice . Aiutollo coflei , e proccurolli
impieghi , ed onori : ond' egli ebbe motivo d' intertenerfi
molto tempo in quell' ilola , occupandofi , Ipccialmente iix-.
fare ritratti ; fra' quali uno belliflimo fu quello della mede-
fima Sofonisba .
La difgrazia della peflilenza fopraggiunta in quella cit-
tà collrinfe il Vandik a partirne : e lìccome intefe , che in
Genova egli era dellderato : flimò bene di non far calo delle
punture dcgl' invidioii , ma colà ritornare . Tanto fece_> :
e qui fu di nuovo impiegato in ritratti . Ci ebbe ancora la
commìflione di dipingere una tavola per certa cappella cam.-
pttlre
A
44S NOTIZIE DE'PITT., SCULT.,
peftre di S. Michele , vicino al luogo di Rapallo, detta co-
nìunemente S. Michele di Ruta . Quivi effigiò Grillo in Cro-
__^ ce con S. Francefco a' piedi , e da un lato il ritratto del
"dì Padrone di elTa cappella . Quella tavola è cofa tanto de-
NTo.vio gna, che potrebbe ornare qualunque nobil i (Timo Tempio . (a)
ANDiK. j^^ quinto più il Vandik cercava di farfi (Irada alla
gloria , altrettanto gli veniva intrachiuia dagl' invidiofi
per modo , che v' ebbe fino chi osò avanzarfi ad emendare
i Tuoi difegni . Per la qual cofa giuflamente fdegnato abbandonò
di nuovo quella città , e fé ne palsò alla patria ; donde poi
trasferiffi a Londra , chiamatovi dal Re Carlo a perfuafione
del Conte d' Arondcl . Colà vilTe graditilfimo a tutti ,
pieno di gloria , e piià da Principe , che da Pittore : ma per
poco tempo ; perciocché vi mori nella robufla età d' anni
quarantadue nel 16^1., e nella gran Chiefa di S. Paolo ebbe
onorevole fepoltura .
DI
(«) De' niimerofì ritratti del Vandik, che fono Tparfi per quelli pala7;^i , come
anelli; delle Tue tavole Ucriate, che vi fi confervam, gi\ dieai <ufficiente_.
notizia nella mia Inftiu^ione delle Pitture di Gejiova , qui più volte nomi-
nata . Mi reità però a fosgiugncre , che di due inf.gni ritraiti di Cavalieri
a cavallo in valla tela rapprefcntati non lio ivi l'àtta menf^ione : e fono ,
l'uno prcffo il Sig. Gio. Battifta Cattaneo, nel fi'o nobil pala.'^zo , fìtuato
al principio della ilrada Balbi : V altro prclTo il Sig. Frarcclco Spino!.* , fì-
tuaro accanto alla Chiefa di S\ Donato . Similmente lafciai vii dite, che ne)
palazzo del Sig. Pietro Gentile fulla piazza di Banchi , v' ha un bellilfimo
ritratto d' Uiia Dama , fitto per mano di qu.-fto Autore , e un graziofa fchcr-
eo di putti. Ai-.chc di fu a mano è in c.ifa Franzonc il ritratto" del Card. Ki-
varola , ciie non fenza notabile anacronifnio può attribuirfi al GauUi: di cui
uiu volta io lo fuppojieva.
ED ARCHIT. FORE-ST., CHE ec. 44^
DI CRISTOFORO RONCALLI,
DETTO IL POMARANCIO,
Pittore Tofcano .
DI Padre Bergamafco nacque Crìftoforo Roncalli in un
borgo di Tofcana , detto delle Pomarance : quindi
egli fu per foprannome il Poniarancìo appellato ,
Quanto fofTe coiìui eccellente nel dipingere-- ,
e in quanta eflimazione per quefto titolo Roma 1' avefTe ,
può intenderli dal Baglioni , che ne fcrive la Vita , e mag-
giormente confermarfi dalle fue dipinture, che ne fanno au-
tentica teftimonianza .
In quella città ebbe il Roncalli rariffime diftinzioni ,
e dimoflranze d' onore ; godè fpecialmente i favori , e le par-
zialità del Marchefe Vincenzio Giufiiniani gcnovefe {a), ma
colà abitante . Quello Signore nel giro , che itcQ d' Italia
il volle in fua com.pagnia , a fine d' efTere da lui diflinta-
mente informato delle infigni Pitture, Sculture, ed altre_»
rare cofe , che foffe loro occorfò vedere .
Gol Marchefe fuddctto ei venne anche a Genova : dove
contratta avendo 1' amicizia del Sig. Giacomo Lomellino ,
in tempo appunto , che quello Cavaliere fi facea fabbricare
in S. Siro la maeftofa cappella di fua cafa ; fu da eflb im-
pegnato a dipingervi la tavola del Prefcpio . Ella è quella
rteffa , che or vi veggiamo corredata di buon difegno , ben
intefa ne' lumi , e nelle ombre , e ripiena di quel bello , onde
il Pomarancio farà fempre qui commendato . {b)
Tom. I. Ff DI
( (2 ) Il Marchefe Vincenzio Giuftiniani fu quegli , che ftabilita in Roma la fua
abita2Ìone , vi raccolfe la numerofa ferie di tìatue , di baffi rilievi , e di al-
tri preziofi marmi greci , per cui quel palazzo Giuftiniani di Roma è sì
decantato per tutto il mondo . Qiie3i marmi fece poi lo ftcffo Marchefe-.
egregiamente difcgnare , ed incidere a bulino in due groffi volumi in foglio.
I rami di tal Opera fi confervano in Genova preffo la Famiglia GiulHniani.
{i) Quefto quadro del Prefepio è quello, che Mr. Cochin erroiieame te auri-
buifce al Cambiafo .
II Ro.icalli morì in Roma d' anni 74. nel 1606. : come fcrive i. Baldinucci •
450 NOTIZIE DE' PITT., SCULT.,
DI AURELIO LO MI
Pittore Pi/ano .
LA V o R ò per molti anni in Genova Aurelio Lomi Pit-
tore Filano ; e al pari del buon credito , ci avea_.
rcn?:a fine le commiflìoni : laonde gran copia di fue
Opere ci ha lanciato ben corrette ne' difegni , e ben
armoniche ne' coloriti .
Rapporteronne qui alcune delle principali , ed efpofle-»
in pubblico; ommettendo le altre, che a troppo lungo di-
fcorfo mi porterebbero .
Fgli adunque per la Chiefa di S. Maria della Pace di-
pinfe la tavola della lapidaz-ione di Santo Stefano . Per quella
di S. Francefco di Calìclletto , la tavola rappreftntante S. An-
tonio di Padova in atto di faldate il piede a quel giova-
ne, che fé lo avea tagliato. E per quella m-edefuna Chiefa
nella cappella Grimaldi le due tavole, efprimenti , 1' una
Abramo , che facrifica il figlio ; l' altra il giovanetto Giulep-
pe , che da' fratelli è venduto agi' Ifmaeliti .
Per la Chicfi di S. Maria di Carignano parimente di-
pinfe due tavole , nella prima delle quali floriò la Rifune-
zione di Grillo : e nella feconda , il finale Giudizio : ed un'
altra tavola di fimile argomento, diverfa però nell'inven-
zione, lavorò per la cappella della Madonna del Carminc_>
nella Chiefa di quefii PP. Carmelitani .
In S. Maria di Cafìello fono del Lomi le tavole agli
Altari della Glori ofiflìma Vergine Aifunta , e di S. Domenico.
Un* altra pur quivi fé ne vede efprimente il Martirio di S. Bia-
gio ; ed è quella , che fta collocata nella cappella contigua
alla fagreflìa .
All' Aitar maggiore della Chiefa di S. Maria in PalTione
v'ha di mano di quello Pittore l'egregia tavola del Depollo
di Croce . All' Aitar }?rincipale dell' Oratorio di S. Giacomo
detto della Marina v' ha di eflb Pittore 1' altra tavola dimo-
flrante la Moglie di Zebedeo , che prefenta a Grillo i due
fuoi figliuoli / Nella Ghicfa della Maddalena è pur di colìui
la tavola
ED ARCHIT. FOREST., CHE ec. 451
la tavola della Santiffima Nunziata : ficcome in S. Siro la_,
tavola laterale prefTo all' Aitar della Vergine intitolata delle
Grazie ; la qual tavola efprime la Natività di elTa Vergine (a). ,
Una per ultimo ve n' ha nella cappella dedicata a S. Bona-
ventura ; e modra quedo Santo in atto di ritornare in vita
un morto fanciullo .
Dopo gli annoverati pubblici , e moltiffimi altri privati
lavori qu\ virtuofamente compiuti , partì il Lomi per la Tua
patria ; ove profeguì indefeflb con lode , e lucro , fmo all'
anno 1622. cinquantortefimo di Tua età, nel quale finì di
vivere . Viva però , e glori ofa rimarrà Tempre nella Ligu-
ria , non men che nella Tofcana , la memoria d' un Artefice
cosi accurato , ed efperto .
DI ORAZIO GENTILESCHI
Pittore Pifano .
ORAZIO Gentilefchi Pifano fu fratello del precedente
Aurelio ; perciocché ambedue nacquero di Gio. Bat-
tila Lomi . Ma la variazion del cognome in Ora-
zio addivenne ; perchè quefli dopo d' avere ap-
prefi i principj della Pittura dal fuddetto Aurelio ; fu dal
Padre mandato a Roma in età di diciafiette anni , affinchè
meglio ne profeguiife lo Audio, e fi rendefie nell'Arte per-
fetto . Fu il giovane raccomandato colà ad un fuo Zio ma-
terno di cafa Gentilefchi , Capitano della guardia di Caflel
S. Angiolo . Quindi molti credendolo nipote di quel Capi-
tano per parte di fratello, comunemente l'appellarono col
■ cognome Gentilefchi , che poi fempre gli rimale, come adottivo.
Fece Orazio in Roma di bei lavori , che molta flima
gli conciliarono . Quelli fono defcritti da Gio. Paolo Baglio-
ni; né è di mio inlVituto il farne novero. Per quanto s'ap-
partiene alla noftra città debbo qui riferire, come nel 1621.
Ff 2 trovandofi
(a) Dirimpetto a qucfla tavo'a del Lomi ve n' ha un'altra rapprefentante Ia_
Dicollazione di S. Gio. Battifla di mano di Cario Bonoue FciTarefe , allievo
de' Caracci , il quale fu anch' efib in Genova, e alcune cofe ci operò fullo
itile de' fuoi Maeihi . Di lui niuno , eh' io fappia , ha- fcricto : e pure
ejjli e Piata un Pittore maravigliofo.
452 NOTIZIE DE' PITT., SCULT.,
trovandofi colà il Sig. Gio. Antonio Saoli , ebbe occafione
di vedere alcune tavole di detto Orazio , delle quali reftò
_ talmente invaghito ; che fece grandi inflanze all' Autore_- ,
Di affinchè veniHe a lafciare in Genova qualche parto di Tua virtù,
Oi^Azin nromettendoeli buone ricompenfe. Mortolo pertanto ad ac-
confentu-e, qua ritornando il Sig. Saoli , feco il conduile .
In Genova le prime fatture di quello Artefice furon_.
tre tavole pel Tuo Mecenate . Neil' una di elle rta dipinta
la Maddalena in atto di penitenza : e nell' altra , Lot , che
con la famiglia il fugge da Sodoma : nella terza poi , che
riufc'i la più^ bella, è rapprefentata Danae, fopra cui fpargefi
Giove trasformato in pioggia d' oro . Indi molte gliene or-
dinarono i nollri Cittadini , che egli con efquillta maniera.,
efegui .
Chiamollo fra gli altri il Sig. Marc' Antonio Doria a di-
pingergli fui frefco le volte di due fiti in un dcli/iolb cafino
poco diilante dal fuo palazzo di campagna . Il Gcntikfchi nella
volta d' uno di quefti fiti figurò S. Girolamo {paventato dal
fuon della tromba intimatrice del finale Giudizio . Neil' al-
tro efprelTe varie cofe pur facre , che qui appreflo brevemente
defcriverò .
Egli nel principale fpazio della volta erprelTe Abramo,
che , riandò per facrincare il figlio , n' è rattenuto dall' Angiolo:
ftorla defcritta con belle attitudini , e con foave proprietà
di colorito . Ne' quattro mezzi , che reQano fuori d' ellà^
[e fono appunto quelli , che dal quadrato declinando vanno
a terminare in un triangolo ; cialcheduno de' quali fi lafcia
a' fianchi due mezzelune fopra il cornicione] efpofe a chiaro-
fcuro quattro facre ftorie: la prima d'Ifircco, che dà la be-
nedizione a Giacobbe : la feconda d'Efau, che vende a Gia-
cobbe la primogenitura: la terza di Giacobbe ftelFo , chcj
vede in fogno la milleriofa fcala : e la quarta pur di Gia-
cobbe in aito di lottare con l' Angiolo . Nelle lunette-,
vi fono in ampie figure efprefll Mosè ,. Aronne, Giofuè ,
Giona , Davidde , Giuditta , Giobbe , e Sanfone : ed en-
tro lo fpazio , che refla lòpra di effe mezzelune vi fi veggono
dipinte in mezze figure le quattro Sibille. Sonovi ancora
in piccole figurine varie altre rarprefcntanze del vecchio Teila-
roento
ED ARCHIT. FOREST., CHE ec. 455
mento : fra le quali , Mosè vicino all' ardente rovo : Giobbe
afflitto, e piagato: Tobia, -che feppellifce i morti: lo fielTo,
che cieco ricupera la virta coli' unzione del fiele del pefce tat- ,
tagli dal figlio fopra degli occhi . In fomma quefte pitture "d'i '
formano un complefTo d'armonlofo, e di vago, che quanto Orazio
più il contempla , tanto più aggrada . (a)
Altre pitture fece in Genova il Gentilefchi : ed alcune
di elle ad olio , le quali fuori inviò : diflintamente una al Duca
di Savoia : ed un' altra alla Reina di Francia . Quefla Rei-
na ebbe tanto caro il ricevuto lavoro ; che bramò d' averne
vicino r Autore . Invitollo per tanto in Corte : ed egli fen-
za indugio vi fi portò . Colà fi trattenne due anni . Ma chia^
mato poi dal Re d' Inghilterra con 1' efibizione d' un annuo
flipendio dì cinquecento lire fterline, ed alcune centinaia di
feudi per lo viaggio ; oltre al pagamento delle Opere , che
avefie fatto per li privati : abbandonò Parigi , e fi trasferì
a Londra , ove ebbe comodo di far conofcere il fuo talento
a quel Sovrano , e a' principali Signori del Regno , mafllma-
menre al Duca di Rochingam , che grandemente amollo ,
ed ebbelo in pregio .
In Londra cefsò finalmente di vivere Orazio nel quaran-
tefimo anno di fua età, dopo averne pafTati in fervizio di
quella Corte con univerfal gradimento poco meno di dodici.
Il fuo cadavere fu con onorevole pompa feppellito fotto l'Ai-
tar maggiore della Regia cappella di Sormerfcthaus .
Egli lafciò dopo di fé due figli , Francefco (b) , ed Ar-
temifia (e) , che ambedue alla Pittura attefero : e la figlia
fpecialmente rìufcì una Dipintrice di m.olto valore .
Ff 3 DI
(a) Il faprimmcnrorato fìto è quelle», che reffa nella principale firada del Borgo
di ^an Pier d' Arena : fito , che comunemente chiamafi la .' jggia Doria . La de-
fcrizione di queir Opera s' è qui efpofta , fccondcchè a! prefente vi fi vede .
Il noftro Soprani 1' aveva in gran parte tralafciata ; perocché egli colà indi-
cava fol tanto la figura d' un Giobbe , che pur v' è , ma accompagnata da
tutto r altro fuperbn lavoro , che fopra s' è riferito .
L'altra figura del v*?. Giiolamo più fapra defcritta fi può dire prelTbchè perduta.
{l>) Di Francefco Gentileschi fta Icritca qualche notizia fra gli allievi dal Sar-
2ana alla pagina ^'!7. di quefto tomo.
(e) ArtemÌMa Gentilefchi fu eccellente , maflìme ne' ritratti: <: molti naturalif-
fimi ne fece d' illu'lri Perfoiia^gi del fuo tempo. ElU per lo più foggicniò
in Napoli, ov' era in graniilfima ftima . Vi fono alcune fue lettere di colà
fcritte'a Roma a! Commendator Caillan.o dal P0220 nel i6<7. , le quali fi leg-
gono nel tomo piimo delle Le^itere Pittoriche ftampate in Konia .
454
NOTIZIE DE' riTT., SCULT.,
DI VENTURA SALIMBENI
DETTO IL BEVILACQUA . {a)
Pittore Sane/e,
SA NE SE fu Ventura Salimbeni Pittore, e fratello ute-
rino del Cavalier Francefco Vanni , anch' elfo Pittore ^
e di quella fama , che nell' Italia tanto lifuona .
Venne a Genova quello Ventura circa l'annoK^io.
ìnconipagaìa d' Agoftino Talfo , Pittore di profpettive , e di
©niamenti _, la perizia del quale ben fi conobbe nella volta
d' una
(wz) Il cognome di Bevilacqua fu donato in "Roma, al Salimbeni dal Cardili?,! Bo-
nifacio Bevilacqua Fcirarele , da cui era protetto. Ciò avvenne in occai^o-
nc , che quel Porporato lal'ciò il cognome proprio > per affumere 1' Aldro-
baiidino concedutogli da Papa Clemente V*III.
ED ARCHTT. FOREST., CHE ec. 455
d' una ftanza entro il palszzo de' Signori Adorni , fìtuato
lungo la ftrada Loinellina . Egli in detta volta introduiFe^
fogliami , e arabefchi di bel capriccio , e di tinte molto ame- , , ..,„.,■,.
ne, e foavì . E ficcome finfe quivi alcune balaullrate , che ^ Di
in campo d' aria riùltano : così all' intorno di elle per com- d?^^"'^
pmiento deli Opera te.e m diverli atteggiamenti molte_.
grazi ofe figure , che meritamente incontrarono tutto 1' ap-
plaufo de' Virtuofi . (a)
Nel Chioflro de' PP, di S. Francefco di Paola fuor della
porta di S. Tommafo in una parete di fronte rapprefentò fui
ìrefco il miracolo operato da queflo Santo nel liberare una
fanciulla dagli fpiriti maligni ; e nell' alto di quella parete
efprefTe parimente fui frefco , in pii^i minute figure , un altro
miracolo del Santo medefimo : ed ambedue fono pitture.»
di fpecial m.erito . (b)
Dipinfe quindi la volta del coro entro la Chiefa dedi-
cata al Divin Salvatore nel pian di Sarzano : e vi figuro eflb
Salvatore fopra candide nuvole , corteggiato da fchiere d'An-
gioli ; e al balTo v' aggiunfe alcuni Santi , che in varj atteg-
giamenti r adorano (e) . Pafsò pofcia a dipingere nella Chiefa
di S. Siro de' PP. Teatini; ove nella ^'olta della cappella.^
di S. Matteo rapprefentò fui frefco tre floriette concernenti
alla Vita di queflo Santo Ev.mgelifta .
Più Opere avrebbe fatto in Genova il Salimbeni , fé lo
fcortefe tratto d' un certo Mercadante non lo aveile difguflato.
Imperocché lagnando^ queflo Pittore della troppo fcarfa ri-
compenfa , che colui eilbivagli per alcuni efeguiti lavori ,
Ff 4 il Mer-
(a) II palazzo, ove fono quelle pitture oggidì S poffeduto dal Sig. Carlo Spinola
del Sig. Gio. Battifia , che dall' ultimamente defunto Antonio Adorno 1' ha_^
ereditato .
{b) La lloria del!' indemoniata fanciulla fi conferva tuttora in buon eflere dal
mezzo insù . Ma nel baffo è liiata in gran parte per traftullo graffiata-, ,
e guafta da gente ignorante .
(e) Il prefato coro in òccafione d' effere nuovamente intonacato perdette le pit-
ture del Patimbeni ; e +u poi dipinto da Gio. Maria delle Piane , fopranno-
mato il Molinaretto , di cui parlerò nel fecondo tomo di quelV Opera .
Chi defidera maggiori notizie del Salimbeni , legga Gio. Paolo Baglioni nel-
la quarta eiorna'^a : il Baldiniicci nd primo decen. della parre in. al fec, 4. :
l'Autore delle Pompe Sanefl al tomo ir. tit. ;55. : 1' Ugurgieri : e l'Autore
del Mufeo Finrentmo alla pag. a^. del tomo fecondo , in cui vedefi il ritratto
prefo da quello delibi galleria dì Firenze , dal quale abbiamo ricavato il qui
antepclto ,
45^ NOTIZIE DE' PITT., SCULT.,
il Mercante ebbe corag2;io di rinfacciargli 1' alloggio datogli ,
e gli alimenti Ibmminiltratigli . Sdegnato il Salimbeni di così
fatta villa , gli rilpofe, che, quando a vefTe creduto di vivere
full' olleri i , non avrebbe tollerati certi cibi indegni di com-
parire alla mcnfa d' un galantuomo . Ciò detto , fi parti .
né noi più lo vedemmo .
DI AGOSTIN O TASSI
Pittore Bolognefe . {a)
UN uomo eccellente in rapprefentarc pacfi , e prcfper-
tive fiori fui principio del noflro fecolo , QueQi fu
Agofiino TalTi bolognefe : il quale dopo aver fatte
in Roma, ed in Livorno molte buone pitture^. ,
l'anno \6\o. venne a Genova in compagnia del Salimbeni:
ove ambo infieme dininfero la lìanza di cafa Adorno .
Indi
(a) Dopo il Soprani niun altro parla del T^fTì , fuorché il Conte M>ilvag'ia_^ ,
0 Malvasìa, il quale feguitando l'errore di elio Soprani il fa Bnl(\s;ncf£_* .
Del rcfto il TafTì , fecondoch^ «arra Gio. Batti/la Pafleri fuo cojuenipora-
neo, noT l'u Bolognefe. Per foddisfa'^ione de' Leggitori foggiugncrò qui un
breve riilrctto di ciò , che di lui ne fcrive cflb Pafleri .
Agallino Tafli nacque iii Perugia da Pietro Bonamici di prcfcfllon pellicciaio.
Efìendo ancora fanciullo, fuggi dalla cafa paterna, e andò a Roma. Quivi
entrò per paggino in cafa del Marchefe Taflì . Lidi a poco ufcito di quella—
icrvitù , pafsò a Firenze, ove col cosrnome del Padrone lì facea nominart;-..
In quella città s' introduife a molti S.gnori , e fpecialmente al Gran Duca_,
Cofiino, che il prefe a proteggere. Ma poco gli durò tal fortuna; peidiè il
Taflì, abufandofi de' favori di quel Principe , gli cadde in difgraEia . Egli al-
lora 1) po^tò in Livorno , e vi cominciò lo fuidio della Pittura , alla quale
avea fcmpro avuto un particolar genio . Col comodo del vicino mare facea
fpecialmente applicazione falla ftruttura de'vafcclli , e fulle variazioni dell'onde.
In tali rapprefentanze divenne eccellente , ed efponeva di belle Operine.^ .
1 L'vorncfi , fcòrto avendo il buon gufto del Talti , l' impiegarono a colorire
con fimiii lavori le facciate d' alcune cafe . Qucfti lavori colà tuttora fi veg-
gono . Ritornò poi a Roma : e ftudiò la profpettiva fu quelle antichità ; onde
riulcì molto bene in così fatto gejiere : di modo , che fu eletto a dipingere
le lontananze entro la fala del palazzo Pontificio a Montecavallo infieme col
Genrilefciii , che vi fece le figure . In Roma contraflfe il Taflì l' amicizia del
Valimb'jni , e con eflb venne a Genova . Qjù la durarono in buona concor-
dia , non fenza maraviglia; perche ambedue erano di naturale faftidiofo,
e rotto . Partito poi da Genova il Tafl!i , ritornò a Roma , ove finalmente morì
d' anni 79. nel 1644. ; ed ebbe fepoltura in S. Maria del Popolo . Fu di beli*
affetto: ve/lì feirvpre con decoro, anzi con pompa. In Ordine a' fuoi coftu-
mi , fi pofTono dal fopiAllegaco FaiTeri iiucnJsrc . lo non ho coraggio di li-
feiirli.
Tassi .
ED ARCHIT. FOREST., CHE ec, 437
Indi fi portò nella deliziofa villa del Sig. Orazio Di
Negro , Cavaliere amantiffimo delle noftre arti , a dipingergli
r interno di certa cafina , che nel mezzo d' un bofchetio avea ..._
quel Signore dedicata all' ozio delle Mufe . Conduffe il TafTì 57
quedo lavoro con egregia maefìria; e vi finfe amene vedute Agostino
di mare , e di campagne con alberi fronzuti , il tutto d' un
guflo eguale a quello di Paolo Brilli , di cui era ftato Di-
fcepolo . {a)
Altre prove di fé non ha qui lafciate Agoflino TaHì .
Ci venne però dopo lui un fuo allievo nominato Gio. Bat-
tila Primi , Romano , il quale da principio fi pofe a lavo-
rare in creta per alcuni fabbricatori di maioliche , model-
lando graziofe figurine fu bacini , ed altri vafi . Ma pofcia ,
abbandonato , come troppo bafib , quefio lavoro , fi diede_>
anch' eflb a dipingere fullo fiile del Maelìro vedute di cam-
pagne, e di mare; e fu in ciò alfai ftiraato . Mori il Primi
tocco dal morbo pelHlcnziale l'anno 16 ^j.
DI OTTAVIO GHISSONI
Pittore Sancfe .
OTTAVIO GhifToni Sanefe, giovane d'ottimo intendi-
mento , ma gonfio di fé medefimo , per avere fer»
Vito in Roma Cherubino Alberti , di cui era fiato
Difcepolo , venne anch' egli a Genova l'anno kjic;
e fu ricevuto da Taddeo Carlone , incafa del quale albergò,
durante qui la fua dimora, che peraltro fu breve . Conciof-
fìa.hè con le parole vantava beniffimo d' effeic un valente.»
Plafiicatore ; ma gli fiucchi , che fece in S. Niccola da To-
lentino , dirofirarono tutto il contrario . Diede pofcia di piglio
a' pennelli , e con quefii operò alcuna cofa degna di lode .
Dipinfe entro la Chxfa della Nunziata nella contrada
di Portoria la cappella dedicata alla Vifitazione della SS. Ver-
gine ; e vi defcriire alcune fioriette aliai vaghe di colorito,
e d' un
( « ) Qviefta villa con 1' anneffovi palaezo è al prefcnte in dominio del Sig. Luigi
P.lainero. E i! qui defcritro caiotto ricco una volta di si pregiate pitture,
oggidì appella alcuni pcchi avangi ne nioitra.
458 NOTIZIE DE'PITT., SCULT.,
e ci' un difegno non difpregevole . E in S. Maria di Caflello
colorì pure fui frefco alcune pitture entro la cappella di S. Vin-
. ccnzio Fcrreri , le quali ritenevano un non io che d' armo-
Di niofo, che affai dilettava. Ma quefle pitture noi perdemmo
Ottavio ^^ occafione , chc fu relburata la fopraddetta cappella . Era
il Ghiflbni vanagloriofo, e millantatore delle cofe fue : mafie-
come era per altra parte uomo alla mano, e affai converfe-
vole : così arguivafi , che la fua millanterìa folTe anzi effet-
to di leggerezza , che di fuperbia .
DI GIOVANNI GAMBASSO
Seuil or e Tofcano .
IN Gambaffo , cartello non molto dittante dalla città di
Volterra , nacque Giovanni , che , quantunque foffe di cafi
Gonnelli : pure prefo il cognome dalla patria , queflo
fempre ritenne . Studiò collui la Scultura in Firenze fotto
Pietro Tacca : e vi divenne eccellente . Era per anco giovane
il Gambaffo , quando gli fi cominciò a debilitare la villa , che poi
nella roburta et\ del tutto perde . Ciò non ollante anche nella
total cecità fu sì geniale verfo la Tua Profeffione ; che volle
in effa efercitarfi continuamente , modellando in creta , e co-
piando a forza di compaffo , e colf aiuto del tatto Statue,
ed altre Sculture ; laonde era divenuto oggetto d" ammira-
zione a' più infigni Artefici del fuo tempo .
Fattofi per lo buon efito maggiormente coraggio , fi pofc
a viaggiare : e dopo avere in molte città d' Italia date pro-
ve del fuo ■\-alore , e fpecialmente in Roma (a) , venne a Ge-
nova ; dove fece molti ritratti di giovani Cavalieri , i quali
l'introduffero alla prefenza del Sereniffimo Doge. Il Doge,
per chiarirfi di quanto gli veniva efpolto circa l' abilità
di quello cieco; gli die incumbenza di modellare in creta
un bufio di S. Gio, Bartilla , che il prode Artefice in pochi
giorni compiè . Fu quefio bulìo molto filmato : e fi iece_.
porre nella cappella del Palazzo Reale , entro una nicchia
al deliro
(<j) Li Roma fece il Gambaffo il ritratto di Urbn.no Vili, modellato in creta ,
clic tuttavia conlcrvali iiel palazzo Barberini , ed è cofa jnolto dtgiia .
Ga.msasso .
ED ARCHIT. FOREST., CHE ec. 455»
a! deflro lato dell' Altare , ed in quel luogo appunto , in cui
allora confervavafi il Dito Indice di S. Gio. Battifta . Ma in
occalìone di nuova fabbrica , efTendofi altrove trafportata la _
reliquia ; fu anche tolta via l' Opera del GambalTo : né fo , che Di
ne fia avvenuto . Io temerei di fcreditare quefli miei fogli, ^'"^^^^^^^
fé oltre a' telliraonj di veduta non aveffi anche letto in Au-
tori degni di iede le notizie della virtù di quefl' uomo
veramente ftupendo ; fra' quali Autori fpecialmente veggafi
quanto fcrive di lui Bernardo Oldoini nel fuo Rijìretto IJìo-
rico ' del Mondo . {a)
DI ALESSANDRO VAIANI
Pittore Fiorentino
DImorò qualche tempo in Genova Aleflandro Vaìani
Fiorentino , Pittore di fpiritofa invenzione , e di af-
fai bel colorito . Colìui trovò qui la protezione del
Sig. Gio. Carlo Doria , per cui dipinfe molte ta-
vole di vivaci rapprefentanze , come , di gìuocatori , che al-
tercano : di armati , che combattono : e di cofe limili .
Vago il Vaiani di viaggiare , pafsò a Milano , e di là
mandò poi a Genova li due quadri , che abbiamo in quefla
CI iefa di S. Bartolommeo , detto degli Armeni: nell'uno
de' quali efprefle queflo medelìmo Santo , che da' m.anigoldi
è fcorticato : nell' altro , Santa Caterina la Martire , che_.
giace fotto le punte della terribile ruota : e fono quelH due
forniti di quelle doti , che qui (opra accennai eflere flate.^
fpeciali nel Vaiani : cioè di fpiritofa invenzione , e di bel
colorito . (Jj)
DI
(«) Veggafi altresì qnattto ne dice il BaldinuccI part. in. fec. 4. fol. 37r.
( ^ ) In Milano ha molto dipinto il Vaiani , colà detto comunemente il Fiorenti-
no. Ei v' Ila lafciato Opere degne in S. Bernardo, in S. Antonio, nella—
Cinefa de' Carmelitani Scalzi , ed in quella di S. Pietro .
Gli Abecedarj Pittorici chiamano il Vaiani col nome d' Orazio , il Soprani
con quello et' Aleflandio : ma quefta varietà uoji fa follajiaa .
4<Jo NOTIZIE DEPITT., SCULT.,
DI GIULIO BRUNO
Pittore Piemontefe ,
DISCEPOLO dell' infigne Pittore Lazzaro Tavaronc
era Giulio Bruno Piemontefe , giovane di non or-
dinarlo talento ; e già ben profittava nell' Aite_. :
quando, lufingandofi di polTederla a fufficienza , ab-
bandonò la fcuola , e il diede a operare da fé . Ma preflo
i' avvide del proprio errore : peroccliè non facendo cole de-
gne di molta mercede , trovavafi in gran miferia , collretto
a mendicare il foilenta mento da un fuo' fratello qui dimorante .
La fòrte però volle, che Giulio folle ricevuto per fervidorc
in cadi del Paggi . Il Paggi , eh' era di buone vifcere , e della
ProfelTione alFai curante", fcorta l'abiliti di collui , lo libe-
rò da' fervizj domeflici , e gli permife il profeguimento dello
fludio : anzi gli fu amorevol Maeflro , di modo , che Giulio
addentrò in breve la mano a un franco difegnare , e fpecial-
mente con la penna , ritraendo felicemente alla prima qualfi-
voglia figura di formato rilievo .
Irapiegatofi Giulio in dipingere , vi d'e.ie prove del Tuo
bravo fpirito , formando tavoline con colpi affrettati si ,
e quafi tiriti a flrapazzo : ma tuttavi.i indicanti un ottimo
difcernimento . Laonde avveniva , che quelle fue bozze fol-
fero in dipinto pregio tenute .
Poche tavole ha lavorato in grande queflo Pittore : pure
alcune ne conferviamo di ben intefi compofizìone , Una ve
n'ha neir Oratorio di S. Antonio Abite, lungo la llrada_^
Giulia , entrovi effo Santo , che i demonj con" brutte appa-
renze tentano di fpaventare . Un' altra è nell' Oratorio di
S. Croce : e rapprefenta Criflo , che lava i piedi agli Apo-
ftoli : ed un' altra i\ vede nella Chiefi di S. Giacomo di Ca-
rignano efprijnente S. Toramafo da Villanuova , clie dilpenfa
r elemofina a' poverelli .
Alcune tavole pur fece per fdlotti , e per gallerìe di Cava-
lieri di quefla città . Nella tacciata poi del palazzo del Sig. Gio.
Carlo Doria lavorò in fui frefco un fregio di putii , ed un' Im-
magine
ED ARCHIT. FOREST., CHE ec. ^ói
magìne della Madonna col Divin Figlio in collo : e ne ri-
portò molto onore . (a)
Le guerre , che pallarono tra i Genovefi , e i Piemontefi
l'anno 162^. furon cagione, che Giulio ftimaiTe prudente»,
coia il ritornarfene alla patria ; ove alquanto dopo mori .
Fi lafciò un fuo fratello nomato Gio. Battila , che dallo ftile
di lui poco fi dilungò .
DI GIORGIO BETHLE
Scultore Alemanno .
L' Anno \6^^. venne Giorgio Bethle da Roma in Genova,
dove fu introdotto a Gio. Battila Paggi , la cui pro-
tezione molto giovolli . Perciocché avendo il Paggi
olfervati alcuni lavori di coflui in avorio ; conobbe,
che egli era un buon Artefice: onde il propofe ad alcuni
Cavalieri di quella città , e principalmente al Sig. Francefco
Zoagli , per cui molto il Bethle operò . Tacer non debbo
due Immagini del Crocifiilò fattegli in avorio , le quali
tanto Iquifite riufcirono , che certamente in Italia poche ve
n' ha eguali , e ninna fu^eriore . Elle fi confervano prefTo
gli eredi di quello medellmo Cavaliere .
Alcun tempo fi fermò in Genova il Bethle , fempre-
mai occupato ne' Tuoi virtuofi lavori ; quando vago di ve-
dere altri paefi s' incamminò alla volta di Lombardia ; dove,
coltovi dal contagio , finì prefio di vivere .
DI GIOVANNI ROSA
Pittore Fiammingo .
DI Padre mercadante nacque in Anverfa Giovanni Rofa
nel 1591. ; ed ivi atrefe ne' fuoi primi anni alla Pit-
tura fotto la direzione di Giovanni di Wael Padre
di Luca, e di Cornelio , de'quali icriverò qui appreflo.
Dalla fcuola del Wals ufcì il Rofa ; e per lo Tpazio
dì quattr' anni feguitò quella di Francefco Snyders , che ri-
tornava d' Italia , dove avea col Rubens molto dipinto .
Dopo
(a) La riferita pittura più non è fu q.uella facciata.
4<?z NOTIZIE DE'PITT., SCULT.,
Dopo qucfti fecondi ftudj fi portò a Genova in età di
ventitre anni ; e ci fi fermò alcuni mefi . Da qm pafsò a Ro-
, ma ; e vi profcguì due anni a lludiare fulle Opere de' più
'ui ' valenti MaeQri . Ritornato poi a Genova penfava reftituirfi
Giovanni alla patria: ciò, che avrebbe effettuato, ih alcuni Signori
'"^' defiderofi di Tue tavole non lo avellerò obbligato, almen per
allora , a reflare . Efeguite le impolìegli commiflioni , altre
gliene fopraggiunfero ; e tante , che s' avvide non doverli
da lui cercare altrove maggiore impiego : onde fi llabilì
fra noi : e qui prefe moglie in età di trentadue anni .
Fu eccellente Giovanni in più generi di pitture : con-
ciolTiachè dipinfe a maraviglia l' erbe , i fiori , i frutti, gli alberi,
egli animali d'ogni fpezie con una tal fomiglianza a' veri;
che dagli rtelTi veri non fi difiinguevano . Fu anche aliai efperto
in formar figurine umane ; e fpeciairnente ritratti , ne' quali
s' accofiò moltiflìmo alle roburte tinte del Vandik , fuo com-
patriota . Quindi ili ma grande acquifiarono le fue Opere ;
ed erano con premura cercate in Roma , per la Francia-. ,
e per la Spagna , donde gliene venivano frequenti commif-
fìoni : ficcome pure dal Gran Duca di Tofcana , e dal Prin-
cipe di Monaco , a' quali fu Tempre cariffimo .
In pubblico noi qui non abbiamo di lui , fé non una_.
fola tavola . Ella è però baflevole a dichiararlo degno di quell'
alta fiiraa , in cui era generalmente tenuto . Quella tavola
è pofla ad una cappella della Chiefi dedicata a' Santi Cofimo,
e Damiano ; e mollra Grillo depol^o dalla Croce , in adora-
zione del quale fi vedono i ritratti de' Padroni della cappella
latti cos'i di naturale ; che ognuno li direbbe di carne_> ,
e non già dipinti .
Le fiudiole fatiche lungamente durate dal Rofa nell' efer-
cizio della Pittura furono cagione , che confùmato da febbre
etica fuccumbelFe alla morte in età d' anni 47, , dopo aver-
ne pafi'ati in Genova ventiquattro: e ciò a\ venne nel 1(^38.
Il cadavere di lui fu onorevolmente fcpolto entro la tomba,
ch'egli fielTo eretta s' avea nella Ciiieia di S. Caterina.
Lafciò il Rofa dopo di fé un Cognato ancor elio fiam-
mingo , e fuo Difcepolo . Fu quelli Giacomo Legi , il quale
fullo llile del Rolà dipinfe aflài bene fiori , frutti , ed ani-
mali .
ED ARCHIT. FOREST., CHE ec. 453
mali . Ma poche Opere ci fono di lui : peroccliè aggravato
in fua gioventù da una fiera diflillazione di capo , mori
in Milano ; dove trasferito s' era , per provare , fé la muta-
zione dell' aria gli recava giovamento .
DI GOFFREDO WAALS
Pittore Tede/co .
IN Colonia nacque Goffredo Waals : e in Italia venne da
giovanetto. La prima fua dimora fu in Napoli; dove,
per vivere , 11 diede a colorire carte flampate . Da quello
lavoro pa{sò a dipingere paefi . In progrelfo di tempo
fé n'andò a Roma: e quivi per buona fòrte capitò nella_*
fianza del Taflì , fotto il quale potè imparare con ottima
direzione , tanto che n' ufci valente Pittore .
Ritornato a Napoli, fi rendè oggetto d'ammirazione
a chi per addietro 1' avea conofciuto : conciofTiachè fece ve-
dere certi fuoi paefetti ornati di rainutiflìme figure : il tut-
to difpollo con proffima fomiglianza al vero, e con tinte
affai proprie , e foavi .
Fmal mente venne Goffredo a Genova ; e qui ebbe al-
loggio in cafa di Bernardo Strozzi , prelfo del quale abitò
molto tempo : e lo Strozzi innamorato della coflui virtù
lo protefle , lo raccomandò , e gli fece avere in che deco-
rofamente impiegarfi .
Quindi le lue tavole cominciarono ad acquiflare gran
nome , e ad elTere da' principali Cittadini richiefte per or-
namento delle più nobili flanze . Laonde egli ebbe qui mol-
to a dipingere .
Dopo qualche tempo annoiatofi coflui del foggiorno di
Genova , fi ritirò in Savona . Dimorò in quella città circa
un anno fempre lavorando , e ritraendone buoni guadagni .
Ma r inllabilità , da cui era predominato il portò a disgra-
ziato fine . Imperocché da Savona fenza far motto agli Amici
improvvifamente partì , e trasferifli di nuovo a Napoli . Quivi
per le
4^4 NOTIZIE DE'PITT., SCULT.,
per le protezioni , ed amicizie , che v' avea , ottenne il Go-
verno di Soncino , terra di quel regno , la quale poco fìante
fcolFa da un orribile terremoto fubbifsò ; ed egli infieme_»
con que' miferi abitanti vi rimafe fra le rovine fepolto .
DI CORNELIO WAEL
Pittore Fiammingo.
GRANDISSIMO credito s' acqui ftò in Genova co' fuoi
boriati quadri di piccole graziofifllme figure com-
pofl:i Cornelio Wael , di cui , giurta la ferie degli
anni , è dovere , che io qui ragioni .
Egli nacque in Anverfa ; ed ivi da fanciullo la Pittura
apparò . Il fuo genio trafportoUo ad un genere di dipingere
non eroico , ma capricciofo, e fcherzevole . I foggetti de' fuoi
quadri furono per lo più conviti , fefie di ballo , gioflre ,
battaglie , e cofe fimili , che rapprefentava con graziollflìmi
atteggiamenti .
Venne Cornelio in Genova con Luca fuo fratello pa-
rimente Pittore , ma fol di paefi , con difegno di trasferirli
a Roma . Qui giunto , efpofe alcune fue pitture , le quali ,
vedutefi , talmente piacquero ; che tantoflo i più intelligenti
Cittadini bramofi di polfederne , gliene commifero : e tante
egli ebbe a farne ; che potè metteiTi in avanzo di qualche
fomma conlìderabile di denaro . Poiché egli ebbe foggior-
nato qui per lo fpazio di fedici anni ; fi trasferì a Roma ,
unitamente con Luca fuo fratello ; nella qual città fperava
d'ottenere maggiori impieghi, e guadagni. Ma colà trovò
cofa di Tuo grave incomodo, e pericolo . Quefla fu 1' aria,
che alla fua complcffione non s' affaceva ; onde in capo ad
un anno fi ricondulfe a Genova, accoltoci con tanto piacere
di quefli Cittadini, quanto era flato il dispiacere, che da
prima aveano fentito in vederlo partire ,
Alcune tavole, eh' egli dipinfe appena ritornato di Roma,
furono di certe militari imprefe avvenute nelle Fiandre fotto
la condotta del Marchefe Ambrogio Spinola : pitture , che
per verità riufcirono fingolari .
In
ED ARCHIT. FOREST., CHE ec. 4^5
In occafione , che fu fatto a queflia città il recinto delle
nuove mura , ebbe ìncurabenza di formarne in tela un di-
pinto , per trafmetterfi al Re di Spagna . Quefla tela com- ■^«_;;«.
parve cofa bellilTima , anche per li capricciofi parerghi , che di
r Autore v' aggiunfe : come la veduta del porto , in cui finfe Cornelio
vafcelli con perfone armate , che vi combattono , m vane
attitudini , ed efprdTìoni . In Ifpagna fu molto Himata quella
pittura ; e per elTa egli s' acquiftò il titolo di eccellente
in defcriver battaglie .
Molte altre tavole fece il Wael , che adornano in Ge-
nova alcuni de' prì;r>arj palazzi (a) . Né io voglio eflendermi
in annoverarle . Abbaflanza fon note . Oltracciò un breve
ragguaglio non richiede di più .
Ma [ gran forza del genio ! ] benché coflui aveffe pro-
vato eiTergli infera 1' aria di Roma , ove dimorò piìi infer-
mo , che fano : pure ciò noi ritenne dal ritornarvi ; e con
maggior pericolo ; perchè già era in età avanzata . Appena
giuntovi , fi diede con tutto vigore ad operare . Indi fi rendè
di bel nuovo a Genova per certa compera : e redjtuitofl
a Roma con 1' efeguita commilTione , in pochi giorni vi mori.
Difpiacque la coflui m.orte a chiunque 1' avea conofciuto ,
e fpecialmente a' Tuoi Com.patrioti , che in numero di quali
quattrocento 1' accompagnarono al fepolcro .
Fu Cornelio uomo cortefe , ed affabile : ferìo , ed alle ^
occafioni anche allegro : di vifcere umaniffime : amico de' Pro-
feirori, ed amantinimo de' Tuoi Nazionali , eh' ci nelle occor-
renze aiutò , e ne' lor principi direfle : come praticò col
Vandik , col Malo , e con altri , a cui tenne Tempre aperta
la cafa .
Ebbe in Genova quello Pittore alcuni Difcepoli di me-
rito : e ragion vuole , eh' io ne faccia menzione . Uno di quelli
fu Giovanni Hovart , o come altri lo chiamavano , Giovan-
nino del fu Lamberto . Coflui dopo avere alcun poco flu-
Tom. I. Gg diata
( rt ) Sette quadri , che poflìede il Sig. Pietro Francefco Grimaldo nel fuo palaz-
zo da S. Luca di mano del VViel , fon cofe bellinìme. Si veggono in eflì
defctitte con efpreffioni le più leggiadre dell' Arte le lette Opere di Miferi-
cordia corporali . Ed io ho sbagliato nella mia Inftruzione delle Pitture di
quefta città , ove ho detto effere nel medefimo palazzo effigiate dal VVael
le altre Opere di Mifericordia fpirituali : perche quelle non vi fona.
VVael ,
4(?(? NOTIZIE DE' PITT., SCULT. ,
diata la Pittura ia Anverfa , venuto nella nortra città , fi
raccomandò al Tuo Compatriota Cornelio , che prontamente
^^^ accettollo , e lo ridulle in breve a s'i buon fegno ; che gli
Di affidava le bozze da terminare . S' avanzò Giovanni anche-.
Cornelio a fate ritratti , e jnolti ne condulTe di Dame , e di Cavalieri
con tutta puntualità , e lomiglianza . Di Tuo abbiamo an-
che una tavola l^oriata , facile ad eHer veduta ; perchè efpo-
(la in pubblico ad un degli Altari di S. Maria Maddalena.
L' umore malinconico, da cui quelì' Artefice era predomi-
nato , portollo in breve al fepolcro nel più robullo dell' età
l'anno i66^. Egli la(ciò dopo di fé alcuni figli, il mag-
gior de' quali lludia oggidì in Roma la paterna ProfelTione .
Nipote di Cornelio , e di lui Difcepolo fu pure Pietro
Booel Fiammingo, il quale ritirato s'era in Genova apprefTo
del Zio . QueQo Pittore nel dipingere non ufci da' limiti
del colorire fiori, frutti, ed animali. Ritornò ultimamente
alla patria : e di là iì dice , che pairaffe in Francia .
Anche Michele , detto Michele Fiammingo , ftudiò fotte
Cornelio , ed ebbe gratuito ricetto nella di lui cafa . Coliui
era flato Difcepolo del Rubens in Anverfa : e venuto a Genova
(lette prima con Gio. Andrea De Ferrari: indi s'appoggiò
al Wael , Michele fi diede al far de' ritratti ad imitazione
delVandik, e con ottimo effetto; avendone fatti di natura-
lifliini , che gli fruttarono molto guadagno . Dopo alcuni anni
di dimora in Genova , avido di maggiormente arricchire, partì
per le Spagne; dove cominciava a farla aiTài bene . Ma poco tem-
po pal'^ò , che , forprefo da grave infermità , vi perdette la vita.
Debbo pur anche dire alcuna cofa di Luca Wael ; che
ben degna è di ricordo la fua virtù . Fu Luca in Genova—
col fuo fratello Cornelio , come già accennai . Aveva an-
ch' efib in Anverfa imparato a dipingere , ma foIamcntc_>
paefi , che co;i artìficiolà maniera introduceva all' occorren?;a
nelle tavole del fratello , Andò Luca con eifo lui a Roma ;
poi feco pure fece a Genova ritorno. Qui poco più fi trattenne;
conciollìaciiè, provando egli pregiudiciale alla debil fua com-
pleiTione 1' aria d' Italia , volle rcllituirfi alla patria , dove non
molto dopo cefbò di vivere . Quando fiam prelTo all' ultimo
noflro deuino , niun' aria ci è favorevole .
DI
ED ARGHIT. FOREST., CHE ec. 467
DI BENEDETTO BRANDIMARTE
Pittore Lticchefe .
UN certo Pompeo Arnolfiai , Segretario del Principe
Doria , efFendo molto amico di Benedetto Brandi-
marte Luccliefe , e volendo promuoverlo , perfuafe
quel Signore a chiamarlo in fua cafa . 11 Principe
condifcefe : e chiamollo . Giunto qua il Brandimarte , fu to-
rto impiegato a figurare , per la Chiefa al Tuo palazzo conti-
gua, la SantifTima Vergine Annunziata dall'Angiolo {a).
Indi gli fece dipingere a chiarofcuro gli fportclli dell' orga-
no di detta CliieHi .
Non era già il Brandimarte un abbaflanza corretto Dife-
gnatore : ma per certa fua franchezza , e bizzarrìa di colc^rito
era da alcuni grandemente flimato , e fpecialmcnte dal Sig.
Giacomo Saluzzo , che gli diede a dipingere la tavola della
Tua cappella eretta in S. Pietro di Banchi ; nella quale fta
rapprefentata la Dicollazione di S. Gio. Battila. E quella è
la miglior tavola , che del Brandimarte io m' abbia veduto .
DI SIMONE BALLI
Pittore Fiorentino .
SMONE Balli fu Difcepolo d'Aurelio Lonii , col quale
venne a Genova . Qui poi s' ammogliò , e profcgui
a operare fino alla morte , che gli fuccedette in tarda
vecchiaia .
Dipingeva aflai delicatamente queflo Artefice in laflre
dì rame piccole immagini , che , per la diligenza , e sfumata
leggicrezza del pennello , erano molto apprezzate ; e parecchie
di quefi:e Tue pitture , per quanto odo , fi conferv^ano prello
la Signora PrincipelFa d' Avello . Egli lavorò anche in grande,
come appare dalla tavola , entrovi la rapprefentazione della
Cena del Signore ; la qual tavola è nell' Oratorio di S. Gia-,
Gg 2 comò
( (I ) La foprannotat* tavola no» è più in quella Chiefa .
4«58 NOTIZIE DE PITT., SCULT.,
conio nella lliada detta delle fucine : e da quell' altra , di'"'
è nella Chiefa di S. Maria del Carmine all' Altare dedicato
,..,_„.^ a' Santi Gio. Battiila , Benedetto , e Niccola da Tolentino .
Jj; Una tavola pure egli fece coinmelTagli dalla Signora Mar-
Si>v>-E cliefa Spinola per quelU Chicfa del Santo Spirito . In tale
^"''* tivjla è figurato 1' Angiolo Cullode : e fu cos'i gradita si pel
dilègno, SI per la vivezza de' colori ; che la flella Signori-,
gliene ordinò torto un'altra di limile argomento, la quale
fu collocata nella cappella del fuo fignorile palazzo di cam-
pagna prelTo a Cornigliano . {a)
Altro non pollo aggiungere di coflui , fé non , che fu
uomo oneflio , cortefe , ed affabile : e perciò era la fua ftan-
za frequentata . Ma non ebbe tutte quelle occafioni d" Ope-
re , che maritava la fua abilità .
DI VINCENZIO MALO
Pittore Fiammingo .
VINCENZIO Malo era nativo di Cambray , donde fi
trasferì giovanetto in Anverfa , per apprendervi la Pit-
tura . Suo primo Maertro fu Davidde Tenicrs , col
quale alcun tempo fi rimafe : ma invaghitoli pofcia
della maniera del Rubens pafsò alla colini fcuola , e quell'
ottimo gullo di pennelleggiare v' apprefe , per cui potè a sì ec-
cellente Maeflro in molte doti apprellarfi : non però in qi;ella
del tlifegno , nel che tal volta moflroffi poco accurato .
Egli , effendo tuttavia di frefca età , fé ne venne fra noi ;
ed ebbe amorevole ricetto in cafi di Cornelio Wael . A lungo
qui fi trattenne ; e co' difegni di lui conduffe tavoline af-
lai graziofe , e pregevoli , nelle quali acquilìoffi credito non
ordinario: onde molti furon coloro, che gliene comniifero
per ornamento de' lor falotti : motivo, ch'egli qui rimanelFe
lungamente , e con abbondevoli emolumenti occupato .
Né
(«) Oltre all'anzidetta tavola fono anche in quella cappella fue le altre tavole
ad olio nelle pascti , e nella volta, cfprimenti , Àbramo, in arto di facrifi-
care il figlio : ^lue farti della vita di Tobia : Daniello nel lago de' liojii :
"-^ Fli'idora punito, uicatie Itcìide le facrileghe xnajii a rapire i vafi del
Tempio.
ED ARCHIT. FOREST., CHE ec. 4<jp
Né perchè piccole cofe dipingere il Malo , fi raoftrò
perciò inabile a dipinger eziandio vafte tele . ConcioiTiachè
egli colori in pochi giorni la gran tavola rapprefentante_> -
Criflo , che celebra con gli Apofloli 1' ultima Cena . Quella Di
tavola orna una delle laterali pareti dell' Oratorio dedicato Vincenzio
a' Santi Pietro , e Paolo . Ella riufci belliflìma (a) : ficcome ^'■*^*
anche la tavola dell'Altare di quello ftefTo Oratorio da lui
di poi lavorata , efprimente i preiati Santi Pietro , e Paolo
dinanzi alla Madre di Dio .
Per la Chiefa di Santo Stefano conduflè un' altra tavola;
ed è quella, che vedefi al primo Altare a man delira, en-
trovi S. Ampeglio , che nella fua penofa infermità vien con-
folato da un' Angelica vifione . Molte fono le tavole qui dal
Malo dipinte per li noQri Cittadini , che ben care le tengo-
no . Una fra le altre ne poflìede il Sig. Gio. Niccolò Cavan-
na rapprefentativa della Maddalena , che è cofa degna d' ef-
fer veduta . {b)
Agiatamente , e in tutta eftimazione vifTe alcuni anni
in Genova il Malo : quindi la brama , eh' egli fempre nudrì
di veder Firenze , lo tolfe a noi . Andò per tanto in quella
città con la famiglia [dacché in Genova s' era ammogliato],
e alcun tempo vi dimorò , fruttuofamente operando . Da Fi-
renze poi pafeò a Roma ; dove per lo l'uo fregolato vivere
prefio ammalò , e in pochi giorni meri nell' anno quaran-
tefimoquinto di fua età .
Gg 5 INDICE
( « ) La riferita gran ravola ultimamente nella refiaurazione dì queir Oratorio
è ira a male .
( i "i Tra i fuperbi quadri del Malo , che fi confervano in Genova , ofiervifi
quello d' Abigaille a pie di Davidde , entro il pala^-zo C'arreca di flrada_
nuova; perchè tal quadro ci porge una giufta idea del fuo valentiiTuno Ar-
refi ce.
470
INDICE
De' Pittori , Scultori , ed Architetti Genovefì ,
de' quali in quello primo Tomo s'è fcritta
la Vita , o s' è dato qualche ragguaglio .
I niimi fegnati fenza afterifco fon quelli di coloro , di cui fi fcrive diftefamente
la Vita : i fognati coli' afterifco fon di quegli altri , de' quali fi parla
lommariamente nella V^ita d' un altro Pittore . Per maggior
làcilita nel ritrovare i nomi di quefti ultimi vi s' è
anche aggiunto il numero del verfo. .'_;
*
*
Acciaio Paris Intagliatore in legno . pag. 54. verfo 30.
Air ola Donna Angiola Dipintrice . 238. 8.
Anfaldo Già. Andrea Pittore . 200.
Ajjereto Giovacchino Pittore , z'ji. .
, * Giufeppe Pittore . 278. 22.
B
Badar acco Giufeppe Pittore . 212.
* Gio. Raffaello Pittore, 213. 21.
Baiar do Gio. Battijfa Pittore. 334.
Barrabbino Simone Pittore . 165.
Bargone Giacomo Pittore . 72.
* Baffo Bartolummeo Pittore, 211. 19.
Benfo Giulio Pittore . 279.
* Bertolotto Filippo Pittore, 244. 13.
De Bernardi Bernardo Pittore. 237. 14.
* Biccbio Gio. Battijìa Pittore; 135. nota {a)
Bifcaino Bartolommeo Pittore: 351.
* Gio. Andrea Pittore . 351. 8.
Biffoni Gio. Battijìa Scultore . 358.
Boccanegra Marino Architetto . 14.
Bocciardo Clemente, detto Clementone, Pitt. 3 28.
Borzone * Q:rlo Pittore, 253. 17.
, , . * Francefco Pittore. 253. 35.
* Borzone
INDICE
Borzone * Gio. Battifla Pittore . pag.
Luciano Pittore .
Bottalla Gio. Maria , detto il Rafael-
lino , Pittore .
Botto Mayc' Antonio Pittore , e Moàell.
Braccelli Gio. Battifla Pittore .
Brea Lodovico Pittore .
Brignok Battifla Pittore .
Calvi * Aurelio Pittore .
* Felice Pittore .
' '~ Lazzaro Pittore .
— * Marc' Antonio Pittore .
~~ Pantaleo Pittore .
* Benedetto Pittore .
Cambiafo Giovanni Pittore .
Luca Pittore , e Scultore .
* Orazio Pittore .
* Df/ Canto Girolamo Scultore .
Cappellino Gio. Domenico Pittore .
Capuro Francefco Pittore .
Carlone Giovanni Pittore .
* Gio. Battifla Pittore .
* Carbone Bernardo Pittore .
^"^ Carymli Fra Simone Pittore .
* Cafone Gio. Battifla Pittore .
Caflellazzo Giuliano Pittore .
Caflello Bernardo Pittore .
* Fra Bernardino Pittore .
Caftellino Pittore .
Gio. Battifla Pittore .
' * Gio. Maria Miniatore .
* Girolamo Miniatore .
' * Niccolò Pittore .
Valerio Pittore .
CafligUone * Francefco Pittore .
Gio. Benedetto , fljpranno-
mato il Grechetto , Pittore .
471
253. v>
erfl) I.
243.
300.
171.
ip8.
21,
52.
II*
51-
5-
51-
5-
45-
51^
4-
45-
51-
5-
32.
-jó.
96.
3<J.
357-
22,
177.
23p.
25l.
255.
ip-
270.
28.
41.
239.
I.
33<?.
150.
154.
8.
174.
105.
16^.
5-
II I.
17-
177.
11.
339-
315.
6.
308.
"^g- 3'5-
verfo 5.
271.
I.
349.
3-
255?.
32(J.
33.
135-
18.
37-
100.
104.
15.
357.
15.
270.
33.
472 INDICE
Cajhglione Salvatore Pittore .
Qrvetto * Sebajiiano Pittore .
* Gio. Paolo Pittore .
Chiefa Silvejiro Pittore .
* Clerici Tortmafo Pittore .
* Conteftahile Gio. Batttjia Pittore,
Corjo S'iccolò Pittore .
Corte Ce/are Pittore .
* Davidde Pittore .
* Cojìa Stefano Scultore .
* Croce Gio. Battijìa Pittore ,
\E
Emhriaco Guglielmo Architetto Militare , <S,
F
De' Ferrari Gio. Andrea Pittore . 266.
* Gio. Andre a figlio d' Orazio, Pit. 289. 25-
■ Orazio Pittore . 285.
Fiafella Domenico, detto il Sarzana , Pit. 224.
* Gio. Battijìa. 238. 22.
* Fiefca Ven. Suor Tommafa Difmtrtce . 25. nota \b).
G
Gazjiardo Bartolommeo Pitt. , e Incifore . 141.
Granello Niccolojto Pittore . 73.
Gropallo Pietro Maria Pitt. , e Modellat. 295.
* Groppi Cefare Scultore . 353, 18.
I
Imperiale Girolamo Pittore « ipo,
L
Lercaro Damiano Scultore . 23.
M
* Magnafco Stefano Pittore, 349. 12.
Mainerò
INDICE 47J
Mainerò Gìo. Battifia Pittore. pag. 255. ver/o
Merano Francefco , detto il Paggio , Pittore . 324.
* Gio. Battifia Pittore . _ 270. 31,
Montanaro Agofiino , e fratello Pittori, 139.
Monti Gio. Battifia Pittore . 257.
Moreno Fra Lorenzo Pittore . 43 •
Morineìlo Andrea Pittore . 39*
Mufante Gio. Luigi Architetto , 57.
o
Odertco Gio. Paolo Pittore. 2^8.
D' Oro , ojjìa d" Jeres Monaco , Pittore , Poeta ,
fi Ifiorico . ^^- .
Pagano Bernardo Pittore . 337.
Paggi Gio. Battifia Pittore , Scult, , ed ArcHt. 112.
Pennone Carlo Stefano Pittore. 237. 35.
Piaggia Teramo Pittore . 28.
Piola Domenico Pittore . 323. li.
Pier Francefco Pittore , 1 62.
■ Gio. Gregorio Pittore . i58.
Pellegro Pittore . ^\6.
Podefià Andrea Pittore, e Incifore . 238. 20.
Poggio Marc' Antonio Scultore . "^61.
Poncello Sebafliano Architetto. 353.
Tommafo Architetto . 353.
Porrata Giufeppe Pittore . 238. 17.
R
Ravara Pietro Pittore . 338.
Revello Domenico Architetto . 57.
Roccata^liata Niccolò Scult. , e Gett. di metalli. 353.
RoJJt G'-ovanni Stefano Pittore. 196.
Ruifecco Gio. Battifia Pittore . zji. 12.
S
Saltarello Luca Pittore. 292.
Gg 5 * Sa-
474 INDICE
* Sammgo Jjnhrogio Pittore . pag, 271. verfo 5,
Santacroce Matte-) Scultore . 355.
. * Francefco Scultore, 357. p.
* Già. Battifia Scultore t. 1^6. 32.
Da Sarzana Donar do Scultore . 53.
Sarzana : ve.i' Domenico Fi afe Ila ,
Scorza Siniballo Pittore . . 214.
* Semino Aleljandro Pittore, ' ^ 66. i^.
Andrea Pittore. 60.
' Antonio Pittore, 28.
* Cefare Pittore . " 66. 1 5.
Ottavio Pittore . 60.
* Solaro Giovanni Pittore . 278. 27.
Soprani Raffaello Pittore, e Scrittore i i.
Sormano Lionardo Scultore. 55'.
Già. Antonio Scultore , 'y'^.
Spezzino Francefco Pittore . 98.
Strozzi Bernardo , detto il Cappuccino y Pittore .184.
T
Tagliacarne Giacomo Intagliatore in gemme . ^6.
Tavarone Lazzaro Pittore. 143.
* Tajfara Gio. Battifla Pittore. 278. 33.
Turre Pietro Andrea Scultore. 3(^0.
Gio. Andrea Pittore . '^61. 9.
Travi Antonio, detto il Sejìri , Pittore. 304.
V
Vaffaì'o Antonio Maria Pittore. 332.
* T'erdura Giovanni Stefano Pittore, 237. 27.
Vicino * Gio. Angiolo Pittore, 350. j.
* Gio. Battifla Pittore. 350. 9.
* Gio. Michele Pittore x 350. 20.
* Villanova Lazzaro Pittore, 237. 32.
Z
* Zerhi Vincenzio Pittore. 237. 25,
IN-
47J,
INDICE
De' Pittori , Scultori , ed Architetti Foreflieri ,
che in Genova operarono ,
Atcardo Giacomo Architetto . ^ag. 437. verfo
■ Giovanni Architetto. 437*
D' Alemas;na Giu/io Pittore. 1^9*
AleJJì Galeazzo Architetto . 35>9.
Angofciola Lomellina Sofonisba Dìpntrice , 411.
Antoniano Antonio Pittore . 42<.
Azzolini Gio. Bernardino Pittore, 417.
B
Balli Simone Pittore . 4<?7.
Beccafumi Domenico , detto Mecherino ,Pit. 391. .
Bethele Giorgio Scultore. 4<5i.
Bianco Bartolommeo Architetto , 433.
. — . — * Gio. Battifla Scultore. 434. 15,
* Pietro Antonio Scultore. 434. 1$.
* Boel Pietro Pittore. ^66. ij.
Bonacorfi Pietro , detto Per ino del Faga , Pit. 380.
Bologna Giovanni Scultore . 423.
Bi(Joni Domenico Scultore . 418.
Botto Gio. Stefano Scultore . . 422.
Bran.iimarte Benedetto Pittore « 467.
* Brozzi Paolo Pittore . 345. J»
Bruno Giulio Pittore . 460.
BuJJo Aurelio Pittore . 3P4.
* Cartone Bernardo Scultore. 43^» ^*
Giufeppe Scultore . 45 i .
^addeo Scultore . 4-7'
■' * Toìnmafo Scultore, ,. 432. 21.
Cafella
47^ INDICE
* Cafella Daniello Architetto. pag. 430,' verfo i,
Cajidlo Già. Battifla , detto il Bergamafco ,
Pittore , Scultore , ed Architetto . 402.
Civitali Matteo ^cultore . 373.
Contucci Andrea, detto il Sanfovìno , Scult. 372.
Da Corte Niccolò Scultore . 392.
Carte Valerio Pittore . 397.
Cojtni Silvio Scultore. 588.
Falcone Gto. Angiolo Architetto * 439,
* Ferrandina Lionardo Scultore . 430. 9.
* Fornari Simone Scultore in tarsia . 395. nota {b)
Forzani Gafparo Scultore . 395.
Francavilla Pietro Scultore. 423.
G
Gamhaffo Giovanni Scultore . 458.
Gandolfo Girolamo Architetto . 438.
Gentile/chi Orazio Pittore. 451.
GhìJJoni Ottavio Pittore . 457.
H
* Hovart Giovanni Pittore. 4<f5; 32.
L
* Legi Giacomo Pittore . 4<5'2. 37.
Licinio, 0 Rcgillo , detto il Pordenone , Pit. 389.
Lombardo Aljonfo Scultore . 394.
Lomellma . ì^edaft Angojciola •
iowi Aurelio Pittore . 450.
Lurago Rocco Scultore . 419.
M
Afdt/òi Vincenzio Pittore . 4<?8.
Df'/ Mantegna Carlo Pittore. 369.
* Mariani Gio. Maria Pittore . 347. 18.
Mont or/oli Fra Gio. Angiolo Scultore i 37^.
Da
*
*
INDICE 477
o
Crfolino Gìo. Battìfla Architetto» pag, 43 <^. verfo
— * Giovanni Architetto. 43 (J. 25.
Pennone Rocco Architetto. 43^.
Piamone Filippo Scultore . 439.
Dalla Porta * Giacomo Architetto . 408.
_ Gugl elmo Scultore. 408. 7;
Primi Gio. Battijìa Pittore . ' 457. io.
Procaccino Giulio Cefare Pittore. 441.
• — * Camillo Pittore . 443. 8.
Q
Quadro Pietro Architetto . 435, ?j
R
* Rezi Martino Scultore . 430. 27*
Roncalli Criflofaro Pittore . 445?.
Rofa Giovanni Pittore . 451.
Rubens Pietro Paolo Pittore i 444,
S
Sangallo Giuliano Architetto . 370,
Sacco Pietro Francefco Pittore . 374.
Santacroce Filippo , detto Pippo , Scultore , 425,
Salimheni Ventura, detto il Bevilacqua,
Pittore . 454.
* Scorticone Domenico Scultore. 430. 15.
Siciliano Anaflajìo Architetto . 37 1*
* Sighizzi Andrea Pittore . 34(^. ip,
S"orr/ Pietro Pittore , 421.
Sfarzo Marcello Plajlicatore : 433.
T
T^_/7^ Agoflino Pittore . /\.^6.
Da Trevi gì Girolamo Pittore j, 387.
Del Vaga
478 INDICE
V
Del Faga . Fedafi Bonacorjt .
Da Faljoldo Giacomo Scultore . pag. 89. verfo 25,
Vannone Andrea Architetto ; 398.
Vandik Antonio Pittore . 44<^-
Wael Cornelio Pittore . 464.
* Luca Pittore . 454. 14.
XK^aah Gofreddo Pittore . 4(53.
Vovet Simone Pittore . 443.
2
Zahello Già. Francefco Scultore in tarsia , 395.
47?
INDICE
DF SIGNORI ASSOCIATI.
Aguazzanì Sìg. Gaetano di Modena.
Ameri Sig, Lorenzo .
Anlaldi Sig. Innocenzio Pittore da Pefcia .
Armirotti Sig. Paolo Francefco .
Archi Sig. Donato Pittore , e Camerlingo dell' Accade-
mia del Dilegno in Firenze .
Audifredi Sig. Abate Giufeppe Cappellano di Malta .
Baccigalupo Sig. Francefco .
Balbi Sig. Francefco Maria .
Balbi Sig. Girolamo .
Berio Sig. Giovanni Domenico Marchefe di Salfa.
Berto Rev. Velpaiiano .
Bernardi Sig. Tomraalo Lucchefe .
Bonelli Sig. Ignazio .
Bottari Monfig. Giovanni Cameriere fegreto di S. S.
Boyer il Sig. Inviato di S. M. C. preilo la Seieniffima
Repubblica di Genova »
Brandt Sig. Carlo Francefco.
Brounner Sig. Capitano .
Brufco Sig. Giacomo Ingegnere della Serenifs. Repubblica.
dilani Sig. Marchefe AgolHno .
Cambiafo Sig. Gio. Battilia del fu Gio. Maria .
Cambiafo Sig. Gio. Battila del fu Gaetano .
Cambiafo Signora Marina Imperiali .
Cambiafo Monfig. Michelangiolo Vicelegato di Romagna.
Carrega Sig. Antonio .
Carbone Sig. Pantaleone .
Cafaregi Sig. Andrea Scultore .
Caffme Signora Marche^ Orfmi Dipintrice, e focia delle
Accademie Parmenfe , e Clementina di Bologna .
Cattaneo Sig. Ottavio .
Cattaneo Signora Maria ,
Caufa Sig. Alberto.
Ccntu-
4!;o INDICE
Centurione Sig. Capitan Domenico .
Celefia Sig. Paolino
Chiefa Sig. Paolo Crifloforo .
Chiodo Rev. Gio. Battila .
Cicognara Sig. Conte Alberto da Ferrara .
Corte Sig. Antonio Dottore di Medicina .
Cofla Sig. Domenico .
Covercelli Sig. Niccolò Dottor di Medicina .
Doria Sig. Carlo Leopoldo .
Doria Sig. Francefco del fu Cammillo .
Doria Sig. Giufeppe del fu Francefco Maria .
Durazzo Sig. Girolamo.
Durazzo Sig. Giacomo .
Enrile Sig. Niccolò .
Ercolani il Sig. Marchefe Filippo di Bologna .
De' Ferrari Sig. Gio. Bernardo .
Fonfcolombe Sig. De
Fonticelli Sig. Antonio .
De' Francefchi Revmo D. Anfelmo Abate Benedettino.
De' Franchi Sig. Stefano del fu Niccolò .
Franzone Revmo Sig. Abate Girolamo .
Frugoni Rev. Carlo Innocenzio Segretario perpetuo del-
la R. Accademia delle beli' Arti in Parma .
Galeotti Sig. Giufeppe Pittore .
Gavazzo Sig. Giufeppe.
Garibaldo Sig. Pietro .
Gentile Sig. Giacomo .
Gentile Sig. Pietro .
Gefuiti la Librerìa de* RR. PP.
Ghelli Sig. Raimondo Pittore in Roma .
Ghifolfi Sig. Giufeppe Aiutante Maggiore .
Giolfi Sig. Antonio Pittore .
Giulìiniano Sig. Carlo.
Giufliniano Rev. D. Giufeppe Benedetto Monaco Cafli-
nenfe .
Giufliniano Sig. Orazio.
Grimaldo Sig. Gio. Battifla .
Guafco Sig. Marchefe Carlo d' Aleflandria .
Gufavo
INDICE. 481
Gulbvo Sig. Capitan Girolamo Ingegnere della Serenif-
fima Repubblica di Genova.
Hugford Sig, Ignazio Pittore in Firenze.
Jaumeton Sig. Luigi Enrico .
Krofs Sig. Beniamino di Modena.
Langlois Sig. Carlo Pittore .
Lafagna Rev. Padre D. Girolamo Somafco ,
Lercari Sig, Abate Franco .
Lomellini Fccmo Sig. Agoflino .
Lotinghen Sig. Conlìgliere in Milano .
Maggi Sig. Carlo Francefco .
Mattante Sig. Gio. Battifta .
Manfredi Sig. Abate Loreneo Antonio del fu Anton-
Maria .
Mari Sig. Niccolò .
Marana Sig. Antonio .
Michel ( Monficur) Segretario del Sig. Inviato di Francia.
Micone Sig. Carlo .
Morellet Sig. Confole di Danimarca .
Mayftre Sig. Paolo .
Oriijcci Sig. Abate Girolamo Lucchefe .
Pallavicino Sig. Paolo .
Parma la Regia Accademia .
Patch Sig. Tommafo Pittore Inglefe .
Peretti Sig. Giufeppe .
Pinello Sig. Agoflino .
Pini Sig. Gio. Battirta .
Polini Sig. Abate Pellegrino,
De' Prafca Sig. Bartolommeo .
Prato Sig. Giufeppe Maria .
Ramairone Sig. Carlo .
Regny Sig. Antonio .
Revelles Sig. Alberto in Torino.
Reycends Signori Fratelli in Torino .
Roccatagliata R. P. Priore del Carm-ine .
Rolandelli Rev. D. Gio. Battifta.
RoiTi Sig. Abate Filippo Antonio .
Roffini Sig. Paolo Dottore di Medicina.
RoulTi
482 I N D I e E
Rouff. Sig. Marchefe Giufeppe in Roma.
Santini Sig. Paolino Lucchefe .
Sappia RolTi Sig. Conte Giufeppe ,
Serra Sig. Gio. Battila .
Siri Sig. Abate Domenico .
Spinola Sig. Agofl:ino .
Spinola sig, Bendinclli .
Spinola Sig. Giacomo .
Staglieno Sig. Capitan Carlo ;
Sugliafik Sig. Capitan Francefco di Ragufi .
TeaWo Sig. Abbate Antonio .
Tealdo Sig. Giufeppe .
Torre Sig. Giufeppe . ■
Vimercati Stampatore in Aleflandria .
Vaymer Sig. Giovanni .
Valerio Sig. Carlo .
Della Valle Sig. Marchefe .
Vallier Sig. Andrea di Savona .
Vallier , e Brian MeiTieurs
Vannenes Sig. A*;ate Francefco.
Varefe Sig. Giufeppe .
Varefe Sig. Antonio Pittore .
Vautier Sig. Antonio .
Vautier Sig. Luigi .
Viale Sig. Francefco .
Viani Sig. Francefco .
Vitulli Sig. Gio. Avvocato Napoletano .
Zwalen Sig. Michele . V
Nel fecondo tomo fi profeguirà co' prenominati l' Indice
de' Signori , che favoriranno concorrere a queiV Opera.
ERRORI
CORREZIONI
Pag.
verf.
18 I.
38 16.
54 14.
74 not. {a)
84 not. {a)
III
305
37.
VITE
Fordonone
foprannaratc
fona
Coi'.chin
Opore
efper-pertiflìmo
VITA
Pordenone
foprannctate
fono
Cochiìi , ( e ccisì in qualunque altra nota ,
ove fi leggeiTe Cuucbin .
Opere
efpertiflìmo
* S'avverte, che alla pag. 158. quel primo Sonetto attribuito dal So-
prani ad Anfaldo Cebà , non è del Cebà , ma bensì del Chia-
brera : come appare dalla prima parte delle Poesie di ellb Chia-
brera ftampace in Genova nel lóoj. fotta 1' affiflcnza di lui me-
defuiio .
^ /.
Genovesi. In questa seconda edizione rivedute, accresciute ed arricdiitc
i note. Genova, Casamara, 1768-69. L. 250.000
uè voli. in-4°, leg. d'epoca in piena pergamena; compi. 894 pp., due antiporte t.t. al
rimo voi. e numerosi ritratti ine. in rame nel testo. «Genova, la cui arte solo dal Cin-
jecento in poi acquista importanza più generale, vanta una poderosa e abbondante
ccolta di Vite scritte da un patrizio locale, il Soprani (1674, seconda edizione molto
■cresciuta curata dal pittore Ratti, 1768)» (Schlosser). Cicognara, 2372. Bellissimo e-
mplare. Due timbri cancellati in parte bianca ai frontespizi.
THEGErryC£NTEP
nN. .:V«7Si>, ■.•-.:;'
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